9 dicembre forconi

domenica 3 marzo 2019

IL MITO DELLA TAVERNA - LE SPESE PAZZE DEI GRILLINI IN PARLAMENTO: CE NE VUOLE A SPENDERE 17.750 EURO PER TELEFONO E INTERNET IN CINQUE ANNI


MA LA SENATRICE TAVERNA  PUO' QUESTO E ALTRO, COME FARSI RIMBORSARE 12.000 LITRI DI BENZINA PER FARE 176.000 CHILOMETRI. MA SOLO 14,49 EURO DI PEDAGGI 

MARTA GRANDE HA SPESO 131MILA EURO IN AFFITTO, IL SENATORE CIAMPOLILLO 28MILA EURO IN TAXI. 
CHE VERGOGNA!!!




Alessandra Ziniti per www.repubblica.it

di maio con paola tavernaDI MAIO CON PAOLA TAVERNA
Deve essere davvero difficile spendere 17.751 euro per telefono e internet in cinque anni senza neanche comprare un cellulare di ultimissima generazione. Eppure Paola Taverna, oggi vicepresidente del Senato del M5S c'è riuscita: 15.073 in ricariche e abbonamenti, 673 per internet e chiavetta wi fi e il resto in accessori. Fanno quasi 3.500 euro all'anno, quasi 300 euro al mese.

"Non so se telefona ai marziani o se si fa predire il futuro da cartomanti a 20 euro al minuto, ma io ne spendo 120 all'anno, minuti e giga illimitati. Se vuole posso darle una mano a cambiare piano", scrive su twitter Marco Furfaro di Sel postando la schermata relativa alle spese telefoniche della Taverna, pubblicata sul sito www.maquantospendi.it che riporta le spese ufficiali della scorsa legislatura dei parlamentari del M5S. "Il sito - si legge sulla home page - fornisce un'analisi grafica dei rendiconti del parlamentari del Movimento 5 stelle dall'inizio della legislatura. I dati sono quelli ufficiali pubblicati sul sito www.tirendiconto.it e riguardano i parlamentari che risultano ancora iscritti al M5S".
paola taverna io nun so un politicooooPAOLA TAVERNA IO NUN SO UN POLITICOOOO

Basta fare un giro tra le dettagliate voci di spesa riportate per fare altre scoperte e constatare che il costo della politica per deputati e senatori del M5S è davvero alto. Altro che risparmio. Ancora Paola Taverna. Oltre alle telefonate astronomiche sembra che non faccia altro che macinare chilometri in macchina, la sua macchina ovviamente. In carburante ha speso ben 20.501 euro, quanti ne servono ad acquistare quasi 12.000 litri di benzina. Una quantità con la quale dall'inizio della legislatura ad oggi può aver percorso 176.000 chilometri. E deve averli fatti quasi tutti in ambito cittadino perchè in pedaggi autostradali ha speso solo 14,49 euro. Spostamenti convulsi ai quali si aggiungono anche quelli in taxi: 14.381 euro portati a rendiconto.
paola taverna by lughino socialisti gaudentiPAOLA TAVERNA 

A fare buona compagnia in cima ai rendiconti di spesa in quasi tutte le categorie previste dal sito del M5S c'è anche Barbara Lezzi, 46 anni, oggi ministra per il Sud. Nonostante l'auto blu, ha rendicontato spese di carburante per 27.258 euro e zero scontrini di pedaggi autostradali. La Lezzi, però, deve viaggiare molto anche in bus e metro perchè ha portato a rendiconto a questa voce 3.140 euro.

PAOLA TAVERNAPAOLA TAVERNA


Nonostante sia di Civitavecchia, per la sua attività di deputato a Roma, Marta Grande, 31 anni, ha speso 131.000 di alloggio dall'inizio della legislatura svettando in cima alla classifica. Anche lei telefona molto, non ai livelli della Taverna ma sempre 14.692 euro di spese telefoniche .  Una bella cifra se si fa ad esempio il paragone con il capo politico del movimento. Luigi Di Maio di telefono ha rendicontato solo 4.423 euro . Ed è un altro dato rilevante: tutti i big del Movimento stanno nelle parti basse delle classifiche delle cifre rendicontate.

Una citazione anche per gli aficionados dei taxi. Qui il primato tocca al senatore Lello Ciampolillo, quasi 28.000 euro. Ma anche Laura Castelli non scherza con i suoi 26.825 da inizio legislatura ad oggi.

Fonte: qui

“DIBBA” PER LEGALI E CONSULENTI HA SPESO OLTRE 55MILA EURO IN 57 MESI 
DI BATTISTA HA ELARGITO PIÙ DEL DOPPIO DEL COLLEGA ROBERTO FICO CHE SI È FERMATO A 24MILA EURO 
NEL 2013, QUANDO IL MOVIMENTO È ENTRATO IN PARLAMENTO, LA TRUPPA GRILLINA HA SPESO 282 MILA EURO PER L'ACQUISTO DI TABLET E PC…
Pasquale Napolitano per “il Giornale”
ALESSANDRO DI BATTISTAALESSANDRO DI BATTISTA

Gli avvocati dell' ex parlamentare Alessandro Di Battista sono costati allo Stato italiano mille euro al mese. Prima della lunga vacanza, tra Messico, San Francisco, e Guatemala, il Dibba è stato un deputato, molto attivo, dei 5 Stelle. Attività che in molti casi ha avuto bisogno dell' aiuto di un consulente legale. Al punto da spendere, dal budget destinato agli onorevoli, 55.837,33 in 57 mesi: mille euro ogni 30 giorni per pagare gli avvocati che assistevano e supportavano il deputato rivoluzionario nell' attività legislativa. Il primato del Che grillino emerge dal report sulle spese di deputati e senatori M5s realizzato dal sito maquantospendi.it.
ALESSANDRO DI BATTISTAALESSANDRO DI BATTISTA

Una spesa obbligatoria per il secondo astro nascente del M5s: Di Battista, infatti, dopo la maturità scientifica, ha intrapreso all' Università Roma Tre un percorso di studi in materie artistiche. Prima di conseguire un master in Tutela internazionale dei diritti umani. Precedentemente aveva avuto esperienze come animatore nei villaggi vacanza. Dunque, nessun feeling con leggi e manuali di diritto. A giudicare dalle somme spese, sono stati, però, tanti i parlamentari sulla stessa barca del Dibba: il M5s ha impegnato 628.048,92 euro in 57 mesi. Con una media di 13mila al mese.

roberto fico alessandro di battistaROBERTO FICO ALESSANDRO DI BATTISTA
La palma del più generoso con i consulenti legali va a Di Battista, che nella passata legislatura ha speso più del doppio del collega Roberto Fico: il presidente della Camera si è fermato a 24mila euro. In orbita del Dibba c' è stato Stefano Vignaroli che ha consumato 35.150,00 euro. Alle spalle si sono piazzati Tatiana Basilio (30.917,22) e Francesco Carriello (26.533,40).

Il capo politico del M5s Luigi Di Maio, che nella passata legislatura è stato vicepresidente della Camera, ha speso per la consulenza legale appena 3.604 euro. Ma cosa avrà fatto Di Battista con gli avvocati? Il sito non chiarisce la natura del rapporto. Sicuramente, avranno fornito supporto giuridico su proposte di legge, mozioni e interrogazioni. Per le consulenze di altra natura, il Dibba ha invece speso complessivamente, nella passata legislatura, 68.606,37 euro.
alessandro di battista e luigi di maioALESSANDRO DI BATTISTA E LUIGI DI MAIO

Mentre il M5s ha impegnato risorse per 3.102.500,85 euro per distribuire incarichi esterni.
Nella spesopoli della casta grillina spunta un' altra voce che fa cadere l' abito del francescano per gli onorevoli: l'acquisto di pc. Nel 2013, quando il Movimento è entrato in Parlamento, era praticamente impossibile trovare qualcuno che non possedesse un pc. Eppure, i parlamentari dei 5 stelle non hanno rinunciato a comprarne uno nuovo.

La truppa grillina ha speso 282.907,07 per l' acquisto di tablet e pc: la media di 5.893,90 euro al mese. Il più spendaccione è stato Sergio Battelli, oggi promosso tesoriere del gruppo parlamentare: per il fido di Davide Casaleggio un impegno di 12.745,23 per dotare il proprio ufficio di nuovi pc. Anche per Carla Ruocco, presidente della commissione Finanze, pc e materiale informatico per 10.195,21. Per il vicepremier Di Maio il budget utilizzato è stato di 8mila euro circa. Il più avaro resta Fico, che ha utilizzato appena 3mila e 800 euro per nuovi pc. Già all' epoca, forse, c' erano i segnali di una spaccatura nel M5s. Tra francescani e spendaccioni.

Fonte: qui

''L'ESPRESSO'' TORNA SUI SOLDI RUSSI ALLA LEGA: DOMANI IL PATTO NELL'HOTEL DI MOSCA SIGLATO LO SCORSO AUTUNNO DA GIANLUCA SAVOINI, CHE INCONTRA TRE UOMINI DI UNA SOCIETÀ. ''NON ABBIAMO PARLATO DI SOLDI GIÀ INCASSATI, COME HA FATTO INTENDERE SALVINI NELLE SUE DICHIARAZIONI DEI GIORNI SCORSI. NON LO ABBIAMO FATTO PERCHÉ NON SAPPIAMO COME SIA ANDATA A FINIRE LA TRATTATIVA''

Estratto di Giovanni Tizian Stefano Vergine per ''l'Espresso'' in edicola domani

Lo racconta l' Espresso in edicola domani. L' incontro è avvenuto nella hall del Metropol. L' idea di usare come copertura una compravendita di petrolio La trattativa per finanziare la Lega con soldi russi è iniziata perlomeno l' estate scorsa. Già allora l' obiettivo era nascondere il sostegno economico dietro una compravendita petrolifera. Lo dimostra un documento del 24 luglio. Un' offerta inviata da Gianluca Savoini, l' uomo di Matteo Salvini a Mosca, e ricevuta da una società russa che condivide gli uffici con due aziende intestate all' oligarca Konstantin Malofeev.
vladimir putin con matteo salviniVLADIMIR PUTIN CON MATTEO SALVINI

È uno dei nuovi particolari che leggerete nel numero dell' Espresso in edicola da domani.
La trattativa è proseguita il 18 ottobre, con l' incontro all' Hotel Metropol, a pochi passi dal teatro Bolshoi e dalla piazza Rossa. Quel giorno Savoini è seduto nella hall dell' albergo con tre russi e due italiani. Dopo un' introduzione politica, Savoini lascia la parola ai « nostri partner tecnici» per discutere i termini dell' affare. A vendere il gasolio sarebbe Rosneft, dicono i russi.

A comprare sarebbe Eni, assicurano gli italiani. Si parla di 3 milioni di tonnellate di diesel.
L' avvocato italiano dice che non c' è problema: assicura che Eni ha le capacità per comprarne anche di più all' occorrenza.
Il diesel verrà venduto dalla major russa con uno sconto minimo del 4 per cento sul prezzo Platts, il principale riferimento del settore.

vladimir putin e gianluca savoiniVLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINI
Quel 4 per cento di sconto sarebbe il finanziamento per la Lega. A dirlo non siamo noi, ma i protagonisti della vicenda, gli italiani e i russi seduti nella hall del Metropol. Questo è ciò di cui abbiamo prova. Non abbiamo parlato di soldi già incassati, come ha fatto intendere Salvini nelle sue dichiarazioni dei giorni scorsi. Non lo abbiamo fatto perché non sappiamo come sia andata a finire la trattativa. Ma sappiamo che una trattativa c' è stata. E questo è già rilevante politicamente.

Dopo l' uscita del nostro articolo, la settimana scorsa, abbiamo ricevuto richieste di rettifica da parte di Eni e Rosneft. Entrambe hanno negato di aver partecipato a una trattativa e di aver finanziato partiti politici. A fare il nome della compagnia di Stato italiana e di quella russa, però, sono stati i presenti al meeting del 18 ottobre. Le due società petrolifere dovrebbero dunque rivolgersi agli attori della trattativa. A Savoini, ad esempio.
salvini maglietta putinSALVINI MAGLIETTA PUTIN

Nei giorni scorsi il consigliere di Salvini piuttosto che rispondere all' Espresso, ha preferito affidare la sua risposta a Sputnik, giornale controllato dal Cremlino: «Non ho nulla da dire riguardo alle accuse e alla ricostruzione inventata degli eventi, di cui mi sento libero di parlare con i miei avvocati. Posso solo dire che non ho partecipato a nessuna trattativa e non ho mai ricevuto un singolo rublo né da Mosca né da nessun altro».
Eppure quel giorno Savoini era all' Hotel Metropol: lo dimostrano le foto che pubblichiamo su L' Espresso.

salvini a mosca con gianluca savoini e claudio d'amicoSALVINI A MOSCA CON GIANLUCA SAVOINI E CLAUDIO D'AMICO
Chi erano le altre persone con cui si è seduto al tavolo pochi istanti dopo quegli scatti? E perché stavano parlando di un piano per finanziare la Lega?

2 Marzo 2019

Fonte: qui

PERCHÉ LASCIAMO QUESTA VITA QUASI SEMPRE MALANDATI?

DIPENDE DAI TELOMERI, LE CLESSIDRE DEL NOSTRO DNA, CHE CI RACCONTANO CON L’INESORABILITÀ DELLA SCIENZA COSA ABBIAMO VISSUTO E QUANTO CI RESTA DA VIVERE

Giancarlo Dotto per Dagospia

Perché non viviamo belli e sani i 120 anni che la genetica e la Bibbia ci assegnano? Come invecchiamo, perché invecchiamo e soprattutto perché lasciamo questa vita quasi sempre malandati, spesso disgustati, prima di quanto sarebbe giusto e decente fare? Ce lo spiega Immaculata (nella versione paisà del sound originario) De Vivo dell’università di Harvard, star mondiale della ricerca genetica applicata al cancro e massima autorità riconosciuta in materia di telomeri (le clessidre del nostro Dna, ci raccontano con l’inesorabilità della scienza cosa abbiamo vissuto e quanto ci resta da vivere).

immaculata de vivoIMMACULATA DE VIVO
Donna vulcanica e contagiosa, memorabile per quello che dice e per come lo dice. Irresistibile quando si lascia andare nella lingua di “mammà” (accento rigorosamente tronco), uno slang combinato di strepitosa efficacia, mix unico al mondo, tra il bostoniano e salernitano, Einstein e Tina Pica. Cresciuta ascoltando le canzoni di Mario Merola e di Nino D’Angelo, a sei anni lascia la Val di Sarno e si trasferisce con la famiglia a New York per quello che doveva essere un trasferimento a tempo e diventa invece destino senza tempo per la piccola Imma, che inizierà precoce a gingillarsi con topi e provette a vantaggio dell’umanità.

Due le scoperte che l’hanno resa famosa nel mondo. La possibilità di misurare scientificamente lo stress nella modificazione dei telomeri e la certezza che i valori ambientali possono correggere e ribaltare quelli del Dna.
Che lo stress sia la brutta bestia dei giorni nostri è cosa nota. Di quanto impatti malefico sulle nostre vite, sappiamo anche. Si chiama danno biologico. Che sia possibile tradurlo in numeri e combatterlo, dopo averlo “smascherato” a partire dalle esperienze di vita, questa è la svolta.

 Se non è la scoperta del secolo, poco ci manca. Di questi tempi in Italia per un ciclo di conferenze promosso dalla Solgar (azienda all’avanguardia nella ricerca sugli integratori, raro caso di mecenatismo culturale in Italia), Immaculata ha raccontato la sua storia di donna e di scienziata. Attualmente sta lavorando sul Dna dei centenari con l’equipe del  professor Giovanni Scapagnini (ricercatore, figlio di Umberto, scomparso sei anni fa, già medico personale di Silvio Berlusconi per cui aveva coniato l’allora molto celebrata “dieta dell’immortalità”, al momento non smentita).

Professoressa De Vivo, cosa sono i telomeri?
“Sono il nostro orologio biologico. Parti dinamiche di Dna all’estremità dei cromosomi. Immaginateli come dei cappucci che li proteggono. Si accorciano con l’età e i danni da stress”.  
immaculata de vivo ad harvardIMMACULATA DE VIVO AD HARVARD
Cosa succede ai telomeri in situazione di stress?
“Ora sappiamo con evidenza scientifica che c’è una parte del nostro Dna modificabile nel bene e nel male dalle esperienze di vita. Lo stress determina l’accorciamento dei telomeri e dunque della nostra vita”.

Che altro sappiamo?
“Che questi danni possiamo ora misurarli in laboratorio”.
Come siete arrivati a queste conclusioni?
“Sondaggi, analisi e misurazioni. Migliaia di studi longitudinali. Orfani rumeni trattati in modo subumano, donne abusate, veterani di guerra depressi, gente affetta da ansie fobiche. Avevano tutti i telomeri più corti”.  

Avete studiato gli astronauti.
“Due gemelli monozigoti. Biologicamente uguali. Uno a casa, uno in orbita nello spazio. Il secondo presentava modificazioni importanti del Dna a causa dello stress subito”.
i telomeri per trasmissione direttaI TELOMERI PER TRASMISSIONE DIRETTA
I telomeri sarebbero una specie di diario biologico?
“Proprio così. Sono il nostro book of life. Un marker delle nostre esperienze di vita. C’è la nostra vita stampata nei telomeri. Impressionante. I veleni che mangiamo, respiriamo e quello che abbiamo subito nella testa”. ,

I telomeri possono tornare ad allungarsi con il giusto stile di vita?
“Questo no. Non si può invertire. Ma possiamo rallentare l’accorciamento e allungare la vita. Fumo, cattiva alimentazione e stress accorciano i telomeri. Dieta mediterranea, attività fisica e quella che io chiamo “Biology of kindness” rallentano l’accorciamento”.
Biologia delle gentilezza?
il sonno allunga la vitaIL SONNO ALLUNGA LA VITA
“L’impatto positivo della gentilezza e dell’altruismo sulle molecole del nostro Dna. E’ stato dimostrato che la meditazione, in particolare, protegge i telomeri e la salute”.

La meditazione allunga la vita?
“Non è per tutti la meditazione. Non tutti ce la fanno a spegnere il cervello. La mia meditazione è fare kayak nei torrenti. Con il professor Scapagnini abbiamo in programma un viaggio in Asia per misurare i telomeri dei monaci tibetani”.
Il Dalai Lama avrà telomeri invidiabili.

 
“Il progetto sui monaci tibetani è nato da un mio incontro con lui a Napoli. Se sarà in salute non escludo che si sottoporrà anche lui ai nostri test”.
L’altruismo. Dedicarsi all’altro da sé. Prendere le distanze dal proprio ego aiuta a vivere meglio e di più?
“E’ scientifico. Focalizzarsi sul benessere degli altri aiuta la nostra salute. Perdonare aiuta la longevità, non solo la psiche o la coscienza. Non sono più supposizioni”.
Misurare i telomeri. Come si fa?
“Misurare i telomeri è complicatissimo. Ci sono tantissime sfumature. Attualmente possono farlo solo due o tre laboratori negli Stati Uniti”.
immaculata de vivoIMMACULATA DE VIVO
Abbiamo tutti alla nascita la stessa lunghezza?
“Assolutamente no, la lunghezza dei telomeri cambia da individuo a individuo. Quelli delle donne e degli africani sono più lunghi”.

La giornata perfetta di uno che vuole bene ai suoi telomeri e dunque a se stesso?
“Dorme bene, non fuma, fa attività fisica, mangia cose naturali, tanta verdura, sta a tavola senza fretta, in compagnia di persone che parlano e ragionano. Cerca di frequentare chi dà gioia e affetto. Noi siamo animali sociali”.
Il piatto mediterraneo perfetto.
“Pasta e fagioli. In generale, tutti quelli della tradizione povera”.

Impazza la moda vegana.
“Non so, non sono una nutrizionista. Non mi sembra un’alimentazione completa”.
Il cancro aumenta nella società dell’opulenza.
OBAMA INVECCHIATOOBAMA INVECCHIATO
“Il cancro è aumentato anche con l’obesità. Incredibile negli Stati Uniti, quanta gente extralarge. L’adiposi è tossica”.
State analizzando il Dna di centenari sparsi nel mondo
“Abbiamo già lavorato con i centenari di Okinawa. Ora stiamo in Sicilia e poi andremo in Sardegna. Studiamo centenari in buona salute. Non è interessante la longevità in sé, ma come ci arrivi. Nessuno vuole campare fino a 120 anni pieno di acciacchi”.

L’ebbrezza della scienziata.
“Questo lavoro che faccio dal 1998 sul cancro dell’utero è puro amore per me. Passione. Adesso voglio fare di più. Fin qui ho lavorato sulle donne bianche, ora voglio concentrarmi su altre razze, africane, latinoamericane, le donne delle minoranze”.
In che direzione va la medicina?
“Verso la terapia personalizzata. E’ questo il prossimo futuro. E’ questa la svolta degli studi sul Dna”.

Quanto è indietro la ricerca scientifica in Italia?

Avete tanti talenti. Gente incredibile. Ma non ci sono soldi, non ci sono risorse. È un grande dispiacere questo per me”.
Quando misurate telomeri drammaticamente corti e dunque indizi di morte prossima, lo comunicate al soggetto?
“E chi sono io, Dio, per predire la morte a un essere umano?”.

Fonte: qui

sabato 2 marzo 2019

Il reddito M5s senza scadenza. I "furbi" incassano per sempre

Il reddito di cittadinanza a tempo? No, potrà essere rinnovato sempre per 18 mesi con un mese di stop. Nella versione finale del decreto del governo, è passata in modo chiaro la linea dei pentastellati. Come aveva già sottolineato ilGiornale, con questo sistema viene ribadita la natura iniziale del sussidio pentastellato, ovvero un assegno di sussistenza che va oltre il principio della ricerca stessa di un lavoro.
La Lega aveva chiesto più volte di eliminare il rinnovo per il reddito dopo i primi 18 mesi. Ma di fatto è stata preferita la linea grillina. Con questa scelta chi metterà le mani sul reddito di cittadinanza potrà conservarlo senza alcun limite di tempo e il tutto con un mese di stop tra un "ciclo" e l'altro.
Insomma il rischio concreto è che una misura come quella del reddito di cittadinanza possa diventare permanente nelle tasche dei "furbi" che di rinnovo in rinnovo potrebbero affiancare al loro reddito in nero un assegno come quello pentastellato. Di fatto va anche considerato anche un altro aspetto: il decreto fissa a 858 euro la soglia minima perché si possa accettare un'offerta di lavoro. Sotto questa quota l'avente diritto può rifiutare l'occupazione e continuare a percepire il reddito. Una clausola questa che potrebbe spalancare le porte di ulteriori rinnovi e richieste del sussidio conseguenza diretta di ogni rifiuto di un'offerta di lavoro. Il tutto nel nome di un assistenzialismo di Stato che rischia di premiare fannulloni e lavoratori in nero.
Fonte: qui
Napoli, un condominio intero chiede il reddito di cittadinanza (Mediaset)
Lettore video di: Mediaset (Informativa sulla privacy)

En Marche su Roma
A scandire i tempi di una clessidra che, necessariamente, adesso dovrà scorrere più veloce, arriva Emmanuel Macron. "En Marche" piomba così sulla politica italiana con un'intervista domenica sera sulla prima rete italiana. Quando la campagna delle elezioni Europee sta per iniziare, il presidente francese si insinua nel governo.

Non solo, si incunea tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini, dopo le settimane dello strappo tra Italia e Francia, e nelle ore in cui l'esecutivo deve prendere una decisione sull'Alta velocità Torino-Lione. Il tempo scade l'11 marzo, termine ultimo per la pubblicazione dei bandi. Così la prossima settimana, quella decisiva, si aprirà con il sapore amaro delle parole che il numero uno dell'Eliseo pronuncerà in studio da Fabio Fazio, il conduttore televisivo al centro di diverse polemiche per il suo stipendio che a più riprese i due leader politici hanno minacciato di tagliare.


Non solo, l'intervista arriva come un fulmine nei giorni in cui gli sherpa italiani sono a lavoro per chiedere un incontro tra il premier Giuseppe Conte e il presidente Macron dopo un periodo di forti tensioni senza precedenti tra Francia e Italia, iniziate con le frasi di Salvini contro Parigi, dove si troverebbero i terroristi italiani, e culminate con l'incontro tra Di Maio e gilet gialli dopo il quale l'ambasciatore è stato richiamato in Francia. Una telefonata fra il Capo dello Stato Sergio Mattarella e Macron ha poi disteso i rapporti, riaffermando l'importanza per entrambi i Paesi della relazione franco-italiana, ma queste relazioni per il momento passano anche dall'Alta velocità Torino-Lione su cui la Francia non ammette dubbi. Tanto che la tensione sulla Tav va in scena in eurovisione.

Dalla Francia il ministro ai Trasporti Elisabeth Borne, che avrebbe già dovuto incontrare il suo omologo italiano Danilo Toninelli, lancia la stoccata che dà l'idea di ciò che sta succedendo: "Si fa fatica - dice - a comprendere la posizione del governo italiano sulla Tav. Il Movimento 5 Stelle è contrario alle grandi opere, la Lega è favorevole". Poi parlando a FranceInfo ecco il suo ultimatum, che poi è quello della Ue: "Servono decisioni rapide". Rapide e chiare.

La pubblicazione dei bandi di gara sembra ormai la strada obbligata ma attorno a questo ruota tutta la confusione di queste ore, con un governo italiano in preda a una crisi di nervi, spaccato tra favorevoli all'Alta velocità e contrari. E l'intervista di Macron sulla prima rete italiana potrebbe essere l'ennesimo richiamo a prendere una decisione, che sia quella definitiva.

L'avvio delle gare, in teoria, è già un passo avanti verso la realizzazione dell'opera. Se non fosse che il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli continua a dirsi contrario e sottolinea che questi bandi possono essere annullati entro sei mesi senza incorrere in penali dal momento verrebbe svolta solo una ricognizione tra le aziende che mostrano interesse nella realizzazione dell'opera.

Perché allora pubblicare i bandi per poi annullarli? È la domanda che in tanti, e sicuramente anche Oltralpe si pongono. E non è escluso che sull'argomento anche Macron possa dire la sua colpendo Salvini e Di Maio nelle loro incertezze e marcando la distanza che c'è tra il suo En Marche, partito europeista per eccellenza, e i partiti populisti e sovranisti.

Il problema è che un accordo dentro il governo ancora non è stato raggiunto e difficilmente lo si troverà nel breve termine. La pubblicazione dei bandi appare l'unica strada per prendere tempo, superare il voto di maggio e rimandare tutto. Nei fatti però non si può certo parlare di stop alla grande opera. Quindi il Movimento 5 Stelle ribolle. Alessandro Di Battista, tra i più duri e puri contro la Tav, è sparito dai radar e di tornare sulla scena non ne vuole sapere se prima non sarà detto un 'no' forte e chiaro. Il senatore Alberto Airola minaccia di lasciare il Movimento 5 Stelle e come lui tanti altri. Bisogna vedere quando i pentastellati riusciranno a reggere a tale pressione.

Le parole del ministro del Tesoro, Giovanni Tria, che arrivano dal forum economico di Parigi, nelle stesse ore in cui parla il ministro Borne, sembrano voler rassicurare la Francia: "Credo si stia andando verso il proseguimento del cantiere. Ci sono posizioni diverse nel governo ma ci sarà un'evoluzione positiva. Del resto c'è una legge e per cambiare idea ci vorrebbe bisogno di un'altra legge". Tria fa riferimento ai trattati internazionali e al voto a favore che a suo tempo aveva espresso il Parlamento. Quindi ecco che arriva Toninelli a marcare la distanza: "Da M5s continua a essere contrario". Ma da ministro potrebbe dare il via libera alla pubblicazione dei bandi. Il problema dentro i 5Stelle è come comunicarlo all'esterno.

Nel caos generale i pentastellati diffondo voci sulla possibilità di destinare i soldi della Tav alla seconda canna del traforo del Frejus, così da calmare gli elettori e i più arrabbiati. In sostanza voglio far passare l'idea che i bandi saranno pubblicati, poi annullati e i finanziamenti della Ue saranno destinati ad altre opere. Ragionamento che trova pochi riscontri sul lato pratico.

Dall'altro lato la Lega, che dal canto suo non può far sparire il nome 'Tav' perché i suoi elettori non glielo perdonerebbero, parla di 'mini-tav', di una riduzione dell'opera. E a questo punto, a completare questo spettacolo che va in onda a reti unificate Francia-Italia, Conte è costretto a intervenire: "Da parte mia nessuna apertura alla mini-Tav. La decisione politica sarà presa in totale trasparenza". Adesso in campo c'è il premier che, come spesso è avvenuto in questi mesi, anche sul Tap, ha preso in mano il dossier. Dall'altra parte c'è il presidente francese Macron che, considerati i messaggi che arrivano Oltralpe, non è intenzionato a concedere altro tempo all'Italia.

Fonte: qui

venerdì 1 marzo 2019

TONINELLI HA ASSUNTO NELLA SEGRETERIA DEL MINISTERO DEI TRASPORTI UN AMICO: DOVRÀ STUDIARE I DOSSIER E FARE DA FILTRO PER I SUOI APPUNTAMENTI

MASSIMO CASIRAGHI, 34 ANNI, È STATO CANDIDATO SINDACO DI LODI E NEL CURRICULUM VANTA UN IMPIEGO COME BARISTA: TRA LE MANSIONI CHE AVEVA ANCHE LA CHIUSURA DELLA CASSA, MAGARÌ PUÒ FAR COMODO A TONTINELLI PER L’ANALISI COSTI-BENEFICI…
Pasquale Napolitano per “il Giornale”

massimo casiraghiMASSIMO CASIRAGHI
Dagli scontrini dei caffè all'analisi costi-benefici sulla Tav: il passo è breve. Grazie al governo del cambiamento. Il ministro (blocca-opere) delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli assume nella segreteria del Mit un ex barista (amico): contratto di tre anni per studiare dossier e fare da filtro per gli appuntamenti del ministro grillino.

danilo toninelli massimo casiraghiDANILO TONINELLI MASSIMO CASIRAGHI










Il compenso non è pubblico ma basta recuperare gli stipendi dei collaboratori delle segreterie degli altri componenti dell'esecutivo Conte: la somma oscilla tra i 25mila e 45mila euro l'anno. Ovviamente, l'ex barista piazzato da Toninelli potrebbe svolgere le mansioni anche a titolo gratuito. Ma questo è un aspetto che solo il diretto interessato potrà chiarire. A firmare il decreto di nomina è stato Gino Scaccia, capo di gabinetto del ministro.
massimo casiraghi con alessandro di battistaMASSIMO CASIRAGHI CON ALESSANDRO DI BATTISTA

Massimo Casiraghi, 34 anni, si candida ad essere l'ultimo miracolato della rivoluzione grillina: passato dai banconi di una caffetteria alla scrivania di un ministero di peso del governo. Spulciando le due pagine di curriculum, consegnate nelle mani dei funzionari degli uffici del ministero Infrastrutture, saltano fuori due informazioni interessanti. La prima: Casiraghi prima di assumere l'incarico non aveva avuto altre esperienze ai vertici della Pubblica amministrazione.

massimo casiraghi con stefano buffagni e danilo toninelliMASSIMO CASIRAGHI CON STEFANO BUFFAGNI E DANILO TONINELLI
Mentre può vantare, in passato, un impegno come capo barista in una caffetteria londinese. Tra le mansioni la gestione del bar, l'avviamento del personale (come si preparano caffè e colazione) e la chiusura della cassa. Quest'ultima attività, magari, sarà stata utile al ministro Toninelli, quando avrà studiato il dossier costi-benefici sulla Tav. Certamente, Casiraghi avrà avuto più confidenza con i numeri, rispetto al capo ministro. E sarà stato un prezioso consulente per comprendere le cifre (vere) dello studio sull'alta velocità.
massimo casiraghi 4MASSIMO CASIRAGHI





Dopo il lavoro come barista, lo staffista di Toninelli si è specializzato in grafica e comunicazione. Esperienza che gli ha consentito di incrociare il M5S. Al lavoro ha, dunque, abbinato la politica: l'ex barista nel 2017 ha tentato, senza successo, la corsa a sindaco di Lodi. Va ricordato, inoltre, che la candidatura del braccio destro di Toninelli, fu imposta dai vertici del M5s, senza alcuna consultazione. Avventura che però si rivelò fallimentare: Casiraghi non arrivò nemmeno al ballottaggio. Ma la campagna elettorale cambiò la vita dell'ex barista: il Comune di Lodi rientra nel collegio elettorale, dove sia nel 2018 che alle ultime politiche è stato eletto Toninelli. E dunque grazie alla candidatura avvenne l'incontro con uno degli uomini più vicini a Luigi di Maio. La nascita del governo Lega-Cinque stelle ha portato Toninelli alla guida del ministero delle Infrastrutture. E Casiraghi al suo fianco. Caffè e tazzine sono ormai un vecchio ricordo per l'ultimo trombato della casta grillina. Fonte: qui