9 dicembre forconi: Ilva
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mercoledì 10 luglio 2019

LA PROCURA DI TARANTO ORDINA LO SPEGNIMENTO DELL’ALTOFORNO 2 DELL'ILVA DI TARANTO, CIOÈ LA PRINCIPALE PARTE PRODUTTIVA DELL’ACCIAIERIA

DOPO LA CANCELLAZIONE DELL’IMMUNITÀ LEGALE, ARCELOR MITTAL NON POTRÀ FARE ALTRO CHE MOLLARE LA PARTITA E DECRETARE LA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO...
Roberta Amoruso per “il Messaggero”

ilvaILVA
Non è garantita la sicurezza degli operai. Così ieri la Procura di Taranto ha ordinato lo spegnimento dell'Altoforno 2 dell'ex Ilva, la principale parte produttiva dell'acciaieria, già tecnicamente sotto sequestro preventivo, a quasi quattro anni dai sigilli e dalla «facoltà d'uso» concessa dopo la morte di un operaio.

ilva taranto 9ILVA TARANTO





Un decreto del governo Renzi aveva sbloccato proprio questa linea produttiva che garantiva l'operatività dello stabilimento. Ma di fronte alla richiesta di rimozione formale del sequestro da parte dei vertici della fabbrica, è scattata ieri la nuova richiesta di stop: perché le prescrizioni imposte allora dalla Procura non sono state realizzate oppure non sono adeguate e sufficienti a garantire la sicurezza degli operai.
ilva taranto 7ILVA TARANTO 

Una nuova minaccia per il polo siderurgico, un ostacolo in più sulla strada del rilancio targato ArcelorMittal, già decisa a fare un passo indietro se il 6 settembre dovesse cadere davvero, come previsto dal decreto Crescita, l'immunità legale prevista per i vertici.

Senza immunità e con l'Altoforno 2 congelato, uno dei tre dello stabilimento, un colosso come ArcelorMittal non potrà che abbandonare la partita, decretando la chiusura dello stabilimento di Taranto. Lo sa bene anche il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che pur tenendo il punto anche ieri sulla linea che «non esiste alcuna possibilità che torni» l'immunità cancellata dal decreto Crescita, ha poi di fatto aperto a una soluzione mediata.
ilva taranto 6ILVA TARANTO

Lo ha fatto nel corso dell'incontro di tre ore al Mise con i commissari, i vertici di ArcelorMittal e i sindacati. Lo ha anche ribadito chiaramente in un'intervista al Mattino in edicola oggi. «Sull'immunità penale troveremo una soluzione con l'azienda», ha spiegato. «In questi mesi di interlocuzione ho sempre detto ad ArcelorMittal che la dirigenza dell'azienda non ha nulla da temere dal punto di vista legale se dimostra buona fede continuando nell'attuazione del piano ambientale: se si chiede di precisare questo concetto attraverso interpretazioni autentiche anche per norma, siamo assolutamente disponibili.

luigi di maio in imbarazzo davanti ad alessandro marescotti a taranto 1LUIGI DI MAIO IN IMBARAZZO DAVANTI AD ALESSANDRO MARESCOTTI A TARANTO
Ma nessuna persona in questo Paese potrà mai godere di una immunità per responsabilità di morti sul lavoro o disastri ambientali». L'ipotesi illustrata ai sindacati è quella di inserire in un decreto già in lavorazione, un provvedimento a largo spettro e non ad hoc per l'Ilva, la garanzia dello scudo legale per i vertici nell'ambito specifico della realizzazione del piano ambientale (non dell'intero piano quindi).

Del resto, l'intervento della Procura di Taranto sembra proprio dare ragione ai vertici ArcelorMittal che finora hanno sostenuto di non poter gestire uno stabilimento sotto sequestro, impostarne il rilancio e mettere tutte le toppe necessarie sul piano ambientale, ma anche della sicurezza, rinunciando del tutto all'immunità prevista nel contratto.

ilva taranto 5ILVA TARANTO
IL COMPROMESSO
Per il resto, il ministro dello Sviluppo sembra davvero convinto che in punto di diritto ArcelorMittal non possa rescindere il contratto da un giorno all'altro di fronte a un cambio di regole (quella sull'immunità), come invece sembra dimostrare chiaramente il contratto di cui dava conto ieri Il Sole24Ore ribadendo ciò che tutti i giornali hanno scritto in questi giorni.
ilva taranto 4ILVA TARANTO




Nel contratto c'è l'esimente penale, cioè una modifica che legittimerebbe Mittal a sciogliere il contratto? «Non è affatto così», ha detto curiosamente di Maio aggiungendo che nel contratto, così come negli atti successivi, «si parla esclusivamente della possibilità di recesso in caso di annullamento o di modifiche sostanziali del DPCM 29 settembre 2017, ovvero del piano ambientale».

ilva taranto 8ILVA TARANTO
Sull'altro capitolo cruciale sul tavolo ieri al Mise, invece, nessun passo avanti. La Cassa integrazione ordinaria scattata per oltre 1.400 non si tocca, dato il calo della domanda del settore, ha insistito il colosso dell'acciaio. Una delusione per i sindacati che ora aspettano l'aggiornamento del dossier nell'incontro previsto la prossima settimana.

milena gabanelli ilva famiglia riva 2MILENA GABANELLI ILVA FAMIGLIA RIVA



Intanto, a quanto pare lo stesso ministro incontrerà anche i pm di Taranto nei prossimi giorni, in modo da intravedere possibili soluzioni per evitare lo spegnimento dell'Altoforno 2 e mettere a rischio 11 mila lavoratori. Per ora è stato disposto solo l'avvio della procedura di fermo. Il provvedimento è la conseguenza, quasi scontata, del rigetto da parte del gup tarantino della istanza di dissequestro dell'Altoforno dopo il sequestro preventivo disposto in seguito all'incidente costato la vita all'operaio travolto da una colata incandescente.
ilva taranto 3ILVA TARANTO 3








All'epoca, anche in forza di uno dei decreti legge sull'Ilva (poi impugnato dinanzi alla Corte costituzionale), fu concessa all'azienda siderurgica la facoltà d'uso dell'Afo 2. Nel corso dell'udienza preliminare è stato accertato dai tecnici nominati dallo stesso giudice che l'azienda non avrebbe adempiuto alle prescrizioni per la messa in sicurezza dell'impianto. Ma questo non significa una disattivazione dall'oggi al domani (impossibile) dell'impianto. Così ArcelorMittal e i commissari Ilva potrebbero avanzare una richiesta alla magistratura per adempiere agli adeguamenti necessari.

Fonte: qui

lunedì 18 febbraio 2019

TARANTO - CONTESTATI DEPUTATI M5S: 'SIETE MORTI, DOVETE SPARIRE'

CHI DI POPOLO FERISCE DI POPOLO PERISCE 
VIDEO: DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO DOVE IN CAMPAGNA ELETTORALE GRILLO E DI BATTISTA PROMETTEVANO DI CHIUDERE L’ILVA E CONVERTIRLA IN UN MEGA PARCO VERDE, SALVO POI FARE RETROMARCIA 
TRE DEPUTATI A UN COMIZIO SUL REDDITO DI CITTADINANZA,  CON POSTER “SE LO DICIAMO LO FACCIAMO”, SONO STATI TRAVOLTI DAGLI INSULTI: “SIETE MORTI, DOVETE SPARIRE, CI AVETE PRESO IN GIRO”

TARANTO - CONTESTATI DEPUTATI M5S: 'SIETE MORTI, DOVETE SPARIRE'






ASSEMBLEA NELLA CITTÀ DELL' ILVA, LA PIÙ GRAVE CONTESTAZIONE MAI SUBITA DAL MOVIMENTO DI GOVERNO. "BUGIARDI", "STATE COI FASCISTI", "SIETE MORTI" TARANTO, URLA E RIVOLTA CONTRO I DEPUTATI M5S
deputati m5s contestati a taranto 2DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO

Jacopo Iacoboni per “la Stampa”

«Buffoni», «bugiardi», «buu», «siete spariti da Taranto», «state coi fascisti». La Nemesi è iniziata. Il «governo del popolo» e la maggioranza del popolo vengono ferocemente umiliati e fischiati dal popolo. Il Movimento assaggia una prima anticipazione di ciò che rischia di subire a breve ovunque.

deputati m5s contestati a taranto 1DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO
Succede a Taranto, la città dell' Ilva, dove platealmente la promessa di chiudere gli impianti - il cavallo di battaglia dei cinque stelle tarantini, e in generale dei cinque stelle pugliesi, assieme ovviamente al no al gasdotto Tap - è stata clamorosamente disattesa. La gente si sente presa in giro. Non bastano più i fake account sui social per convincerla del contrario.
ilva taranto 9ILVA TARANTO

Grillo diceva che l' area sarebbe stata convertita in un mega parco verde, sul modello di quelli nordeuropei. Non è andata esattamente così. E ieri un gruppo di cassintegrati dell' Ilva, e alcuni ambientalisti, hanno presentato il primo di tanti conti che saranno amari. I deputati M5S Giovanni Vianello, Gianpaolo Cassese e Anna Macina si erano palesati in una sala conferenze di un albergo pensando a un comizio che (come stava infelicemente scritto sul mega poster del tavolo della discussione) doveva intitolarsi: «Se lo diciamo lo facciamo». Mai slogan fu più infausto.

DI MAIO TAPDI MAIO TAP
« Ci eravamo preoccupati, siete spariti, da Taranto», gli hanno gridato subito dalla sala. «No, noi ci siamo ogni giorno», ha provato a replicare - forse con un rilancio eccessivo - Vianello, e a quel punto la sala inferocita non ci ha visto più. Non è stata una buona mossa sfidarli. «Ci avete preso in giro tutti», hanno urlato i tarantini presenti, fischi, buu, grida. «Siete venuti a parlare di chiusura davanti alla fabbrica. Poi vi siete alleati con Salvini e dite che è colpa del Pd se la fabbrica continua a produrre. Siete spariti da Taranto e ora sparirete anche da Roma» .

deputati m5s contestati a taranto 4DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO
E era abbastanza impressionante vedere i cinque stelle che provavano a fare i moderati, quelli che invitano a «un pacato e civile confronto», «però fateci parlare, siete venuti per dialogare sì o no? o volete solo contestare?». Avete presente Grillo, contestato in maniera oxoniense dagli studenti alla Oxford Union, che rispose con un goffo «non siete cortesi»? Ecco, immaginatevi a Taranto la rabbia di questa gente.

luigi di maio e alessandro di battista in auto 3LUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA IN AUTO
Una donna ha raggiunto vette di ironia gridando: «Come si usa a Taranto nelle visite di condoglianze, noi abbiamo portato zucchero e caffè, perché siete morti! Morti! Via da Taranto, dovete sparire!». Applausi a scena aperta quando zucchero e caffè sono stati effettivamente consegnati agli sventurati parlamentari grillini.
deputati m5s contestati a taranto 3DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO






Non era finita. «Cosa voterete su Salvini?». Una signora con i riccioli biondi: «Vi siete alleati coi fascisti!», gli ha gridato in faccia. Vianello allora ha tentato un' altra sortita sfortunata, almeno lessicalmente: «Lo stai dicendo tu che siedi su una poltrona» (forse voleva dire: «È facile dirlo da casa, mentre noi cerchiamo dei compromessi»), ma la parola «poltrona» gli ha fatto esplodere la sala in faccia: «Ma quale poltrona e poltrona, voi, state sulle poltrone. Zitti!. Fateci parlare. È finita, andatevene con l' amico vostro Savini, è finita la pacchia» .

deputati m5s contestati a taranto 5DEPUTATI M5S CONTESTATI A TARANTO
Un' altra donna a un certo punto ha gridato: «Facciamoglielo dire, perché stanno con fascisti, facciamoglielo dire, e ci dice pure che siamo noi, gli stronzi!». Vianello ha provato a concludere ormai sconvolto, «io questa vostra lettera la voglio portare domani al ministero, se ci date la possibilità». È dovuta intervenire la Digos, in tutto questo. I parlamentari del popolo hanno dovuto esser protetti dall' ira del popolo.

Fonte: qui

PADELLARO: “I GRILLINI HANNO DELUSO IL LORO ELETTORATO, CHE CHIEDEVA MISURE PER EVITARE LA CRISI E SI È RITROVATA GLI STRILLI DI DI BATTISTA E I GILET GIALLI” 
“PER IL M5S È QUESTIONE DI VITA O DI MORTE ARRIVARE ALLE EUROPEE, PER QUESTO VOTERANNO CONTRO IL PROCESSO A SALVINI, UN SUICIDIO ASSISTITO PER IL QUALE PAGHERANNO UN PREZZO SALATISSIMO. SALVINI HA UN GRANDE VANTAGGIO RISPETTO A RENZI...”


Pietro Senaldi per “Libero Quotidiano”

antonio padellaroANTONIO PADELLARO
«Con i grillini hanno fatto un giro di valzer, ma non è affatto detto che a Di Maio e soci ne sarà concesso un secondo. Inutile appendersi a ragionamenti da partito socialdemocratico, le elezioni in Abruzzo sono un segnale che il voto d' opinione è rimasto deluso da Cinquestelle ed è in cerca di altri lidi. Dubito che in Sardegna tra sette giorni l' esito sarà diverso».

Perché M5S ha perso forza attrattiva?
«Dopo gli anni del vaffa-day, la protesta anti-casta tout court, il forte richiamo alla legalità, volti nuovi al posto delle solite vecchie facce, l' idea di presentare la squadra di governo prima del voto e quella di far restituire allo Stato dai parlamentari una parte dello stipendio, cosa che non si era mai vista prima, avevano portato molto consenso, permettendo al Movimento di andare oltre lo zoccolo duro e attirando consensi da sinistra e recuperando parte degli astensionisti.
LUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA INCONTRANO I VERTICI DEI GILET GIALLILUIGI DI MAIO E ALESSANDRO DI BATTISTA INCONTRANO I VERTICI DEI GILET GIALLI

Ma alla prova del governo i grillini hanno deluso il loro nuovo elettorato, gente che chiedeva stabilità e una serie di misure per evitare la crisi ma si è ritrovata gli strilli di Di Battista, i gilet gialli e un reddito di cittadinanza che per ora presenta più incognite che altro».

Perché il M5S sta facendo del no all' Alta Velocità la linea del Piave?
«È una battaglia identitaria, i no-Tav esistevano prima ancora che nascesse M5S e ne hanno favorito il successo in Piemonte. L' opposizione all' Alta Velocità mette insieme elementi fondativi del Movimento, come l' ecologismo, la decrescita felice, il no agli sprechi: in un momento di difficoltà come questo è difficilissimo per i grillini mollare sul punto, al di là dei costi-benefici dell' opera, argomento nebuloso».
Di Maio e Di BattistaDI MAIO E DI BATTISTA

Sono in difficoltà e tornano alle origini, ma non è come ammettere di aver fallito la prova del governo?
«Certo, retrocedere nella propria riserva indiana è una sconfitta. Il Movimento sconta la propria contraddizione: è nato forza di opposizione ma ora che è al governo deve cambiare registro. M5S non riesce a dimostrare buonsenso e a rassicurare gli elettori, che vogliono sapere se questo Paese sarà modernizzato e avrà mai nuove infrastrutture.

padellaro antonioPADELLARO ANTONIO
Non basta dire no alla Tav perché è più utile la Roma-Pescara, come ha sostenuto Di Maio in campagna elettorale in Abruzzo, perché la gente sa che è una boutade, in realtà tu dici no alla Torino-Lione ma non stai progettando nessuna ferrovia in Centro Italia. E il Ponte Morandi è ancora lì che aspetta».

Non fai sconti, direttore, ma secondo il Fatto Quotidiano i Cinquestelle non sono il meno peggio?
«Il contratto di governo era l' unica soluzione possibile per uscire dall' impasse politico, ma inevitabilmente ha messo in competizione Salvini - non la Lega, che in questo momento è un' astrazione, perché esiste solo il Capitano - con M5S. E questo confronto l' ha vinto Matteo, tant' è che in Abruzzo si è preso il 15% degli elettori grillini delusi».

toninelliTONINELLI
I motivi della vittoria di Salvini?
«A parte aver condotto con efficacia, e in maniera volutamente brutale, la lotta agli immigrati clandestini, il leghista, rispetto al collega vicepremier grillino, ha il grande vantaggio di avere un partito compatto dietro.

In Cinquestelle invece chi comanda? Di Maio, Di Battista, Fico? Sotto certi aspetti mi ricordano il Pd pre-renziano, dove ognuno diceva la sua e si capiva poco. Avere 4-5 opinioni diverse all' interno danneggia un partito agli occhi degli elettori, che hanno bisogno di certezze».

Cosa ne pensi dell' idea dei grililni di far decidere da un referendum su internet se votare sì o non al processo a Salvini?
DI MAIO E TRAVAGLIODI MAIO E TRAVAGLIO
«Lo spiega bene sul Fatto Marco Travaglio. Dire No, con la sponda del giureconsulto Giarrusso, e della piattaforma Rousseau rappresenta per M5S una specie di suicidio assistito per il quale pagheranno un prezzo salatissimo d' immagine e credibilità. Dire Si rischia di mettere in crisi il governo perche Salvini dovra subire oltre al processo la reazione di chi nella Lega e nel centrodestra tutto considera i grillini una iattura di cui liberarsi al piu presto.

Per il M5s un casino comunque. Perdere le poltrone o perdere la faccia? Conte, Di Maio e Toninelli dovevano pensarci prima, quando hanno permesso al ministro degli Interni di fare come gli pareva. Autodenunciarsi ora fa un po' ridere».

rousseau voto sul processo a salvini 4ROUSSEAU VOTO SUL PROCESSO A SALVINI
Il barometro di Antonio Padellaro non segna buon tempo per Cinquestelle. Il fondatore e primo direttore del giornale più grillino, e meno salviniano, d' Italia, attuale nume tutelare del quotidiano di Travaglio, ha un approccio pratico e una visione per nulla ideologica dei guai di Di Maio e delle fortune del suo alleato e competitor leghista. Per Cinquestelle, vede una sola via percorribile: strutturarsi in partito, non arrivare a rispedire Di Battista in Guatemala, come gli suggerirebbe Libero, ma rendersi conto che in un M5S di governo lui c' entra davvero poco e non è il caso farne l' uomo immagine, e appena possibile staccarsi dall' abbraccio mortale con la Lega.

luigi di maio matteo salviniLUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
«La decrescita felice non è più uno slogan vincente: il Movimento o mette la crescita come una priorità, imbocca subito la strada del partito di governo e stringe i rapporti con i ceti produttivi, oppure ha perso la battaglia. La domanda è se non sia già troppo tardi e il vantaggio di Salvini sia ormai incolmabile».

Finirla con l' ossessione anti-Casta per diventare partito di governo a tutti gli effetti rischia di essere una mossa suicida per M5S?
«L' alternativa, ovverosia tornare sulle barricate, castra ogni possibilità di sviluppo futuro del Movimento. L' Italia ormai si è lasciata alle spalle la sbornia di rivoluzione e rancore che ha fatto le fortune grilline. Il Pd, Berlusconi e tutti quelli che c' erano prima se ne sono andati.

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
Il Paese non ha più bisogno di essere eccitato, cerca una guida, e Salvini si sta muovendo meglio dei grillini, si propone come colui che risolve i problemi, anziché l' uomo del no. Guarda anche il rallentamento che ha imposto al tema del sovranismo e ai rapporti con i Paesi dell' Est. Non picchia, applica lo slogan "prima li impaurisci, poi li conquisti, infine li rassicuri". Non trovi strano che abbia incontrato lui i pastori sardi mentre Di Maio, ministro dello Sviluppo, anziché fare il diavolo a quattro, sta zitto? È una cosa senza precedenti nella storia del Paese».

giuseppe conte salvini e di maio discorso prima della fiducia 1GIUSEPPE CONTE SALVINI E DI MAIO DISCORSO PRIMA DELLA FIDUCIA 1
Veramente quello che ci ha fatto la figura peggiore è Conte. Forse ha ragione l' Europa, il nostro premier non sarà un burattino ma, a dispetto del nome, non conta granché «Resta uno ricevuto con tutti gli onori da Trump e Macron e che parla a tu per tu con la Merkel. Poi certo, tutti sanno che la sua vera forza è l' asse con Mattarella, che ha bisogno di lui come garante della stabilità».

Quanto dura il governo?
«Per M5S è questione di vita o di morte arrivare alle Europee, per questo voteranno contro l' autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini, anche se sarà dura farlo digerire al loro mondo. E anche al leghista non conviene strappare: è il primo caso di un partito di governo che raddoppia i consensi mangiandoli all' alleato, chi glielo fa fare di smettere?

antonio padellaroANTONIO PADELLARO
Dopo le Europee però sarà tutta un' altra storia: Salvini supererà M5S e dovrà decidere cosa fare da grande. Anche se dovesse prendere il 35%, il leghista avrà chiaro che non può governare da solo, ma contemporaneamente i grillini sconfitti non potranno continuare a riproporre al proprio elettorato un' alleanza penalizzante».

E quindi, si vota, governo tecnico, che altro?
«La cosa che semplificherebbe, in positivo, il quadro sarebbe la ricomposizione di un centrodestra, stavolta a guida salviniana, e un' attrazione tra M5S e il nuovo Pd a guida Zingaretti».

berlusconi salviniBERLUSCONI SALVINI
Ma Salvini non vuole governare con Berlusconi
«Il 51% gli italiani non l' hanno mai dato neppure a Berlusconi. Matteo dovrà scegliere il male minore: un Silvio non più king maker ma socio di minoranza, come la Meloni, o perpetuare l' alleanza con M5S, che però porta all' immobilismo, come si sta vedendo ora sulla Tav, l' economia, il taglio delle tasse.

Ma se uno resta immobile, il consenso se ne va, e questo Salvini lo sa. Un Berlusconi debole per Matteo è meno pericoloso di M5S, anche perché i grillini ora sono sotto botta, ma se superano decorosamente lo scoglio delle Europee, poi saranno meno docili».

E il Pd può allearsi con M5S dopo tutte le botte che si sono dati?
conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 36CONFERENZA STAMPA SU REDDITO DI CITTADINANZA E QUOTA 100
«La lotta alla povertà è giusta, ma questo salario grillino è nebuloso. Il meccanismo è complicato, addirittura inquietante, si presta a truffe e iniquità e l' unica certezza per ora è che i centri d' impiego non hanno mai funzionato. E poi il lavoro, se non c' è, non lo crei con i navigator, che saranno i soli a trovare occupazione grazie al reddito di cittadinanza.

M5S doveva limitarsi a rifinanziare il reddito d' inclusione del Pd, che in modo masochista l' ha fatto senza mai attribuirsene il merito. Per marcare la differenza dai Dem, i grillini si sono inventati un' altra cosa che però rischia di non stare in piedi e non piace alla maggioranza degli elettori».

Pur di fermare la Tav la relazione degli esperti sui costi e benefici è arrivata a fare l' elogio dell' anidride carbonica e delle tasse sul carburante
giuseppe conte e luigi di maio con la postepay per il reddito di cittadinanzaGIUSEPPE CONTE E LUIGI DI MAIO CON LA POSTEPAY PER IL REDDITO DI CITTADINANZA
«Quella è una questione politica, non tecnica, su cui M5S si gioca il futuro: forza di governo o di decrescita. Se non fai la Tav, devi fare altro, gli elettori, anche grillini, non vogliono un Paese fermo».

Con l' autonomia come finirà?
«Per ora hanno creato la cornice. Se sarà dipinto astratto o secessionista dipende anche qui dai risultati della Lega alle Europee. Certo le regioni ricche del Nord stanno salutando lo Stato unitario. Vedrai che al Sud i neoborbonici rialzeranno la testa».

RAGGI DI MAIORAGGI DI MAIO
Quanto pesa nella crisi di M5S il fallimento della Raggi?
«Non crocifiggiamola. È evidente che quando si è candidata non aveva la minima idea del casino in cui si andava a ficcare. Ma governare Roma è inutile, oltre che difficile, per citare Mussolini. Il punto è l' intera classe dirigente di M5S, che è tecnicamente e come esperienza inferiore a quella leghista, la quale amministra, e bene, tutto il Nord, portando un valore aggiunto al partito. Molti elettori meridionali si sono convinti a votare Salvini anche vedendo come funzionano Lombardia e Veneto».

matteo salvini pollice verso a renziMATTEO SALVINI POLLICE VERSO A RENZI
Salvini è al massimo del consenso: non rischia l' ubriacatura mediatica e di potere, come Renzi?
«Il consenso è volubile e il rischio c' è sempre, specie se l' economia, come sembra, inizierà ad andare male e le riforme annunciate restano al palo. Però Salvini ha un grande vantaggio rispetto a Renzi: si può arrivare a odiarlo, ma non è antipatico, come non lo era Berlusconi, e te lo dico io che ho fondato un quotidiano che si fondava sull'antiberlusconismo. Il Matteo fiorentino invece credo risulti antipatico pure a se stesso».

Quindi sbagliava chi vedeva in Renzi l' erede di Silvio?
«Il Nazareno non tornerà mai e il Partito della Nazione non ha mai avuto possibilità di esistere. L' erede di Berlusconi è Salvini: in lui l' elettorato del Cavaliere, che nel Paese è sempre stato maggioranza, ha ritrovato ogni riferimento».

Fonte: qui

sabato 8 settembre 2018

Ilva, si è celebrato il funerale politico del M5s. Ora gli eletti di Taranto si dimetteranno?


Ilva, oggi si è celebrato il funerale politico del M5s. Ora gli eletti di Taranto si dimetteranno?


Accordo firmato. In 10.700 subito assunti da Mittal, piano di esodi volontari, con un bonus di 100 mila euro lordi, anticipo dei lavori di copertura dei parchi minerari, da terminare non più nel 2020 ma all’inizio dell’estate dell’anno prossimo. E poi la garanzia che all’aumento della produzione non corrispondano maggiori emissioni inquinanti.
Di Maio: “Risultato migliore possibile nelle peggiori condizioni possibili”.
Il premier Conte: “Abbiamo fatto un lavoro egregio”.
Ilva è viva. Grazie Di Maio. Grazie Calenda. Grazie governo Gentiloni. La strada tracciata è andata in porto anche con il governo del cambiamento giallo-verde, chi l’avrebbe detto.
Leggeremo nel dettaglio l’accordo sindacale appena sarà disponibile, leggeremo il piano ambientale. Attenderemo il voto degli operai sull’accordo raggiunto. Nulla di nuovo o estremamente diverso dallo scenario che già conoscevamo. Nulla di nuovo rispetto ad una domanda madre: può una fabbrica grande tre volte la città che la ospita convivere con la popolazione, con le scuole, con i campetti da calcio e i parchi giochi dei bambini? E come si può rendere sostenibile un’industria datata e vetusta che cade a pezzi? Cosa c’è per Taranto e per l’Italia, oltre e dopo l’acciaio? Oltre e dopo il 2023? Potete venire davanti alla cittadinanza e giurando sulla Costituzione dire che“mai più nessuno si ammalerà e morirà, dentro e fuori la fabbrica, per colpa dell’inquinamento”?

Ma queste sono altre domande, quelle che facciamo a tutti da anni.
Oggi, ora, dobbiamo dedicare pochi minuti al funerale politico del Movimento 5 Stelle. Da oggi il Movimento diventa partito. Iniziata una nuova fase: quella di un “PARTITO” che come gli altri raccoglie consensi con promesse che non mantiene.
In queste ore la mia bacheca Facebook e molte altre si stanno riempendo di commenti amari e delusi di elettori tarantini 5S. Perché il Movimento a Taranto ha preso una valanga di consensi. Voto di protesta, sì. Ma anche voto identitario: di tutti coloro che chiedono la chiusura delle fonti inquinanti, o anche lo stop a Tap, a Tav.
Per questo a Taranto sono stati eletti 5 parlamentari M5S. Oltre ai tre eletti nei collegi uninominali (De Giorgi e Cassese alla Camera e Turco al Senato), sono passati anche altri anche altri 2 nel collegio plurinominale della Camera ovvero nel listino proporzionale bloccato. Sono la crispianese Alessandra Ermellino e il tarantino Giovanni Vianello. Candidati per lo più esponenti del mondo ambientalista, attivisti che per anni si sono battuti per la chiusura dell’acciaieria e che si sono fatti eleggere con un mandato preciso “riconvertire l’Ilva e far partire le bonifiche”. Che faranno oggi questi parlamentari stellati? Resteranno al loro posto? Si dimetteranno? Entreranno nel gruppo Misto? Come spiegheranno al territorio che l’unica strada possibile era quella di Calenda, fino a qualche giorno fa il loro grande nemico.

Ci sono eletti Cinque Stelle anche in consiglio comunale a Taranto: Massimo Ciro Battista e Franscesco Nevoli. Battista poche ore fa ha scritto su Fb: “Presto importanti novità”.
Va dato atto a Luigi Di Maio di esser venuto a Taranto in campagna elettorale e di essersi comportato già al tempo da vecchio politico: è riuscito a dire tutto e il contrario di tutto sul caso Ilva. Poi c’è stato il contratto del governo del cambiamento: “Con riferimento all’Ilva, ci impegniamo, dopo più di trent’anni, a concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, salvaguardando i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla chiusura delle fonti inquinanti, per le quali è necessario provvedere a bonificare, e sviluppo della green economy, energie rinnovabili, economia circolare”.

Poi c’è stato Grillo: «Ho sempre sognato che questo bellissimo golfo di Taranto tornasse a essere una cosa meravigliosa con tecnologie di energie rinnovabili, con centro per le batterie» «Potremmo fare come hanno fatto nel bacino della Ruhr» dove «non hanno demolito, hanno bonificato, hanno messo delle luci hanno fatto un parco archeologico di industria del paleolitico lasciando le torri per fare centri di alpinismo, i gasometri per centri sub più grossi d’Europa, sono state aperte un sacco di attività dentro».
Poi c’è stato quel passaggio incomprensibile di Luigi Di Maio sull’annullabilità della gara di vendita dell’Ilva gestita dall’ex ministro Calenda. Passaggio incomprensibile che oggi ha ribadito anche il premier Conte: “Sono emerse irregolarità molto chiare ed evidenti, però come ha precisato anche il ministro Di Maio, di fronte ad un’aggiudicazione, cioè ad un provvedimento che si era concluso con l’aggiudicazione, l’annullamento della gara, un provvedimento che si chiama di autotutela, non era così semplice perché non basta un vizio formale occorre anche poter dimostrare che attraverso quell’annulamento, pur di fronte ad irregolarità riconosciute formali, si realizza meglio l’interesse pubblico”. Vi giuro, dice proprio così. Sentitelo.

Sembra si giustifichino con qualcuno per la strada intrapresa senza però dire chiaramente a chi stanno parlando. Ma se la gara fosse stata annullabile voi cosa avreste fatto? Come avreste perseguito e realizzato l’interesse pubblico? Non si è capito. Giuro.
Di Maio non ci ha mai detto la sua idea alternativa su Ilva. Il suo progetto rivoluzionario, sostenibile, futuristico. Non ci ha mai aperto il suo cuore, spiegandoci cosa avrebbe fatto se avesse potuto annullare questa benedetta gara. Non ha mai risposto nemmeno alle domande sull’immunità penale concessa da quelli di prima, del Pd, a Mittal e prima ancora ai commissari statali.

Agli elettori Cinque Stelle a Taranto oggi resta l’amaro in bocca, la polvere rossa in gola e nessuna visione economica rivoluzionaria. Forse Di Maio non ha motivo di preoccuparsi della ricaduta elettorale di questa scelta politica fatta su Ilva. Ma forse sì. 
Fonte: F.Q.
ILVA, A TARANTO CONTESTATA DEPUTATA M5S: “DOVEVATE CHIUDERLA”. EMILIANO: “NON FIRMO PIANO AMBIENTALE SENZA GARANZIE”

L’intesa sulla cessione dell’Ilva raggiunta tra AmInvestco e i sindacati con la mediazione del ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio non fa contenti tutti i tarantini. L’onorevole Rosalba De Giorgi del Movimento Cinque Stelle è stata contestata da un gruppo di manifestanti durante il sit-in di cittadini e associazioni in piazza della Vittoria, a Taranto, organizzato per chiedere il rispetto di quanto annunciato nel contratto di governo, cioè la “chiusura delle fonti inquinanti“ e la riconversione economica dell’area.

Ci sono stati momenti di tensione che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno scortato la De Giorgi. I parlamentari pugliesi e gli otto consiglieri regionali pentastellati dal canto loro hanno sostenuto che l’obiettivo resta quello e “l’avvio di questo processo è stato solo rallentato e complicato a causa del ‘delitto perfetto‘ del precedente governo Pd”. Intanto il governatore Michele Emiliano ha fatto sapere che “senza garanzie sulla salute dei concittadini” non darà “mai il mio assenso al piano ambientale“.


ilva taranto 6ILVA TARANTO 
I manifestanti hanno esibito diversi striscioni, tra i quali campeggiava quello con la scritta “Taranto senza Ilva“. Cittadini e associazioni accusano l’esecutivo di aver agito in piena continuità con i governi precedenti, agevolando la cessione dell’Ilva e, affermano, “condannando, di fatto, Taranto ad almeno altri 10 anni di inquinamento, malattia e morte“. Alcune centinaia di persone si sono ritrovate in piazza “per una 24 ore di dibattito e sensibilizzazione sulle criticità sanitarie ed ambientali, accanto a proposte che, partendo dalla chiusura del siderurgico, prevedono la decontaminazione e la bonifica ad opera degli attuali lavoratori Ilva, in una nuova prospettiva di riconversione economica dell’intero territorio”.

GRILLO SULL ILVAGRILLO SULL ILVA
“L’obiettivo per Taranto rimane lo stesso”, scrivono in una nota i parlamentari pugliesi e gli otto consiglieri regionali del Movimento. “La chiusura delle fonti inquinanti e la riconversione economica. L’avvio di questo processo è stato solo rallentato e complicato a causa del ‘delitto perfetto’ del precedente Governo Pd che aveva messo in piedi una gara che, per quanto illegittima, non si poteva annullare e che in ogni caso il 15 avrebbe fatto passare la proprietà di Ilva ad Arcelor.

E questo fa rabbia, tanta rabbia. In questo quadro tutto ciò che poteva fare il ministro Di Maio, e che ha fatto con grande senso di responsabilità, è stato lottare con i sindacati e con gli acquirenti per ottenere il risultato migliore, in condizioni peggiori, in termini di occupazione e di tutele ambientali che, seppur non ancora sufficienti a salvare Taranto, sono certamente maggiori rispetto a quelle assolutamente blande, richieste dal Pd. Siamo stati chiamati a lavorare giorno e notte per limitare al massimo i danni creati da un partito velenoso che per fortuna non potrà più nuocere al nostro Paese”.

 “Arcelor ringrazi dunque il Partito Democratico e Calenda per questo regalo ma gli suggeriamo di non ‘rilassarsi’ troppo perché da oggi avranno il fiato sul collo del Governo e del M5S in Puglia perché rispettino, da subito, tutti gli impegni presi”.

Emiliano dal canto suo ha spiegato: “Il governo aveva due alternative: o l’Ilva si chiudeva, e a quel punto noi avevamo chiesto garanzie per l’occupazione delle 20mila persone”, ma “siccome abbiamo capito che il governo ha deciso di lasciarla aperta, rimane che noi abbiamo chiesto come garanzia al governo la decarbonizzazione, quindi la non ricostruzione di Afo5 a carbone e la sostituzione di Afo5, l’altoforno più grande della fabbrica, con due forni elettrici a gas o idrogeno.

ilva taranto 5ILVA TARANTO 
Se questa condizione verrà rispettata noi riteniamo di poter dire alla cittadinanza che le ragioni della salute sono accettabili. Se qualcuno invece pensa di lasciare il mondo come sta, come Mittal aveva già definito nei suoi progetti, avevamo detto l’altra volta sia io che Di Maio che il piano ambientale era deludente, e direi insufficiente”. “Quindi – ha concluso – credo che il giudizio sul Piano ambientale sull’insufficienza rimarrà identico sia per me che per Di Maio”.

ROSALBA DE GIORGIROSALBA DE GIORGI



La Regione Puglia ha ancora in piedi il ricorso contro il Dpcm che contiene il Piano ambientale per il siderurgico. Anche il Comune di Taranto presentò lo stesso ricorso. Comune e Regione rinunciarono però in un secondo momento alla richiesta di sospensiva cautelare.

Fonte: qui











Ilva, c’è l’accordo tra Mittal e sindacati: 10.700 assunzioni subito e zero esuberi. Calenda: “Complimenti a Di Maio”

Ilva, c’è l’accordo tra Mittal e sindacati: 10.700 assunzioni subito e zero esuberi. Calenda: “Complimenti a Di Maio”
Intesa trovata dopo una notte di trattativa: la firma finale prevista intorno all'ora di pranzo. Il racconto del lungo negoziato al tavolo del Mise, con l'intervento diretto di Di Maio poco dopo la mezzanotte. La svolta definitiva alle 8, quando ArcelorMittal accetta le 10.700 assunzioni immediate. Palombella (Uilm): "Accordo fatto, ora referendum dei lavoratori"

Avevano chiesto di mantenere sugli impianti quanti ci lavorano in questo momento e di arrivare agli “zero esuberi” rimasti al termine del piano ambientale nel 2023. Senza che venissero toccati gli stipendi. E alla fine i metalmeccanici hanno vinto su tutto. In 18 ore di trattativa a oltranza, partita in salita e chiusa da un applauso alle 8.10, quando si è capito che l’accordo era fatto. I sindacati e ArcelorMittal hanno raggiunto l’intesa che permetterà al ministro Luigi Di Maio di consegnare le chiavi dell’Ilva al colosso dell’acciaio nei prossimi giorni per l’ingresso ufficiale a partire dal 15 settembre. Con un accordo migliore di quello ipotizzato dal suo predecessore Carlo Calenda, che su Twitter si complimenta con il vicepremier. L’accordo è stato siglato e ora il testo sarà sottoposto al referendum tra i lavoratori.

I punti dell’accordo – L’azienda, dopo ore tese al tavolo del ministero dello Sviluppo Economico, ha deciso di riassumere subito 10.700 lavoratori e garantire la contrattualizzazione entro il settembre 2025 degli esuberi rimasti nel 2023 senza ritoccare al ribasso il costo del lavoro tagliando le ore in fabbrica di ciascun dipendente. Niente solidarietà preventiva, insomma: è la mossa decisiva, un punto sul quale i rappresentati dei lavoratori non avevano nessuna intenzione di cedere.
L’intervento di Di Maio – La svolta è arrivata poco dopo mezzanotte. In quel momento, dopo un secondo round di trattative seguito all’avvio “in salita” e alle distanze marcate” sottolineate dai sindacati e con una “bozza di accordo” che in realtà era una proposta dell’azienda, i segretari generali di Uilm, Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Usb hanno in mano un testo integrato e migliorato dalle loro controproposte. Ma la situazione non si blocca. Serve l’intervento diretto del governo e arriva Di Maio, che affianca il dg del Mise Giampiero Castano: va dritto da Rocco Palombella, Francesca Re David, Marco Bentivogli e Sergio Bellavita. Vuole sapere quale sono le condizioni sotto le quali non firmeranno mai. Ascolta, appunta e richiama ArcelorMittal.

La trattativa “forzata” nella notte – È il momento di “forzare”, perché senza l’intesa sindacale salta tutto. E con i miglioramenti ambientali vagliati dal ministero dell’Ambiente nelle ultime settimane e accettati dall’azienda, il nodo occupazionale è ormai l’ultimo da sciogliere. Il faccia a faccia vive momenti di tensione, ma prosegue. Alle 4.30 la discussione è accesa. Il leader della Fim-Cisl Bentivogli è il più agitato di tutti. La no-stop arrivata fino a tarda ora è però un segnale per lavoratori, azienda e governo: un punto di caduta verrà trovato. Dopo due ore e mezza di scrittura dei testi, la bozza è ormai pronta e si torna in plenaria dopo una riunione ristretta iniziata ormai da oltre 16 ore. Arcelor si presenta con 10.500 assunzioni subito, i sindacati ne chiedono 200 in più.
“Ultimo miglio”. E Calenda si complimenta – Sono le 8 e Di Maio parla di “ultimo miglio” ai presenti al tavolo e lo ripeterà poi all’esterno. L’azienda sa che non può far saltare un’operazione da 4,1 miliardi di euro in ballo dal giugno 2017 per un pugno di lavoratori dopo aver già accettato condizioni che alcuni mesi fa sembravano impossibili. L’accordo finale arriva in pochi minuti: 10.700 assunzioni, zero esuberi, premialità una tantum. Mancano le firme, arriveranno in giornata dopo aver letto e riletto il testo definitivo dell’intesa. Alla fine, prima delle firme, il messaggio di Calenda, che dopo decine di riunioni al Mise e quasi un anno di trattativa non aveva portato Mittal e sindacati a stringersi la mano, sancisce di fatto la buona riuscita del negoziato: “Una grande giornata per Ilva, per l’industria italiana e per Taranto – scrive poco le 10.30 su Twitter – Finalmente possono partire gli investimenti ambientali e industriali. Complimenti a aziende e sindacati e complimenti non formali a Luigi Di Maio che ha saputo cambiare idea e finalmente imboccare la strada giusta”.

Palombella (Uilm): “Ora referendum” – Per quanto manchino da “riguardare i testi e correggerli” anche Palombella e Re David parlano di “accordo fatto” che ora “deve essere approvato dai lavoratori con il referendum“. Non una formalità, ma nel testo c’è tutto quello che i sindacati hanno chiesto per un anno. “L’elemento importante è che non ci sono esuberi perché il piano prevederà il completo assorbimento di tutti i lavoratori con il mantenimento di tutti i diritti acquisti – spiega Palombella – Bisognava aumentare il numero di lavoratori. Siamo riusciti a ottenere un numero che secondo noi è importante: 10.700 compresi quasi 300 delle affiliate”.
Fonte: F.Q.