9 dicembre forconi

venerdì 29 giugno 2018

IN CINA, NUOVA DIDATTICA: GLI STUDENTI, SCORTATI DAI LORO INSEGNANTI, VENGONO CONDOTTI AD ASSISTERE ALLA PUBBLICA ESECUZIONE DI DUE SPACCIATORI, TENUTA DAVANTI AD OLTRE TRECENTO PERSONE

PENA DI MORTE

Francesco Grilli per “www.ilgiornale.it”
pena di morte 6PENA DI MORTE 

Alcune classi di una scuola in Cina sono state portate in gita alla condanna di morte di due narcotrafficanti.

Incredibile, ma vero. È successo martedì 26 giugno nella città di Haikou, sull’isola di Hainan, dove l’esecuzione pubblica dei due malviventi ha avuto luogo in un campo sportivo al cospetto di 300 e più persone, tra cui diverse scolaresche.

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E, secondo quanto scrive il Daily Mail, i professori hanno sostenuto che portare i propri alunni a un tale evento sia cosa utile e giusta, con fini didattici e istruttivi. Insomma, a mo’ di monito per le giovani generazioni.

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La cosa, però, non è certo passata inosservata e alcune associazioni internazionali hanno protestato – oltre che contro la pena capitale – contro la violazione dei diritti umani (l'ennesima) ad opera di Pechino.

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I condannati a morte erano un 39enne e un 36enne arrestati per fatti risalenti al 2015 con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti, reati per i quali in Italia si torna in libertà dopo pochi anni dietro le sbarre. Fonte: qui

GIÀ CON IL SUO PRIMO DECRETO (FORTEMENTE VOLUTO DA DI MAIO), IL GOVERNO SI TROVA DAVANTI ALLE SUE SPINE: LE RISORSE E LA COMPATIBILITÀ DEI DUE ELETTORATI DI LEGA E 5 STELLE

MA ALLA BASE DEL RINVIO DEL PROVVEDIMENTO C’È SOPRATTUTTO UN PROBLEMA DI COPERTURE E DI RAPPORTI TRA IL MINISTRO “TECNICO” DELL’ECONOMIA (IN QUOTA MATTARELLA) E I DUE LEADER POLITICI…

Lina Palmerini per www.ilsole24ore.com
Già con il suo primo decreto (fortemente voluto da Di Maio), il Governo si trova davanti alle sue spine: le risorse e la compatibilità dei due elettorati di Lega e 5 Stelle. Infatti c’è stato un rinvio del provvedimento che, anche se breve, conta per la motivazione che è proprio la difficoltà di trovare le coperture finanziarie.

Insomma, lo slittamento del Consiglio dei ministri che ieri avrebbe dovuto vararlo, avviene su un punto che è “il tema” di questo Governo: dove trovare i soldi per quelle misure fiscali che sono una parte importante del Dl dignità. 

SALVINI DI MAIO FLINSTONESSALVINI DI MAIO FLINSTONES
Ancora ieri il testo del decreto lasciava in sospeso le cifre ma quegli spazi in bianco sono – appunto – uno dei nodi di un Esecutivo nato su grandi impegni politici a cui non possono corrispondere altrettanti impegni finanziari. Questo comporta pure che in queste ore si va misurando il rapporto – e l’equilibrio - tra un ministro “tecnico” come Tria e i due ministri e “capi politici” Salvini e Di Maio. Da che parte si strapperà la coperta?

Al Mef si trovano quindi a dover superare il primo passaggio stretto tra le promesse scritte nel contratto di programma e il reperimento di risorse, e il modo in cui verrà gestito sarà un precedente per la partita più grande della legge di bilancio.
DELVOX TRIA SALVINI DI MAIODELVOX TRIA SALVINI DI MAIO

In ballo non c’è solo l’ansia di Luigi Di Maio di rincorrere Salvini e mettere in campo le proposte dei 5 Stelle ma c’è il ruolo del ministro dell’Economia, quale saranno i suoi spazi di manovra, i suoi possibili sì e no alle pressioni della politica.

Un conto è fare interviste in cui si rassicurano i mercati e si tiene a bada l’Europa e soprattutto lo spread, altra cosa è la dura trattativa quotidiana con i leader che spingono per finanziare le loro promesse. Il predecessore di Tria – Padoan - ne sa qualcosa visto che pure lui ha dovuto assecondare i vari bonus di Renzi di cui forse non era proprio convinto.
SALVINI DI MAIO CONTESALVINI DI MAIO CONTE

Ma se quella della compatibilità delle risorse è il grande rebus di questo Governo e del contratto che l’accompagna, l’altro spigolo riguarda la competizione tra i due elettorati di Lega e 5 Stelle. Anche qui il decreto dignità ne offre un assaggio. Perché l’ultimo testo che girava ieri va a colpire una base elettorale che è prevalentemente leghista, fatta cioè di imprese non solo grandi ma anche medie e piccole.

luigi di maio e matteo salviniLUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI




C’è la stretta sui contratti a termine, leggermente ritoccata al ribasso sui costi ma con una normativa più severa sulle causali, e c’è un giro di vite sulle delocalizzazioni e sullo staff leasing.

Un pacchetto che pesa su quel ceto produttivo, del Nord e del Centro, che guarda a Salvini e che potrebbe cominciare a dubitare della rappresentanza dei loro interessi affidata al ministro dell’Interno.

luigi di maio matteo salviniLUIGI DI MAIO MATTEO SALVINI
E potrebbe cominciare a misurarlo più sui provvedimenti economici che non sugli annunci anti-sbarchi. Il credito nei suoi confronti è ancora aperto, come si è visto ieri all’assemblea di Confartigianato dove si è sentito come il vento soffiasse verso la Lega più che i 5 Stelle: è stato bocciato il reddito di cittadinanza e invece ha preso applausi la flat tax. Ma questo derby tra vicepremier sarà giocato in autunno al grande tavolo della legge di bilancio.

Fonte: qui

''L'ANAC HA RESO INUTILI CERTE INDAGINI, ANCHE PER IL RITARDO CON CUI CI HA TRASMESSO GLI ATTI''. LA FRECCIATA DEL PROCURATORE DI MILANO FRANCESCO GRECO, PROPRIO MENTRE CANTONE PRESENTA IL RAPPORTO DELLA SUA AUTHORITY.

CORRUZIONE: PM MILANO, ANAC HA RESO INUTILI INDAGINI
(ANSA) - Il "ritardo" con cui sono state trasmesse dall'Autorità nazionale anticorruzione alla Procura di Milano le notizie su "numerosi illeciti da cui si potevano desumere fatti di corruzione" e soprattutto le "modalità di acquisizione degli elementi" da parte dell'Anac hanno determinato "una discovery anticipata, sostanzialmente rendendo inutili ulteriori indagini nei confronti di soggetti già allertati". Lo si legge nel bilancio di responsabilità sociale della Procura di Milano presentato oggi dal procuratore Francesco Greco.
RAFFAELE CANTONERAFFAELE CANTONE

L'Autorità nazionale anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, si legge nel bilancio della Procura di Milano guidata da Greco - che è stato presentato oggi assieme a quello degli altri uffici giudiziari milanesi - "ha trasmesso numerosi illeciti da cui si potevano desumere fatti di corruzione".

Tuttavia, scrive ancora la Procura milanese, "il ritardo con cui le notizie sono state trasmesse e soprattutto le modalità di acquisizione degli elementi (acquisizione di documentazione presso gli enti coinvolti) hanno determinato una discovery anticipata, sostanzialmente rendendo inutili ulteriori indagini nei confronti di soggetti già allertati".

CORRUZIONE: BOOM SEGNALAZIONI WHISTLEBLOWING IN 2018
RAFFAELE CANTONERAFFAELE CANTONE
 (ANSA) - Raddoppiano le segnalazioni di 'whistleblowing', in media oltre due al giorno, negli ultimi cinque mesi rispetto al 2017. Lo riferisce l'Anac in un rapporto del 2018, sul whistleblowing, ovvero le segnalazioni di attività illecite nell'amministrazione pubblica o in aziende private da parte dei dipendenti che ne vengono a conoscenza. Da gennaio a maggio 2018, i fascicoli aperti dall'Anac sono stati 334, in tutto il 2017 sono stati 364, nel 2016 erano 174 e nel 2015 erano 125.

CORRUZIONE: 90% SEGNALAZIONI WHISTLEBLOWING NEL PUBBLICO
 (ANSA) - Oltre il 90% dei casi di 'whistleblowing' avvengono nel settore pubblico. E' quanto emerge da un rapporto dell'Anac sul whistleblowing, ovvero le segnalazioni di attività illecite nell'amministrazione pubblica o in aziende private, da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza. Nel 56,3% a segnalare è un dipendente pubblico, nel 12,3%, invece, è un dirigente pubblico. Chi segnala lavora prevalentemente nelle Regioni o negli enti locali (36.2% dei casi).
FRANCESCO GRECOFRANCESCO GRECO

A seguire, altre amministrazioni (ministeri, enti, autorità portuali) 17%, istituzioni scolastiche (università, conservatori, licei) 16.8%, aziende sanitarie e ospedaliere (15%). Da inizio anno, Anac ha già inviato 16 segnalazioni alla competente Procura della Repubblica per fatti di rilievo penale, 10 alla Corte dei conti (sussistenza di danno erariale), 15 all'Ispettorato della Funzione pubblica. Il 42,8% delle segnalazioni sono state effettuate al Sud, il 32,3% al Nord, il 21,8% al Centro, meno dell'1% dall'estero (2,4% non indicato).

CORRUZIONE: PIGNATONE, CONTRARIO A FIGURA AGENTE PROVOCATORE
francesco greco1FRANCESCO GRECO1
 (ANSA) - "Sulla figura dell'agente sotto copertura si può lavorare, soprattutto per quanto riguarda il suo utilizzo nelle operazioni antiriciclaggio. Sono contrario invece alla figura dell'agente provocatore, che esiste in America, e io la lascerei lì. Teniamoci il 'whistleblower'. Lo ha detto il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, durante un convegno dell'Anac a Roma sui dati del whistleblowing, ovvero le segnalazioni di attività illecite in amministrazione pubblica o in aziende private, da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza.

CORRUZIONE:WHISTLEBLOWING; CANTONE, PIÙ QUALITÀ SEGNALAZIONI
 (ANSA) - "Il rapporto presentato oggi è fatto da luci e ombre, restano alcune criticità però c'è un miglioramento sulla qualità e la quantità delle segnalazioni". Lo ha detto il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, che oggi ha presentato a Roma il rapporto 2018 sul whistleblowing, ovvero le segnalazioni di attività illecite in amministrazione pubblica o in aziende private, da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza. Per Cantone "l'incremento delle segnalazioni non è il segnale se c'è un aumento della corruzione, ma al contrario è il segnale dell'aumento dell'anticorruzione e significa che le persone non girano più la testa dall'altra parte".
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CANTONE A GOVERNO, BENE AGENTE SOTTO COPERTURA
 (ANSA) - "Quella dell'agente sotto copertura sarebbe una buona scelta, ma bisogna capire bene perchè è una scelta molto delicata". Lo ha detto il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, che oggi ha presentato a Roma il rapporto 2018 sul whistleblowing. "Sono convinto - ha aggiunto - che nella lotta alla corruzione sia indispensabile regolarizzare il quadro normativo. Mi piacerebbe che venissero fatte quelle norme che io da tempo invoco, come la regolamentazione delle fondazioni politiche e la legge sulle lobby. C'è poi questo intervento per il Daspo ai corrotti, che va compreso, ma mi pare vada nella giusta direzione". Fonte: qui

SE NE VA A 93 ANNI CARLO ODDONE, IL CHIMICO CHE HA INVENTATO IL VINAVIL


IL VINAVIL RAPPRESENTO’ UNA RIVOLUZIONE NEL SETTORE PERCHE’ NON PERICOLOSA PER L’UOMO E POCO COSTOSA…


Addio al papà del Vinavil. Carlo Oddone, chimico, si è spento all'età di 93 anni a Romagnano Sesia, nel Vercellese, che aveva eletto a sua residenza dopo aver vissuto per molti anni a Gattinara. Oddone, laurea in chimica all’università di Torino, la sua città d'origine, aveva iniziato come insegnante.

Poi era stato assunto come chimico alla Società elettrochimica del Toce, nello stabilimento di Villadossola, nel Verbano, una società controlla della Montecatini. E qui, insieme con un team di specialisti, mise a punto il Vinavil, la colla simbolo del made in Italy, che ebbe successo commerciale in tutto il mondo anche perché venduta a un prezzo molto competitivo.

vinavilVINAVIL
Dopo aver inventato l'adesivo universale, Oddone passò poi alla Edilcoloranti di Borgosesia e quindi fu uno dei promotori dello sviluppo della Univer, un colorificio. Lascia la moglie Lena e le figlie Maria Paola e Daniela. E' stato sepolto al cimitero di Romagnano Sesia.

Fonte: qui

ROMA, L’ANNUNCIO DEMENZIALE DELL’ASSESSORE AI SERVIZI SOCIALI DI ROMA, LAURA BALDASSARRE (EX DIRIGENTE DELL’UNICEF): “TERZA VIA TRA LA RUSPA DI SALVINI E L’ASSISTENZIALISMO”


Simone Canettieri per "il Messaggero"

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«Tra la ruspa del ministro Matteo Salvini e il mantenimento dello status quo, che sembra spinto da un certo mondo dell' associazionismo compreso quello cattolico, esiste una terza via sulla questione rom: ed è la strada che stiamo percorrendo. Legalità e anche inclusione nella società: ecco perché stiamo attivando tutti gli strumenti possibili, compreso un contributo da 5mila euro per chi apre un' attività. Si tratta di accompagnamento al lavoro attraverso i centri di orientamento, una misura che abbiamo approvato un anno fa e che intendiamo potenziare».

CAMBIAMENTO
LAURA BALDASSARRELAURA BALDASSARRE
Laura Baldassarre, assessore ai Servizi Sociali di Roma, è stata a lungo dirigente dell' Unicef, prima di approdare nella giunta di Virginia Raggi. Sui rom i fatti però sembrano sposarsi con i buoni propositi: il piano per la chiusura del primo campo nomadi della Capitale, il River, va avanti a singhiozzo e con polemiche. Su 420 abitanti solo 150 se ne sono andati, e di questi una minima parte, davvero residuale, ha accettato il ventaglio di offerte del Comune (dal buono affitto al rimpatrio assistito).

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In compenso, il direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci, ha definito lo sgombero di questi giorni «disumano». E anche la Comunità di Sant' Egidio ha lanciato un appello alla sindaca per fermare la rimozione dei moduli abitativi (entro sabato vanno tutti tolti, poi verranno staccate le utenze).

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«Dobbiamo fare una scelta di civiltà e lancio un appello a tutti: alle famiglie e soprattutto al mondo dell' associazionismo. Bisogna dire - dice ancora l' assessore Baldassarre - chi si schiera con lo status quo e chi invece vuole cambiare modello. Le comunità religiose posso darci una mano. Per esempio, la prima famiglia che ha accettato il contributo per l' affitto sono Testimoni di Geova. Monsignor Feroci forse si è fatto ingannare da foto e riprese fatte circolare ad hoc».

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In questi giorni rimbalzano le immagini di moduli abitativi devastati per non far più entrare le famiglie. E subito si può pensare che questa accelerazione e questa violenza visiva siano frutto della nuova intesa di governo Lega-M5S.

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«Tutt' altro - continua l' assessore -quei moduli abitativi sono del Comune e da tempo i rom sanno che devono essere rilasciati. Peccato che le famiglie abbiano rifiutato, nonostante le misure messe in piedi dall' amministrazione, misure che altri romani non hanno mai avuto».

VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI



Baldassarre tiene a sottolineare, mentre si lancia in appelli, due fatti abbastanza noti: il sistema dei campi «venne introdotto dal ministro Roberto Maroni dieci anni fa e l' Unione Europea ci obbliga a superarlo, per fortuna». Non solo, dietro la gestione di questi ghetti - a Roma sono 7 i campi autorizzati e una decina quelli tollerati per un totale di 5mila persone - si celavano gli affari di Buzzi e Carminati, il mondo di mezzo che diceva: «Con gli zingari si fanno più soldi che con la droga».
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Dunque facendosi forza su questi assi, Baldassarre e quindi Raggi provano a cambiare paradigma. Senza salire sulla ruspa di Salvini. «Non serve l' approccio assistenzialista, non serve la ruspa. Anzi, a questo proposito: una cosa sono le parole, un' altra i fatti, che come stiamo vedendo hanno una loro complessità».

L' EMERGENZA
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In questa terza via, che è quella che vuole percorrere il Campidoglio M5S in chiave di contraltare alla Lega, rimane l' emergenza dei campi nella Capitale. Entro il 2020 dovranno essere chiusi altri due centri: Barbuta e Monachina.
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L' esperimento pilota del River procede con estrema fatica. «Alla Barbuta - continua l' assessore - abbiamo scoperto che c' erano 60 bambini che non erano mai andati a scuola. Per questo dico: non bisogna mai abbandonarsi al peggio. Certi facili profeti non vanno ascoltati: si può cambiare il sistema, puntando sulla legalità e l' inclusione».

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Tra i vari strumenti finanziari dall' Europa ci sono appunto i contributi per gli affitti (pagati direttamente dall' amministrazione) e il rimpatrio assistito (soprattutto per chi viene dall' Est Europa). Per tutti gli altri c' è la possibilità di un contributo affinché si trovino un lavoro. Non è assistenzialismo questo? «No, stiamo potenziando i nostri centri - conclude l' assessore - dobbiamo mettere più persone possibili nelle condizioni di uscire volontariamente dal ghetto fisico e mentale in cui vivono».

Fonte: qui

TRUMP AMMORBIDISCE I TONI SUGLI INVESTIMENTI CINESI NELLE SOCIETÀ HIGH-TECH AMERICANE: ''MEGLIO PUNTARE SUI CONTROLLI DEL COMITATO APPOSITO''

LA STRATEGIA TRUMPIANA: UNO ZUCCHERINO PER DIMOSTRARE CHE SE LA CINA SI IMPEGNA A RIDURRE GLI SQUILIBRI, ANCHE L'AMERICA È PRONTA A TORNARE SUI SUOI PASSI SUI PUNTI PIÙ DANNOSI PER PECHINO

Marco Valsania per www.ilsole24ore.com

Donald Trump ha fatto marcia indietro sulla Cina, almeno quando si tratta di nuove barriere agli investimenti di Pechino negli Stati Uniti. In una presa di posizione ufficiale dalla Casa Bianca, questa mattina il Presidente ha indicato che non imporrà inediti stop alle acquisizioni e interessi cinesi in società high-tech americane, nelle cosiddette tecnologie «significative dal punto di vista industriale».

Né entreranno in vigore nuovi regimi di controllo dell'export su simili pilastri dell'innovazione. Piuttosto si dice soddisfatto dei progressi compiuti in Congresso per riformare e rafforzare l'esistente sistema di controlli, il Cfius, il Committee on Foreign Investment in the Us che esamina le operazioni con occhi di riguardo per le implicazioni di sicurezza nazionale. È questo «il miglior approccio», ha concluso.

Trump, nella dichiarazione insolitamente affidata a un lungo testo e non a un tweet, si limita a fare appello ai parlamentari perché accelerino al massimo i tempi dell'approvazione della nuova legislazione, chiamata Firrma. Né menziona direttamente Pechino quale responsabile di furto di tecnologia. La decisione di archiviare controversi e più duri approcci alternativi rappresenta un raro successo, dentro l'amministrazione, del più moderato Segretario al Tesoro Steven Mnuchin sui falchi delle guerre commerciali con la Cina e il resto del mondo, a cominciare dal guru dell'interscambio Peter Navarro.
trump e xi jinping alla citta proibita piazza tien an menTRUMP E XI JINPING ALLA CITTA PROIBITA PIAZZA TIEN AN MEN

Trump aveva suggerito un simile esito di compromesso nella notte di ieri, indicando l'intenzione di ricorrere alle attuali normative per proteggere la proprietà intellettuale statunitense. In precedenza la Casa Bianca, che aveva dato al Tesoro fino a fine settimane per raccomandare iniziative, aveva invece fatto capire di voler far scattare due nuovi interventi esplicitamente diretti a offensive contro la Cina, un divieto ad acquisizioni in campi sofisticati da parte di imprese con quote in mano cinese superiori al 20-25% e inedite restrizioni all'esportazione di tecnologie utili al piano di Pechino per diventare futuro leader tech.

«Sono stato informato dal Segretario al Tesoro, dal Segretario al Commercio, dal Rappresentante commerciale degli Stati Uniti, dal consigliere del Presidente per la politica economica e dal Direttore dell'Ufficio della politica commerciale e manifatturiera, tra gli altri, che il Congresso ha compiuto significativi progressi nel passare una legislazione che modernizza i nostri strumenti per proteggere le tecnologie di importanza critica per la nazione da acquisizioni straniere dannose - ha detto Trump glissando sulle divergenze e faide interne -.

Questa legge, il Foreign Investment Risk Review Modernization Act (Firrma), rafforzerà la nostra abilità di proteggere gli Stati Uniti da minacce nuove e in evoluzione poste da investimenti esteri mentre allo stesso tempo sosterrà il forte, aperto clima di investimenti a favore del quale il nostro Paese è impegnato e che avvantaggia i nostri cittadini».

trump cinaTRUMP CINA
Trump, di conseguenza, ordina «all'Amministrazione di mettere in atto rapidamente e rigorosamente» la nuova legge appena arriverà. Con «l'obiettivo di affrontare le preoccupazioni sugli investimenti orchestrati da stati in tecnologie strategiche». Solo qualora il Congresso fallisse nell'approvare la riforma, aggiunge, «ordinerò al governo di impiegare nuovi strumenti, messi a punto grazie alla nostra presente autorità e che agiscano sul piano globale».

Insomma a loro volta rivolti a tutti, non solo alla Cina. Trump infine afferma di aver dato incarico al Segretario al Commercio di «guidare un esame delle questioni legate al trasferimento e export di tecnologie cruciali», senza far scattare, anche su questo fronte, nuove azioni immediate.

UN GALLO CON LE FATTEZZE DI TRUMP IN CINAUN GALLO CON LE FATTEZZE DI TRUMP IN CINA
La correzione di tiro e de-escalation con Pechino non risolve tuttavia gli altri fronti di grave tensione commerciale: con la Cina sono in atto dazi che dovrebbero partire da inizio luglio su primi 34 miliardi di dollari di beni importati e una minaccia di estenderli a 450 miliardi di merci, quasi l'intero import cinese negli Usa. Contro l'Unione Europea è intanto in corso una spirale di rappresaglie avviate da dazi globali americani su acciaio e alluminio ed è stato sollevato lo spettro di nuove sanzioni statunitensi sulle auto importate che colpirebbero particolarmente aziende tedesche, oltre che giapponesi, con forti attività negli Stati Uniti.

Fonte: qui

A CASERTA 4 RELIGIOSE CHE GESTIVANO UN ASILO SONO STATE SOSPESE PERCHÉ PICCHIAVANO I BAMBINI E LI RINCHIUDEVANO IN STANZE BUIE SE NON SI SBRIGAVANO A MANGIARE

TRA LORO C’È ANCHE LA MADRE SUPERIORA, CHE NON PARTECIPAVA AI MALTRATTAMENTI, MA…


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Maltrattamenti su bambini da 3 e 5 anni: è l'accusa che pesa sulle spalle di 4 suore, responsabili della gestione di un asilo nel Casertano. Le religiose - due filippine, una indonesiana, e la madre superiora italiana - sono state sospese per 12 mesi dalle attività didattiche su decisione del Gip del Tribunale di Napoli Nord. Secondo quanto riferito dai Carabinieri, la madre superiora non ha partecipato ai maltrattamenti ma non li ha neanche impediti. 

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A denunciare gli abusi ai militari di San Marcellino la scorsa primavera sono stati i genitori, allarmati perché i bambini a casa manifestavano disagi e problemi. Così è scattata l'inchiesta dei carabinieri, che hanno collocato telecamere nascoste nella scuola paritaria per l'infanzia, documentando le violenze: schiaffoni, strattoni, capelli tirati, alcune delle 'pratiche' messe in atto dalle suore che arrivavano anche a rinchiudere in stanze buie i piccoli se non si sbrigavano a mangiare. 
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La misura cautelare nei confronti delle indagate  - che hanno 34, 47, 54 e 76 anni - è stata eseguita dai carabinieri della locale Stazione, a conclusione delle indagini coordinate dalla procura della Repubblica di Napoli Nord, condotte tra aprile e maggio di quest'anno. 

Fonte: qui