9 dicembre forconi: istruttore
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sabato 5 maggio 2018

ROMA, ARRESTATO L'EX PERSONAL TRAINER DEL TALENT: FACEVA PROSTITUIRE LE ALLIEVE DELLA PALESTRA DOPO AVERLE RIEMPITE DI COCA

TRA SESSO ESTREMO E ORGE A PAGAMENTO, CONVINCEVA LE RAGAZZE AD ANDARE COI CLIENTI ''PER ACCRESCERE L'AUTOSTIMA, AVERE SUCCESSO NELLA VITA E, PERCHÉ NO, UNA PERFETTA FORMA FISICA''

Rinaldo Frignani per il ''Corriere della Sera - Roma''

marco castellanoMARCO CASTELLANO
Sesso estremo, sedute di bondage e cocaina. E poi soldi in cambio di prestazioni sessuali, anche di gruppo, da consegnare al personal trainer che le aveva convinte a prostituirsi «per accrescere l' autostima, per avere successo nella vita», ma anche «per avere una perfetta forma fisica».

Per la polizia era soprattutto questo, più che il denaro, il motivo che aveva convinto almeno tre ragazze di 20 anni a cedere alle richieste del loro istruttore di fitness, anche se c' è il sospetto che le vittime possano essere molte di più. Intanto però gli agenti del commissariato San Paolo, diretti da Massimiliano Maset, hanno messo un primo punto fermo nell' indagine arrestando Marco Castellano, 46 anni, volto noto del fitness romano e già personal trainer dei partecipanti a famose trasmissioni tv, come «Amici», «Volere o volare» e altre.
marco castellano 3MARCO CASTELLANO 3




Il quarantenne - direttore tecnico dell' area fitness in una palestra, il Freetime Sporting Club, ai Colli Portuensi - è stato bloccato giorni fa nel suo studio a Monteverde dove gli investigatori lo hanno sorpreso con alcune banconote che avevano precedentemente fotocopiato, consegnate all' istruttore da due delle ragazze trasformate in squillo di lusso. Al momento del controllo della polizia c' era anche cocaina, oltre a 430 euro, sex toys utilizzati proprio nella pratica del bondage (quella di legare il partner consenziente) e uno smartphone dal quale i poliziotti hanno ricavato informazioni utili per ricostruire il giro di squillo.

Castellano, secondo chi indaga, non ha negato le accuse che gli venivano contestate.
marco castellano 2MARCO CASTELLANO 


L' arresto per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione è stato convalidato dal gip e attualmente il personal trainer si trova a Regina Coeli. Dagli accertamenti investigativi è emerso che il quarantenne chiamava «cagnetta» una delle ragazze alle quali organizzava appuntamenti con clienti scelti fra i suoi amici. Al momento non risulterebbero personaggi dello spettacolo, ma la polizia ha lanciato un appello alle giovani che frequentano quella palestra e altre strutture sportive affinché vittime e testimoni segnalino episodi simili.

marco castellanoMARCO CASTELLANO




D' altra parte le indagini sono scattate dopo la denuncia di alcuni amici di una delle tre giovani che avevano capito che lei era entrata in un brutto giro. A quel punto ne sono state identificate altre due, una delle quali nel frattempo era diventata complice dell' istruttore e per questo è indagata.

Il sistema, che per gli investigatori veniva adottato da anni, era sempre lo stesso: l' istruttore praticava bondage con una giovane che poi - dopo essere stata anche sottoposta a umiliazioni e punizioni a sfondo sessuale - veniva convinta (anche con il consumo di cocaina) a partecipare a incontri con altri uomini in alberghi prenotati dal quarantenne e con tariffe decise da lui, fra i 130 e i 300 euro. Ma i soldi, consegnati interamente all' istruttore, non erano l' unico fine dello sfruttamento. 

Fonte: qui

giovedì 23 novembre 2017

SCAGIONATO IL BULL TERRIER: NON E’ STATO LUI A UCCIDERE L'ADDESTRATORE A CHIVASSO: IL 26ENNE ERA GIÀ MORTO PER UN MALORE

IL CANE HA SOLO PROVATO A SCUOTERLO NEL TENTATIVO DI “SOCCORRERLO”
Daniela Mastromattei per “Libero quotidiano”

davide lobueDAVIDE LOBUE
Dopo aver messo il mostro in prima pagina, arriva il colpo di scena: Sid, il bull terrier di un anno e mezzo, accusato di aver sbranato il suo addestratore, è stato scagionato ieri dall' autopsia.
E dunque, il cane è innocente. Non è stato lui a uccidere Davide Lobue di Rivoli, 26 anni, professione educatore e istruttore cinofilo, trovato senza vita nella tarda serata di sabato scorso, a Chivasso. A stroncarlo, come già ipotizzato in un primo momento, sarebbe stato un malore (infarto o un aneurisma).

Forse Davide si è sentito male proprio mentre giocava con il cane in un campo recintato, quando ha avuto il mancamento ed è crollato a terra. Il bull terrier d' istinto deve aver provato a scuoterlo, nel tentativo di svegliarlo e «soccorrerlo». È in questa fase che l' animale avrebbe sfilato e strappato la felpa e la maglietta che il giovane indossava. Ma poi visto che l' uomo continuava a non dare alcun segno di vita, Sid deve esserci andato un tantino pesante avventandosi sul polpaccio e sul resto del corpo. Questo è il motivo delle lesioni trovate su Davide.

Una reazione abbastanza normale in un cane che all' improvviso vede il suo compagno di giochi privo di sensi. Forse, all' inizio potrà anche aver ipotizzato uno scherzo da parte dell' addestratore, ma poi il gioco stava durando troppo. E ha pensato di scuoterlo con modi più energici. Quando ha capito che non si sarebbe più mosso, ha iniziato ad abbaiare con insistenza. Sono stati proprio i suoi latrati a richiamare l' attenzione di un vicino di casa, che scendendo in giardino ha trovato il corpo ormai senza vita del giovane.

bull terrierBULL TERRIER
Ora si parla di lesioni «post mortem», così ha stabilito il medico legale Roberto Testi, che ha eseguito l' autopsia, fornendo una prima ricostruzione dei fatti alla procura di Ivrea, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Al momento non ci sono indagati. Nel giardino dove è stato trovato il corpo, i carabinieri della compagnia di Chivasso hanno recuperato qualche grammo di marijuana, appoggiata su un tavolino. Difficile, però, che il ritrovamento possa essere direttamente collegato con la morte del 26enne. Sarà necessario attendere almeno gli esiti dell' esame tossicologico per fare chiarezza. Quella di Davide Lobue per i cani era una passione sostenuta da una grande competenza, come testimonia anche un recente post sulla sua pagina Facebook: «Hanno sempre fatto parte della mia vita, dal giorno in cui sono nato...».

«Davide non si sarebbe mai messo in una situazione che non avrebbe potuto gestire. Io l' ho visto dopo la tragedia e non aveva segni al collo o sul viso di morsi letali, ma a prescindere da questo non era uno sprovveduto. È morto facendo quello che amava di più, ricordatelo per il professionista che era». Parole di Milena Cavagna, la fidanzata dell' addestratore Lobue, scritte sulla sua pagina di Facebook.
bull terrier ieriBULL TERRIER IERI

Sid non apparteneva a Davide Lobue, gli era stato affidato perché lo addestrasse dal proprietario Daniele Conte, di 28 anni, che quel sabato sera si trovava a Milano per un concerto. Il padrone Daniele ha già fatto visita un paio di volte a Sid, che però per il momento viene tenuto sotto osservazione nel canile rifugio di Settimo, dove era stato portato dopo la visita del veterinario dell' Asl To4. Intanto tutti quelli che lo avevano condannato devono fare un passo indietro.

È vero il muso del bull terrier non è dolce come quello di un barboncino. È vero Conte lo aveva affidato all' addestratore perché era poco ubbidiente. Ma non per questo deve essere definito un cane killer. C' è chi ha ribadito in questi giorni l' urgenza di stilare la lista delle razze pericolose, come fanno in Danimarca, che ci ha appena restituito Iceberg sano e salvo.
bull terrier oggiBULL TERRIER OGGI

Noi alle razze pericolose non ci crediamo. Crediamo invece che i cani possono subire le influenze negative di molti uomini violenti e pericolosi.

Fonte: qui

sabato 7 ottobre 2017

A BRESCIA UN 43ENNE ISTRUTTORE DI KARATE E’ ACCUSATO DI ABUSI SESSUALI NEI CONFRONTI DI MINORENNI

ALMENO SEI LE VITTIME CHE, PER GLI INQUIRENTI, “VENIVANO PLAGIATE E MANIPOLATE DA UN INDIVIDUO MANIACALE E INSAZIABILE” 
IL DRAMMATICO RACCONTO DI UNA MADRE E DELLA FIGLIA 16ENNE INNAMORATA DEL CARNEFICE 
Mara Rodella per il Corriere della Sera

gluteo palestratoGLUTEO PALESTRATO
Le faceva sentire donne. Le esortava a lavorare duramente con gli attrezzi e i pesi, perché «nella vita bisogna sempre puntare in alto per raggiungere i propri obiettivi», a partire dalla forma fisica. Le convinceva che potevano bastare a se stesse: sole e sfrontate. Ma una aveva appena 12 anni. Tanto c' era lui, al loro fianco («e ci sarò sempre» scriveva loro su Facebook). E il mondo poi era tutto lì: in una palestra sul Garda, in provincia di Brescia. Con la musica a palla e le luci strobo. Dove l' infermeria diventava un' alcova per consumare il peggiore dei mali: «Va tutto bene, sarà bellissimo». Avrebbe dovuto tutelarle, le sue allieve.

SESSO CON MINORENNISESSO CON MINORENNI
E invece per violenza sessuale aggravata o di gruppo, atti sessuali con minorenni e detenzione di materiale pedopornografico (le filmava, le «sue ragazze») è finito in manette C. C., un istruttore di karate di 43 anni, sposato e titolare della palestra che tutte frequentavano assiduamente. Altri tre complici, che agli abusi avrebbero partecipato su suo invito, sono stati iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani, titolare del fascicolo. Le indagini hanno riavvolto il nastro addirittura fino al 2003.

Almeno sei le vittime (anche se un caso risulta prescritto e in un altro la querela è stata depositata oltre i termini): ragazze molto spesso plagiate, manipolate da una figura che gli inquirenti definiscono maniacale e che secondo il gip che ne ha firmato l' ordinanza di custodia cautelare in carcere «mostrava un' assoluta noncuranza per le conseguenze della sua condotta, passando da una ragazza all' altra in modo insaziabile». In alcuni casi si è presentato anche a casa, dai genitori (disperati): «Sono innamorato di vostra figlia. Farei di tutto per lei. Non posso farci nulla se più grandi non mi piacciono». Dicono pure che la moglie sapesse.
ABUSI SESSUALIABUSI SESSUALI

Una delle allieve, tra le prime «prede» ad aver subito violenze nel 2008 e ormai maggiorenne, nei mesi scorsi ha trovato il coraggio di parlare e denunciare: prima confidandosi con il fidanzato, poi confermando tutto alla magistratura. «L' ho visto appartarsi con una ragazzina, è minorenne», ha detto. «Non deve fare ad altre ciò che ha fatto a me: quell' uomo mi ha rovinata. E va fermato», lo sfogo disperato. Non era l' unica, però. Le ragazze sono state convocate in Procura e interrogate. Le più grandi hanno (a fatica e grazie a un difficile percorso psicologico) maturato la consapevolezza di essere state «vittime»: «Di chi ha rubato loro l' adolescenza e la dignità convincendole che fosse tutto normale», commenta l' avvocato di parte civile Michela Marchesi, che ne assiste tre.

VIOLENZA DONNEVIOLENZA DONNE
Non tutte, però. L' ultima in ordine di tempo, abbordata l' anno scorso quando ancora non aveva compiuto 16 anni, non parla quasi più con sua madre: «Mi avete tolto l' uomo della mia vita, lui era il meglio per me, voi non lo capite». Sotto sequestro sono finiti anche i suoi pc, tablet e telefonini (c' erano 75 mila messaggi). La mamma si logora, ma non ha alcuna intenzione di arrendersi. «Ho visto mia figlia cambiare, allontanarsi da tutto. Un giorno mi chiamò un' altra ragazza, un po' più grande, che frequentava la palestra: "La porti via da lì, non voglio che le succeda quello che è capitato a me. Quell' uomo mi ha rovinata". E così ho fatto. Ma è una battaglia durissima, spero solo si renda conto prima o poi di cosa è successo». Perché lei è ancora una ragazzina. E non la donna che lui, il suo allenatore, le diceva di essere per adescarla.

Fonte: qui

MI DICEVA TI AMO E MI SENTIVO BELLA MA LUI HA ABUSATO DI ME” 
IL DRAMMATICO RACCONTO DI UNA DELLE VITTIME DELL’ISTRUTTORE DI KARATE, 43ENNE, ACCUSATO DI VIOLENZA SU MINORI 
“L'HO VISTO APPARTARSI CON UNA RAGAZZINA, ANCHE LEI MINORENNE. QUELL' UOMO MI HA ROVINATA”
Ferruccio Pinotti per il Corriere della Sera

ABUSIABUSI
Francesca - ti chiameremo con un nome di fantasia per ovvie ragioni processuali e di protezione della tua identità - come hai trovato la forza per denunciare l' istruttore di karate che ha abusato di te e di altre ragazze?
«È stato un percorso difficile e doloroso, iniziato a gennaio. Soltanto a dicembre dell' anno scorso ho smesso di frequentare quella palestra dell' orrore e ho trovato il coraggio di parlare e di denunciare: prima confidandomi con il mio fidanzato, poi con la mia famiglia, quindi con una psicologa e con la onlus Prometeo per la lotta alla pedofilia, infine raccontando tutto alla magistratura».

Qual è stata la molla ?
MAESTRO KARATE BRESCIAMAESTRO KARATE BRESCIA
«L' ho visto appartarsi con una ragazzina, anche lei minorenne. E allora mi sono detta: non deve fare ad altre ciò che ha fatto a me: quell' uomo mi ha rovinata. Va fermato. L' ultima sua vittima aveva 15 anni, ci assomigliavamo sia fisicamente che psicologicamente. Ho iniziato a dirmi: cosa sta succedendo? Ho cominciato a rendermi conto, a ricordare. Il cammino è stato difficile, ero titubante. Poi tutte queste persone mi hanno convita ad andare dai magistrati».

L' argomento decisivo?
«Una frase molto semplice, la stessa che ripeterò a ogni ragazza che incontrerò: pensa se succedesse a tua figlia».

Con quale tecnica l' istruttore ha coinvolto te e le altre ragazze?
«Aveva molta confidenza con me e con molte ragazzine che frequentavano la palestra. Inizialmente ti faceva sentire più forte e più bella, poi diventava morboso».
violenza sessualeVIOLENZA SESSUALE

A che età sono iniziati gli abusi su di te?
«Ci siamo conosciuti quando avevo dodici anni, abbiamo avuto i primi rapporti quando ne avevo tredici e sono andati avanti fino a diciassette. Con me e le altre ragazzine usava tecniche di manipolazione raffinata, a ognuna faceva credere che era innamorato, diceva che si era separato dalla moglie. Era abile e pericoloso: anche quando ha smesso di abusare di me ha mantenuto un rapporto di amicizia, davo una mano in palestra. Solo nel dicembre scorso mi sono staccata da quell' ambiente».

Ti è capitato, come avviene a tante vittime di abusi, di rimuovere i fatti, di nasconderli in un angolo della tua coscienza?
VIOLENZA SESSUALEVIOLENZA SESSUALE
«Sì, mi è successo spesso. Quando provavo a ricordare avevo dei buchi. Alcune cose mi tornavano in mente ma mi venivano crisi pesanti, piangevo a lungo. Poi riaffioravano altri ricordi o ritrovavo una foto. Altri episodi sono emersi perché li sognavo e così ne prendevo coscienza. Era come un puzzle, ricostruito con lentezza».

Come hai capito che altre ragazzine erano cadute nella sua trappola?
«Mi ha raccontato lui di un' altra ragazzina della palestra. Poi ha detto: mi sono innamorato di lei, ha quindici anni».

La sua era una specie di tecnica per irretirvi?
«Persone così ti fanno sentire speciale, sostituiscono i genitori, ti allontanano da loro e dagli amici, giocano sui sensi di colpa. Se uscivo con gli amici, me lo faceva pesare».
STUPROSTUPRO
Una delle ragazze abusate dopo di te ancora lo difende. L' ultima in ordine di tempo, abbordata l' anno scorso quando ancora non aveva compiuto sedici anni, non parla quasi più con sua madre: «Mi avete tolto l' uomo della mia vita».

«Anche a me diceva che ero la prima e l' unica, mi faceva sentire importante ma intanto mi isolava da famiglia e amici. Una manipolazione terribile, sottile ma efficace».

Che rapporti avevi con i tuoi genitori, in quegli anni di abusi?
«Mi vedevano strana, ma non avevano modo di capire. Più mi chiedevano che cosa avessi e più diventavo cattiva con loro. Tornavo a casa dopo gli abusi e piangevo. Ma non mi aprivo. A peggiorare le cose c' era il fatto che lui aveva creato un rapporto di fiducia con la mia famiglia. Uno schema che penso abbia ripetuto anche con altre. Purtroppo non avevo la forza per parlare, ero come impietrita, prigioniera di un incubo che non finiva mai».

Come convivi con il dolore?
«Ho le mie crisi, dei momenti di debolezza.
PALESTRAPALESTRA
Anche i miei genitori vivono un forte senso di colpa. Ma ci sono. E spero che insieme sapremo recuperare».

Il tuo istruttore è stato definito dagli inquirenti un uomo «dalla totale assenza di freni inibitori e incapace di contenere l' impulso sessuale». È emerso che ha coinvolto anche altri uomini. È stato così anche per te?
«Purtroppo sì».

Odi gli uomini, ora?
«No. Certo, non è stato facile ma ho superato. Se ce l' ho fatta io se ce la possono fare altre. Mi ha sostenuto anche la onlus Prometeo. Ho contattato il suo presidente Massimiliano Frassi su Facebook e mi ha subito aiutata. Mi ha dato un fantastico supporto. Quando le indagini e la vicenda processuale saranno in una fase più avanzata collaborerò con Prometeo, farò conferenze per aiutare altre persone a denunciare».

Nonostante questa brutta esperienza sei ottimista?
poliziaPOLIZIA
«Dopo aver denunciato ho ricominciato a vivere. Sono sempre stata positiva. Non voglio essere quella che si piange addosso, non voglio far pesare la mia storia. Voglio invece aiutare altre ragazze come me, dopo il processo. Sarà il mio impegno».

Fonte: qui