9 dicembre forconi: delinquenti
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domenica 21 luglio 2019

PRIMA DI INTERROMPERE causa disgusto

Il nostro futuro in Europa
Nulla ci viene risparmiato: I traditori che danno dei traditori a quelli che hanno tradito, nel momento stesso in cui coronano il loro tradimento platealmente, aderendo alla formazione dei Soros, dei Monti, dei Macron e delle Bonino: tutti  i poteri  anti-nazionali decisi a tenere l’Italia nella “Prigione dei popoli” fino all’ultima goccia del sangue nostro.
Del resto era quello per cui sono nati, già lo volevano fare nel 2017 quando bussarono all’ALDE.  Sono sempre  stati “europeisti” nel senso più deteriore.  Hanno semplicemente ingannato una parte del loro elettorato, il più cosciente politicamente, con  le loro ambiguità  e menzogne.
Adesso i  loro interessi convergono “naturalmente” con quelli delle oligarchie e dei parassiti che ci governano, i plutocrati parassiti di Stato.  Se si va al voto, sono spazzati via  – come le oligarchie parassitarie. Perdono la maggioranza di seggi che hanno guadagnato con l’ambiguità strategica e tattica.  Ora mettono disposizione questa maggioranza falsa, artificiale, ai  “poteri forti” che devono tenere le leve del potere in mano, a qualunque costo, perché troppi tappi sono saltati. Si è visto che la “magistratura”  è  sotto occupazione di  un’associazione a delinquere  dedita alla distruzione  giudiziaria dei partiti politici che avversa, senza scrupoli. Si è vista l’università occupata da cosche con concorsi truccati. Si è visto il buio, orrendo sistema totalitario dei bambini strappati ai genitori per far trionfare l’ideologia LGBT, il dominio dell’anormale sui normali.
Questi poteri hanno bisogno di durare al potere,  di censurare e informazioni orrende che li accusano,  per non finire in galera, per di mantenere posti e prebende che occupano illegittimamente  coi loro trucchi – e strapagati nella moneta forte  che non  meritano – e che sta strangolando gli italiani reali. Quindi l’alleanza solidissima:  gente che ha solo da perdere si puntella con la “maggioranza” che quelli perderebbero se si votasse.
Non si voterà più. Comincerà –è già cominciata – la campagna per espellere, per escludere la maggioranza anti-immigrati, euro critica, nazionale:  unirsi al coro degli eurocrati , è “amica di Putin”; non si può  far partecipare a nessun governo che è “Per Mosca contro la NATO”, chi ha ricevuto i soldi della Russia… Se necessario, sarà emanata una legge per vietare penalmente essere amici della Russia – come la ricostituzione del partito fascista, che pendeva, servì ad escludere il MSI.
Ovviamente Salvini e i suoi euro critici hanno commesso tutti gli errori tattici possibili. Spendere cervello in analisi degli uni e  degli altri moventi non ha nemmeno senso:  questi sono stati incapaci di restituire allo Stato il monopolio naturale delle  Autostrade, e  statalizzano ancor più – a spese del contribuente – Alitalia,  che non  ha nulla, ovviamente, del monopolio naturale: cercare una sensatezza economica qualunque,  in questo, è insensato.

“Amico di Putin fuori!”
La propaganda prescritta (da NATO e UE) per giustificare l’esclusione: “Amici di Putin” è il nuovo “Ricostituzione del partito fascista”
Si accoda alla propaganda prescritta da UE: via i filorussi!

Non è il paese che ha bisogno di Alitalia: è che Alitalia è un’altra delle cosche parassitarie pubbliche che, in regime di concorrenza globale (le compagnie aeree NON sono monopoli “naturali”) vuole farsi proteggere e stipendia – come i Palamara, come i professori dell’università di Catania che hanno la  preso la cattedra con concorsi da loro truccati, come le lesbiche assistenti sociali che strappano i bambini per darli agli amici loro – o assegnarseli  per sé, lucrando le centinaia di euro al giorno per questo crimine: impunito e impunibile finché il sistema di potere resta.  A questo serve la maggioranza falsa e non più legittima dei 5 Stelle alla Camera.
E  con l’appoggio dell’Europa, della VDL  per mettere al potere la quale sono stati determinanti,  dei Macron, dei David Sassoli,  dei  Soros a cui sono alleati,  delle cosche con cui  convergono per interesse di potere, stroncheranno il partito “alleato”  isolandolo e criminalizzandolo. Spegneranno ogni velleità di liberazione. Voteranno il  nuovo capo dello stato, illegittimo (uno dei motivi per cui devono durare al poter senza andare al voto per tre anni). Obbediranno alle  Carole e alle ONG sostenute della Germania, apriranno i porti a loro e ai loro migranti.
Mentre  al popolo italiano reale, quello che paga i loro mega-stipendi  indebiti,  in una valuta straniera  forte, accade questo:
Io  smetto per una settimana o più.  Non c’è fretta, ormai.  “In Italia le cose vanno selvaggiamente”.
Maurizio Blondet
Fonte: qui

UE. I TEDESCHI HANNO TUTTI POSTI. (Noi, un anti-italiano)

Poche parole bastano: nella votazione UE, abbiamo dimostrato davanti a tutti i nemici quel che cantiamo nell’inno anti-nazionale: che”non siam popolo, siamo divisi e perciò saremo “calpesti e derisi”.  I 5 Stelle non hanno alcuna capacità  di formulare un concetto qualunque di “Interesse nazionale”: sono la Lega Sud particolarista,  più vogliosa di assestare una pugnalata al cosiddetto “alleato  di governo” che mostrare unità.  Ovviamente ne subiremo le conseguenze per anni.
Perché  vediamo al confronto i tedeschi. Non hanno solo la giovane dura, fanatica anti-sovranista VonDer Leyen  al posto del senile ubriacone Juncker.
I tedeschi già occupano una serqua di presidenti indipendenti dal Parlamento:
la Banca Europea d’Investimento (BEI) – Werner Hoyer
  • La Corte dei Conti europea – Klaus-Heiner Lehne
  • Meccanismo Europeo di Stabilità – Klaus Regling –
  • insomma le casse e i soldi
Occupano tre segretariati generali su quattro:
  • Quello della Commissione
  • Del Servizio Europeo di Azione Estera
  • Quello del Parlamento Europeo
Quest’ultimo è occupato da Klaus Welle, uomo di partito (Merkel)  inchiodato a  quel posto da dieci anni, è lui  che guida  tutta l’amministrazione  dell’assemblea e dei suoi 8 mila (diconsi ottomila) funzionari e quindi dispone di tutto l’apparato burocratico che è  il vero motore anti-sovranist, capace di tutto dietro le quinte.
Ancora tedesche sono le tre presidenze più importanti: affari esteri, commercio internazionale, agricoltura.  Persino i francesi  sono stati espulsi dai posti che veramente contano:  hanno la Lagarde alla BCE, di cosa debbono lamentarsi? Il resto se lo accaparrano i germanici e i germanofoni, gli anseatico-finlandesi.  Gli stati di 5 milioni di abitanti  che,   come è noto e comprovato,  sono i cani da guardia di Berlino e i  custodi  delle sue imposizioni economiche al Sud.
Infine, scrive Coralie Delaume, “molti tedeschi si spartiscono i posti di coordinatori di commissione, poco visibili  al pubblico ma cruciali  perché sono  loro che ripartiscono il lavoro parlamentare.  Otto coordinatori di commissione del Parlamento sono germanici contro un solo francese. Sei coordinatori Verdi sono tedeschi contro un solo francese.
Ora, credete che  questi tedeschi, ancorché di vari partiti e provenienze, si divideranno su qualche tema, in Europa? No. Saranno un blocco unitario impenetrabile da divisioni e distinguo:  nella UE,  agiscono da “tedeschi” non da verdi, socialisti, CDU.
E a noi è stato dato al posto di Tajani il presidente del Parlamento: David Sassoli, una mezza figura, poco intelligente  e passivo poco lavoratore,  scelto perché possa dimostrare tutto il suo odio virulento verso il governo del paese da cui viene, e favorire la sua fazione contro l’interesse nazionale. Vorrà dimostrare ogni volta che potrà, quanto lui odia Salvini,  e come desideri stangare “i populisti” italiani. Sarà il più utile alleato dei germanici, essendo il suo scopo rimettere al governo dell’Italia il Partito che ci ha dato la mafia nigeria, ci ha dato gli affidi rieducativi dell’Emilia  alle lesbiche, ci ha dato Mario Monti e sostenuto la sua politica di rovina economica – e  continua ad essere votato dal 20 per cento degli italiani.  Ed ora può sperare di tornare al governo con la Lega Sud grillino-arretrata.
Leggete i suoi tweet e capirete :

 









E’ storia antica che si ripete. Tanto ripetitiva che non vale la pena  di spenderci altre parole. Saremo calpesti e derisi dagli stranieri  –  perché ce lo siamo voluto.
Fonte:

domenica 24 febbraio 2019

"IN ITALIA IN GALERA CI VANNO IN POCHI E CI STANNO POCO. CRESCONO SOLO GLI ARRESTATI PER MAFIA E PER TERRORISMO"

PIERCAMILLO DAVIGO, EX PM DI MANI PULITE OGGI MEMBRO DEL CSM, NON HA DUBBI: “OGGI CONVIENE DELINQUERE, NON PAGARE I DEBITI, IMPUGNARE LE CONDANNE. NON SI HA NIENTE DA PERDERE….”


"In Italia in galera ci vanno in pochi e ci stanno poco. Crescono solo gli arrestati per mafia e per terrorismo". Piercamillo Davigo, ex protagonista di Mani Pulite e oggi membro del Consiglio Superiore della Magistratura, non ha dubbi: nel nostro Paese la giustizia non funziona perchè in troppi casi chi viene mandato a processo riesce a scamparla e le pene sono spesso troppo lievi. Un analisi impietosa che prosegue così: "Oggi conviene delinquere, non pagare i debiti, impugnare le condanne. Non si ha niente da perdere. Negli Stati Uniti, invece, impugnare determinate sentenze nel modo in cui lo si fa qui sarebbe oltraggio alla Corte. Da noi invece, soprattutto in appello, buona parte delle assoluzioni dipende dalla difficoltà da parte del giudice di conoscere a fondo il processo".

sabato 4 febbraio 2017

PREPARATE IL PORTAFOGLI (TAR-TASSATI FOEREVER) - GENTILONI, L'ENNESIMO ABUSIVO, PREPARA LA MANOVRA-BIS DA 3,4 MILIARDI CHIESTI DALLA UE


SOLO UN QUARTO ARRIVERÀ DA UNA SFORBICIATA ALLE SPESE MINISTERIALI(AHAHAHAHAH ... BEATO A CHI CI CREDE!):

IL RESTO ARRIVERA’ DA BOLLI, SIGARETTE E BENZINA
Roberto Petrini per “la Repubblica”
PADOAN GENTILONI1PADOAN GENTILONI
GLI ABUSIVI 

Comincia la caccia ai 3,4 miliardi per far fronte alla manovra bis e mettere a punto il pacchetto di provvedimenti che scatteranno in primavera, entro aprile. Occhi puntati soprattutto sull' aumento delle tasse: benzina, sigarette, alcolici, birra, bolli, imposte ipotecarie e catastali.

Nulla resta fuori dallo scrutinio dei tecnici che hanno il compito di recuperare dalle entrate 1,5 miliardi, 1 dalla lotta all' evasione e di fare 8-900 milioni di tagli(
beato a chi ci crede!!!). Dopo le precisazioni di Padoan al Senato e il via libera di Valdis Dombrovskis (vice presidente della Commissione Ue) da Malta, i motori sono accesi.

DombrovskisDOMBROVSKIS
La cifra è nota, come pure il mix di interventi. Si tratterà di un quarto di tagli alla spesa per consumi intermedi dello Stato, in pratica una sforbiciata «selettiva» alla spesa dei ministeri, per un totale di 8-900 milioni. La parte più sostanziosa riguarda tuttavia i rimanenti tre quarti della manovra, pari a circa 2,5 miliardi: 1,5 miliardo verrà dall' aumento di accise e imposte indirette e 1 miliardo dalla lotta all' evasione.

TASSETASSE
È quest' ultima la partita più difficile perché il governo deve trovare un miliardo e mezzo da tasse che incidono sostanzialmente sui consumi. Padoan ha escluso aumenti dell' Iva e tagli delle detrazioni fiscali (si potrà agire solo su alcuni crediti d' imposta), ma l' elenco delle imposte indirette è ampio e comprende anche bolli, tasse ipotecarie e catastali. Nella lista ci sarebbero anche i giochi ma ieri il sottosegretario all' Economia Pierpaolo Baretta ha escluso un ritocco delle imposte su lotto e similari.

L' altra grossa partita, esplicitamente citata dalla lettera a Bruxelles è quella delle accise: qui si va dalla benzina, al gas, agli oli minerali, alle bevande alcoliche, alla birra. In questo caso l' ipotesi più probabile che sarà attivata la clausola di salvaguardia che era stata scongiurata con la legge di Bilancio 2017: l' aumento delle accise evitato allora e che potrebbe scattare è già cifrato in 220 milioni.
SIGARETTESIGARETTE

Dalle stesse parti c' è l' aumento delle sigarette, già oggetto di proiezioni nelle agenzie del governo: l' ipotesi, per ricavare 100 milioni, è quella di un aumento della sigarette di fascia bassa (intorno ai 4-5 euro) con un ritocco di 10 centesimi a pacchetto.

Più semplice l' estensione di due strumenti di contrasto all' evasione dell' Iva. Il primo è il reverse charge, prevede che l' Iva venga versata da chi compra e non da chi vende con l' obiettivo di evitare le forniture in nero e la conseguente evasione. Il meccanismo adottato dal 2015, già funziona nel campo dell' edilizia e dell' elettronica, ora lo si vorrebbe estendere ad altri settori come la grande distribuzione: dovrà esserci l' ok di Bruxelles che già bocciò una nostra richiesta (il gettito su base annua era previsto in un miliardo).

Oggi le possibilità sono migliorante perché è in discussione una direttiva che apre la porta su base europea all' inversione dell' onere fiscale. Stesso meccanismo per lo split payment, lo Stato trattiene l' Iva dei propri fornitori tagliando ogni problema alla radice: funziona per le pubbliche amministrazioni dal marzo del 2015 e potrebbe essere esteso a tutte le società pubbliche.

Fonte: qui

lunedì 30 gennaio 2017

NUOVA STANGATA IN ARRIVO - AUMENTARE L’IVA E TASSARE I PATRIMONI:

LA RICETTA USURAIA DELL’UE PER I CONTI (IN ROSSO) ITALIANI 

PER TROVARE I 3,4 MILIARDI RICHIESTI DALL'EUROPA PADOAN OLTRE ALL’AUMENTO DELL’IVA (RESPINTO DA RENZI) PENSA A UN RITORNO DELLA TASSA SULLA PRIMA CASA

Antonio Signorini per il Giornale
RENZI PADOANRENZI PADOAN
USURAI E BUROCRATI
CORROTTI E INCAPACI

Avevano assicurato che questa sarebbe stata la Commissione europea più politica della storia.

Quella impegnata a contrastare sia gli eccessi rigoristi sia gli umori antieuropei e invece, anche nel 2017, con i movimenti populisti che crescono in tutta l'Unione e varie le elezioni alle porte, la ricetta proposta da Bruxelles è sempre la stessa. Per l'Italia si può sintetizzare così: tassare i consumi e la rendita per fare tornare i conti.

EUROPAEUROPA
USURA E BUROCRAZIA
È da leggere in questo senso l'ultima disputa sull'aumento dell'Iva nata all'interno del governo e della maggioranza. Con il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che ha presentato nel menù di misure per la manovra da 3,4 miliardi anche un aumento dell'Iva, subito respinto dal segretario del Pd Matteo Renzi.

Non si tratta di un'idea di Padoan. È parte del menù di proposte avanzate dalla Ragioneria generale dello Stato quando gli è stato chiesto di trovare le risorse per cancellare l 0,2% di extra deficit fatto dal precedente esecutivo. Per un motivo molto semplice: è in linea con le richieste dell'Europa. Proposta ieri bollata come irricevibile anche dal ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina.

RENZI PADOANRENZI PADOAN - USURAI E BUROCRATI
ABUSIVI E DELINQUENTI
Impraticabile anche perché a legislazione invariata un aumento dell'Iva è già in programma per il 2018. Anticiparlo di qualche mese farebbe incassare poco quest'anno e avrebbe effetti negativi sui conti del prossimo (si veda il Giornale del 17 gennaio). Eppure era la carta che Padoan aveva deciso di giocare.

Il motivo è che è una soluzione particolarmente gradita alla Commissione europee e al Consiglio. L'Ue dà delle indicazioni precise nelle «Raccomandazioni specifiche per paese». Difficile sfuggire, soprattutto per un paese costantemente in mora a causa dell'elevato debito pubblico come l'Italia.

Nelle ultime è scritto chiaramente che dobbiamo «trasferire il carico fiscale dai fattori di produzione al consumo e al patrimonio(peccato che abbiamo un livello di carico fiscale esagerato ed un livello dei servizi statali da terzo mondo!, LADRI ED USURAI.)». In altre parole aumentare l'Iva e tassare i patrimoni. L'Ue non vede di buon occhio la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia decisa di anno in anno dall'Italia. Meglio fare scattare l'aumento dell'Iva e delle accise, anche perché il costo delle merci in un periodo di bassa inflazione è l'ultimo dei problemi.

TASSETASSE
Ma non c'è solo l'Iva nelle ricette che l'Europa(USURAI) vede di buon occhio. Nelle raccomandazioni del 2016 il Consiglio europeo (ma la Commissione è sulla stessa linea) critica la decisione di Renzi di abolire quella che nelle raccomandazioni, con uno slancio di onestà, viene definita «l'imposta patrimoniale sulla prima casa». Cioè Imu e Tasi, eliminate sull'abitazione principale.

Non è un caso che nel menù uscito dal ministero dell'Economia giorni fa ci fosse anche il ritorno della tasse sulla prima casa o una rimodulazione di quelle diverse dalla prima, magari seguendo qualche criterio di progressività. Una linea che l'Ue continua a perseguire con caparbietà, ma che potrebbe accelerarne la crisi di tutte le istituzioni europee.

Fonte: qui

martedì 3 gennaio 2017

PARLAMENTO FERMO, TUTTO CONGELATO FINO AL 24 GENNAIO, CON IL VERDETTO DELLA CONSULTA SULL' ITALICUM

LA SPADA DI DAMOCLE DEL REFERENDUM SUL JOBS ACT CON LA CORTE COSTITUZIONALE CON UN GIUDICE IN MENO 

LA PARTITA INTERNA AL PD PER SOSTITUIRE LE NEO MINISTRE FEDELI E FINOCCHIARO

Paolo Bracalini per Il Giornale

aula senatoAULA SENATO
Il Senato non riapre prima del 10 gennaio e con un' agenda di tutto riposo (Seguito dell' indagine conoscitiva sulla nuova disciplina sui contratti pubblici), il calendario della Camera riparte un po' prima, il 4, ma con un appuntamento di semplice formalità post-natalizia: Comunicazioni del presidente (cioè la Boldrini). Insomma il rientro dalle ferie non sarà traumatico per la politica, che si prepara ad un mese di stand-by in attesa di martedì 24, la fatidica data in cui la Consulta darà il verdetto sull' Italicum.
AULA MONTECITORIOAULA MONTECITORIO

Dal parere dei giudici costituzionali (bocciatura senza appello, oppure solo parziale, o un meno probabile via libera alla nuova legge elettorale valida solo per la Camera) dipendono le prossime mosse dei partiti e anche il destino della legislatura, con Renzi che preme per votare a giugno, senza apparente ostacolo nel governo (il voto non è una minaccia dice il premier Gentiloni). Tutto rimandato, quindi, al 24 gennaio.

Corte costituzionaleCORTE COSTITUZIONALE
Prima di allora si preannunciano molte chiacchiere sulla riforma elettorale, tra chi punta al Mattarellum e chi al proporzionale. Pura melina però, perché la partita si giocherà soltanto dopo la sentenza della Corte costituzionale. 

Un asse inedito Pd-M5s-Fi(accordo sul basta che magna, tanto sono abusivi/delinquenti dal Gennaio 2014.) ha infatti congelato in commissione Affari costituzionali alla Camera il dibattito sulla legge elettorale, in attesa appunto della Consulta. Che tiene appeso il Parlamento anche su due altri fronti.

Primo, un altro verdetto, atteso per l' 11 gennaio, sull' ammissibilità dei tre referendum abrogativi sul Jobs Act proposti dalla Cgil e sottoscritti da 3 milioni di italiani. Scenario che avrebbe ripercussioni sul voto anticipato, perché il segretario Pd vuole scongiurare il rischio di una seconda débâcle referendaria. I rumors di Palazzo però scommettono sul via libera ai due referendum minori (abolizione dei voucher e la tutela dei lavoratori negli appalti), ma invece un orientamento negativo della Consulta sulla richiesta di votare sulla reintroduzione dell' articolo 18, il cuore politico della riforma del lavoro del governo Renzi.
RENZI JOBS ACTRENZI JOBS ACT

E c' è sempre la Consulta al centro di un altro appuntamento di gennaio. Il Parlamento è convocato, ancora l' 11 gennaio, per eleggere un nuovo giudice della Corte costituzionale in sostituzione del giurista Giuseppe Frigo, che a novembre si è dimesso per motivi di salute. Per i primi scrutini è richiesta la maggioranza dei due terzi, un quorum particolarmente elevato. Difficile si trovi un nome condiviso in fretta. Significa che il collegio della Corte che deciderà sull' Italicum sarà composto da 14 giudici, invece che da 15. Aritmetica non indifferente visto che nei pareri della Consulta basta la metà più uno dei voti, e quello del presidente in caso di spaccatura vale doppio.

CORTE COSTITUZIONALECORTE COSTITUZIONALE
Per il resto, giacciono nelle commissioni parlamentari i provvedimenti su cannabis, testamento biologico, concorrenza, processo penale, anche quelli in attesa di scongelamento quando il verdetto della Consulta renderà più chiaro l' orizzonte. Oltre al bla bla sul destino dell' Italicum, ci sono da sistemare delle poltrone.
valeria fedeliVALERIA FEDELI

Con la nomina a ministro di Valeria Fedeli, ex vicepresidente del Senato, si libera la poltrona del numero due di Palazzo Madama. E oltre a quella è vacante la carica di presidente della commissione Affari costituzionali del Senato (era della Finocchiaro, promossa ministro). La poltrona è ambita in vista della riforma della legge elettorale (che è incardinata in quella commissione). La rivendicano i verdinani ma anche la minoranza Pd.

Fonte: qui
giuliano amato anna finocchiaroGIULIANO AMATO ANNA FINOCCHIARO

martedì 20 dicembre 2016

Legge Elettorale Mattarellum / Dopo l’Italicum: il Sì delle opposizioni con la “garanzia” delle elezioni subito

+++ IL MATTARELLUM GIA' C'ERA A GENNAIO 2014 DOPO LA SENTENZA 01/2014 SULLA LEGGE ELETTORALE DETTA DEL "PORCELLUM; MENTRE NELLA STESSA SENTENZA SI DICHIARAVA CHE TUTTI I PARLAMENTARI SONO ILLEGITTIMI E  CHE ENTRAMBI LE CAMERE SONO IN REGIME DI "PROROGATIO"?

+++ PERCHE' NON SI FURONO FATTE LE ELEZIONI IMMEDIATAMENTE 
NEL 2014??? +++

+++ ORA SI PENSA DI RITORNARE INDIETRO NEI PROPRI PASSI??? +++

+++ CI STANNO PRENDENDO NUOVAMENTE PER IL CULO! +++

+++ PERCHE' TUTTI QUESTI CIALTRONI E DELINQUENTI DEI PARLAMENTARI IN CARICA SI SONO FREGATI STIPENDI DA ALLORA AD OGGI PER 900 MILIONI DI EURO OLTRE CHE AD AVER USURPATO IL LORO POTERE POLITICO(ART.287 C.P.) ED IMPEDITO AI CITTADINI DI ESERCITARE IL DIRITTO DI VOTO(ART. 294) IN ASSOCIAZIONE A DELINQUERE 
(ART. 416)+++

+++ ARRESTATELI TUTTI. +++ 

La Legge Elettorale del Mattarellum piace un po’ a tutti per un unico reale motivo: perché è la strada più breve per andare al voto in tempi ragionevoli, abbandonando l’attuale legislatura che si sta trascinando lungamente dopo tre governi consecutivi. Tutti sul Mattarellum - tranne in pratica il Movimento 5 Stelle, che però vuole le elezioni subito con l’aiutino dell’Italicum che li avvantaggerebbe al momento - non tanto perché convince la formula ma perché è un sistema elettorale già praticamente pronto e collaudato per poter raggiungere in fretta la decisione sulla legge elettorale da adottare. Sentite Calderoli, Lega Nord, che incarna un po’ tutte le posizioni (probabilmente, sommessamente anche di Renzi, che ha lottato per tre anni sull’Italicum e ora deve ripiegare sul Mattarellum): «Il nostro segretario Salvini sulla legge elettorale ha parlato in maniera molto chiara, e personalmente condivido totalmente la posizione che ha assunto: la proposta del Mattarellum l'hanno fatta Renzi e il Pd e se questo modello elettorale consente di andare al voto nei tempi più rapidi possibili allora noi ci siamo, in commissione e in Aula». Dunque, Mattarellum sarà?

Il Mattarellum con il possibile ritorno ad un misto maggioritario e proporzionale che premierebbe un tentativo di bipolarismo evidentemente al Movimento 5 Stelle non può piacere, per due motivi. Da un lato perché si ritarderebbe il periodo di andare al voto, e dopo il fallimento del referendum i grillini spingono per andare al voto ora e sfruttare l’effetto anti-Renzi; secondo, con le legge elettorale Mattarellum il rischio in casa Casaleggio è che Pd e Forza Italia si alleino per evitare di far andare al potere un governo M5s. Su questo secondo piano (il primo ovviamente è poco spendibile dal punto di vista “pubblico” e comunicativo) interviene oggi Carlo Sibilia, membro del Direttorio, intervistato da Intelligo News: «Le cose sono molto chiare e sono due. Uno, noi abbiamo proposto una legge elettorale che è sempre disponibile; secondo: aspettare le decisioni della Consulta a gennaio, probabilmente il 24 gennaio, e con senso di responsabilità accoglierle all'interno di questa legge per andare subito ad elezioni». Secondo il grillino Sibilia, il Patto tra Forza Italia e Pd è il vero motivo di questo accordo possibile sul Mattarellum: «E' il Patto del Nazareno sempre verde che va bene anche per le feste di Natale (ride, ndr)! Questi partiti rovistano nell'immondizia di se stessi, invece di parlare del Paese parlano solo di come riuscire ad arrivare a quelle maledette poltrone».


A parole “grosse” Silvio Berlusconi aveva accolto ieri la proposta di Renzi e del Pd di una nuova legge elettorale che sia sostanzialmente il Mattarellum - “Renzi è un baro“ - oggi replica con maggior pacatezza, come si suol dire “di governo” invece che “di lotta”, il Governatore della Liguria Giovanni Toti. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex consigliere di Berlusconi commenta la possibile scelta del Pd sul Mattarellum con toni meno accesi di quelli dell’ex Cav: «l presidente Berlusconi ha detto di essere pronto a collaborare su una legge elettorale condivisa ma ora il Partito democratico non può dirci: "prendere o lasciare" il Mattarellum. Perchè così il Pd ripeterebbe gli errori tragici fatti in questa legislatura, con l'Italicum e le riforme approvate notte tempo e a colpi di fiducia». Come dire, il tavolo può essere realizzato ma non con ultimatum come avvenuto con l’Italicum durante il Patto del Nazareno Renzi-Berlusconi. «l Mattarellum può essere una base di discussione. Resta da chiedersi, però, se un sistema nato per uno schema bipolare possa considerarsi efficiente anche in un sistema compiutamente tripolare», con il rischio di produrre un vincitore parziale e con soglie di rappresentanza “falsate”, sempre secondo Toti e Forza Italia.
Mattarellum dopo Italicum: la novità politica di ieri è assolutamente la legge elettorale proposta da Renzi all’Assemblea del Pd. Stante la sconfitta del referendum che boccia il “combinato disposto” con la legge elettorale approvata dal governo Renzi la scorsa primavera, il Partito Democratico ha votato la relazione e proposta del segretario quasi all’unanimità per presentare la proposta del Mattarellum alle opposizioni. «Alle altre forze politiche chiediamo di non fare melina sulla legge elettorale. Abbiamo messo la fiducia sull'Italicum per chiuderla, perché sono venti anni che non si chiude. Vogliamo l'ultima occasione di maggioritario o scivoliamo verso il proporzionale? Vi propongo di andare a guardare le carte sull'unica proposta che ha la possibilità in tempo breve, che ha visto vincere centrosinistra e centrodestra, ha visto vincere l'Ulivo di Prodi e porta il nome di Mattarella. Andiamo a vedere, il Pd c’è». La minoranza ci sta, almeno a parole, mentre per le opposizioni è spaccatura abbastanza netta: la “destra” approva, anche  per andare al voto subito con il “male minore”, «Scegli tu la legge elettorale che vuoi e andiamo a votare il prima possibile. Se lui vuole il Mattarellum a me va benissimo. Una cosa sola condivido con Renzi: il fatto che gli italiani debbano votare il prima possibile, con qualunque legge elettorale», commentano Salvini e Meloni con Lega Nord e Fratelli d’Italia disponibili. Movimento 5 Stelle e Forza Italia non ci stano per due motivi diversi: i grillini perché vogliono l’Italicum corretto anche al Senato per andare al voto subito con una legge elettorale che li “avvantaggerebbe” dall’altro Berlusconi vuole un proporzionale puro per poter non essere vincolato dai compagni-coltelli Salvini e Meloni. La parola al Parlamento con un’unica vera domanda: quando saranno le elezioni?


Sulla Legge Elettorale proposta dal Pd ieri, rinominata “Mattarellum”, la politica si riscopre divisa tra le due fazioni: maggioritario o proporzionale? Come ricorda il sito di Repubblica, «Il Mattarellum è un sistema misto, nato dopo il referendum del 1993 con il quale gli italiani votarono a favore dell'abrogazione del proporzionale. Si passò dunque a un sistema elettorale misto a prevalenza maggioritario: 475 seggi per la Camera e 232 per il Senato vengono assegnati secondo un meccanismo maggioritario a turno unico: viene eletto parlamentare il candidato che ha riportato la maggioranza relativa dei suffragi nel collegio». Ma nello specifico cosa prevede la legge elettorale che prende il nome dal suo ideatore, proprio l’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella? Per quanto riguarda alla Camera, l'elezione del 75% dei deputati con collegi uninominali e il restante 25% con un sistema proporzionale. Per la parte maggioritaria viene eletto il candidato che ottiene più voti. Nel proporzionale, dove non si esprime la preferenza, accedono alla suddivisione dei seggi le liste che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%. Prima della ripartizione occorre però applicare il meccanismo dello scorporo, per cui alla lista vengono sottratti i voti ottenuti dal candidato ad essa collegato che ha vinto nel collegio. Sul Senato invece la partita è ovviamente diversa, con i i tre quarti dei seggi vengono assegnati col sistema maggioritario, in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico. Per il restante quarto dei seggi, si applica il metodo proporzionale. Con il Mattarellum sono stati eletti sia il centrodestra che il centrosinistra, si favorisce in sostanza il bipolarismo con anche l’incentivo giusto per la nascita di coalizione ampie e di alleanze elettorali che però possono anche non essere compatte per tutta la legislatura.

19 DICEMBRE 2016

Fonte: qui

sabato 17 dicembre 2016

I PARLAMENTARI SONO TUTTI ABUSIVI E DELINQUENTI




Infatti come si evince dalla sentenza 01/2014 della Consulta sulla legge elettorale denominata "porcellum", l'alta Corte ha eccepito pure sulle liste bloccate, pertanto sono tutti abusivi e delinquenti come da Noi detto.

Estratto dalla Sentenza 01/2014 della Consulta:

"In definitiva, è la circostanza che alla totalità dei parlamentari eletti, senza alcuna eccezione, manca il sostegno della indicazione personale dei cittadini, che ferisce la logica della rappresentanza consegnata nella Costituzione. Simili condizioni di voto, che impongono al cittadino, scegliendo una lista, di scegliere in blocco anche tutti i numerosi candidati in essa elencati, che non ha avuto modo di conoscere e valutare e che sono automaticamente destinati, in ragione della posizione in lista, a diventare deputati o senatori, rendono la disciplina in esame non comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per una parte dei seggi, né con altri caratterizzati da circoscrizioni elettorali di dimensioni territorialmente ridotte, nelle quali il numero dei candidati da eleggere sia talmente esiguo da garantire l’effettiva conoscibilità degli stessi e con essa l’effettività della scelta e la libertà del voto (al pari di quanto accade nel caso dei collegi uninominali).

Le condizioni stabilite dalle norme censurate sono, viceversa, tali da alterare per l’intero complesso dei parlamentari il rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti. Anzi, impedendo che esso si costituisca correttamente e direttamente, coartano la libertà di scelta degli elettori nell’elezione dei propri rappresentanti in Parlamento, che costituisce una delle principali espressioni della sovranità popolare, e pertanto contraddicono il principio democratico, incidendo sulla stessa libertà del voto di cui all’art. 48 Cost. (sentenza n. 16 del 1978).
Deve, pertanto, essere dichiarata l’illegittimità costituzionale degli artt. 4, comma 2, e 59 del d.P.R. n. 361 del 1957, nonché dell’art. 14, comma 1, del d.lgs. n. 533 del 1993, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati, al fine di determinarne l’elezione."

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E NON SOLO ....

La Corte dedica un'intera pagina di sentenza a spiegare cosa sia e cosa implichi il #principio_di_continuità dello Stato.
E richiama due esempi di applicazione di tale principio:
*) la #prorogatio dei poteri delle Camere, a seguito delle nuove elezioni, finché non vengano convocate le nuove (art. 61 Cost.);
*) la possibilità delle Camere #sciolte di essere appositamente convocate per la conversione in legge di decreti legge (art. 77 comma 2 Cost.).

La Corte assimila pertanto le Camere a quelle in regime di prorogatio, che siano state GIÀ SCIOLTE e siano in attesa dell'insediamento delle nuove (art. 61).
E chiarisce che questo parlamento opera con legittimazione depotenziata - e circoscritta all'adozione dei soli atti urgenti e indifferibili (qual è la legge elettorale, che non può mancare in una democrazia parlamentare) - quando pone l'ulteriore parallelo con le Camere GIÀ SCIOLTE che si riuniscano in via straordinaria per la conversione dei decreti-legge (art. 77).

Per la Consulta questo Parlamento È DA RIGUARDARE IN DEFINITIVA ALLA STREGUA DELLE CAMERE #GIÀ_SCIOLTE, e negli esempi in disamina, il «principio fondamentale della continuità dello Stato» incontra limiti di tempo assai brevi: #non_più_di_tre_mesi, nell'ipotesi di "prorogatio" dei poteri delle Camere, #due_mesi quale limite massimo per la conversione dei decreti legge.

Al di là della elencazione espressa, riferita agli artt. 61 e 77 Cost., la Consulta:
*) parla espressamente di "prorogatio" e di Camere "giá sciolte";
*) evidenzia col virgolettato l'inciso:«...finchè le nuove Camere non si siano insediate»;
*) Per ben due volte nella stessa pagina ripete il riferimento agli atti che le camere adotteranno«prima di nuove consultazioni elettorali».

È chiaro, insomma, il riferimento ad elezioni da indire il prima possibile, per interrompere il regime di prorogatio in cui opera un Parlamento formato con "grave violazione della sovranità popolare".


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Il Comitato per la legalità ed il 9 Dicembre Forconi presentano la formale denuncia presso la Procura di Roma contro i parlamentari






Ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per potere continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli”( Gen. Carlo Alberto dalla Chiesa)


9 Dicembre Forconi - Comitato per la legalità 

COMUNICATO STAMPA

In data odierna una delegazione del “Comitato per la Legalità”, con il Generale Antonio Pappalardo, si è presentato dal Procuratore della Repubblica di Roma, dott. Pignatone, al quale ha consegnato l’allegato esposto denuncia, in cui è ben evidenziato che i delinquenti sono i parlamentari abusivi dal 2014, che hanno rubato alle casse dello Stato oltre 900 milioni di euro.
E’ stato precisato che la Corte Costituzionale ha indicato nella sua sentenza, con cui è stata dichiarata incostituzionale la legge elettorale “Porcellum”, che i parlamentari potevano rimanere in carica nel segno della continuità dello Stato, per portare a termine l’attività in quel momento in essere e per modificare la legge elettorale. Ma la continuità dello Stato è saltata nel momento in cui i parlamentari si sono pervicacemente attaccati alle poltrone per ben oltre un ragionevole periodo di tempo di un anno e dopo aver formato un nuovo governo nel febbraio 2014 con Renzi, tentando in modo eversivo a colpi di maggioranza di modificare la Costituzione.
Ora siamo oltre ogni logica e completamente fuori dallo Stato di diritto, visto che con il governo Gentiloni gli abusivi intendono rimanere ancora un altro anno.

E’ stato ribadito che i Forconi si sono limitati ad arrestare una persona, che si è qualificata come onorevole, coperta da immunità.

L’arresto è stato operato sulla base dei reati di:
  1. Usurpazione di potere politico”, art. 287 c.p., che punisce “chiunque usurpa un potere politico, ovvero persiste nell’esercitarlo indebitamente”, che prevede la pena della reclusione da sei a quindici anni;
  2. Attentato ai diritti politici del cittadino”, art. 294 c.p.,  che punisce “chiunque con violenza, minaccia o inganno, impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico”, che prevede la pena della reclusione da uno a cinque anni;
  3. Associazione a delinquere”, art. 416 c.p.,che punisce “tre o più persone che si associano allo scopo di commettere più delitti”, che prevede la pena della reclusione da tre a sette anni.
Al Procuratore della Repubblica è stato fatto presente che è stata inviata l’allegata lettera al Capo della Polizia, ai Capi di Stato Maggiore Militare e ai Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza perché procedano a perseguire reati così gravi.
Sono state, altresì, inviate lettere a Papa Francesco, al Presidente del Parlamento Europeo, alla Corte dei diritti dell’Uomo e all’Alta Corte di Giustizia Europea, affinché siano ripristinate in Italia legalità, libertà e democrazia.

Il Comitato per la Legalità ha ribadito al Procuratore della Repubblica di Roma che se le autorità preposte non procedono nei confronti dei parlamentati abusivi sarà il popolo ad agire nelle forme previste dalla legge e dalla Costituzione.
Il Procuratore Pignatone ha risposto che esaminerà con molta attenzione gli atti prodotti.

Abbiamo dato mandato ai nostri legali di querelare tutti coloro che definiscono delinquenti e squadristi cittadini che stanno compiendo il loro dovere, in assenza di provvedimenti delle autorità competenti.

Roma, 15 dicembre 2016


Antonio Pappalardo, Danilo Calvani, Francesco Puttilli, Adolfo Bottiglione



venerdì 16 dicembre 2016

Per Maietta (Fdi) arresto senza fretta: tempi lunghi per decidere sul carcere

I magistrati vogliono mandare dietro le sbarre il deputato di Fratelli d’Italia. Ma l’organo chiamato all’istruttoria è guidato dal collega di partito La Russa(soggetto che ben conosciamo, clicca qui).

E prima di un pronunciamento passeranno mesi. Come mostrano i primi passi. E i precedenti di Genovese e Galan
Pasquale Maietta
Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di abuso d’ufficio, falso ideologico, turbativa d’asta e concussione: sono le pesanti accuse che coinvolgono il deputato di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta, coinvolto in un’inchiesta su una serie di appalti truccati a Latina . Per il parlamentare il gip ha chiesto il carcere ma i tempi perché Montecitorio si pronunci, come accade spesso , si preannunciano estremamente lunghi.

Malgrado la gravità degli addebiti e l’urgenza di una risposta in tempi rapidi alla magistratura, la prima seduta della Giunta delle autorizzazioni di Montecitorio - guidata da Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia come Maietta - è in calendario giovedì 24 novembre. Motivo: prima di quel giorno non ci sono sedute d’Aula, a eccezione del question time mercoledì pomeriggio, e quindi non è possibile assicurare la presenza dei commissari. In pratica la nomina del relatore incaricato di occuparsi della vicenda, per quanto sia un atto meramente formale, arriverà a dieci giorni dall’arrivo della richiesta di arresto a Montecitorio.

vedi anche:

Onorevole inquisito? Non c'è fretta
La melina delle Camere che rallenta i giudici

Due anni di attesa per le intercettazioni di Verdini. Quasi uno per quelle dell'Ncd Azzollini. Sei mesi (finora) per l'autorizzazione nei confronti dell'ex ministro Matteoli e tempi ancora vaghi per le offese di Calderoli alla Kyenge. Quando è indagato un suo componente, il Parlamento se la prende comoda

Chi sarà il prescelto? La decisione, prettamente politica, spetta proprio all’ex ministro La Russa, che potrebbe anche tenere per sé quel ruolo: è già accaduto quando si è trattato di concedere l’uso di alcune intercettazioni di Silvio Berlusconi nel filone barese del processo sulle escort. Di certo, da questo sarà possibile intuire quale sarà l’andamento dei lavori. Ad esempio quando si trattò di stabilire se carcerare il democratico Francantonio Genovese, come chiedevano i magistrati di Messina (e il Pd), La Russa scelse come relatore l’alfaniano Antonio Leone, che era notoriamente contrario. E non è inverosimile che anche stavolta l’ex ministro guardi fra i commissari di centrodestra (uno dei nomi cui è ricorso più di frequente è il fittiano Gianfranco Chiarelli).

Nominato il relatore, ci vorranno almeno un altro paio di settimane prima di affrontare la questione nel merito: il tempo necessario a leggere la documentazione trasmessa dal gip, nonostante sia stata inviata in Parlamento contestualmente alla richiesta di arresto. E poi? Poi inizierà la discussione, con la possibilità di chiedere documentazione integrativa alla magistratura o ascoltare l’indagato, con l’ex ministro La Russa che avrà un ruolo di primo piano nella definizione e gestione dei tempi. Anche alla luce del fatto che decisiva sarà la posizione del Pd, che in Giunta conta 11 membri su 21 e alla Camera ha la maggioranza assoluta dei seggi. Eppure nulla è scontato e una defezione è già prevista: quella del deputato democratico Danilo Leva, di professione avvocato. Un suo collega di studio difende uno degli indagati a piede libero e il parlamentare non intende partecipare ai lavori della Giunta per questioni di opportunità.

Guardando ai precedenti e buttando un occhio al calendario un’idea, se non altro per difetto, è comunque possibile averla. Con Genovese e Galan, prima che l’Aula di Montecitorio concedesse l’autorizzazione all’arresto, ci sono volute sette sedute della Giunta e due mesi di tempo. Se si considerano i possibili sconvolgimenti provocati dal referendum del 4 dicembre, l’impegnativa sessione di bilancio, la possibilità di pratiche dilatorie e la pausa natalizia (che l’anno scorso durò quasi tre settimane), è assai probabile che con Maietta ci vorrà ancora più tempo.

Fonte: qui