9 dicembre forconi: parlamentari
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sabato 12 ottobre 2019

ALTRO CHE APRIRE IL PARLAMENTO COME UNA SCATOLETTA: I M5S HANNO TAGLIATO UN PO’ DI POLTRONE MA NON I COMMESSI, CHE COSTANO 750 MILIONI L’ANNO (E IN ARRIVO CI SONO ALTRE 360 ASSUNZIONI)

QUESTO TONNO È PROPRIO BUONO!

PIÙ FACILE ELIMINARE I PARLAMENTARI CHE TOGLIERE QUALCHE EURO AI DIPENDENTI, DIFESI DA NOVE SIGLE SINDACALI.

ANCHE DI MAIO VOLEVA ABOLIRE I BARBIERI DELLA CAMERA ED ORA NE È UN ASSIDUO CLIENTE…

Paolo Bracalini per ''il Giornale''
APRISCATOLE M5SAPRISCATOLE M5S

Si tagliano un po' di parlamentari ma non si toccano i dipendenti di Camera e Senato, il vero fortino di privilegi che il M5s però ha deciso di non inimicarsi.

Eppure gli stipendi del personale pesano molto più di quelli dei 345 parlamentari eliminati. Parliamo di cifre astronomiche: 180 milioni di euro per gli emolumenti del personale solo della Camera, altri 99 milioni per i loro colleghi del Senato. Se si aggiunge la spesa per le pensioni degli ex dipendenti arriviamo a livelli da manovra finanziaria: 460milioni di euro alla Camera in un anno, pari a circa metà dell'intero bilancio del 2018. Altri 145milioni di euro per gli ex addetti del Senato andati in pensione. In tutto: 750 milioni di euro. Finora i dipendenti del Palazzo hanno sempre sfangato ogni tentativo di calmierare i loro stipendi, cresciuti del 50% negli ultimi 13 anni di crisi (ma non per loro).

DI MAIO SCORTADI MAIO SCORTA

Nel 2014 una delibera dell'Ufficio di presidenza aveva stabilito dei tetti massimi per gli stipendi del personale. Tetti molto generosi: 172mila euro l'anno per gli stenografi, 99mila euro per i commessi, 166mila euro per i segretari, 240mila euro (il compenso del capo dello Stato) per i consiglieri parlamentari. Un affronto intollerabile per i dipendenti di Camera e Senato che hanno mitragliato una serie di ricorsi e alla fine sono riusciti a sventare il ritocco. Che infatti è stato giudicato valido soltanto tre anni.

Dal 1 gennaio dell'anno scorso - nel silenzio dei grillini che volevano «aprire il Parlamento come una scatola di tonno» e invece il tonno hanno imparato ad apprezzarlo -, commessi, uscieri, barbieri, stenografi, tecnici, ragionieri, assistenti e consiglieri sono tornati a guadagnare come top manager di una multinazionale, con progressioni automatiche di retribuzione impressionanti per cui ogni dieci anni in sostanza raddoppiano lo stipendio. Basti guardare il documento pubblicato dal sito della Camera con il Quadro delle retribuzioni annue lorde dei dipendenti suddivise per anzianità e qualifica.

commessi cameraCOMMESSI CAMERA

Un documentarista appena assunto prende 40mila euro, dopo dieci anni di lavoro lo stipendio gli vola in modo automatico a 81mila euro, dopo altri dieci sale inesorabilmente fino a 155mila, se poi la salute regge e rimane alla Camera fino al 30esimo anno di anzianità si porta a casa 214mila euro, per arrivare a fine carriera a 240mila euro. Mentre il commesso dovrà accontentarsi di soli 140mila euro. E poi c'è il paradosso. Il giorno in cui si tagliano i parlamentari, le Camere sono pronte ad assumere altre 360 persone tra consiglieri, segretari, documentaristi, e assistenti. Bandi freschi freschi.

E i Cinque Stelle che festeggiano con forbici giganti di cartone per i risparmi del taglio dei parlamentari, che dicono? Il presidente grillino Fico lo aveva fatto capire fin dal suo insediamento, gli stipendi dei dipendenti di Montecitorio sono «costi della democrazia», quindi da non toccare. L'unico intervento della presidenza ha riguardato le pensioni, con il blocco delle pensioni anticipate per i dipendenti della Camera a partire dal 2022 e poi un taglio di quelle in essere, sopra i 100mila euro, come per i normali pensionati italiani peraltro. Ma sul ricco piatto degli stipendi dei dipendenti non si è mossa più una foglia.
Più facile tagliare i parlamentari che togliere qualche euro ai dipendenti, difesi da nove sigle sindacali. Anche Di Maio voleva abolire i barbieri della Camera ed ora ne è un assiduo cliente. Questo tonno è veramente di qualità, val la pena approfittarne.

APRISCATOLE IN SENATO FOTO TWITTER BEPPE GRILLOAPRISCATOLE IN SENATO FOTO TWITTER BEPPE GRILLO

Fonte: qui

giovedì 4 luglio 2019

IL SISTEMA CASALEGGIO – LA DEPUTATA ESPULSA DAL M5S VERONICA GIANNONE: “I PARLAMENTARI SONO MONITORATI COSTANTEMENTE. CI DICONO ENTRATE, STATE SEDUTI, APPLAUDITE. UNA VOLTA ERO A PRANZO CON UN AMICO E LA COMUNICAZIONE MI MANDÒ UN MESSAGGIO PER SAPERE CHI FOSSE”


Monica Guerzoni per www.corriere.it

veronica giannoneVERONICA GIANNONE
Lacrime, sospetti e accuse. La cacciata di due deputate, Veronica Giannone e Gloria Vizzini, apre un nuovo strappo nella tela di Luigi Di Maio e rivela quanto profonda sia la sofferenza di tanti parlamentari del Movimento Cinque Stelle. Dopo aver versato tutte le sue lacrime, Giannone accusa il gruppo dirigente e getta luce sull’area del dissenso: «Di lamenti ne ho sentiti tanti. Moltissimi colleghi sono insofferenti e mi hanno confessato la tentazione di dimettersi da deputato. Ma ci vuole coraggio».

«Ti attaccano sul privato»
GLORIA VIZZINIGLORIA VIZZINI
Ci ha pensato anche lei, quando ha letto sul Blog delle Stelle di essere stata accompagnata alla porta senza una telefonata, una mail, un sms: «Ho pianto molto, è stata la cosa più brutta che potesse capitarmi. Ma dimettersi sarebbe una sconfitta per una come me, che ama combattere. Qualche mese fa, quando non riuscivo a digerire le norme di Salvini, avevo persino abbozzato la lettera di dimissioni. Poi parlando con mio marito ho deciso di restare».
LUIGI DI MAIO E DAVIDE CASALEGGIOLUIGI DI MAIO E DAVIDE CASALEGGIO








Per lo stipendio? «No, per le idee — smentisce le insinuazioni Giannone —. Ti attaccano sul privato, ti costringono a rispondere di cose che non hai fatto, ti fanno apparire attaccata ai soldi». Laura Castelli ha detto che la mandano via perché da ottobre 2018 non restituisce parte dei compensi al Movimento, è così? «Premesso che saranno una sessantina i parlamentari che non restituiscono, io non ho nulla da nascondere. Invece di donarli al microcredito ho versato 6.000 euro a un ente collegato all’ospedale Bambino Gesù, perché un compagno di mio figlio, che ha 7 anni, è ammalato di glioma al cervello».
luigi di maio davide casaleggioLUIGI DI MAIO DAVIDE CASALEGGIO

Deputata «molto provata»
La deputata pugliese è «molto provata» e accetta di sfogarsi con il Corriere: «Non eravamo quelli che dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno? Quelli che stavano ai gazebo, in mezzo alla gente? Adesso vedo tante presentazioni in grandi alberghi, ci stiamo allontanando dalle origini». Gloria Vizzini ha la stessa rabbia addosso per le modalità «disumane, ciniche e vergognose» del benservito: «Sa molto di tribunale giacobino da quattro soldi».

elena fattoriELENA FATTORI








Per l’insegnante silurata, che chiederà «un incontro a porte chiuse con il presidente Roberto Fico», Di Maio «è uno yesman che si è sottomesso a Salvini» e loro hanno subito una «punizione esemplare» per non aver seguito la linea del capo. Perché non la senatrice Elena Fattori, che ha votato molte più volte in dissenso? «La chiave di tutto è il tornaconto — risponde Vizzini —. Il senatore Lello Ciampolillo non rendiconta da molto tempo e non lo cacciano per non far mancare i voti al Senato».

«Applaudite, non parlate»
ROBERTO FICO - GIULIA SARTI - LUIGI DI MAIOROBERTO FICO - GIULIA SARTI - LUIGI DI MAIO
Il Movimento ha cambiato pelle, concordano le due deputate approdate nel gruppo Misto. Si è «appiattito sulla Lega» ed è per questo, accusano, che ha perso sei milioni di voti. Vizzini denuncia «comportamenti illiberali» e Giannone, che rivendica di essere restata fedele alle battaglie su Ilva, Tap e Xylella, invita gli ex colleghi a chiedersi chi comanda nel M5S: «Io non saprei rispondere. Ma perché il gruppo che sta attorno a Di Maio ha tutto questo potere? Casalino, Dettori, probabilmente anche Casaleggio. E perché non si può esprimere democraticamente il proprio pensiero?».
ROBERTO FICOROBERTO FICO






I parlamentari sono monitorati? «Sì, costantemente. Ci dicono entrate, state seduti, applaudite, non parlate... Una volta ero a pranzo fuori con un amico e la Comunicazione mi mandò un messaggio per sapere chi fosse». La grande epurazione è solo all’inizio. I probiviri preparano oltre cento espulsioni e la lettura di Giannone non è incoraggiante: «Il gruppo dirigente è debole e ha paura del confronto, per questo invece di confrontarsi cacciano le persone. Questa cicatrice me la porterò sempre nel cuore».

Fonte: qui

venerdì 15 marzo 2019

PARLAMENTARI M5S FURIOSI PERCHE’ D’ORA IN POI I 2MILA EURO AL MESE CHE DEVONO DECURTARE DALL'INDENNITÀ NON SARANNO PIÙ VERSATI NÉ AL FONDO PUBBLICO PER LE PMI, NÉ ALLA PROTEZIONE CIVILE MA A UN CONTO INTESTATO A DI MAIO E AI DUE CAPIGRUPPO DI CAMERA E SENATO, FRANCESCO D'UVA E STEFANO PATUANELLI…

Francesco Lo Dico per “il Messaggero”
luigi di maio davide casaleggioLUIGI DI MAIO DAVIDE CASALEGGIO

«Vergognoso». «I soldi dei nostri stipendi in un conto privato: inaccettabile». «Io voglio restituire allo Stato, non a Di Maio per finanziare la propaganda del M5s». Nelle chat dei parlamentari a 5 Stelle, la rivolta contro i nuovi rimborsi scoppia mercoledì pomeriggio, quando sulle mail di deputati e senatori si affaccia una stringata comunicazione dell' help desk di Rousseau. Oggetto: le restituzioni. Per Luigi Di Maio l' ennesima grana, che arriva proprio quando si allungano i tempi della ristrutturazione del M5S annunciata dopo la débâcle in Abruzzo ma finora duramente osteggiata nei territori. La svolta è stata messa in «pausa» dopo l' incontro tra Di Maio e Roberto Fico, leader dell' ala ortodossa e presidente della Camera.
STEFANO PATUANELLI M5SSTEFANO PATUANELLI M5S





LA GRANA
Torniamo ai rimborsi. Perché i parlamentari si sono infuriati? Tutto accade mercoledì, appunto, quando la piattaforma di Casaleggio jr. avverte deputati e senatori che d' ora in poi i 2mila euro al mese che ciascuno di loro è obbligato a decurtarsi dall' indennità, non dovranno più essere versati né al fondo pubblico per le Pmi com' era avvenuto in passato, né al conto della Protezione civile com' era successo per il trimestre luglio-settembre 2018 per aiutare gli alluvionati.

Per le nuove rendicontazioni che arrivano fino a febbraio 2019 - e che devono essere effettuate entro il 10 maggio - c'è un nuovo Iban, informa la mail di Rousseau. Un nuovo numero di conto corrente. Che però stavolta è privato ed è intestato a tre persone: il capo politico Luigi Di Maio e i due capigruppo alla Camera e al Senato, Francesco D' Uva e Stefano Patuanelli. «Di fronte alla protesta, Luigi si era impegnato a rivedere insieme a noi il meccanismo racconta un parlamentare grillino ma la mail è l' ennesima prova che siamo stati scavalcati».
Francesco D UvaFRANCESCO D UVA

Del M5S Di Maio è fondatore, ma anche tesoriere. Ma nessuno, a onor del vero, dubita della sua integrità, né di quella del direttivo. Ma dove finiranno i rimborsi? Nessuno lo sa per certo. Probabilmente toccherà agli iscritti su Rousseau ratificare i beneficiari individuati dai vertici. Ma la prospettiva di donazioni calate dall' alto proprio non va giù. «Se l' obiettivo è questo è la polemica che divampa nelle chat - smettiamola con la storia delle restituzioni ai cittadini, e chiamiamole con il loro vero nome: spese per la propaganda di partito». La controproposta? Individuare i destinatari dei nuovi rimborsi a maggioranza, in assemblea congiunta.

Fonte: qui

domenica 3 marzo 2019

IL MITO DELLA TAVERNA - LE SPESE PAZZE DEI GRILLINI IN PARLAMENTO: CE NE VUOLE A SPENDERE 17.750 EURO PER TELEFONO E INTERNET IN CINQUE ANNI


MA LA SENATRICE TAVERNA  PUO' QUESTO E ALTRO, COME FARSI RIMBORSARE 12.000 LITRI DI BENZINA PER FARE 176.000 CHILOMETRI. MA SOLO 14,49 EURO DI PEDAGGI 

MARTA GRANDE HA SPESO 131MILA EURO IN AFFITTO, IL SENATORE CIAMPOLILLO 28MILA EURO IN TAXI. 
CHE VERGOGNA!!!




Alessandra Ziniti per www.repubblica.it

di maio con paola tavernaDI MAIO CON PAOLA TAVERNA
Deve essere davvero difficile spendere 17.751 euro per telefono e internet in cinque anni senza neanche comprare un cellulare di ultimissima generazione. Eppure Paola Taverna, oggi vicepresidente del Senato del M5S c'è riuscita: 15.073 in ricariche e abbonamenti, 673 per internet e chiavetta wi fi e il resto in accessori. Fanno quasi 3.500 euro all'anno, quasi 300 euro al mese.

"Non so se telefona ai marziani o se si fa predire il futuro da cartomanti a 20 euro al minuto, ma io ne spendo 120 all'anno, minuti e giga illimitati. Se vuole posso darle una mano a cambiare piano", scrive su twitter Marco Furfaro di Sel postando la schermata relativa alle spese telefoniche della Taverna, pubblicata sul sito www.maquantospendi.it che riporta le spese ufficiali della scorsa legislatura dei parlamentari del M5S. "Il sito - si legge sulla home page - fornisce un'analisi grafica dei rendiconti del parlamentari del Movimento 5 stelle dall'inizio della legislatura. I dati sono quelli ufficiali pubblicati sul sito www.tirendiconto.it e riguardano i parlamentari che risultano ancora iscritti al M5S".
paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA IO NUN SO UN POLITICOOOO

Basta fare un giro tra le dettagliate voci di spesa riportate per fare altre scoperte e constatare che il costo della politica per deputati e senatori del M5S è davvero alto. Altro che risparmio. Ancora Paola Taverna. Oltre alle telefonate astronomiche sembra che non faccia altro che macinare chilometri in macchina, la sua macchina ovviamente. In carburante ha speso ben 20.501 euro, quanti ne servono ad acquistare quasi 12.000 litri di benzina. Una quantità con la quale dall'inizio della legislatura ad oggi può aver percorso 176.000 chilometri. E deve averli fatti quasi tutti in ambito cittadino perchè in pedaggi autostradali ha speso solo 14,49 euro. Spostamenti convulsi ai quali si aggiungono anche quelli in taxi: 14.381 euro portati a rendiconto.
paola taverna by lughino socialisti gaudentiPAOLA TAVERNA 

A fare buona compagnia in cima ai rendiconti di spesa in quasi tutte le categorie previste dal sito del M5S c'è anche Barbara Lezzi, 46 anni, oggi ministra per il Sud. Nonostante l'auto blu, ha rendicontato spese di carburante per 27.258 euro e zero scontrini di pedaggi autostradali. La Lezzi, però, deve viaggiare molto anche in bus e metro perchè ha portato a rendiconto a questa voce 3.140 euro.

PAOLA TAVERNAPAOLA TAVERNA


Nonostante sia di Civitavecchia, per la sua attività di deputato a Roma, Marta Grande, 31 anni, ha speso 131.000 di alloggio dall'inizio della legislatura svettando in cima alla classifica. Anche lei telefona molto, non ai livelli della Taverna ma sempre 14.692 euro di spese telefoniche .  Una bella cifra se si fa ad esempio il paragone con il capo politico del movimento. Luigi Di Maio di telefono ha rendicontato solo 4.423 euro . Ed è un altro dato rilevante: tutti i big del Movimento stanno nelle parti basse delle classifiche delle cifre rendicontate.

Una citazione anche per gli aficionados dei taxi. Qui il primato tocca al senatore Lello Ciampolillo, quasi 28.000 euro. Ma anche Laura Castelli non scherza con i suoi 26.825 da inizio legislatura ad oggi.

Fonte: qui

“DIBBA” PER LEGALI E CONSULENTI HA SPESO OLTRE 55MILA EURO IN 57 MESI 
DI BATTISTA HA ELARGITO PIÙ DEL DOPPIO DEL COLLEGA ROBERTO FICO CHE SI È FERMATO A 24MILA EURO 
NEL 2013, QUANDO IL MOVIMENTO È ENTRATO IN PARLAMENTO, LA TRUPPA GRILLINA HA SPESO 282 MILA EURO PER L'ACQUISTO DI TABLET E PC…
Pasquale Napolitano per “il Giornale”
ALESSANDRO DI BATTISTAALESSANDRO DI BATTISTA

Gli avvocati dell' ex parlamentare Alessandro Di Battista sono costati allo Stato italiano mille euro al mese. Prima della lunga vacanza, tra Messico, San Francisco, e Guatemala, il Dibba è stato un deputato, molto attivo, dei 5 Stelle. Attività che in molti casi ha avuto bisogno dell' aiuto di un consulente legale. Al punto da spendere, dal budget destinato agli onorevoli, 55.837,33 in 57 mesi: mille euro ogni 30 giorni per pagare gli avvocati che assistevano e supportavano il deputato rivoluzionario nell' attività legislativa. Il primato del Che grillino emerge dal report sulle spese di deputati e senatori M5s realizzato dal sito maquantospendi.it.
ALESSANDRO DI BATTISTAALESSANDRO DI BATTISTA

Una spesa obbligatoria per il secondo astro nascente del M5s: Di Battista, infatti, dopo la maturità scientifica, ha intrapreso all' Università Roma Tre un percorso di studi in materie artistiche. Prima di conseguire un master in Tutela internazionale dei diritti umani. Precedentemente aveva avuto esperienze come animatore nei villaggi vacanza. Dunque, nessun feeling con leggi e manuali di diritto. A giudicare dalle somme spese, sono stati, però, tanti i parlamentari sulla stessa barca del Dibba: il M5s ha impegnato 628.048,92 euro in 57 mesi. Con una media di 13mila al mese.

roberto fico alessandro di battistaROBERTO FICO ALESSANDRO DI BATTISTA
La palma del più generoso con i consulenti legali va a Di Battista, che nella passata legislatura ha speso più del doppio del collega Roberto Fico: il presidente della Camera si è fermato a 24mila euro. In orbita del Dibba c' è stato Stefano Vignaroli che ha consumato 35.150,00 euro. Alle spalle si sono piazzati Tatiana Basilio (30.917,22) e Francesco Carriello (26.533,40).

Il capo politico del M5s Luigi Di Maio, che nella passata legislatura è stato vicepresidente della Camera, ha speso per la consulenza legale appena 3.604 euro. Ma cosa avrà fatto Di Battista con gli avvocati? Il sito non chiarisce la natura del rapporto. Sicuramente, avranno fornito supporto giuridico su proposte di legge, mozioni e interrogazioni. Per le consulenze di altra natura, il Dibba ha invece speso complessivamente, nella passata legislatura, 68.606,37 euro.
alessandro di battista e luigi di maioALESSANDRO DI BATTISTA E LUIGI DI MAIO

Mentre il M5s ha impegnato risorse per 3.102.500,85 euro per distribuire incarichi esterni.
Nella spesopoli della casta grillina spunta un' altra voce che fa cadere l' abito del francescano per gli onorevoli: l'acquisto di pc. Nel 2013, quando il Movimento è entrato in Parlamento, era praticamente impossibile trovare qualcuno che non possedesse un pc. Eppure, i parlamentari dei 5 stelle non hanno rinunciato a comprarne uno nuovo.

La truppa grillina ha speso 282.907,07 per l' acquisto di tablet e pc: la media di 5.893,90 euro al mese. Il più spendaccione è stato Sergio Battelli, oggi promosso tesoriere del gruppo parlamentare: per il fido di Davide Casaleggio un impegno di 12.745,23 per dotare il proprio ufficio di nuovi pc. Anche per Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze, pc e materiale informatico per 10.195,21. Per il vicepremier Di Maio il budget utilizzato è stato di 8mila euro circa. Il più avaro resta Fico, che ha utilizzato appena 3mila e 800 euro per nuovi pc. Già all' epoca, forse, c' erano i segnali di una spaccatura nel M5s. Tra francescani e spendaccioni.

Fonte: qui

lunedì 18 febbraio 2019

TARANTO - CONTESTATI DEPUTATI M5S: 'SIETE MORTI, DOVETE SPARIRE'

CHI DI POPOLO FERISCE DI POPOLO PERISCE 
VIDEO: DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO DOVE IN CAMPAGNA ELETTORALE GRILLO E DI BATTISTA PROMETTEVANO DI CHIUDERE L’ILVA E CONVERTIRLA IN UN MEGA PARCO VERDE, SALVO POI FARE RETROMARCIA 
TRE DEPUTATI A UN COMIZIO SUL REDDITO DI CITTADINANZA,  CON POSTER “SE LO DICIAMO LO FACCIAMO”, SONO STATI TRAVOLTI DAGLI INSULTI: “SIETE MORTI, DOVETE SPARIRE, CI AVETE PRESO IN GIRO”

TARANTO - CONTESTATI DEPUTATI M5S: 'SIETE MORTI, DOVETE SPARIRE'






ASSEMBLEA NELLA CITTÀ DELL' ILVA, LA PIÙ GRAVE CONTESTAZIONE MAI SUBITA DAL MOVIMENTO DI GOVERNO. "BUGIARDI", "STATE COI FASCISTI", "SIETE MORTI" TARANTO, URLA E RIVOLTA CONTRO I DEPUTATI M5S
deputati m5s contestati a taranto 2DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO

Jacopo Iacoboni per “la Stampa”

«Buffoni», «bugiardi», «buu», «siete spariti da Taranto», «state coi fascisti». La Nemesi è iniziata. Il «governo del popolo» e la maggioranza del popolo vengono ferocemente umiliati e fischiati dal popolo. Il Movimento assaggia una prima anticipazione di ciò che rischia di subire a breve ovunque.

deputati m5s contestati a taranto 1DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO
Succede a Taranto, la città dell' Ilva, dove platealmente la promessa di chiudere gli impianti - il cavallo di battaglia dei cinque stelle tarantini, e in generale dei cinque stelle pugliesi, assieme ovviamente al no al gasdotto Tap - è stata clamorosamente disattesa. La gente si sente presa in giro. Non bastano più i fake account sui social per convincerla del contrario.
ilva taranto 9ILVA TARANTO

Grillo diceva che l' area sarebbe stata convertita in un mega parco verde, sul modello di quelli nordeuropei. Non è andata esattamente così. E ieri un gruppo di cassintegrati dell' Ilva, e alcuni ambientalisti, hanno presentato il primo di tanti conti che saranno amari. I deputati M5S Giovanni Vianello, Gianpaolo Cassese e Anna Macina si erano palesati in una sala conferenze di un albergo pensando a un comizio che (come stava infelicemente scritto sul mega poster del tavolo della discussione) doveva intitolarsi: «Se lo diciamo lo facciamo». Mai slogan fu più infausto.

DI MAIO TAPDI MAIO TAP
« Ci eravamo preoccupati, siete spariti, da Taranto», gli hanno gridato subito dalla sala. «No, noi ci siamo ogni giorno», ha provato a replicare - forse con un rilancio eccessivo - Vianello, e a quel punto la sala inferocita non ci ha visto più. Non è stata una buona mossa sfidarli. «Ci avete preso in giro tutti», hanno urlato i tarantini presenti, fischi, buu, grida. «Siete venuti a parlare di chiusura davanti alla fabbrica. Poi vi siete alleati con Salvini e dite che è colpa del Pd se la fabbrica continua a produrre. Siete spariti da Taranto e ora sparirete anche da Roma» .

deputati m5s contestati a taranto 4DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO
E era abbastanza impressionante vedere i cinque stelle che provavano a fare i moderati, quelli che invitano a «un pacato e civile confronto», «però fateci parlare, siete venuti per dialogare sì o no? o volete solo contestare?». Avete presente Grillo, contestato in maniera oxoniense dagli studenti alla Oxford Union, che rispose con un goffo «non siete cortesi»? Ecco, immaginatevi a Taranto la rabbia di questa gente.

luigi di maio e alessandro di battista in auto 3LUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA IN AUTO
Una donna ha raggiunto vette di ironia gridando: «Come si usa a Taranto nelle visite di condoglianze, noi abbiamo portato zucchero e caffè, perché siete morti! Morti! Via da Taranto, dovete sparire!». Applausi a scena aperta quando zucchero e caffè sono stati effettivamente consegnati agli sventurati parlamentari grillini.
deputati m5s contestati a taranto 3DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO






Non era finita. «Cosa voterete su Salvini?». Una signora con i riccioli biondi: «Vi siete alleati coi fascisti!», gli ha gridato in faccia. Vianello allora ha tentato un' altra sortita sfortunata, almeno lessicalmente: «Lo stai dicendo tu che siedi su una poltrona» (forse voleva dire: «È facile dirlo da casa, mentre noi cerchiamo dei compromessi»), ma la parola «poltrona» gli ha fatto esplodere la sala in faccia: «Ma quale poltrona e poltrona, voi, state sulle poltrone. Zitti!. Fateci parlare. È finita, andatevene con l' amico vostro Savini, è finita la pacchia» .

deputati m5s contestati a taranto 5DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO
Un' altra donna a un certo punto ha gridato: «Facciamoglielo dire, perché stanno con fascisti, facciamoglielo dire, e ci dice pure che siamo noi, gli stronzi!». Vianello ha provato a concludere ormai sconvolto, «io questa vostra lettera la voglio portare domani al ministero, se ci date la possibilità». È dovuta intervenire la Digos, in tutto questo. I parlamentari del popolo hanno dovuto esser protetti dall' ira del popolo.

Fonte: qui

PADELLARO: “I GRILLINI HANNO DELUSO IL LORO ELETTORATO, CHE CHIEDEVA MISURE PER EVITARE LA CRISI E SI È RITROVATA GLI STRILLI DI DI BATTISTA E I GILET GIALLI” 
“PER IL M5S È QUESTIONE DI VITA O DI MORTE ARRIVARE ALLE EUROPEE, PER QUESTO VOTERANNO CONTRO IL PROCESSO A SALVINI, UN SUICIDIO ASSISTITO PER IL QUALE PAGHERANNO UN PREZZO SALATISSIMO. SALVINI HA UN GRANDE VANTAGGIO RISPETTO A RENZI...”


Pietro Senaldi per “Libero Quotidiano”

antonio padellaroANTONIO PADELLARO
«Con i grillini hanno fatto un giro di valzer, ma non è affatto detto che a Di Maio e soci ne sarà concesso un secondo. Inutile appendersi a ragionamenti da partito socialdemocratico, le elezioni in Abruzzo sono un segnale che il voto d' opinione è rimasto deluso da Cinquestelle ed è in cerca di altri lidi. Dubito che in Sardegna tra sette giorni l' esito sarà diverso».

Perché M5S ha perso forza attrattiva?
«Dopo gli anni del vaffa-day, la protesta anti-casta tout court, il forte richiamo alla legalità, volti nuovi al posto delle solite vecchie facce, l' idea di presentare la squadra di governo prima del voto e quella di far restituire allo Stato dai parlamentari una parte dello stipendio, cosa che non si era mai vista prima, avevano portato molto consenso, permettendo al Movimento di andare oltre lo zoccolo duro e attirando consensi da sinistra e recuperando parte degli astensionisti.
LUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA INCONTRANO I VERTICI DEI GILET GIALLILUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA INCONTRANO I VERTICI DEI GILET GIALLI

Ma alla prova del governo i grillini hanno deluso il loro nuovo elettorato, gente che chiedeva stabilità e una serie di misure per evitare la crisi ma si è ritrovata gli strilli di Di Battista, i gilet gialli e un reddito di cittadinanza che per ora presenta più incognite che altro».

Perché il M5S sta facendo del no all' Alta Velocità la linea del Piave?
«È una battaglia identitaria, i no-Tav esistevano prima ancora che nascesse M5S e ne hanno favorito il successo in Piemonte. L' opposizione all' Alta Velocità mette insieme elementi fondativi del Movimento, come l' ecologismo, la decrescita felice, il no agli sprechi: in un momento di difficoltà come questo è difficilissimo per i grillini mollare sul punto, al di là dei costi-benefici dell' opera, argomento nebuloso».
Di Maio e Di BattistaDI MAIO E DI BATTISTA

Sono in difficoltà e tornano alle origini, ma non è come ammettere di aver fallito la prova del governo?
«Certo, retrocedere nella propria riserva indiana è una sconfitta. Il Movimento sconta la propria contraddizione: è nato forza di opposizione ma ora che è al governo deve cambiare registro. M5S non riesce a dimostrare buonsenso e a rassicurare gli elettori, che vogliono sapere se questo Paese sarà modernizzato e avrà mai nuove infrastrutture.

padellaro antonioPADELLARO ANTONIO
Non basta dire no alla Tav perché è più utile la Roma-Pescara, come ha sostenuto Di Maio in campagna elettorale in Abruzzo, perché la gente sa che è una boutade, in realtà tu dici no alla Torino-Lione ma non stai progettando nessuna ferrovia in Centro Italia. E il Ponte Morandi è ancora lì che aspetta».

Non fai sconti, direttore, ma secondo il Fatto Quotidiano i Cinquestelle non sono il meno peggio?
«Il contratto di governo era l' unica soluzione possibile per uscire dall' impasse politico, ma inevitabilmente ha messo in competizione Salvini - non la Lega, che in questo momento è un' astrazione, perché esiste solo il Capitano - con M5S. E questo confronto l' ha vinto Matteo, tant' è che in Abruzzo si è preso il 15% degli elettori grillini delusi».

toninelliTONINELLI
I motivi della vittoria di Salvini?
«A parte aver condotto con efficacia, e in maniera volutamente brutale, la lotta agli immigrati clandestini, il leghista, rispetto al collega vicepremier grillino, ha il grande vantaggio di avere un partito compatto dietro.

In Cinquestelle invece chi comanda? Di Maio, Di Battista, Fico? Sotto certi aspetti mi ricordano il Pd pre-renziano, dove ognuno diceva la sua e si capiva poco. Avere 4-5 opinioni diverse all' interno danneggia un partito agli occhi degli elettori, che hanno bisogno di certezze».

Cosa ne pensi dell' idea dei grililni di far decidere da un referendum su internet se votare sì o non al processo a Salvini?
DI MAIO E TRAVAGLIODI MAIO E TRAVAGLIO
«Lo spiega bene sul Fatto Marco Travaglio. Dire No, con la sponda del giureconsulto Giarrusso, e della piattaforma Rousseau rappresenta per M5S una specie di suicidio assistito per il quale pagheranno un prezzo salatissimo d' immagine e credibilità. Dire Si rischia di mettere in crisi il governo perche Salvini dovra subire oltre al processo la reazione di chi nella Lega e nel centrodestra tutto considera i grillini una iattura di cui liberarsi al piu presto.

Per il M5s un casino comunque. Perdere le poltrone o perdere la faccia? Conte, Di Maio e Toninelli dovevano pensarci prima, quando hanno permesso al ministro degli Interni di fare come gli pareva. Autodenunciarsi ora fa un po' ridere».

rousseau voto sul processo a salvini 4ROUSSEAU VOTO SUL PROCESSO A SALVINI
Il barometro di Antonio Padellaro non segna buon tempo per Cinquestelle. Il fondatore e primo direttore del giornale più grillino, e meno salviniano, d' Italia, attuale nume tutelare del quotidiano di Travaglio, ha un approccio pratico e una visione per nulla ideologica dei guai di Di Maio e delle fortune del suo alleato e competitor leghista. Per Cinquestelle, vede una sola via percorribile: strutturarsi in partito, non arrivare a rispedire Di Battista in Guatemala, come gli suggerirebbe Libero, ma rendersi conto che in un M5S di governo lui c' entra davvero poco e non è il caso farne l' uomo immagine, e appena possibile staccarsi dall' abbraccio mortale con la Lega.

luigi di maio matteo salviniLUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
«La decrescita felice non è più uno slogan vincente: il Movimento o mette la crescita come una priorità, imbocca subito la strada del partito di governo e stringe i rapporti con i ceti produttivi, oppure ha perso la battaglia. La domanda è se non sia già troppo tardi e il vantaggio di Salvini sia ormai incolmabile».

Finirla con l' ossessione anti-Casta per diventare partito di governo a tutti gli effetti rischia di essere una mossa suicida per M5S?
«L' alternativa, ovverosia tornare sulle barricate, castra ogni possibilità di sviluppo futuro del Movimento. L' Italia ormai si è lasciata alle spalle la sbornia di rivoluzione e rancore che ha fatto le fortune grilline. Il Pd, Berlusconi e tutti quelli che c' erano prima se ne sono andati.

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
Il Paese non ha più bisogno di essere eccitato, cerca una guida, e Salvini si sta muovendo meglio dei grillini, si propone come colui che risolve i problemi, anziché l' uomo del no. Guarda anche il rallentamento che ha imposto al tema del sovranismo e ai rapporti con i Paesi dell' Est. Non picchia, applica lo slogan "prima li impaurisci, poi li conquisti, infine li rassicuri". Non trovi strano che abbia incontrato lui i pastori sardi mentre Di Maio, ministro dello Sviluppo, anziché fare il diavolo a quattro, sta zitto? È una cosa senza precedenti nella storia del Paese».

giuseppe conte salvini e di maio discorso prima della fiducia 1GIUSEPPE CONTE SALVINI E DI MAIO DISCORSO PRIMA DELLA FIDUCIA 1
Veramente quello che ci ha fatto la figura peggiore è Conte. Forse ha ragione l' Europa, il nostro premier non sarà un burattino ma, a dispetto del nome, non conta granché «Resta uno ricevuto con tutti gli onori da Trump e Macron e che parla a tu per tu con la Merkel. Poi certo, tutti sanno che la sua vera forza è l' asse con Mattarella, che ha bisogno di lui come garante della stabilità».

Quanto dura il governo?
«Per M5S è questione di vita o di morte arrivare alle Europee, per questo voteranno contro l' autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, anche se sarà dura farlo digerire al loro mondo. E anche al leghista non conviene strappare: è il primo caso di un partito di governo che raddoppia i consensi mangiandoli all' alleato, chi glielo fa fare di smettere?

antonio padellaroANTONIO PADELLARO
Dopo le Europee però sarà tutta un' altra storia: Salvini supererà M5S e dovrà decidere cosa fare da grande. Anche se dovesse prendere il 35%, il leghista avrà chiaro che non può governare da solo, ma contemporaneamente i grillini sconfitti non potranno continuare a riproporre al proprio elettorato un' alleanza penalizzante».

E quindi, si vota, governo tecnico, che altro?
«La cosa che semplificherebbe, in positivo, il quadro sarebbe la ricomposizione di un centrodestra, stavolta a guida salviniana, e un' attrazione tra M5S e il nuovo Pd a guida Zingaretti».

berlusconi salviniBERLUSCONI SALVINI
Ma Salvini non vuole governare con Berlusconi
«Il 51% gli italiani non l' hanno mai dato neppure a Berlusconi. Matteo dovrà scegliere il male minore: un Silvio non più king maker ma socio di minoranza, come la Meloni, o perpetuare l' alleanza con M5S, che però porta all' immobilismo, come si sta vedendo ora sulla Tav, l' economia, il taglio delle tasse.

Ma se uno resta immobile, il consenso se ne va, e questo Salvini lo sa. Un Berlusconi debole per Matteo è meno pericoloso di M5S, anche perché i grillini ora sono sotto botta, ma se superano decorosamente lo scoglio delle Europee, poi saranno meno docili».

E il Pd può allearsi con M5S dopo tutte le botte che si sono dati?
conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 36CONFERENZA STAMPA SU REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100
«La lotta alla povertà è giusta, ma questo salario grillino è nebuloso. Il meccanismo è complicato, addirittura inquietante, si presta a truffe e iniquità e l' unica certezza per ora è che i centri d' impiego non hanno mai funzionato. E poi il lavoro, se non c' è, non lo crei con i navigator, che saranno i soli a trovare occupazione grazie al reddito di cittadinanza.

M5S doveva limitarsi a rifinanziare il reddito d' inclusione del Pd, che in modo masochista l' ha fatto senza mai attribuirsene il merito. Per marcare la differenza dai Dem, i grillini si sono inventati un' altra cosa che però rischia di non stare in piedi e non piace alla maggioranza degli elettori».

Pur di fermare la Tav la relazione degli esperti sui costi e benefici è arrivata a fare l' elogio dell' anidride carbonica e delle tasse sul carburante
giuseppe conte e luigi di maio con la postepay per il reddito di cittadinanzaGIUSEPPE CONTE E LUIGI DI MAIO CON LA POSTEPAY PER IL REDDITO DI CITTADINANZA
«Quella è una questione politica, non tecnica, su cui M5S si gioca il futuro: forza di governo o di decrescita. Se non fai la Tav, devi fare altro, gli elettori, anche grillini, non vogliono un Paese fermo».

Con l' autonomia come finirà?
«Per ora hanno creato la cornice. Se sarà dipinto astratto o secessionista dipende anche qui dai risultati della Lega alle Europee. Certo le regioni ricche del Nord stanno salutando lo Stato unitario. Vedrai che al Sud i neoborbonici rialzeranno la testa».

RAGGI DI MAIORAGGI DI MAIO
Quanto pesa nella crisi di M5S il fallimento della Raggi?
«Non crocifiggiamola. È evidente che quando si è candidata non aveva la minima idea del casino in cui si andava a ficcare. Ma governare Roma è inutile, oltre che difficile, per citare Mussolini. Il punto è l' intera classe dirigente di M5S, che è tecnicamente e come esperienza inferiore a quella leghista, la quale amministra, e bene, tutto il Nord, portando un valore aggiunto al partito. Molti elettori meridionali si sono convinti a votare Salvini anche vedendo come funzionano Lombardia e Veneto».

matteo salvini pollice verso a renziMATTEO SALVINI POLLICE VERSO A RENZI
Salvini è al massimo del consenso: non rischia l' ubriacatura mediatica e di potere, come Renzi?
«Il consenso è volubile e il rischio c' è sempre, specie se l' economia, come sembra, inizierà ad andare male e le riforme annunciate restano al palo. Però Salvini ha un grande vantaggio rispetto a Renzi: si può arrivare a odiarlo, ma non è antipatico, come non lo era Berlusconi, e te lo dico io che ho fondato un quotidiano che si fondava sull'antiberlusconismo. Il Matteo fiorentino invece credo risulti antipatico pure a se stesso».

Quindi sbagliava chi vedeva in Renzi l' erede di Silvio?
«Il Nazareno non tornerà mai e il Partito della Nazione non ha mai avuto possibilità di esistere. L' erede di Berlusconi è Salvini: in lui l' elettorato del Cavaliere, che nel Paese è sempre stato maggioranza, ha ritrovato ogni riferimento».

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