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martedì 5 febbraio 2019

Il marito di Cécile Kyenge si candida con la Lega: «Sono persone perbene»

«Ho firmato per Salvini ai banchetti della Lega». A dirlo è il marito dell’eurodeputata del Pd Cecile Kyenge, Domenico Grispino, che non è solo un sostenitore del partito di Salvini, ma sarà presto anche candidato: «Entrerò in lista alle comunali di Castelfranco Emilia — ha annunciato ai microfoni della Zanzara su Radio 24 —, sono persone perbene quelli della Lega».
Persone perbene che con la moglie hanno anche adottato toni sopra le righe, e oltre, come dimostra la condanna in primo grado di Roberto Calderoli a un anno e sei mesi per aver rivolto insulti razzisti all’ex ministra dem. «Ci sono le elezioni comunali — spiega Grispino — e metto a disposizione della Lega quello che so, le mie competenze».
Cosa dice la moglie? «Io penso per me, ognuno pensa per sé, con lei non parlo mai di queste cose». Grispino è anche favorevole allo slogan «aiutiamoli a casa loro»: «Mica con cattiveria. Salvini non è disumano, penso che sia una macchina da guerra per avere consensi. Poi ci sono altri personaggi a cui sono più vicino, come Giorgetti. Alle Europee non voterò Pd, per il partito di mia moglie. Le persone che ho conosciuto a Castelfranco sono molto in sintonia con me e tutt’altro che aggressive». 
Fonte: qui

venerdì 23 febbraio 2018

ONESTA’! ONESTA’! IL CANDIDATO M5S, CAIATA, SCELTO DA DI MAIO FINISCE INDAGATO PER RICICLAGGIO

SI TRATTA DI SALVATORE CAIATA, PRESIDENTE DEL POTENZA: L’INCHIESTA RIGUARDA FLUSSI DI DENARO UTILIZZATI PER COMPRAVENDITE IMMOBILIARI 

DI MAIO LAPIDARIO: "L' ITALIA HA BISOGNO DI PERSONE CAPACI COME LUI CHE HANNO DIMOSTRATO DI SAPER FARE TANTO E BENE PER IL PROPRIO TERRITORIO"

LUI SI È AUTOSOSPESO DAL M5S, CHE NATURALMENTE NON VUOL DIRE NIENTE:

È NELLE LISTE, SARÀ ELETTO, E POI POTRÀ DECIDERE SE RESTARE NEL GRUPPO MISTO O DIMETTERSI DA PARLAMENTARE. 


INDOVINATE CHE FARÀ?

Gianluca Paolucci per la Stampa

Salvatore Caiata, imprenditore e candidato grillino alle prossime elezioni, è indagato dalla procura di Siena nell' ambito di una inchiesta per riciclaggio di denaro. Con Caiata, secondo quanto ricostruito da diverse fonti, sarebbe indagato anche Igor Bidilo, imprenditore kazako con interessi nel settore del petrolio e gas in vari paesi dell' Est europa. L' inchiesta, per la quale sono ancora in corso gli accertamenti da parte degli inquirenti, riguarderebbe i flussi di denaro utilizzati per una serie di compravendite di attività commerciali e immobili a Siena e in altre città italiane.

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Caiata, che è anche presidente del Potenza Calcio, è una delle «eccellenze» tra i candidati grillini presentati lo scorso 29 gennaio a Roma da Luigi Di Maio nel corso di un evento del Movimento 5 stelle. Caiata, 47 anni, arrivato a Siena come studente, aveva accumulato negli anni la proprietà di vari locali e ristoranti, tre dei quali nella sola Piazza del Campo. Tra i locali riconducibili al Caiata c' era anche, ad esempio, la Birreria, storico locale di Piazza del Campo citato anche nell' inchiesta su Monte dei Paschi. Tra i locali coinvolti, anche alcuni dei bar Nannini della città.

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Nominato «Lucano dell' anno» nel 2017 per i successi del Potenza Calcio, Caiata in passato aveva provato a più riprese a squadre di calcio anche in Toscana, arrivando ad un passo all' acquisto del Siena dopo le travagliate vicende della società bianconera seguite al tracollo di Mps.

Poco più di un anno fa Caiata aveva annunciato in una intervista a La Nazione la sua intenzione di lasciare le sue attività a Siena, «deluso» dalla città toscana. A subentrare in alcune delle attività era stato il gruppo La Cascina, grossa coop romana associata alla Compagnia delle Opere e finita anche nell' inchiesta di Mafia Capitale - viene citata 167 volte nell' ordinanza di custodia capitale, restando però formalmente come «consulente» delle attività rilevate. Il tramite tra La Cascina e Caiata sarebbe stato Cataldo Staffieri, manager de La Cascina ma anche socio, direttamente, di alcune società coinvolte nella compravendita delle attività, come la Ansa & Colt srl di Bari alla quale faceva capo anche la Birreria.
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Altro personaggio chiave, secondo quanto ricostruito, è Igor Bidilo, imprenditore kazako che ha comprato da Caiata un complesso immobiliare alle porte di Siena. A lui fa capo il 51% della Sielna srl, proprietaria tra l' altro di alcuni dei bar Nannini, storica pasticceria e industria dolciaria senese, una delle «istituzioni» cittadine.

Socio con il 49% della Sielna è Constantin Maxim, un cittadino romeno che risulta anche socio e amministratore di una serie di scatole societarie alle quali fanno capo attività nel settore della ristorazione, della consulenze e delle pulizie.

Caiata, che nel 2009 aveva fatto parte del coordinamento provinciale senese di Forza Italia è candidato per i Cinquestelle nel collegio uninominale della Camera di Potenza. Contro di lui Nicola Benedetto - ex assessore della giunta di Centrosinistra che si è dimesso in dicembre e corre per il Pdl - e Guido Viceconte, candidato della coalizione di Centrosinistra dopo essere stato a lungo esponente di punta del Centrodestra e di Forza Italia in Basilicata.

LUIGI DI MAIOLUIGI DI MAIO
Presentando la candidatura di Caiata, Di Maio aveva detto di essere contento «che Salvatore, da imprenditore ed esterno a logiche politiche, abbia accettato di mettere la sua esperienza e le sue competenze manageriali a disposizione del nostro progetto per il Paese e per la Basilicata in particolare.

L' Italia ha bisogno di persone capaci, che hanno dimostrato di saper fare tanto e bene per il proprio territorio».

Fonte: qui

giovedì 26 gennaio 2017

LA MOGLIE DI FRANCOIS FILLON PAGATA PER 10 ANNI SENZA LAVORARE. 500MILA EURO DI STIPENDI FITTIZI (E PUBBLICI)

LE RIVELAZIONI DEL ‘CANARD ENCHAINÉ’ POTREBBERO COSTARE L’ELISEO AL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA (FINORA STRA-FAVORITO) E SPIANARE LA STRADA A MARINE LE PEN 

LUI NON SMENTISCE

1. CANDIDATO DESTRA REPLICA A CANARD: 'SONO SCANDALIZZATO'
FRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPEFRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPE
 (ANSA) - Ira di Francois Fillon per le accuse del settimanale satirico, Le Canard Enchainé, sull'impiego fittizio alla moglie, Penelope Fillon. "Sono scandalizzato dal disprezzo e dalla misoginia dell'attacco", ha commentato Fillon, giungendo questa mattina a Bordeaux. "Vedo che il tempo delle 'fialette puzzolenti' (una sorta di corrispettivo francese della 'macchina del fango',ndr.) è aperto", ha aggiunto il candidato all'Eliseo per il voto di primavera, senza però smentire le accuse del Canard: "Non farò commenti".

Secondo il settimanale, la moglie franco-gallese è stata remunerata per 8 anni come assistente in parlamento, incassando circa "500.000 euro lordi" in totale. Impiegare un familiare come collaboratore parlamentare non è vietato.

Ma - sostiene il Canard -
una stretta collaboratrice di Fillon ha detto di non aver mai saputo che la moglie dell'ex premier lavorasse come assistente, né di averla mai incontrata. Il che ha scatenato le accuse di impiego fittizio come ai tempi di Jacques Chirac.

FILLON SARKOZYFILLON SARKOZY

2. FILLON, BOMBA «SPORCA» SULLA CORSA ALL'ELISEO: "LA MOGLIE PAGATA PER 10 ANNI SENZA LAVORARE"
Da “il Giornale

Colpo grosso di Le Canard Enchainé ai danni di François Fillon. La rivista satirica francese, non nuova a inchieste clamorose che hanno fatto luce su segreti gelosamente nascosti da personaggi di primo piano della politica e non solo, ha pubblicato documenti che dimostrerebbero che per dieci anni la moglie del prossimo candidato del centrodestra alle presidenziali è stata pagata come assistente parlamentare del marito pur non avendo lavorato.

Penelope Fillon, che è nata in Galles e ha dato cinque figli all'aspirante presidente francese, avrebbe ricevuto complessivamente 500mila euro tra il 1992 e il 2002: si tratterebbe di fondi a disposizione del consorte, all'epoca deputato nazionale, e questo risulterebbe dalle buste paga scovate da Le Canard Enchainé.

FRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPEFRANCOIS FILLON CON LA MOGLIE PENELOPE
Assumere familiari non è contro le regole, ma a patto che il parente in questione lavori effettivamente per il deputato ma secondo Le Canard non era questo il caso di madame Fillon. Il settimanale non è riuscito a trovare alcuna conferma del lavoro svolto dalla signora Fillon. Penelope Fillon, peraltro, molto riservata, si è sempre tenuta lontana dalla vita politica del marito.

Non solo. Quando nel 2002 Fillon divenne per la prima volta ministro, chiamato dal presidente Jacques Chirac, la moglie proseguì il «lavoro», o meglio, continuò ad essere pagata come assistente parlamentare del deputato che subentrò a Fillon all'Assemblee Nationale ricevendo tra i 6.900 ed i 7.900 euro al mese.

Non è tutto. Penelope Fillon tornò ad essere pagata «per almeno sei mesi» quando il marito nel 2012, allora primo ministro, lasciò il governo dopo la sconfitta del presidente Nicolas Sarkozy ad opera del socialista François Hollande.
FILLON E PUTINFILLON E PUTIN

Oltre ai circa 500.000 euro ricevuti come assistente parlamentare del marito Penelope Fillon venne pagata circa 5.000 euro al mese da maggio 2012 a dicembre 2013 dal periodico La Revue des Deux Mondes, rivista letteraria di proprietà di un amico di Fillon, Marc Ladreit de Lacharriere. Le Canard Enchainé ha riferito che il direttore del mensile, Michel Crepu, ha dichiarato: «Non ho mai incontrato Penelope Fillon né l'ho mai vista in redazione».

François Fillon è al momento favorito nei sondaggi per le elezioni all'Eliseo, fissate per il prossimo aprile.

Fonte: qui