9 dicembre forconi

venerdì 4 gennaio 2019

ARRESTATO DI NUOVO ERIC DROUET, UNO DEI LEADER DELLE PROTESTE.

L'ACCUSA È DI AVER ORGANIZZATO UNA MANIFESTAZIONE NON ORGANIZZATA NEL CENTRO DI PARIGI 
È STATO BLOCCATO MENTRE SI DIRIGEVA VERSO GLI CHAMPS-ELYSEES
(ANSA) - Uno dei leader delle dimostrazioni antigovernative dei 'gilet gialli', Eric Drouet, è stato arrestato dalla polizia francese e messo sotto custodia ieri sera per aver organizzato una protesta non autorizzata nel centro di Parigi. Lo riportano i media francesi citando fonti della Procura. Secondo quanto spiegano fonti di polizia, Drouet è stato fermato mentre si dirigeva verso gli Champs-Elysees: una dozzina di manifestanti si erano radunati fuori da un fastfood vicino al'Arco di Trionfo e lo stavano aspettando. Si tratta del secondo arresto per Drouet dall'inizio delle proteste: era già stato fermato il mese scorso per "possesso di arma vietata", secondo fonti giudiziarie.
Fonte: qui

FALSA PARTENZA PER IL NUOVO PORTALE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE CREATO AD HOC PER LA GESTIONE TELEMATICA DELLA FATTURAZIONE ELETTRONICA



MOLTI OPERATORI CHE HANNO CERCATO DI INVIARE PER CONTO DI CLIENTI LE PRIME FATTURE DELL'ANNO SI SONO TROVATI DI FRONTE AL PRIMO DISSERVIZIO 
IL MESSAGGIO APPARSO SULLA SCHERMATA È INEQUIVOCABILE: "IL SISTEMA NON È AL MOMENTO DISPONIBILE"
Franco Grilli per "www.ilgiornale.it"

FATTURA ELETTRONICAFATTURA ELETTRONICA
Falsa partenza per il nuovo portale dell'Agenzia delle entrate creato ad hoc per la gestione telematica delle fatture pilastro, appunto, della rivoluzione della fatturazione elettronica, per combattere l’evasione dell’Iva.

Perché al secondo giorno di attività si registrano già problemi non da poco sulla piattaforma.

Era da aspettarselo e come scrive La Verità, molti operatori che hanno cercato di inviare per conto di clienti le prime fatture dell'anno si sono trovati di fronte al seguente intoppo-disservizio: "Il sistema non è al momento disponibile". Insomma, non certo un inizio da sogno.

FATTURAZIONE ELETTRONICAFATTURAZIONE ELETTRONICA




Ma già negli ultimi giorni del 2018 c'era chi aveva segnalato criticità nell'accadere al sistema per poter inserire i dati dei propri clienti in vista del cambiamento in opera dal primo di gennaio.

FATTURAZIONE ELETTRONICAFATTURAZIONE ELETTRONICA




Ma nonostante ciò, l’Agenzia delle entrate ha minimizzato, o meglio ha negato che vi siano problemi sul sito. Sarà, ma il servizio di fatturazione elettronica non sembra proprio essere operativo a pieno regime.

Fonte: qui

SAPETE QUANTO SI INTASCANO I TOP MANAGER D’ITALIA? UNO STIPENDINO DA 667 MILIONI DI EURO

L’ANALISI DI MEDIOBANCA SUI COMPENSI DELLE SOCIETÀ QUOTATE (MA ESCLUDE QUELLE CON SEDE LEGALE ALL’ESTERO): UN AMMINISTRATORE DELEGATO GUADAGNA IN MEDIA UN MILIONE, L’ETÀ MEDIA È DI 57 ANNI 

Sofia Fraschini per “il Giornale”
Nel 2017 amministratori delegati, direttori generali, presidenti e sindaci delle 224 imprese quotate sull' Mta hanno ricevuto stipendi per 666,9 milioni di euro. La retribuzione annuale più alta ha riguardato, sfiorando i 9 milioni, la carica di ad. La fotografia emerge dall' annuale analisi dell' area studi di Mediobanca circa la campagna compensi 2017 di 224 imprese con sede in Italia quotate in Borsa. Un focus che ha al centro un campione composto da 3.395 ad, direttori generali e sindaci. Ma che esclude le società che hanno trasferito la sede legale all' estero, come Fca, Ferrari, Cnh Industrial, Exor quotate su mercati esteri (come Prada a Hong Kong).
LUCA BETTONTELUCA BETTONTE
L' analisi non fa nomi, ma questi sono pubblici sui bilanci e l' identikit dell' ad più pagato dovrebbe corrispondere a quello di Luca Bettonte, di Erg. C' è poi un caso record in cui un ad ha guadagnato quanto la somma delle buste paga di 217 dipendenti. Tanto, anche se, in generale, emerge che lo stipendio medio dell' amministratore delegato di una società quotata con sede in Italia è stato di 952.400 euro lordi nel 2017, il 14,5% in più rispetto all' anno precedente (831.700), e 18,5 volte il costo medio del lavoro in una quotata.
Ma il 2017 sarà ricordato anche per le liquidazioni record, e per il ruolo crescente di tutte quelle voci non fisse che compongono lo stipendio dei manager. Se, infatti, la quota fissa ammonta a 345,6 milioni e perde di rilevanza calando dal 56,7% del 2016 al 51,8% del 2017, la quota variabile sale dal 25,9% al 27,7%. I benefit (auto, assicurazioni) sono nell' insieme di poco conto, 8 milioni (1,2% del totale), ma hanno un grado di diffusione sempre più ampio (14,3%).
monica mondardini carlo de benedettiMONICA MONDARDINI CARLO DE BENEDETTI
Mentre, in questo contesto, 56 posizioni (1,7% del totale) hanno ricevuto compensi legati alla cessazione della propria carica: si tratta di 82,1 milioni, pari al 12,3% del monte compensi. Le cinque maggiori liquidazioni (ognuna superiore a 6 milioni) hanno sommato 53,9 milioni, ovvero il 66% del totale. Rispetto all' analisi 2016, sul fronte anagrafico, poco cambia.
maria patrizia grieco presidente enelMARIA PATRIZIA GRIECO PRESIDENTE ENEL
L' età media dei manager nelle figure apicali resta alta e passa dai 57,3 anni nel 2016 ai 57,1 anni nel 2017. Lo scarto più rilevante riguarda il settore bancario dove l' età media degli amministratori cala da 59,9 anni a 59,5 anni. Da sottolineare, poi, come le presidenze siano ricoperte da soggetti relativamente più attempati. Crescono le figure femminili, che passano dal 30,9% al 33,1% nel 2017, ma l' incremento non origina dalle posizioni apicali.
soldi buttatiSOLDI BUTTATI
Grandi eccezioni sono, ad esempio, Monica Mondardini (ad Cir) o Maria Patrizia Greco (presidente Enel). La presenza femminile cresce in particolare tra i consiglieri (dal 37,2% al 40,2%) e tra i presidenti del collegio sindacale (dal 16,4% al 18%). Ma le remunerazioni restano ben più basse di quelle maschili: un presidente o un ad uomini guadagnano il doppio, Guardando, infine, ai settori di attività, nel 2017 il comparto industriale ha assorbito il 75% del monte compensi dal 71% del 2016, mentre è calata la quota a tradizionale appannaggio delle banche, scesa dal 18% del 2016 al 14% del 2017.
Fonte: qui

''TAIWAN E LA CINA SONO UN UNICO PAESE. SIAMO PRONTI A USARE LA FORZA E NON CI SARÀ SPAZIO PER ALCUNA ATTIVITÀ INDIPENDENTISTA E SEPARATISTA''

XI JINPING VUOLE PASSARE ALLA STORIA COME IL PRESIDENTE CHE HA RIUNITO L'ISOLA RIOTTOSA, SEMPRE PIÙ SOLA: OGGI SOLO 17 NAZIONI LA RICONOSCONO COME ''REPUBBLICA DI CINA'', GLI ALTRI HANNO CHIUSO LE AMBASCIATE A TAIPEI MANTENENDO UFFICI DI COLLEGAMENTO
Guido Santevecchi per il ''Corriere della Sera''

XI JINPINGXI JINPING
La riunificazione tra Taiwan e la Cina «è inevitabile, è una grande tendenza della Storia». Così ha detto Xi Jinping nel suo primo discorso incentrato su quelle che Pechino definisce «le relazioni attraverso lo Stretto», il braccio di mare largo 160 chilometri che separa il continente cinese dall' isola democratica e «ribelle». Taiwan è «parte della politica interna della Cina», quindi ogni «interferenza straniera è intollerabile», ha spiegato il segretario del Partito comunista cinese, nonché presidente della Repubblica popolare e capo della Commissione militare centrale.
taiwanTAIWAN

E come comandante in capo dell' Esercito popolare di liberazione Xi ha fatto un accenno ambiguo all' uso della potenza militare per risolvere la questione. Il suo discorso, pronunciato ieri nella Grande sala del popolo di Pechino, celebrava il quarantennale del «Messaggio ai compatrioti di Taiwan»: nel 1979 la Cina di Deng Xiaoping annunciò la sospensione dei bombardamenti sugli avamposti nazionalisti nello Stretto e avviò il dialogo. Pechino è sempre disponibile a costituire le basi per una riunificazione pacifica, ha detto Xi, ha proposto di avviare una «consultazione democratica», e questa è sembrata un' apertura. Ma non ha lasciato dubbi sulla determinazione a raggiungere comunque l' obiettivo senza «lasciare spazio per alcuna forma di attività indipendentista e separatista di Taiwan».

#6 moon bridge taipei, taiwanMOON BRIDGE TAIPEI, TAIWAN
E qui è arrivato il passaggio più duro del nuovo messaggio: «Non facciamo alcuna promessa di rinunciare all' impiego della forza, manteniamo l' opzione di ricorrere a ogni misura necessaria», di fronte a un intervento esterno o a strappi indipendentisti.

XI JINPINGXI JINPING













Un' ondata di applausi ha salutato questo doppio monito di Xi: agli Usa, che nell' era di Donald Trump hanno lanciato segnali di sostegno politico-militare all' isola e alla presidente taiwanese Tsai Ing-wen, che viene dal partito separatista e nel suo discorso di Capodanno ha ribadito la determinazione a mantenere vivo l' auto-governo.
«Chiedo alla Cina di rispettare la libertà e la democrazia di un popolo di 23 milioni di anime e di guardare alla realtà della Repubblica di Cina che esiste a Taiwan», ha detto la signora Tsai usando il nome formale dell' isola.

46 national taiwan universityNATIONAL TAIWAN UNIVERSITY
Xi risponde che «i cinesi non attaccano i cinesi» (a meno che non siano cinesi separatisti) e lancia la sua offerta: «La proprietà privata, le fedi religiose e i legittimi diritti dei compatrioti taiwanesi saranno preservati» dopo il rientro nella Madrepatria secondo la formula «Una Cina Due Sistemi», come per Hong Kong. Ma ha aggiunto che sistemi politici differenti «non possono servire da scusa per ambizioni separatiste». La sua visione non contempla un rifiuto, non c' è un Piano B diverso dalla riunificazione inevitabile. In questa durezza si può leggere il nervosismo e la preoccupazione del Partito comunista di fronte al successo consolidato della democrazia a Taiwan.

nuova chiesa di taiwanNUOVA CHIESA DI TAIWAN
Xi conclude che la risoluzione della questione non può essere più lasciata alle generazioni future, come è stato fatto per settant' anni dal dicembre 1949, quando il nazionalista Chiang Kai-shek, sconfitto nella guerra civile dalle forze rivoluzionarie di Mao Zedong, si arroccò nell' isola. Da allora Taiwan si è autogovernata, evolvendosi da dittatura sotto legge marziale in democrazia matura, oltre che potenza economica.

Ma l' isola è sempre più sola: oggi solo 17 nazioni la riconoscono come «Repubblica di Cina», gli altri hanno chiuso le ambasciate a Taipei mantenendo uffici di collegamento commerciale e culturale (una forma ambigua adottata per primi dagli Usa nel 1979); l' unico Stato di peso ad avere relazioni piene è il Vaticano, impegnato però in un lungo riavvicinamento con Pechino.

Quando dice che la questione taiwanese non può essere passata senza soluzione alla prossima generazione di leader, Xi rivela il suo obiettivo: vuole essere lui il grande riunificatore. Ha ancora diversi anni per compiere la missione, perché ha fatto cambiare la Costituzione per essere presidente senza limiti di tempo.

Fonte: qui

FallItalia: il 25% della popolazione paga l'87% delle tasse = ma ma...

allora la redistribuzione dall'alto verso il basso c'è già anche senza la #manovradelpopolo...



Io tutte le volte che sento parlare di "redistribuzione dall'alto verso il basso"
da parte dello statalista "di turno" demagogo populista assistenzialista pseudo-catto-comunista con il culo degli altri (ed intendo l'ultimo in ordine temporale, quello "oggi più di moda" rispetto ad un'infinita serie)
MI GIRANO I COCONES A MILLE
visto che in FallitaGlia
oltre a tasse reali ad un 70% da record mondiale,
c'è già una mostruosa re-distribuzione via tassazione 
che si applica da chi produce valore&ricchezza per tutti (sempre più 4 gatti che ormai non ce la fanno neppure più..)
a chi soprattutto è un peso, un parassita e/o un fallito a produttività/valore aggiunto sotto-zero (maggioranza), che però vive in un mondo tutto suo, ideologizzato ad minkiam...
tra invidia sociale ed una para-cultura di diritti acquisiti & di bufale cut&paste...
utile però a scaricarsi la coscienza dalla propria responsabilità personale atrofizzata&negata per non sputarsi in faccia allo specchio tutte le mattine.



Ve lo spiegavo al livello delle Bufale collettiviste pauperiste globali nel mio post

La (mezza) bufala dell'1% di "Paperoni" ricco come il restante 99% del Mondo

dove - dopo aver smontato la bufala imperante che tanto va di moda per far sfogare il poppppolo contro i ricchi brutti&cattivi -
come corollario viene fuori che per esempio in USA l'1% paga più tasse del 90% del resto della popolazione...
Ma dai????! Chi l'avrebbe mai detto...Un 1% di "ricchi" che mantiene i servizi statali per un massa di più poveri? Pazzesco ehhhhh??! ;-)

Passando a FallitaGlia
il 25% della popolazione "in maggioranza più ricca" paga l'87% delle tasse...
Ma ma....
allora la redistribuzione dall'alto verso il basso c'è già via tassazione (ferocemente) progressiva
anche senza................................
.
la #manovradelpopolo + tante altre belle parole per fare propaganda politica pro-italopitechi frustrati...
nascondendo in realtà i VERI PROBLEMI e LE VERE SOLUZIONI.
Del resto come spiegavo nel mio post 

Le legioni di "imbecilli social" e la crisi della Democrazia Classica

la Democrazia a suffragio universale si sta sempre più condannando da sola,
con FallitaGlia come sempre in anticipo sul PEGGIO... 



Non perdete il seguente post di Alberto De Luigi che fa un po' di concreti conticini smonta-propaganda collettivista populista demagogica....

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Nell'ultimo mio post (http://www.albertodeluigi.com/schiavi-dello-stato-chi-paga-le-tasse-in-italia/) ho scritto che 16 milioni di italiani pagano l'87% delle tasse versate in Italia. 
Qualcuno mi ha chiesto più informazioni in merito alla fonte. 
Riporto allora i dati completi nell'excel che potete scaricare al seguente link, dove avete anche evidenza di queste altre affermazioni:
Il 12% dei contribuenti (ovvero chi guadagna sopra i 35k) paga oltre il 53% del totale delle tasse versate.
Il 60% dei contribuenti, ovvero tutti gli scaglioni fino a 20k di guadagno, paga solo il 13% delle tasse versate.
Il 40% dei contribuenti, quindi 16 milioni di persone (ovvero il 25% della popolazione, 16 milioni su 60) paga l’87% delle tasse.
20 milioni di italiani non lavorano e non pagano contributi (ovviamente la cifra include i minori, disabili etc.).
Dei 40 milioni che lavorano, 10 milioni pagano soltanto 389 euro di irpef all’anno, ma godono del bonus Renzi che porta a quasi zero il gettito dal primo scaglione.
Tutti le persone negli scaglioni fino a 20k (quindi 24 milioni di contribuenti) non pagano sufficiente irpef per coprire nemmeno la loro spesa sanitaria, ma solo il 74%, considerando gli 80 euro di bonus Renzi, quindi: di 60 milioni di persone, 40 lavorano, di cui però 24 milioni non contribuiscono a sufficienza per coprire i soldi che lo Stato spende per loro.
In definitiva, 44 milioni su 60 milioni di italiani sono economicamente dipendenti dai 16 milioni che pagano l’87% di tasse.
Da notare poi che si intende "contribuente" anche chi è stipendiato dallo Stato e che paga le tasse. Ma in realtà se l'attività che svolge non è produttiva, i contributi pagati dal dipendente statale non sono altro che soldi "riciclati" dall'economia sana (i contribuenti che producono effettivamente ricchezza) e quindi il dato riportato è distorto e la situazione è anche peggiore di quanto riportato per quei poveri salassati, schiavi dello Stato, che lavorano e producono per tutti i parassiti.
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Non perdere anche sul Corriere della Sera



Che poi alla fin fine tutto torna
nella mia semplice approssimazione che in FallitaGlia ormai il 30% mantiene il 70%...
e la cosa non è sostenibile ancora a lungo.
Dunque prima arriverà la patrimoniale straordinaria (oltre alle numerose patrimoniali ordinarie che si pagano tutti gli anni)
e poi il DEFAULT
con totale annichilimento in stile venezuelano di chi produce ricchezza
e dunque Ciao Ciao a tutto il resto... incluso chi ciancia a vanvera mentre si fa mantenere (ancora per quanto?)

Fonte: qui

Ve lo spiegavo già tanto tempo fa
Vedi mio post: 

Ma quanta gente c'è in Italia che non ha un caxxo da fare tutto il giorno? 38 milioni (o meglio 41ml) su 60 milioni...

giovedì 3 gennaio 2019

LO SFOGO DI UN CHIRURGO DI PISA AL LAVORO DURANTE LA NOTTE DI CAPODANNO: “SONO FIERO DI CIÒ CHE FACCIO MA STANCO DI VEDERE LA SANITÀ GESTITA DA POLITICI INCOMPETENTI CHE MI SPREMONO COME UN LIMONE”


LA RABBIA È DOVUTA AL POSSIBILE DEPOTENZIAMENTO DELL’OSPEDALE A FAVORE DI FIRENZE, MA L’ASSESSORE REGIONALE SACCARDI SMENTISCE E S’INALBERA: “CHIUNQUE SUSCITI ALLARME DOVRÀ RISPONDERNE PERSONALMENTE”


IL TEAM DI DANIELE PEZZATIIL TEAM DI DANIELE PEZZATI
Forse intendeva solo difendere la professionalità sua e di colleghi del Centro trapianti di Pisa ma lo 'sfogò affidato a un post su facebook da Daniele Pezzati, chirurgo dell'Azienda ospedaliera-universitaria di Pisa, specializzato in trapianto di fegato, non poteva passare inosservato visto che se la prende con chi, certa politica, cerca «disperatamente una scusa per depotenziarci ed aprire un (inutile) ulteriore centro a Firenze».

giulia grilloGIULIA GRILLO
Il post di Pezzati, costretto agli «straordinari» proprio nel giorno di fine anno, quando tutti gli altri sono a festeggiare, per il 161/mo trapianto del 2018 a Pisa (il 160/mo era terminato poco prima), potrebbe aprire una nuova battaglia tra Firenze e Pisa, con il ministro della Salute Giulia Grillo che difende comunque la professionalità del medico, dicendo che «questa è la sanità che dobbiamo difendere: grande professionalità e tanta umanità. Un pensiero affettuoso a tutti i medici e agli operatori sanitari al lavoro anche in questi giorni di festa. Tutta l'Italia è orgogliosa del suo Servizio sanitario nazionale. Grazie eroi di ogni giorno!», dice il ministro.

STEFANIA SACCARDISTEFANIA SACCARDI
«Sono fiero di ciò che faccio ma stanco di vedere la sanità gestita da politici incompetenti che mi spremono come un limone non riconoscendo il sacrificio che costa fare ciò che faccio», aveva scritto lui. Al post, che ha raggiunto quasi 13 mila condivisioni e oltre 34mila "mi piace" e nel quale il chirurgo spiega pure le difficoltà di un padre («costretto» a spiegare al figlio, comunque fiero di lui, perchè non festeggerà il capodanno), ha risposto l'assessore alla salute della Toscana, Stefania Saccardi, smentendo l'ipotesi di un depotenziamento del Centro di Pisa: «è un'eccellenza nazionale, la sua attività non è messa in discussione da nessuno».

Ma l'assessore non nasconde le sue critiche: «Chiunque si renda responsabile di dichiarazioni totalmente infondate, tali da suscitare allarme nei cittadini, sarà chiamato a risponderne personalmente, anche attraverso l'adozione di provvedimenti disciplinari laddove ne ricorrano gli estremi».

E la stessa Azienda definisce le critiche «inopportune e superficiali». Di certo, l'ipotesi di un nuovo centro a Firenze, non è ben vista dal sindaco di Pisa, Michele Conti pronto a scatenare una battaglia contro i cugini del capoluogo. Il primo cittadino ringrazia infatti il dottor Pezzati, «pronto a fare tutto quello che è in mio potere affinché le eccellenze nate a Pisa restino qui: in passato abbiamo pagato troppo spesso le ingerenze fiorentinocentriche in Regione».

«Non è una questione di campanilismo - assicura Conti - ma di riconoscere i meriti a chi li ha e li può mettere a disposizione del mondo. Ma rimanendo all'ombra della Torre pendente». Sorpreso forse da tanto clamore Pezzati in serata ha preferito evitare di gettare altra benzina sul fuoco: «In quanto dipendente dell'Azienda non posso fare dichiarazioni ai media se non preventivamente autorizzato», ha detto a chi lo ha contattato, senza voler neppure dire se era pentito del post: «Non ho dichiarazioni da fare», ha risposto.

Fonte: qui


MEGLIO NON AMMALARSI IN GERMANIA 
SORPRESA: I MEDICI TEDESCHI SONO FANCAZZISTI. PER AVERE UN APPUNTAMENTO CI VUOLE ALMENO UN MESE, NON LAVORANO NEI FINE SETTIMANA NÉ DOPO LE 18 E NON FANNO VISITE A DOMICILIO 
LA DENUNCIA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DELLE MUTUE: “NON CI SI AMMALA RISPETTANDO L’ORARIO DI CHIUSURA DEI NEGOZI…”
Roberto Giardina per “Italia Oggi”

medicoMEDICO
Meglio non ammalarsi nel week-end, ed è sconsigliato anche di mercoledì. I medici tedeschi non lavorano abbastanza, secondo l' Associazione nazionale delle mutue. La settimana corta per molti dottori comincia già il venerdì pomeriggio. Quasi tutti chiudono la Praxis, lo studio, il mercoledì dopo pranzo, e molti per tutta la giornata, e nessuno, almeno in città, visita a domicilio. Gli unici a andare a casa sono i medici condotti in campagna.

I loro pazienti sono anziani e non sempre in grado di muoversi. Per questo mancano i giovani dottori disposti a lavorare nei paesi. E' faticoso e non conviene: il sistema sanitario a punti calcolati su base trimestrale valuta troppo le visite a domicilio e così il dottore finisce per sforare presto il suo tetto massimo di impegno e, dopo, dovrebbe lavorare gratis.

Magnus von Stackelberg, vicepresidente dell' Associazione, ha denunciato: «Non ci si ammala rispettando l' orario di chiusura dei negozi, i medici devono garantire la loro disponibilità notte e giorno e sette giorni su sette». Magari mettendosi d' accordo con i colleghi, e stabilendo un turno. Anche dopo le 18 è impossibile andare dal proprio medico.

Secondo un sondaggio condotto su iniziativa dell' Associazione tra 1.400 medici, dai pediatri ai ginecologici, solo la metà riceve dopo l' orario di chiusura, ma per un' ora appena, dopo le 19 rimane in studio uno su dieci. La percentuale crolla durante il fine settimana: appena l' 1-2% è disposto a visitare. In caso di necessità, trovi di rado un medico disponibile neppure se paghi privatamente. A chi si ammala fuori orario o nel giorno sbagliato non resta che andare al pronto soccorso che, come in Italia, è troppo affollato.

In diverse facoltà di medicina hanno istituito dei corsi appositi per medici di pronto intervento negli ospedali, generalisti in grado di capire rapidamente di che si tratta e, nel caso, ordinare il ricovero o spedire il paziente da uno specialista. Ci vorranno anni prima che i dottori da pronto soccorso entrino in servizio e, comunque, si eviteranno diagnosi sbagliate ma non si ridurrà il tempo d' attesa.

I tempi per ottenere un appuntamento dal tuo medico della mutua si sono allungati, prima lo ottenevo entro una settimana, oggi attendo uno o due mesi. Io sono fortunato perché la mia Frau Doktor, caso raro, ogni giorno tranne il mercoledì, riceve senza appuntamento dalle 8 alle 10. Un' eccezione riservata ai casi urgenti. Ma poi riceve gli altri sempre in ritardo.

medico fiscaleMEDICO FISCALE
Herr Magnus ha ragione, ma i medici si ribellano, e anche loro non hanno torto.  Lavoriamo già al limite», hanno risposto i 172mila dottori della mutua. Secondo contratto dovrebbero ricevere per 20 ore alla settimana; il ministro della Sanità Jens Spahn vorrebbe portarle a 25, ma in media di fatto sono già 32. Al mercoledì i medici e le loro infermiere e segretarie non riposano: sono impegnati a svolgere il lavoro burocratico che diventa sempre più pesante. Il sistema a punti non vieta di sforare il tetto ma, se lo fa, il Doktor deve spiegare il perché, e se non si giustifica paga di tasca sua.

liste d'attesa all'ospedaleLISTE D'ATTESA ALL'OSPEDALE
Un mio amico medico in pensione mi ha raccontato: «Quando ero giovane mi raccomandavano di parlare con i pazienti, la conversazione fa parte della terapia, soprattutto per le persone anziane che spesso vivono da sole. Ma questo tempo si è andato riducendo, ed oggi è sparito». Il sistema, mi ha spiegato, è rigidamente burocratico, stabilisce quanti minuti si devono impiegare per un elettrocardiogramma, e quanti per misurare la pressione. Neanche un secondo per le chiacchiere terapeutiche.

SCIOPERO MEDICISCIOPERO MEDICI




Fino a qualche anno fa le mutue facevano pagare un ticket da 10 euro se si andava dal medico in un trimestre, poi le visite successive erano gratuite. L' intenzione era di impedire che i pazienti andassero ogni giorno alla Praxis per conversare con il loro dottore. Ma non è servito: i pazienti erano disposti a pagare 10 euro per combattere la solitudine. Oggi, la burocrazia prescrive il silenzio ai malati e ai dottori. Ma le mutue non risparmiano: chi resta solo a casa finisce per ammalarsi sul serio, o crede di ammalarsi, chiama l' ambulanza e si fa ricoverare in ospedale.

Fonte: qui

UN MORTO E UN FERITO GRAVISSIMO. TRE AUTO COINVOLTE E DIECI FERITI, CON L’AUTOSTRADA BLOCCATA FINO ALLE 8 DEL MATTINO. TUTTO PER EVITARE UN BRANCO DI CINGHIALI CHE IMPROVVISAMENTE HA ATTRAVERSATO LA CARREGGIATA SUD DELLA MILANO-NAPOLI ALL’ALTEZZA DI LODI


NELLA SOLA LOMBARDIA SONO STATI CIRCA 400 GLI INCIDENTI STRADALI PROVOCATI DAI CINGHIALI NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI


Incidente a lodiINCIDENTE A LODI
Un morto e un ferito gravissimo. Tre auto coinvolte e dieci feriti, con l’autostrada bloccata fino alle 8 del mattino. Tutto per evitare un branco di cinghiali che improvvisamente ha attraversato la carreggiata sud della Milano-Napoli all’altezza di Borghetto Lodigiano. E’ il tragico bilancio dell’incidente avvenuto alle 4 del mattino di giovedì tra Lodi e Casalpusterlengo sulla corsia di emergenza, subito dopo che due delle tre automobili coinvolte (una Renault Espace e una Scénic) avevano investito uno degli animali in piena carreggiata e si erano fermate di lato per chiedere soccorsi.

cinghialiCINGHIALI
E’ stato a questo punto che la terza autovettura, una Volkswagen Polo, probabilmente per evitare la carcassa del cinghiale ucciso a terra, ha sbandato paurosamente finendo sulla corsia di emergenza: l’auto impazzita prima ha investito in pieno il conducente di una delle due macchine parcheggiate che nel frattempo era sceso per chiamare i soccorsi con il cellulare, poi è piombata ad altissima velocità sull’altra macchina.

Un urto violentissimo: l’auto colpita è stata spostata di almeno 50 metri dal luogo d’impatto mentre il proprietario della Polo, un polacco di 28 anni, è rimasto incastrato all’interno dell’abitacolo. Era già in condizioni disperate quando vigili del fuoco di Lodi, sul posto con due mezzi, hanno cercato di estrarlo dall’abitacolo tagliando la lamiera. Il giovane è morto subito dopo all’arrivo dei soccorsi.

cinghialiCINGHIALI
Gravissimo anche l’uomo investito sulla corsia di emergenza, immediatamente intubato e trasportato all’ospedale di Parma. Tra gli altri feriti ci sono anche tre bambini, due di 8 anni e uno di 11, e due ragazzi di 13 e 15 anni, ma nessuno di loro è in condizioni serie e sono stati trasportati negli ospedali di Lodi e Piacenza. Sul posto oltre ai vigili del fuoco anche cinque ambulanze e le pattuglie della polizia stradale di Lodi. Un bilancio tragico per quello che, a oggi, è uno degli incidenti più gravi provocati in Italia dai cinghiali, 400 solo in Lombardia dal 2013 a oggi secondo le stime della Coldiretti.