9 dicembre forconi

giovedì 14 settembre 2017

DOPO LE ACCUSE DI DOPING DI STATO E LE ESCLUSIONI DAI MONDIALI, LA “WADA”, AGENZIA MONDIALE ANTIDOPING, ASSOLVE 95 ATLETI RUSSI SU 96: "PROVE INSUFFICIENTI"

LA RIVELAZIONE DEL “NEW YORK TIMES” - VIDEO



antidoping wadaANTIDOPING WADA
Assolti. In 95 su 96. Dopo il caos, le polemiche, anche politiche, con le prese di posizione di Putin e Mutko, dopo le esclusioni da Mondiali, Paralimpiadi, da tutto. Dopo le pesantissime accuse sui Giochi di Sochi, quelle di "doping di stato". Dopo tutto questo...

La Russia esce pulita dallo scandalo doping che l'ha travolta. La Wada, l'agenzia mondiale antidoping, ha deciso di assolvere 95 atleti russi su 96 nell'ambito dell'inchiesta sul doping di stato in Russia emersa dal rapporto McLaren.

O meglio, avrebbe deciso, stando a quando scrive il New York Times - fonte assolutamente credibile -, citando un rapporto interno all'organizzazione di cui il quotidiano statunitense è entrato in possesso. "Le prove disponibili sono insufficienti a sostenere una violazione delle norme antidoping da parte di questi 95 atleti", scrive nella relazione il direttore generale dell'agenzia Olivier Niggli.

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RUSSIA DOPINGRUSSIA DOPING

mercoledì 13 settembre 2017

CLEMENTE MASTELLA ASSOLTO NEL PROCESSO CHE PORTÒ ALLA CADUTA DEL GOVERNO PRODI

A ‘SOLI’ 9 ANNI DALL’INIZIO DELL’INCHIESTA È ARRIVATA LA SENTENZA. DI PRIMO GRADO! 
ASSOLTI CON FORMULA PIENA ANCHE LA MOGLIE SANDRA LONARDO, GLI EX ASSESSORI REGIONALI E IL CONSUOCERO DELL’EX MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
 
clemente mastella con la moglie sandra lonardoCLEMENTE MASTELLA CON LA MOGLIE SANDRA LONARDO
 (ANSA) - Clemente Mastella è stato assolto nel processo per presunti illeciti nelle nomine alle Asl e in altri settori pubblici. La sentenza è stata emessa dalla quarta sezione del Tribunale di Napoli. Il sindaco di Benevento che all'epoca dei fatti ricopriva la carica di ministro della Giustizia e leader dell'Udeur era accusato in particolare di "induzione indebita a dare o promettere utilità". In seguito all'avviso di garanzia emesso nel gennaio del 2008 Mastella si dimise e ritirò il suo appoggio al governo Prodi circostanza che contribuì alla caduta dell'esecutivo.

Mastella, difeso dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Fabio Carbonelli, è stato assolto per tutti e tre i capi di imputazione, compresi i due per i quali il pm aveva chiesto la prescrizione, con formula piena: perché il fatto non costituisce reato e perché il fatto non sussiste. Il tribunale ha assolto con formula ampia anche la moglie di Mastella, l'ex presidente del Consiglio regionale della Campania Sandra Lonardo nonché i due ex assessori regionali dell'Udeur Nicola Ferraro e Andrea Abbamonte e l'ingegnere Carlo Camilleri, consuocero dell'ex ministro della Giustizia.

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STRAGE DI BRESCIA: DOPO APPENA 43 ANNI ARRIVANO LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI CASSAZIONE

“MAGGI E’ IL MANDANTE CERTO E TRAMONTE PARTECIPE” . 
CONFERMATO L’ERGASTOLO AI DUE NEOFASCISTI
Da Ansa

"Il compendio probatorio acquisito nei confronti di Maggi non lascia alcuno spazio per dubitare del suo ruolo organizzativo" nella strage di Brescia (28 maggio 1974, otto morti e 102 feriti) "sul quale convergono non solo le dichiarazioni accusatorie di Tramonte e di Digilio, ma tutti gli altri elementi indiziari".
CARLO MARIA MAGGI STRAGE BRESCIACARLO MARIA MAGGI STRAGE BRESCIA

strage bresciaSTRAGE BRESCIA
Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni depositate oggi del verdetto che il 20 giugno ha confermato l'ergastolo per i neofascisti Carlo Maria Maggi, mandante, e Maurizio Tramonte partecipe del piano stragista.

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L’incipiente “breakout” dell’oro


Dopo aver raggiunto un fondo a $1,206 l’oncia il 10 luglio, l’oro è a $1,286 questa mattina, un aumento del 6.5% in poco più di un mese.
Per gli investitori è stata una manna, soprattutto se consideriamo la serie di “flash crash” il 14 giugno, il 26 giugno ed il 3 luglio, i quali hanno contribuito ad affossarne il prezzo da $1,294 l’oncia a $1,206 l’oncia tra il 6 giugno e il 10 luglio. A quel punto sembrava come se l’oro potesse scendere fino alla resistenza tecnica ed arrivare a $1,150 l’oncia.
Ma il nuovo rally ha ripristinato la slancio verso l’alto che abbiamo visto fin dal post-elezioni del 15 dicembre 2016. L’oro sembra pronto per riprendere la sua marcia verso i $1,300.

I fondamentali sono più forti che mai per l’oro. Russia e Cina continuano ad essere grandi acquirenti. La Cina vieta l’esportazione delle sue 450 tonnellate all’anno di produzione fisica.
Le raffinerie d’oro stanno lavorando ininterrottamente e non riescono a soddisfare la domanda. Le stesse raffinerie hanno difficoltà a trovarlo, nonostante le vendite di lingotti e gli afflussi di scarti rimangono deboli.
I lingotti continuano a migrare dai caveau di banche, come UBS e Credit Suisse, in caveau non bancari, come quelli di Brinks e Loomis, riducendo così l’offerta fluttuante disponibile.

In altre parole, la situazione dell’offerta d’oro fisico fa acqua da tutte le parti.

Il problema, ovviamente, è una vendita illimitata nei mercati “paper gold” come i futures sull’oro del Comex e strumenti finanziari simili.
Uno dei flash crash è stato avviato dalla vendita istantanea di contratti futures sull’oro pari alla somma sottostante di 60 tonnellate d’oro fisico. Le più grandi bullion bank del mondo non potrebbero far fronte a 60 tonnellate d’oro fisico neanche se avessero mesi per farlo.
Non c’è abbastanza oro fisico disponibile, ma nel mercato paper gold non c’è limite alle dimensioni.
Non ha senso lamentarsi di questa situazione. È ciò che è e non sarà interrotta tanto presto. La principale fonte di consolazione è sapere che i fondamentali vincono sempre nel lungo periodo, anche se ci sono storni temporanei. Quello che bisogna fare è essere pazienti e comprare strategicamente quando ci sono i ribassi.
Che succederà in seguito?
Agosto e settembre sono tradizionalmente periodi decisamente forti per l’oro. Ciò è in parte dovuto alla prossimità alla stagione delle nozze e dei regali in India.

Eppure c’è di più da dire oltre alla forte domanda dell’oro.
Il deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia non farà altro che accelerare gli sforzi di quest’ultima nel diversificare le proprie riserve, vendendo asset legati al dollaro (che possono essere congelati dagli Stati Uniti in un attimo) e comprando asset aurei immuni ai congelamenti e alle crisi.
Il conto alla rovescia per la guerra contro la Corea del Nord è iniziato. Un attacco americano sui programmi nucleari e missilistici nordcoreani è probabile entro la metà del 2018. Il mercato azionario potrebbe non averlo notato, ma il mercato dell’oro sì. È questo il motivo della recente forza dell’oro.
Infine abbiamo la FED. Il rapporto sui posti di lavoro di venerdì 4 agosto ha dato vita alla prospettiva che la FED avrebbe aumentato i tassi d’interesse almeno un’altra volta quest’anno. L’aumento dei tassi rende il dollaro più forte e rappresenta un vento in poppa al prezzo in dollari dell’oro.

Ma la FED non rialzerà ancora i tassi quest’anno. Una volta che il mercato comprenderà la “pausa” prolungata dalla FED, concluderà correttamente che la FED tenterà ancora una volta ad attuare una posizione monetaria allentata attraverso la “forward guidance”. Ciò manterrà il dollaro lungo una tendenza ribassista e sarà una spinta per il prezzo in dollari dell’oro.
La FED non rialzerà i tassi nonostante un rapporto forte sui posti di lavoro. La ragione: la crescita dei posti di lavoro ha rappresentato il classico “missione compiuta” per la FED oltre un anno fa. I lavori non sono il fattore determinante riguardo le decisioni sui tassi; il fattore determinante è la disinflazione.

La metrica dell’inflazione prediletta dalla FED si sta muovendo in direzione sbagliata sin da gennaio. Le letture sul deflatore core della PCE anno/anno (la metrica preferita dalla FED) sono state:
Gennaio 1.9%
Febbraio 1.9%
Marzo 1.6%
Aprile 1.6%
Maggio 1.5%
Giugno 1.5%


I dati di luglio non saranno disponibili fino all’inizio di settembre.
Il target della FED per questa metrica è il 2%. Ci vorrà un aumento sostenuto per diversi mesi affinché la FED concluda che l’inflazione è tornata in pista.
Non c’è possibilità che questo accada prima della riunione di settembre della FED. È improbabile che si verifichi prima di dicembre, a causa della debolezza delle vendite nel settore automobilistico, delle vendite al dettaglio, della spesa discrezionale e del credito al consumo.
Un dollaro debole è l’unica possibilità che ha la FED per aumentare l’inflazione. Il modo per ottenere un dollaro debole è ritardare il rialzo dei tassi a tempo indeterminato, e questo è quello che farà.
E un dollaro debole significa un prezzo più alto in dollari dell’oro.
I livelli attuali sembrano l’ultima tappa prima dei $1,300 l’oncia. Dopo di che i successivi aumenti di prezzo saranno un effetto rinforzante dovuto ad una quantità crescente di compratori che vorranno salire a bordo.
C’è un vecchio detto che dice che “un’immagine vale mille parole”. Questo grafico è un buon esempio:
L’analista Eddie Van Der Walt ha creato questo grafico, il quale mostra che negli ultimi sei anni i prezzi dell’oro sono stati convergenti in un tunnel stretto tra due tendenze.
Questo modello è stato particolarmente pronunciato sin dal 2015. È possibile vedere come l’oro sia stato trattato su e giù in un intervallo tra i $1,050 ed i $1,380 l’oncia. La linea di tendenza superiore e la linea di tendenza inferiore convergono in un imbuto.
Poiché l’oro non rimarrà a lungo in questo imbuto (perché convergerà ad un prezzo fisso), probabilmente ne “uscirà” o verso l’alto o verso il basso, tipicamente con una mossa enorme che distruggerà l’andamento.
Questo potrebbe significare un prezzo d’oro sulla sua strada verso i $1,800 o gli $800 l’oncia?
Le evidenze supportano in modo sostanziale la tesi che l’oro salirà. Le banche centrali sono determinate ad ottenere un’inflazione più elevata e si adopereranno per ricorrere a politiche espansive se questo è ciò che serve.
I rischi geopolitici si accumulano dalla Corea del Nord, alla Siria, al Mar Cinese meridionale e oltre.

Il fallimento del programma di Trump ha messo in pericolo il mercato azionario e lo ha esposto ad una sostanziale correzione.
Le carenze di oro fisico hanno messo in atto o mancate consegne o uno short squeeze.
Uno qualsiasi di questi sviluppi è sufficiente a far schizzare in alto l’oro. L’unica forza che potrebbe portare l’oro più in basso è la deflazione, e questa è l’unica cosa che le banche centrali non permetteranno mai. Il grafico qui sopra è uno degli indicatori rialzisti più potenti che abbia mai visto.

Preparatevi ad un’esplosione del prezzo in dollari dell’oro. Assicuratevi di avere oro fisico prima che ci sia il “breakout”.

traduzione di Francesco Simoncelli

Fonte: qui

martedì 12 settembre 2017

Pozzuoli, famiglia precipita nel cratere della solfatara: morti padre, madre e figlio 11enne. Salvo il fratello di 7 anni


Il ragazzino avrebbe oltrepassato una zona interdetta e i genitori, nel tentativo di raggiungerlo, sarebbero caduti insieme a lui nel fango bollente, in una voragine profonda tre metri che si è aperta all'improvviso nel suolo. Si tratta di una famiglia di Torino, presumibilmente in visita turistica. I sanitari del 118: "Impossibile mettere in atto alcun intervento di soccorso"

Tre persone – padre, madre e figlio di 11 anni – sono morte in un incidente avvenuto all’interno della solfatara, cratere vulcanico di Pozzuoli (Napoli), noto per le sue fumarole. I genitori avevano rispettivamente 45 e 42 anni. Salvo un secondo figlio di 7 anni.
Secondo le prime ricostruzioni fornite dalla Protezione civile campana, il ragazzino 11enne avrebbe oltrepassato il limite consentito, finendo in una zona interdetta alle visite caratterizzata da sabbie mobili e terreno friabile e da dove provengono forti esalazioni di gas. I genitori, nel tentativo di inseguirlo e raggiungerlo, sarebbero caduti nel fango bollente, in una voragine profonda tre metri, che si è aperta all’improvviso nel suolo. Ad estrarre i corpi delle tre vittime sono stati i vigili del fuoco.
Si tratta di una famiglia di Torino, presumibilmente in visita turistica nell’area dei Campi Flegrei. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato, oltre ai sanitari del 118 partiti dall’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, che fanno sapere come fosse “impossibile mettere in atto alcun intervento di soccorso”. L’area rimarrà chiusa per tutta la giornata.
“Sono sconvolto per quanto accaduto all’interno del vulcano Solfatara. Dolore profondo per l’immane tragedia che vede coinvolti tre turisti. Esprimo la piena vicinanza dalla comunità di Pozzuoli alla famiglia delle vittime”, ha commentato il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia.
La solfatara è uno dei vulcani dei Campi Flegrei, comprensorio a nord di Napoli costituito da circa 40 antichi vulcani. È un’oasi naturalistica che si estende per 33 ettari e che da sempre è meta di turisti. Oltre ai noti fenomeni vulcanici, come le fumarole, le mofete e i vulcanetti di fango, presenta anche zone boschive, zone di macchia mediterranea e singolarità naturali, geologiche, botaniche e faunistiche. Le principali attrazioni sono la fangaia, la “bocca grande”, ovvero la fumarola principale, il pozzo dell’acqua minerale e le vecchie stufe, delle saune naturali.
Fonte: F.Q.

A TORINO UN LADRO IN SCOOTER VIENE INSEGUITO E SPERONATO DAL DISABILE IN CARROZZINA ELETTRICA SCIPPATO POCO PRIMA

L’UOMO E’ STATO BLOCCATO E FATTO ARRESTARE - VIDEO!




Torino - il disabile scippato dal ladro in scooter lo insegue e lo sperona con la carrozzina elettricaTORINO - IL DISABILE SCIPPATO DAL LADRO IN SCOOTER LO INSEGUE E LO SPERONA CON LA CARROZZINA ELETTRICA
La sequenza è singolare e inaspettata. La telecamera di sicurezza posta sul piazzale dell'ipermercato Auchan, alle porte di Torino, ha ripreso la fine ingloriosa della fuga di uno scippatore che, in sella a uno scooter, aveva appena derubato un disabile in carozzina elettrica. Ma non immaginava quale sarebbe stata la reazione del derubato. Il quale non si è dato per vinto e, con la carrozzina, lo ha inseguito, speronato, bloccato e fatto arrestare da un addetto dell'ipermercato.

Fonte: qui

IN CASSA CI SONO 8 MILIARDI CONTRO IL DISSESTO GEOLOGICO, SPESI SOLO 100 MILIONI

A QUESTA VELOCITA’ PER UTILIZZARLI SERVIREBBERO 200 ANNI 

BUROCRAZIA E LACUNE TECNICHE DEI COMUNI FRENANO I CANTIERI 

A LIVORNO DUE PROGETTI, MA NESSUNO RIGUARDAVA I TORRENTI CHE SONO ESONDATI. LAVORI MAI INIZIATI, COME A GENOVA

Fabio Tonacci per “la Repubblica”

NUBIFRAGIO LIVORNONUBIFRAGIO LIVORNO
Eppur ci sono. I soldi per mettere mano all' Italia che si allaga, frana e uccide, ci sono. A leggere le tabelle della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico della Presidenza del consiglio, abbiamo 7,7 miliardi di euro da spendere entro il 2023 per rinforzare argini, costruire scolmatori e casse di espansione per le piene, allargare i canali tombati, tirar su muri di contenimento. Per fare, dunque, ciò che avrebbe evitato le stragi da nubifragio del passato, e forse anche quella di Livorno.

Poi però uno va a vedere quanto è stato effettivamente speso sul territorio per il Piano "Italiasicura" lanciato dal governo Renzi nel maggio 2014, e si ritrova davanti a una cifra che racconta di un Paese che non vuol imparare da se stesso e dal suo passato: appena 114,4 milioni di euro. Meno dell' 1,5 per cento del totale a disposizione. Un passo da lumaca in affanno.

LIVORNOLIVORNO
IL PIANO ITALIASICURA
A questo ritmo, per investire tutti i 7,7 miliardi racimolati dai bilanci di ministeri e agenzie, servirebbero quasi 200 anni. Un paradosso che non ci possiamo permettere. Bisogna sveltire, andare più veloci del clima che cambia e sperare di anticipare la prossima bomba d' acqua.

Finora il denaro utilizzato è stato trasferito dallo Stato alle Regioni ed è servito ad aprire alcuni cantieri nelle città metropolitane: a Genova per il Bisagno, a Firenze per l' Arno ( due casse di espansione, i lavori cominceranno a giorni), a Cesenatico per mitigare l' erosione della spiaggia. Non senza problemi, come vedremo.

Il passo con cui avanza " Italiasicura" è comunque lento e qualcuno deve dare spiegazioni. « Abbiamo potuto autorizzare solo le opere di cui avevamo il progetto esecutivo, fornitoci dagli enti locali » , dice Erasmo D' Angelis, tornato a capo della Struttura di missione dopo l' esperienza alla direzione dell' Unità. « L' Italia sconta un ritardo storico sulle progettazioni, non ha la cultura della prevenzione. La cantierizzazione pesante ci sarà tra il 2018 e il 2019 » .
LIVORNO 9LIVORNO 9

SOLO IL 6 PER CENTO DI PROGETTI ESECUTIVI
In effetti, sfogliando gli 8.926 interventi "necessari e prioritari" segnalati dalle Regioni quando fu lanciato il Piano, si nota che pochissimi sono corredati di un progetto esecutivo: appena il 6 per cento. Per il resto delle emergenze (e sulla carta ce ne sarebbero una miriade, 1.240 in Campania, 962 in Sicilia, 761 in Piemonte, 458 in Toscana) siamo al punto zero.

Cantieri non se ne vedono, operai con i caschetti gialli nemmeno, neanche volendo lo Stato potrebbe mettere i soldi perché le norme impongono che il trasferimento avvenga solo quando si ha la certezza di cosa si va a finanziare. Accanto alle lista delle opere, e alla cifra che ogni Regione vorrebbe dallo Stato (quella sì, è indicata per tutte), una sfilza di etichette che ne certificano la lontananza dalla realizzazione: "progetto preliminare", "studio di fattibilità", "in fase istruttoria". Pochi "definitivi", pochissimi "esecutivi".
ERASMO DANGELISERASMO DANGELIS

A LIVORNO CANTIERI MAI APERTI
Per Livorno ci sono due interventi nella lista del governo, anch' essi in fase preliminare. E non riguardano il Rio Ardenza, né il Rio Maggiore, cioè i due corsi d' acqua straripati all' alba di domenica: si tratta di una cassa di espansione e del consolidamento degli argini di un altro torrente livornese, l' Ugione. Costo complessivo: 3,5 milioni di euro. Tempi di consegna? Non pervenuti. Così come non si sa quando entreranno finalmente in azione gli scavatori per il lavoro da 2 milioni di euro, ancora sul Rio Ugione, finanziato da almeno sette anni dalla Regione e mai cominciato.

ALLUVIONE PIEMONTEALLUVIONE PIEMONTE
«Avrebbero mitigato il rischio su quel canale, certo, ma poco sarebbe cambiato», osserva Giovanni Massini, ingegnere della Protezione civile Toscana. «Dopo le alluvioni del 1991 sull' Ardenza e sul Maggiore le casse di espansione si sono fatte. E nel 2017 abbiamo fatto la manutenzione: ciò che è successo è colpa di un evento davvero eccezionale».

I SOLDI BLOCCATI DALLA BUROCRAZIA
Va dato atto alla Struttura di missione di aver recuperato, oltre agli stanziamenti per "Italiasicura", un tesoretto da 2,2 miliardi incagliato da anni nei bilanci degli enti locali, con i quali ora sono stati ultimati centinaia di vecchi lavori sui fiumi. E però, la lentezza con cui si procede e la difficoltà a usare i fondi, non si spiega soltanto con «il ritardo degli uffici tecnici locali», come sostiene D' Angelis.

ALLUVIONE LIGURIA4ALLUVIONE LIGURIA
Per dire: ci sono 100 milioni per il sostegno alle progettazioni, bloccati da un anno e mezzo al ministero dell' Ambiente; c' è un prestito da un miliardo della Banca centrale, intonso da due anni; c' è un Piano nazionale, "Italiasicura", che doveva muovere i primi concreti passi nel 2015 dopo la delibera Cipe, e invece è partito alla fine del 2016. E c' è la solita, ingarbugliata, dinamica dei bandi di gara, con i suoi ricorsi e le sue stranezze.

IL FRENO RIBASSI A GENOVA
Torniamo a quei primi soldi - i 114 milioni - effettivamente spesi per le città metropolitane. E andiamo a Genova. Qui, dopo le alluvioni mortali del 2011 e 2014, si sta finalmente adeguando il tratto tombato del Bisagno, che passa sotto la città. Un lotto da 58 milioni se l' è aggiudicato Itinera (Gruppo Gavio) con un mega ribasso del 37,5 per cento.
ALLUVIONE GENOVA FOTO ANSAALLUVIONE GENOVA FOTO ANSA

A giugno, però, gli stati di avanzamento non superavano i 300.000 euro. Praticamente niente. Vanno a rilento perché - a quanto pare - il ribasso si è rilevato eccessivo per completare quanto richiesto. E col nuovo codice degli appalti le famigerate varianti in corso d' opera al rialzo non sono più consentite.

Fonte: qui

IL NUBIFRAGIO CHE HA ALLAGATO L'ALTRO IERI ROMA E’ AVVENUTO IN UN GIORNO FESTIVO, CON LA CITTA’ SONNACCHIOSA 
E PENSARE CHE IL COMUNE AVEVA PREVISTO “DEBOLI TEMPORALI”. INSULTI SUL WEB DOPO L’INVITO DELLA RAGGI: “ROMANI RESTATE A CASA” (VIDEO)

Paolo Conti per il Corriere della Sera

Chissà se i vertici dell' Acea, analizzando i filmati che roma.corriere.it ieri ha pubblicato sui nuovi «laghi» urbani in piazzale del Colosseo e a Porta Capena, hanno progettato di utilizzare quei ricchi bacini al posto del lago di Bracciano? Una battutaccia, certo. Ma lo spettacolo offerto ieri dalla Capitale autorizzava questa e altre ben più pesanti ironie.
MALTEMPO ROMAMALTEMPO ROMA

Virginia Raggi e la sua giunta devono solo ringraziare il calendario: l' acquazzone dell'altro ieri mattina ha allagato Roma in una giornata in cui non si lavorava, non si andava a scuola, non si svolgeva nessuna di quelle attività che di solito bloccano il traffico romano. Quindi moltissimi romani se ne sono rimasti a casa non utilizzando l' automobile. Esclusivamente per questa ragione, è stata evitata una grande, vera paralisi: certo non per perizia della macchina organizzativa del Campidoglio, ma esclusivamente per una buona dose di fortuna.

maltempo roma piramide allagataMALTEMPO ROMA PIRAMIDE ALLAGATA
Resta il fatto che Domenica abbiamo visto di tutto: cassonetti per la raccolta della plastica che prendevano letteralmente il largo davanti al Colosseo, una gran piena non sotto ma sopra ponte Milvio, tombini che eruttavano acqua come minuscoli geyser de' noantri, foto e filmati di caditoie bloccate da foglie che nessuno ha con tutta evidenza raccolto da mesi, auto bloccate, mezzi dell' Atac invasi dall' acqua e costretti a fermarsi, famiglie bloccate dal fango in auto e liberate dai vigili del fuoco, alberi caduti, strade bloccate e inservibili così come molti sottopassi.

maltempo roma marciapiedi allagatiMALTEMPO ROMA MARCIAPIEDI ALLAGATI
Ma, a proposito del Campidoglio, vanno segnalati due clamorosi inciampi. Il primo, incomprensibile e gravissimo, è apparso sul sito istituzionale di Roma Capitale su Facebook. Sabato alle 20 è stata messa in Rete un' ottimistica previsione che parlava di «nubi irregolari con deboli temporali». Un errore vistoso, assai mal rimediato con scuse che hanno peggiorato il quadro: «Ci spiace per la non correttezza dell' informazione ma questo post è stato programmato venerdì mattina e allora davano tali previsioni».

Durissime e giustamente infuriate le reazioni on line. Circostanza imperdonabile, perché da giorni veniva dato per certo da tutti i siti metereologici un forte peggioramento sul Lazio. Secondo inciampo: l' appello della sindaca Virginia Raggi a non uscire di casa, a limitare gli spostamenti ai casi urgenti, evitando parchi e aree verdi. Tutto questo per un temporale (nemmeno annunciato dal sito ufficiale) di poche ore. Allora, cosa dovranno fare i romani nel prossimo inverno, quando arriveranno le solite, fortissime perturbazioni?
ALLAGAMENTI A ROMA FOTO DA ROMAFASCHIFOALLAGAMENTI A ROMA FOTO DA ROMAFASCHIFO

Resta il fatto che, pochi giorni fa, l' assessore Pinuccia Montanari aveva assicurato (anche con un certo tono irritato nei confronti del mondo dell' informazione) che tombini e caditoie erano stati puliti "in tutta la città". 

Affermazione a dir poco imprudente, vista questa domenica 10 settembre. Quella stessa Rete che il Movimento 5 Stelle individua come elemento di democrazia diretta, ha mostrato impietosamente con migliaia di foto e filmati autoprodotti dai cittadini una città inondata d' acqua, inservibile per i romani e per i turisti, ridotta a una laguna.

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Ora bisognerà ripulire caditoie e tombini, ispezionare alberate e parchi storici (chissà quanti alberi cederanno), analizzare le buche vecchie e nuove, capire se tanta improvvisa acqua possa provocare frane urbane. Un compito che solo un' Amministrazione solida, ben preparata, capace di programmare e di coordinare i vari uffici può affrontare. E qui davvero non aggiungiamo altro, sperando che Roma sappia superare anche questa emergenza.

Fonte: qui