9 dicembre forconi: sanatoria
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sabato 30 novembre 2019

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA SBLOCCA LE RICHIESTE DI CONDONO NELLA ZONA ROSSA DEL VESUVIO: ACCORDO BIPARTISAN TRA DE LUCA E FORZA ITALIA


CI SONO ALMENO 30MILA DOMANDE SOSPESE PER CASE E EDIFICI COSTRUITI SULLE PENDICI DEL VULCANO, CHE ORA SARANNO CONDONATE. 

IN BARBA ALLE INTERPRETAZIONI DEL TAR, ALLA SCIENZA E SOPRATTUTTO AL BUON SENSO




Claudia Osmetti per “Libero Quotidiano”

case sotto il vesuvio 4CASE SOTTO IL VESUVIO 
Qui di condonato c' è anzitutto il buonsenso. Il Consiglio regionale della Campania ha deciso di riaprire il rubinetto delle sanatorie nella zona rossa del Vesuvio. Lì, sulle pendici del vulcano più famoso della storia, quello che ha messo in ginocchio i romani e riempito di lava Pompei, al momento ci sono almeno 30mila domande sospese: riguardano case, abitazioni e appartamenti che sono stati costruiti dove non si poteva costruire e in una fascia di terreno che non ci vuole un esperto geologo per capire che di sicuro c' ha ben poco.

Eppure niente, la giunta dem guidata da Vincenzo De Luca, per una volta a braccetto con i colleghi di Forza Italia, ha sbloccato lo sbloccabile e ha bollato un via libera al condono. In barba a tutto, tra l' altro. Alle interpretazioni del Tar partenopeo, per esempio: che negli anni passati aveva ribadito il vincolo edile. In barba a una legge regionale del 2003, che aveva vietato nuove edificazioni in quella striscia di terra. E pure in barba alla logica, visto che l' emendamento salva-furbetti-del-mattone è sbucato fuori quasi per caso tra i faldoni campani.

cavillo bipartisan
case sotto il vesuvio 3CASE SOTTO IL VESUVIO 
Perché il cavillo bipartisan rosso-azzurro non faceva parte della nuova normativa urbanistica, macché. Quella deve ancora essere discussa. Lo hanno infilato, invece, nelle pieghe di un regolamento «per la riduzione dell' incidenza della plastica sull' ambiente». Come a dire, oltre al danno anche la beffa. Da un lato si scervellano (giustamente) per difendere ogni sussurro di ecologismo sfrenato, dall' altro chiudono un occhio (e forse tutti e due) sugli scempi edilizi.

vesuvio 2VESUVIO 
Non fa una piega. Se non fosse che, così, con tre righe e un tratto di penna, se ne va al macero anche una proibizione di buonsenso: «Il divieto», dice l' emendamento in questione, «non si applica agli edifici residenziali per i quali risultino pendenti procedimenti per il rilascio di permesso di costruire in sanatoria delle leggi del 1985 e del 1994». Si tratta di altri due condoni decisi dallo Stato che riguardano decine di migliaia di casi: un numero che oscilla tra le 30mila e le 40mila unità. Altroché.

vesuvio 3VESUVIO 
Vero è che l' ultima volta che il Vesuvio ci ha ricordato la sua presenza era il lontano 1944, ma l' incolumità di interi agglomerati urbani (la zona rossa, che si estende per oltre 356 chilometri quadrati, comprende 25 Comuni e 700mila abitanti) non si conquista mica a suon di decenni fortunati. Contasse quello, saremmo a posto.

L' analisi scientifica
case sotto il vesuvioCASE SOTTO IL VESUVIO
Chiariamo subito che ci auguriamo tutti che non succeda proprio nulla di nulla da quelle parti. Che ognuno di noi spera che il magma del vulcano resti sepolto dentro il suo cratere per sempre. E però l' eventualità deve essere presa in considerazione, per correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Invece la Campania (spiega un report di Legambiente del 2017) vince la classifica nazionale dell' abusivismo: a Napoli e dintorni il 50,6 per cento degli immobili è fuorilegge. Significa che una casa su due ha qualche bega con l' ufficio urbanistica.

zona rossa del vesuvioZONA ROSSA DEL VESUVIO
Ai piedi del Vesuvio i procedimenti penali per abuso edilizio sono almeno 27mila, 2mila dei quali dentro l' area del Parco omonimo: di contro, le sentenze passate in giudicato sono appena 192 e le demolizioni eseguite solo 55. Che in ballo ci sia la tranquillità di interi borghi e municipi, è pacifico. Lo capirebbe anche un bambino senza laurea, ma per competenza lo sostiene la New York University: l' autunno scorso il professore statunitense Flavio Dobran ha testato il suo "simulatore vulcanico globale" nella baia di Napoli.

alba sul vesuvioALBA SUL VESUVIO
Ecco, analizzando il magma del complesso e con una serie di equazioni e algoritmi da scienziato consumato, Dobran ha chiarito che in caso di ipotetica futura eruzione del Vesuvio assisteremmo a «uno scenario apocalittico» e che l' unico modo per evitarlo è «riorganizzare l' intero territorio del Napoletano». Già. Invece la politica locale sembra fare l' esatto opposto, condona e arrivederci. Gli unici a saltare sulla sedia, va riconosciuto, sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle che parlano di «illegittimità incostituzionale» e di «un' interesse superiore da tutelare, quello della pubblica incolumità». Appunto.

Fonte: qui

lunedì 24 dicembre 2018

NELLA MANOVRA I GRILLINI INFILANO IL CONDONO PURE PER LE PROFESSIONI SANITARIE


Valeria Pini per www.repubblica.it

Si allenta la stretta, voluta dall'ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in materia di professioni sanitarie. Parliamo di fisioterapisti, tecnici di laboratorio, logopedisti, ostetriche. Nella manovra finanziaria il comma 283 bis, un emendamento voluto dal M5S, modifica la legge 42/99, stabilendo una deroga per l'iscrizione agli ordini anche da parte dei professionisti senza titoli che abbiano lavorato, nell'arco di 10 anni, almeno per 36 mesi. In pratica si tratta di una specie di condono. Una decisione, come era facile prevedere, che ha scatenato le critiche delle associazioni di professionisti che giudicano il provvedimento inadeguato fino a definirlo "una assurdità totale".
FALSI DENTISTI E FALSI FISIOTERAPISTIFALSI DENTISTI E FALSI FISIOTERAPISTI

Nell'emendamento appena approvato dal Senato viene in pratica allargata la possibilità di accedere a queste attività professionali. Basta aver svolto professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione senza il possesso di un titolo abilitante per l'iscrizione all'albo professionale, per un periodo minimo di 36 mesi, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni.

Sarà sufficiente avere questo requisito per continuare a svolgere questi lavori previsti dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché ci si iscriva, entro "il 31 dicembre 2019, in appositi elenchi speciali ad esaurimento (da costituire entro 60 giorni con decreto del ministero della Salute) e istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, fermo restando che tale iscrizione non si tradurrà in un’equiparazione".

Il testo prevede inoltre che quest'iscrizione "non comporterà un automatico diritto a un diverso inquadramento contrattuale o retributivo, a una progressione verticale o al riconoscimento di mansioni superiori". Inoltre viene stabilito che "non potranno essere attivati corsi di formazione regionale per il rilascio di titoli".

E' stato inoltre ampliato l'accesso alla professione di massaggiatore in quanto viene abrogato l’articolo 1 della legge 403/71 nel quale si sanciva che "la professione sanitaria ausiliaria di massaggiatore e massofisiotarapista è esercitabile soltanto dai massaggiatori e massofisioterapisti diplomati da una scuola di massaggio e massofisioterapia statale o autorizzata con decreto del ministro per la sanità, sia che lavorino alle dipendenze di enti ospedalieri e di istituti privati, sia che esercitino la professione autonomamente”.
beatrice lorenzinBEATRICE LORENZIN

• IL DECRETO LORENZIN
Il provvedimento amplia di fatto l'accesso a questi mestieri con una deroga alla legge 13 marzo del 2018 dell'ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che impone a circa  250mila professionisti, dai fisioterapisti ai tecnici di laboratorio, dai logopedisti agli ortottisti, di iscriversi a 17 Albi e confluiti nel nuovo maxi-Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Federazione nazionale Ordini Tsr-Pstrp). Si tratta di una specie di condono per chi non si era adeguato alla normativa.

• ASSOCIAZIONI CRITICHE
Il provvedimento ha suscitato diverse polemiche fra le associazioni di categoria. Prima fra tutte la posizione della Federazione nazionale degli ordini della professione di ostetrica che rappresenta oltre 22.000 iscritti in Italia. "Leggiamo con seria preoccupazione la notizia della sanatoria - fa sapere il sindacato - . Si rischia di creare una pericolosa breccia in un sistema che tutela e garantisce innanzitutto la salute pubblica dei cittadini. Sistema che rappresenta anche una sicurezza per le altre professioni sanitarie. Appartenere a un albo non è una semplice iscrizione, ma significa dover dimostrare al nostro Sistema nazionale, e quindi alla collettività tutta, di possedere una serie di requisiti: un percorso formativo di base e di specializzazione nel settore sanitario, di aver acquisito competenze e abilità, di aver superato esami e prove".
GIULIA GRILLOGIULIA GRILLO

Sulla stessa linea anche l'Associazione italiana fisioterapisti, che già prima dell'approvazione da parte del Senato aveva attaccato l'emendamento.  "Assisteremmo al paradosso che chi ha lavorato come dipendente o autonomo svolgendo attività riconducibili a quelle di una professione sanitaria come il fisioterapista o altra professione, senza titoli di studio abilitanti all’esercizio, verrà iscritto in elenchi speciali, potendo così continuare ad esercitare abusivamente. Manca la previsione di quali titoli di studio permetterebbero tale iscrizione, mancano le modalità di verifica delle reali competenze degli iscritti agli elenchi speciali necessarie per potersi occupare della salute delle persone. Una assurdità totale. Nessuno, politica o sindacati, potrà cavarsela con la scusa di aver salvato posti di lavoro", si legge nella nota dell'Associazione italiana fisioterapisti.

Fonte: qui

mercoledì 20 giugno 2018

SALVINI: ''CHIUDERE TUTTE LE CARTELLE EQUITALIA SOTTO I 100MILA EURO. LIBERIAMO MILIONI DI ITALIANI, FACCIAMOLI TORNARE A SORRIDERE E A PAGARE LE TASSE''.

Valentina Santarpia per www.corriere.it

«Chiudere da subito tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai 100 mila euro, per liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse». Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini alle celebrazioni del 224 anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza, sollevando un polverone. «Ora tocca al governo - aggiunge - semplificare il sistema fiscale e ridurre le tasse». Il ministro dell’Interno, ringraziando il Corpo per i risultati raggiunti, ha sottolineato: «Dodicimila evasori totali sconosciuti al fisco e grandi evasori che hanno rubato una media di 2 milioni di euro a testa - ha detto - onore alla Guardia di Finanza che li ha scovati, ora tocca al governo ridurre le tasse e semplificare il sistema fiscale».
salvini pozzalloSALVINI POZZALLO

I numeri
Ma quante sono le cartelle di cui parla Salvini? In pratica la maggioranza. La possibilità di «chiudere» le cartelle sotto i 100.000 euro interessa infatti il 94% dei crediti fiscali, in pratica delle iscrizioni a ruolo inserite nelle cartelle esattoriali. Se si guarda alle liti fiscali già avviate, invece, sotto questa soglia rientra l’86,4% delle istanze presentate. I dati arrivano dalla relazione consegnata lo scorso anno in Parlamento da Equitalia, ora confluita nell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e dalle informazioni diffuse all’inizio del 2018 dal ministero dell’Economia sullo stock del contenzioso fiscale `fotografato´ alla fine del 2017.
salvini pozzallo 1SALVINI POZZALLO


Pd: «L’ennesimo condono»
«Si spacciano per rappresentanti del cambiamento e poi Salvini propone l’ennesimo condono, in piena continuità con gli esecutivi della destra», critica Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico. «È questa la pace fiscale di cui parlava il contratto di governo? Un approccio sbagliato - spiega la deputata Dem - nel metodo, perché gli introiti dello stato, secondo quanto rilevato dall’agenzia delle entrate, sarebbero di molto inferiori a quelli che il governo prevede di ottenere, e nel merito, perché asseconda chi si sente più furbo degli altri».

Di Maio: «Aboliamola»
equitaliaEQUITALIA
Di Equitalia Luigi Di Maio aveva già parlato qualche mese fa, poco dopo le elezioni ma a governo ancora in divenire: ma la sua soluzione era radicale. «Bisogna abolire il sistema Equitalia di nome e di fatto attraverso il fisco digitale», aveva proposto. «Insieme alla riduzione della pressione fiscale, attraverso il dimezzamento dell’Irap e la riforma degli scaglioni Irpef, una delle nostre priorità -sottolinea- sarà semplificare il quadro fiscale investendo nella digitalizzazione e nell’accorpamento delle banche dati della Pa e tramite l’abolizione di meccanismi inefficienti come lo spesometro».

Fonte: qui