9 dicembre forconi

domenica 8 ottobre 2017

ARRESTATI IN PUGLIA I DUE NIGERIANI VENTENNI ACCUSATI DI VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO NEI CONFRONTI DI UNA CONNAZIONALE

SECONDO LE RICOSTRUZIONI LA VITTIMA AVREBBE SUBITO NON SOLO ABUSI MA ANCHE UN TENTATIVO DI STRANGOLAMENTO, SCHIAFFI E PUGNI  
Rachele Nenzi per il Giornale.it

JEREMIAH OMOMOH E AHMED SHABANJEREMIAH OMOMOH E AHMED SHABAN
Finalmente li hanno arrestati. Sono passati 30 giorni da quella orribile violenza sessuale, ma ora Jeremiah Omomoh a Ahmed Shaban, due immigrati nigeriani di 26 e 27 anni, sono finiti in manette a seguito dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Foggia.

Una battaglia durata un mese per catturare i due accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una connazionale. L'arresto di Omomoh è avvenuto ieri nella "pista" del Cara di Borgo Mezzanone. Per Shaban le porte del carcere si sono invece aperte a Lecce, dove è stato ritracciato dalla Mobile della città salentina. Entrambi vivono nella baraccopoli sorta a pochi passi dal centro di accoglienza per richiedenti asilo.

stuproSTUPRO
L'accusa riguarda una violenza sessuale che i due arrestati avrebbero commesso su una connazionale arrivata in Italia via mare nel maggio scorso. Dopo un breve periodo in un Cas di Torino, la giovane era andata a Borgo Mezzanone facendo perdere le sue tracce. E qui è finita nelle mani dei criminali sfruttatori della prostituzione.

Per mesi ha venduto il suo corpo a clienti disposti a pagare soldi in cambio di sesso. Poi ha deciso di smettere. Il 4 settembre, però, il 27enne nigeriano l'aveva avvicinata, proponendole di consumare un rapporto sessuale e di diventare la sua protetta nel campo della prostituzione.

poliziaPOLIZIA
Al suo rifuto, si è preso con la forza quel che gli era stato negato. Insieme ad Omomoh l'ha afferrata, l'ha denudata e poi l'ha stuprata. Una violenza inaudita. Mentre la ragazza cercava di divincolarsi, Ahmed l'ha presa per il collo, l'ha riempita di schiaffi e pugni e con una mano intorno al collo l'ha soffocata facendole perdere i sensi. La vittima, trasportata in pronto soccorso, era stata poi ricoverata presso il reparto di neurochirurgia ospedaliera".

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“HABLAMOS?” – A MADRID E A BARCELLONA MANIFESTAZIONI PER UNA SOLUZIONE NEGOZIATA DELLA CRISI DOPO IL REFERENDUM SULL’INDIPENDENZA DELLA CATALOGNA

INTANTO SI ALLUNGA LA LISTA DI AZIENDE E BANCHE CHE STANNO SPOSTANDO LE LORO SEDI DA BARCELLONA 
LE AUTORITA’ SPAGNOLE DISPIEGANO LE FORZE SPECIALI
Annalisa Grandi per corriere.it
«Parlem?  Hablamos?». Ci sono scritte in catalano e in spagnolo sui cartelli che migliaia di persone hanno portato in piazza, a Madrid come a Barcellona. Due manifestazioni che invitano al dialogo, ma in cui ciascuno rivendica le proprie ragioni.
Madrid
Nella capitale almeno 50mila persone si sono radunate nella piazza de Colon e nel calle de Serrano, agitando bandiere spagnole e manifestando in difesa dell’unità nazionale dopo il referendum catalano. A indire la mobilitazione la Fondazione per la difesa della nazione spagnola, in piazza anche il vicesegretario generale dei popolari di Mariano Rajoy, Pablo Casado, che ha ribadito:
spagna manifestazione unitàSPAGNA MANIFESTAZIONE UNITÀ

«La Catalogna non sarà mai indipendente, faremo tutto quello che serve perché la legge sia rispettata e la convivenza sia ripristinata». In sottofondo la canzone «Che viva Espana», accanto ai cartelli che invitavano al dialogo altri con la scritta «Golpisti» e la foto del governatore catalano Carles Puigdemont e del capo dei Mossos d’Esquadra Josep Lluis Trapero.
Barcellona
manifestazioni spagna 15MANIFESTAZIONI SPAGNA 15
A Barcellona l’altra manifestazione, sotto il palazzo della Generalitat: tutti con maglie bianche e bandiere dello stesso colore, le scritte «Parlem?» e «Dialogo ya». Intanto si allunga l’elenco di aziende e banche che, nel timore di una secessione di Barcellona da Madrid, stanno spostando le loro sedi. L’ultima in ordine di tempo è Aigues de Barcelona, la società mista che gestisce la distribuzione idrica, che ha trasferito la sede sociale a Madrid. In precedenza l’istituto di credito catalano La Caixa aveva annunciato la decisione di trasferire la sede legale da Barcellona a Palma di Maiorca.
Il dispiegamento di forze speciali
spagna manifestazione unità 7SPAGNA MANIFESTAZIONE UNITÀ 7
E le autorità spagnole, in vista di una possibile dichiarazione d’indipendenza catalana, hanno iniziato a dispiegare forze speciali dei servizi di sicurezza in alcune infrastrutture considerate strategiche, come l’aeroporto El Prat: secondo quanto riferisce Europa Press almeno 150 agenti del Gruppo di azione rapida della Guardia Civil sono collocati in un hangar dell’aeroporto pronti a entrare in azione in caso gli indipendentisti provino a prenderne il controllo.
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FOGLIO DI VIA PER LA FIGLIA DEL MINISTRO DELL’ECONOMIA, VERONICA PADOAN

L'ATTIVISTA E' STATA DENUNCIATA PER ASSOCIAZIONE FINALIZZATA ALL'ISTIGAZIONE ALLA VIOLAZIONE DELLE LEGGI - E' LEADER DI UN'ORGANIZZAZIONE CONTRO IL CAPORALATO NELLE ZONE AGRICOLE DEL SUD, E ORA NON POTRÀ PIÙ METTERE PIEDE NEL COMUNE DI SAN FERDINANDO IN CALABRIA

Alessia Candito per Repubblica.it

Associazione semplice finalizzata all'istigazione alla violazione delle leggi. È questo il motivo per cui è stata denunciata in Calabria Veronica Padoan, figlia del ministro dell'Economia Pier Carlo, voluto prima da Matteo Renzi e poi da Paolo Gentiloni per amministrare le finanze del Paese.

Anche Veronica si occupa in un certo senso di economia, ma da un punto di vista radicalmente diverso rispetto al genitore. È una delle leader di "Campagne in lotta", organizzazione con cuore romano ma impegnata contro il caporalato nelle zone agricole del Sud, poco amata sia dalle Questure, sia dalle altre associazioni impegnate nella tutela dei braccianti.

Nell'agosto scorso a San Ferdinando, piccolo centro in provincia di Reggio Calabria da anni sede di uno dei peggiori ghetti che ospitano i migranti, "Campagne in lotta" è riuscita nell'impresa di farsi detestare da uno schieramento trasversale di realtà, dai centri sociali ai sindacati, passando per i comitati, tutti accusati di essere "guardie e amici delle guardie".
VERONICA PADOANVERONICA PADOAN

Gli attivisti dell'organizzazione romana erano impegnati a impedire il trasferimento volontario dei migranti nella nuova tendopoli allestita dalla Prefettura per permettere a chi lo volesse di abbandonare le baracche fatiscenti del ghetto. La maggior parte dei braccianti ha fatto orecchie da mercante alle istanze di "Campagne in lotta" e si è messa in fila per essere ammessa nella nuova struttura.

Ma la Questura non ha per niente gradito l'attività dell'organizzazione romana. Per gli investigatori del commissariato di Gioia Tauro, guidato dal vicequestore aggiunto Diego Trotta, gli attivisti hanno brigato con chi ha minacciato di ritorsioni e aggressioni i braccianti decisi a trasferirsi nella nuova struttura.
VERONICA PADOANVERONICA PADOAN

"Le posizioni dei soggetti che hanno intralciato e ostacolato il libero trasferimento dei migranti usando la forza di intimidazione - aveva detto quel giorno il questore di Reggio Calabria, Raffaele Grassi - sono in corso di valutazione da parte delle forze di polizia e dell'autorità giudiziaria". Poco meno di un mese dopo sono arrivati i provvedimenti.

All'indirizzo di Padoan e altri militanti dell'organizzazione è arrivato un "foglio di via" e un divieto di soggiorno che impedisce loro di mettere piede nel comune di Rosarno. Nel frattempo, per tutti è scattata la denuncia. Toccherà alla procura di Palmi valutare se e in che misura siano concretamente raffigurabili i reati contestati, che sulla carta prevedono pene fino a cinque anni.

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sabato 7 ottobre 2017

ROMA AVRÀ PRESTO UN’EMERGENZA RIFIUTI BIS

MA C’È UNA DETERMINA DELLA REGIONE LAZIO (ZINGARETTI -PD) PER RIAPRIRE LE DISCARICHE ORMAI COLME E NON LEGALE PER GESTIRE LE FASI DI EMERGENZA. 
E RIDARE TUTTO IN MANO A CERRONI, CHE HA PASSATO LE SOCIETÀ A UN ‘BENEFICIARIO’ MA È STATO APPENA BENEDETTO DA CANTONE…
Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Ne sentivate il bisogno?  Accontentati. Roma avrà presto un’emergenza rifiuti bis: immondizia per le strade che non sarà raccolta perché non si sa a chi consegnarla, o tariffe elevatissime per smaltirla, e in modo illegale. 

A chi conviene? Non certo ai romani.

Dopo la chiusura della Sep di Pontinia per questioni giudiziarie, anche la società Rida Ambiente, che tratta una parte dei rifiuti romani, si è infatti detta impossibilitata a riceverli.
Il patron di Rida, Fabio Altissimi, qualche giorno fa ha inviato una lettera alla Regione, all’Ama e al sindaco della Capitale Virginia Raggi, nella quale spiega che dal 9 ottobre non potrà più ritirare i rifiuti. La regione Lazio non ha indicato dove portare le tonnellate di rifiuti che arrivano dalla Capitale, per cui la società non può sobbarcarsi anche questo onere.
nicola zingarettiNICOLA ZINGARETTI

Parliamo di una quota consistente di indifferenziato, che Rida - una volta trattato - riversa per una minima parte rimanente in discarica. Con l'esaurimento delle discariche laziali, e a causa dell'atteggiamento negativo della Regione rispetto alla proposta di un'area di proprietà dove portare i rifiuti lavorati, Rida li portava fuori dal Lazio. Ma anche lì non ci sono più spazi a disposizione. Fabio Altissimi, patron dell'azienda di Aprilia, ha  perciò risposto al Sos di Ama spiegando che se la Regione non ottempera all'ordine del Tar di dotarsi di una rete di servizio ( avrebbe dovuto farlo entro agosto 2016!) lui non può più fare nulla.

Le soluzioni, si fa per dire, sono due: o Ama non raccoglie più i rifiuti lasciandoli nelle strade di Roma, o si affida all’impianto Co.La.Ri.

Lo farebbe però illecitamente: Colari infatti è gestito da un privato, Porcarelli, che ha però stretto un accordo con Manlio Cerroni, che resta il proprietario.
MANLIO CERRONIMANLIO CERRONI
Cerroni ha infatti lasciato il sito in comodato d’uso a Porcarelli che lo gestisce al suo posto e, in base al contratto che hanno stipulato, gli cede la metà dei ricavi netti.

Perché? Perché Cerroni dopo lo scandalo di Mafia Capitale non può trattare rifiuti per il pubblico, e così ha ideato questo escamotage per aggirare la sospensione nei suoi confronti.
cerroniCERRONI
Non solo, ora potrebbe anche essere premiato dall’immobilismo della Regione che non trova un sito dove far arrivare i rifiuti dopo il trattamento.
Sia chiaro che la stessa Regione, il presidente Zingaretti, l’assessore Buschini, non potevano non sapere di questo passaggio di consegne “fittizio”. E ad essere buoni, se non sapevano, allora non hanno previsto i controlli adeguati.

Amara conclusione: probabilmente Rida  è stata ostacolata perché Altissimi è entrato in contrasto con il monopolista Cerroni, ma a rimetterci sono soltanto i cittadini.

Due conti: mentre da Rida Ambiente la tariffa è di 128 euro a tonnellata, da Porcarelli si passa a 146 euro. 

La differenza la pagano i residenti.

MONNEZZA ROMAMONNEZZA ROMA
Ecco dunque  che il progetto della “determina 199” con i tritovagliatori è pronto a partire. Zingaretti si troverà appoggiato nel firmare questo accordo vecchio, costoso, obsoleto,  lo proporra’ come unica soluzione, insisterà sulla necessità imposta da una  emergenza che le stesse istituzioni hanno costruito, darà’ dei vantaggi e guadagni nuovamente a chi per 50 anni ha gestito in monopolio i rifiuti e ancora oggi  riesce ad ottenere  l'assenso dalla politica, chissà perché.

La determina infatti ha l’obiettivo ultimo di riaprire le discariche ormai colme e non legali, come Malagrotta, per gestire fasi di emergenza, e ti saluto le normative europee che sono all'origine della chiusura di questa discariche, ti saluto il rischio di una multa di 300 milioni di euro. Non male per dei politici che agitano la bandiera dell'Unione Europea, e la vorrebbero addirittura mettere nel simbolo di partito.

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A ROMA UN 35ENNE BRUCIA IL VISO DELLA NONNA CON IL MINESTRONE BOLLENTE

IL MOTIVO? LA POVERA DISGRAZIATA NON VOLEVA DARGLI I SOLDI PER LA DROGA 
IL RAGAZZO L’HA COLPITA CON UNA SERIE DI PUGNI AL VOLTO, L’HA SCARAVENTATA SUL LETTO, LE HA PREMUTO IL CUSCINO SUL VISO E POI…

Le ha ustionato il volto con il minestrone bollente, furibondo per i "no" della nonna che già altre volte aveva minacciato pretendendo soldi per comprare stupefacenti. Sono stati gli agenti del commissariato Prenestino ad intervenire ieri pomeriggio in via Ceprano per la segnalazione di una persona in escandescenze in un appartamento. A chiamare le forze dell'ordine la madre del 35enne. Quando i poliziotti sono arrivati, ad aprire loro la porta è stata un'anziana signora che, spaventata e con il volto tumefatto, ha raccontato di essere stata aggredita dal nipote.

VIOLENZA SUGLI ANZIANIVIOLENZA SUGLI ANZIANI
L'uomo, consumatore di stupefacenti, intorno alle 14 era entrato in casa e, alla ricerca di denaro, prima aveva messo a soqquadro l'intera abitazione, e poi, al rifiuto della nonna di dargli i soldi, l'aveva afferrata per i capelli, colpendola con pugni al volto. Quando questa aveva iniziato a chiedere aiuto, dopo averle serrato la bocca con una mano, l'aveva scaraventata sul letto. Non soddifatto, aveva continuato a minacciarla premendole un cuscino sul volto e, non avendo ottenuto ciò che desiderava, prima le aveva gettato sul voltoo del minestrone bollente e poi, le aveva puntato al collo il frammento di un piatto. Al sopraggiungere dei poliziotti l'uomo, si era nascosto sotto un letto dove è stato «scovato» e bloccato.
VIOLENZA SUGLI ANZIANIVIOLENZA SUGLI ANZIANI

Durante il controllo nell'abitazione, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato un coltello nascosto sotto un cuscino. Dai successivi accertamenti, gli agenti della Polizia di Stato, hanno scoperto che G.M.A., romano di 35 anni, con vari precedenti di polizia, in passato era stato già denunciato dai familiari per i continui maltrattamenti e, il Tribunale oltre all'obbligo di firma, gli aveva imposto il divieto di avvicinamento nei confronti della nonna. Accompagnato negli uffici di polizia, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e rapina.

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A BRESCIA UN 43ENNE ISTRUTTORE DI KARATE E’ ACCUSATO DI ABUSI SESSUALI NEI CONFRONTI DI MINORENNI

ALMENO SEI LE VITTIME CHE, PER GLI INQUIRENTI, “VENIVANO PLAGIATE E MANIPOLATE DA UN INDIVIDUO MANIACALE E INSAZIABILE” 
IL DRAMMATICO RACCONTO DI UNA MADRE E DELLA FIGLIA 16ENNE INNAMORATA DEL CARNEFICE 
Mara Rodella per il Corriere della Sera

gluteo palestratoGLUTEO PALESTRATO
Le faceva sentire donne. Le esortava a lavorare duramente con gli attrezzi e i pesi, perché «nella vita bisogna sempre puntare in alto per raggiungere i propri obiettivi», a partire dalla forma fisica. Le convinceva che potevano bastare a se stesse: sole e sfrontate. Ma una aveva appena 12 anni. Tanto c' era lui, al loro fianco («e ci sarò sempre» scriveva loro su Facebook). E il mondo poi era tutto lì: in una palestra sul Garda, in provincia di Brescia. Con la musica a palla e le luci strobo. Dove l' infermeria diventava un' alcova per consumare il peggiore dei mali: «Va tutto bene, sarà bellissimo». Avrebbe dovuto tutelarle, le sue allieve.

SESSO CON MINORENNISESSO CON MINORENNI
E invece per violenza sessuale aggravata o di gruppo, atti sessuali con minorenni e detenzione di materiale pedopornografico (le filmava, le «sue ragazze») è finito in manette C. C., un istruttore di karate di 43 anni, sposato e titolare della palestra che tutte frequentavano assiduamente. Altri tre complici, che agli abusi avrebbero partecipato su suo invito, sono stati iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, titolare del fascicolo. Le indagini hanno riavvolto il nastro addirittura fino al 2003.

Almeno sei le vittime (anche se un caso risulta prescritto e in un altro la querela è stata depositata oltre i termini): ragazze molto spesso plagiate, manipolate da una figura che gli inquirenti definiscono maniacale e che secondo il gip che ne ha firmato l' ordinanza di custodia cautelare in carcere «mostrava un' assoluta noncuranza per le conseguenze della sua condotta, passando da una ragazza all' altra in modo insaziabile». In alcuni casi si è presentato anche a casa, dai genitori (disperati): «Sono innamorato di vostra figlia. Farei di tutto per lei. Non posso farci nulla se più grandi non mi piacciono». Dicono pure che la moglie sapesse.
ABUSI SESSUALIABUSI SESSUALI

Una delle allieve, tra le prime «prede» ad aver subito violenze nel 2008 e ormai maggiorenne, nei mesi scorsi ha trovato il coraggio di parlare e denunciare: prima confidandosi con il fidanzato, poi confermando tutto alla magistratura. «L' ho visto appartarsi con una ragazzina, è minorenne», ha detto. «Non deve fare ad altre ciò che ha fatto a me: quell' uomo mi ha rovinata. E va fermato», lo sfogo disperato. Non era l' unica, però. Le ragazze sono state convocate in Procura e interrogate. Le più grandi hanno (a fatica e grazie a un difficile percorso psicologico) maturato la consapevolezza di essere state «vittime»: «Di chi ha rubato loro l' adolescenza e la dignità convincendole che fosse tutto normale», commenta l' avvocato di parte civile Michela Marchesi, che ne assiste tre.

VIOLENZA DONNEVIOLENZA DONNE
Non tutte, però. L' ultima in ordine di tempo, abbordata l' anno scorso quando ancora non aveva compiuto 16 anni, non parla quasi più con sua madre: «Mi avete tolto l' uomo della mia vita, lui era il meglio per me, voi non lo capite». Sotto sequestro sono finiti anche i suoi pc, tablet e telefonini (c' erano 75 mila messaggi). La mamma si logora, ma non ha alcuna intenzione di arrendersi. «Ho visto mia figlia cambiare, allontanarsi da tutto. Un giorno mi chiamò un' altra ragazza, un po' più grande, che frequentava la palestra: "La porti via da lì, non voglio che le succeda quello che è capitato a me. Quell' uomo mi ha rovinata". E così ho fatto. Ma è una battaglia durissima, spero solo si renda conto prima o poi di cosa è successo». Perché lei è ancora una ragazzina. E non la donna che lui, il suo allenatore, le diceva di essere per adescarla.

Fonte: qui

“MI DICEVA TI AMO E MI SENTIVO BELLA MA LUI HA ABUSATO DI ME” 
IL DRAMMATICO RACCONTO DI UNA DELLE VITTIME DELL’ISTRUTTORE DI KARATE, 43ENNE, ACCUSATO DI VIOLENZA SU MINORI 
“L'HO VISTO APPARTARSI CON UNA RAGAZZINA, ANCHE LEI MINORENNE. QUELL' UOMO MI HA ROVINATA”
Ferruccio Pinotti per il Corriere della Sera

ABUSIABUSI
Francesca - ti chiameremo con un nome di fantasia per ovvie ragioni processuali e di protezione della tua identità - come hai trovato la forza per denunciare l' istruttore di karate che ha abusato di te e di altre ragazze?
«È stato un percorso difficile e doloroso, iniziato a gennaio. Soltanto a dicembre dell' anno scorso ho smesso di frequentare quella palestra dell' orrore e ho trovato il coraggio di parlare e di denunciare: prima confidandomi con il mio fidanzato, poi con la mia famiglia, quindi con una psicologa e con la onlus Prometeo per la lotta alla pedofilia, infine raccontando tutto alla magistratura».

Qual è stata la molla ?
MAESTRO KARATE BRESCIAMAESTRO KARATE BRESCIA
«L' ho visto appartarsi con una ragazzina, anche lei minorenne. E allora mi sono detta: non deve fare ad altre ciò che ha fatto a me: quell' uomo mi ha rovinata. Va fermato. L' ultima sua vittima aveva 15 anni, ci assomigliavamo sia fisicamente che psicologicamente. Ho iniziato a dirmi: cosa sta succedendo? Ho cominciato a rendermi conto, a ricordare. Il cammino è stato difficile, ero titubante. Poi tutte queste persone mi hanno convita ad andare dai magistrati».

L' argomento decisivo?
«Una frase molto semplice, la stessa che ripeterò a ogni ragazza che incontrerò: pensa se succedesse a tua figlia».

Con quale tecnica l' istruttore ha coinvolto te e le altre ragazze?
«Aveva molta confidenza con me e con molte ragazzine che frequentavano la palestra. Inizialmente ti faceva sentire più forte e più bella, poi diventava morboso».
violenza sessualeVIOLENZA SESSUALE

A che età sono iniziati gli abusi su di te?
«Ci siamo conosciuti quando avevo dodici anni, abbiamo avuto i primi rapporti quando ne avevo tredici e sono andati avanti fino a diciassette. Con me e le altre ragazzine usava tecniche di manipolazione raffinata, a ognuna faceva credere che era innamorato, diceva che si era separato dalla moglie. Era abile e pericoloso: anche quando ha smesso di abusare di me ha mantenuto un rapporto di amicizia, davo una mano in palestra. Solo nel dicembre scorso mi sono staccata da quell' ambiente».

Ti è capitato, come avviene a tante vittime di abusi, di rimuovere i fatti, di nasconderli in un angolo della tua coscienza?
VIOLENZA SESSUALEVIOLENZA SESSUALE
«Sì, mi è successo spesso. Quando provavo a ricordare avevo dei buchi. Alcune cose mi tornavano in mente ma mi venivano crisi pesanti, piangevo a lungo. Poi riaffioravano altri ricordi o ritrovavo una foto. Altri episodi sono emersi perché li sognavo e così ne prendevo coscienza. Era come un puzzle, ricostruito con lentezza».

Come hai capito che altre ragazzine erano cadute nella sua trappola?
«Mi ha raccontato lui di un' altra ragazzina della palestra. Poi ha detto: mi sono innamorato di lei, ha quindici anni».

La sua era una specie di tecnica per irretirvi?
«Persone così ti fanno sentire speciale, sostituiscono i genitori, ti allontanano da loro e dagli amici, giocano sui sensi di colpa. Se uscivo con gli amici, me lo faceva pesare».
STUPROSTUPRO
Una delle ragazze abusate dopo di te ancora lo difende. L' ultima in ordine di tempo, abbordata l' anno scorso quando ancora non aveva compiuto sedici anni, non parla quasi più con sua madre: «Mi avete tolto l' uomo della mia vita».

«Anche a me diceva che ero la prima e l' unica, mi faceva sentire importante ma intanto mi isolava da famiglia e amici. Una manipolazione terribile, sottile ma efficace».

Che rapporti avevi con i tuoi genitori, in quegli anni di abusi?
«Mi vedevano strana, ma non avevano modo di capire. Più mi chiedevano che cosa avessi e più diventavo cattiva con loro. Tornavo a casa dopo gli abusi e piangevo. Ma non mi aprivo. A peggiorare le cose c' era il fatto che lui aveva creato un rapporto di fiducia con la mia famiglia. Uno schema che penso abbia ripetuto anche con altre. Purtroppo non avevo la forza per parlare, ero come impietrita, prigioniera di un incubo che non finiva mai».

Come convivi con il dolore?
«Ho le mie crisi, dei momenti di debolezza.
PALESTRAPALESTRA
Anche i miei genitori vivono un forte senso di colpa. Ma ci sono. E spero che insieme sapremo recuperare».

Il tuo istruttore è stato definito dagli inquirenti un uomo «dalla totale assenza di freni inibitori e incapace di contenere l' impulso sessuale». È emerso che ha coinvolto anche altri uomini. È stato così anche per te?
«Purtroppo sì».

Odi gli uomini, ora?
«No. Certo, non è stato facile ma ho superato. Se ce l' ho fatta io se ce la possono fare altre. Mi ha sostenuto anche la onlus Prometeo. Ho contattato il suo presidente Massimiliano Frassi su Facebook e mi ha subito aiutata. Mi ha dato un fantastico supporto. Quando le indagini e la vicenda processuale saranno in una fase più avanzata collaborerò con Prometeo, farò conferenze per aiutare altre persone a denunciare».

Nonostante questa brutta esperienza sei ottimista?
poliziaPOLIZIA
«Dopo aver denunciato ho ricominciato a vivere. Sono sempre stata positiva. Non voglio essere quella che si piange addosso, non voglio far pesare la mia storia. Voglio invece aiutare altre ragazze come me, dopo il processo. Sarà il mio impegno».

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IL PAUROSO APPROCCIO ALLA PISTA DI UN GIGANTESCO AIRBUS A380 ALL’AEROPORTO DI DUSSELDORF

IL PAUROSO APPROCCIO DI UN GIGANTESCO AIRBUS A380 ALL’AEROPORTO DI DUSSELDORF, COLPITO DA FORTISSIME RAFFICHE DI VENTO: ‘I PILOTI SONO STATI INCREDIBILI. HANNO DOVUTO USARE ANCHE LA CODA PER RIALLINEARSI ALLA PISTA’



DAGONEWS

Martin Bogdan è un appassionato di aviazione, che ha un seguitissimo canale Youtube (Cargospotter). ‘Ho ripreso migliaia di atterraggi con vento forte in diversi aeroporti europei negli scorsi anni, ma questo dell’Airbus A380 dell’Emirates in arrivo a Dusseldorf era estremamente difficile e straordinario. All’inizio sembrava un normale atterraggio con venti laterali, ma dopo aver toccato terra i piloti hanno dovuto faticare per allineare il velivolo con la pista.
airbus a380AIRBUS A380

Non ho mai visto una reazione così incredibile di un aereo dopo il touchdown. Si vede che i piloti hanno usato anche il timone di coda per allinearlo alla pista e per fortuna ha funzionato. Il filmato è una dimostrazione delle incredibili capacità dei piloti. Anche con una raffica imprevista dopo che le ruote hanno toccato terra, sono riusciti a completare l’atterraggio. Un lavoro incredibile! Ora vorrei tanto sapere cosa hanno pensato i passeggeri che erano a bordo…’

Fonte: qui