9 dicembre forconi: ANTONIO INGROIA
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domenica 21 aprile 2019

L’EX PM ANTONIO INGROIA BLOCCATO ALL’AEROPORTO PARIGINO DI ROISSY IN STATO D’EBBREZZA

“TROPPO UBRIACO PER VOLARE”

IL CONSOLATO ITALIANO E' STATO INFORMATO

ANTONIO INGROIA E’ STATO FATTO PARTIRE QUALCHE ORA DOPO, UNA VOLTA RIPRESI I SENSI…

Anais Ginori per repubblica.it
 L'ex pm Antonio Ingroia è stato fermato ieri all'aeroporto parigino di Roissy mentre si stava imbarcando su un volo per l'Italia. Il personale della compagnia aerea ha dovuto chiamare gli agenti aeroportuali perché l'ex magistrato antimafia era visibilmente in stato di ebbrezza. Ingroia, che stava salendo a bordo dell'aereo, è stato così costretto a tornare indietro. Secondo fonti aeroportuali, il rifiuto di imbarco non avrebbe provocato resistenza da parte di Ingroia che è stato portato in una zona di Roissy non lontano dai gate. Il consolato italiano a Parigi è stato avvertito. Ingroia è stato fatto partire qualche ora dopo, una volta ripresi i sensi e in grado di viaggiare per rientrare in Italia. Fonte: qui

venerdì 29 giugno 2018

Corte dei conti: annullate condanne a Crocetta e Ingroia

Le sezioni unite della Cassazione hanno annullato la condanna dell’ex presidente della regione Rosario Crocetta e dell’ex pm Antonio Ingroia: a entrambi era stato attribuito, con ex assessori e funzionari regionali, un danno erariale di 1,3 milioni di euro.
All’epoca in cui Ingroia presiedeva la società partecipata regionale di informatica e-Servizi, era stata decisa l’assunzione dei dipendenti del socio privato. Così, per l’accusa, sarebbe stato violato il blocco sull’immissione di personale in una struttura pubblica. La Cassazione ora ha rilevato un difetto di giurisdizione.

Competente in questi casi non è infatti la Corte dei Conti ma la magistratura ordinaria.
Il procedimento dovrà quindi ripartire, eventualmente, dall’inizio, davanti al tribunale civile poichè l’indagine penale è stata intanto archiviata.
Oltre a Crocetta e Ingroia nel giudizio contabile erano coinvolti ex assessori Antonino Bartolotta, Ester Bonafede, Dario Cartabellotta, Nelli Scilabra, Michela Stancheris, Patrizia Valenti, l’avvocato dello Stato Giuseppe Dell’Aira, i dirigenti Mariano Pisciotta e Rossana Signorino. Fonte: qui

mercoledì 11 aprile 2018

IL TRIBUNALE DEL RIESAME RESPINGE L’ISTANZA DELL’EX PM ANTONIO INGROIA: LA VILLA DI CALATAFIMI RESTA SOTTO SEQUESTRO

SECONDO L’ACCUSA GITE IN BARCA E SUITE DELUXE SONO STATE PAGATE DAI CONTRIBUENTI

Riccardo Arena per la Stampa

Campeggia tra le spese pagate con la carta di credito American Express di Sicilia e-Servizi, con la dicitura «ricevuta solo per giro in barca», 520 euro che poi Antonio Ingroia rimborsò alla società di gestione informatica della Regione, di cui era amministratore unico. Ma c' è e tanto basta, alla Procura di Palermo, che ha messo quel documento agli atti dell' inchiesta sull' ex procuratore aggiunto che lavorò in quello stesso ufficio, per poi darsi alla politica e alla direzione di un' azienda interamente a capitale.

ingroia antonioINGROIA ANTONIO
Destinatario di un sequestro da 151.000 euro che ha colpito un suo antico casale di Calatafimi, l' attuale avvocato Ingroia si è visto respingere il ricorso e confermare il sequestro dal Riesame. 
C' è la gita in barca del 6 giugno 2015 e il protagonista di quella uscita in mare con la compagna parla di «un errore dell' albergo, che aveva già emesso la fattura». Lui sostiene cioè che non avrebbe voluto pagare con la carta aziendale. I pm Pierangelo Padova ed Enrico Bologna, che avevano lavorato con lui, non sono convinti e depositano anche altri conti e altre spese. Suite deluxe, in un caso Towersuite, in un altro la suite presidenziale.

Antonio IngroiaANTONIO INGROIA
Sempre in compagnia della fidanzata, i cui soggiorni venivano pagati con lievi differenze o erano compresi nel prezzo complessivo, perché nelle suite conta poco se si pernotta da soli o con altri. La Procura sostiene che i viaggi (26 mila euro) sono rimborsabili, le spese di soggiorno no: Ingroia insiste nella sua tesi, anche se restituì 9.086,05 euro, definendo invece «ammessi» e tenendosi rimborsi per 55.449,31 euro.
Il peculato è reato istantaneo: si consuma nel momento dell' appropriazione. La restituzione, sostiene così la Procura, non esclude l' illiceità.

Una delle restituzioni è datata poi 6 marzo 2017, il giorno prima dell' interrogatorio dell' indagato in Procura, ma la Guardia di Finanza ha scoperto che fu protocollato nel sistema elettronico di Sicilia e-Servizi il 14 marzo, ben otto giorni dopo. I pm hanno sul tavolo un elenco dei soggiorni (38) a Villa Igiea e poi di una serie di altri alberghi a 5 stelle. La suite presidenziale ebbe un costo di 600 euro a notte. La Tower Suite 675 euro. In totale la spesa per Villa Igiea fu di 40.088,10 euro, di cui 5.474 poi restituiti da Ingroia. La Regione provò a saperne di più e a ispezionare i conti, ma l' amministratore (cioè Ingroia) protestò con Rosario Crocetta, il presidente che lo aveva nominato, rispondendo che le richieste di guardare i suoi conti apparivano «ultronee» (superflue) e collegate a «una condotta che appare arbitraria e vessatoria».

Fonte: qui

domenica 25 marzo 2018

Ingroia: «Contro di me attività criminale di dossieraggio di una lobby politico-affaristica»

L’ex pm: «L’obiettivo era sporcare la mia immagine e farmi fuori da Sicilia e-Servizi»

«Da alcune deposizioni chiave al processo per calunnia nei confronti dei giornalisti collaboratori de L’Espresso responsabili della pubblicazione della falsa telefonata Tutino-Crocetta contro Lucia Borsellino si definisce finalmente il contesto in cui è stato prima avviato il linciaggio mediatico contro di me e poi è stata aperta la paradossale indagine della procura di Palermo sui miei compensi e rimborsi a Sicilia e-Servizi». Lo dice l’ex procuratore aggiunto a Palermo Antonio Ingroia in una nota dopo l’udienza di ieri del processo per calunnia e diffusione di notizie false ai collaboratori dell’Espresso Piero Messina e Maurizio Zoppi, autori dell’articolo sulla presunta intercettazione tra Crocetta e il suo medico, Matteo Tutino.

«È emerso - aggiunge l’ex pm - che era stata commissionata da lobby politico-affaristiche una mirata attività criminale di dossieraggio su di me, con il coinvolgimento anche dei servizi segreti, per sporcare la mia immagine e farmi fuori da Sicilia e-Servizi, come poi è effettivamente accaduto. Si tratta di fatti gravissimi, che sospettavo e ho denunciato più volte senza che gli organi inquirenti, a cominciare dalla Procura di Palermo, abbiano mai indagato, tanto che non ne sono mai stato informato da chi avrebbe dovuto farlo. Ora mi aspetto venga fatta la massima chiarezza e vengano accertate tutte le responsabilità. Resta l’indignazione per un’indagine fondata sul nulla, figlia di una precisa e ben studiata operazione criminale di delegittimazione nei miei confronti».

«Una bolla di sapone - conclude - destinata a scoppiare presto, confermando che io costituivo un ostacolo alla realizzazione degli affari più sporchi alle spalle dei siciliani, ostacolo di cui bisognava liberarsi. Io però pretendo tutta la verità e chi ha sbagliato paghi, i criminali e i loro strumenti, consapevoli o inconsapevoli». (fonte Ansa)

Fonte: qui

mercoledì 21 marzo 2018

Peculato: sequestrata casa di campagna dell'ex pm Ingroia

Nei giorni scorsi il gip, su richiesta della Procura, aveva disposto il sequestro preventivo per equivalente di 151mila euro dell'ex magistrato

Ansa - La Guardia di Finanza ha sequestrato una casa di campagna dell'ex pm di Palermo Antonio Ingroia, indagato per peculato. Nei giorni scorsi il gip, su richiesta della Procura, aveva disposto il sequestro preventivo per equivalente di 151mila euro dell'ex magistrato. La decisione di disporre il sequestro dell'immobile, che si trova a Calatafimi, nasce dal fatto che il denaro presente sui conti correnti dell'indagato non sarebbe sufficiente a "coprire" la totalità della somma sequestrata dal gip. Il provvedimento determina l'impossibilità di vendere la casa.
   
Due gli episodi contestati a Ingroia. Nominato nel 2013 dal governo Crocetta liquidatore della Sicilia e-Servizi s.p.a., società in house della Regione si è liquidato, in conflitto d'interesse e senza passare per una specifica valutazione dell'assemblea dei soci, una indennità di risultato di 117mila euro. Per gli inquirenti si tratterebbe di una somma indebita perché la legge stabilisce che l'indennità non possa superare il doppio del compenso onnicomprensivo attribuito pari, per Ingroia a 50.000 euro l'anno. Nel 2013 l'ex pm ha lavorato a Sicilia e-Servizi solo tre mesi, percependo uno stipendio limitato a quel periodo. L'indennità dunque sarebbe del tutto sproporzionata. E, secondo gli investigatori avrebbe di fatto, determinato un abbattimento dell'utile di esercizio da 150.000 euro a 33.000 euro.

Ingroia, che ora esercita la professione di avvocato e vive a Roma, si sarebbe, inoltre, indebitamente appropriato di ulteriori 34.000 euro, a titolo di rimborso spese sostenute per vitto e alloggio nel 2014 e nel 2015, in occasione delle trasferte a Palermo per svolgere le funzioni di amministratore, nonostante la normativa nazionale e regionale, chiarita da una circolare dell'Assessorato regionale dell'Economia, consentisse agli amministratori di società partecipate residenti fuori sede l'esclusivo rimborso delle spese di viaggio. L'ex pm aveva adottato un regolamento interno alla società che consentiva tale ulteriore indebito rimborso. 
P.S. Il 16 luglio il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta annuncia che Ingroia sarà presto il nuovo commissario di Sicilia e-Servizi, la società mista regionale per l'informatizzazione,[47] dove si insedia il 25 novembre 2013.[48]. Il 21 febbraio 2014 su nomina dello stesso Crocetta diviene anche commissario della Provincia di Trapani[49] in sostituzione del vice prefetto Darco Pellos fino al 9 dicembre 2014, quando viene sostituito perché incompatibili entrambi gli incarichi.[50]
Nominato nel frattempo amministratore unico della società regionale (divenuta "Sicilia e-digitale") viene destituito dal nuovo presidente della Regione Nello Musumeci il 6 febbraio 2018 [51].


Nel 2016 viene indagato insieme all'ex presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta per il doppio incarico - viziato da palese incompatibilità, secondo l'Anac - che Ingroia rivesti' nel 2014-2015 quando l'ex procuratore aggiunto fu contemporaneamente commissario della Provincia di Trapani e commissario dell'azienda regionale Sicilia e-Servizi. Nel marzo 2018 il gip del tribunale di Palermo ha archiviato l'indagine penale, ma ha inviato gli atti alla Procura della Corte dei conti, perche' verifichi la sussistenza di un eventuale danno erariale prodotto [66].
Nel marzo 2017, Antonio Ingroia viene indagato da parte della procura di Palermo con l'accusa di peculato per la sua attività come amministratore di "Sicilia e servizi".[67]

venerdì 16 marzo 2018

Accusa di peculato, sequestrati 150 mila euro all’ex pm Ingroia

Da amministratore unico di Sicilia e Servizi, avrebbe percepito indebitamente rimborsi di viaggio e si sarebbe liquidato un’indennità di risultato sproporzionata rispetto agli utili realizzati

La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 150 mila euro all’ex pm di Palermo Antonio Ingroia nell’ambito dell’inchiesta in cui l’ex magistrato è indagato per peculato. Si tratta di un sequestro per equivalente disposto dal gip su richiesta della Procura del capoluogo. Da amministratore unico di Sicilia e Servizi, società a capitale pubblico che gestisce i servizi informatici della Regione siciliana, Ingroia avrebbe percepito indebitamente rimborsi di viaggio per 34 mila euro e si sarebbe liquidato un’indennità di risultato sproporzionata rispetto agli utili realizzati dalla società: 117 mila euro.

L’indennità

Nella vicenda è coinvolto anche Antonio Chisari, all’epoca dei fatti revisore contabile della società partecipata regionale Sicilia e-Servizi s.p.a. Anche lui come Ingroia è accusato di peculato. Le contestazioni mosse agli indagati nascono dalla natura riconosciuta alla Sicilia e-Servizi s.p.a. di società in house della Regione da cui deriva che entrambi abbiano rivestito la qualifica di incaricato di pubblico servizio. Ingroia, prima liquidatore della società (dal 23 settembre 2013), è stato successivamente nominato amministratore unico dall’assemblea dei soci, carica che ha ricoperto dall’8 aprile 2014 al 4 febbraio 2018. Le indagini hanno consentito di accertare che il 3 luglio 2014 l’ex pm si è autoliquidato circa 117.000 euro a titolo di indennità di risultato per la precedente attività di liquidatore, in aggiunta al compenso omnicomprensivo che gli era stato riconosciuto dall’assemblea, per un importo di 50.000 euro. Per gli investigatori l’autoliquidazione, che ha, di fatto, determinato un abbattimento dell’utile di esercizio del 2013 da 150.000 euro a 33.000 euro, sarebbe stata indebita. La violazione della normativa nazionale e regionale in materia di riconoscimento delle indennità premiali ai manager delle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni è stata avallata dal revisore contabile, Chisari, che avrebbe dovuto effettuare verifiche sulla regolarità dell’operazione. Da qui l’inchiesta anche a suo carico.

Le spese per vitto e alloggio

Ingroia, che ora esercita la professione di avvocato e vive a Roma, si sarebbe, inoltre, indebitamente appropriato di ulteriori 34.000 euro, a titolo di rimborso spese sostenute per vitto e alloggio nel 2014 e nel 2015, in occasione delle trasferte a Palermo per svolgere le funzioni di amministratore, nonostante la normativa nazionale e regionale, chiarita da una circolare dell’Assessorato regionale dell’Economia, consentisse agli amministratori di società partecipate residenti fuori sede l’esclusivo rimborso delle spese di viaggio. L’ex pm aveva adottato un regolamento interno alla società che consentiva tale ulteriore indebito rimborso. Anche in questo caso la violazione della normativa è stata avallata dal revisore contabile che risponde di peculato in concorso con l’ex magistrato.

Fonte: qui

mercoledì 20 dicembre 2017

INGROIA: L’EX PM DI NUOVO SOTTO INCHIESTA PER PECULATO

LA MAGISTRATURA INDAGA PER UN COMPENSO “SUPERIORE AI LIMITI PREVISTI DALLA LEGGE” CHE INGROIA HA RICEVUTO DA AMMINISTRATORE

Lucio Di Marzo per www.ilgiornale.it

C'è una nuova indagine per peculato con al centro l'ex magistrato Antonio Ingroia, iscritto nel registro della procura di Palermo dopo che già lo scorso marzo era diventata di dominio pubblico la notizia del suo coinvolgimento in un'inchiesta per lo stesso reato.

A finire sotto l'occhio della magistratura le retribuzioni che Ingroia ricevette come amministratore unico di Sicilia e-servizi, poi rinominata Sicilia digitale spa, che si occupa della gestione della piattaforma informatica dell'amministrazione regionale. Per la giustizia quel compenso fu "superiore ai limiti previsti dalla legge".

A carico di Ingroia c'è un altro fascicolo, sempre per peculato, aperto due anni fa, per il quale l'ex magistrato e oggi avvocato è già stato interrogato. I finanzieri hanno acquisito documenti per verificare se l'ex pm abbia ricevuto compensi non dovuti una volta piazzato dall'ex governatore Rosario Crocetta alla società. Se questa volta gli si contesta quanto ricevuto nel 2017, la contestazione precedente era riferita al periodo che va dal 2014 al 2016.

Fonte: qui