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venerdì 20 settembre 2019

BERGOGLIO DEVE RISANARE LE CASSE VATICANE CHE, NEL 2018, HANNO REGISTRATO UN DISAVANZO DI CIRCA 70 MILIONI SU UN BUDGET DI 300 MILIONI

LE DONAZIONI SONO IN CALO E IL CARDINALE MARX STUDIA UN PIANO “LACRIME E SANGUE”: CI SONO LAICI DA 15MILA EURO AL MESE 
NON È UN CASO CHE IL PAPA, LO SCORSO 1° SETTEMBRE, SIA RIMASTO BLOCCATO PER 25 MINUTI IN ASCENSORE: NEI MESI SCORSI SONO STATI TAGLIATI GLI STRAORDINARI DOMENICALI DI DUE ASCENSORISTI…
Fabio Marchese Ragona per “il Giornale”

Trovare un rimedio per bloccare l'emorragia e coinvolgere tempestivamente tutti i cardinali e vescovi a capo dei dicasteri vaticani. Sono ancora una volta le finanze d'oltretevere a turbare la quiete della residenza Santa Marta, il quartier generale di Papa Francesco. Il Pontefice, che già dalla sua elezione nel 2013 tenta di riformare l' area economica del Vaticano, deve adesso affrontare una nuova grana: il risanamento delle casse della Santa Sede che nel 2018 hanno registrato un disavanzo di circa 70 milioni di euro su un budget di 300 milioni.

Da un lato le donazioni sempre più in picchiata, dall' altro i contributi degli enti economici interni (come lo Ior) sempre meno incisivi: per questo Francesco, che non ha ancora nominato un Prefetto della Segreteria per l' Economia (dopo che nel 2017 il cardinale Pell ha dovuto lasciare Roma per le accuse di pedofilia in Australia), ha incaricato il cardinale tedesco Reinhard Marx, membro del C6 e coordinatore del consiglio per l' economia della Santa Sede di trovare una soluzione.
Reinhard MarxREINHARD MARX

Per questa mattina il porporato ha convocato una riunione d'emergenza durante la quale si cercheranno di individuare tutti i possibili tagli da poter effettuare. Da quanto emerge in ambienti vaticani, non sarà di certo una riunione semplice: molti cardinali sono intenzionati a riferire a Marx il proprio malcontento per alcuni provvedimenti che non hanno contribuito al risanamento dei bilanci.

«Uno dei problemi principali sono gli stipendi di alcuni laici che guadagnano fuori tabella anche 15mila euro al mese - tuona uno dei capi dicastero che parteciperà alla riunione - Ci sarebbero state tante voci su cui poter lavorare e tagliare ma l' arrivo dei consulenti da società esterne, poi entrati come dipendenti a carico della Santa Sede, ha complicato le cose: guadagnano più di noi cardinali e spesso non hanno nemmeno buone competenze».

PAPA BERGOGLIOPAPA BERGOGLIO
In effetti una delle principali voci di spesa del Vaticano è quella legata agli stipendi dei dipendenti, circa 5mila tra Santa Sede e Governatorato, anche se in genere si tratta di compensi modesti a fronte di spese molto elevate per alcuni specialisti che lavorano soprattutto negli enti economici del Vaticano. Per questo motivo, ad esempio, nei mesi scorsi il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, pur di risparmiare poche centinaia di euro al mese ha tagliato addirittura gli straordinari domenicali di due ascensoristi del Palazzo Apostolico.

Reinhard MarxREINHARD MARX
Non è un caso che Papa Francesco, lo scorso 1° settembre, sia rimasto bloccato per 25 minuti in ascensore: i due addetti non erano presenti in Vaticano e i vigili del fuoco hanno dovuto chiamare d'urgenza un tecnico che avevano incrociato quella stessa mattina per caso, chiedendogli una mano per riportare l' ascensore in asse con una delle logge del palazzo e permettere al Papa e ad alcuni suoi collaboratori di uscire dalla cabina bloccata.

Sempre il Governatorato ha voluto dare una sforbiciata anche in campo sanitario: molti dei dipendenti dello stato vaticano hanno protestato per il taglio, al Fondo Assistenza Sanitaria, dei vaccini obbligatori per i bambini, costringendo i genitori a rivolgersi al servizio sanitario nazionale italiano. Qualche cardinale ha criticato invece la decisione di vietare la vendita delle sigarette allo spaccio vaticano: «Quella era un' entrata sicura che è venuta a mancare, peccato che però si continuino a vendere i sigari, solo perché interessano a qualcuno in alto» mugugna un altro porporato che si riunirà oggi con Marx.

Fonte: qui

venerdì 9 agosto 2019

UBER, CHE FLOP! CONTI AMARISSIMI NEL SECONDO TRIMESTRE: PERDITE PER OLTRE 5 MILIARDI DI DOLLARI

LA CRESCITA DEL GRUPPO HA RALLENTATO SIGNIFICATIVAMENTE, SOLLEVANDO DUBBI SULLA EFFICACIA A LUNGO TERMINE DEL MODELLO DI BUSINESS 
UBER CONTINUA A SPENDERE MOLTI SOLDI IN PROMOZIONI PER ATTIRARE NUOVI CLIENTI O MANTENERE LA PROPRIA QUOTA DI MERCATO 
LE SUE SPESE SONO PIÙ CHE RADDOPPIATE IN UN ANNO A 8,65 MILIARDI…

Trimestrale nera per Uber. Nel secondo quarto dell'anno la società ha registrato una perdita record di oltre 5 miliardi di dollari, mentre la sua crescita ha rallentato significativamente, sollevando dubbi sul modello di business dell'azienda. La perdita ha subito avuto riflessi alla Borsa di New York: il titolo dell'azienda leader mondiale nella prenotazione di autovetture con conducente (VTC) ha perso fino al 12% negli scambi elettronici successivi alla chiusura di Wall Street.
uberUBER

Gli esperti dell'azienda si aspettavano una grande perdita a causa della straordinaria remunerazione in titoli ai dipendenti in corrispondenza dello sbarco a Wall Street nel maggio scorso, ma non di questa portata. E anche senza questo elemento, il gruppo ha perso 1,3 miliardi di dollari da aprile a giugno, contro 1 miliardo nel trimestre precedente. Inoltre, Uber ha deluso le aspettative annunciando di aver aumentato il proprio fatturato di solo il 14%, a 3,17 miliardi di dollari, mentre a inizio anno era in crescita del 20%.

 "Sebbene continuiamo a investire massicciamente per la nostra crescita, vogliamo anche che sia una crescita di qualità e in questo trimestre abbiamo fatto progressi in questa direzione", ha dichiarato il direttore finanziario Nelson Chai in una nota. La quantità lorda di prenotazioni, il denaro che Uber riceve prima di pagare i conducenti e altre spese come i pedaggi, è aumentato del 31%.

UBER CONTRO TAXIUBER CONTRO TAXI
Il numero totale di gare è balzato del 35% a 1,68 miliardi e il numero di utenti attivi al mese è aumentato del 30%, raggiungendo i 99 milioni in tutto il mondo. Ma Uber continua a spendere molti soldi, ad esempio in promozioni per attirare nuovi clienti o mantenere la propria quota di mercato. Le sue spese sono più che raddoppiate in un anno a 8,65 miliardi.

Tuttavia, il capo dell'azienda, Dara Khosrowshahi, ha dichiarato in una teleconferenza ieri con gli analisti che"l'ambiente competitivo sulla piattaforma di prenotazione dell'auto continua a stabilizzarsi e migliorare". I leader del suo concorrente numero uno negli Stati Uniti, Lyft, avevano fatto commenti simili il giorno prima, suggerendo che la guerra dei prezzi tra i due gruppi si stava placando. Ma Lyft ha anche registrato un balzo delle vendite del 72% nel secondo trimestre e, più ottimista sulla sua attività, ha previsto per il 2019 perdite inferiori alle attese. Questa fiducia ha giovato alla stessa Uber, il cui titolo ieri è salito dell'8%  a 42,97 dollari prima della pubblicazione dei suoi risultati.
l app di uberL APP DI UBER

Anche dopo quell'inizio,il titolo è rimasto al di sotto del suo prezzo di lancio a Wall Street all'inizio di maggio. Uber intende utilizzare questa pausa per rafforzare il servizio di consegna di pasti Uber Eats in un settore "in cui la concorrenza è intensa, gli investimenti sono elevati, ma il potenziale è incredibile", ha affermato Khosrowshahi. UberEats è una delle attività di diversificazione su cui si basa il gruppo, ma che deve affrontare una crescente concorrenza da start-up come DoorDash. Uber investe anche in bici e scooter elettrici o vetture senza conducente.

domenica 14 ottobre 2018

FATTURATO RECORD MA PIU’ DEBITI (218,MILIONI) PER LA ROMA


NEANCHE LA STAGIONE DA FAVOLA IN CHAMPIONS (E IL NUOVO SPONSOR) HANNO PORTATO AL RISANAMENTO DEL BILANCIO DEL CLUB 

L’ANALISI DE ‘IL SOLE 24 ORE’: LA SOCIETÀ AVREBBE BISOGNO DI UNA NUOVA RICAPITALIZZAZIONE

Gianni Dragoni perwww.ilsole24ore.com

Meno perdite, ma più debiti. Neppure la stagione da favola che ha visto la cavalcata trionfale dell’As Roma fino a un passo dalla finale di Champions League ha portato al risanamento del bilancio del club presieduto da James Pallotta.

I conti sono rimasti in rosso (con una perdita netta consolidata di 25,5 milioni di euro, diminuita rispetto ai 42,3 milioni della stagione precedente), ma nel primo bilancio dopo l’abbandono al calcio di Francesco Totti alcune criticità strutturali si sono accentuate. A livello consolidato, i debiti finanziari netti hanno continuato a salire, da 192,5 a 218,8 milioni. I debiti hanno quasi raggiunto il fatturato, nonostante questo sia aumentato di 75 milioni, toccando il record nella storia giallorossa, a quota 250,87 milioni (escluse le plusvalenze, conteggiate a parte).

L’altro fattore di debolezza nel progetto di bilancio al 30 giugno 2018, approvato dal consiglio di amministrazione, è il patrimonio netto consolidato, rimasto negativo e peggiorato, da -88,9 milioni del giugno 2017 a -105,4 milioni a giugno scorso. Questo vuol dire che il gruppo As Roma ha perso tutto il capitale, quest’indicatore è sottozero di 105 milioni. Pertanto la società avrebbe bisogno di una nuova ricapitalizzazione per poter essere tranquilla.

Questo senza poter ancora contare sullo stadio di proprietà, viste le incertezze che avvolgono il rilascio delle autorizzazioni del Comune e della Regione al progetto stadio a Tor di Valle da 1,2 miliardi. Come già emerso qualche anno fa, lo stadio verrebbe finanziato e realizzato da una società separata, di proprietà diretta di Pallotta e di altri investitori.

Con la perdita dell’ultima stagione, le perdite accumulate dal gruppo As Roma negli ultimi tre bilanci salgono a 82,1 milioni. Il deficit era stato messo in conto dalla società. Ma neppure i maggiori ricavi derivanti dalla qualificazione alle semifinali della competizione europea hanno consentito ai conti della Magica di fare il miracolo. In campionato è stato raggiunto il terzo posto.

Ricavi per 98,4 milioni, rispetto ai 32,2 milioni della stagione precedente, nella quale la squadra era arrivata agli ottavi di finale. I ricavi da diritti televisivi sono aumentati di 23 milioni a 128,56 milioni. I «ricavi da gare» sono aumentati da 35,25 a 77,22 milioni. In questa voce, secondo la relazione al bilancio, «sono contabilizzati 38,2 milioni di euro per participation e performance bonus relativi alla partecipazione e ai risultati sportivi conseguiti» (9,1 milioni nel 2017).
pallottaPALLOTTA

In cassa sono stati contabilizzati anche i sei milioni versati da Qatar Airways come «bonus» anticipato per la firma del contratto di sponsorizzazione. Da questa stagione la compagnia di Doha verserà 11 milioni all’anno. La Roma ha anticipato nel bilancio chiuso a giugno anche la plusvalenza di 31,9 milioni realizzata con la cessione di Nainggolan all’Inter. Il giocatore belga è stato ceduto a fine giugno, per 38 milioni. In totale nell’esercizio le plusvalenze nette da calciomercato sono arrivate a 54 milioni. Negli ultimi tre anni il club ha contabilizzato 225 milioni di plusvalenze nette.

Il costo del personale è aumentato da 145 a 158,8 milioni, le spese per servizi sono salite da 42,46 a 47,38 milioni. Per ammortamenti e svalutazioni lieve aumento da 56,8 a 57,4 milioni. L’investimento in diritti dei calciatori è stato di 152,8 milioni, superiore ai 91,3 milioni dell’anno precedente.

pallottaPALLOTTA
La Roma può iscrivere come risultato positivo l’approvazione ottenuta il 13 giugno dalla Uefa dei propri conti. L’As Roma «è stata considerata conforme» ai fini del rispetto degli impegni assunti l’8 maggio 2015 con il «voluntary agreement» sui parametri del Financial fair play «tra cui - osserva il club - il raggiungimento del pareggio di bilancio» nella periodo 2017-2018. Per questa stagione il club ha ottenuto la licenza Uefa il 7 maggio dalla commissione di primo grado della Figc. In luglio - si legge nel bilancio - è stato «completato l’iter» per il rilascio della licenza nazionale e iscrizione al campionato di Serie A.
Tuttavia nei conti c’è uno squilibrio patrimoniale e finanziario. I debiti finanziari netti derivano in larga parte dal finanziamento con l’operazione Goldman Sachs-UniCredit del 12 febbraio 2015. Il patrimonio netto consolidato è negativo malgrado in giugno si sia conclusa la ricapitalizzazione per 100 milioni. La Roma ha raccolto meno dei 115 milioni richiesti ai soci. Va detto che 90,5 milioni erano stati anticipati negli esercizi precedenti dall’azionista di maggioranza Pallotta. Pertanto il denaro fresco entrato nelle casse della società nell’ultimo esercizio è di soli 9,5 milioni.

PALLOTTA MONCHI DI FRANCESCOPALLOTTA MONCHI DI FRANCESCO
Tifosi e azionisti della Roma (e non solo) potrebbero chiedersi come può essere iscritta al campionato una società che ha un patrimonio netto negativo. La ragione è che la Figc non considera il bilancio consolidato, che dà la rappresentazione più completa dei conti, ma il bilancio di esercizio della sola Spa capogruppo. Poiché anni addietro la Roma ha fatto operazioni di scorporo del marchio e del ramo d’azienda commerciale, conferendoli a due nuove società controllate, ha iscritto nei conti plusvalenze derivanti da operazioni infragruppo, come se avesse fatto una rivalutazione dei propri cespiti.

Nel bilancio consolidato le plusvalenze infragruppo vengono annullate. Invece nel bilancio «separato» della capogruppo questi proventi vengono contabilizzati, secondo il codice civile e appare, come per magia, un patrimonio netto positivo per 30,9 milioni. È un’operazione di cosmesi contabile, però viene accettata dalla Figc e consente l’iscrizione al campionato. Lo stesso è stato fatto dalla Figc per altre squadre in una situazione simile, Inter e Milan, almeno fino all’anno scorso. I loro bilanci a giugno 2018 non sono ancora stati pubblicati.

Fonte: qui

martedì 29 novembre 2016

L’INPS VEDE SEMPRE PIU’ ROSSO

IL DISAVANZO PEGGIORA DI 3,8 MILIARDI E SALE A 16,3 MILIARDI 

L’ISTITUTO DI TITO BOERI, PERO’, NON SA QUANTI IMMOBILI HA 

PRESTO LA SOSTITUZIONE DEL DIREGGORE GENERALE, DOPO LE DIMISSIONI DI CIOFFI


FILIPPO TADDEI E TITO BOERIFILIPPO TADDEI E TITO BOERI
Conti in rosso per la previdenza italiana e grido di dolore per l' Inps. Il disavanzo dell' istituto guidato da Tito Boeri è salito a 16,3 miliardi di euro nel 2015 con un peggioramento di 3,8 miliardi rispetto al disavanzo economico del 2014 (12,4 miliardi). I dati saltano fuori dal bilancio consuntivo 2015 dell' ente approvato dal consiglio di indirizzo e vigilanza. Frattanto, lo stesso Boeri ha promesso che a stretto giro nominerà il nuovo direttore generale al posto di Massimo Cioffi, che ha sbattuto la porta la scorsa settimana in polemica con lo stesso presidente.

DE BENEDETTI TITO BOERIDE BENEDETTI TITO BOERI
Cioffi si è dimesso per «nette divergenze» con Boeri, dopo un lungo braccio di ferro interno che in qualche modo ha pesato sulla gestione dell' istituto e sugli auspicati interventi riorganizzativi. Quanto ai conti Inps, il patrimonio netto dell' Inps al 31 dicembre 2015 risulta pari a 5,8 miliardi . Il Civ, che ha approvato il bilancio consuntivo anche sulla base del parere positivo del Collegio sindacale, «ha posto in luce e ribadito - rispetto a sollecitazioni già ripetutamente avanzate in passato - una serie di criticità evidenziate dal bilancio consuntivo» si legge in una nota del' listituto.
BOERI E CIOFFIBOERI E CIOFFI

«Tali criticità, sulle quali il Civ ha registrato da ultimo un impegno costruttivo da parte del presidente dell' Istituto, riguardano in particolare: la necessità di un' attenta valutazione della consistenza effettiva della massa dei crediti rilevata alla fine dell' esercizio; l' esigenza di un attento monitoraggio di tutti i Fondi e Gestioni previdenziali amministrate dall' Inps; il mancato avvio dell' attività ispettiva nei confronti della Pubblica Amministrazione che non permette di conoscerne la reale situazione contributiva (in particolare delle amministrazioni locali)».

Non è tutto. E ancora tra le criticità figurano «la puntuale conoscenza dei dati relativi al patrimonio immobiliare dell' Istituto; la necessità di predisporre il bilancio per missioni e programmi definendo i programmi sottostanti ciascuna missione seguendo le linee di indirizzo emanate dal Civ».

Fonte: qui