Sei chilometri di autostrada contromano, sulla A21, per tornare all’area di servizio dove pensava di avere dimenticato il portafogli. Poteva causare una strage la manovra spericolata di un automobilista bulgaro di 46 anni. La polizia stradale della sottosezione di Alessandria Ovest, che lo ha intercettato e fermato, gli ha ritirato la patente e ha fermato per tre mesi l’ auto. L’uomo viaggiava su una Renault Scenic, con a bordo le figlie di 20 e 25 anni.
All’altezza di Voghera (Pavia), ha fatto dietrofront, incurante dei gravi rischi che l’inversione poteva far correre a lui e alle sue figlie e agli altri automobilisti. La segnalazione del centro operativo della Polstrada è stata immediata, così come l’attivazione di una safety car. Lampeggianti e sirene spiegate una pattuglia, che si trovava nei pressi dell’area di servizio di Tortona, ha bloccato l’ auto prima che il gesto si tramutasse in tragedia. Il portafogli che l’automobilista pensava di avere dimenticato era nell’abitacolo dell’ auto. Fonte: qui
Caro Dago, quanto alla tragedia di quei due nostri connazionali che sono andati a sfracassarsi in auto mentre erano connessi su Facebook a fare smaniare di invidia degli eventuali idioti loro amici, due e molto diversi sono i nostri possibili criteri di valutazione.
LUIGI VISCONTI FAUSTO DAL MORO
L’uno, ovvio, la commiserazione per due giovani vite interrotte e perdute, per il lutto dei loro familiari, per il dolore di fidanzate e amici. Mentirei a me stesso però se vi dicessi che questo è il primo criterio di valutazione che mi viene in mente. Purtroppo me ne viene in mente un altro, di sgomento per la infinita stupidità e miseria di una parte non esigua delle ultime generazioni.
Una stupidità che nel nostro presente sembra crescere e diffondersi a dismisura, alimentata com’è dai potentissimi motori dei social network. E’ una stupidità, di cui ha scritto bene Emanuele Trevi sul “Corriere” di oggi, che sfocia in episodi dove non sai bene qual è la linea divisoria tra il suicidio e l’omicidio.
I due sciagurati che si riprendono al telefonino a vantare la loro velocità in un pezzo di autostrada dove ce n’è a bizzeffe di sciagurati come loro, e difatti erano sopravvissuti alla micidiale carambola di un’auto che stava viaggiando a 200 chilometri e oltre all’ora, salvo che stavano arrivando – di notte e frammezzo alla pioggia – altre auto che li hanno maciullati.
GIAMPIERO MUGHINI
Il tutto di questa inutile tragedia era attizzato da una sorta di narcisismo ebete commisurato alle attese e ai valori dei loro “followers”, ossia che è bellissimo correre da pazzi su un’auto di notte e tanto più che lì all’arrivo ti aspetta la “roba” e tutti i suoi annessi e connessi. Ragazze disponibili, immagino. Eccetera eccetera. Ossia la cattedrale dei piaceri ambiti da quella particolare etnia culturale.
SI SCHIANTANO IN AUTOSTRADA
Chi di noi non è stato un imbecille nei suoi vent’anni? Cambia poco che le due vittime avessero rispettivamente 36 e 39 anni, un’età di cui diresti che anche loro erano dei giovani, ossia che erano ancora nella stagione della vita in cui si vuole tutto e subito e a poco prezzo e ancor di più che ci sia qualcuno che ti stia ammirando mentre quel “tutto” lo stai acciuffando.
Nessuno ha da dare lezioni su come stare al mondo, meno che mai io che di lezioni so darne solo a me stesso. Eppure lo sgomento resta immenso. Innanzi all’entità di una tale e quanto diffusa incapacità a trovare un criterio, un limite, ai gesti del vivere. Ai gesti di cui è fatta la tua vita, l’unico tesoro di cui disponi veramente.
SI SCHIANTANO IN AUTOSTRADA
Uno sgomento che rafforza la mia assoluta diffidenza ad accettare parole come “gente”, “popolo”. Oggi in Italia non c’è un “popolo”, ci sono comparti differentissimi per generazione, etnia culturale, costume di vita, voracità dell’avere piuttosto che dell’essere.
Comparti fatti da individui più o meno allo sbraco, più o meno privi di qualsiasi bussola, pronti a qualsiasi puttanata dell’esistenza, pronti a qualsiasi aggressione, magari contro se stessi. Le prediche sul bene, sui doversi sociali, sulla solidarietà sono tutte parole campate sul nulla, perché non esiste più una comune sintassi intellettuale e morale cui fare riferimento.
A 220 IN AUTOSTRADA
Ciascuno tenta a modo suo i 200 chilometri all’ora, e cerca disperatamente il consenso di chi gli sta attorno sotto forma di un account su cui cliccare.
Noi che negli anni Sessanta avevamo talmente amato il “moderno”, il sopravvento di modi liberi e veloci del vivere, dobbiamo fare una verticale autocritica. Non avevamo capito che quel “moderno” se sprovvisto di una ferrea etica della responsabilità individuale – per quanto mi riguarda lo chiamo il “guardarsi allo specchio e giudicarsi e trovarsi decente” – sarebbe sfociato in una tragedia collettiva, dove la morte e l’autodistruzione sono a ogni angolo di strada.
Un morto e un ferito gravissimo. Tre auto coinvolte e dieci feriti, con l’autostrada bloccata fino alle 8 del mattino. Tutto per evitare un branco di cinghiali che improvvisamente ha attraversato la carreggiata sud della Milano-Napoli all’altezza di Borghetto Lodigiano. E’ il tragico bilancio dell’incidente avvenuto alle 4 del mattino di giovedì tra Lodi e Casalpusterlengo sulla corsia di emergenza, subito dopo che due delle tre automobili coinvolte (una Renault Espace e una Scénic) avevano investito uno degli animali in piena carreggiata e si erano fermate di lato per chiedere soccorsi.
CINGHIALI
E’ stato a questo punto che la terza autovettura, una Volkswagen Polo, probabilmente per evitare la carcassa del cinghiale ucciso a terra, ha sbandato paurosamente finendo sulla corsia di emergenza: l’auto impazzita prima ha investito in pieno il conducente di una delle due macchine parcheggiate che nel frattempo era sceso per chiamare i soccorsi con il cellulare, poi è piombata ad altissima velocità sull’altra macchina.
Un urto violentissimo: l’auto colpita è stata spostata di almeno 50 metri dal luogo d’impatto mentre il proprietario della Polo, un polacco di 28 anni, è rimasto incastrato all’interno dell’abitacolo. Era già in condizioni disperate quando vigili del fuoco di Lodi, sul posto con due mezzi, hanno cercato di estrarlo dall’abitacolo tagliando la lamiera. Il giovane è morto subito dopo all’arrivo dei soccorsi.
CINGHIALI
Gravissimo anche l’uomo investito sulla corsia di emergenza, immediatamente intubato e trasportato all’ospedale di Parma. Tra gli altri feriti ci sono anche tre bambini, due di 8 anni e uno di 11, e due ragazzi di 13 e 15 anni, ma nessuno di loro è in condizioni serie e sono stati trasportati negli ospedali di Lodi e Piacenza. Sul posto oltre ai vigili del fuoco anche cinque ambulanze e le pattuglie della polizia stradale di Lodi. Un bilancio tragico per quello che, a oggi, è uno degli incidenti più gravi provocati in Italia dai cinghiali, 400 solo in Lombardia dal 2013 a oggi secondo le stime della Coldiretti.
Attimi di paura sulla Firenze-Pisa-Livorno: oggi, mercoledì 22 agosto, si è staccato un cartello ed è finito sulla carreggiata. Alla diramazione tra Firenze e Livorno, a metà tra i territori di Cascina e Pontedera, è venuto giù il cartello che indica il bivio.
Chi procedeva da Pisa verso la diramazione ha visto cadere dall'alto il cartello e ha fatto in tempo a fermarsi, tanto che fortunatamente non si contano feriti. Sul posto la polizia stradale che sta regolando il traffico, che in questo momento è parecchio rallentato prima del bivio.
Non si conoscono le cause del crollo, probabilmente il maltempo ha influito. Il pensiero è andato subito alle fatalità accadute in Italia in questi giorni, ma per stavolta si può tirare un sospiro di sollievo perché al momento della caduta non transitavano veicoli da Pisa verso la diramazione.
Il volo era diretto a Holguin, un comune dell'isola. I tre sopravvissuti, tutte donne, sono in condizioni gravi. I testimoni raccontano che il velivolo è precipitato alla prima virata
L'AVANA - Tragedia aerea nei cieli cubani. Un Boeing 737 si è schiantato poco dopo il decollo dall'aeroporto dell'Avana, con a bordo 104 passeggeri e sei membri dell'equipaggio. Solo tre persone, tutte donne, sono sopravvissute ma si trovano in ospedale in condizioni gravissime. Alle 12.08 (le 19.08 in Italia), il volo CU 972 della Cubana de Aviacion, la compagnia di bandiera cubana, operato un Boeing 737-200 della Damojh Aerolineas, una low cost messicana con base a Guadalajara, è caduto in un campo seminato di Puerto Boyeros, a poca distanza dall'Aeroporto José Martì e a 13 chilometri dal centro della capitale, poco dopo essere decollato dall'Avana per dirigersi verso Holguin, nell'est dell'isola.
Cuba, si schianta aereo all'Avana: i passeggeri osservano la nube di fumo in aeroporto
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Le tre donne sopravissute all'incidente - un altro ferito è morto all'arrivo in ospedale - sono tutte di nazionalità cubana, come la maggior parte dei passeggeri. Solo cinque sarebbero stranieri, secondo Granma, il quotidiano del Partito Comunista Cubano.
Cuba, aereo si schianta dopo il decollo: l'esatto momento dell'esplosione ripreso in strada
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I soccorsi sono arrivati rapidamente, e le fiamme dell'incendio dell'aereo sono state controllate rapidamente, anche grazie alla pioggia. Il presidente Miguel Diaz-Canel ha visitato personalmente il luogo del disastro poche ore dopo, e in un breve messaggio televisivo ha detto che "oggi è un giorno di lutto per il nostro paese".
Non è stata rilasciata finora nessuna lista di passeggeri, ma la Global Air - proprietaria della Damojh Aerolineas - ha comunicato i nomi dei membri dell'equipaggio. L'ambasciata messicana all'Avana ha disposto misure speciali per accogliere i parenti delle vittime. Diaz-Canel ha annunciato l'immediata creazione di "una commissione speciale, che ha già aperto un'inchiesta sui fatti", promettendo che "forniremo tutta l'informazione" all'opinione pubblica.
#ÚltimaHora Primera foto del Boeing 737 de Cubana de Aviación siniestrado hace minutos, luego de partir del Aeropuerto Internacional José Martí de La Habana. #cuba#lahabana@ReporteYa
Secondo testimonianze di abitanti del luogo, raccolte dai media locali, poco dopo il suo decollo il Boeing avrebbe effettuato una brusca virata verso il primo terminale dell'aeroporto. Testimoni sostengono che in quel momento il velivolo potrebbe aver urtato fili dell'alta tensione
TRA LE VITTIME, ANCHE UNA CITTADINA CUBANA NATURALIZZATA ITALIANA. TRE DONNE UNICHE SUPERSTITI, IN CONDIZIONI GRAVISSIME
L'AEREO AVEVA 39 ANNI DI SERVIZIO ALLE SPALLE: DAL 1979 CON L'AMERICANA PIEDMONT AIRLINES (FALLITA) POI USAIR (FALLITA), POI NELLA MARINA MILITARE AMERICANA. FINCHÉ NEGLI ANNI 2000 NON È PASSATO DAI CIELI 'RICCHI' A QUELLI POVERELLI: MESSICO, CAMERUN, BENIN, CILE, HONDURAS, FINO A CUBA
FONTI FARNESINA, SU AEREO CUBA NATURALIZZATA ITALIANA
LO SCHIANTO DEL BOEING ALL'AVANA CUBA
(ANSA) - Nella lista dei passeggeri del Boeing 737 che si è schiantato ieri poco dopo il decollo all'Avana con 109 persone a bordo risulta una cittadina cubana naturalizzata italiana. Lo riferiscono fonti della Farnesina sottolineando che l'Unità di crisi è in contatto con la famiglia in Italia per fornire ogni possibile assistenza. Le verifiche delle autorità cubane non sono ancora terminate, aggiungono le fonti.
LO SCHIANTO A CUBA
Alessandro Fulloni e Leonard Berberi per il ''Corriere della Sera''
Un Boeing 737 si è schiantato poco dopo il decollo dall' aeroporto internazionale «José Martí» de L' Avana, Cuba. Subito dopo essersi staccato dalla pista - alle 12.08 ora locale (le 18.08 in Italia) - il velivolo ha prima perso quota, poi secondo testimonianze avrebbe preso fuoco, subito dopo la prima virata, per cause ancora da chiarire ed è precipitato nei pressi di Santiago de la Vegas, a una decina di chilometri dalla capitale, in un campo agricolo non lontano dalle abitazioni. Alcuni testimoni hanno visto il Boeing toccare dei cavi elettrici.
LO SCHIANTO DEL BOEING ALL'AVANA CUBA
A bordo si trovavano 109 persone, 104 passeggeri (compresi quattro bambini) e 5 membri dell' equipaggio.
Nel disastro sono sopravvissute tre donne ora in condizioni disperate, mentre la Farnesina si è attivata per capire se siano coinvolti nostri connazionali. Una radio cubana ha parlato di viaggiatori italiani e tedeschi, mentre per l' organo d' informazione del Partito comunista Granma gli stranieri, forse turisti, sarebbero non più di cinque, al netto dell' equipaggio tutto messicano.
Secondo FlightGlobal il collegamento - diretto a Holguin, nella parte orientale dell' isola - in quel momento operava in condizioni meteo ottime, tanto da consentire a comandante e primo ufficiale (Jorge Luis Núnez Santos e Miguel Angel Arreola Ramirez) di avere una visibilità sufficiente per pilotare l' aeromobile senza l' aiuto degli strumenti di bordo. Le fiamme di quello che testimoni hanno definito «un ammasso di ferraglie» sono state spente alcune ore dopo la sciagura.
LO SCHIANTO DEL BOEING ALL'AVANA CUBA
Subito dopo l' incidente ci sono stati momenti di caos informativo. Con la tv di Stato cubana che ha parlato del coinvolgimento di un Boeing 737 di proprietà dell' italiana Blue Panorama noleggiato da tempo dalla compagnia locale Cubana de Aviación. Ma il vettore tricolore ha smentito la notizia, trovando conferma anche nelle parole del presidente cubano Miguel Díaz-Canel (che è andato subito sul posto del disastro) e dei veri proprietari: il velivolo coinvolto apparteneva a una compagnia messicana, Global Air (nota anche come Aerolíneas Damojh).
«Mia figlia Letizia si trovava là dentro, mio Dio, ha solo 24 anni!», ha raccontato disperata, tra le lacrime, all' agenzia Associated Press Beatriz Pantoja. Assieme a lei diversi parenti dei passeggeri si sono radunati in un' area recintata dell' aeroporto. La compagnia ha inserito sul suo sito ufficiale due numeri di telefono da chiamare per avere informazioni ulteriori sui propri familiari.
Il presidente cubano ha detto che «è stata aperta una commissione d' inchiesta.
LO SCHIANTO DEL BOEING ALL'AVANA CUBA
Stiamo cercando di capire quello che è successo». Díaz-Canel, visibilmente addolorato, alla televisione di Stato ha parlato anche di «tante vittime» e di «condoglianze ai familiari». L'incidente aereo «non ha causato danni alle case». L' ultimo disastro che ha coinvolto un jet operato da Cubana de Aviación risale al 3 settembre 1989 quando il volo 9646 da L' Avana a Milano Malpensa precipitò subito dopo il decollo uccidendo sul colpo 150 persone: 115 passeggeri, 11 membri dell' equipaggio e 24 a terra, il disastro aereo più grave sul suolo cubano.
QUEL VECCHIO BOEING 39 ANNI DI ATTIVITÀ E TANTE COMPAGNIE
«Siamo a conoscenza delle notizie che arrivano da Cuba e stiamo monitorando la situazione da vicino», commentano dal quartier generale di Boeing, nei pressi di Seattle. Il colosso mondiale aerospaziale sarà chiamato a dare una mano nelle indagini che dovranno chiarire le cause che hanno portato allo schianto del suo modello, un 737-200, come sempre accade nei disastri aerei. Un esemplare - «targato» XA-UHZ - che era entrato in servizio ufficialmente nell' agosto 1979. Quasi 39 anni fa. Si tratta, fanno notare gli esperti, di uno dei jet più vecchi in circolazione.
Il Boeing 737-200 operava con la livrea della compagnia messicana Global Aerolineas Damojh (fondata nel 1990) ed era stato preso a noleggio dal vettore dell' isola, Cubana de Aviación. Questo conta su una flotta, non nuovissima, di 16 velivoli: due Atr 72, sei Antonov An-158, quattro Ilyushin Il-96 e quattro Tupolev Tu-204. Sei di questi - gli ucraini Antonov An-158 - sono stati messi a terra per motivi di sicurezza e perché l' embargo e la crisi diplomatica tra Kiev e Mosca non consentono di ottenere pezzi di ricambio per le riparazioni. Per questo la società ha dovuto prendere a noleggio velivoli da altre aziende per operare i collegamenti domestici.
INCIDENTE AEREO A L'AVANA CUBA
Secondo il ministero dei Trasporti del Messico i tecnici dell' autorità di controllo hanno effettuato le verifiche sui velivoli della compagnia messicana tra il 21 e il 24 novembre 2017 confermando le varie autorizzazioni a operare, compreso il noleggio ad altre compagnie aeree.
Ma molti si sono concentrati sull'«anzianità» dell' aereo coinvolto nell' incidente di ieri a L' Avana, anche se gli esperti sottolineano come la cosa non dovrebbe preoccupare se l' aeromobile viene sottoposto a una manutenzione regolare. Il Boeing 737-200 distrutto ieri è stato consegnato quasi 39 anni fa a Piedmont Airlines, compagnia statunitense che non esiste più dall' estate 1989. Periodo in cui l' aereo ha iniziato il suo girovagare di compagnia in compagnia, cosa consueta nella lunga vita di un bimotore.
INCIDENTE AEREO A L'AVANA CUBA
Prima ha operato con i codici dei vettori americani USAir (fino al giorno del fallimento 1997), poi US Airways (acquistato da American Airlines). Poi delle società canadesi Royal Airlines e Canada 3000 Airlines (che hanno chiuso nel 2001). Quindi l' approdo nella marina militare americana e il ritorno in US Airways. Nel 2005 avviene il passaggio ai messicani di Magnicharters, due anni dopo alla camerunense Nacam-National Airways, nel febbraio 2008 ad Avolar (messicana), il ritorno in Africa, nel Benin, per conto di Golf Air (2009) e il rientro nelle Americhe con salti tra Aero Caribbean (Cuba), Global Air (Messico), Línea Aérea Sinami (Cile), ancora Global Air, EasySky Airlines (Honduras) e ora Global Air fino al disastro di ieri.
INCIDENTE AEREO A L'AVANA CUBA
Nonostante una prima parte di anno con diversi incidenti, il trasporto aereo resta uno dei modi più sicuri per muoversi. Se il 2017 è stato tra i più sicuri (un disastro ogni 3,3 milioni di voli, una vittima ogni 85 milioni di passeggeri), questo 2018 non lo batterà: secondo l' Icao, l' agenzia Onu dell' aviazione civile, dal 1° gennaio fino a ieri si contavano 4 incidenti (tre più del 2017) e almeno 190 morti (151 più del 2017).
Un camion che trasportava tonnellate di cioccolato liquido si è ribaltato, riversando il carico sulla carreggiata.
L’incidente è avvenuto il 9 maggio 2018 in Polonia, sull’autostrada A2, tra le città di Poznan e Konin, all’altezza della località Graboszewo, vicino a Slupca.
Il conducente del veicolo, 60 anni circa, è stato curato per ferite lievi. Il mezzo era partito da Poznan in direzione Varsavia. A riportare la notizia il sito polacco TVN24.
TIR SI RIBALTA, CIOCCIOLATA IN AUTOSTRADA
Non è chiaro cosa abbia causato il ribaltamento del camion. Il mezzo trasportava 12 tonnellate di cioccolato ed era di proprietà di una compagnia con sede nella Polonia meridionale.
TIR SI RIBALTA, CIOCCIOLATA IN AUTOSTRADA
TVN24 riporta che il camion ha invaso la carreggiata opposta, causando notevoli disagi al traffico locale e provocando lo spargimento sul manto stradale di una marea di colore marrone.
TIR SI RIBALTA, CIOCCIOLATA IN AUTOSTRADA
Marlena Kukawka, agente della polizia locale della città di Slupca, ha spiegato che ci sono volute più di due ore per spostare il camion dall’autostrada e rimuovere il cioccolato riversato.