9 dicembre forconi: ristoranti
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giovedì 1 agosto 2019

McDonald’s alle Terme di Caracalla a Roma: riflessioni sull’apertura del ristorante


NEL CUORE DELLA ROMA ARCHEOLOGICA, ALLE TERME DI CARACALLA, IN UN GRANDE VIVAIO CHE RIDUCE LE SUE DIMENSIONI A VANTAGGIO DI UN PROGETTO GASTRONOMICO, STA PER APRIRE UN MCDONALD'S. 
PROVIAMO A METTERE GIÙ QUALCHE RAGIONAMENTO AL DI LÀ DELLE SOLITE POLEMICHE
Ci risiamo. Incredibilmente ci risiamo: apre un fast food a Roma in un’area storica e c’è la levata di scudi delle anime belle. Alle Terme di Caracalla qualche mese fa hanno aperto un goffo parcheggio a cielo aperto per torpedoni turistici e nessuno ha fiatato, alle Terme di Caracalla apre un ristorante McDonald’s e apriti cielo. Poco importa che neppure si vedrà dalla strada, poco importa che non ci sarà l’ombra di una cubatura in più: si tratta di “una sconfitta della civiltà” e addirittura il Pd ci ha organizzato su una interrogazione parlamentare “per scongiurare lo scempio”.
Un McDonald’s a Caracalla?
Intendiamoci, un Mc nel bel mezzo dell’area archeologica della città fa specie perfino a noi cinici e laici osservatori della realtà. E anche noi, come è ovvio, avremmo preferito che in questo spazio verde paesaggisticamente pregiatissimo venisse a fare il proprio progetto qualche grande ristoratore romano pluripremiato nella nostra Guida, o qualche giovane chef, o un importante investitore dall’estero capace di portare nella capitale un format innovativo e mai visto prima. Purtroppo però, e non per colpa di McDonald’s, le condizioni non lo consentono. Lo dimostra il fatto che a Fontana di Trevi, come il Gambero Rosso ha anticipato ripreso da tutti gli organi di informazione, in un grande spazio di una ex banca aprirà un altro fast food: Five Guys. Qui stranamente senza polemiche: forse Fontana di Trevi vale meno di Caracalla. O forse, ben più probabile, il brand “Mc Donald’s” è il target perfetto per i benpensanti, il nemico pubblico ideale quando si tratta di alzare il sopracciglio e gridare indignati alla violenza contro il nostro patrimonio. Successe lo stesso qualche anno fa vicino a San Pietro e sta succedendo anche per l’area del Pantheon, dove – a parte una piccola interruzione di qualche anno – Mc Donald’s c’è praticamene sempre stato.
La vista dell'area di caracalla dove dovrebbe aprire McDonald'sMc Donald’s è famoso e popolare in tutto il mondo e dunque – anche se sovente è perfino meglio della dozzinale ristorazione turistica che ammorba appunto San Pietro o Pantheon – è molto redditizio in termini di comunicazione metterlo nel mirino.
McDonald’s unico ristoratore illuminato?
luoghi in abbandono nell'area di CaracallaLei pensa che non abbiamo cercato a sufficienza un partner gastronomico per sviluppare il progetto?” ci risponde Stefano Ceccarelli, uno dei proprietari dell’Eurogarden “In realtà l’interlocuzione c’è stata con molti e tutti parlavano di apericene, di sfruttamento intensivo dello spazio all’aperto, di progetti che rischiavano di generare molto rumore e caos. Soprattutto tutti parlavano esclusivamente di superfici e di soldi al metro quadro. L’unico soggetto con cui è stato possibile parlare di un progetto vero e proprio? McDonald’s. E allora alla fine ci siamo accordati con loro“.
luoghi in abbandono nell'area di Caracalla
Già, perché tra Via Baccelli e Via Antoniniana non si aprirà solo un fast food, ma ci si occuperà anche di riqualificare l’area, di mettere a posto una intera strada pubblica oggi totalmente abbandonata dall’amministrazione comunale e lasciata a degrado e prostituzione perfino diurna e ci si occuperà di lavorare sull’impatto visivo nel complesso. Su questi punti l’unico soggetto disposto a fare l’imprenditore e non solo il commerciante è risultato essere McDonald’s e su questo aspetto dovrebbe riflettere chi protesta, a partire dalla politica.
Una ristorazione terrorizzata dalla burocrazia
La ristorazione romana (ma vale nella capitale purtroppo per molti altri ambiti economici) è gravata da una qualità media piuttosto scadente, penalizzata dalla mancanza di ambizione e dal nanismo dimensionale. Per quanto riguarda i soggetti di qualità, che comunque ci sono e li trovate tutti nella nostra guida Roma appena presentata, per la maggior parte sono spaventati a morte dalla burocrazia, dai Vigili Urbani, dalle soprintendenze, dalle Asl, dai Vigili del Fuoco, dalle micidiali società di servizi pubblici (acqua, elettricità, gas), dai Municipi, dai Comitati di Quartiere e così via. Trovateci un ristoratore che non abbia provato a realizzare il proprio sogno ambizioso e non si sia scontrato contro autentici deliri burocratici pentendosi amaramente di aver rischiato di tasca propria.
In un mare inospitale, s’avventurano solo i pescecani
In uno scenario del genere è assai complicato trovare qualcuno – men che meno un imprenditore di qualità – che si assuma un rischio di impresa sul quale neppure si può avere ragionevole previsione. Contro gli attacchi della stampa e degli opinionisti, contro gli eventuali esposti, contro i probabili rallentamenti dell’iter dovuti ai ripensamenti della politica (la sindaca Raggi pare abbia già richiesto la sospensione del progetto), un soggetto come McDonald’s ha le spalle larghe per resistere, attendere, eventualmente incassare una sconfitta come quella che si sta profilando (il 31 luglio il Ministero della Cultura, in autotutela, ha bloccato il procedimento amministrativo) e considerare perduti gli investimenti progettuali. A un ristoratore qualsiasi invece bastano pochi mesi di ritardo dall’apertura prevista per andare sott’acqua finanziariamente. E a Roma non esistono ormai più tempi certi per chi si avventura in una intrapresa nel settore della somministrazione.
Chi protesta contro McDonald’s, insomma, fa il gioco di McDonald’s: dimostra che c’è un intero mercato (e questo riguarda l’Italia ma, va sottolineato, Roma in particolar modo) totalmente inospitale per l’imprenditoria indipendente; dove non c’è spazio per chi non abbia dietro studi di avvocati, consulenti e impiegati capaci di decrittare norme impossibili e ostacoli assurdi. In un acquario del genere, con un’acqua così limacciosa e inquinata, gli unici pesci ancora in grado di nuotare sono i pescecani delle multinazionali, che sanno difendersi da soli, oppure gli oscuri e invisibili pesci di fondale, magari aiutati a seconda del quartiere dalla ‘Ndrangheta, dai Casamonica o dalla Camorra.
Chi non capisce quale sia il portato della tassa occulta della burocrazia (e della nevrastenica idiozia diffusa), non capisce che sta esattamente lì il problema, non nei fast food. Il vicesindaco di Roma e assessore alla cultura Luca Bergamo “trasecola” nell’apprendere la notizia, dimostrando di non aver del tutto compreso il nocciolo della questione.
Cinque anni di iter
Quanto avete impiegato a ottenere questo cambio di destinazione d’uso per una porzione del vostro vivaio?, chiediamo a Stefano Ceccarelli: “Tra una cosa e l’altra cinque anni. E adesso vogliono bloccare tutto quanto. Esiste qualche altro imprenditore che può permettersi di aspettare tutto questo tempo? Di avere questa pazienza prima di aprire? Di prendersi il rischio di perdere anni e anni di lavoro?“. Ovviamente non esiste, ed è proprio questo il punto. Inoltre occorre ricordare che gli imprenditori di Eurogarden provenivano da un’altra storia di grande miopia politico-burocratica: tutta l’area circostante al vivaio verso le Mura Aureliane e il cinquecentesco Bastione del Sangallo doveva trasformarsi grazie al progetto di un innovativo eco campo da golf urbano. Nulla: tutto bloccato anche qui per forsennati esposti, surreali interrogazioni parlamentari e curiose interpretazioni delle norme.
Ma c’è anche dell’altro per concludere: anche se Ceccarelli non lo dice, l’apertura di un punto di ristorazione è l’unica strada di sostenibilità per far sì che anche l’intero vivaio possa restare in attività. L’alternativa, anche qui come sta succedendo in mezza Roma, è la chiusura e l’abbandono nello scenario di un declino economico che la città sembra ogni giorno autoimporsi.
a cura di Massimiliano Tonelli
Fonte: qui
luoghi in abbandono nell'area di Caracalla

venerdì 7 settembre 2018

DAL RAPPORTO DEI NAS EMERGONO ANOMALIE NEL CIBO E SCARSA IGIENE NEL 40% CIRCA DEGLI ESERCIZI CONTROLLATI NEL 2017



ESCREMENTI DI TOPI TRA I FORNELLI, SCARAFAGGI TRA I CIBI, PESCE COI VERMI, BLATTE DENTRO LE CONFEZIONI: ECCO TUTTE LE PORCATE CHE MANGIAMO AL RISTORANTE

ATTENTI AI LOCALI ETNICI, A QUELLI CHE OFFRONO PESCE CRUDO IN QUANTITA' ILLIMITATA 

ALCUNI CONSIGLI PER PROTEGGERE LA NOSTRA SALUTE

Azzurra Noemi Barbuto per Libero Quotidiano


ristoranti rapporto nasRISTORANTI RAPPORTO NAS
Non li vediamo, poiché lavorano dietro le quinte, ma grazie a loro possiamo goderci pranzi e cene fuori casa senza correre il rischio di ingerire sostanze nocive finendo al pronto soccorso. I carabinieri altamente specializzati dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità, N.A.S., svolgono ogni anno circa 15 mila controlli, di cui 6 mila solo nell' ambito della ristorazione. Nel 2017 codeste ispezioni hanno portato alla scoperta di 2425 non conformità, alla segnalazione all' autorità amministrativa di 273 persone e quella giudiziaria di 2731 soggetti, nonché a 4 arresti, 350 sanzioni penali e 3600 amministrative.

La mole di alimenti sequestrati all' interno di ristoranti, pizzerie e fast-food ammonta a un valore complessivo di 630 milioni di euro. Ecco perché i Nas sono l' incubo dei ristoratori furbetti e sciatti, di coloro che non rispettano le norme igieniche, neanche quelle basilari, i quali non hanno scampo nel momento in cui irrompono all' interno dei locali i carabinieri che hanno a cuore la nostra salute.
E la faccenda è importante.
ristorante scarafaggiRISTORANTE SCARAFAGGI

Anche perché sono tanti gli italiani che amano mangiare fuori casa: circa 13 milioni quelli che consumano dai quattro ai cinque pasti al ristorante o al bar ogni settimana, quasi 10 milioni tra i due o tre.

E son soldi: le stime del 2017 calcolano il giro d' affari in 83 miliardi. Tuttavia, i Nas non sono una sorta di Gestapo della filiera alimentare. «Non siamo persecutori. Ci rivolgiamo a gente che lavora e ci capita di complimentarci con i ristoratori virtuosi, che di solito sono quelli che amano il proprio mestiere e cercano di farlo al meglio. Alcuni sono addirittura maniacali nella pulizia», assicura il maggiore Salvatore Pignatelli, comandante dei Nas di Milano, nucleo competente anche sulle province di Como, Varese e Monza-Brianza, che fa circa 300 ispezioni al mese, almeno una decina ogni dì.

scarafaggioSCARAFAGGIO
LOCALI SEQUESTRATI Durante le sue indagini il comandante si imbatte in veri e propri orrori, ma ci conforta apprendere che, nonostante egli sappia bene che l' ambiente delle cucine può costituire un ricettacolo di batteri nonché la scena di turpi crimini, non abbia affatto perso la voglia di recarsi a cena fuori.

Solo qualche giorno fa i Nas di Milano sono entrati di sorpresa in una pasticceria della provincia trovandola infestata di insetti di ogni tipo. Come se non bastasse, il materiale che sarebbe servito per confezionare i dolci era poggiato all' esterno, sul marciapiede, sotto il sole cocente al fine di favorirne il processo di scongelamento. «Abbiamo chiesto l' immediato intervento del medico della Asl, dopodiché abbiamo posto sotto sequestro il locale, che non rispettava l' obbligo delle zanzariere», spiega il comandante.

raviolo scarafaggioRAVIOLO SCARAFAGGIO
Escrementi di topi tra i fornelli e nelle dispense, scarafaggi tra i cibi, sporcizia ovunque, pesce spada invaso dai vermi, blatte dentro le confezioni, sono solo alcuni degli spaventosi ritrovamenti a cui ha assistito Pignatelli. Nonostante il lavoro continuo ed infaticabile del nucleo, può di rado accadere che gli avventori incappino in alimenti nocivi.

Il maggiore ci narra che lo scorso anno 36 persone sono rimaste intossicate in un prestigioso ristorante italiano, sito nella nostra capitale della moda. I clienti sfortunati avevano ingerito pesce crudo che forse non era stato abbattuto oppure che era stato abbattuto ma poi conservato in modo non idoneo. «Chi ha l' autorizzazione a trattare le materie ittiche dovrebbe possedere ed utilizzare l' abbattitore. Purtroppo, essendo la procedura di abbattimento molto costosa e lunga, succede che alcuni la aggirino per risparmiare», commenta Pignatelli, il quale invita a consumare i cibi crudi con prudenza. Quest' anno altre 10 persone, sempre nella provincia di Milano, sono state ricoverate dopo avere gustato del tonno non cotto in un ristorante etnico specializzato in kebab.
BLATTEBLATTE

Tuttavia, la Lombardia presenta una qualità igienico-sanitaria buona e le carenze evidenziate non sono ascrivibili solo, come si crede, ai ristoranti etnici, ma anche a quelli italiani ed europei. Il problema è un altro, secondo il comandante Pignatelli. «Da un lato, è aumentata l' offerta della ristorazione fusion, che mescola cucine e culture molto lontane; dall' altro è cresciuta l' esigenza della clientela di provare nuove combinazioni. Questo porta al proliferare di ristoranti: alcuni sono ottimi, altri lasciano a desiderare». La voglia di sperimentare conduce spesso l' avventore ad una leggerezza eccessiva nel ingurgitare piatti di cui si ignora il contenuto. A questo proposito, Pignatelli sottolinea che occorre pretendere che nel menù sia specificato ogni ingrediente.

pesce coi vermi ristorantePESCE COI VERMI RISTORANTE
Nel 2017 i NAS di Milano hanno fatto 3500 ispezioni, di cui 1100 solo nella ristorazione, altre in farmacie, ospedali, cliniche, centri estetici, negozi di parrucchieri e altri. Di questi 1100, 318 controlli sono stati effettuati nella ristorazione generale, italiana; 368 in quella etnica (cinese, asiatica, ecc.). A questi si aggiungono 300 accertamenti nella ristorazione veloce. «Abbiamo recuperato 2000 kg di cibarie scadute o mal conservate solo nell' ambito dei ristoranti», dichiara Pignatelli. A questo tipo di attività si affiancano le verifiche nel settore delle carni, del pesce e delle farine, che hanno condotto al sequestro (nel corso di un anno e nelle sole quattro province su cui hanno competenza i NAS di Milano) di 173 mila kg tra olio, uova, carne e prodotti ittici, per un valore complessivo di almeno 10 milioni di euro.


ristorante cineseRISTORANTE CINESE
REGOLE DA SEGUIRE Meglio restare a casa e declinare ogni invito a cena? Secondo Pignatelli, non è il caso di assumere posizioni categoriche, anche perché «siamo uno dei pochi Paesi al mondo ad avere una forza di polizia preposta solo a questo genere di ispezioni. Dunque, mangiare fuori in Italia è addirittura più sicuro che farlo all' estero».
Per proteggere la nostra salute è sufficiente adottare alcuni stratagemmi. Innanzitutto, sarebbe opportuno evitare pesce, carne, verdura e uova crudi, a meno che non ci troviamo in un locale di fiducia.

«Un elemento da considerare è il prezzo. La qualità costa. I ristoranti che offrono pesce crudo in quantità illimitata e a prezzi irrisori dovrebbero destare dei ragionevoli sospetti», afferma il maggiore, che consiglia di affidarsi ai propri sensi, vista, olfatto, gusto, infallibili nel farci percepire ciò che sarebbe meglio evitare. Infine, non sottovalutate il ghiaccio. «Le macchine che lo producono spesso non vengono pulite e possono creare parassiti», conclude il comandante. Fonte: qui
ristorante sporciziaRISTORANTE SPORCIZIA

mercoledì 11 aprile 2018

UN VIDEO DI DUE MINUTI E 17 SECONDI IN TIMELAPSE MOSTRA LA COSTRUZIONE DELLA "MSC BELLISSIMA" CHE POTRÀ OSPITARE FINO A 4.500 PASSEGGERI

A BORDO 10 RISTORANTI, 20 BAR, PISCINE, CENTRO BENESSERE E SPETTACOLI DEL CIRQUE DU SOLEIL  
IL VIAGGIO INAUGURALE A MARZO 2019 CON PARTENZA DA GENOVA

VIDEO: LA COSTRUZIONE DELLA MSC BELLISSIMA IN TIMELIPSE


msc bellissima 7MSC BELLISSIMA 
Due minuti e 17 secondi in timelapse per vedere uno dei giganti dei mari prendere forma: il video mostra la costruzione della nuova MSC Bellissima in un cantiere navale di Saint-Nazaire, in Francia.
msc bellissima 6MSC BELLISSIMA 





La nave, del costo di 800 milioni di euro, potrà ospitare fino a 4.500 passeggeri e avrà una serie di funzionalità per rivaleggiare con la sua gemella, la MSC Meraviglia: ci sarà una passeggiata sul lungomare a due ponti con una spettacolare cupola a LED. Due volte ogni sera, per sei notti a settimana, gli ospiti di MSC Bellissima avranno l'opportunità unica di vedere due spettacoli originali del Cirque du Soleil.

msc bellissima 5MSC BELLISSIMA 
A bordo ci saranno 10 ristoranti, 20 bar, un centro benessere, una palestra, campo da bocce e due aree piscina con un parco acquatico. In totale sulla MSC Bellissima ci saranno 19 ponti con sistemazioni che vanno dalle cabine di base alle "suite reali". La nave partirà per il suo viaggio inaugurale il 24 marzo 2019, portando i passeggeri in un viaggio di sette notti nel Mediterraneo con partenza da Genova.