9 dicembre forconi: turismo
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martedì 4 settembre 2018

GRAN BAZAR – A ISTANBUL I MERCANTI SCAPPANO DALLO STORICO MERCATO COPERTO COSTRUITO NEL XV SECOLO: I TURISTI CALANO E GLI AFFITTI AUMENTANO

I COMMERCIANTI PREFERISCONO SPOSTARSI A BUDUA, IN MONTENEGRO 
IL GOLPE DEL 2016, GLI ATTENTATI E LA CRISI DELLA LIRA, LA CITTÀ È AL COLLASSO
Marta Ottaviani per “la Stampa”

gran bazar istanbul 5GRAN BAZAR ISTANBUL
Gran Bazar, addio. La crisi economica sta costringendo i negozianti e gli artigiani del mercato coperto più famoso del mondo a spostarsi altrove. Per la precisione in Montenegro, a quasi 1200 chilometri da casa.

Fino a questo momento sono circa 40 su circa 3.000 quelli che si sono trasferiti nella repubblica balcanica, soprattutto a Budua, città sulla costa adriatica, che sta diventando una località di riferimento sia per le vacanze sia per la vita notturna.

Sei secoli di storia
gran bazar istanbul 4GRAN BAZAR ISTANBUL


Sono principalmente tre le cause che stanno portando molti mercanti a lasciare il Gran Bazar, la cui costruzione è iniziata nel XV secolo: il calo dei turisti, l' aumento degli affitti e delle materie prime e la crisi valutaria.

A certificare la crisi dello storico mercato coperto, è stato Hasan Firat, presidente dell' Associazione commercianti del Gran Bazar: «Fino a questo momento sono circa 40 quelli che hanno scelto di andare a Budua, in Montenegro.

La città è caratterizzata anche da un vivace turismo dal mare, che nella stagione estiva fa arrivare circa 750 piccole imbarcazioni». Una volta il turismo delle crociere arrivava anche a Istanbul e a flusso continuo.
lampade in vendita al gran bazar di istanbulLAMPADE IN VENDITA AL GRAN BAZAR DI ISTANBUL

Ma con il golpe del luglio 2016 e l' ondata di attentati che ha colpito il Paese fino al 2017, il numero di grandi navi è diminuito del 50 per cento, provocando un calo di 100-150 mila turisti al giorno. «Dall' inizio dell' anno - ha continuano Firat - sono circa 100 i negozi che hanno cambiato proprietà». Ci sono poi i costi sempre più alti.

turiste in visita al gran bazar di istanbulTURISTE IN VISITA AL GRAN BAZAR DI ISTANBUL




L' affitto di un negozio di 25 metri quadrati al Gran Bazar costa minimo 50 mila dollari all' anno ai quali vanno aggiunti i costi di mantenimento della struttura, che sono enormi.

Via dalla città
E così, i mercanti e i commercianti, stanno iniziando a dire basta. A lasciare gli antichi corridoi affrescati, nei quali il sultano camminava in incognito per ascoltare le opinioni sul suo operato, sono proprio quelli che hanno reso Kapali Carsi, il Gran Bazar, appunto, famoso in tutto il mondo: gli orafi, i pellettieri e i tagliatori di pietre.

gran bazar istanbul 6GRAN BAZAR ISTANBUL



«L' oro ha raggiunto prezzi molto elevati e gli affari non sono più come quelli di una volta» spiega Ozgur. Lavora in uno dei negozi della celebre Kalpakçlar Caddesi, il viale dei gioiellieri, dove monili dal costo di decine di migliaia di dollari e chili di oro fanno bella mostra di sé nelle vetrine luccicanti, per la gioia delle signore, che vi si attaccano come ventose, e la preoccupazione dei loro mariti.
gran bazar istanbul 3GRAN BAZAR ISTANBUL 



In Montenegro possono contare su affitti bassi, costo della manodopera e delle materie prime affrontabile e un interesse per il gusto dell' antico impero ottomano che affascina non solo i turisti stranieri, ma quelli che arrivano dagli altri Paesi dei Balcani.

Una nuova vita, lontana dalla caotica e travolgente Istanbul, ma che garantisce ricavi abbondanti e con buone possibilità di crescita.
gran bazar istanbul 7GRAN BAZAR ISTANBUL









La fuga dei negozianti è il riflesso non solo della crisi vissuta dalla Turchia, ma di quella dello stesso Gran Bazar. Sono in difficoltà anche i venditori di borse, che spesso, oltre alla loro bottega all' interno del Gran Bazar, hanno show room immensi nei sotterranei dei palazzi vicini, con falsi di tutti i più grandi brand internazionali che farebbero impazzire qualsiasi fashion victim.

gran bazar istanbul 2GRAN BAZAR ISTANBUL
 «Una volta qui - spiega Evren, che lavora in uno di questi paradisi della contraffazione - venivano qui a decine, non lasciavano meno di 1000 euro. Russi, arabi.

Adesso il business si è ridotto molto, temo anche perché a causa della crisi siamo stati costretti ad aumentare i prezzi». Quello che i negozianti non dicono, o ammettono a fatica, è che il mitico Gran Bazar sta pian piano diventando un mercato come tanti altri, dove la massificazione ha portato molti negozi a vendere le stesse cose.
bandiere turche all'interno dello storico mercato del gran bazar di istanbulBANDIERE TURCHE ALL'INTERNO DELLO STORICO MERCATO DEL GRAN BAZAR DI ISTANBUL






La fuga degli artigiani e dei mercanti storici rischia di impoverire ancora di più quello che è il mercato coperto più grande del mondo. Fonte: qui

venerdì 13 luglio 2018

DI MAIO, CHE VOLEVA IL REFERENDUM PER ABROGARE I VOUCHER, ORA LI REINTRODUCE DA MINISTRO DEL LAVORO!

''SERVONO PER AGRICOLTURA E TURISMO''

VOUCHER, C' È L' ACCORDO E IL "REDDITO" FINISCE SUL TAVOLO DI SAVONA
Andrea Bassi per il Messaggero

IL PROVVEDIMENTO
Il tira e molla è finito. Durante l' iter di conversione del decreto lavoro verranno reintrodotti i voucher per diversi settori, in testa turismo e agricoltura. L' accordo tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini è arrivato dopo giorni di tensioni tra la Lega, favorevole ai buoni lavoro cancellati dal governo Renzi per evitare il referendum abrogativo della Cgil, e il Movimento Cinque Stelle, che invece si era schierato a favore della consultazione promossa dal sindacato guidato da Susanna Camusso.

salvini di maioSALVINI DI MAIO
A cedere il passo è stato il ministro del lavoro e dello sviluppo economico. «Se i voucher possono servire a settori come l' agricoltura e il turismo, per specifiche competenze, allora ben vengano», ha detto ieri Di Maio. «L' unica cosa che chiedo alle forze di maggioranza», ha aggiunto, «è quella di evitare abusi in futuro». 

Dietro la resa del leader grillino, ci sarebbe stata anche la minaccia da parte della Lega di bloccare la delibera sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari che tanto sta a cuore al Movimento Cinque Stelle.

I nuovi voucher, che verranno introdotti con un emendamento governativo al decreto, saranno nominativi e tracciabili. Norme anti-abuso che aveva provato a inserire anche l' ex ministro del lavoro Giuliano Poletti per provare a salvarli, ma inutilmente, dal referendum abrogativo della Cgil. Intanto il decreto è stato finalmente bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato.

LE BOZZE
tweet giuliano poletti 2TWEET GIULIANO POLETTI
In una delle ultime bozze inviata ai tecnici del ministro Giovanni Tria, era comparso un taglio ai fondi delle Tv locali per finanziare i 35 milioni di euro dell' abolizione dello split payment per i professionisti. La norma sarebbe, però, stata cassata perché, in realtà, quei soldi erano già stati ripartiti. In sostituzione si sarebbe deciso un nuovo aumento del prelievo sulle slot machine dello 0,25% a partire da settembre.

Il testo adesso andrà al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la firma e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Si vedrà se oggi sarà la giornata buona. Intanto ieri il ministro delle Politiche comunitarie, Paolo Savona, rispondendo a un question time ha detto che si sta studiando la possibilità di finanziare il reddito di cittadinanza con i Fondi Ue.

GIOVANNI TRIAGIOVANNI TRIA
Non però il sostegno al reddito, bensì la parte che attiene alle politiche attive e che potrebbe essere compatibile con le norme comunitarie. Savona ha anche spiegato che, comunque, i fondi utilizzabili a questo scopo non sarebbero molti. Ieri Di Maio riferendosi alle parole di Savona sull' euro, il leader pentastellato ha detto che «il governo non lavora a un piano B» per uscire dalla moneta unica.




CAMUSSO, PERMETTERE USO VOUCHER È INDECENTE
susanna camussoSUSANNA CAMUSSO
 (ANSA) - "Permettere l'uso dei voucher, anche se per alcuni settori, è una cosa indecente". Lo ha detto Susanna Camusso, segretario nazionale della Cgil, arrivando all'iniziativa della Cgil Calabria "Libera dalle mafie, libera dal lavoro sfruttato" in corso a Cirò Marina. "Non si capisce perché - ha aggiunto - il ministro abbia cambiato opinione, c'è una evidente contraddizione tra il dire vogliamo lavorare per stabilità del lavoro è poi introdurre una forma di grande precarizzazione".

Secondo la leader della Cgil, inoltre, "il tutto basato su affermazioni non credibili perché - ha detto ancora Camusso - i settori di cui si parla per reintrodurre i voucher hanno già tutte le flessibilità possibili dentro le certezze contrattuali".

Fonte: qui

giovedì 10 maggio 2018

QUANDO IL METEO UCCIDE IL TURISMO

BOLLETTINI ALLARMANTI, VALANGA DI DISDETTE E SDRAIO VUOTE SOTTO UN SOLE COCENTE 

I MAGHI DEL METEO SPUNTANO OVUNQUE, MA SPESSO SBAGLIANO LE PREVISIONI 

ZAIA: “MOLTI SEMBRANO CARTOMANTI. UNA PREVISIONE NON SI NEGA A NESSUNO, MA COSÌ SI METTE IN GINOCCHIO UN’INTERA ECONOMIA. È ARRIVATO IL MOMENTO DI…”

Riccardo Bruno per il “Corriere della Sera”

temporale spiaggiaTEMPORALE SPIAGGIA
Erano stati annunciati fulmini e saette nel fine settimana, soprattutto in Veneto. E invece è stato piuttosto bello. «Altroché, c' era sole, un gran bel sole». Capita spesso che i maghi del meteo tirino fuori dal cilindro il coniglio sbagliato.

E non è la prima volta che il governatore veneto Luca Zaia alza la voce. «Ma adesso è troppo, ne abbiamo le tasche piene. Basta con le previsioni di certi cialtroni, servono delle regole e se sbagliano siamo pronti a chiedere il risarcimento danni».
spiaggia vuotaSPIAGGIA VUOTA

Una volta c' era solo il placido colonnello Bernacca, adesso i meteorologi spuntano ovunque come gli chef: in televisione, su Internet, nella app dei telefonini. Non ci si azzarda a partire senza aver prima trovato conforto in cartine piene di soli splendenti.

luca zaiaLUCA ZAIA
«Per carità - continua Zaia - l' errore può capitare e certo non metto in discussione i professionisti. Ma non si possono accettare quelle indicazioni grossolane, maccheroniche, che proliferano dappertutto. Una previsione ormai non si nega a nessuno, ma quando si danno informazioni sbagliate si mette in ginocchio un' intera economia. In Veneto il turismo è la prima industria, 17 miliardi di fatturato, 70 milioni di visitatori all' anno, di cui 32 scelgono proprio le spiagge. Se si dice che sarà bruttissimo e invece non è così, si combina un macello».

meteo temporaliMETEO TEMPORALI
Non è ovviamente soltanto una preoccupazione del Nordest. Una settimana fa, prima del sindaco di Jesolo, aveva protestato il primo cittadino di Sanremo, Alberto Biancheri, ipotizzando d' ora in poi di valorizzare i «meteorologi locali». Mentre i gestori dei lidi di Comacchio nel Ferrarese, anche loro usciti a pezzi dai calcoli errati sull' ultimo weekend, hanno proposto una rete di webcam per mostrare in diretta ai potenziali clienti che tempo fa davvero.
meteo soleMETEO SOLE

Dalla Versilia al Trentino, dalla Liguria alla Campania le cronache degli ultimi anni sono piene di albergatori delusi e amministratori inferociti. Il copione è sempre lo stesso: bollettini allarmanti, valanga di disdette e sdraio vuote sotto un sole cocente.

«Altro che modernità, allora meglio tornare al medioevo» provoca il governatore Zaia. E anche lui ha una proposta da mettere in campo. «È arrivato il momento di individuare chi sono i professionisti. Attualmente non c' è una regolamentazione, chiunque può dire la sua.
meteo sole copiaMETEO SOLE COPIA

Molti mi sembrano dei cartomanti, fanno oroscopi non previsioni. Perché non basta dire piove o è nuvoloso, bisogna aggiungere la probabilità che questo accada. Che senso ha mettere il simbolo dei temporali se poi la percentuale che si verifichino è solo del 5 per cento?».

LUCA ZAIA SPEZZA IL PANELUCA ZAIA SPEZZA IL PANE
Modificare le leggi, mettere un po' d' ordine in un settore che ha conquistato spazi enormi può certo aiutare, ma forse non è sufficiente. «Dobbiamo cambiare anche noi - conclude Zaia -. Dovremmo essere meno fatalisti, vivere con più leggerezza. Ormai programmiamo tutto, la nostra vita dipende da macchine digitali infernali. Mi ricordo che quando ero piccolo e si andava al mare, la sera ci mettevamo a letto sperando che il giorno dopo non piovesse. Eravamo molto meno social, ma non era poi così tanto male».

Fonte: qui

mercoledì 11 aprile 2018

UN VIDEO DI DUE MINUTI E 17 SECONDI IN TIMELAPSE MOSTRA LA COSTRUZIONE DELLA "MSC BELLISSIMA" CHE POTRÀ OSPITARE FINO A 4.500 PASSEGGERI

A BORDO 10 RISTORANTI, 20 BAR, PISCINE, CENTRO BENESSERE E SPETTACOLI DEL CIRQUE DU SOLEIL  
IL VIAGGIO INAUGURALE A MARZO 2019 CON PARTENZA DA GENOVA

VIDEO: LA COSTRUZIONE DELLA MSC BELLISSIMA IN TIMELIPSE


msc bellissima 7MSC BELLISSIMA 
Due minuti e 17 secondi in timelapse per vedere uno dei giganti dei mari prendere forma: il video mostra la costruzione della nuova MSC Bellissima in un cantiere navale di Saint-Nazaire, in Francia.
msc bellissima 6MSC BELLISSIMA 





La nave, del costo di 800 milioni di euro, potrà ospitare fino a 4.500 passeggeri e avrà una serie di funzionalità per rivaleggiare con la sua gemella, la MSC Meraviglia: ci sarà una passeggiata sul lungomare a due ponti con una spettacolare cupola a LED. Due volte ogni sera, per sei notti a settimana, gli ospiti di MSC Bellissima avranno l'opportunità unica di vedere due spettacoli originali del Cirque du Soleil.

msc bellissima 5MSC BELLISSIMA 
A bordo ci saranno 10 ristoranti, 20 bar, un centro benessere, una palestra, campo da bocce e due aree piscina con un parco acquatico. In totale sulla MSC Bellissima ci saranno 19 ponti con sistemazioni che vanno dalle cabine di base alle "suite reali". La nave partirà per il suo viaggio inaugurale il 24 marzo 2019, portando i passeggeri in un viaggio di sette notti nel Mediterraneo con partenza da Genova.

domenica 8 ottobre 2017

Turismo, vocazione senza innovazione.




Sono in giro per la Francia e comincio a capire perché, al di là delle chiacchiere, questo é il paese con il maggior numero di presenze turistiche. Qui ci sono  offerte per tutte le tasche e l’offerta contempla anche le nuove frontiere del turismo. 

Ad esempio qui trovate gli apart.hotel, hotel appunto in cui per ogni camera é prevista una microcucina e una microlavatrice. In un totale di 25 metri quadrati ottimamente organizzati due persone per 65-75 euro a notte (la camera) possono tranquillamente vivere. 
Bella differenza con le nostre offerte per mezza pensione in cui si va, come minimo ad una cifra che é circa il doppio. Una nuova frontiera quindi per chi vuole visitare le città senza svenarsi ed avere anche un minimo di comodità. In molte città poi ci sono biglietti speciali per i mezzi pubblici (tutti compresi) e più é lungo il periodo  meno si paga. 

A Lione ad esempio per 5,4 euro si può, per una giornata, prendere  tutti i metro, tram e autobus che si vuole. Altro aspetto interessante sono i musei. Quelli tradizionali non sono “affollati” di opere come i nostri, sono ben tenuti e i controlli sono discreti e fatti con molto meno personale. Molto, per la sicurezza, viene fatto all’ingresso e poi dall’elettronica. 

Certo hanno anche, tranne il Louvre, molto meno da esporre, ma poi chi, tranne gli specialisti, ha mai guardato tutti i quadri degli Uffizi?  Si investe, per la parte nuova frontiera museale, anche molto in nuove strutture,  in architettura, per cui il primo oggetto da vedere è  la costruzione. 

Il museo, come catalogazione del sapere, cambia, diventa sempre più interattivo e quindi la catalogazione fisica tende a sparire. Si danno i “nodi” delle conoscenze e le reti sono quindi virtuali. 

Si investe molto anche in guide che ognuno si scarica sullo smartphone e segue il percorso senza doversi attrezzare, con relativi investimenti per le attrezzature e il personale che consegna e ritira. 

Il mondo cambia e l’importante é adeguarsi in fretta. Se qui da noi si continua a chiacchierare, si piange perché abbiamo troppo, perché non riusciamo a gestire tutto, perché i soldi dedicati, pochi, se li mangiano i dipendenti, allora siamo morti viventi e i turisti che, pervicacemente, continuano a voler venire da noi sono solo gonzi da rapinare, trattare male e prendere a schiaffi.


Se volete un chiaro esempio pensate alla riviera ligure e a quella romagnola. La seconda, pur con un mare da schifo,al confronto, é sempre stata all’avanguardia e ha sempre fatto il pieno. 

Per contro la riviera ligure che ha una gestione da schifo  perde sempre più turisti, gli alberghi sono sempre più cadenti e sempre più cari. 

Tutti si lamentano ma nessuno fa mai niente. 

Certo molte colpe e molti meriti sono dei singoli, ma moltissimo dipende dal manico, da chi comanda, che non dà indirizzi chiari, che non permette investimenti rapidi e quindi il risultato é sotto gli occhi di tutti: turismo caro, in calo e abusivismo selvaggio.

Fonte: qui

mercoledì 18 gennaio 2017

ALITALIA - SIAMO AL TERZO SALVATAGGIO IN 9 ANNI, E MENTRE SI ANNUNCIANO TRA 500 E 1600 LICENZIAMENTI

SI IMPLORA LUFTHANSA DI PRENDERSI LA COMPAGNIA

FELTRI: ''UN'AZIENDA CHE MERITA DI CREPARE SENZA RIMPIANTI, VISTO CHE È STATA SEMPRE UN ENTE ASSISTENZIALE DEI DIPENDENTI'' 

IL SOLITO TEATRINO DEI FALLITI CALENDA-MONTEZEMOLO

1. ALITALIA E’ LA MPS DEI CIELI
Vittorio Feltri per Libero Quotidiano

Alitalia è di nuovo con le ali a terra. Non ce la fa più a decollare ed è un miracolo se respira ancora. È l' immagine dell' Italia burocratica e statale incapace di vivere di mezzi propri. 

Qui da noi si predica che in economia comanda il mercato, ma al tempo stesso si chiama in causa lo Stato ogni volta che un' azienda su cui sventoli il tricolore è in crisi e minacci di chiudere. 

È successo al Monte dei Paschi di Siena, che si è divorato decine di miliardi senza dire perché, e senza confessare a chi ha regalato capitali ingenti, e ora succede ad Alitalia che già in passato si era segnalata per imbecillità gestionale, riducendosi in bolletta nera.

ALITALIAALITALIA - FALLITA
Da circa dieci anni la cosiddetta compagnia di bandiera si illude di rinascere e per ben due volte ha trovato degli sciocchi che si sono illusi di rivitalizzarla. Il primo visionario un po' cieco che la foraggiò fu Silvio Berlusconi che, smentendo Romano Prodi, impedì di cedere la baracca semidistrutta ai francesi, che erano disposti a versare circa 2 miliardi per acquisirla, addossandosi oneri mostruosi.

Il Cavaliere, in procinto di vincere le elezioni, alzò la cresta e pose il veto alla vendita, adducendo motivi patriottici. Disse che vendere gli aerei sarebbe stato un suicidio per il nostro turismo. Cosicché si impegnò a strapagare il personale in esubero e a finanziare il rilancio dell' azienda con denaro pubblico, in parte. E fu un flop.
ALITALIA SAI NO SHOW RULEALITALIA SAI NO SHOW RULE

Perché il turismo è comunque calato di brutto (per mancanza di organizzazione e coordinazione) e la compagnia, pur foraggiata senza risparmio, è sopravvissuta a stento e malamente per un lustro ed è poi affondata miseramente in un mare di debiti.

Si è subito pensato a un secondo e velleitario rilancio del baraccone coinvolgendo addirittura gli arabi, avvezzi a guadagnare perfino coi voli. Non ho mai creduto che il tentativo potesse avere successo, ma nella circostanza ho avuto per venti minuti la sensazione che ci fosse uno spiraglio perché non fallisse. Sbagliavo.

LE NUOVE DIVISE DI ALITALIALE NUOVE DIVISE DI ALITALIA
E non mi si dica che alla topica sia estraneo l' organico umano dell' impresa, le cui pretese ereditate dai tempi d' oro del sindacalismo vorace hanno perpetuato la crescita delle spese folli. Un esempio emblematico: tra i piloti (autentici divi) c' è chi abita a Marbella e con l' appoggio dei rappresentanti dei cosiddetti lavoratori insiste affinché gli venga offerto gratis il trasferimento a Roma o dove parte l' aereo su cui è chiamato a svolgere la propria opera.

Mi rendo conto: è ridicolo o almeno paradossale, ma risponde a verità. 

Una compagnia costretta a sopportare simili oneri non campa a lungo, e in effetti la nostra è sul punto di tirare le cuoia. Merita di crepare senza lasciare rimpianti tra gli utenti consapevoli che l' Alitalia è sempre stata considerata un ente assistenziale dai dipendenti e non un luogo in cui guadagnarsi stipendi ragionevoli.

RENZI E MONTEZEMOLO TRA LE HOSTESS ALITALIARENZI E MONTEZEMOLO TRA LE HOSTESS ALITALIAFALLITI
Naturalmente la responsabilità del crollo non va attribuita soltanto al personale. Pesa anche una amministrazione pressappochista che, invece di imitare Ryanair, i cui bilanci sono in perfetto ordine e il servizio che svolge è eccellente nonché a buon mercato, non ha smesso di calpestare le orme impresse dagli statalisti d' antan che provocarono i primi e duraturi disastri.

Siamo così giunti al terzo decesso di Alitalia e temiamo che lorsignori del governo agiscano nei confronti della compagnia di bandiera esattamente come hanno agito per Monte dei Paschi, ossia utilizzino soldi pubblici per tamponare le falle. Sarebbe un altro calcio sferrato tra i denti dei cittadini.
CARLO CALENDACARLO CALENDA


2. ALITALIA, IL GOVERNO APRE AI SINDACATI RINVIATO LO SCIOPERO GENERALE
Nicola Lillo per la Stampa

Non c' è ancora un piano di rilancio condiviso né il numero esatto di esuberi in Alitalia, ma il governo da giorni dice che i lavoratori non dovranno pagare le colpe della gestione dell' azienda. Una posizione, ribadita più volte, che viene confermata dall' incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico tra i ministri Calenda e Delrio e i sindacati di categoria. Il governo ha voluto dimostrare ai rappresentati dei lavoratori che il dossier è seguito con una particolare attenzione e che il tema lavoro è prioritario.
MONTEZEMOLO HOGANMONTEZEMOLO HOGANFALLITI

I due ministri hanno espresso la propria preoccupazione per la gestione dell' ex compagnia di bandiera, assicurando i sindacati che una volta presentato il piano tra due settimane verranno coinvolti anche loro nella discussione sugli esuberi, si parla di una forbice che va dai 500 ai 1.600 posti di lavoro a rischio. Ma è ancora presto per avere i numeri precisi.

Tutti i dettagli da digerire per sindacati e governo sono contenuti nel piano quinquennale da cui passa il futuro di Alitalia.

Il piano è complesso, così come lo è la materia. In 158 pagine sono spiegate le strategie con cui l' amministratore delegato Cramer Ball conta di rilanciare l' azienda. Le linee guida sono chiare, e cioè riduzione aggressiva dei costi, rinegoziazione di partnership penalizzanti e il nuovo modello di business con il riposizionamento fra rotte di corto, medio e lungo raggio. Ma ora serve condivisione sui dettagli da cui dipende quello che sarà dell' azienda, che in questo 2017 doveva raggiungere l' utile ma che in realtà perde quasi un milione al giorno.
hogan cassano montezemolo renzi d'amicoHOGAN CASSANO MONTEZEMOLO RENZI D'AMICO - FALLITI

Sul contenuto tecnico del piano si esprimerà un advisor esterno richiesto dai soci italiani, che sarà nominato nel prossimo cda atteso per lunedì. Di sicuro nel piano, spiegano alcune fonti, è messa nero su bianco l' ipotesi che nel futuro ci possano essere nuovi soci in Alitalia. Non è un mistero che negli ultimi mesi si siano intensificati i rapporti tra Etihad e Lufthansa e non si esclude quindi un possibile interessamento della principale compagnia tedesca.

All' incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico il governo, da quanto si è appreso, ha fatto notare di non avere l' abitudine di criticare i vertici di aziende private come ha fatto in recenti dichiarazioni, ma in questo caso l' intervento si è reso necessario per dire che certe cose non sono andate come ci si aspettava. E cioè che all' incontro al ministero dello scorso 9 gennaio l' ad Ball e il vicepresidente James Hogan si sono presentati senza un piano condiviso dai soci, le banche azioniste e creditrici Unicredit e Intesa Sanpaolo.

cramer ballCRAMER BALL
La tensione nel management dell' azienda è altissima, e si rincorrono le voci di un possibile passo indietro di Hogan, nel mirino dei soci italiani. E' lui l' uomo più in bilico ai vertici dell' azienda, controllata con il 49% da Etihad, e il suo futuro è ora nelle mani degli emiri. Intanto è stato differito lo sciopero generale del trasporto aereo di venerdì, mentre per il 23 febbraio rimane in programma quello dei dipendenti Alitalia.

Fonte: qui


martedì 17 maggio 2016

UE SHOCK: TASSARE IL TURISMO. COME UCCIDERE DEFINITIVAMENTE L’ITALIA

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Nuova follia targata UE: La proposta di Bruxelles, una tassa di 50 euro per tutti coloro che entrano in Europa sia per lavoro che per turismo, per finanziare il “migration compact” ossia un piano per fermare i flussi migratori del costo di 15 mld di euro proposto dal governo Renzi con investimenti nei Paesi africani.

Intanto per l’Italia e Roma, città già invasa da centri d’accoglienza che ospita clandestini, più che “migration compact” si dovrebbero eseguire sgomberi ed espulsioni.

Ora, per la Capitale d’Italia, il turismo è una risorsa importantissima e già la tassa giornaliera applicata ai visitatori della Capitale non riscuote simpatia per coloro che la esigono. Inoltre, penalizza gli albergatori e i titolari delle strutture d’alloggio. E’ bene ricordare poi che l’euro non è certo un fattore che aiuta l’export italiano e quindi anche l’industria del turismo italiano ne risente, specie se in competizione con Paesi extra UE che godono di una moneta molto più flessibile di quella unica europea. Le sanzioni alla Russia e l’attacco speculativo-politico sul rublo hanno fatto crollare il flusso turistico russo in Italia fino al 35% dal 2015. Pertanto in questo quadro, una tassa da 50 euro per ogni turista che viene a Roma e/o in Italia, rappresenterebbe una mazzata all’economia di Roma e nazionale per quanto riguarda la voce turismo. Quindi per non diminuire i flussi turistici, penalizzati da questa tassa europea, gli stipendi del settore si ritroverebbero più leggeri per non perdere competitività, già penalizzata dalla moneta unica.
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Il costo del progetto per respingere il flusso di “profughi” sarebbe di 15 mld, a livello europeo, ma basti pensare che solo l’Italia ha speso 60 mld dal 2011 in fondi salva Stati per salvare banche tedesche e francesi in credito con quelle greche e spagnole.
In aggiunta, il governo tedesco avrebbe potuto contribuire a questo piano per arrestare i flussi migratori, attingendo dagli enormi surplus commerciali, superiori a quelli cinesi ed oltre la soglia consentita dall’UE, ottenuti grazie all’euro che difatti ha bloccato la rivalutazione di quello che sarebbe stato il Marco tedesco, cosa inimmaginabile per Berlino che si è rifiutata anche di finanziare questo progetto con l’emissione di bonds europei.
E in conclusione: è stato fatto forse qualche investimento su Roma e sul turismo?
Roma Capitale e il parlamento italiano si dovranno opporre a questa ingiusta tassa europea, altrimenti il turismo verrà duramente penalizzato in tutto il nostro Paese.