9 dicembre forconi: Pullman
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sabato 29 dicembre 2018

ATTACCO A UN PULLMAN TURISTICO IN EGITTO


UN'ESPLOSIONE HA COLPITO UN BUS CHE PASSAVA VICINO ALLE PIRAMIDI DI GIZA: CI SONO ALMENO 2 MORTI E 10 FERITI


egitto attacco bus turisticoEGITTO ATTACCO BUS TURISTICO

Un pullman turistico è stato coinvolto in un’esplosione a Giza, nei pressi delle Piramidi. Lo riferisce Al Arabiya. Ci sarebbero almeno due morti. Alcuni funzionari della sicurezza egiziani affermano che una bomba sul ciglio della strada ha colpito un autobus turistico in un’area vicino alle piramidi di Giza, uccidendo almeno due persone e ferendone altre 10. I funzionari hanno detto che l’autobus stava viaggiando nella zona di Marioutiyah. Fonte: qui
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COLPIRE IL TURISMO PER METTERE IN GINOCCHIO L’ECONOMIA DEI PAESI NEI QUALI SI VUOLE GUADAGNARE TERRENO: SECONDO FONTI DI SICUREZZA È QUESTA LA STRATEGIA PIANIFICATA A TAVOLINO DA CHI COMPIE ATTACCHI COME QUELLO CONTRO IL BUS DI TURISTI VIETNAMITI IN EGITTO 

IL BILANCIO È DI 4 MORTI E 11 FERITI. LA POLIZIA EGIZIANA FA SAPERE DI AVER UCCISO 40 PRESUNTI “TERRORISTI”…


Elena Panarella per "Il Messaggero"

egitto attacco bus turistico 9EGITTO ATTACCO BUS TURISTICO
Colpire il turismo per mettere in ginocchio l' economia dei Paesi nei quali si vuole guadagnare terreno. Sarebbe questa, secondo fonti di sicurezza, una delle strategie pianificate a tavolino da chi compie attacchi come quello di ieri pomeriggio contro un bus di turisti vietnamiti nei pressi delle Piramidi, a Giza (Cairo).

Una bomba piazzata accanto a un muro lungo un percorso alternativo rispetto al solito percorso dai pullman turistici, ha ucciso quattro persone e ne ha ferite dieci. «Da una prima ricostruzione si potrebbe trattare di un cane sciolto e non di un gruppo, altrimenti i danni sarebbero stati maggiori - spiega lo scrittore ed analista politico, Ali Maklad - le aree sono super controllate e i gruppi di turisti in visita nelle zone archeologiche o di maggiore interesse sono solitamente scortati dalla polizia. Il Paese è sicuro ma una scheggia impazzita resta tale ed è fuori controllo».
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Eppure secondo l' Organizzazione mondiale del turismo, l' Egitto è il primo Paese nel mondo per la crescita costante di turisti. Lo scorso anno otto milioni di persone hanno visitato il Paese dei Faraoni e nel 2018 sono arrivati a circa 10 milioni. L'Italia è al quarto posto per il numero di arrivi, dopo Germania, Ucraina e Regno Unito: con un incremento del 94% di turisti nel 2017 e una crescita del 50% nei primi sei mesi di quest' anno.

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Numeri che fanno bene anche all' Italia da vari punti di vista: soprattutto in termini economici. E sì perché a portare ricchezza al nostro Paese non sono solo i flussi in entrata, ma anche quelli in uscita. A beneficiare sono anche gli operatori economici italiani, dalle compagnie aeree che trasportano i viaggiatori da e per l' Egitto alle società italiane proprietarie di alberghi e villaggi turistici sul Mar Rosso.

Il direttore dell' Ente del turismo egiziano, Emad Fathy, ha presentato alla fine ottobre le novità negli itinerari vacanzieri del Paese al TTG Travel Experience, il salone del turismo promosso a Rimini.

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«Dopo la visita di Papa Francesco abbiamo dato una spinta ad altri itinerari religiosi, soprattutto la Fuga della Sacra Famiglia in Egitto».

I TOUR OPERATOR Diversificare è la parola d' ordine lanciata dai tour operator di entrambi i Paesi. «L' Egitto non è solo Mar Rosso, anche se è tornato molto forte. Abbiamo anche percorsi culturali lungo il Nilo, verso il Cairo, Luxor, Assuan e le crociere.

Ma la novità di quest' anno sarà la Costa Mediterranea: è tornata la domanda per Marsa Alam e Alessandria d' Egitto». E se da una parte i numeri parlano di crescita a 360 gradi dall' altra l' Egitto deve fare i conti con organizzazioni estremiste attive nel Sinai, dove attentati ed attacchi sono frequenti.


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Dopo che venerdì pomeriggio quattro persone sono morte nell’esplosione di una bomba che ha travolto un bus turistico sulla strada vicino a Giza,nell’area e nel Sinai. Le autorità hanno condotto vari raid nel governatorato di Giza, dove si trovano le piramidi e dove si è verificato l’attacco di venerdì, il primo contro turisti dal 2017 e non rivendicato.

I presunti terroristi uccisi nell’area sono stati 30. Altre operazioni sono state eseguite nel governatorato del Sinai del Nord, dove i sospettati uccisi sono stati 10.
Il ministero dell’Interno ha fatto sapere che le autorità hanno ricevuto informazioni secondo cui i presunti terroristi avrebbero preparato una serie di attacchi contro istituzioni statali, luoghi turistici e chiese cristiane. “La sicurezza nazionale ha ricevuto informazioni su un gruppo di terroristi che stava pianificando una serie di violenti attacchi a istituzioni statali, in particolare a quelle economiche, così come a strutture di turismo, forze armate, polizia, luoghi di fede cristiana”, ha dichiarato il ministero.
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Una fonte ha affermato che i raid sono avvenuti sabato mattina presto, poche ore dopo l’esplosione dell’ordigno vicino alle piramidi. La bomba contro il pullman ha ucciso tre turisti vietnamiti e la loro guida egiziana, mentre altri 11 turisti del Vietnam e il conducente egiziano sono rimasti feriti.

Saigon Tourist, la compagnia che ha organizzato il viaggio, ha dichiarato che il gruppo era “diretto a un ristorante per la cena”, quando la bomba è esplosa. L’impresa ha anche organizzato il viaggio di alcuni parenti delle vittime in Egitto. L’attentato potrebbe costituire un duro colpo per l’industria del turismo egiziana che si stava riprendendo dopo la pesante crisi seguita alle rivolte del 2011e la destituzione di Hosni Mubarak.
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Il Paese ha tentato di attirare di nuovo i turisti, riportandoli a scoprire luoghi d’importanza archeologica e rafforzando la sicurezza attorno alle principali destinazioni e negli aeroporti. In programma c’è anche l’apertura di un grande museo vicino alle piramidi di Giza, l’unica delle sette meraviglie del mondo antico ancora esistenti.

I precedenti – Nel luglio 2017, due turisti tedeschi furono accoltellati a morte da presunti jihadisti a Hurgada, sul Mar Rosso, mentre nell’ottobre 2015 una bomba rivendicata dallo Stato islamico uccise 224 persone a bordo di un volo commerciale che riportava a casa turisti russi dal Sinai. Gli 8,2 milioni di persone che hanno visitato l’Egitto nel 2017 sono ancora ben lontani dai 14,7 milioni del 2010 pre-rivolte.

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Intanto, il Cairo lotta contro l’insorgenza islamica nel Sinai del Nord, che ha avuto un picco dopo la destituzione nel 2013 del successore di Mubarak, l’islamista Mohammed Morsi. Jihadisti legati all’Isis hanno rivendicato la responsabilità di precedenti attacchi, fra cui quelli alla minoranza cristiana copta che costituisce il 10% della popolazione.

Fonte: qui

mercoledì 12 settembre 2018

TUTTI I MIGRANTI DELLA DICIOTTI SONO FUGGITI. A ROCCA DI PAPA, DOVE ERANO STATI ACCOLTI IN UNA BELLA STRUTTURA DELLA CEI VISTA LAGO, LE STANZE SONO VUOTE


IERI IN 34 SONO STATI TROVATI A VENTIMIGLIA, PORTATI IN PULLMAN DAGLI ATTIVISTI DEL CENTRO ROMANO BAOBAB

CHIEDERANNO ASILO POLITICO IN ITALIA? 

MANCO PER NIENTE: ECCO COSA FARANNO ADESSO

DICIOTTI, TUTTI I MIGRANTI FUGGITI - STANZE VUOTE A ROCCA DI PAPA
Alessia Marani per ''il Messaggero''

mondo migliore rocca di papaMONDO MIGLIORE ROCCA DI PAPA
Un soggiorno lampo. Arrivati tra le proteste nella notte fra il 28 e il 29 agosto, poi fuggiti via prima alla spicciolata, quindi in gruppi più consistenti, al centro della Cei “Mondo Migliore” di Rocca di Papa, i cento eritrei della Diciotti sembrano ormai svaniti come in un ricordo lontano. Stanze vuote, corridoi liberi (restano gli ospiti non eritrei), gli ultimi tre hanno lasciato il centro venerdì alla volta delle diocesi di Ascoli Piceno, ma oltre la metà si erano già dileguati per conto proprio.

In 34 sono stati intercettati domenica sera dalla polizia a Ventimiglia mentre viaggiavano verso Campo Roja, il campo gestito dalla Croce Rossa, tappa segnata sulle rotte mai scritte della diaspora eritrea verso la Francia e il Nord dell’Europa. Erano a bordo di un pullman noleggiato dall’associazione Baobab experience di Roma, dove già in sedici erano stati individuati e fotosegnalati venerdì. Hanno snobbato vitto, alloggio e una protezione sicura.

In 53 si erano già dileguati volontariamente da Rocca di Papa e almeno 17 hanno lasciato nel frattempo le parrocchie sparse per l’Italia cui erano stati destinati. Insomma, togliendo i malati e i minori fatti sbarcare a Catania, oltre ai 4 presunti scafisti, i quaranta accolti in Albania e in Irlanda, gli eritrei della Diciotti in fuga dalla legge che li obbliga a rimanere in Italia, sarebbero almeno una settantina. Cifra parziale. «Alcuni giorni fa sono arrivati altri 14 stranieri della Diciotti», conferma Insa Moussa Ba Sané, responsabile del campo al confine italo-francese.
ivano ciccarelliIVANO CICCARELLI

I trentaquattro facevano parte di un gruppo di 51 persone partite in pullman alle otto del mattino dal Baobab, tendopoli per migranti a due passi dalla stazione Tiburtina; circostanza che il responsabile, Andrea Costa, aveva fortemente negato nella stessa giornata a chi lo interpellava sull’allontanamento degli eritrei da Roma.

«Impossibile, hanno preso un bus di lunga percorrenza a Tiburtina», aveva detto, salvo poi essere identificato in serata con altri tre operatori, due donne e un eritreo detto “il geometra” da anni in Italia, di fatto l’interprete, a Ventimiglia, in veste di accompagnatore. «In quel momento - sostiene - non potevo parlare, avevamo deciso insieme di mantenere il segreto fino a destinazione. Abbiamo accompagnato 48 persone, tra cui donne, bambini e alcuni della Diciotti. Ma non è un reato, sono persone libere di potere girare nel nostro Paese». Con loro c’era, però, anche una troupe televisiva, i cui componenti sono stati anch’essi identificati.
il cardinale krajewski a pranzo nel centro di accoglienza di rocca di papaIL CARDINALE KRAJEWSKI A PRANZO NEL CENTRO DI ACCOGLIENZA DI ROCCA DI PAPA

LA COLLETTA
Alla polizia, Costa, che risulta segnalato nel 2004 per rifiuto di generalità, minacce, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, ha riferito di avere pagato il noleggio del bus a una ditta romana utilizzando i soldi racimolati dall’associazione con una colletta. Fatto su cui sono in corso delle verifiche. Ieri al Baobab erano rimasti appena otto eritrei. Sono i tre che hanno richiesto l’asilo politico, più altri ragazzi che stanno ancora aspettando di ricevere i soldi da parenti e amici per muoversi.

Tra loro un 25enne sbarcato a Pozzallo e un suo amico; sperano di potere partire oggi, sempre in pullman, «ma ci hanno chiesto 25 euro per il biglietto e siamo ancora senza un telefonino». A differenza degli eritrei già partiti, tutti perennemente nei giorni scorsi alla caccia del wi-fi alla stazione per organizzare gli spostamenti. Al telefono con chi? Attorno a questi “fantasmi” senza documenti, a Roma si è subito dispiegata la rete di faccendieri che lucra sui viaggi in mare dalla Libia e che, secondo gli attivisti del coordinamento Eritrea Democratica in Italia «istiga i giovani eritrei a proseguire per l’Europa continuando a tenerli sotto ricatto».

accertamenti medici al centro baobabACCERTAMENTI MEDICI AL CENTRO BAOBAB
Spesso connazionali, a volte già “dublinati” (ossia rispediti indietro in virtù del trattato di Dublino), che si offrono come intermediari dietro la pretesa di una “stecca”. Un “pizzo”, per esempio, per fare passare sui propri conti i soldi trasferiti dall’Eritrea o dai familiari che li attendono in Francia, Germania o Svezia. «E c’è chi ha estorto loro anche 200 euro per un biglietto che ne costava 20 o 30», dicono dal Baobab, motivo per cui «abbiamo preferito aiutarli noi, sottraendoli ai trafficanti».

Campo Rojo è l’ultima tappa italiana prima di affrontare a piedi il “Col de la morte”, il valico della morte, un pericoloso sentiero che attraversa le Alpi Marittime e unisce Ventimiglia a Mentone, in Francia. I migranti che arrivano fin qui vengono avvicinati dai “passatori” che si offrono a pagamento come guide per attraversare il confine e rischiano ancora una volta la vita.

IL NAUFRAGIO
I MIGRANTI SBARCANO DALLA DICIOTTII MIGRANTI SBARCANO DALLA DICIOTTI
Di ieri la notizia rivelata da Medici Senza Frontiere di oltre 100 persone morte in un naufragio al largo della Libia il primo settembre. MSF riporta alcune testimonianze dei sopravvissuti, soccorsi dalla guardia costiera libica e trasferiti a Khoms (a est di Tripoli) il 2 settembre. Tra le vittime, ci sarebbero anche venti bambini tra cui due piccoli di 17 mesi. Solo due corpi sono stati recuperati.

Un sopravvissuto ha riferito che è stata contattata la Guardia costiera italiana, ma quando i «soccorritori europei sono giunti la barca era già affondata». Secondo le informazioni raccolte dall’organizzazione umanitaria, due gommoni erano partiti la mattina dalla Libia con a bordo oltre 160 persone ciascuno: si tratta di sudanesi, maliani, nigeriani, camerunensi, ghaniana, libici, algerini ed egiziani. Secondo il racconto del superstite sulla sua imbarcazione «solo 55 persone sono sopravvissute».

diciottiDICIOTTI
CHI AIUTA LA FUGA DEI MIGRANTI DELLA DICIOTTI (E L' ONU CI MANDA I CASCHI BLU ANTIRAZZISMO)
Francesco Borgonovo per ''la Verità''

Sono arrivati in pullman, scortati da alcuni attivisti e da una troupe televisiva (Piazza Pulita). Sono arrivati domenica sera al Campo Roja di Ventimiglia, un «centro di transito» gestito dalla Croce rossa italiana, che li ha presi in carico offrendo accoglienza, assistenza medica, vitto e alloggio. Secondo le forze dell' ordine si tratta di 34 eritrei, tutti provenienti dalla nave Diciotti: una parte dei 74 migranti che nei giorni scorsi sono fuggiti dal centro di accoglienza di Rocca di Papa allo scopo di lasciare l' Italia e dirigersi in Francia.
salviniSALVINI

Altri 17 stranieri erano stati individuati alla fine della settimana scorsa proprio a Baobab, una sorta di centro sociale romano che funge da punto d' appoggio per i cosiddetti «transitanti», cioè gli stranieri che giungono qui irregolarmente e non vogliono presentare richiesta d' asilo in Italia. Raccontando la storia di questi 17 fermati, avevamo parlato di una rete - composta da attivisti e Ong - che aiuta i migranti ad attraversare l' Italia e giungere alle frontiere. Ed ecco che ieri, puntuale, è arrivata la conferma.

Non solo Baobab (assieme alla clinica mobile di Medici senza frontiere) offre riparo e assistenza ai migranti, ma addirittura si prodiga per accompagnarli al confine. Nel fine settimana, gli attivisti hanno noleggiato un pullman da una ditta romana, pagando circa 2.000 euro. Hanno fatto salire a bordo una cinquantina di persone, tutti migranti di cui almeno un clandestino. Poi si sono diretti a Ventimiglia.

protesta a mondo migliore centro di accoglienza rocca di papaPROTESTA A MONDO MIGLIORE CENTRO DI ACCOGLIENZA ROCCA DI PAPA
Arrivati al Campo Roja sono stati affidati alla Croce rossa. Laura Bastianetto, portavoce di Cri, spiega alla Verità che il percorso fatto da queste persone è più o meno quello che fanno tutti i «transitanti». «Campo Roja è un centro di transito», dice, «dove le persone vengono accolte temporaneamente dietro autorizzazione della Prefettura. Noi forniamo l' accoglienza di base: controlliamo l' identità, facciamo uno screening sanitario... Facciamo il nostro dovere insomma».

Sul posto, sabato scorso, si è recato anche il sottosegretario Nicola Molteni, che ha trovato una situazione decisamente migliore rispetto agli anni passati. Circa 270 ospiti (con gli ultimi arrivati fanno 300 o poco più) contro i quasi mille toccati nei mesi di punta dell' emergenza migratoria.

Segno che la politica di riduzione degli sbarchi paga.
mondo migliore centro di accoglienza rocca di papaMONDO MIGLIORE CENTRO DI ACCOGLIENZA ROCCA DI PAPA
Il grande problema del Campo Roja (come di vari altri) è che lì le persone non possono essere trattenute. Gli operatori della Croce rossa cercano di convincere i migranti a presentare richiesta d' asilo in Italia, ma spesso questi non ne vogliono sapere, così lasciano il campo e tentano di passare il confine illegalmente. In particolare, a tentare la sorte sono eritrei e senegalesi, la cui meta preferita è la Francia. A parte i 37 arrivati domenica, anche altri 21 eritrei provenienti dalla nave Diciotti sono arrivati a Ventimiglia nei giorni scorsi.

Ma soltanto 3 di loro pare che siano rimasti lì. In compenso, vicino agli scogli della città ligure è stato trovato il cadavere di un migrante nordafricano.
Ma torniamo al torpedone gentilmente approntato da Baobab. Sul pullman, oltre agli stranieri, c' erano anche quattro attivisti, due donne e due uomini. Uno di loro è Andrea Costa, classe 1967, segnalato alla polizia nel 2004 per rifiuto delle generalità, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

Costa, al quotidiano online Tpi.it, ha spiegato che il pullman portava «48 migranti eritrei, donne, uomini e bambini piccoli, già schedati, già fotosegnalati, aventi diritti e protezione. I migranti», ha aggiunto, «hanno forse interesse ad andare in Francia, ma noi li abbiamo portati in un campo gestito dalla Croce rossa che vede la presenza di forze dell' ordine, quindi nessuna cosa losca o clandestina». Ma davvero? E allora che bisogno c' era di portarli a Ventimiglia? Bastava accompagnarli in questura a Roma, o riportarli a Rocca di Papa...
mondo migliore centro di accoglienza rocca di papaMONDO MIGLIORE CENTRO DI ACCOGLIENZA ROCCA DI PAPA

Per altro, la «consegna a domicilio» non è affatto piaciuta al sindaco di Ventimiglia, Enrico Ioculano. «Quel che è successo è molto grave», ha detto a Sanremonews, «perché apre un precedente da tenere particolarmente sott' occhio.
Se dovesse diventare la normalità, potrebbe andare ad aggravare una situazione già difficile e movimentata». Secondo il primo cittadino, gli attivisti di Baobab hanno creato un problema agli stessi migranti.

«Molto spesso queste associazioni», ha detto, «sottostimano la realtà. Portandoli qui a Ventimiglia non hanno fatto loro un favore perché adesso inizia per loro l' iter più difficile. Per passare il confine si cercheranno un passeur e un modo non sicuro per attraversare la frontiera». A rigor di logica, dunque, gli attivisti (nel frattempo rientrati a Roma) potrebbero essere denunciati per favoreggiamento dell' immigrazione clandestina.
mondo migliore centro di accoglienza rocca di papaMONDO MIGLIORE CENTRO DI ACCOGLIENZA ROCCA DI PAPA

Ma è probabile che, alla fine, tutto passi in cavalleria. In fondo, in Italia si indaga il ministro dell' Interno per sequestro aggravato, ma ai fanatici delle frontiere aperte si riservano mille cortesie.

Fonte: qui

domenica 29 luglio 2018

UN GRUPPO DI TRENTA RAGAZZINI ITALIANI, DAI 13 AI 17 ANNI, BLOCCATI PER TRE GIORNI ALLO SCALO STANSTED DI LONDRA

ORE DENTRO L’AEREO E POI FATTI SCENDERE 

ALLA FINE SONO TORNATI A CASA IN PULLMAN: "NON CI DAVANO NEANCHE DA MANGIARE E NON CI HANNO PAGATO LA SECONDA NOTTE IN ALBERGO..."

Leonard Berberi per “il Corriere della Sera”

Come in The Terminal. Nel film Tom Hanks vagava senza fine in aeroporto, con gli altri in viaggio e lui l' unico a non partire. È capitato a trenta lombardi dai 13 ai 17 anni, molti alla prima vacanza senza genitori, per migliorare l' inglese. Due settimane di studio, gite e sport in Inghilterra, l' esperienza perfetta, come la definivano tutti.

Al ritorno la disavventura con Ryanair. Tre giorni bloccati allo scalo Stansted, a Londra. Sono stati imbarcati per tre volte, tenuti per ore dentro l' aereo e poi fatti scendere.
piloti RyanairPILOTI RYANAIR
Due volte volo cancellato, una volta «in overbooking», o almeno così è stato detto. Sempre separati dalle valigie, che ricomparivano tempo dopo. E con i genitori infuriati. Ieri sera la constatazione: impossibile tornare in quel modo. Così la scuola d' inglese di Milano li smista sui pulmini e li fa partire via terra. Lo stretto della Manica, la Francia, la Svizzera, infine (si spera) la Brianza.

voli low cost ryanairVOLI LOW COST RYANAIR





«All' inizio mi divertivo. Adesso non ne posso più», confessa una ragazzina via WhatsApp. «Sono stanca, ho sonno», dice un' altra. «La mia valigia non so più dov'è, il telefonino è scarico e non ho il cavo per ricaricarlo», è l'ultimo messaggio di un ragazzo ai genitori. La comunicazione si chiude, «le informazioni arrivano frammentarie, dai ragazzi, nessuna assistenza dalla compagnia», è imbestialito il papà. I genitori hanno cominciato a fare rete e sostenuti dalla scuola d' inglese, promettono battaglia legale alla compagnia.

HOSTESS RYANAIRHOSTESS RYANAIR
Un passo indietro. La partenza era fissata per giovedì scorso, alle 18.20. Volo FR 8736 Londra Stansted-Milano Malpensa. Il gruppo arriva all' aeroporto, sbriga tutte le procedure di check-in, il personale lo imbarca. Ore dentro l'aereo e alla fine la comunicazione: volo cancellato. «Abbiamo aspettato che ci riconsegnassero le valigie e alle tre di notte ci hanno portato in hotel - racconta una delle ragazzine -. Abbiamo dormito 4 ore, siamo andati nell' atrio dell' hotel e poi in aeroporto. Venerdì pomeriggio ci hanno imbarcato e sbarcati ancora».

ryanairRYANAIR



Passano la seconda notte in aeroporto «perché Ryanair non pagava più l' albergo», è il racconto di una 14enne. Ieri sono rimasti nell' atrio. «Non ci hanno pagato nemmeno da mangiare», aggiunge un altro ragazzino. Nel tardo pomeriggio pare ci sia un volo: s' imbarcano, ma scendono di nuovo: «Troppo pieno». La scuola d' inglese a quel punto organizza i bus.

«Siamo sinceramente dispiaciuti per quanto successo», fa sapere al Corriere la low cost irlandese. Che ricostruisce: «Il volo del 26 luglio è stato cancellato per questioni legate all' handling a Stansted. Ma i fulmini che si sono abbattuti il giorno dopo hanno costretto Ryanair a cancellare diversi collegamenti, compreso quello per Malpensa. Questo problema unito alla carenza di personale della torre di controllo - non dipendenti da noi - hanno causato ulteriori ritardi e cancellazioni anche il 28 luglio».

Fonte: qui

venerdì 20 luglio 2018

UNA RAGAZZA DI 22 ANNI È MORTA IERI A ROMA TRAVOLTA DA UN AUTOBUS TURISTICO

L’INCIDENTE È AVVENUTO IN PIENO CENTRO, IN CORSO VITTORIO EMANUELE. 

CATERINA ABITAVA LÌ VICINO E AVREBBE ATTRAVERSATO CON IL ROSSO. 


caterina pangrazi 6CATERINA PANGRAZI
Una ragazza romana di 22 anni, Caterina Pangrazi, è morta investita da un pullman turistico. Il drammatico incidente in Corso Vittorio Emanuele, nel pieno centro di Roma.

caterina pangrazi 10CATERINA PANGRAZI








Una tragedia avvenuta davanti a decine di passanti: inutili i tentativi di rianimarla da parte dell'equipaggio del 118 mentre gli agenti della polizia municipale bloccavano il traffico.

L'autista della Società italiana Roma bus è stato il primo a soccorrere Caterina Pangrazi, che abita a pochi passi dal luogo dell'incidente, nella zona di Governo Vecchio.
caterina pangrazi 7CATERINA PANGRAZI




Secondo le prime ricostruzioni la giovane avrebbe attraversato Corso Vittorio all'altezza di piazza della Chiesa Nuova: è stata investita in pieno dal minibus che stava percorrendo la corsia preferenziale in direzione del Tevere.

caterina pangrazi 8CATERINA PANGRAZI
Per alcuni testimoni la giovane avrebbe iniziato l'attraversamento pochi istanti dopo che il rosso per i pedoni si era acceso. Una circostanza che dovrà tuttavia essere confermata dall'inchiesta della polizia locale.

La notizia della tragedia è subito giunta alla famiglia e al fidanzato della giovane che hanno raggiunto Corso Vittorio, poi assistiti dalle forze dell'ordine.

Fonte: qui
caterina pangrazi 4CATERINA PANGRAZI

domenica 8 aprile 2018

BRONCOS JUNIOR – UN TIR TRAVOLGE IL BUS DELLA SQUADRA CANADESE DI HOCKEY

QUATTORDICI VITTIME, QUASI TUTTI FRA 16 E 20 ANNI 

IL PREMIER TRUDEAU: "UNA TRAGEDIA TREMENDA…" 

LA FOTO DEI SOPRAVVISSUTI

Sara Gandolfi per il Corriere della Sera
broncosBRONCOS

Il team degli Humboldt Broncos viaggiava sulla Highway 35, il termometro segnava -20°, la strada era ghiacciata, la pianura intorno sepolta dalla neve. Quattordici persone, allenatore e giocatori di una squadra di hockey giovanile, sono morte venerdì in Canada quando il loro pullman è stato investito lateralmente da un camion. Altri quindici sono in ospedale.

Erano quasi arrivati a destinazione, a Nipawin, dove avrebbero giocato il quinto game dei playoff; lo schianto si è portato via le vite di quei ragazzi, fra i sedici e vent' anni, che forse sognavano un futuro di gloria in un college americano o nella National League. «Non riesco a immaginare cosa stiano passando i genitori, il mio cuore è vicino a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tremenda tragedia», ha twittato il premier canadese Justin Trudeau.

Humboldt è un placido paesotto agricolo di cinquemila abitanti, adagiato nella grande prateria di Saskatchewan.

broncos sopravvissutiBRONCOS SOPRAVVISSUTI
E' lontano oltre 7.000 chilometri dall' Italia. Eppure la notizia di quei corpi fra le lamiere di un pullman sventrato è anche nostra. Come ha scritto Heather Persson sul giornale locale, il Saskatoon StarPhoenix , «il dolore dei sopravvissuti, delle famiglie e degli amici è inimmaginabile, ma molti stanno facendo proprio questo: pensare quella sofferenza. Mettersi nei loro panni è questione di un attimo».

Venerdì, nella notte, sono iniziati ad arrivare i dettagli via twitter. La sorella dell' allenatore dei Broncos, Darcy Haugan, ha annunciato: «Mio fratello non ce l' ha fatta ...».
Poi la conferma che 14 dei 29 occupanti del bus erano morti, tra cui il capitano della squadra, il ventenne Logan Schatz. Da Humboldt quella sensazione di perdita insopportabile si è diffusa rapidissima in tutto il Canada, ed oltrefrontiera negli Stati Uniti - perfino il Wall Street Journal ha scritto commosso di quei giovani e Trump ha twittato le condoglianze - e poi più lontano, sino in Europa.

broncosBRONCOS
Una squadra sportiva è stata annientata. Ricorda la tragedia di Superga del 1949, quando l' aereo con a bordo i calciatori del Grande Torino si schiantò contro il muraglione della basilica. Morirono in 31.

E due anni fa in Colombia, un jet precipitò con tutta la squadra Chapecoense della serie A brasiliana: 71 vittime. Stavolta, però, è diverso. Torna in mente l' incidente stradale che nel 2016 in Catalogna cancellò il futuro di 13 studentesse del programma Erasmus, fra cui sette italiane. Il peggior incubo per milioni di genitori.
Viaggiavano per conoscere l' Europa, in Canada per sport.

Quante mamme e quanti papà affidano i propri figli ad un «coach», anche in Italia, e li salutano mentre salgono sul pullman che li porta all' ennesima partita. Qui è il calcio e in misura minore basket, pallavolo, atletica. In Canada è soprattutto l' hockey, lo sport che unisce una nazione. La trafila, però, non cambia: in casa si lavano le divise, si prepara la sacca, si fanno le raccomandazioni di rito e via, il figlio è «on the road». Poi si cerca di non pensare a quello che potrebbe capitargli lontano dal nido. In Canada è anche peggio: le distanze sono enormi, le condizioni meteo difficili. Ma il campionato non si ferma per un po' di ghiaccio sulla strada. Lo stesso ghiaccio che quei ragazzi dominano giocando.

Michelle Straschnitzki è riuscita a parlare al telefono con il figlio Ryan, 18 anni: «È in ospedale, non sente più le estremità. Sto impazzendo».
Tanti genitori ieri hanno ricordato le ore trascorse sugli spalti di un palazzetto. A fare il tifo, a tenere il fiato sospeso per quel punto in più che non entra, ad annoiarsi perfino. I Broncos erano ragazzoni forti e in salute. È bastato un attimo di disattenzione.

Fonte: qui