9 dicembre forconi: Laura Baldassarre
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venerdì 29 giugno 2018

ROMA, L’ANNUNCIO DEMENZIALE DELL’ASSESSORE AI SERVIZI SOCIALI DI ROMA, LAURA BALDASSARRE (EX DIRIGENTE DELL’UNICEF): “TERZA VIA TRA LA RUSPA DI SALVINI E L’ASSISTENZIALISMO”


Simone Canettieri per "il Messaggero"

CASSONETTI ZINGARICASSONETTI ZINGARI
«Tra la ruspa del ministro Matteo Salvini e il mantenimento dello status quo, che sembra spinto da un certo mondo dell' associazionismo compreso quello cattolico, esiste una terza via sulla questione rom: ed è la strada che stiamo percorrendo. Legalità e anche inclusione nella società: ecco perché stiamo attivando tutti gli strumenti possibili, compreso un contributo da 5mila euro per chi apre un' attività. Si tratta di accompagnamento al lavoro attraverso i centri di orientamento, una misura che abbiamo approvato un anno fa e che intendiamo potenziare».

CAMBIAMENTO
LAURA BALDASSARRELAURA BALDASSARRE
Laura Baldassarre, assessore ai Servizi Sociali di Roma, è stata a lungo dirigente dell' Unicef, prima di approdare nella giunta di Virginia Raggi. Sui rom i fatti però sembrano sposarsi con i buoni propositi: il piano per la chiusura del primo campo nomadi della Capitale, il River, va avanti a singhiozzo e con polemiche. Su 420 abitanti solo 150 se ne sono andati, e di questi una minima parte, davvero residuale, ha accettato il ventaglio di offerte del Comune (dal buono affitto al rimpatrio assistito).

sgombero campo rom riverSGOMBERO CAMPO ROM RIVER




In compenso, il direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci, ha definito lo sgombero di questi giorni «disumano». E anche la Comunità di Sant' Egidio ha lanciato un appello alla sindaca per fermare la rimozione dei moduli abitativi (entro sabato vanno tutti tolti, poi verranno staccate le utenze).

sgombero campo rom river 9SGOMBERO CAMPO ROM RIVER



«Dobbiamo fare una scelta di civiltà e lancio un appello a tutti: alle famiglie e soprattutto al mondo dell' associazionismo. Bisogna dire - dice ancora l' assessore Baldassarre - chi si schiera con lo status quo e chi invece vuole cambiare modello. Le comunità religiose posso darci una mano. Per esempio, la prima famiglia che ha accettato il contributo per l' affitto sono Testimoni di Geova. Monsignor Feroci forse si è fatto ingannare da foto e riprese fatte circolare ad hoc».

ZINGARI ELEMOSINAZINGARI ELEMOSINA



In questi giorni rimbalzano le immagini di moduli abitativi devastati per non far più entrare le famiglie. E subito si può pensare che questa accelerazione e questa violenza visiva siano frutto della nuova intesa di governo Lega-M5S.

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«Tutt' altro - continua l' assessore -quei moduli abitativi sono del Comune e da tempo i rom sanno che devono essere rilasciati. Peccato che le famiglie abbiano rifiutato, nonostante le misure messe in piedi dall' amministrazione, misure che altri romani non hanno mai avuto».

VIRGINIA RAGGIVIRGINIA RAGGI



Baldassarre tiene a sottolineare, mentre si lancia in appelli, due fatti abbastanza noti: il sistema dei campi «venne introdotto dal ministro Roberto Maroni dieci anni fa e l' Unione Europea ci obbliga a superarlo, per fortuna». Non solo, dietro la gestione di questi ghetti - a Roma sono 7 i campi autorizzati e una decina quelli tollerati per un totale di 5mila persone - si celavano gli affari di Buzzi e Carminati, il mondo di mezzo che diceva: «Con gli zingari si fanno più soldi che con la droga».
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Dunque facendosi forza su questi assi, Baldassarre e quindi Raggi provano a cambiare paradigma. Senza salire sulla ruspa di Salvini. «Non serve l' approccio assistenzialista, non serve la ruspa. Anzi, a questo proposito: una cosa sono le parole, un' altra i fatti, che come stiamo vedendo hanno una loro complessità».

L' EMERGENZA
sgombero campo rom river 6SGOMBERO CAMPO ROM RIVER





In questa terza via, che è quella che vuole percorrere il Campidoglio M5S in chiave di contraltare alla Lega, rimane l' emergenza dei campi nella Capitale. Entro il 2020 dovranno essere chiusi altri due centri: Barbuta e Monachina.
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L' esperimento pilota del River procede con estrema fatica. «Alla Barbuta - continua l' assessore - abbiamo scoperto che c' erano 60 bambini che non erano mai andati a scuola. Per questo dico: non bisogna mai abbandonarsi al peggio. Certi facili profeti non vanno ascoltati: si può cambiare il sistema, puntando sulla legalità e l' inclusione».

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Tra i vari strumenti finanziari dall' Europa ci sono appunto i contributi per gli affitti (pagati direttamente dall' amministrazione) e il rimpatrio assistito (soprattutto per chi viene dall' Est Europa). Per tutti gli altri c' è la possibilità di un contributo affinché si trovino un lavoro. Non è assistenzialismo questo? «No, stiamo potenziando i nostri centri - conclude l' assessore - dobbiamo mettere più persone possibili nelle condizioni di uscire volontariamente dal ghetto fisico e mentale in cui vivono».

Fonte: qui

mercoledì 29 novembre 2017

ROMA - HAI UNA STANZA VUOTA? PRENDI UN MIGRANTE, INCASSI MILLE EURO AL MESE. PAGA LO STATO

L’OFFERTA DELLA RAGGI PER DISTRIBUIRE I PROFUGHI NEI QUARTIERI DI ROMA: OGNI FAMIGLIA RICEVERA’ 35 EURO AL GIORNO 

SUBITO 50 TRASFERITI AD OSTIA 

Pier Francesco Borgia per “il Giornale”

migrantiMIGRANTI
Cambia la mappa della «Roma accogliente». Il Campidoglio ridisegna, zona per zona, le aree dove ospitare i migranti. Ma non solo. Lancia anche proposte che faranno discutere. Come quella avanzata dall' assessore Laura Baldassarre in un' intervista al Messaggero: «Daremo mille euro al mese alle famiglie romane disponibili a ospitare un rifugiato».

Un' idea non nuova. Viene tecnicamente chiamata «accoglienza diffusa». E si mette in pratica attraverso dei bandi pubblicati dagli enti locali. In questo caso, però, è la cifra che salta subito agli occhi. Un' idea «folle» tuona il Secolo d' Italia (giornale on line). In pratica si arriva a quella cifra moltiplicando per trenta i 35 euro al giorno che vengono dati dallo Stato alle cooperative e agli enti di assistenza che si occupano al momento di ospitare i migranti. È un modello che sta funzionando nei Paesi del nord Europa, sostiene l' assessore capitolino.

LAURA BALDASSARRELAURA BALDASSARRE
Un modello che, però, su larga scala - come è quella che misura le grandezze di metropoli come Roma - è stato rodato solo a Milano. Insomma la novità è la partecipazione diretta delle famiglie romane al piano di accoglienza del Comune. Un piano che si pone in linea - spiega lo stesso assessore - con le direttive espresse dalle circolari che attuano il decreto Minniti. Una novità che è tutta da vagliare. Bisogna infatti vedere chi parteciperà.

La Baldassarre ha spiegato, sempre nel corso dell' intervista, che l' amministrazione capitolina non lascerà sole le famiglie, ma che il piano prevede un lavoro concertato insieme ai centri di assistenza e con il «supporto del mondo associativo». E intanto la prossima settimana la giunta regionale (a guida Pd) discuterà una delibera con la quale procedere a un aumento di 750mila euro dello stanziamento per le strutture atte a ospitare i rifugiati.

raggi di pilloRAGGI DI PILLO
L'«accoglienza diffusa» è un modo, almeno dal punto di vista dell' amministrazione guidata da Virginia Raggi, di spalmare ancor più omogeneamente i migranti all' interno della città. Anche in zone centrali come Flaminio e Parioli, a esempio, potrebbero trovarsi famiglie disposte a ospitare migranti. Intanto il Campidoglio ha diffuso la nuova mappa delle strutture ideate per dare alloggio ai richiedenti asilo. Come già nel triennio 2014-2016, il quartiere Parioli non ospiterà migranti. Il numero complessivo, poi, dovrebbe diminuire da 2.396 a 1.655 alla fine del 2019.

Non erano poi molti i municipi risparmiati dall' accoglienza nel passato triennio. Oltre ai Parioli erano soltanto in tre. E tra questi c' era Ostia. E guarda caso, a pochi giorni dal voto nel decimo Municipio (un voto che ha visto vincere la grillina Giuliana Di Pillo al ballottaggio contro la candidata di Fdi Monica Picca), arriva questa mappa che spiega come il municipio di Ostia-Acilia sia l' unico ad andare controtendenza e a passare da zero a 50 «ospiti». E viene spontaneo a Luca Marsella, già candidato di CasaPound per il voto a Ostia, vedere in questa tempistica un fatto tutt' altro che casuale.

«Passate le elezioni i grillini calano la maschera - commenta - La Raggi è pronta a dare mille euro (dei nostri soldi) al mese a chi ospita un immigrato e presto aprirà un centro d' accoglienza ad Acilia. A difendere gli italiani c' è soltanto CasaPound». «Alla faccia delle famiglie romane in difficoltà! - gli fa eco Barbara Saltamartini, vice capogruppo alla Camera della Lega - Una decisione folle che conferma quanto la Raggi non abbia proprio compreso in che condizioni stanno i romani».

Fonte: qui