9 dicembre forconi

martedì 27 marzo 2018

È POSSIBILE PREVEDERE IL PUNTO IN CUI CADRÀ LA STAZIONE SPAZIALE CINESE TIANGONG-1 ?

COS’È SUCCESSO IN CASI SIMILI?


In relazione all'impatto della stazione spaziale Tiangong-1, previsto per il fine settimana di Pasqua, una nota dell'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione 'A. Faedo' del Cnr (Isti-Cnr), fornisce alcune risposte alle domande più frequenti sul tema, tra cui: dove può avvenire il rientro, quanto è grande il rischio, come si distribuiscono i frammenti, com'è fatta e quanto è grande la stazione spaziale cinese.
tiangong 1 in costruzioneTIANGONG 1 IN COSTRUZIONE

Tiangong-1 è stata la prima stazione spaziale cinese, lanciata il 29 settembre 2011 su un’orbita approssimativamente circolare, a circa 350 km di altezza e inclinata di poco meno di 43 gradi rispetto all’equatore terrestre. Nel novembre dello stesso anno è stata raggiunta e agganciata dalla navicella Shenzhou-8 senza equipaggio, mentre i primi tre astronauti vi sono saliti a bordo, trasportati da Shenzhou-9, nel giugno 2012, trascorrendovi 9 giorni e mezzo. Il secondo e ultimo equipaggio di tre astronauti si è agganciato alla stazione, con Shenzhou-10, nel giugno 2013, trascorrendovi 11 giorni e mezzo.

Da allora Tiangong-1 ha continuato a essere utilizzata, disabitata, per condurre una serie di test tecnologici, con l’obiettivo di de-orbitarla, a fine missione, con un rientro guidato nella cosiddetta South Pacific Ocean Unpopulated Area (SPOUA), una specie di cimitero dei satelliti in una zona pressoché deserta dell’Oceano Pacifico meridionale. Purtroppo, però, il 16 marzo  2016, il centro di controllo a terra ha perso la capacità, pare in maniera irreversibile, di comunicare e impartire comandi al veicolo spaziale.

area di impatto della tiangong 1AREA DI IMPATTO DELLA TIANGONG 1
Nei due anni trascorsi da allora, Tiangong-1 ha perciò perduto progressivamente quota, perché il continuo impatto con le molecole di atmosfera residua presenti anche a quelle altezze le ha sottratto incessantemente energia. Ed è questo processo completamente naturale che farà alla fine precipitare la stazione spaziale sulla terra senza controllo, non potendo essere più programmata un’accensione dei motori per un rientro guidato.

Come è fatta e quanto è grande?
Tiangong-1 consiste approssimativamente di due moduli cilindrici montati uno sull’altro: quello di servizio, con un diametro di 2,5 m, e quello abitabile, con un diametro di 3,4 m. La lunghezza complessiva è di 10,5 m. Su lati opposti del modulo di servizio sono anche attaccati, perpendicolarmente all’asse di simmetria dei cilindri, due pannelli solari rettangolari, larghi 3 m e lunghi 7 m.

Che massa ha?
Quando è stata lanciata, Tiangong-1 aveva una massa di 8506 kg, di cui circa una tonnellata di propellente per le manovre. Nel corso della missione la massa è però diminuita, principalmente per due motivi: 

1) una parte significativa del propellente è stata consumata per le manovre orbitali e per contrastare la progressiva sottrazione di energia meccanica da parte dell’atmosfera residua; 

2) i due equipaggi, durante le loro permanenze sulla stazione, hanno consumato buona parte delle scorte di cibo, acqua e ossigeno stivate a bordo. 

Cercando di calcolare questi consumi, abbiamo stimato che la massa attuale di Tiangong-1 dovrebbe aggirarsi sui 7500-7550 kg. Non sarebbe quindi molto diversa da quella della nave cargo russa Progress-M 27M, di cui abbiamo seguito il rientro incontrollato nel 2015.

Si tratta di un evento eccezionale?
area di impatto della tiangong 1AREA DI IMPATTO DELLA TIANGONG 1
Assolutamente no. Di rientri senza controllo di stadi o satelliti con una massa superiore alle 5 tonnellate ne avvengono, in media, 1 o 2 all’anno, quindi sono relativamente frequenti. Per esempio, il 27 gennaio scorso, uno stadio russo-ucraino di circa 8500 kg, quindi con una massa superiore a quella di Tiangong-1, è rientrato sul Perù e dei componenti sono precipitati nell’estremità meridionale del paese, nella regione del lago Titicaca. Il 10 marzo, uno stadio del lanciatore cinese Lunga Marcia 3B è invece rientrato sul Paraguay e un serbatoio è stato recuperato nei pressi della città di Canindeyú, vicino al confine con il Brasile.

Quanto è grande il rischio rappresentato da un rientro incontrollato?
La soglia di attenzione comunemente adottata a livello internazionale corrisponde a un rischio estremamente ridotto per un singolo individuo che risiede in un’area sorvolata dal satellite: la probabilità corrispondente di essere colpiti da un frammento è infatti un numero piccolissimo, dell’ordine di uno su centomila miliardi (cioè 1:100.000.000.000.000). Confrontata con i rischi cui andiamo incontro nella vita di tutti i giorni, si tratta di una soglia bassissima.
tiangong 1TIANGONG 1

Tanto per fare un paio di esempi, la probabilità di essere colpiti da un fulmine è 130.000 volte maggiore, mentre quella di rimanere vittima di un incidente domestico, nei paesi sviluppati, è addirittura più grande di 3 milioni di volte. E’ per questo che, in oltre 60 anni di attività spaziali, e nonostante siano rientrati in media 1-2 stadi o satelliti alla settimana, nessuno è mai rimasto ferito, finora, per il rientro incontrollato di un oggetto artificiale dall’orbita terrestre.  

È possibile quantificare il rischio rappresentato dal rientro di Tiangong-1?
Al momento non siamo al corrente di stime quantitative ufficiali di fonte cinese. Per analogia con casi precedenti, possiamo però affermare con ragionevole sicurezza che la soglia di attenzione comunemente adottata a livello internazionale sarà superata, anche se il rischio individuale resterà comunque bassissimo. Ci vorrebbero, infatti, da 500 a 1000 rientri come questo perché ci sia un’elevata probabilità che un frammento colpisca qualcuno in giro per il mondo. E la probabilità di una collisione con un aereo in volo è almeno 200 volte più piccola di quella che sia colpita una persona all’aperto.

Cosa si intende per rientro nell’atmosfera?
Non esiste un confine netto e preciso tra l’atmosfera e lo spazio: la prima svanisce progressivamente, con continuità, nel secondo. Ecco perché i satelliti in orbita bassa ne subiscono gli effetti e anche la Stazione Spaziale Internazionale, che vola a 400 km di altezza, deve periodicamente accendere i motori per contrastare la perdita di quota provocata dall’atmosfera residua.
TIANGONG 1TIANGONG 1

Esiste comunque un’interfaccia convenzionale, fissata alla quota di 120 km, al di sopra della quale un’orbita circolare è ancora marginalmente possibile, anche se di brevissima durata, mentre al di sotto no. In generale si parla quindi di rientro nell’atmosfera quando un veicolo spaziale scende alla quota di 120 km. Ma siccome in gran parte dei casi la struttura principale di un satellite rimane integra fino alla quota di 80 km, spesso, quando si parla di previsioni di rientro, ci si riferisce appunto al raggiungimento della quota di 80 km.

Che cosa succede durante il rientro?

In un caso come quello di Tiangong-1, si parla di rientro nell’atmosfera quando l’oggetto scende a 120 km di quota. Da quel punto in avanti l’attrito dell’aria diventa sempre più significativo, e le strutture esposte di grande area e massa contenuta, come i pannelli solari e le antenne sporgenti, possono staccarsi tra i 110 e i 90 km di altezza. Il corpo del satellite, dove è concentrata gran parte della massa, rimane però generalmente intatto fino a 80 km di quota.

Solo in seguito, a causa dell’azione combinata delle forze aerodinamiche e del riscaldamento prodotti dall’attrito dell’aria, la struttura principale si disintegra e i singoli componenti si trovano a loro volta esposti alle condizioni proibitive dell’ambiente circostante. Il destino dei vari pezzi dipende dalla composizione, dalla forma, dalla struttura, dal rapporto area su massa, e dal momento in cui vengono rilasciati durante la discesa. Gran parte della massa si vaporizza ad alta quota, ma se il satellite è sufficientemente massiccio e contiene componenti particolari, come serbatoi di acciaio o titanio e masse metalliche in leghe speciali, la caduta al suolo di frammenti solidi a elevata velocità, fino a qualche centinaio di km/h, è possibile.
TIANGONG 1TIANGONG 1

Come si distribuiscono i frammenti?

I frammenti in grado di sopravvivere alle proibitive condizioni del rientro precipitano su un’area di forma approssimativamente rettangolare, lunga dagli 800 ai 2000 km, nella direzione del moto, e larga circa 70 km, perpendicolarmente alla direzione del moto. Su Tiangong-1 sono tuttavia ancora presenti circa 3 quintali e mezzo di propellente usato per le manovre. Nel caso (improbabile) che si verifichino delle esplosioni ad alta quota durante il rientro, alcuni frammenti potrebbero quindi essere proiettati lateralmente anche a un centinaio di km di distanza dalla traiettoria originaria.

E’ inoltre importante sottolineare alcuni punti: 

1) poiché i frammenti macroscopici sarebbero al massimo poche decine, e con proprietà assai diverse, colpirebbero il suolo molto sparpagliati, a distanze di decine o centinaia di km gli uni dagli altri; 

2) quelli più “pesanti” tenderebbero, in genere, ad allontanarsi di più dal punto di rientro a 80 km di quota, ma colpirebbero il suolo prima degli altri, nel giro di 6-7 minuti, e a una velocità confrontabile con quella di un’auto di Formula 1 in rettilineo; 

3) i frammenti più “leggeri” cadrebbero invece più vicini, ma ci metterebbero una ventina di minuti e colpirebbero il suolo a una cinquantina di km/h.

Qual è la natura del rischio?

tiangong 1TIANGONG 1
Per Tiangong-1 i rischi potenziali sono di due tipi: meccanico e chimico. Il rischio meccanico è quello derivante dall’urto di frammenti massicci a elevata velocità con veicoli in movimento, strutture vulnerabili e persone all’aperto. Quello chimico dipende dal fatto che, sulla base delle nostre stime, dovrebbero trovarsi ancora a bordo, non sappiamo se allo stato liquido o solido, circa 230 kg di tetrossido di azoto e 120 kg di monometilidrazina, sostanze molto tossiche (soprattutto la seconda).

E’ difficile che ne arrivi a terra anche una piccola frazione, ma una contaminazione residua di alcuni frammenti non può essere completamente esclusa a priori, per cui, nel caso qualcuno si imbattesse in uno di essi, sarebbe prudente non avvicinarsi, evitare qualsiasi contatto, tenere lontani i curiosi e limitarsi ad avvertire le autorità.   

Dove può avvenire il rientro?

In linea di principio, il rientro potrebbe avvenire in qualunque località del pianeta compresa tra i 43 gradi di latitudine sud e i 43 gradi di latitudine nord. Tuttavia, tenendo conto che i frammenti, a causa di un’eventuale esplosione ad alta quota, potrebbero allontanarsi anche di un centinaio di km rispetto alla traiettoria originaria, le zone potenzialmente a rischio per la caduta di detriti devono essere estese di un grado di latitudine, quindi l’area da tenere sotto osservazione è in realtà quella compresa tra i 44 gradi di latitudine sud e i 44 gradi di latitudine nord.

tiangong 1TIANGONG 1
L’Italia è quindi divisa in due, con le località a nord del 44° parallelo escluse a priori da qualunque conseguenza, e quelle a sud potenzialmente a rischio. Tenendo conto della distribuzione degli oceani e delle terre emerse, e dell’inclinazione dell’orbita rispetto all’equatore, se i detriti di distribuissero su un arco di 800 km, la probabilità a priori che cadano tutti in mare è del 62%. Ma se i detriti si disperdessero su un arco di 2000 km, la probabilità che nessuno di essi precipiti sulla terraferma scenderebbe al di sotto del 50%. Quanto infine alla probabilità a priori che il rientro avvenga nella fascia di latitudine compresa tra i 35 e i 43 gradi nord, essa si aggira intorno al 18%.

Perché non è possibile prevedere il rientro con largo anticipo?

Gran parte dei satelliti che rientrano nell’atmosfera lo fanno da orbite basse quasi circolari, si muovono cioè quasi tangenzialmente rispetto agli strati atmosferici di densità crescente. Piccole variazioni di questo angolo, già vicino allo zero, possono produrre delle traiettorie ben diverse, un po’ come succede quando tiriamo un sasso nell’acqua di uno stagno. Se l’angolo di incidenza è poco più che radente, il sasso si inabissa nel punto di contatto con l’acqua, ma se il sasso colpisce la superficie di striscio, può rimbalzare una o più volte e non è facile prevedere a priori dove potrà alla fine immergersi.

tiangong 2TIANGONG 2
A parte questo effetto, che dipende dalla particolare geometria della traiettoria, esistono diverse altre sorgenti di incertezza, quali: 

1) l’orbita di partenza, determinata da radar e telescopi basati a terra, è affetta da un certo errore; 

2) l’orientazione nello spazio dell’oggetto non è costante, ma può evolvere in maniera complicata e spesso imprevedibile; 

3) anche i migliori modelli di atmosfera sono affetti da errori, che variano in funzione del tempo e delle condizioni ambientali; 

4) le previsioni dell’attività solare e geomagnetica, che influiscono sulla densità atmosferica, sono affette da incertezze, un po’ come succede per le previsioni meteorologiche.

Tenendo conto di tutte queste variabili, non è possibile e non ha senso calcolare “dove” e “quando” il satellite precipiterà sulla terra, anche perché tutto è ulteriormente complicato dalla grande velocità con cui questi oggetti si spostano. Facciamo un esempio. Se un giorno diventasse possibile prevedere, anche sei ore prima, un terremoto con l’incertezza di un’ora e mezza, la cosa verrebbe considerata, e giustamente, un risultato straordinario. Ma se, cosa già possibile, facessimo lo stesso per il rientro incontrollato di un satellite, un’ora e mezza di incertezza corrisponderebbe a più di 40.000 km lungo la traiettoria, cioè a più di un giro del mondo!

Che cosa è possibile prevedere?
tiangong 1 in costruzioneTIANGONG 1 IN COSTRUZIONE
Il calcolo di affidabili finestre temporali di incertezza, che si restringono progressivamente, mano a mano che ci si avvicina al rientro, permette di affrontare il problema in maniera completamente diversa. Non bisogna infatti trovare dove e quando l’oggetto rientrerà, cosa fisicamente impossibile in questi casi, bensì dove non cadrà. Nelle ultime 36 ore si può infatti cominciare a escludere progressivamente delle aree del pianeta sempre più vaste, via via che ci si avvicina al rientro, sperando di eliminare alla fine più del 97% delle aree inizialmente considerate a rischio. In questo modo, per esempio, l’Italia può essere esclusa quasi sempre almeno diverse ore prima che il rientro abbia luogo.

Per le aree residuali che restano invece all’interno della finestra temporale di incertezza fino alla fine, non resta che assumere le misure precauzionali decise preventivamente, aspettare, e vedere, tenendo comunque conto che il rischio effettivo rimane piccolissimo.

Che cosa si intende per sorveglianza spaziale?
Si tratta del processo attraverso il quale si individuano e si identificano gli oggetti artificiali che si trovano nello spazio intorno alla terra, determinandone lo stato dinamico (cioè l’orbita, e magari anche l’orientazione nello spazio e lo stato rotazionale).

Che strumentazione è richiesta?

Condizione necessaria è la disponibilità di potenti radar (soprattutto per le orbite basse, cioè quelle che interessano nel caso dei rientri nell’atmosfera), di telescopi sensibili nell’ottico e nell’infrarosso (soprattutto per le orbite più alte) e, eventualmente, di satelliti in grado di svolgere le osservazioni richieste. Per poter essere efficace, la rete dei sensori basati a terra, cioè i radar e i telescopi, deve avere la massima distribuzione geografica possibile, in longitudine e latitudine, il che comporta un numero di installazioni non piccolo su scala globale (circa una ventina nel caso degli Stati Uniti). A ciò bisogna aggiungere almeno un centro di controllo per l’elaborazione dei dati raccolti e per pianificare al meglio l’osservazione degli oggetti.

tiangong 1TIANGONG 1
Chi è in grado di effettuarla?

Questo tipo di attività è stata finora gestita prevalentemente da organizzazioni militari. I sistemi di sorveglianza più sviluppati sono figli della Guerra Fredda e sono appannaggio degli Stati Uniti e della Russia. Oggi, comunque, anche l’Europa (Italia compresa) dispone di sensori e di capacità, seppur più limitate, in questo ambito.

Chi sta monitorando il rientro?
Il rientro di Tiangong-1 è monitorato da numerosi soggetti, pubblici e privati, in tutto il mondo, Italia compresa. Il Laboratorio di Dinamica del Volo Spaziale dell’Istituto Isti del Consiglio nazionale delle ricerche (Isti-Cnr), a Pisa, attivo in questo settore dal 1979, da molti mesi ormai analizza l’evoluzione orbitale dell’oggetto ed elabora autonomamente previsioni di rientro distribuite a enti nazionali e internazionali.

Fonte: qui


lunedì 26 marzo 2018

GIUSTIZIA ALL’ITALIANA - TENTO’ DI RUBARE UNA MELANZANA: ASSOLTO DOPO NOVE DI ANNI DI PROCESSO E TRE GRADI DI GIUDIZIO

IL CASO NELLE CAMPAGNE DEL SALENTO NEL 2009 

LA CASSAZIONE BACCHETTA I GIUDICI SALENTINI PER LA “PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO”


Nove anni di processo per mettere la parola fine su un tentato furto di melanzana del valore di venti centesimi. Il verdetto definitivo è stato emesso dalla Cassazione, che ha assolto un uomo di 49 anni di Carmiano, piccolo centro della provincia di Lecce, accusato del tentato furto.

tribunaleTRIBUNALE
L’uomo fu bloccato dai carabinieri nel 2009, aveva appena accostato la sua auto a un campo coltivato dalla zona e - secondo gli investigatori - si accingeva a rubare gli ortaggi. Sulla vettura però è stato trovato soltanto un contenitore con la melanzana. Il caso è approdato in un’aula processuale e il processo - durante il quale il 49enne è stato assistito da un avvocato con il gratuito patrocinio in quanto privo di mezzi di sostentamento - si è concluso solo al termine dei tre gradi di giudizio. In appello l’uomo, che ha un precedente per un caso analogo, era stato condannato a cinque mesi di reclusione.

Ma la Suprema Corte ha ribaltato la decisione assolvendo il 49enne e non risparmiando una bacchettata ai giudici per la «particolare tenuità» dell’episodio.

Fonte: qui

I SEGRETI DI FACEBOOK - DOPO LO SCANDALO SULLO SFRUTTAMENTO DEI DATI, NUOVE ACCUSE AL GRUPPO DI ZUCKERBERG: REGISTRA DATI SU CHIAMATE E SMS DEGLI SMARTPHONE ANDROID

LE APP MESSENGER E “FACEBOOK LITE” REGISTRANO NOME, NUMERO E DATA DI CHIAMATE E MESSAGGI

FACEBOOK REGISTRA DATI SU CHIAMATE E SMS DEGLI SMARTPHONE ANDROIDFACEBOOK REGISTRA DATI SU CHIAMATE E SMS DEGLI SMARTPHONE ANDROID
Alessio Lana per www.corriere.it

Il terremoto che ha colpito Facebook non si ferma. Dopo lo scandalo legato allo sfruttamento dei dati personali di oltre 50 milioni di utenti da parte della società Cambridge Analytica per veicolare messaggi pubblicitari mirati durante la campagna elettorale americana, ora emerge un nuovo caso, che riguarda gli smartphone Android e le app di Messenger e Facebook Lite.

Applicazione che registrerebbero tutte le telefonate e i messaggi inviati e ricevuti attraverso i telefoni con sistema operativo di Google. Lo scorso weekend l’utente neozelandese Dylan McKay ha scaricato dal sito tutti i dati riguardanti il proprio profilo, una procedura che possiamo fare tutti (vedremo più avanti come farlo).
zuckerberg e hughes a harvardZUCKERBERG E HUGHES A HARVARD

Scorrendo l’elenco di dati, l'uomo ha visto che qualcosa non tornava. Nella lunghissima lista delle sue attività memorizzate dal social network comparivano anche le chiamate effettuate, ricevute o perse. Complete del nome dell'altra persona, il suo numero di telefono e la durata della conversazione. Stessa cosa per i messaggi.

LA RISPOSTA DI FACEBOOK
La registrazione di questi dati non è globale ma riguarda solo due app di Facebook per Android, vale a dire la chat Messenger e la versione leggera del social, Facebook Lite, e stando all'azienda di Zuckerberg, la pratica non è illegale.

FACEBOOKFACEBOOK
Come dichiarato da Facebook, quando le scarichiamo sui dispositivi o accediamo ad esse, entrambe le applicazioni chiedono la nostra approvazione alla registrazione di telefonate e sms: «questo ti aiuta a trovare e rimanere connesso con le persone a cui tieni, e ti offre una migliore esperienza su Facebook», scrivono.

Possiamo anche rifiutarci di farlo — viene spiegato come — e viene puntualizzato che «noi non venderemo mai questi dati e comunque la funzione non registra il contenuto dei messaggi o delle chiamate». In grassetto e caratteri cubitali. Non tutti sono d'accordo: c'è chi in Rete fa notare che in realtà nessuno gli ha mai chiesto di accettare la registrazione di quei dati ma è, ovviamente, un'accusa difficile da dimostrare.

IL PROBLEMA È SOLO PER ANDROID
FACEBOOK ADDICTEDFACEBOOK ADDICTED
Come detto, la registrazione non riguarda gli utenti iOS, quelli di iPhone e iPad, che, almeno in questo caso, possono tirare un sospiro di sollievo. Ad ogni modo è interessante conoscere cosa Facebook sa di noi e il sistema per avere un report completo della nostra vita è piuttosto semplice. Prima di tutto accediamo al social dal computer, andiamo a questo link ed ecco esposti tutti i nostri interessi, categorizzati per tipo.

FACEBOOKFACEBOOK
Qui compaiono anche gli accessi effettuati a Facebook tramite altre applicazioni. Ma andiamo più a fondo. Scorrendo in basso la pagina troviamo «Le tue informazioni», una vera miniera di dati su noi stessi, la maggior parte dei quali sono stati dedotti dalle nostre attività online. Possiamo trovarci dati circa le nostre abitudini alimentari, lo stile di vita ma anche la visione politica e religiosa.

COME SAPERE COSA FACEBOOK SA DI NOI
Se invece vogliamo avere una panoramica completa della nostra identità social il percorso è un altro. Sempre dal sito clicchiamo la freccia verso il basso che compare in alto a destra. Ora scegliamo «Impostazioni». Da qui, in basso, troviamo la frase «Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook». È ciò che stavamo cercando. Cliccando sul link, Facebook preparerà un archivio che riceveremo via mail. Preparatevi, perché qui troveremo dati che neanche noi ricordavamo più di aver fatto.

Fonte: qui

‘LE IENE’ TORNANO SUL LUOGO DELLA MORTE DI DAVID ROSSI. PARLA UN ESCORT DEI FESTINI DEL POTERE SENESE, LA ‘BOMBA MORALE’ DI CUI PARLAVA L’EX SINDACO PICCINI

ANTONINO MONTELEONE GLI MOSTRA LE FOTO DI UN EX MINISTRO, MAGISTRATI, SACERDOTI, IMPRENDITORI, DIRIGENTI MPS, POLITICI. LUI LI RICONOSCE: ‘CON MOLTI HO FATTO SESSO’

TRA DROGA E AMMUCCHIATE GAY, IL SOSPETTO (FONDATO) CHE GLI INCONTRI FOSSERO VIDEOREGISTRATI, COSÌ DA TENERE PER LE PALLE UN’INTERA CITTÀ. E LA MORTE DI ROSSI…


Nella puntata de “Le Iene Show” in onda oggi, domenica 25 marzo, in prima serata su Italia 1, Antonino Monteleone torna ad occuparsi della vicenda della morte di David Rossi.
uomo misterioso guarda david rossi ore 20 e 11UOMO MISTERIOSO GUARDA DAVID ROSSI ORE 20 E 11
L’inviato intervista, in esclusiva, un uomo che afferma di aver partecipato come escort ad alcune feste o cene private che si sarebbero svolte nelle campagne toscane, nei dintorni di Siena e in altre città d’Italia.


David Rossi, capo della Comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, la sera del 6 marzo 2013, è precipitato da una finestra della sede della banca a Rocca Salimbeni, nel capoluogo toscano. In quelle stesse settimane, MPS era al centro di una grande inchiesta basata sull’acquisizione di Antonveneta.
caso david rossi la iena antonino monteleone intervista escort 7CASO DAVID ROSSI LA IENA ANTONINO MONTELEONE INTERVISTA ESCORT 
Nel luglio 2017, il gip ha disposto l’archiviazione del fascicolo d’indagine aperto con l’ipotesi di reato d’istigazione al suicidio, accogliendo la richiesta avanzata dalla procura senese e respingendo così l’opposizione avanzata – nel novembre 2015 – dai legali della famiglia Rossi, da sempre convinti che si sia trattato di omicidio. È la seconda archiviazione in questa vicenda: una prima indagine si era chiusa nel marzo 2014.

caso david rossi la iena antonino monteleone intervista escort 5CASO DAVID ROSSI LA IENA ANTONINO MONTELEONE INTERVISTA ESCORT 
La moglie di David Rossi Antonella Tognazzi e la figlia della donna Carolina Orlandi, che non credono all’ipotesi del suicidio, sono da anni impegnate per far sì che si continui a indagare sulla morte dell’uomo. Dopo la messa in onda dei precedenti servizi de “Le Iene” sul caso, sono state aperte quattro nuove indagini: due  presso la Procura di Genova (competente a indagare per fatti che riguardano i magistrati senesi) e due presso la Procura di Siena.

caso david rossi la iena antonino monteleone intervista escort 6CASO DAVID ROSSI LA IENA ANTONINO MONTELEONE INTERVISTA ESCORT 
Nella puntata de “Le Iene” dell’8 ottobre 2017, in particolare, Antonino Monteleone aveva intervistato Pierluigi Piccini, ex sindaco di Siena ed ex dirigente MPS, il quale – tra le altre cose – aveva affermato: «Non credo che David Rossi si sia suicidato […] C'è un'altra storia parallela… un avvocato romano mi ha detto […] “devi indagare su alcune ville fra l'aretino e il mare… e i festini che facevano lì. Perché la magistratura potrebbe anche avere abbuiato tutto perché scoppia una bomba morale”. Non so se mi sono spiegato? […] Questo avvocato romano mi ha detto: “C'è una villa fra Siena e Arezzo e c'è una villa al mare, dove facevano i festini”. Chi andava in queste feste? Chi ci andava? Ci andavano anche i magistrati senesi ad esempio? Mah. Ci andava qualche personaggio nazionale? Mah. […] La cocaina gira a fiumi in questa città».
caso david rossi la iena antonino monteleone intervista escort 4CASO DAVID ROSSI LA IENA ANTONINO MONTELEONE INTERVISTA ESCORT 

Di seguito, alcuni stralci dell’intervista, realizzata da Antonino Monteleone e in onda stasera, in cui un uomo racconta proprio di alcuni festini nelle campagne toscane.

Domanda: Perché non puoi usare il tuo nome?

Risposta: Perché ho partecipato come escort ad alcune feste private o cene private che si sono svolte nelle campagne toscane nei dintorni di Siena, Monteriggioni e, a volte, anche nel milanese o comunque anche in altre città d’Italia.
Domanda: Quando hai partecipato a queste feste quanti anni avevi?
Risposta: La prima volta 18 anni.
Domanda: A me fa un po’ effetto associare la parola “escort” a un ragazzo…
caso david rossi la iena antonino monteleone intervista escort 3CASO DAVID ROSSI LA IENA ANTONINO MONTELEONE INTERVISTA ESCORT 
Risposta: C’è un grande mondo di escort, gigolò, chiamali come vuoi, che in realtà sono veramente tanti, sono uomini, ragazzi giovani soprattutto.
Domanda: Queste feste che scopo avevano?
Risposta: Di intrattenere degli ospiti di alto profilo che avevano una certa importanza per le persone che organizzavano queste feste.

caso david rossi la iena antonino monteleone intervista escort 2CASO DAVID ROSSI LA IENA ANTONINO MONTELEONE INTERVISTA ESCORT 
Io ho deciso di raccontarti questa storia quando è uscito il primo servizio su David Rossi. Quando ho visto la figlia di David fare un appello in televisione dove appunto diceva che tutte le mattine controllava i social, o comunque Facebook o quant’altro, con la speranza di trovare qualcuno che le dicesse “ci dobbiamo vedere, ti devo parlare”. Da lì ho deciso che fosse giusto raccontare questa cosa.
Domanda: Tu come ci sei finito a fare l’”escort”, il “gigolò”, l’”accompagnatore”?
david rossi il corpoDAVID ROSSI IL CORPO
Risposta: Io ci sono finito in un periodo di forte difficoltà economica. Ero abituato ad avere un tenore di vita abbastanza alto e tutto ad un tratto mi sono trovato a non poter più frequentare determinati locali, determinati bar, ristoranti, non poter più andare in vacanza. A un ragazzo che conosco, che so che faceva queste cose, chiesi una mano per poter guadagnare qualcosa e poi lui mi spiegò che in realtà per la maggior parte gli incontri si svolgevano con uomini.
Domanda: Tu sei omosessuale?
Risposta: No. Quando entri nel circolo è difficile smettere, soprattutto per il ricavo che torna indietro.
Domanda: In termini economici?
Risposta: Sì.
Domanda: A proposito di soldi, di che cifre parliamo?
Risposta: È capitato anche 10.000 euro una settimana...
Domanda: 10.000 euro una settimana.
inchiesta delle iene su david rossi 6INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
Risposta: Sì, in due o tre giorni di incontri. Beh, diciamo che comunque il fatto di frequentare determinate persone più o meno conosciute, ma comunque con dei ruoli importanti all’interno di società, di banche, del mondo della televisione, del giornalismo, del cinema o anche dell’imprenditoria, dopo costituisci una sorta di - chiamiamola così - minaccia velata. C’era sempre il timore di… le cose che ho visto... le persone con cui sono stato magari possono farmi qualcosa, possono farmi del male, possono trovarmi.
Domanda: Ogni volta era lo stesso giro o erano giri sempre diversi?
Risposta: Allora, principalmente, nella parte della Toscana, di Roma, del litorale romano, era più o meno lo stesso giro: fondamentalmente erano tutte persone di un certo spessore e livello.
Domanda: Hai mai avuto tra i tuoi clienti dei dirigenti o dei dipendenti della Banca Monte dei Paschi?
Risposta: Sì… dirigenti… direttori…
Domanda: Questa cosa tu come la sai?
inchiesta delle iene su david rossi 8INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
Risposta: Perché comunque loro questa cosa del potere la ostentavano spesso.
Domanda: Che cosa succede in questi incontri?
Risposta: La maggior parte delle volte c’erano delle cene, poi quando finiva la cena diciamo che avveniva una sorta di selezione. Dopo noi sapevamo che dovevamo andare con una determinata persona.
Domanda: Nel senso che venivi approcciato?
Risposta: Sì, sì.
Domanda: E al momento dell’approccio si concordava il prezzo, la prestazione?
Risposta: No, io sapevo che andavo a Siena per tot euro.
Domanda: Che tu ricordi, nel festino più affollato, di quante persone parliamo?
Risposta: Intorno alle 20 persone circa. Non tutte però si fermavano per lo step successivo. C’erano alcune che andavano via, che tornavano a casa e poi c’era la parte delle camere e quant’altro.





L'ex sindaco di Siena a 'Le Iene': 'Rossi non si è suicidato'



Domanda: Chi ti chiamava per partecipare?
Risposta: Questa persona che mi aveva permesso di poter entrare nel giro.
Domanda: Il tuo reclutatore, chiamiamolo così.
Risposta: Chiamiamolo così.
inchiesta delle iene su david rossi 5INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
Domanda: Un uomo?
Risposta: Sì, che anche lui faceva quello che facevo io.
Domanda: E lui aveva qualcuno sopra o era un autonomo?
Risposta: Non so se dietro ci fosse un’agenzia di escort o qualcosa del genere.
Domanda: Parliamo di droga.
Risposta: Sì, ne ho vista. La più consumata erano le canne, poi so comunque del consumo di cocaina.
Domanda: Non si vedeva diciamo…
Risposta: No, non c’erano le strisciate sul tavolo alla “The Wolf of Wall Street”.
Domanda: I rapporti sessuali che si consumavano a queste feste, si consumavano in privato o anche davanti agli altri?
Risposta: La maggior parte delle volte in privato. Parecchie volte è capitato che succedessero come… chiamiamole orge… Però, più o meno, erano chi sul divano, chi magari sul tavolo, chi… cose del genere.
inchiesta delle iene su david rossi 4INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
Domanda: A te è mai capitato di fare qualcosa davanti agli altri?
Risposta: Sì.
Domanda: Perché ti è stato chiesto di farlo?
Risposta: Sì.
Domanda: Ma quindi si stava in deshabillé, cioè eravate vestiti o stavate…
Risposta: No, in realtà all’inizio durante la cena vestiti. Una cena normale.
Domanda: Quindi una cena? Si beveva…
Risposta: Sì, si beveva e quello che succedeva, succedeva. […] Poi magari il livello alcolico raggiungeva un certo limite, chi andava in bagno, chi nascosto in qualche angolo a tirar di cocaina. Chi comunque non voleva partecipare a queste cose, sapeva che a un determinato momento doveva prendere e andarsene. Finita la cena, quattro convenevoli e andava via. Non è che erano tantissimi quelli che prendevano e se ne andavano. Se prendevano e se ne andavano la maggior parte delle volte è perché avevano un impegno o perché dovevano tornare a casa dalla famiglia.
inchiesta delle iene su david rossi 3INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
Domanda: A casa dalla famiglia?
Risposta: Eh sì. Beh, non erano gay dichiarati o comunque omosessuali, le persone con cui stavamo.
Domanda: C’è gente che aveva la famiglia e figli?
Risposta: La maggior parte sì, avevano famiglia e figli.
Domanda: I tuoi clienti avevano famiglia e figli?
Risposta: Sì.
Domanda: Ma tu vedevi la fede?
Risposta: Sì, sì, la tenevano su.
Domanda: Chi partecipava a questi festini?
Risposta: Io credo di ricordarmi il 99.9% dei clienti con cui sono stato. Poi magari se qualcuno partecipava solo alla cena, magari lo vedo e dico “sì, l’ho già visto”, però non ne ho la certezza al 100%. Però quelli e quelle con cui ho avuto dei rapporti sessuali, me li ricordo perfettamente.
inchiesta delle iene su david rossi 1INCHIESTA DELLE IENE SU DAVID ROSSI 
Domanda: Tu ricordi nomi e cognomi dei clienti che te l’hanno detto?
Risposta: I cognomi, mah, forse me l’avrà detto una persona.
Domanda: Qualche nome te lo ricordi? Ce lo dici?
Risposta: Allora, un ***, *** e poi ***, ***. Sì, poi te ne potrei dire altri 10-20. ***, ***, *** (fa un elenco di nomi propri, ndr).
Domanda: Dei soprannomi che ti sono rimasti impressi?
Risposta: “Il carabiniere”.
Domanda: Con “il carabiniere” ci sei stato?
Risposta: Col “carabiniere” sì, una volta.
Domanda: Mi hai detto che le facce te le ricordi.
Risposta: Sì, quelle sfiderei chiunque a dimenticarle. Anche di quelle che magari usavano soprannomi strani, comunque le facce sì.
Domanda: Io ho portato delle foto che adesso vorrei farti vedere. Non ci sono scritti i nomi, te le mostrerò e tu mi dirai se li hai mai visti, se erano tuoi clienti oppure no.

l orologio che cade accanto a david rossi mezzora dopo il voloL OROLOGIO CHE CADE ACCANTO A DAVID ROSSI MEZZORA DOPO IL VOLO
La Iena gli mostra l’immagine di un noto imprenditore di Siena.
Risposta: No, non mi sembra così…
Domanda: Lui è *****.
Risposta: Il nome me lo ricordo.
Domanda: Il nome te lo ricordi. La faccia no.
Risposta: Possiamo fermarci un secondo?

Domanda: Sì. Tutto bene?
Risposta: Ho paura.
Domanda: Ti posso chiedere qual è la tua paura?
Risposta: Innanzitutto che qualcuno mi riconosca, però ho paura di qualcuno di loro. Alla fine sono persone con le quali bisogna stare attenti.
Domanda: Ci sono persone pericolose secondo te?          
      
Risposta: Sì. Hanno il modo per poterlo essere. E secondo me anche qualcuno direttamente. Io ho visto, mi ricordo benissimo, una volta una discussione a Monteriggioni con due persone che litigavano furiosamente e mi ricordo, uno dei due che litigava, che aveva proprio negli occhi uno sguardo che... non da assassino, ma insomma.
chiamata alla poliziaCHIAMATA ALLA POLIZIA

Domanda: Tu lo dici anche alla luce di quello che è successo a David?
Risposta: Sì, lui lo avevo sentito nominare. Non lo avevo mai visto ad una festa. Non ho mai avuto un incontro con lui, però, pensando alle persone che c’erano lì e comunque ai legami che avevano… perché c’erano persone appunto legate chi alle forze dell’ordine… addirittura si è parlato che ci fosse qualcuno legato anche a qualche agente dei servizi segreti, robe del genere... Un’ipotesi poteva essere anche quella, che qualcuno lo avesse scaraventato giù dalla finestra.

A questo punto, l’inviato gli mostra nuovamente la foto dell’imprenditore.
Domanda: L’hai visto? È stato un tuo cliente?
Risposta: Una volta sola, sì.
Domanda: Questo dove è successo?
Risposta: Una tenuta fuori Monteriggioni. Ci arrivi tramite una strada sterrata.
Domanda: Era una festa?
Risposta: Una cena, una festa, chiamala come vuoi.
Domanda: Altre volte l’hai visto?
Risposta: No, l’ho visto solo un’altra volta o due al massimo. Non di più.

Monteleone gli mostra una foto di un importante ex dirigente della Banca Monte dei Paschi, ritratto insieme a un’altra persona.
carolina orlandiCAROLINA ORLANDI
Domanda: Queste due persone? Riconosci qualcuno di loro due?
Risposta: Questo può essere che l’abbia visto sempre in giacca e cravatta. Sì, comunque lui sì, era alle cene.
Domanda: Era alle cene?
Risposta: Sì.

Domanda: Non è stato un tuo cliente?
Risposta: No.
Domanda: Però non lo hai mai visto consumare rapporti sessuali? (La Iena gli mostra un’altra foto dell’ex dirigente MPS, ndr)
Risposta: Questo era quello di prima, sì. Ti confermo quanto ti ho detto prima.
Domanda: E l’hai visto più volte?
Risposta: Sì.
Domanda: In location diverse anche?
carolina orlandi figliastra di david rossiCAROLINA ORLANDI FIGLIASTRA DI DAVID ROSSI
Risposta: Sì. L’80% delle volte in Toscana, poi è capitato il litorale romano e una volta a Bologna, sì.

Successivamente, l’inviato gli porge l’immagine di un sacerdote con un incarico di rilievo nella Diocesi di Siena.
Domanda: L’hai visto?
Risposta: Ma non vestito da prete, sì.
Domanda: È stato un tuo cliente?
Risposta: No.
Domanda: Partecipava solo alle cene o si tratteneva anche dopo?
Risposta: Io credo che più di una volta si sia trattenuto ai piani superiori con un altro ragazzo. Però mai visto vestito da prete.

Antonino Monteleone gli fa vedere la foto di un magistrato.
Domanda: Questo con la cravatta chiara?
Risposta: Con la cravatta, sì. Con la giacca perla.
Domanda: L’hai visto alle feste?
Risposta: Sì, visto. È stato una volta un cliente.
Domanda: Tuo cliente?
Risposta: Sì.
Domanda: Tu sei sicuro di questa cosa?
LA FINESTRA DA CUI E CADUTO DAVID ROSSILA FINESTRA DA CUI E CADUTO DAVID ROSSI
Risposta: Sì.
Domanda: Hai consumato un rapporto sessuale con questa persona?
Risposta: Sì e l’ho visto consumare anche.

La Iena sottopone alla sua attenzione l’immagine di un altro magistrato in compagnia di una persona che non conosciamo.
Domanda: Sono clienti? Li hai visti?
Risposta: Visti più volte.
Domanda: Cene, festa?
Risposta: Visti più volte. Lui mio cliente no.
Domanda: Nessuno dei due?
Risposta: Lui però al 100% ha consumato rapporti omosessuali.
Domanda: Mi confermi lui? (gli mostra un’altra foto dello stesso magistrato, ndr)
Risposta: Sì. Non so chi sia ma è lui.
Domanda: Non hai idea di chi siano queste persone?
Risposta: So che lavorava all’interno di un Ministero, o comunque aveva a che fare con la giustizia ma non so di preciso chi sia. Non l’ho capito.
Domanda: Te l’ha detto lui?
Risposta: L’ho sentito dagli argomenti che trattavano.

Antonino Monteleone esibisce la foto di una persona che ha avuto un importante ruolo politico a Siena.
Risposta: Sì.
Domanda: A una cena o a una festa?
Risposta: Cena, festa, chiamala come vuoi. Erano la stessa cosa.
Domanda: È stato tuo cliente?
Risposta: Ha consumato un rapporto sessuale ma non è mai stato mio cliente.
Domanda: Sei sicuro?
la morte di david rossi mps 13LA MORTE DI DAVID ROSSI MPS 
Risposta: Sì, non so chi sia però.
Domanda: Ok, perché è molto importante che tu sia convinto di questa cosa.
Risposta: Sì, era presente a delle cene/feste.

È ora la volta dell’immagine di un giornalista di Siena.
Domanda: L’hai visto?
Risposta: Sì.
Domanda: Perché ci hai pensato?
Risposta: Perché è una delle due persone che… quando ti ho detto della discussione di prima, una delle due era lui.
Domanda: Cioè, quando tu mi hai detto che c’erano due che hanno parlato violentemente…
Risposta: Sì, sì, e uno dei due era lui, sì. Era quello più violento, era quello proprio con la rabbia negli occhi.

L’inviato gli mostra la foto di un ex Ministro della Repubblica.
Risposta: Sì, lo conosco e l’ho visto.
Domanda: L’hai visto a Siena?
Risposta: Sì.
Domanda: È stato un tuo cliente?
Risposta: No.
Domanda: Quando c’era lui, c’era qualcun'altra delle persone che abbiamo visto fino a questo momento?
Risposta: Sì, il giro era sempre più o meno quello.

Domanda: Se uno arrivasse a questo punto e avesse dei dubbi su quello che ci stai dicendo, tu come argomenteresti?
Risposta: Argomenterei che io posso farvi vedere delle mail dove ci stava l’appuntamento per l’incontro, fatta da degli indirizzi di posta elettronica che venivano cambiati frequentemente. Era sempre la stessa persona che mi scriveva.
Domanda: Quando ci siamo sentiti la prima volta, mi hai detto che a un certo punto hai avuto la ragionevole certezza che alcuni di questi incontri…
mps david rossiMPS DAVID ROSSI
Risposta: Fossero registrati. Videoregistrati, sì.

Domanda: Me la racconti questa storia?
Risposta: Io più di una volta ho avuto la sensazione che qualcuno registrasse. Qualche giorno dopo uno dei miei ragazzi ha confermato che delle persone stavano discutendo perché erano state fatte delle registrazioni degli incontri. Poi, quando io sono rientrato, qualche cliente sapeva delle cose che erano state fatte all’interno di questi incontri ma non aveva partecipato, e io dubito fortemente che qualcuno di loro vada in giro a raccontare quello che fa o non fa in questi festini.

Domanda: Cioè, tu ti sei convinto che qualcuno registrasse l’incontro?
Risposta: Sì, sì. Non so chi, ma secondo me sì.
Domanda: Come ti senti ora, dopo aver parlato con noi?
Risposta: Ora sono da una parte sollevato per averne parlato, per averlo tirato fuori, e da un’altra parte ho sempre quel sentimento di paura che mi accompagna ormai dai 18 anni e penso che mi accompagnerà per molto tempo.
Domanda: Tu non mi stai dicendo cavolate?
Risposta: Se ti sto dicendo cavolate sono un c******e, sennò non so cosa dirti. Ti sto raccontando quello che so.
Domanda: Però mettiti nei miei panni.
Risposta: Sì, sì, e cosa ti devo dire? Io te lo sto raccontando. Più di questo non so cosa fare.
caso david rossi la iena antonino monteleone intervista escort 1CASO DAVID ROSSI LA IENA ANTONINO MONTELEONE INTERVISTA ESCORT 
Domanda: No, te lo chiedo perché è talmente devastante la portata delle cose che dici di sapere che viene giù tutto qua.
Risposta: I castelli se non sono forti prima o poi cadono…

Fonte: qui