9 dicembre forconi: campagna elettorale
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sabato 15 settembre 2018

MANAFORT, L'EX CAPO DELLA CAMPAGNA TRUMP SI DICHIARA COLPEVOLE DI COSPIRAZIONE


IN CAMBIO DELLA SUA ''COLLABORAZIONE'' CON IL PROCURATORE MUELLER EVITA UN SECONDO PROCESSO E CONDANNE PESANTISSIME PER LE SUE ATTIVITÀ DI LOBBYING. CHE ''NULLA HANNO A CHE FARE CON LA CAMPAGNA TRUMP'', COME PRECISA LA CASA BIANCA

RUSSIAGATE: FOX, MANAFORT SI DICHIARERÀ COLPEVOLE

 (ANSA) - Paul Manafort, l'ex capo della campagna elettorale di Donald Trump, si dichiarerà colpevole oggi in tribunale come parte dell'accordo con il procuratore speciale del Russiagate per evitare un secondo processo. Lo riferisce Fox News. I dettagli dell'accordo non sono noti, compreso se Manafort coopererà con Mueller sulle interferenze di Mosca nelle presidenziali del 2016 e sulle possibili collusioni della campagna di Trump con il Cremlino.

Paul ManafortPAUL MANAFORT
Il secondo processo è fissato per il 24 settembre in una corte federale di Washington, dove Manafort deve rispondere di sette capi di imputazione legate alla sua attività illegale di lobbying per politici ucraini e per aver tentato di manipolare i testimoni. In agosto l'ex capo della campagna elettorale di Trump è stato riconosciuto colpevole da una giuria di otto capi di imputazione per evasione fiscale e frode bancaria, sempre per operazioni illegali di lobbying.

RUSSIAGATE: MANAFORT SI DICHIARERÀ COLPEVOLE DI COSPIRAZIONE

 (ANSA) - Paul Manafort, l'ex capo della campagna elettorale di Donald Trump, ha accettato di dichiararsi colpevole di due capi di imputazione: cospirazione contro gli Stati Uniti e cospirazione per ostruire la giustizia. Lo scrivono alcuni media Usa citando i nuovi documenti depositati dall'accusa in tribunale. L'accordo con il procuratore speciale Robert Mueller prevederebbe tra l'altro una riduzione dei capi di imputazione da sette a due, quelli per cui Manafort ammetterà la sua responsabilità. La decisione di Manafort potrebbe essere un colpo per Trump, che lo scorso mese aveva lodato l'ex capo della sua campagna per non scendere a patti con l'accusa, a differenza del suo ex avvocato personale Michael Cohen.
donald trump paul manafortDONALD TRUMP PAUL MANAFORT

RUSSIAGATE: PROCURATORI, MANAFORT COLLABORERÀ

 (ANSA) - Gli investigatori del team del procuratore del Russiagate Robert Mueller hanno ufficializzato che Paul Manafort, l'ex capo della campagna elettorale di Donald Trump, ha raggiunto un accordo di cooperazione in vista del secondo processo. L'avvocato di Manafort ha spiegato che i 10 capi di imputazione su cui la giuria del primo processo non aveva raggiunto un accordo saranno lasciati cadere come parte dell'accordo.

CASA BIANCA, PASSO MANAFORT NULLA A CHE FARE CON TRUMP

 (ANSA) - L'accordo raggiunto da Paul Manafort, ex capo della campagna di Trump, con il procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller "non ha nulla a che fare con il presidente o con la sua vittoriosa campagna presidenziale del 2016". Lo rende noto la Casa Bianca.

RUSSIAGATE: MANAFORT SI DICHIARA COLPEVOLE IN AULA
mueller trumpMUELLER TRUMP

(ANSA) - Paul Manafort, l'ex capo della campagna elettorale di Donald Trump, si è formalmente dichiarato colpevole oggi in tribunale di due capi di imputazione: cospirazione contro gli Stati Uniti e cospirazione per ostacolare la giustizia. Manafort ha raggiunto un accordo di cooperazione con il procuratore del Russiagate Robert Mueller.

Fonte: qui

sabato 8 settembre 2018

BRASILE: FERITO A COLTELLATE JAIR BOLSONARO IL CANDIDATO ALLE PRESIDENZIALI DI ESTREMA DESTRA: E’ GRAVE

L'AGGUATO DURANTE UNA MANIFESTAZIONE ELETTORALE NELLO STATO DI MINAIS GERAIS. L'AGGRESSORE È STATO ARRESTATO: SAREBBE UN SOSTENITORE DELL'EX PRESIDENTE LULA 

INTERROTTA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL VOTO DEL 7 OTTOBRE

bolsonaroBOLSONARO
A un mese dal voto, la violenza ha fatto irruzione nella campagna elettorale in Brasile: Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra in testa ai sondaggi per le presidenziali del 7 ottobre, è stato accoltellato mentre partecipava ad una manifestazione elettorale a Juiz de Fora, nello stato di Minas Gerais.

Bolsonaro, ferito all'arteria mesenterica e all'intestino, è stato operato d'urgenza e ora le sue condizioni sono definite "stabili" dai medici. Il candidato era portato in braccio dai suoi simpatizzanti per la strada, quando è stato colpito da una coltellata sferratagli da un uomo che si era avvicinato a lui fra il pubblico presente. L'aggressore ha rischiato di essere linciato dalla folla, ma è stato rapidamente catturato dalla polizia militare.
bolsonaroBOLSONARO
Gli interventi chirurgici ai quali è stato sottoposto Jair Bolsonaro - ci vorranno almeno una  settimana di ricovero e tre di convalescenza - impediranno al candidato dell'estrema destra brasiliana di proseguire alla campagna elettorale, ma l'annuncio ufficiale ancora non è arrivato.
Il responsabile dell'attentato è stato identificato come Adelio Bispo de Oliveira, un 40enne di Minas Gerais che si è dichiarato colpevole. Nel suo profilo di Facebook, l'aggressore aveva pubblicato messaggi contrari a Bolsonaro e dichiarazioni politiche confuse, segnate da teorie cospirazioniste con riferimenti ai massoni e agli Illuminati ed espressioni di simpatia per il presidente venezuelano Nicolas Maduro e il movimento comunista.
Brasile, Jair Bolsonaro accoltellato durante una manifestazione: il momento dell'aggressione

bolsonaroBOLSONARO
De Oliveira aveva inoltre postato messaggi a favore della scarcerazione di Luiz Inacio Lula da Silva, l'ex presidente che sta scontando una condanna a 12 anni di reclusione per corruzione e riciglaggio e che figurava primo nei sondaggi per la consultazione del mese prossimo, ma che è stato giudicato incandidabile dal Tribunale Supremo Elettorale.
Ma Fernando Haddad, il candidato vicepresidente del Partito dei Lavoratori (Pt) di Lula, che molto probabilmente prenderà il suo posto, si è unito al coro di condanna dell'attentato, definendolo "inaccettabile" e augurando a Bolsonaro che guarisca al più presto dalle ferite subite.
Anche Il presidente brasiliano, Michel Temer, e gli altri principali candidati alla presidenza hanno condannato l'attentato, sottolineando che l'episodio rivela il clima di polarizzazione e radicalizzazione che segna attualmente il dibattito politico nel paese. Quanto accaduto, ha affermato Temer, "rivela che dobbiamo prendere coscienza dell'intolleranza che esiste nella società brasiliana".
bolsonaroBOLSONARO
Dirigenti del Partito social-liberale (Psl), al quale appartiene Bolsonaro, hanno chiesto ai responsabili dell'inchiesta sull'attentato che accertino al più presto se si è trattato di un gesto isolato o se esiste un mandante dell'aggressione.
E a poche ore dall'attentato emerge un ritratto confuso, secondo i media brasiliani, di  Adelio Bispo de Oliveira.  Il Partito Socialismo e Libertà - una piccola formazione di estrema sinistra, il cui candidato alla presidenza, Guilherme Boulos, ha condannato l'aggressione contro Bolsonaro - ha confermato che Olivera è stato iscritto al partito dal 2007 al 2014, ma si era successivamente allontanato.

bolsonaroBOLSONARO
"Non mi ricordo di lui come militante, ho appena cominciato ad indagare su questa situazione, per cui non ho avuti tempo di parlare con chi lo conosceva, per sapere che tipo era", ha indicato la responsabile del partito per Minas Gerais, Maria da Consolacao Rocha.
jair messias bolsonaro 7JAIR MESSIAS BOLSONARO 7
Da parte sua, l'avvocato di Bispo de Olivera, Pedro Olivera do Santos, ha detto ai cronisti che il suo cliente aveva agito per "motivazioni personali, politiche e religiose", a causa delle prese di posizione di Bolsonaro "riguardo alle donne, la religione e le razze". Louis Boudens, presidente della Federazione nazionale della polizia federale, citato dal sito web della rivista Piaui, ha raccontato che dopo il suo arresto Olivera "ha detto subito che la sua era una missione divina, che aveva agito per ordine di Dio".
aggressore di bolsonaroAGGRESSORE DI BOLSONARO
Una nipote di Oliveira, Jussara Ramos - citata dal sito Buzzfeed - ha detto che malgrado non mantenesse rapporti con lui da tre-quattro anni sapeva che "anche se prima era stato missionario di una chiesa evangelica, negli ultimi tempi aveva idee molto strane e parlava da solo". Durante la sua ultima visita alla famiglia, ha raccontato, "rispondeva alle cose che sentiva nei servizi del telegiornale, e non sopportava essere contraddetto".
Nel suo profilo di Facebook l'aggressore aveva pubblicato messaggi contrari a Bolsonaro e dichiarazioni politiche confuse, segnate da teorie cospirazioniste, con riferimenti ai massoni e agli Illuminati ed espressioni di simpatia per il presidente venezuelano Nicolas Maduro e il movimento comunista. Fonte: qui

Brasile, sospesa la campagna elettorale

Dopo l'attentato contro Bolsonaro, in testa ai sondaggi


(ANSA) - SAN PAOLO, 7 SET - I principali candidati alla presidenza nelle elezioni del prossimo 7 ottobre in Brasile hanno sospeso le loro attività di campagna elettorale dopo l'attentato subito ieri da Jair Bolsonaro, il deputato del Partito Social Liberale (Psl, estrema destra) in testa ai sondaggi sulle intenzioni di voto.
    Fernando Haddad - candidato alla vicepresidenza del Partito dei Lavoratori (Pt), che probabilmente sostituirà a Luiz Inacio Lula da Silva dopo la bocciatura della candidatura dell'ex presidente - ha annullato la sua partecipazione al Grido degli Esclusi, una manifestazione politica che dal 1995 si svolge il 7 settembre, in cui si festeggia l'indipendenza del Brasile. Anche Geraldo Alckmin, del Partito Social Democratico (Psdb, centrodestra), Marina Silva (Rete di Sostenibilità, ambientalista), e Ciro Gomes (Partito Democratico Laburista, centrosinistra) hanno annunciato la sospensione. Nell'ultimo sondaggio, il primo dopo la bocciatura della candidatura di Lula, Bolsonaro era in testa con il 22% dei voti.

venerdì 1 dicembre 2017

DI BATTISTA: ‘AL 90% AVREI AVUTO LA POLTRONA ASSICURATA, HO SCELTO ALTRO’

DI BATTISTA CERCA ‘QUALCUNO CHE MI PUBBLICHI REPORTAGE SOCIALI E DI POLITICA INNOVATIVA’ 

NON LO NEGO CHE ADESSO SONO CONOSCIUTO, HO DEI SOCIAL MOLTO FORTI E QUESTO MI PERMETTE DI POTERMI INVENTARE QUALCOSA’ 

DI BATTISTA (M5S) A 24 MATTINO: COME MANTERRÒ MIO FIGLIO? CON I REPORTAGE. E POI HO DEI SOCIAL MOLTO FORTI. QUALCOSA MI INVENTERÒ

Da ‘Radio24
alessandro di battista meglio liberiALESSANDRO DI BATTISTA MEGLIO LIBERI

“Spero di trovare la possibilità di farmi pubblicare alcuni reportage sociali e di politica innovativa”. Questo sarà il lavoro di Alessandro Di Battista, lascia la politica e lo stipendio da parlamentare. Il deputato 5 stelle ne ha parlato con Luca Telese e Oscar Giannino, ospite di 24 Mattino per presentare il suo libro, Meglio liberi, lettera a mio figlio sul coraggio di cambiare.

alessandro di battista futuro papaALESSANDRO DI BATTISTA FUTURO PAPA
Di Battista è convinto insomma di poter garantire “un degno sostentamento alla famiglia”, tornando a fare il lavoro che faceva prima, ovvero “il reporter”, dice. Quando Telese insiste e chiede economicamente come farà, Di Battista svela però ciò che lo rende sereno: “Non lo nego che adesso sono conosciuto, ho dei social molto forti e questo mi permette di potermi inventare qualcosa”.



M5S: DI BATTISTA, DOPPIE CANDIDATURE? DECIDE GRILLO

alessandro di battista con sahraALESSANDRO DI BATTISTA CON SAHRA
(ANSA) - "Il Movimento funziona in questo modo: i portavoce in Parlamento si occupano delle leggi e del loro lavoro da parlamentari, Grillo che è il garante ha il compito di valutare le migliori regole sulle candidature". Così Alessandro Di Battista ai microfoni di 24Mattino su Radio 24 interviene sull'ipotesi che i parlamentari uscenti del Movimento possano godere della doppia candidatura, nel collegio uninominale e in un listino proporzionale per avere più chance di essere eletti. È un paracadute? "Io non ci ho riflettuto", ha continuato Di Battista, perché su questo temi " i parlamentari non ci devono mettere bocca".

M5S: DI BATTISTA, AL 90% AVREI AVUTO POLTRONA ASSICURATA

alessandro di battista con sahra e il figlio andreaALESSANDRO DI BATTISTA CON SAHRA E IL FIGLIO ANDREA
 (ANSA) - "È vero e lo dico senza falsa modestia, io molto probabilmente, al 90% avrei avuto la poltrona riassicurata". A dirlo ai microfoni di 24Mattino su Radio 24 è Alessandro Di Battista, deputato M5S che però aggiunge: "Non vedo l'ora di fare campagna elettorale da non candidato." Quanto alla possibilità di sostituire la Raggia come sindaco di Roma, l'esponente pentastellato risponde: ""Ne ho lette tante. E' una panzana".

Di Battista è convinto che la prima cittadina della Capitale non lascerà il suo incarico: "Non succederà neanche questo. Io stimo tanto Virginia e so quanto è difficile fare il sindaco di Roma che, per me, è più difficile di fare il presidente del Consiglio". A chi gli chiede infine come manterrà suo figlio, Di Battista risponde: ""Spero di trovare la possibilità di farmi pubblicare alcuni reportage sociali e di politica innovativa".
alessandro di battista con sahra e il figlio andreaALESSANDRO DI BATTISTA CON SAHRA E IL FIGLIO ANDREA

Di Battista è convinto di poter garantire "un degno sostentamento alla famiglia". Quando il conduttore Telese insiste e chiede economicamente come farà, Di Battista aggiunge: "Non lo nego che adesso sono conosciuto, ho dei social molto forti e questo mi permette di potermi inventare qualcosa".

Fonte: qui



I GRILLINI DICHIARANO GUERRA A 13 INFRASTRUTTURE (ALCUNE GIA’ IN FASE DI REALIZZAZIONE) 

NON VOGLIONO: LA TAV TORINO LIONE,  IL PONTE SULLO STRETTO E IL MOSE DI VENEZIA 

PRONTI A BLOCCARE ANCHE LE PEDEMONTANE VENETE, IL VALICO DEL GIOVI E L’ASSE MILANO-TRIESTE 

STIMANO DI RISPARMIARE 8/9 MILIARDI. 

Andrea Carugati per La Stampa

grillo no tavGRILLO NO TAV
Tredici grandi opere da fermare. Con un risparmio per le casse pubbliche «di 8-9 miliardi di euro», questa la stima fatta dai deputati del M5S. Si parte da tre opere tanto famose quanto contestate, la Tav Torino-Lione, il Mose di Venezia e il ponte sullo stretto di Messina. Per arrivare alle due pedemontane lombarda e veneta, l' autostrada Orte-Civitavecchia, la bretella tra Campogalliano e Sassuolo e una serie di linee ferroviarie ad alta velocità, l' asse tra Milano e Trieste che passa da Verona e Venezia e il terzo valico ferroviario dei Giovi (linea AV tra Milano e Genova). Per finire con il porto off-shore di Venezia e la tangenziale di Lucca.

ponte stretto 1PONTE STRETTO 1
Si tratta di opere che si trovano in stadi di avanzamento molto diversi: le due pedemontane e il Mose, ad esempio, sono già in fase di lavori, così come l' autostrada di Orte, mentre le linee Av sono ancora in fase di progettazione. 

Sulla base di alcune stime, il M5S ritiene che, in caso di stop, «lo Stato dovrebbe pagare penali pari a circa un miliardo, contro una spesa prevista di 10 miliardi», dice Michele Dall' Orco, capogruppo in commissione Trasporti alla Camera. «Da qui si ricava il risparmio di 8-9 miliardi per le casse pubbliche».

PEDEMONTANAPEDEMONTANA
Che fine farebbero le opere già in fase avanzata? «Anche nel caso del Mose, che è all' 80% di realizzazione, sarà necessario fare una valutazione seria», dice Dell' Orco. «La nostra opinione è che non serva, e dunque è inutile procedere con i lavori». Secco stop, in caso di vittoria del Movimento, anche alla Tav tra Italia e Francia: «Siamo ancora in tempo per bloccarla. E del resto anche il nuovo governo francese ha espresso dei dubbi. Se vinceremo bloccheremo subito i cantieri», dice il deputato. Anche il ponte di Messina è destinato a essere cestinato, «senza ulteriori indugi». Così come la stazione Alta velocità di Firenze: «Realizzarla farebbe risparmiare 4 minuti nel tragitto Milano-Roma: è evidente che sia inutile», l' opinione del M5S.
PEDEMONTANA2PEDEMONTANA2

Sulle penali da pagare ancora c' un alone di incertezza. La cifra di un miliardo è stata ricavata da alcuni dati richiesti al ministero delle Infrastrutture dal movimento, che denuncia un «muro di gomma» da parte del governo che «non ha fornito risposte trasparenti». «Abbiamo però scoperto che non esistono obbligazioni giuridiche vincolanti per la bretella Sassuolo-Campogalliano, che dunque si potrebbe abbandonare senza penali», dice Dell' Orco. Perché questa serie di no? «Si tratta di interventi inutili, a forte impatto ambientale e con costi altissimi: noi invece puntiamo su tanti piccoli interventi diffusi e mirati», spiegano i grillini.

CANTIERE DEL MOSECANTIERE DEL MOSE
Il M5S intende spendere i denari recuperati dallo stop alle tredici grandi opere in questo modo: 1 miliardo per la manutenzione di strade e ferrovie (soprattutto al sud), 500 milioni l' anno per il trasporto pubblico locale, conferma ed estensione del ferro-bonus voluto dal ministro Delrio per incentivare il trasporto di merci su rotaia, inventivi per nuove immatricolazioni di mezzi elettrici e nuovi finanziamenti per piste ciclabili. Tra i punti chiave del programma sui trasporti, nuovi criteri di sostenibilità energetica e ambientale delle nuove opere, oltre a «più rigidi criteri sanitari». 

Il M5S chiede anche una commissione parlamentare di inchiesta «sulle grandi opere che hanno determinato disastri finanziari e ambientali».

Fonte: qui