9 dicembre forconi: impianto
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mercoledì 10 luglio 2019

LA PROCURA DI TARANTO ORDINA LO SPEGNIMENTO DELL’ALTOFORNO 2 DELL'ILVA DI TARANTO, CIOÈ LA PRINCIPALE PARTE PRODUTTIVA DELL’ACCIAIERIA

DOPO LA CANCELLAZIONE DELL’IMMUNITÀ LEGALE, ARCELOR MITTAL NON POTRÀ FARE ALTRO CHE MOLLARE LA PARTITA E DECRETARE LA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO...
Roberta Amoruso per “il Messaggero”

ilvaILVA
Non è garantita la sicurezza degli operai. Così ieri la Procura di Taranto ha ordinato lo spegnimento dell'Altoforno 2 dell'ex Ilva, la principale parte produttiva dell'acciaieria, già tecnicamente sotto sequestro preventivo, a quasi quattro anni dai sigilli e dalla «facoltà d'uso» concessa dopo la morte di un operaio.

ilva taranto 9ILVA TARANTO





Un decreto del governo Renzi aveva sbloccato proprio questa linea produttiva che garantiva l'operatività dello stabilimento. Ma di fronte alla richiesta di rimozione formale del sequestro da parte dei vertici della fabbrica, è scattata ieri la nuova richiesta di stop: perché le prescrizioni imposte allora dalla Procura non sono state realizzate oppure non sono adeguate e sufficienti a garantire la sicurezza degli operai.
ilva taranto 7ILVA TARANTO 

Una nuova minaccia per il polo siderurgico, un ostacolo in più sulla strada del rilancio targato ArcelorMittal, già decisa a fare un passo indietro se il 6 settembre dovesse cadere davvero, come previsto dal decreto Crescita, l'immunità legale prevista per i vertici.

Senza immunità e con l'Altoforno 2 congelato, uno dei tre dello stabilimento, un colosso come ArcelorMittal non potrà che abbandonare la partita, decretando la chiusura dello stabilimento di Taranto. Lo sa bene anche il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che pur tenendo il punto anche ieri sulla linea che «non esiste alcuna possibilità che torni» l'immunità cancellata dal decreto Crescita, ha poi di fatto aperto a una soluzione mediata.
ilva taranto 6ILVA TARANTO

Lo ha fatto nel corso dell'incontro di tre ore al Mise con i commissari, i vertici di ArcelorMittal e i sindacati. Lo ha anche ribadito chiaramente in un'intervista al Mattino in edicola oggi. «Sull'immunità penale troveremo una soluzione con l'azienda», ha spiegato. «In questi mesi di interlocuzione ho sempre detto ad ArcelorMittal che la dirigenza dell'azienda non ha nulla da temere dal punto di vista legale se dimostra buona fede continuando nell'attuazione del piano ambientale: se si chiede di precisare questo concetto attraverso interpretazioni autentiche anche per norma, siamo assolutamente disponibili.

luigi di maio in imbarazzo davanti ad alessandro marescotti a taranto 1LUIGI DI MAIO IN IMBARAZZO DAVANTI AD ALESSANDRO MARESCOTTI A TARANTO
Ma nessuna persona in questo Paese potrà mai godere di una immunità per responsabilità di morti sul lavoro o disastri ambientali». L'ipotesi illustrata ai sindacati è quella di inserire in un decreto già in lavorazione, un provvedimento a largo spettro e non ad hoc per l'Ilva, la garanzia dello scudo legale per i vertici nell'ambito specifico della realizzazione del piano ambientale (non dell'intero piano quindi).

Del resto, l'intervento della Procura di Taranto sembra proprio dare ragione ai vertici ArcelorMittal che finora hanno sostenuto di non poter gestire uno stabilimento sotto sequestro, impostarne il rilancio e mettere tutte le toppe necessarie sul piano ambientale, ma anche della sicurezza, rinunciando del tutto all'immunità prevista nel contratto.

ilva taranto 5ILVA TARANTO
IL COMPROMESSO
Per il resto, il ministro dello Sviluppo sembra davvero convinto che in punto di diritto ArcelorMittal non possa rescindere il contratto da un giorno all'altro di fronte a un cambio di regole (quella sull'immunità), come invece sembra dimostrare chiaramente il contratto di cui dava conto ieri Il Sole24Ore ribadendo ciò che tutti i giornali hanno scritto in questi giorni.
ilva taranto 4ILVA TARANTO




Nel contratto c'è l'esimente penale, cioè una modifica che legittimerebbe Mittal a sciogliere il contratto? «Non è affatto così», ha detto curiosamente di Maio aggiungendo che nel contratto, così come negli atti successivi, «si parla esclusivamente della possibilità di recesso in caso di annullamento o di modifiche sostanziali del DPCM 29 settembre 2017, ovvero del piano ambientale».

ilva taranto 8ILVA TARANTO
Sull'altro capitolo cruciale sul tavolo ieri al Mise, invece, nessun passo avanti. La Cassa integrazione ordinaria scattata per oltre 1.400 non si tocca, dato il calo della domanda del settore, ha insistito il colosso dell'acciaio. Una delusione per i sindacati che ora aspettano l'aggiornamento del dossier nell'incontro previsto la prossima settimana.

milena gabanelli ilva famiglia riva 2MILENA GABANELLI ILVA FAMIGLIA RIVA



Intanto, a quanto pare lo stesso ministro incontrerà anche i pm di Taranto nei prossimi giorni, in modo da intravedere possibili soluzioni per evitare lo spegnimento dell'Altoforno 2 e mettere a rischio 11 mila lavoratori. Per ora è stato disposto solo l'avvio della procedura di fermo. Il provvedimento è la conseguenza, quasi scontata, del rigetto da parte del gup tarantino della istanza di dissequestro dell'Altoforno dopo il sequestro preventivo disposto in seguito all'incidente costato la vita all'operaio travolto da una colata incandescente.
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All'epoca, anche in forza di uno dei decreti legge sull'Ilva (poi impugnato dinanzi alla Corte costituzionale), fu concessa all'azienda siderurgica la facoltà d'uso dell'Afo 2. Nel corso dell'udienza preliminare è stato accertato dai tecnici nominati dallo stesso giudice che l'azienda non avrebbe adempiuto alle prescrizioni per la messa in sicurezza dell'impianto. Ma questo non significa una disattivazione dall'oggi al domani (impossibile) dell'impianto. Così ArcelorMittal e i commissari Ilva potrebbero avanzare una richiesta alla magistratura per adempiere agli adeguamenti necessari.

Fonte: qui

martedì 11 dicembre 2018

NUBE TOSSICA SU ROMA: IN FIAMME IL TMB SALARIO, FAMIGERATO CENTRO DI SMISTAMENTO RIFIUTI. ODORE ACRE E FUMO FINO IN CENTRO


''L'IMPIANTO È COMPROMESSO, CHE IL FUMO SIA TOSSICO È EVIDENTE'', E IL MUNICIPIO CHIUDE L'ASILO IN ZONA. 

LA SUA DISTRUZIONE MANDERÀ IN TILT LA RACCOLTA GIÀ DIFFICILE DELL'IMMONDIZIA 

''L'IMPIANTO ANDAVA CHIUSO PRIMA, ORA NON RICEVERÀ PIÙ NULLA''



ROGO RIFIUTI A ROMA

rogo tmb salario rifiuti in fiammeROGO TMB SALARIO RIFIUTI IN FIAMME
Un grande incendio si è sprigionato nello stabilimento di trattamento rifiuti in via Salaria 907. Dalle 4:27 dodici squadre dei vigili del fuoco e oltre 40 uomini sono impegnati sul posto di circa 2 mila metri quadrati per domare le fiamme. Il fumo è visibile a chilometri di distanza e l'odore acre si avverte fino nel centro di Roma. Il Tmb Salario, continuamente al centro di polemiche, è fondamentale per il sistema rifiuti della Capitale e la sua distruzione manderà in tilt la raccolta già difficile dell'immondizia.
rogo tmb salario rifiuti in fiamme 6ROGO TMB SALARIO RIFIUTI IN FIAMME 6



«L'impianto Tmb è completamente compromesso. Che il fumo sia tossico è evidente perché brucia spazzatura, olio e plastica, ma i vigili del fuoco ci hanno tranquillizzato sul fatto che si sta dirigendo verso zone non abitate. Quindi al momento non siamo allarmati per questo. Per precauzione però l'asilo vicino al Tmb è stato chiuso», ha detto il presidente del Municipio III di Roma Giovanni Caudo. «Questa è l'ulteriore prova che questo impianto di via Salaria va chiuso. Noi lo stiamo dicendo da mesi, è obsoleto, vecchio. Non bisognava arrivare a queste situazioni».


rogo tmb salario rifiuti in fiamme 5ROGO TMB SALARIO RIFIUTI IN FIAMME
MAXIROGO IN IMPIANTO RIFIUTI A ROMA,AL LAVORO POMPIERI
 (ANSA) - Un vasto incendio è divampato nella notte in un capannone adibito a deposito rifiuti nell'impianto Ama di via Salaria a Roma. Sul posto 12 squadre dei vigili del fuoco, per un totale di circa 40 uomini, e i carabinieri. Le fiamme sono divampate in un capannone di circa duemila metri quadrati.

MAXIROGO IMPIANTO RIFIUTI: ODORE ACRE IN CENTRO ROMA
rogo tmb salario rifiuti in fiamme 4ROGO TMB SALARIO RIFIUTI IN FIAMME

(ANSA) - L'odore di bruciato sprigionato dal maxirogo divampato nella notte nell'impianto per i rifiuti di via Salaria a Roma è stato avvertito anche nel centro della Capitale. Sulla zona si è sollevata un densa nube di fumo e l'odore acre è stato avvertito in diverse zone della città. Per spegnere l'incendio sono al lavoro da circa 5 ore diverse squadre dei vigili del fuoco. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

ROGO IMPIANTO RIFIUTI: CHIUSO PER PRECAUZIONE UN ASILO
rogo tmb salario rifiuti in fiamme 3ROGO TMB SALARIO RIFIUTI IN FIAMME

(ANSA) - "L'impianto Tmb è completamente compromesso. Che il fumo sia tossico è evidente perché brucia spazzatura, olio e plastica, ma i vigili del fuoco ci hanno tranquillizzato sul fatto che si sta dirigendo verso zone non abitate. Quindi al momento non siamo allarmati per questo. Per precauzione però l'asilo vicino al Tmb è stato chiuso". Lo ha detto il presidente del Municipio III di Roma Giovanni Caudo.

ROGO ROMA: MUNICIPIO, ORA PIÙ NULLA IN IMPIANTO RIFIUTI
rogo tmb salario rifiuti in fiamme 2ROGO TMB SALARIO RIFIUTI IN FIAMME


(ANSA) - "L'impianto andava chiuso prima, ora ovviamente non potrà arrivarci più nulla e bisognerà affrontare seriamente e tutti insieme la questione rifiuti di Roma, affinché l'immondizia che non riesce più ad arrivare qui non finisca per strada. Si tratta quasi del 25% dell'indifferenziata di Roma. È impossibile rimettere in funzione il Tmb perché tutti i macchinari sono compromessi e per spegnere completamente, come ci hanno spiegato i vigili del fuoco, ci vorranno un paio di giorno". Così il presidente del Municipio III di Roma Giovanni Caudo.

ARPA AL LAVORO SU QUALITÀ ARIA
 (ANSA) - L'Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, è già al lavoro per monitorare la qualità dell'aria a seguito dell'incendio divampato la scorsa notte nell'impianto Ama di via Salaria. Lo rende noto la Regione.
rogo tmb salario rifiuti in fiamme 1ROGO TMB SALARIO RIFIUTI IN FIAMME



CAMPIDOGLIO VALUTA OPZIONI REDISTRIBUZIONE RIFIUTI
 (ANSA) Il Campidoglio, a quanto si apprende, sta valutando tutte le opzioni per redistribuire i rifiuti di Roma che venivano lavorati nell'impianto Tmb Salario reso inservibile dall'incendio che vi si è sviluppato.

Fonte: qui

mercoledì 23 maggio 2018

LA COALIZIONE GIALLO VERDE SI ROMPE SULL’ACCIAIO DELL'ILVA

I CINQUE STELLE VOGLIONO CHIUDERE L’ILVA DI TARANTO (E PD EMILIANO E’ D’ACCORDO) 

LEGA E FORZA ITALIA INSORGONO: RISCHIANO IL POSTO DI LAVORO 14 MILA PERSONE

Michele Di Branco per il Messaggero

ILVAILVA
«In questo momento ci muoviamo in una direzione chiara: chiusura programmata e riconversione economica dell' Ilva». I dirigenti di M5S sbarcano in massa a Taranto per incontrare i sindacati aprendo di fatto la prima vera crepa nel governo in rampa di lancio. I progetti manifestati da Lorenzo Fioramonti, consulente economico di Luigi Di Maio, urtano in maniera evidente con il percorso faticosamente tracciato per il polo siderurgico (destinato a finire nelle mani di Arcelor Mittal entro fine giugno) ma soprattutto con la linea politica dell' alleato.
SALVINI DI MAIOSALVINI DI MAIO

«Chiudere l' Ilva è assolutamente da pazzi e so che anche i 5 stelle stanno rivedendo queste posizioni: quando si passa dall' opposizione al governo si deve fare i conti con il territorio e con un senso di responsabilità sicuramente maggiore» ha avvertito il deputato pugliese della Lega, Rossano Sasso. «Ilva ha spiegato il parlamentare rappresenta il 50% del Pil regionale. Certo, vanno difesi salute e livelli occupazionali ma facciamo scappare l' acquirente».

IMPIANTO ILVA A TARANTOIMPIANTO ILVA A TARANTO
Appare dunque evidente che nei prossimi giorni si dovrà arrivare a difficile compromesso all' interno della neo maggioranza. Tanto più che, stando a quanto dicono i pentastellati, la chiusura va fatta in un periodo di tempo relativamente breve, ma non brevissimo. «Non pensiamo ai 20 anni o ai 30 anni, non pensiamo nemmeno a un anno o sei mesi, ma comunque è un percorso che va intrapreso» ha incalzato Fioramonti. Il quale ha incassato l' apprezzamento di Michele Emiliano. «C' è attenzione per il progetto di decarbonizzazione avanzato ormai da due anni dalla Puglia: è un segnale di cambio di metodo rilevante» ha detto il governatore delle Regione.

PORTA STRETTA
MICHELE EMILIANOMICHELE EMILIANO
Accenti molto diversi da Forza Italia. «La cordata che un anno fa ha rilevato Ilva lo ha fatto sulla base di un presupposto contrattuale, ove questo venisse meno ed Ilva venisse chiusa ci sarebbero penali altissime da pagare e ci sarebbero quattordici mila persone a spasso» ha ricordato Anna Maria Bernini, capogruppo Fi al Senato. Polemico il ministro dello Sviluppo economico. «Come si fanno a dire le superficialità dei 5 stelle? Ilva o la chiudi o la risani: con quali soldi la tieni aperta a tempo?» si è chiesto Carlo Calenda. Più cauti i sindacati.

ILVA TARANTOILVA TARANTO
«I Cinque Stelle ci sono sembrati generici, approssimati e non sono entrati nel merito. Non ci hanno saputo dare dettagli nè sulla chiusura progressiva degli impianti di Taranto, da loro richiamata, nè sulla riconversione» le parole di Cisl e Uil. Le polemiche politiche, comunque, non arrestano la road map del passaggio di proprietà.

Oggi a Roma è previsto un nuovo incontro tra Am Investco, che controlla Arcelor Mittal, e sindacati metalmeccanici. Sarà un incontro informale tra le parti, fanno presente i sindacati, senza coinvolgimento del Mise che pure sabato scorso, attraverso il ministro Calenda e il vice Bellanova, si era detto pronto a intervenire di nuovo e a riaprire la trattativa per evitare la chiusura della fabbrica.
ILVAILVA

Nell' incontro che azienda e sindacati hanno avuto una settimana fa, questi ultimi hanno ribadito la loro posizione in merito all' assunzione, da parte di Am Investco, di tutto il personale Ilva (attualmente poco meno di 14 mila unità in tutta Italia, di cui quasi 11mila a Taranto) ma Mittal per ora tiene ferma la sua posizione che è quella indicata nel contratto sottoscritto col Governo Gentiloni: 10 mila assunti che poi, alla fine del piano industriale, nel 2023, scendono a circa 8.500.

Fonte: qui

sabato 12 maggio 2018

LA “BOMBITA” E’ UNA PROTESI IDRAULICA PENIENA DI ULTIMA GENERAZIONE CHE RISOLVE DEFINITIVAMENTE TUTTI I PROBLEMI DI DISFUNZIONE ERETTILE

È STATA GIÀ IMPIANTATA NELL'ISOLA CARAIBICA IN CIRCA 350 PAZIENTI ITALIANI CON RISULTATI ECCELLENTI - ECCO COME FUNZIONA

Melania Rizzoli per “Libero Quotidiano”

Una volta l'isola di Cuba era la meta preferita di molti uomini soli, i quali, oltre alle meraviglie del mare, delle spiagge, del clima e dei prezzi low-cost, in quel paradiso caraibico godevano facilmente anche di una settimana di vacanza e di sesso con le bellezze locali, notoriamente libere, disinibite e disponibili.
LA BOMBITA - DISFUNZIONE ERETTILELA BOMBITA - DISFUNZIONE ERETTILE

Oggi Cuba è ancora la meta preferita per tale scopo amatorio, con la differenza però che l'isola è diventata il centro di eccellenza e di riferimento per il "recupero" dell' attività sessuale per quei maschi che l' hanno perduta definitivamente, e non sto parlando di un recupero fisiologico ma prettamente chirurgico.

All' Avana nell' ultima settimana di aprile si è tenuto il Congresso Internazionale sulla Salute Sessuale dei Caraibi e dell' America Latina, concentrato su un unico argomento, la Disfunzione Erettile, dato che in Centro e Sud America si stimano in 30 milioni gli uomini che ne soffrono, e di questi 5 milioni ne patiscono in modo permanente ed irrecuperabile a causa della prostatectomia radicale, ovvero della rimozione chirurgica dell' intera ghiandola prostatica, la cui nota conseguenza è appunto l'impotenza a copulare (impotentia coeundi).

Un chirurgo italiano, Gabriele Antonini, urologo ed andrologo di Roma, invitato al congresso per presentare i suoi lavori, ha pubblicizzato ufficialmente quella che nel gergo popolare locale è diventata famosa con il soprannome di "bombita", una protesi idraulica peniena di ultima generazione che risolve definitivamente tutti i problemi di disfunzione erettile, e che è stata già impiantata nell' isola caraibica in circa 350 pazienti italiani con risultati eccellenti.

PICCOLO DISPOSITIVO
LA BOMBITA - DISFUNZIONE ERETTILELA BOMBITA - DISFUNZIONE ERETTILE
La protesi idraulica del pene è in pratica composta da due cilindri di parylene, morbidi e soffici al tatto, che vengono alloggiati all' interno dell' organo sessuale lungo il suo decorso, in sostituzione dei naturali corpi cavernosi ormai inefficaci, ed è completata appunto dalla "bombita", cioè da un piccolo dispositivo attivatore, un semplice meccanismo di forma sferica contenente un liquido gelatinoso, che viene posizionato all'interno dello scroto, in uno dei due testicoli, in modo completamente invisibile, il quale, se azionato mediante un breve palpeggiamento o una lieve pressione, permette di far defluire il gel e gonfiare i cilindri del pene a lui collegati, restituendo a qualsiasi uomo la possibilità di avere una erezione perfetta e duratura, con una turgidità dell' organo pari a quella di un ragazzo di 20anni.

Il dispositivo ha un sistema di controllo a circuito chiuso, ed il liquido che viene trasferito nei cilindri per ottenere l'erezione, una volta terminato l' atto sessuale, sempre a comando manuale esso viene ritrasferito nel suo serbatoio sferico per ottenere e ripristinare la flaccidità dell' organo.

LA BOMBITA - DISFUNZIONE ERETTILELA BOMBITA - DISFUNZIONE ERETTILE
Antonini ha spiegato che in Italia, con le dovute proporzioni, la disfunzione erettile è sovrapponibile a quella del Sud-America, poiché ne soffrono almeno 3 milioni di persone e 500mila in modo irrecuperabile, e questo fattore ha avvicinato sempre più italiani all' intervento chirurgico per l' impianto della protesi, eseguita con l' utilizzo delle più moderne attrezzature, con le più avanzate tecniche robotiche, le quali sono in grado di risolvere in modo più che soddisfacente questa complicanza che altera irreversibilmente la virilità e la qualità di vita dell' uomo che ne soffre, spesso in una età considerata ancora giovane, che va dai 50 ai 60anni, aggiungendo che tale patologia è spesso associata al Diabete ed alla Sindrome Metabolica che insieme completano il quadro delle condizioni che possono alterare la sessualità degli uomini.

Ma perché gli italiani vanno ad operarsi all' Avana?Insieme al collega cubano Ramiro Fragas, Antonini ha dimostrato i risultati del primo anno di collaborazione nell' isola più grande dei Caraibi, evidenziando i notevoli vantaggi del "ponte" Italia-Cuba, tra i quali la possibilità di abbattere e rendere accessibile a tutti i costi di questa procedura che negli Stati Uniti costa tre volte tanto, e l' altissimo livello di preparazione in campo medico del personale cubano, oltre al posizionamento strategico al centro del Latino America di Cuba, che permette di essere facilmente raggiungibile da ogni Paese.

LA BOMBITA - DISFUNZIONE ERETTILELA BOMBITA - DISFUNZIONE ERETTILE
IL VIAGRA
Non solo. A distanza di vent' anni dalla scoperta del Viagra, il farmaco che ha rivoluzionato e cambiato per sempre l' approccio medico alla disfunzione erettile, e che però nei pazienti privi di prostata non funziona assolutamente, questo intervento chirurgico, che si esegue in meno di mezz' ora e con una incisione chirurgica invisibile di 2,5 centimetri sulla pancia tramite laparoscopia, è in grado di riportare l' uomo ad una nuova virilità e di ripristinare in toto una dimenticata vita sessuale.

Il fastidio e il dolore post-operatorio è quasi inesistente, la degenza è di tre o quattro giorni, e già dopo una settimana dall' intervento si può attivare il sistema, con una piena ripresa dell' attività sessuale che comincia ad un mese di distanza. Quindi, se la "pasticca blu" fino ad ora era un trattamento "on demand" che però è inefficace nei pazienti oncologici, ora la "bombita" sta diventando la soluzione ideale del problema di impotenza, perché l' impianto del dispositivo endocavernoso riporta l' organo sessuale al suo perfetto funzionamento.

Ironia a parte, la tecnica utilizzata ha azzerato il rischio di complicanze in questo settore, rendendo sicuro ed efficace l' impianto della protesi ed aprendo una nuova frontiera nel trattamento dei pazienti operati e guariti dal tumore della prostata, in aumento in tutto il pianeta. Dai dati delle casistiche presentati al Congresso cubano infatti, il rischio di infezione o complicanze meccaniche risulta praticamente prossimo allo 0%, essendo questo un trattamento definito mini-invasivo, che utilizza materiali simili a quelli delle protesi mammarie che vengono innestate a milioni e milioni di donne nel mondo senza conseguenze.

FRUSTRANTE
Il limite vero di questa innovativa tecnica è che è scarsamente conosciuto e altrettanto scarsamente proposto dagli urologi ai loro pazienti, che lo considerano frustrante, perché il paradosso più grave è che spesso viene ironicamente associato al falso mito della famosa "pompetta", quasi fosse una umiliazione della virilità maschile o un sistema artificioso ed esterno all' organismo, mentre il device protesico, essendo posizionato completamente all' interno della zona genitale, è assolutamente invisibile, ed esteticamente il pene ed i testicoli hanno una consistenza al tatto normale ed un aspetto anatomico naturale, sia quando sono a riposo che in posizione di eccitamento sessuale.
disfunzione erettileDISFUNZIONE ERETTILE

La Disfunzione Erettile (DE), comunemente detta impotenza, è il più comune disturbo sessuale maschile dopo l' eiaculazione precoce, e la terapia medica per via orale che funziona negli uomini senza patologie associate (diabete, cardiopatie, ipertensione) ha un alto tasso di abbandono nel tempo che sfiora l' 80% poiché le famose "pillole dell' amore" non garantiscono sempre il totale recupero dell' attività sessuale, oltre a non essere prive di effetti collaterali a volte importanti.

Con l' aumentare della prevenzione e delle diagnosi sempre più precoci molti uomini tra i 50 e i 60 anni scoprono di avere un tumore maligno alla prostata, che spesso viene trattato chirurgicamente con esiti a volte drammatici sull' attività sessuale, e circa il 90% degli operati ai quali viene rimossa completamente la ghiandola ha problemi di impotenza irreversibile che non risponde alle terapie orali od iniettive specifiche della disfunzione erettile, che non influenza l' aspettativa di vita ma ne altera sostanzialmente la qualità.

D' altronde tutti voi conoscete una persona, un conoscente o un' amica che hanno innestato chirurgicamente una protesi mammaria, una valvola cardiaca o una protesi d' anca per migliorare o ripristinare la funzionalità di un organo apparentemente od altrimenti compromesso. Con la differenza che la protesi "bombita" restituisce, oltre all' estetica ed alla funzionalità, soprattutto la voglia di vivere, la fiducia in se stessi e nel futuro, oltre alla sensibilità, al piacere e l' orgasmo perfettamente sovrapponibili a quelli di un rapporto fisiologico.

Fonte: qui