9 dicembre forconi

lunedì 2 dicembre 2019

(persino la) Grecia batte FallitaGlia 2-0


Ebbene sì...
come vi anticipo da gran tempo siamo l'unico PIIGS rimasto (e non per caso)
visto che (persino la) Grecia oggi ci mangia in testa....
non solo a livello di crescita del PIL ma persino a livello di titoli di stato e di borsa

Dopo che l'Irlanda ha subito una durissima crisi bancaria/immobiliare ma poi (prendendo gli aiuti della cattiva Europa al momento giusto e facendo le riforme che andavano fatte) è ripartita come un missile supersonico

dopo che la Spagna ha subito una durissima crisi..............................
.
bancaria/immobiliare ma poi (prendendo gli aiuti della cattiva Europa al momento giusto e facendo le riforme che andavano fatte) è ripartita come un missile supersonico



dopo che il Portogallo ha subito una durissima crisi ma poi (prendendo gli aiuti della cattiva Europa al momento giusto e facendo le riforme che andavano fatte) è ripartita a stecca


Adesso infine tocca anche alla Grecia
= non è che vada tutto bene ehhh (ci mancherebbe!)
ed è chiaro che si partiva da livelli da -25% di PIL
però quest'anno noi (cresciamo) se va bene dello 0.4%
e la Grecia del 2.3%
ed il trend al rialzo della Grecia dura ormai da tre anni

La Grecia ha avuto una crisi nera
la Germania e la UE hanno veramente esagerato all'inizio
ma le colpe come spiegavo secoli fa sono da entrambe le parti delle curve ultras


Poi però la Germania e la Troika si sono ammorbidite a stecca (ma nessuno ve lo dice)
ma solo dopo le necessarie riforme di un Paese persino più assistenzialista dell'Italia
dove si regalavano pensioni e rendite statali anche a 50 anni ed anche al terzo grado di parentela

....Facciamo una premessa. I 970 milioni che l’Eurogruppo dovrebbe sbloccare in aprile, dopo avere concesso alla Grecia due mesi di tempo in più rispetto alla tabella di marcia inizialmente fissata, non sono aiuti.
Trattasi di una tranche dei 4,8 miliardi di euro di interessi e plusvalenze maturati dalla BCE sui bond ellenici detenuti e acquistati negli anni passati per sostenere il mercato sovrano di Atene contro la tempesta finanziaria.
Questi profitti devono essere girati alle banche centrali dell’Eurozona, in qualità di azionisti della BCE, ma da tempo i governi dell’area hanno deciso che li restituiranno alla stessa Grecia come atto di solidarietà e di contributo fattivo alla sua ripresa economica......
Dunque, siamo dinnanzi a un atto di “generosità” dei partner europei, Italia compresa.
Considerate che l’83% del debito pubblico ellenico si trova oggi nelle mani proprio dei creditori della Troika e che per la quota preponderante che fa capo ai governi europei e alla BCE, non viene richiesto il pagamento degli interessi fino al 2022 e dal 2023 saranno sborsati da Atene a tassi nettamente inferiori a quelli di mercato.
Lo stesso FMI sta applicando in questi anni interessi di favore sui suoi crediti.......
Vedi anche dati occupazionali che man mano migliorano (la disoccupazione è un lagging indicator)
Grecia: cala la disoccupazione, mai così dal 2011
Vedi anche indici ellenici Markit PMI






Ed ecco che la Grecia (più assistenzialista perfino di VenezuItalia)
sta facendo MOLTO BENE
e c'è stato anche da farci dei BEI SOLDONI
incluso qualche greco più smart che con questa bella botta si è rifatto in un colpo solo di anni di vacche magre

Le obbligazioni di stato della Grecia hanno reso fino al 50% dell'investimento in pochi mesi. Il rally dei bond continua sulla "piacevole sorpresa per l'Europa" del piano di crescita del nuovo governo.

Inoltre....
se uno invece di scrivere solo cazzate sui social stando sempre nel suo cortiletto italiota,
alzasse anche ogni tanto il culetto e facesse un giro in Grecia
allora vedrebbe che le cose sono un po' diverse dalla disinformazione italiota
vedi mio post facebook di due anni fa

Relax in Grecia che in zone turistiche è 10 volte meglio di FallitaGlia = Deregulation da boom italiano anni '60 senza mafia dello Stato e/o mafia "privata" 
E tutti riescono a campare bene del loro lavoro e della loro iniziativa privata (a matrice familiare) godendosi anche la vita e senza doversi ammazzare di lavoro solo per pagare tasse balzelli burocrazia assurdi e/o pizzi mafiosi se non addirittura veti "ai quali non si può dire di no" che bloccano tutto... . 
 P. S. Tutte le statistiche apocalittiche sulla Grecia che citano di continuo i no-euro-talebani non tengono conto della free zone di un sano sommerso che sfugge a stato inefficiente e che garantisce un benessere notevole a molti greci ma che non risulta ufficialmente...allo stesso tempo un sacco di greci hanno fatto i parassiti spremendo la finanza pubblica di un paese in media povero ma la colpa sarebbe tutta dei crucchi invece che distribuita tra le parti in causa.... 
E vabbè vi farò un video sbrocco al mio ritorno

Rimane solo FALLITAGLIA come PIIGS
in totale fuga...anzi...negazione della realtà.

Ve lo anticipavo più di due anni fa: Ve li ricordate i PIIGS? Ne è rimasta solo una "I"... e non è l'Irlanda ;-)


Il problema è che non abbiamo subito una CRISI SHOCK che desse una sveglia,
ma poco alla volta (senza possibilità di catarsi) stiamo facendo la fine della RANA BOLLITA
= stiamo ancora troppo bene nella comfort zone delle generazioni precedenti

NON PERDERE IL MIO POST:  

Come ripeto da tempo il Declino è prima di tutto nel CERVELLO = nel totale rifiuto di evolvere/adattarsi.
Siamo il VENEZUELA D'EUROPA
Punto.
Un'Italia Unitaria Centralista che non esiste se non come espressione geografica
ed un popolo italiano che non esiste se non come accozzaglia di assistenzialisti fuori dal Mondo.
Ma che lo dico a fare?

(vedi mio post) O Federalismo O Morte!

E mentre in FallitaGlia degli sbiellati a 5 stelle della Decrescita (in)Felice
hanno beccato persino il 34% dei consensi
(naturalmente soprattutto nell'epicentro del CANCRO del Declino di FallitaGlia Unitaria Centralista Fallita ovvero il Meridione che ormai è peggio anche della Grecia...)

L'Italia spaccata: il Sud peggio della Grecia

e mentre un governo dopo l'altro di MINKIONI fuori dal Mondo
continuano a fare solo assistenzialismo e populismo per massa italopiteca che 7 su 10 si fa mantenere in modo sempre più insostenibile da 3 su 10....
ecco che FANNO PURE SCAPPARE tutti gli investitori stranieri,
le "cattive cattive" multinazionali
ed anche man mano tutte le imprese italiane non inciuciate
Intanto persino in GRECIA sono un po' meno COGLIONI DEVASTATI MENTALI

Trova le differenze...
In FallitaGlia Gonde pres. del Consiglio intima 48 ore alla Arcelor-Mittal per ripensarci, se no minaccia cause legali infinite (è avvocato del bobolo e del Vaticano mica per caso...e le imprese si attirano e trattengono in FallitaGlia con le minacce e non perché frame produttivo legale fiscale burocratico infrastrutturale FAVOREVOLE).
Gonde va a Taranto ed incontra una massa di persone urlanti e sbavanti che quasi lo menano gridando che l'ILVA va chiusa...tanto poi arriveranno tanti tanti soldi di Stato per mantenere la marea di nuovi disoccupati con famiglie annesse (6 regioni mantengono le altre 14...e da mo'...).
La massa di devastati mentali di area grillina urlano che i pugliesi si manterranno con cozze&turismo che vorrebbe dire a compensazione moltiplicare la produzione di cozze per 11 volte (sempre che qualcuno compri tutte quelle cozze) e costruire 100 alberghi (sempre che arrivi un nuovo flusso di turisti da 1ml anno minimo e non per 3 mesi estivi ma anche a dicembre...).
Una massa di Italioti devastati mentali dissociati dalla realtà inneggiando che le multinazionali e gli stranieri se ne vadano tutti dall'Italia che poi ci arrangiamo noi tra nazionalizzazioni, cibi D.O.P., green new deal e minkia in kiulo Rambo fantasy.
Bene inteso: la Arcelor-Mittal non è una santerellina ma ha investito calcolando di tornarci (consultando prima di metterci una bella "fetta di culo" un team di 60 avvocati top) ed iniziando bonifiche in un contesto ILVA che è verminaio da 30 anni coinvolgendo tutti i partiti di tutti i colori e pure la mitica gestione dello Stato che oggi si invoca come salvatore nazionalizzatore...ovvero tassando tutti gli italiani ulteriormente ed i nostri figli con nuovo debito.
Mentre assistiamo a questo vomito surreale/auto-distruttivo da Tafazzi VENEZUITALIA....
nel frattempo altrove si comportano IN BEN ALTRO MODO....
attirando capitali esteri multinazionali etc e non facendo scappare persino le proprie imprese e/o rovinandole (vedi plastic tax che rischia di distruggere intero settore top al Mondo in Emilia-Romagna per un finto ecologismo green di 'sto cazzo mentre è solo fare cassa controproducente e di breve da spendere come al solito in assistenzialismo a fondo perduto per scopi di consenso di breve, Alitalia included).....
..... "L'Ungheria di Orbàn ha fatto segnare un +5,2% di PIL con tasso di disoccupazione ai minimi storici. Merito della Flat Tax al 15% sulle persone ed al 9% sulle aziende. Gli imprenditori esteri danno la fila per investire" ...
"La flat tax di Orban attira in Ungheria una nuova impresa italiana al giorno
"L’UNGHERIA cresce al 5,2% come fosse un paese asiatico. Cresce perché ha un sistema fiscale che consente di reinvestire capitali alle aziende e di consumare ai cittadini. Gli italiani preferiscono la crescita zero aggredendo i redditi prodotti e non puntando sulla maggiore ricchezza prodotta.
Preferiscono il reddito di cittadinanza alla creazione di posti di lavoro. Di tagliare costi e burocrazia non ci pensano proprio" .........
"Olanda, fisco sempre più soft....Strada spianata per l'abolizione della tassa del 15% sui dividendi delle società...attirerà ancora di più le multinazionali (N.d.R. qui invece le facciamo scappare e le schifiamo da no-global radical chic con l'Iphone)....
L’Olanda diventa il campione europeo del liberismo (e dell’austerità di bilancio)...il Governo ha anche deciso di abbassare l'imposta sulle società, portandola dal 25% al 22,24% anche se in passato aveva ventilato un taglio netto al 21%..."
...IDEM Irlanda, Malta, Spagna, in parte anche Portogallo che attirano aziende straniere, multinazionali, liberi professionisti, pensionati, super benestanti a go-go...ed infatti crescono anche del 3,5% o del 5% anno diminuendo disoccupazione ed aumentando il benessere in modo diffuso, mentre FallitaGlia è l'ultima della lista a +0.4%...
Ed adesso ANCHE LA GRECIA che cresce del 2,3% e cala pure l'asso
= Atene è pronta ad offrire generosi incentivi fiscali per riportare nel Paese gli investitori stranieri: una flat tax da 100mila euro sui redditi globali per chi si trasferisce (e investe) in Grecia, taglio alla corporate tax e alla tassa sui dividendi.
La Grecia corteggia il business, flat tax per i grandi investitori stranieri....
...............

Bene: come al solito vi ho dato un po' di scomodi hints
e queste due ve le metto alla fine
tanto nessuno è sceso in piazza - nemmeno le sardine - per questa cosa ALLUCINANTE
(che poi in realtà siamo al 70%)



Qui si cerca come sempre di andare OLTRE al lavaggio del cervello standard
alla disinformazione
ed al tifo ultras in bianco&nero
che tanto non serve ad una mazza
I CONSAPEVOLI in FallitaGlia sono massimo il 3%
dunque la via di salvezza è solo INDIVIDUALE
che andrà molto peggio
prima di NON andare meglio.

Fonte: qui

A DISPETTO DELLE POLEMICHE QUOTIDIANE L'ACCORDO POTREBBE ARRIVARE CON UN ''TRUCCO'' POLITICO: "FARANNO UN UNICO DOSSIER, SI DIRÀ DI SÌ AL MES MA METTERANNO IL VETO SULL'UNIONE BANCARIA.


COSÌ IL PD POTRÀ DIRE CHE SUL FONDO SALVA-STATI NON CI SONO STATI PASSI INDIETRO E CHE LA CREDIBILITÀ DELL'ITALIA IN EUROPA È SALVA E I 5STELLE POTRANNO DIRE DI AVER DIFESO GLI INTERESSI DEGLI ITALIANI..."

Marco Antonellis per Dagospia

roberto gualtieri giuseppe conteROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE
Pierluigi Castagnetti, uno dei padri nobili del Pd da sempre ritenuto vicinissimo al Colle non le manda a dire: "E' oggettivamente sempre piu' difficile continuare a governare in questo modo, dove i 5S rimettono in discussione ogni cosa ogni giorno, pensando solo a un molto ipotetico vantaggio elettorale e disinteressandosi dell'interesse e della credibilita' del paese. Caliamo il sipario?".

In realtà, spiegano ambienti istituzionali, è soltanto un modo per dare una mano a Conte in una giornata cruciale agitando lo spauracchio delle elezioni anticipate in faccia ai grillini. Perché sebbene dalle parti del Quirinale rimangono perplessità per come è stata gestita nelle scorse settimane la vicenda del "salva Stati", nelle ultimissime ore gli sherpa della tre parti (Conte, PD e 5Stelle) stanno lavorando alacremente per trovare la "quadra" da portare alla riunione di maggioranza di ieri sera.

zingaretti di maioZINGARETTI DI MAIO
 A dispetto dei toni pessimistici che troneggiano anche stamattina sui giornali, l'accordo potrebbe essere più vicino di quanto non sembri, come rivelano ambienti vicinissimi alla trattativa: "Si va verso un colpo al cerchio e una alla botte. Fanno un unico dossier, dicono di si al Mes ma metteranno il veto sull'Unione bancaria. Così il Pd potrà dire dire che sul Mes non ci sono stati passi indietro e che la credibilità dell'Italia in Europa è salva e i 5Stelle potranno dire di aver difeso gli interessi degli italiani...". Insomma, tanto rumore per nulla? Fonte: qui

sabato 30 novembre 2019

PROSTITUZIONE CHOC NEL CAMPO ROM A NAPOLI NEL QUARTIERE DI POGGIOREALE


"30 EURO E FAI SESSO COI BIMBI".

DIVERSI I RESIDENTI CHE RACCONTANO DI SCENE DI SESSO ALL’APERTO TRA RAGAZZINE E ANZIANI.

UNA TESTIMONE DICHIARA DI AVER ASSISTITO A UNA TRATTATIVA TRA TRE BAMBINI E UN PRESUNTO PEDOFILO: “ERANO TRE RAGAZZINI CHE AVEVANO 10-11 ANNI. LORO VOLEVANO 30 EURO E LUI, IL RAGAZZO, CHIEDEVA..."

Agata Marianna Giannino per il Giornale

“A Gianturco si prostituiscono anche i bambini”. È una testimonianza scioccante quella che arriva da Napoli.
In una zona dove è dilagante la prostituzione su strada, tra i residenti c’è chi lancia l’allarme. Tra via Gianturco, i vicoli del rione Luzzatti e via Taddeo Sessa a vendere il proprio corpo sono principalmente donne originarie di Paesi dell’Est Europa.
Calcano i marciapiedi anche alla luce del sole, in un’area durante il giorno solitamente trafficata per il viavai dal vicino Centro direzionale. In questo contesto di degrado, dove i residenti da tempo urlano l’abbandono e i disagi che ne conseguono, si affaccia una realtà devastante, quella della prostituzione minorile.

 "Qui si prostituiscono i bambini": la testimonianza
Nel quartiere c’è chi riferisce di ragazzine impegnate a consumare rapporti sessuali all’aperto. Cristina dichiara di aver assistito a una trattativa tra tre bambini e un presunto pedofilo. “Erano tre ragazzini che avevano 10,11 anni. Loro volevano 30 euro e lui, il ragazzo, chiedeva 10”, racconta oggi. Ha assistito alla contrattazione dalla finestra di casa sua, circa un anno fa. “Alla fine mi sono messa urlare per farlo allontanare. Non ho mai denunciato perché lo feci scappare e non riuscì a prendere il numero di targa”, spiega. 

Quell’episodio non sarebbe isolato.

prostituzione campo rom napoli
I residenti raccontano che non è raro vedere scene di sesso all’aperto tra ragazzine e anziani. “Loro (i minori) escono e trovano le macchine nel viale sulla Decima, dove non c’è nessuno”, racconta Cristina, che rivela di aver visto personalmente dei ragazzi giovanissimi consumare rapporti con persone anziane. 

“Una ragazzina - dice - stava facendo sesso orale con un uomo anziano e tre ragazzini stavano facendo sesso, sempre con un uomo anziano, in una macchina grande”. “Qui non passa mai nessuno e si mettono qua sotto”, spiega, indicandoci il punto, proprio sotto la finestra di casa sua. Cristina vive in un parco con accesso da via Gianturco. Il marciapiede dirimpetto è coperto da una distesa di preservativi usati. Di fronte vivono decine di famiglie.

L’idea di qualche residente è che a prostituirsi siano alcuni dei bambini che vivono nel vicino campo rom. “E chi può essere? – sbotta Cristina - Solo loro. Perché, qui, i bambini nel rione di sera non escono, c’è il coprifuoco”. Un dramma nel dramma, se fosse così, che decreterebbe il fallimento delle politiche di inclusione sbandierate dal sindaco De Magistris e che richiederebbe un intervento urgente per dare fine a quella che, secondo i racconti dei testimoni, sembra essere un’infanzia violata a cielo aperto.

Fonte: qui

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA SBLOCCA LE RICHIESTE DI CONDONO NELLA ZONA ROSSA DEL VESUVIO: ACCORDO BIPARTISAN TRA DE LUCA E FORZA ITALIA


CI SONO ALMENO 30MILA DOMANDE SOSPESE PER CASE E EDIFICI COSTRUITI SULLE PENDICI DEL VULCANO, CHE ORA SARANNO CONDONATE. 

IN BARBA ALLE INTERPRETAZIONI DEL TAR, ALLA SCIENZA E SOPRATTUTTO AL BUON SENSO




Claudia Osmetti per “Libero Quotidiano”

case sotto il vesuvio 4CASE SOTTO IL VESUVIO 
Qui di condonato c' è anzitutto il buonsenso. Il Consiglio regionale della Campania ha deciso di riaprire il rubinetto delle sanatorie nella zona rossa del Vesuvio. Lì, sulle pendici del vulcano più famoso della storia, quello che ha messo in ginocchio i romani e riempito di lava Pompei, al momento ci sono almeno 30mila domande sospese: riguardano case, abitazioni e appartamenti che sono stati costruiti dove non si poteva costruire e in una fascia di terreno che non ci vuole un esperto geologo per capire che di sicuro c' ha ben poco.

Eppure niente, la giunta dem guidata da Vincenzo De Luca, per una volta a braccetto con i colleghi di Forza Italia, ha sbloccato lo sbloccabile e ha bollato un via libera al condono. In barba a tutto, tra l' altro. Alle interpretazioni del Tar partenopeo, per esempio: che negli anni passati aveva ribadito il vincolo edile. In barba a una legge regionale del 2003, che aveva vietato nuove edificazioni in quella striscia di terra. E pure in barba alla logica, visto che l' emendamento salva-furbetti-del-mattone è sbucato fuori quasi per caso tra i faldoni campani.

cavillo bipartisan
case sotto il vesuvio 3CASE SOTTO IL VESUVIO 
Perché il cavillo bipartisan rosso-azzurro non faceva parte della nuova normativa urbanistica, macché. Quella deve ancora essere discussa. Lo hanno infilato, invece, nelle pieghe di un regolamento «per la riduzione dell' incidenza della plastica sull' ambiente». Come a dire, oltre al danno anche la beffa. Da un lato si scervellano (giustamente) per difendere ogni sussurro di ecologismo sfrenato, dall' altro chiudono un occhio (e forse tutti e due) sugli scempi edilizi.

vesuvio 2VESUVIO 
Non fa una piega. Se non fosse che, così, con tre righe e un tratto di penna, se ne va al macero anche una proibizione di buonsenso: «Il divieto», dice l' emendamento in questione, «non si applica agli edifici residenziali per i quali risultino pendenti procedimenti per il rilascio di permesso di costruire in sanatoria delle leggi del 1985 e del 1994». Si tratta di altri due condoni decisi dallo Stato che riguardano decine di migliaia di casi: un numero che oscilla tra le 30mila e le 40mila unità. Altroché.

vesuvio 3VESUVIO 
Vero è che l' ultima volta che il Vesuvio ci ha ricordato la sua presenza era il lontano 1944, ma l' incolumità di interi agglomerati urbani (la zona rossa, che si estende per oltre 356 chilometri quadrati, comprende 25 Comuni e 700mila abitanti) non si conquista mica a suon di decenni fortunati. Contasse quello, saremmo a posto.

L' analisi scientifica
case sotto il vesuvioCASE SOTTO IL VESUVIO
Chiariamo subito che ci auguriamo tutti che non succeda proprio nulla di nulla da quelle parti. Che ognuno di noi spera che il magma del vulcano resti sepolto dentro il suo cratere per sempre. E però l' eventualità deve essere presa in considerazione, per correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Invece la Campania (spiega un report di Legambiente del 2017) vince la classifica nazionale dell' abusivismo: a Napoli e dintorni il 50,6 per cento degli immobili è fuorilegge. Significa che una casa su due ha qualche bega con l' ufficio urbanistica.

zona rossa del vesuvioZONA ROSSA DEL VESUVIO
Ai piedi del Vesuvio i procedimenti penali per abuso edilizio sono almeno 27mila, 2mila dei quali dentro l' area del Parco omonimo: di contro, le sentenze passate in giudicato sono appena 192 e le demolizioni eseguite solo 55. Che in ballo ci sia la tranquillità di interi borghi e municipi, è pacifico. Lo capirebbe anche un bambino senza laurea, ma per competenza lo sostiene la New York University: l' autunno scorso il professore statunitense Flavio Dobran ha testato il suo "simulatore vulcanico globale" nella baia di Napoli.

alba sul vesuvioALBA SUL VESUVIO
Ecco, analizzando il magma del complesso e con una serie di equazioni e algoritmi da scienziato consumato, Dobran ha chiarito che in caso di ipotetica futura eruzione del Vesuvio assisteremmo a «uno scenario apocalittico» e che l' unico modo per evitarlo è «riorganizzare l' intero territorio del Napoletano». Già. Invece la politica locale sembra fare l' esatto opposto, condona e arrivederci. Gli unici a saltare sulla sedia, va riconosciuto, sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle che parlano di «illegittimità incostituzionale» e di «un' interesse superiore da tutelare, quello della pubblica incolumità». Appunto.

Fonte: qui

Stanziati 3,7 per monitorarli. Ma le Province: i casi più urgenti sono trecento, soldi da trovare

Milano, 28 novembre 2019 -  «Priorità 1» è il termine istituzionale che traduce «massima urgenza». Lo si trova scritto 334 volte nel dossier lombardo sullo stato di salute di ponti e viadotti. Un documento che l’Unione delle province ha fornito al Governo dopo il crollo del ponte Morandi, a Genova. Quindici mesi dopo, i conti non tornano ancora. In Italia, solo per risolvere le urgenze «servono 2,9 miliardi di euro». In Lombardia, dove si concentrano 877 ponti a rischio di cui più di uno su tre è un malato grave, la Regione ha stanziato 3,7 milioni per i monitoraggi. «Ne servono 600» (solo per le urgenze) spiega il presidente della provincia di Pavia, Vittorio Poma, da quasi un anno presidente dell’Unione delle province lombarde (Upl) e responsabile delle infrastrutture dell’Unione delle province italiane (Upi).

Primato triste, questa volta, quello lombardo?
«I numeri vanno analizzati. In Lombardia abbiamo 10mila chilometri di strade, in Emilia Romagna meno della metà. La situazione è poco incoraggiante ovunque».

Esiste una via d’uscita?
«Esiste nella misura in cui la manutenzione straordinaria viene programma per evitare l’emergenza. Non dopo».

Questione economica o culturale?
«Indubbiamente il Paese deve iniziare a pensare in modo diverso: serve programmare interventi sistemici. Ci stiamo concentrando sullo stato delle strade, ma non possiamo dimenticare che in Lombardia ci sono aree di dissesto idrogeologico: se non si pensano interventi di insieme, si rischia che le azioni occasionali, post emergenza, vengano vanificate da successive frane o esondazioni. Poi ci sono i conti».

Che non tornano, dite.
«La riforma Delrio ha tolto risorse alle Province. Quando si sono accorti che gli enti non potevano chiudere i bilanci, allora lo Stato dava qualcosa per arrivare al pareggio. Tutto questo spiega lo scenario attuale: le Province sono vittime. Non possiamo fare mutui, come si può programmare un’opera straordinaria?». Fonte: qui
Maltempo e infrastrutture, quasi 900 ponti lombardi a rischio
Sono quasi 6.000 i ponti che necessiterebbero di interventi strutturali urgenti, con Lombardia e Piemonte al primo posto soprattutto per le situazioni piu' gravi, di priorita' 1. E' quanto si evince dal monitoraggio effettuato dall'Unione Province Italiane all'indomani della tragedia del Ponte Morandi, nell'agosto 2018. I ponti per i quali l'analisi e' stata gia' svolta e sono considerati a rischio in tutta Italia sono 5.931: di questi, 877 sono in Lombardia, 728 in Puglia , 632 in Toscana, 545 in Emilia Romagna.

Quanto ai ponti considerati a rischio piu' concreto, quindi di priorita' 1, sono 1.918 in tutto, e il report ne conta 334 in Lombardia e 328 in Piemonte. Regioni dove non a caso vengono previsti i costi piu' ingenti per gli interventi necessari: 471,1 milioni in Piemonte e 394,2 milioni in Lombardia. In totale, i lavori urgenti chiesti dall'Upi sui 6.000 ponti avrebbero un costo di 2,4 miliardi.

Altro capitolo, quello dei ponti che in tutto il Paese avrebbero bisogno di attento monitoraggio, per valutarne la stabilita': secondo il rapporto Upi sono 14.089 in tutto, e in questo caso spicca l'Emilia Romagna con 2.095 strutture da verificare, seguita dalla Lombardia con 1.522 monitoraggi e dalla Campania con 1.390. Il costo dei monitoraggi e' stimato in 566 milioni, portando il totale necessario, secondo l'Upi, a mettere in sicurezza le strutture a circa 3 miliardi di euro. Fonte: qui

SCOTLAND YARD CONFERMA CHE L’ASSALTO DELL’UOMO A LONDON BRIDGE È UN ATTENTATO: ERA ARMATO DI COLTELLO E INDOSSAVA UNA FINTA CINTURA ESPLOSIVA

HA INIZIATO A COLPIRE LE PERSONE A CASACCIO, FINCHÉ LA POLIZIA NON GLI HA SPARATO 
PRIMA CHE INTERVENISSERO GLI AGENTI, UN PASSANTE-EROE È RIUSCITO A STRAPPARGLI L’ARMA DALLE MANI 
VIDEO CHOC: IL MOMENTO DELL'UCCISIONE DELL'ATTENTATORE


londra, il momento in cui la polizia ha sparato all'assaltatore del london bridge 1LONDRA, IL MOMENTO IN CUI LA POLIZIA HA SPARATO ALL'ASSALTATORE DEL LONDON BRIDGE

un uomo a terraUN UOMO A TERRA
Un "incidente rilevante" a London Bridge, nel pieno centro di Londra, ha rigettato la capitale britannica nella paura del terrorismo. Secondo una prima ricostruzione, un uomo avrebbe assalito alcune persone con un coltello e sarebbe stato poi colpito e ucciso dagli spari della polizia. Indossava una cintura esplosiva. L'aggressore sarebbe stato bloccato da alcuni civili prima dell'intervento della polizia, di cui uno avrebbe strappato il coltello dalle mani dell'assalitore.

spari al london bridge 16SPARI AL LONDON BRIDGE 
Scotland Yard ha confermato che si tratta di un attentato terroristico. Nel 2017 proprio London Bridge era stato scenario dell'ultimo attentato nel Regno Unito, con un furgone lanciato sulla folla e poi un assalto a coltellate. Morirono 6 persone, i feriti furono decine. In quel caso si trattava di un commando composto da tre assalitori. Le immagini mostrano almeno due ambulanze sul posto e un camion bianco messo di traverso sul ponte. Molte auto della polizia sono state dispiegate nella zona.
londra, il momento in cui la polizia ha sparato all'assaltatore del london bridgeLONDRA, IL MOMENTO IN CUI LA POLIZIA HA SPARATO ALL'ASSALTATORE DEL LONDON BRIDGE

Un giornalista della Bbc ha nei primi minuti parlato di una sparatoria e che alcuni testimoni parlavano di una serie di uomini che hanno attaccato una singola persona, con tutta probabilità agenti di polizia intervenuti sul posto. Mikael McKenzie, giornalista del Daily Express, parla di 5-6 colpi di arma da fuoco e che le persone in fuga dal ponte parlavano di un uomo con un coltello.
spari al london bridge 4SPARI AL LONDON BRIDGE 4

l'uomo che ha tolto il coltello all'assalitore di london bridgeL'UOMO CHE HA TOLTO IL COLTELLO ALL'ASSALITORE DI LONDON BRIDGE
"La gente correva nel panico tra le urla, subito è arrivata la polizia che ha bloccato ed evacuato il Borough Market pieno di gente e turisti, le persone si sono barricate all'interno dei negozi. Siamo ancora tutti in attesa di indicazioni", racconta un giornalista dell'Ansa che si trova nel Market.

spari al london bridge 5SPARI AL LONDON BRIDGEspari al london bridge 13SPARI AL LONDON BRIDGE 13
Una testimone oculare, Kirsten Jones, ha detto alla Bbc che l'assalitore indossava una speci di cintura esplosiva. "Stavo su un autobus diretto a sud sul London Bridge quando si è fermato improvvisamente perché c'erano persone che attraversavano la strada. Sembrava che ci fosse uno scontro in corso: diverse persone che litigavano tra loro. Poi mi sono resa conto che la polizia stava lottando con un uomo alto e con la barba. Ho sentito due rumori forti e un taser puntato sull'uomo, che era sdraiato per terra.Il presunto assalitore ha spostato il cappotto e mi sembra di aver visto una specie di giubbotto sotto ... La polizia si è quindi spostata indietro rapidamente". Fonte: qui

venerdì 29 novembre 2019

SUL NUOVO FONDO SALVA-STATI IL FU AVVOCATO DEL POPOLO FA UN PO’ IL FURBO: LEGA E M5S MISERO PER ISCRITTO IL 20 GIUGNO CHE QUEL TESTO NON ANDAVA FIRMATO

IACOBONI: “SI TROVA MESSO DINANZI AL FATTO CHE DA PREMIER SOVRANISTA(MA DE CHE'!!!) AGIVA GIÀ NELL’ORDINE DI IDEE DI UNA OPERAZIONE SUCCESSIVA: QUELLA DEL CONTE 'TACCHIA'”

THREAD DI JACOPO IACOBONI
Dal profilo Twitter di Jacopo Iacoboni

meccanismo europeo di stabilita'MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA'
Ho ritrovato questo reperto (grazie a una mia amica): sia Salvini sia il M5S avevano chiesto a Conte di NON firmare la riforma del Mes. il M5S anche rese pubblica per iscritto la richiesta. La versione di Conte non pare inattaccabile.

di maio conte salviniDI MAIO CONTE SALVINI
Il 20 giugno, Camera e Senato approvarono una risoluzione a doppia firma, Lega e M5S, che impegnava l’Avvocato del Popolo a NON firmare quella riforma del Mes.

Non so, mi pare che politicamente qui la versione di Lega e M5S sia più consistente di quella di Conte.  La cosa assai divertente è che dal lato Lega, il testo fu firmato da Molinari e Romeo, dal lato M5S da D’Uva e indovinate chi? Patuanelli
LUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLILUIGI DI MAIO STEFANO PATUANELLI

Sì, quello che i filo-Pd e filo-Conte vorrebbero piazzare al posto di Di Maio. Ma come, piace tanto al Pd uno più sovranista di Di Maio??‍?  Con questo ovviamente io non sto dicendo di essere d’accordo nel merito con Lega e M5S: la mia è la posizione opposta, antisovranista.

giuseppe conte angela merkel 3GIUSEPPE CONTE ANGELA MERKEL 
Ma ciò non m’impedisce di riconoscere che quella battaglia antiMes l’hanno sempre fatta. E non capisco perché Conte lo neghi. Anzi, lo capisco  Conte si trova messo dinanzi al fatto che, da premier sovranista, agiva già nell’ordine di idee di una operazione successiva: quella del governo Conte2. Curioso, e riduce di molto le colpe di Salvini nel suicidio sulla fine del Conte1.

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TRIA SCARICA CONTE SUL MES: ''SI CONGRATULÒ CON ME DOPO L'ACCORDO SUL TRATTATO RAGGIUNTO A GIUGNO''. MA NON PUÒ DIRE CON CERTEZZA CHE SALVINI E DI MAIO AVESSERO CAPITO DI COSA SI PARLAVA: ''IMMAGINO CHE I DUE VICEPRESIDENTI DEL CONSIGLIO FOSSERO INFORMATI DEL BUON RISULTATO'' 
AMMETTE CHE LA PRIMA FORMULAZIONE SAREBBE STATA UN DISASTRO PER L'ITALIA: ''ALLA FINE ABBIAMO SPUNTATO UN BUON COMPROMESSO''
Roberto Petrini per “la Repubblica

MOAVERO CONTE TRIAMOAVERO CONTE TRIA
«Ricordo il giugno scorso, quando si definì l' accordo su una bozza di riforma del Mes da sottoporre al summit dei giorni successivi. Si trattava di tradurre in un testo definito l' accordo che era stato raggiunto nel dicembre precedente. Le trattative andarono avanti fino all' alba a Bruxelles perché il mandato era quello di non cedere su una questione non secondaria: alcuni Stati volevano che si prevedesse che le metodologie specifiche per valutare la sostenibilità dei debiti sovrani fossero rese pubbliche.

Per noi era inaccettabile perché significherebbe aprire una corsa a valutazioni prospettiche anche fantasiose su un tema per noi di stretta competenza della Commissione che è un organo politico. Ci opponemmo e la spuntammo. Nelle prime ore del mattino mi arrivò la telefonata di Conte che si complimentò per il risultato raggiunto. Immagino che i due vicepresidenti del Consiglio fossero informati del buon risultato».
tria di maio salvini conteTRIA DI MAIO SALVINI CONTE

Giovanni Tria, ministro dell' Economia nell' anno difficile del governo gialloverde, ha lasciato i conti dell' Italia in ordine e non vuole neppure prendere in considerazione la bagarre sollevata da Salvini e da Giorgia Meloni a colpi di «interessi nazionali» e addirittura di «alto tradimento».

Che effetto le fanno le critiche in Parlamento?
«Si dovrebbe capire in Italia, ma anche negli altri paesi, che l' interesse nazionale si difende mostrando che esso coincide con gli interessi dell' Europa e delle altre nazioni. Non è nell' interesse di nessuno né creare difficoltà alla gestione del debito in Italia, né ostacolare la gestione di una crisi bancaria in Germania. Gli effetti devastanti cadrebbero in ogni caso anche sugli altri paesi per le interdipendenze delle economie. La riforma del Mes non ci danneggia. Ed è meglio che ci sia il Mes piuttosto che non ci sia, anche se noi non abbiamo bisogno di essere salvati».
di maio salviniDI MAIO SALVINI

Professor Tria,come andò la trattativa?
«Il tema di rafforzare il Mes nacque essenzialmente con l' idea di introdurre anche il cosiddetto backstop, cioè un paracadute per rafforzare la capacità di intervento sulle crisi bancarie con risorse aggiuntive da utilizzare quando quelle del Single resolution fund fossero terminate. Si trattava di una esigenza sostenuta da tutti.
Alcuni paesi del Nord tuttavia posero delle contropartite in termini di revisione del trattato istitutivo del Mes per noi inaccettabili».

Quali?
conte e triaCONTE E TRIA
«In particolare due. La prima era il conferimento al Mes di più poteri in caso di crisi rispetto a quelli della Commissione; la seconda era la previsione di regole di ristrutturazione dei debiti sovrani in caso di richiesta da parte degli Stati di un intervento di sostegno. Ciò era inaccettabile perché si sarebbe rischiato di rendere plausibile l' idea che la ristrutturazione di un debito sovrano potesse avvenire. Ci opponemmo ad entrambe queste richieste e la spuntammo perché si è affermata la ragionevolezza della nostra posizione, peraltro sostanzialmente condivisa anche dalla Commissione».

Fu difficile?
«Sì, non fu una impresa facile».

Come proseguì il negoziato?
«Il negoziato si sviluppò nell' autunno del 2018, quando la nostra legge di Bilancio ebbe grossi problemi con l' Europa e la nostra posizione negoziale era assai debole per i riflessi sui mercati finanziari. Andò tuttavia meglio nel giugno scorso, quando l' accordo di massima fu tradotto in un articolato: in quella fase eravamo più forti, stavamo varando un aggiustamento di bilancio strutturale e in Europa eravamo più credibili e riuscimmo ad evitare formulazioni inappropriate e pericolose».

Conte era informato?
tria moscovici 4TRIA MOSCOVICI 
«Costantemente come è ovvio».

Oggi come giudica quell' accordo?
«Soddisfacente. Poteva essere migliore ma qualsiasi istituzione è frutto di un negoziato tra molti governi». Fonte: qui