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giovedì 24 maggio 2018

Clima: aprile 2018 il 400esimo mese di fila più caldo della norma

Secondo gli scienziati il mese di aprile di quest'anno è stato il 400esimo consecutivo con temperature più alte della norma: una serie che è iniziata nel febbraio del 1985 e che da allora non si è mai interrotta.
Era il febbraio 1985 quando gli esperti registrarono sulla Terra l'ultimo mese più freddo della norma. Dal mese seguente, quello di marzo, è iniziato un periodo lunghissimo e ancora in corso in cui la temperatura globale media è sempre stata superiore alla media. A renderlo noto National Oceanic and atmospherique administration, spiegando che da ben 400 mesi a questa parte fa più caldo di quanto in realtà dovrebbe. A riferire i dati degli esperti è stato il Washington Post, spiegando che "viviamo ormai in un pianeta che è inequivocabilmente più caldo rispetto soltanto a un decennio fa e in cui le temperature continuano a crescere", come ha dichiarato al quotidiano lo scienziato del NOAA Deke Arndt, precisando: "Arrivare al 400esimo mese di fila più caldo della norma semplicemente è un sintomo evidente di quanto sta accadendo alla Terra. Ma non c'è nessuna novità. Semplicemente, una conferma di quanto sappiamo da tempo".
Nell'aprile del 2018 la temperatura media mondiale è stata di 1,5 gradi superiore alla norma: dato che a stupito per primi gli statunitensi, che proprio il mese scorso hanno registrato nel loro paese temperature estremamente rigide mentre nel resto del mondo erano in realtà più elevate di quanto non fosse normale. Sempre ad aprile infatti si è registrato un caldo record in Europa, secondo il Centro europeo delle previsioni climatiche. Anche le regioni artiche sono state molto meno fredde della norma. Complessivamente, secondo gli scienziati, il mese di aprile è stato il terzo più caldo per il pianeta dal 1880. Soltanto l'aprile 2016 e 2017 hanno avuto temperature più alte.
Quello dell'innalzamento delle temperature non è certo uno scoop: gli scienziati sono infatti concordi nel ritenere che a causa delle emissioni inquinanti ci sia stato un importante cambiamento climatico, con temperature nel pianeta di tre gradi più alte rispetto al periodo precedente la rivoluzione industriale.
20 Maggio 2018
Fonte: qui

martedì 3 gennaio 2017

PARLAMENTO FERMO, TUTTO CONGELATO FINO AL 24 GENNAIO, CON IL VERDETTO DELLA CONSULTA SULL' ITALICUM

LA SPADA DI DAMOCLE DEL REFERENDUM SUL JOBS ACT CON LA CORTE COSTITUZIONALE CON UN GIUDICE IN MENO 

LA PARTITA INTERNA AL PD PER SOSTITUIRE LE NEO MINISTRE FEDELI E FINOCCHIARO

Paolo Bracalini per Il Giornale

aula senatoAULA SENATO
Il Senato non riapre prima del 10 gennaio e con un' agenda di tutto riposo (Seguito dell' indagine conoscitiva sulla nuova disciplina sui contratti pubblici), il calendario della Camera riparte un po' prima, il 4, ma con un appuntamento di semplice formalità post-natalizia: Comunicazioni del presidente (cioè la Boldrini). Insomma il rientro dalle ferie non sarà traumatico per la politica, che si prepara ad un mese di stand-by in attesa di martedì 24, la fatidica data in cui la Consulta darà il verdetto sull' Italicum.
AULA MONTECITORIOAULA MONTECITORIO

Dal parere dei giudici costituzionali (bocciatura senza appello, oppure solo parziale, o un meno probabile via libera alla nuova legge elettorale valida solo per la Camera) dipendono le prossime mosse dei partiti e anche il destino della legislatura, con Renzi che preme per votare a giugno, senza apparente ostacolo nel governo (il voto non è una minaccia dice il premier Gentiloni). Tutto rimandato, quindi, al 24 gennaio.

Corte costituzionaleCORTE COSTITUZIONALE
Prima di allora si preannunciano molte chiacchiere sulla riforma elettorale, tra chi punta al Mattarellum e chi al proporzionale. Pura melina però, perché la partita si giocherà soltanto dopo la sentenza della Corte costituzionale. 

Un asse inedito Pd-M5s-Fi(accordo sul basta che magna, tanto sono abusivi/delinquenti dal Gennaio 2014.) ha infatti congelato in commissione Affari costituzionali alla Camera il dibattito sulla legge elettorale, in attesa appunto della Consulta. Che tiene appeso il Parlamento anche su due altri fronti.

Primo, un altro verdetto, atteso per l' 11 gennaio, sull' ammissibilità dei tre referendum abrogativi sul Jobs Act proposti dalla Cgil e sottoscritti da 3 milioni di italiani. Scenario che avrebbe ripercussioni sul voto anticipato, perché il segretario Pd vuole scongiurare il rischio di una seconda débâcle referendaria. I rumors di Palazzo però scommettono sul via libera ai due referendum minori (abolizione dei voucher e la tutela dei lavoratori negli appalti), ma invece un orientamento negativo della Consulta sulla richiesta di votare sulla reintroduzione dell' articolo 18, il cuore politico della riforma del lavoro del governo Renzi.
RENZI JOBS ACTRENZI JOBS ACT

E c' è sempre la Consulta al centro di un altro appuntamento di gennaio. Il Parlamento è convocato, ancora l' 11 gennaio, per eleggere un nuovo giudice della Corte costituzionale in sostituzione del giurista Giuseppe Frigo, che a novembre si è dimesso per motivi di salute. Per i primi scrutini è richiesta la maggioranza dei due terzi, un quorum particolarmente elevato. Difficile si trovi un nome condiviso in fretta. Significa che il collegio della Corte che deciderà sull' Italicum sarà composto da 14 giudici, invece che da 15. Aritmetica non indifferente visto che nei pareri della Consulta basta la metà più uno dei voti, e quello del presidente in caso di spaccatura vale doppio.

CORTE COSTITUZIONALECORTE COSTITUZIONALE
Per il resto, giacciono nelle commissioni parlamentari i provvedimenti su cannabis, testamento biologico, concorrenza, processo penale, anche quelli in attesa di scongelamento quando il verdetto della Consulta renderà più chiaro l' orizzonte. Oltre al bla bla sul destino dell' Italicum, ci sono da sistemare delle poltrone.
valeria fedeliVALERIA FEDELI

Con la nomina a ministro di Valeria Fedeli, ex vicepresidente del Senato, si libera la poltrona del numero due di Palazzo Madama. E oltre a quella è vacante la carica di presidente della commissione Affari costituzionali del Senato (era della Finocchiaro, promossa ministro). La poltrona è ambita in vista della riforma della legge elettorale (che è incardinata in quella commissione). La rivendicano i verdinani ma anche la minoranza Pd.

Fonte: qui
giuliano amato anna finocchiaroGIULIANO AMATO ANNA FINOCCHIARO