9 dicembre forconi: presidenziali
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sabato 8 settembre 2018

BRASILE: FERITO A COLTELLATE JAIR BOLSONARO IL CANDIDATO ALLE PRESIDENZIALI DI ESTREMA DESTRA: E’ GRAVE

L'AGGUATO DURANTE UNA MANIFESTAZIONE ELETTORALE NELLO STATO DI MINAIS GERAIS. L'AGGRESSORE È STATO ARRESTATO: SAREBBE UN SOSTENITORE DELL'EX PRESIDENTE LULA 

INTERROTTA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL VOTO DEL 7 OTTOBRE

bolsonaroBOLSONARO
A un mese dal voto, la violenza ha fatto irruzione nella campagna elettorale in Brasile: Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra in testa ai sondaggi per le presidenziali del 7 ottobre, è stato accoltellato mentre partecipava ad una manifestazione elettorale a Juiz de Fora, nello stato di Minas Gerais.

Bolsonaro, ferito all'arteria mesenterica e all'intestino, è stato operato d'urgenza e ora le sue condizioni sono definite "stabili" dai medici. Il candidato era portato in braccio dai suoi simpatizzanti per la strada, quando è stato colpito da una coltellata sferratagli da un uomo che si era avvicinato a lui fra il pubblico presente. L'aggressore ha rischiato di essere linciato dalla folla, ma è stato rapidamente catturato dalla polizia militare.
bolsonaroBOLSONARO
Gli interventi chirurgici ai quali è stato sottoposto Jair Bolsonaro - ci vorranno almeno una  settimana di ricovero e tre di convalescenza - impediranno al candidato dell'estrema destra brasiliana di proseguire alla campagna elettorale, ma l'annuncio ufficiale ancora non è arrivato.
Il responsabile dell'attentato è stato identificato come Adelio Bispo de Oliveira, un 40enne di Minas Gerais che si è dichiarato colpevole. Nel suo profilo di Facebook, l'aggressore aveva pubblicato messaggi contrari a Bolsonaro e dichiarazioni politiche confuse, segnate da teorie cospirazioniste con riferimenti ai massoni e agli Illuminati ed espressioni di simpatia per il presidente venezuelano Nicolas Maduro e il movimento comunista.
Brasile, Jair Bolsonaro accoltellato durante una manifestazione: il momento dell'aggressione

bolsonaroBOLSONARO
De Oliveira aveva inoltre postato messaggi a favore della scarcerazione di Luiz Inacio Lula da Silva, l'ex presidente che sta scontando una condanna a 12 anni di reclusione per corruzione e riciglaggio e che figurava primo nei sondaggi per la consultazione del mese prossimo, ma che è stato giudicato incandidabile dal Tribunale Supremo Elettorale.
Ma Fernando Haddad, il candidato vicepresidente del Partito dei Lavoratori (Pt) di Lula, che molto probabilmente prenderà il suo posto, si è unito al coro di condanna dell'attentato, definendolo "inaccettabile" e augurando a Bolsonaro che guarisca al più presto dalle ferite subite.
Anche Il presidente brasiliano, Michel Temer, e gli altri principali candidati alla presidenza hanno condannato l'attentato, sottolineando che l'episodio rivela il clima di polarizzazione e radicalizzazione che segna attualmente il dibattito politico nel paese. Quanto accaduto, ha affermato Temer, "rivela che dobbiamo prendere coscienza dell'intolleranza che esiste nella società brasiliana".
bolsonaroBOLSONARO
Dirigenti del Partito social-liberale (Psl), al quale appartiene Bolsonaro, hanno chiesto ai responsabili dell'inchiesta sull'attentato che accertino al più presto se si è trattato di un gesto isolato o se esiste un mandante dell'aggressione.
E a poche ore dall'attentato emerge un ritratto confuso, secondo i media brasiliani, di  Adelio Bispo de Oliveira.  Il Partito Socialismo e Libertà - una piccola formazione di estrema sinistra, il cui candidato alla presidenza, Guilherme Boulos, ha condannato l'aggressione contro Bolsonaro - ha confermato che Olivera è stato iscritto al partito dal 2007 al 2014, ma si era successivamente allontanato.

bolsonaroBOLSONARO
"Non mi ricordo di lui come militante, ho appena cominciato ad indagare su questa situazione, per cui non ho avuti tempo di parlare con chi lo conosceva, per sapere che tipo era", ha indicato la responsabile del partito per Minas Gerais, Maria da Consolacao Rocha.
jair messias bolsonaro 7JAIR MESSIAS BOLSONARO 7
Da parte sua, l'avvocato di Bispo de Olivera, Pedro Olivera do Santos, ha detto ai cronisti che il suo cliente aveva agito per "motivazioni personali, politiche e religiose", a causa delle prese di posizione di Bolsonaro "riguardo alle donne, la religione e le razze". Louis Boudens, presidente della Federazione nazionale della polizia federale, citato dal sito web della rivista Piaui, ha raccontato che dopo il suo arresto Olivera "ha detto subito che la sua era una missione divina, che aveva agito per ordine di Dio".
aggressore di bolsonaroAGGRESSORE DI BOLSONARO
Una nipote di Oliveira, Jussara Ramos - citata dal sito Buzzfeed - ha detto che malgrado non mantenesse rapporti con lui da tre-quattro anni sapeva che "anche se prima era stato missionario di una chiesa evangelica, negli ultimi tempi aveva idee molto strane e parlava da solo". Durante la sua ultima visita alla famiglia, ha raccontato, "rispondeva alle cose che sentiva nei servizi del telegiornale, e non sopportava essere contraddetto".
Nel suo profilo di Facebook l'aggressore aveva pubblicato messaggi contrari a Bolsonaro e dichiarazioni politiche confuse, segnate da teorie cospirazioniste, con riferimenti ai massoni e agli Illuminati ed espressioni di simpatia per il presidente venezuelano Nicolas Maduro e il movimento comunista. Fonte: qui

Brasile, sospesa la campagna elettorale

Dopo l'attentato contro Bolsonaro, in testa ai sondaggi


(ANSA) - SAN PAOLO, 7 SET - I principali candidati alla presidenza nelle elezioni del prossimo 7 ottobre in Brasile hanno sospeso le loro attività di campagna elettorale dopo l'attentato subito ieri da Jair Bolsonaro, il deputato del Partito Social Liberale (Psl, estrema destra) in testa ai sondaggi sulle intenzioni di voto.
    Fernando Haddad - candidato alla vicepresidenza del Partito dei Lavoratori (Pt), che probabilmente sostituirà a Luiz Inacio Lula da Silva dopo la bocciatura della candidatura dell'ex presidente - ha annullato la sua partecipazione al Grido degli Esclusi, una manifestazione politica che dal 1995 si svolge il 7 settembre, in cui si festeggia l'indipendenza del Brasile. Anche Geraldo Alckmin, del Partito Social Democratico (Psdb, centrodestra), Marina Silva (Rete di Sostenibilità, ambientalista), e Ciro Gomes (Partito Democratico Laburista, centrosinistra) hanno annunciato la sospensione. Nell'ultimo sondaggio, il primo dopo la bocciatura della candidatura di Lula, Bolsonaro era in testa con il 22% dei voti.

giovedì 26 gennaio 2017

LA MOGLIE DI FRANCOIS FILLON PAGATA PER 10 ANNI SENZA LAVORARE. 500MILA EURO DI STIPENDI FITTIZI (E PUBBLICI)

LE RIVELAZIONI DEL ‘CANARD ENCHAINÉ’ POTREBBERO COSTARE L’ELISEO AL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA (FINORA STRA-FAVORITO) E SPIANARE LA STRADA A MARINE LE PEN 

LUI NON SMENTISCE

1. CANDIDATO DESTRA REPLICA A CANARD: 'SONO SCANDALIZZATO'
FRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPEFRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPE
 (ANSA) - Ira di Francois Fillon per le accuse del settimanale satirico, Le Canard Enchainé, sull'impiego fittizio alla moglie, Penelope Fillon. "Sono scandalizzato dal disprezzo e dalla misoginia dell'attacco", ha commentato Fillon, giungendo questa mattina a Bordeaux. "Vedo che il tempo delle 'fialette puzzolenti' (una sorta di corrispettivo francese della 'macchina del fango',ndr.) è aperto", ha aggiunto il candidato all'Eliseo per il voto di primavera, senza però smentire le accuse del Canard: "Non farò commenti".

Secondo il settimanale, la moglie franco-gallese è stata remunerata per 8 anni come assistente in parlamento, incassando circa "500.000 euro lordi" in totale. Impiegare un familiare come collaboratore parlamentare non è vietato.

Ma - sostiene il Canard -
una stretta collaboratrice di Fillon ha detto di non aver mai saputo che la moglie dell'ex premier lavorasse come assistente, né di averla mai incontrata. Il che ha scatenato le accuse di impiego fittizio come ai tempi di Jacques Chirac.

FILLON SARKOZYFILLON SARKOZY

2. FILLON, BOMBA «SPORCA» SULLA CORSA ALL'ELISEO: "LA MOGLIE PAGATA PER 10 ANNI SENZA LAVORARE"
Da “il Giornale”

Colpo grosso di Le Canard Enchainé ai danni di François Fillon. La rivista satirica francese, non nuova a inchieste clamorose che hanno fatto luce su segreti gelosamente nascosti da personaggi di primo piano della politica e non solo, ha pubblicato documenti che dimostrerebbero che per dieci anni la moglie del prossimo candidato del centrodestra alle presidenziali è stata pagata come assistente parlamentare del marito pur non avendo lavorato.

Penelope Fillon, che è nata in Galles e ha dato cinque figli all'aspirante presidente francese, avrebbe ricevuto complessivamente 500mila euro tra il 1992 e il 2002: si tratterebbe di fondi a disposizione del consorte, all'epoca deputato nazionale, e questo risulterebbe dalle buste paga scovate da Le Canard Enchainé.

FRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPEFRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPE
Assumere familiari non è contro le regole, ma a patto che il parente in questione lavori effettivamente per il deputato ma secondo Le Canard non era questo il caso di madame Fillon. Il settimanale non è riuscito a trovare alcuna conferma del lavoro svolto dalla signora Fillon. Penelope Fillon, peraltro, molto riservata, si è sempre tenuta lontana dalla vita politica del marito.

Non solo. Quando nel 2002 Fillon divenne per la prima volta ministro, chiamato dal presidente Jacques Chirac, la moglie proseguì il «lavoro», o meglio, continuò ad essere pagata come assistente parlamentare del deputato che subentrò a Fillon all'Assemblee Nationale ricevendo tra i 6.900 ed i 7.900 euro al mese.

Non è tutto. Penelope Fillon tornò ad essere pagata «per almeno sei mesi» quando il marito nel 2012, allora primo ministro, lasciò il governo dopo la sconfitta del presidente Nicolas Sarkozy ad opera del socialista François Hollande.
FILLON E PUTINFILLON E PUTIN

Oltre ai circa 500.000 euro ricevuti come assistente parlamentare del marito Penelope Fillon venne pagata circa 5.000 euro al mese da maggio 2012 a dicembre 2013 dal periodico La Revue des Deux Mondes, rivista letteraria di proprietà di un amico di Fillon, Marc Ladreit de Lacharriere. Le Canard Enchainé ha riferito che il direttore del mensile, Michel Crepu, ha dichiarato: «Non ho mai incontrato Penelope Fillon né l'ho mai vista in redazione».

François Fillon è al momento favorito nei sondaggi per le elezioni all'Eliseo, fissate per il prossimo aprile.

Fonte: qui

venerdì 30 dicembre 2016

Sanzioni Usa contro Mosca per hacker, espulsi 35 diplomatici russi

E chiudono due complessi russi in Usa. Obama ordina sanzioni a Russia per hackeraggio voto


Ansa - E' dura la risposta Usa agli hackeraggi russi che hanno interferito nelle presidenziali americane con lo scopo di favorire l'elezione di Donald Trump. 

Con una decisione senza precedenti, Barack Obama ha disposto sanzioni direttamente contro le due principali intelligence russe, il Gru e l'Fsb, il primo per lo spionaggio militare all'estero e l'altro per il controspionaggio. 

Colpiti anche quattro ufficiali del Gru e tre società che hanno fornito supporto materiale alle cyber operazioni della stessa intelligence. In tutto nove tra entità e individui.


Inoltre il ministero del tesoro designerà due russi per l'uso di mezzi cibernetici che consentono di rubare fondi e informazioni personali. Il dipartimento di Stato, invece, ha espulso come persone non grate 35 funzionari russi operanti negli Usa che ''hanno agito in modo incoerente con il loro status diplomatico o consolare'', probabilmente per essere stati coinvolti in attività di intelligence sotto copertura diplomatica, dato che il comunicato della Casa Bianca parla di ''operativi dell'intelligence russa". Hanno 72 ore di tempo per lasciare gli Usa, insieme ai loro famigliari. Chiusi anche due complessi ricreativi di proprietà del governo russo a New York e in Maryland, usati per scopi di spionaggio.
Infine, il dipartimento dell' Homeland Security e l'Fbi stanno rilasciando informazioni tecniche declassificate sulle attività informatiche dell' intelligence militare e civile russa per consentire di individuarle e stroncarle negli Usa e all'estero. Immediata la reazione di Mosca: il Cremlino promette "misure di ritorsione", il ministero degli esteri ammonisce che le nuove sanzioni sono controproduttive e danneggeranno la ripresa delle relazioni bilaterali.

Ma Obama avvisa che non finisce qui, promettendo che gli Usa ''continueranno a prendere una serie di azioni a tempo debito, alcune delle quali non pubblicizzate'', contro la Russia e che la sua amministrazione fornirà nei prossimi giorni al Congresso un rapporto sulle interferenza di Mosca nelle elezioni. ''Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni russe'', ha spiegato il presidente, evocando anche le persecuzioni subite dai diplomatici americani in Russia e definendo le varie decisioni prese oggi come una ''risposta necessaria e appropriata agli sforzi di danneggiare gli interessi Usa''.

La "vendetta" di Obama: espulsi 35 diplomatici russi. Putin: "Ora ritorsioni". E fa chiudere la scuola angloamericana a Mosca

Il Presidente americano ha annunciato sanzioni contro gli hackeraggi russi ai danni del Partito Democratico e altre organizzazioni politiche che hanno inquinato la campagna presidenziale. 
Trump: "Incontrerò i capi dell'intelligence, ma è ora che il nostro Paese pensi a cose migliori e più grandi". 
La Casa Bianca: "Potrebbero esserci nuove interferenze di Mosca nelle elezioni europee". 
Il Cremlino blocca anche la residenza estiva dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Russia

La risposta di Obama agli hackeraggi russi che avrebbero inquinato le presidenziali vinte da Donald Trump è arrivata: ed è la più dura mai messa in atto fino ad ora. Le sanzioni decise dal Presidente americano riguardano infatti sia singoli individui che organismi russi. L 'azione più immediata riguarda trentacinque alti ufficiali russi legati ai servizi segreti che avranno dunque solo 72 ore per lasciare insieme alle loro famiglie gli Stati Uniti. Persone "non grate", secondo il Dipartimento di Stato americano, perché "funzionari operanti in America che hanno agiuto in modo incoerente con il loro status diplomatico". Ma ad essere colpiti ci sono anche l'Fsb, cioè i servizi segreti russi, e il Gru, i servizi militari. In quest'ambito vengono presi di mira anche quattro alti ufficiali: Igor Valentinovich Korobov, attuale numero uno del Gru, ed i suoi tre vice, Serhei Aleksandrovich Gizunov, Igor Olegovich Kostyukov e Vladimir Stepanovich Aleksev perché secondo la Casa Bianca sarebbero le persone che avrebbero direttamente ordinato gli attacchi contro il Comitato Nazionale Democratico e altre organizzazioni politiche americane.  Azioni che secondo Obama hanno inquinato gravemente la campagna elettorale.

I 35 russi dichiarati persone non grate dagli Stati Uniti ''sono agenti dell'intelligence russa''. Lo ha detto un alto dirigente della Casa Bianca. I due complessi di proprietà del governo russo di cui è stato negato l'accesso, ha sottolineato la stessa fonte, servivano invece per attività di intelligence

Tra i destinatari delle sanzioni Usa per gli hackeraggi di Mosca il Tesoro inserirà anche altri due due cittadini russi, Evgeniy Bogachev e Aleksey Belan, entrambi ritenuti noti cyber criminali responsabili di intrusioni nel sistema finanziario internazionale, anche ai danni di compagnie americane. Bogachev e alcuni suoi complici sono considerati responsabili di aver rubato oltre 100 milioni di dollari a istituzioni Usa, Belan di aver compromesso e sottratto i dati di almeno tre importanti società e-commerce.

 La risposta russa non si è fatta attendere: un portavoce del Cremlino, ribadendo l'estraneità russa agli atti di pirataggio informatico, ha detto che le azioni messe in atto da Obama sono controproducenti e danneggiano il ripristino dei legami bilaterali. E per ritorsione, le autorita' russe hanno chiuso la scuola anglo-americana di Mosca (frequentata anche da bambini del personale d'ambasciata britannico e canadese, ma anche da ragazzi di altre nazionalita'). Lo riferisce la Cnn citando un dirigente Usa. Chiuso anche l'accesso alla residenza di vacanza dell'ambasciata Usa a Serebryany Bor, vicino a Mosca.

Ma per il Presidente Obama le sanzioni erano necessarie: "Arrivano dopo ripetuti ammonimenti, pubblici e privati, rivolti al governo russo", ha detto. "E sono una risposta ai tentativi russi di nuocere agli interessi americani". Per sottolineare quanto ritiene grave la questione ha poi aggiunto: "Tutti gli americani dovrebbero essere allarmati dalle azioni compiute dagli hacker russi". 

L'annuncio delle misure punitive arriva dopo settimane di dibattito sugli hackeraggi dei mesi scorsi e un rapporto della Cia secondo cui gli attacchi informatici avevano lo scopo di favorire il candidato repubblicano. Coinvolgimento sempre negato da Mosca e minimizzato dal presidente eletto Donald Trump, che aveva perfino insinuato che l'attacco poteva essere partito dagli stessi Stati Uniti: azione di qualche buontempone, "un ciccione di 400 chili che gioca a fare l'hacker dalla sua camera da letto". Il presidente eletto aveva sbuffato perfino dopo che mercoledì i maggiori giornali americani avevano anticipato la volontà di Obama di sanzionare i russi: "Dobbiamo andare avanti con le nostre vite, aveva affermato".

E infatti, nota il New York Times, le ritorsioni decise da Obama sono anche l'ennesima durissima risposta del presidente uscente al suo successore. L'azione decisa di Obama costringerà infatti Trump a prendere una decisione netta. All'indomani del suo insediamento, il 20 gennaio, dovrà infatti decidere se revocare le sanzioni appena introdotte. Atto che potrebbe non piacere ai tanti repubblicani che chiedono un'inchiesta pubblica sul caso. Come se non bastasse, annullare l'azione del suo predecessore vorrebbe dire smentire le conclusioni della sua stessa agenzia d'intelligence, la Cia appunto.

"Nell'interesse del nostro Paese e del suo grande popolo, la prossima settimana incontrerò i leader della comunità dell'intelligence per essere aggiornato sui fatti di questa situazione", ha detto Donald Trump commentando le sanzioni decise dall'amministrazione Obama contro gli hackeraggi russi. Ma poi ha anche sostanzialmente sminuito il problema affermando che ''è tempo per il nostro Paese di procedere verso cose migliori e più grandi''.

Intanto le azioni anti russe di Obama proseguiranno anche nei prossimi giorni: il dipatimento di Sicurezza Interna e l'Fbi si starebbero infatti preparando a declassificare "informazioni tecniche sulle attività informatiche dei servizi militari e civili russi" in modo da potersi meglio difendere "dalla campagna globale russa". Facendo poi capire che potranno anche esserci altre azioni segrete: "Continueremo con tempi e modi che non saranno pubblicizzati". ''Abbiamo tutte le indicazioni che (i russi, ndr) continueranno ad interferire nelle elezioni democratiche di altri Paesi, inclusi alcuni del nostri alleati europei'': lo ha detto un alto dirigente della Casa Bianca in una press call sulle sanzioni alla Russia per i suoi presunti hackeraggi nelle elezioni americane.

Fonte: qui

martedì 29 novembre 2016

LA STRATEGIA DEI DEMOCRATICI: RICONTEGGIO FINO A DICEMBRE, COSÌ TRUMP NON PUÒ CONTARE SU 270 VOTI E DEVE ESSERE ‘ELETTO’ DAL CONGRESSO, E ARRIVARE DELEGITTIMATO AL SUO GIURAMENTO


SORPRESA ALLA TRUMP TOWER: ARRIVA IL GENERALE PETRAEUS, CHE PUÒ SPARIGLIARE IL DUELLO SUL POSTO DA SEGRETARIO DI STATO TRA RUDY GIULIANI E MITT ROMNEY


Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Arrivano i nostri! Sorpresa alla Trump Tower, dove il presidente Trump è tornato dopo il lungo fine settimana di Thanksgiving in Florida, è arrivato il mitico generale Petraeus e tutti tremano perché se tra i contendenti al posto di segretario di Stato finisce che la spunta lui, è una bella bomba per la politica estera degli Stati Uniti ed è soprattutto una grande rassicurazione sull'impegno americano nel mondo.
rudy giuliani donald trumpRUDY GIULIANI DONALD TRUMP

La diatriba probabilmente concordata sulla scelta del ministro più potente del governo americano è l'argomento del giorno assieme alla dichiarazione fatta dal presidente eletto sulla possibilità di annullare gli accordi raggiunti da Barack Obama con Cuba.

Donald Trump ha seguito il suo stile ancora una volta e non si è unito né al coro delle prefiche mondiali in lode di Fidel Castro morto né all'altro coro dei possibilisti che affidano alla storia il giudizio finale su quello che Trump ha definito invece un brutale dittatore. Il giorno dopo l'insediamento, il 21 gennaio, il nuovo presidente a dire la verità può annullare con una firma numerose decisioni prese con decreto esecutivo dall'attuale presidente, e questo agita molto le lobby intorno a Obama che pensano ai loro affari giustamente.

Barack Obama un po' fa il garante delle istituzioni svillaneggiare dal Partito Democratico in agitazione suprema da sconfitta, un po’ pensa al mestiere suo dal 21 gennaio e fa il pompiere  rilasciando dichiarazioni nette e distensive sul fatto che “la elezione di Donald Trump riflette accuratamente la volontà del popolo americano”.

Ma non basta perché nel Partito Democratico la confusione allla vigilia del la resa dei conti, ma anche nello staff smisurato della Clinton la frustrazione dopo la certezza di vittoria, sono tali che la mano della piccola candidata verde Jill Stein è stata armata, il Partito Democratico ha finto di accodarsi per rispetto della legge, è in Wisconsin è stato autorizzato il riconteggio dei voti.
ROMNEY TRUMP 1ROMNEY TRUMP 1

Naturalmente quando la differenza di voti è bassa, poco più di ventimila a favore di Trump, il riconteggio è legittimo ma è anche inutile perché se sono pochi quei voti di differenza sono anche troppi per essere modificati da un riconteggio, a meno di non credere alle chiacchiere surreali sugli hacker e le potenze straniere.

Donald Trump non ha taciuto neanche questa volta, anzi ha emesso tweet durissimi ventilando anche una spiegazione sua sulla differenza a favore della Clinton nel voto popolare, ovvero che in Stati come la California è stato permesso agli illegali di votare. Sarà anche accaduto, io non mi stupirei, ma significa mettere in dubbio la legalità della intera elezione, meglio non scherzare.

PETRAEUS E JILL KHAWAM KELLEYPETRAEUS E JILL KHAWAM KELLEY
Tuttavia c'è una precisa ragione negli strepiti del presidente eletto, ovvero Trump manda a dire ai democratici guardate che il vostro gioco è chiaro, state provando a farci arrivare al 19 dicembre, quando i grandi elettori depositano il voto ufficiale, con i conteggi aperti. Se dopo il Wisconsin anche Michigan e Pennsylvania cominciano un riconteggio autorizzato e il 19 dicembre quei voti non vengono portati come definitivi alla riunione dei grandi elettori, Trump sta a 260 voti e la sua nomina diventa opzione del Congresso.

Poiché la maggioranza è repubblicana, il Congresso lo elegge ma il progetto di delegittimazione può proseguire sui giornali nelle cancellerie internazionali e nelle piazze. I media non hanno cambiato atteggiamento, giornali come il New York Times il Washington Post e televisioni come la Cnn, scivolata al terzo posto negli ascolti, non ritengono in alcun modo scandaloso che Hillary Clinton autorizzi un riconteggio dopo aver espressamente dichiarato che la vittoria di Trump era legale, ma ritengono scandaloso che il presidente eletto risponda insinuando che dei clandestini degli illegali abbiano votato.

allen e petraeusALLEN E PETRAEUS
Oppure, quel che è peggio, se Donald Trump annuncia che l'accordo che ha messo fine a embargo e sanzioni con Cuba, poiché è frutto di privilegio del presidente, potrebbe saltare se da L'Avana non arrivano promesse concrete sulla libertà dei cubani e sui prigionieri politici,  il titolo è “Trump minaccia Cuba”.

A tutto questo dovrebbe mettere fine l'avvio di una resa dei conti seria nel Partito Democratico che faccia fuori la vecchia guardia liberal in favore di nuovi leader più moderati. Insomma, fuori le Nancy Pelosi, dentro i Tim Ryan. Il deputato del Ohio, 43 anni, ha lanciato la sfida alla veterana capogruppo in una lettera al caucus nazionale, dichiarando che il risultato disastroso delle elezioni dimostra che il partito ha bisogno di una nuova direzione e di nuovi leader.
xxx paula e david petraeusXXX PAULA E DAVID PETRAEUS

La Pelosi ha risposto che ha due terzi del Caucus che la sostengono senza neanche muovere un dito, Ryan le ha risposto di non esserne più così sicura e ha poi spiegato che il Partito Democratico sta perdendo la sua base, la classe lavoratrice, e che se la leadership del partito rimane intoccata non si potrà mai recuperare.

Intanto alla Trump Tower c'è l'ospite inatteso, il possibile sparigliatore della rissa tra Mitt Romney e Rudy Giuliani per il posto fondamentale il segretario di Stato. Petraeus è un generale a quattro stelle e l'eroe prima dell’Afghanistan poi dell'Iraq dove arrivo e rovescio una situazione terribile cambiando tattiche e strategie e cominciando a vincere. E’ stato direttore della CIA con Obama, costretto alle dimissioni perché aveva una relazione con la sua biografa e le aveva passato alcuni documenti classified, riservati.

michelle e raul castroMICHELLE E RAUL CASTRO
Anche in campagna elettorale Donald Trump ne ha difeso la reputazione, peraltro intatta tra gli americani, spiegando che la colpa di Petraeus era davvero veniale rispetto allo scandalo delle mail trafugate e poi fate sparire da Hillary Clinton segretario di Stato.

Certo, dopo le dimissioni Petraeus è diventato presidente di un istituto il KKR che analizza per importanti compagnie americane le tendenze globali. È stato in giro per il mondo, Asia Medio Oriente America Latina. Quando fu nominato direttore della CIA il Senato lo votò 94 a 0; ora sarebbe una nomina contrastata per alcuni versi visto lo scandalo delle dimensioni, ma sarebbe una nomina fortissima.

Petraeus ha già detto  che quando il presidente chiama un soldato obbedisce, ha anche cortesemente contestato in campagna elettorale le critiche alla campagna dell'Iraq di Donald Trump, e durante una conferenza stampa a Washington il mese scorso ha parlato dell'ipotesi di una no fly zone in Siria e di maggior sostegno militare per i gruppi siriani che combattono contro Assad, ma anche contro quelli che combattono l'Isis. Insomma, non ha opinioni eguali a quella di Trump su rapporti con Mosca.

Fonte: qui
OBAMA CUBA CASTROOBAMA CUBA CASTRO

giovedì 10 novembre 2016

OBAMA E LA CLINTON CHIEDONO AL LORO POPOLO DI ACCETTARE DONALD TRUMP COME PRESIDENTE.

LEI VESTITA CON PARAMENTI FUNEBRI HA COSTRUITO UN DISCORSO NOBILE. MANCA PERÒ OGNI AUTOCRITICA PER IL CLAMOROSO FALLIMENTO 

SONDAGGI TRUCCATI? 

QUELLI VERITIERI C'ERANO, BISOGNAVA SOLO NON ESSERE ACCECATI DAGLI SCAZZI (ALIMENTATI DAI MEDIA) CHE NASCONDEVANO I VERI TEMI CHE HANNO DECISO L'ELEZIONE


Maria Giovanna Maglie per Dagospia

HILLARY CLINTON BILL E TIM KAINE SCONFITTIHILLARY CLINTON BILL E TIM KAINE SCONFITTI
Noi ci dilettiamo a chiamarle americanate, ma avercene noi di quei salamelecchi istituzionali del mondo nuovo che devono essere seguiti obbligatoriamente anche a poche ore da uno scontro nel quale schizzava il sangue dei contendenti.

Così ieri pomeriggio con lo shock non ha ancora accettato, perché come ha scritto Maureen Dowd sul New York Timestramortito, si tratta di assorbire l'impossibile, Barack Obama dalla Casa Bianca insieme a Joe Biden, e Hillary Clinton con tutta la Sacra Famiglia a New York hanno chiesto a loro popolo di accettare Donald Trump come presidente ammettendo che il loro disperato tentativo di far diventare lei una sorta di prosecuzione dei due mandati di Barack Obama è fallito, come è fallita la pretesa di eleggere la prima donna presidente degli Stati Uniti.

 Poche parole da Barack Obama che ha ricordato i molti punti di frizione e divergenza tra lui e Donald Trump ma si è rifatto all'esempio precedente dei Bush che accolsero lui appena eletto nel 2008 con grande enfasi formale e sostanziale nonostante gli abissi di opinioni che li dividevano. Domani sarà tutta da vedere la prima visita di Trump a 1600 Pennsylvania Avenue, dove andrà a vivere perlomeno per 4 anni e dove già aveva detto che in caso di sconfitta avrebbe costruito uno dei suoi lussuosi alberghi per andarci comunque.
trump donald trumplandTRUMP DONALD TRUMPLAND

 Il clima tra la folla che ha atteso Hillary Clinton praticamente per un giorno, perché ci ha messo un giorno presentarsi e riprendersi e rendersi presentabile, era davvero funereo, anche perché tanto la candidata trombata quanto suo marito Bill indossavano un colore viola tra cravatta e giacca che pareva un paramento funebre. Il discorso della Clinton è anche apparso a tutti gli effetti come un addio alla politica attiva e all'impegno di una vita nella quale, ha detto, successi e sconfitte si sono alternati, lei si è abituata e per questo ha invitato le donne che vogliono farcela e affermarsi ad abituarsi allo stesso modo.

Non ha nascosto il dolore e la ferita aperta che durerà a lungo ma ha costruito un discorso molto nobile sul predominio dell'amore per il paese, sulla necessità di costruire un America piena di speranza, col cuore grande, che riesca a tenere dentro tutti. Quando ha detto: Donald Trump sarà il nostro presidente e gli dobbiamo un atteggiamento disponibile e la concessione della fiducia, è possibile che il cuore si sia fermato.
sostenitori di trumpSOSTENITORI DI TRUMP

Obama ha parlato in tandem: non siamo né democratici né repubblicani, per prima cosa siamo americani e siamo patrioti, tutti vogliamo il meglio per il nostro paese. Certo, nelle dichiarazioni dei due, pur generose nella forma, non c'è il minimo cenno di autocritica per il clamoroso fallimento, e visto il vantaggio con cui lei partiva, visto anche il ruolo pesante giocato dal Presidente per convincere a non votare Trump, non è un buon segno del futuro dibattito che stenta ad aprirsi in un Partito Democratico che si ritrova senza presidente, senza maggioranza alla Camera e al Senato, con meno governatori negli Stati. Da domani tocca a quell'altro dimostrare che non è un cialtrone in chief.

sostenitori di hillary clintonSOSTENITORI DI HILLARY CLINTON
 Tutti dicono che media e sondaggisti hanno creato insieme un racconto completamente falso sulla campagna presidenziale del 2016. È vero che l'argomento principale dei media ha girato intorno alla presentabilità del controverso candidato Donald Trump ed è vero che giornali molto importanti ed emittenti tv molto seguite, soprattutto New York Times Washington Post CNN ed ABC, hanno raccontato già da un mese fa che la candidata democratica aveva praticamente la vittoria in tasca.

Io però ho sempre seguito tre rilevazioni che sempre hanno mostrato che la gara era un testa a testa: il Los Angeles Times, Rasmussen reports e IBD/TIPP. Quindi gli strumenti c'erano. Tuttavia la maggior parte degli elettori ritenevano che la elezione sarebbe stata decisa proprio sulle controversie che circondavano i candidati presidenziali e non sulle famose issues, i punti rilevanti del programma.

E come dice denunciandole oggi proprio Rasmussen reports, quelle controversie, così la pensano gli elettori, le hanno create i media e non i candidati, i quali le hanno poi solamente cavalcate, e quelle controverse hanno imposto gli argomenti all'agenda della campagna presidenziale, e a quelle controversie piuttosto che alle issues, i media hanno dimostrato di essere interessati.

john podesta parla al posto della clintonJOHN PODESTA PARLA AL POSTO DELLA CLINTON
Brutto affare, che non sarà superato facilmente, quale che sia l'atteggiamento che da oggi è stato assunto da quegli stessi media, ovvero far finta di niente oppure cercare di sminuire la portata della vittoria straordinaria di Donald Trump.

A quanto pare in realtà agli elettori dei difetti privati del candidato a presidente non gliene importa niente, e piuttosto interessano le pubbliche virtù. Il 62% degli elettori ieri ha ribadito che la cosa importante sono le specifiche proposte politiche, e venendo a quelle, la verità è che Donald Trump ha sempre avuto un vantaggio sulla Clinton. Vediamo i punti, visto che una parte di questi punti ha costituito per più di un anno il racconto della impresentabilità di quello che oggi è il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d'America. Obamacare.

donald trump vince le elezioniDONALD TRUMP VINCE LE ELEZIONI
La maggior parte degli elettori è stata contraria da quando i democratici nel marzo del 2010 l'hanno approvata e fatta diventare legge. Questa opinione è diventata negli anni più forte e la scorsa settimana il 70% chiedeva che sia cancellata, mentre più del 90 chiedeva dei cambiamenti sostanziali perché il peso non ricadesse sui cittadini e sui piccoli imprenditori. Immigrazione illegale.

Clinton è stata un campione dell'amnistia e della possibilità di far entrare molti più immigrati legali nel Paese ma la maggioranza degli elettori per anni ha risposto in tutti i sondaggi di volere più espulsioni e confini più sicuri. L'economia. Solo un mese fa il 63% degli elettori si è dichiarato convinto che l'economia americana sia scorretta e danneggi la classe media, eppure i piani della Clinton erano di continuare le politiche economiche attuali. Tax and spend.
donald trump con la famigliaDONALD TRUMP CON LA FAMIGLIA

Ovvero la pratica antica del Partito Democratico di alzare le tasse e favorire la spesa pubblica. La maggior parte degli elettori ha chiesto invece in tutti i sondaggi tasse più basse e meno governo, come promesso da Donald Trump mentre Hillary Clinton parlava addirittura di aumentarle tutte e due. Libero commercio. Gli elettori sono ormai da anni scettici soprattutto nei confronti di nuove trattati come il TPP il trans Pacific partnership che la Clinton ha contribuito a mettere in piedi e negoziare.

sostenitori di hillary clintonSOSTENITORI DI HILLARY CLINTON
È vero che negli ultimi mesi di campagna elettorale la candidata democratica aveva sostenuto che l'avrebbe invece ripudiato ma il suo candidato vice, Tim Kaine prometteva invece in giro che tutto sarebbe rimasto immutato a elezione avvenuta. Sicurezza nazionale. La famosa frase “terrorismo islamico radicale” che Barack Obama ha proibito venisse usata anche dopo cruenti attentati terroristici, frase che Hillary Clinton si è adattata quindi a non utilizzare, non ha risposto mai alla realtà per la maggioranza degli elettori che con il terrorismo si ritengono in guerra.

E che sono certi che l'America non sia più il posto sicuro che era o che loro sentivano essere. Guerra con la polizia. Trump ha invocato law and order, secondo la lezione dura di Rudy Giuliani. La Clinton con questo ha polemizzato è attaccato i poliziotti razzisti, ci sono state violenze in molte città nelle quali la sensazione è stata che la Clinton fosse dalla parte dei manifestanti e Trump dalla parte della polizia.

Poi però viene fuori che solo il 14% degli americani credono che le morti che riguardano manifestanti e polizia avvengono per colpa di poliziotti, e anche che il 72% è soddisfatto del lavoro che fanno gli organi di polizia nell'aria in cui vivono. Alla fine della campagna veniva fuori che soltanto il 30% degli elettori sentivano che il paese si sta avviando verso una giusta direzione, che per il 72% certo gli Stati Uniti sono ormai un paese diviso più di quanto non fosse 4 anni fa, e che il 60% pensa che dopo 8 anni con il primo presidente nero le relazioni tra le razze siano peggiorate.
clinton trump copiaCLINTON TRUMP COPIA

Alla fine della campagna gli elettori si aspettavano che Hillary Clinton avrebbe costituito il famoso terzo mandato di Obama è che Trump in qualche modo avrebbe cambiato le cose. Un altro dato dimenticato. Ovvero che Trump non è mai apparso come il vero candidato repubblicano ma come un candidato indipendente e quindi ha scavalcato il disappunto di tanti repubblicani verso il leader del partito piazzati a Washington, dei quali buona parte dei cittadini pensa che non facciano niente, opinione condivisa dagli indipendenti.

hillary clintonHILLARY CLINTON
Per quegli elettori che i media stessero dalla parte di Hillary Clinton e che la aiutassero era un dato scontato e la maggior parte di loro si è sentito più infastidito dalla vicenda delle mail che non dai presunti scandali sessuali di Trump. Alla fine delle fiere issues matter, quel che conta sono le proposte. Dal 20 gennaio anche le azioni concrete. Vediamo nei prossimi giorni chi entrerà nel governo.







“THE DONALD” HA FATTO FILOTTO: POTRA’ CONTARE SULLA MAGGIORANZA REPUBBLICANA ALLA CAMERA E AL SENATO E NOMINERÀ ALMENO UN GIUDICE DELLA CORTE SUPREMA 

IL SUO PRIMO PASSO SARÀ CANCELLARE LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA 

ECCO IL SUO PIANO PER I PRIMI CENTO GIORNI

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”
Congresso americanoCONGRESSO AMERICANO

Un potere assoluto, che va dalla Casa Bianca al Congresso, passando anche dalla Corte suprema. È quello che ha conquistato martedì notte il Partito repubblicano, grazie al sorprendente trionfo di Donald Trump. Verrà usato subito per annullare tutto quello che si può cancellare dell' eredità politica di Barack Obama, e realizzare poi un'agenda conservatrice.

CORTE SUPREMA USACORTE SUPREMA USA
Per riuscirci, però, il nuovo presidente dovrà trovare un terreno comune con i leader di Camera e Senato, e con l'establishment del Gop contro cui aveva costruito la sua campagna. Un segnale positivo ieri è già arrivato dallo Speaker Ryan, che durante la campagna elettorale aveva esitato ad appoggiare Donald, ma ora lo ha abbracciato: «Ha vinto da solo, guiderà un partito unito».

Trump poi nominerà il successore del giudice della Corte Suprema Scalia, ma è possibile che durante il suo mandato altri magistrati anziani, come i liberal Ginsburg e Breyer, o il moderato Kennedy, si ritirino. Questo gli darebbe la possibilità di costruire un' ampia e giovane maggioranza conservatrice, capace di influenzare la direzione degli Stati Uniti per oltre una generazione.
paul ryan donald trumpPAUL RYAN DONALD TRUMP

Durante la campagna, Donald aveva indicato le sue priorità dei primi cento giorni. Aggiungendo gli altri temi di cui aveva parlato nei comizi, è possibile stilare la sua agenda.  Il primo punto, come ha ribadito ieri il leader del Senato McConnel, sarà cancellare Obamacare. Molti aspetti della riforma sanitaria potranno essere eliminati con un tratto di penna, mentre altri richiederanno l' intervento del Congresso. Trump, poi, non potrà fare a meno di costruire il muro lungo il confine col Messico, anche se farlo pagare ai vicini sarà complicato. L' opera poi richiederà il via libera del Parlamento, per i soldi comunque necessari, e perché dovrà attraversare circa duemila miglia di terreno con regole diverse.

paul ryanPAUL RYAN
Sull' immigrazione, il nuovo capo della Casa Bianca vuole cancellare il Deferred Action for Childhood Arrivals, cioè l' iniziativa di Obama che proteggeva dalla deportazione i «dreamers», illegali portati dai genitori negli Usa quando erano bambini. Poi ha promesso di cacciare i circa 12 milioni di immigrati senza documenti, riportandoli nei Paesi d' origine, dove poi potranno fare domanda per tornare senza amnistie.

Vuole controlli severi sulle persone in arrivo dai Paesi a rischio terrorismo, e fermare l'accoglienza dei rifugiati siriani. Ha detto anche di essere favorevole alla tortura, per sciogliere la lingua di chi potrebbe conoscere piani per attaccare gli Usa, un progetto che potrebbe risultare illegale, e comunque lo metterebbe in rotta di collisione col collega di partito e senatore McCain, ex prigioniero di guerra che aveva insultato durante la campagna.

OBAMA TRUMPOBAMA TRUMP
Il nuovo Presidente non riconosce che il riscaldamento globale è un fenomeno provocato dall' attività umana, e anche se non ha il potere di annullare l'accordo di Parigi firmato da Obama, può ignorarlo e non applicarlo. Il suo obiettivo infatti è aumentare la produzione di energia, favorendo anche il fracking e rilanciando l'estrazione del carbone. Un punto a cui tiene lo Speaker Ryan è la responsabilità fiscale, e su questo bisognerà trovare un compromesso.

Trump infatti vuole varare il più grande taglio alle tasse nella storia degli Stati Uniti, favorendo soprattutto le imprese, ma anche le famiglie. Ciò provocherà un buco nelle entrate, che secondo lui sarà compensato dall' aumento del gettito fiscale provocato dall' accelerazione della crescita. Ryan però potrebbe chiedere tagli alla spesa, per dare via libera ad un progetto che non gonfi il deficit.

obama trumpOBAMA TRUMP
Il nuovo capo della Casa Bianca infatti vorrebbe promettere ai privati agevolazioni fiscali da 137 miliardi di dollari, per stimolare un loro investimento oltre il trilione di dollari allo scopo di ricostruire le infrastrutture del Paese. Trump poi minaccia di abbandonare il Nafta, e tutti i trattati sul commercio che danneggiano i lavoratori americani. Di sicuro il Tpp con l' Asia e il Ttip con l' Europa sono morti, e lui vuole che le aziende Usa smettano di esportare lavoro all' estero. Questi piani potrebbero contrastare col tradizionale liberismo repubblicano.

Sul piano internazionale vorrebbe cancellare l' accordo nucleare con l' Iran, e intende aumentare le spese per la difesa. Però ha criticato la Nato, non vuole fare il poliziotto del mondo e scatenare guerre, e intende dialogare con Putin. Le scelte sulla Corte Suprema potrebbero mettere in discussione la legalità dell' aborto e dei matrimoni gay, mentre i finanziamenti illimitati alla politica non verranno più toccati. Un' agenda ambiziosa, dunque, che punta a cambiare la faccia degli Usa.


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