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lunedì 26 marzo 2018

I SEGRETI DI FACEBOOK - DOPO LO SCANDALO SULLO SFRUTTAMENTO DEI DATI, NUOVE ACCUSE AL GRUPPO DI ZUCKERBERG: REGISTRA DATI SU CHIAMATE E SMS DEGLI SMARTPHONE ANDROID

LE APP MESSENGER E “FACEBOOK LITE” REGISTRANO NOME, NUMERO E DATA DI CHIAMATE E MESSAGGI

FACEBOOK REGISTRA DATI SU CHIAMATE E SMS DEGLI SMARTPHONE ANDROIDFACEBOOK REGISTRA DATI SU CHIAMATE E SMS DEGLI SMARTPHONE ANDROID
Alessio Lana per www.corriere.it

Il terremoto che ha colpito Facebook non si ferma. Dopo lo scandalo legato allo sfruttamento dei dati personali di oltre 50 milioni di utenti da parte della società Cambridge Analytica per veicolare messaggi pubblicitari mirati durante la campagna elettorale americana, ora emerge un nuovo caso, che riguarda gli smartphone Android e le app di Messenger e Facebook Lite.

Applicazione che registrerebbero tutte le telefonate e i messaggi inviati e ricevuti attraverso i telefoni con sistema operativo di Google. Lo scorso weekend l’utente neozelandese Dylan McKay ha scaricato dal sito tutti i dati riguardanti il proprio profilo, una procedura che possiamo fare tutti (vedremo più avanti come farlo).
zuckerberg e hughes a harvardZUCKERBERG E HUGHES A HARVARD

Scorrendo l’elenco di dati, l'uomo ha visto che qualcosa non tornava. Nella lunghissima lista delle sue attività memorizzate dal social network comparivano anche le chiamate effettuate, ricevute o perse. Complete del nome dell'altra persona, il suo numero di telefono e la durata della conversazione. Stessa cosa per i messaggi.

LA RISPOSTA DI FACEBOOK
La registrazione di questi dati non è globale ma riguarda solo due app di Facebook per Android, vale a dire la chat Messenger e la versione leggera del social, Facebook Lite, e stando all'azienda di Zuckerberg, la pratica non è illegale.

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Come dichiarato da Facebook, quando le scarichiamo sui dispositivi o accediamo ad esse, entrambe le applicazioni chiedono la nostra approvazione alla registrazione di telefonate e sms: «questo ti aiuta a trovare e rimanere connesso con le persone a cui tieni, e ti offre una migliore esperienza su Facebook», scrivono.

Possiamo anche rifiutarci di farlo — viene spiegato come — e viene puntualizzato che «noi non venderemo mai questi dati e comunque la funzione non registra il contenuto dei messaggi o delle chiamate». In grassetto e caratteri cubitali. Non tutti sono d'accordo: c'è chi in Rete fa notare che in realtà nessuno gli ha mai chiesto di accettare la registrazione di quei dati ma è, ovviamente, un'accusa difficile da dimostrare.

IL PROBLEMA È SOLO PER ANDROID
FACEBOOK ADDICTEDFACEBOOK ADDICTED
Come detto, la registrazione non riguarda gli utenti iOS, quelli di iPhone e iPad, che, almeno in questo caso, possono tirare un sospiro di sollievo. Ad ogni modo è interessante conoscere cosa Facebook sa di noi e il sistema per avere un report completo della nostra vita è piuttosto semplice. Prima di tutto accediamo al social dal computer, andiamo a questo link ed ecco esposti tutti i nostri interessi, categorizzati per tipo.

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Qui compaiono anche gli accessi effettuati a Facebook tramite altre applicazioni. Ma andiamo più a fondo. Scorrendo in basso la pagina troviamo «Le tue informazioni», una vera miniera di dati su noi stessi, la maggior parte dei quali sono stati dedotti dalle nostre attività online. Possiamo trovarci dati circa le nostre abitudini alimentari, lo stile di vita ma anche la visione politica e religiosa.

COME SAPERE COSA FACEBOOK SA DI NOI
Se invece vogliamo avere una panoramica completa della nostra identità social il percorso è un altro. Sempre dal sito clicchiamo la freccia verso il basso che compare in alto a destra. Ora scegliamo «Impostazioni». Da qui, in basso, troviamo la frase «Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook». È ciò che stavamo cercando. Cliccando sul link, Facebook preparerà un archivio che riceveremo via mail. Preparatevi, perché qui troveremo dati che neanche noi ricordavamo più di aver fatto.

Fonte: qui

domenica 26 novembre 2017

Ecco i 100 nomi del crac Mps: l'elenco dei "grandi" debitori

Aziende, enti pubblici, fondi: c'è intera economia italiana


Ci sono i big dell’industria italiana, enti locali e fondi immobiliari. Sono i clienti che hanno preso soldi dal Monte dei Paschi di Siena, evidenziati nell'elenco (sotto chiave) della commissione d'inchiesta sulle banche che pubblichiamo in questa gallery. Un quadro fedele dei primi 100 debitori di Rocca Salimbeni.


Nella lista nera dei grandi debitori morosi, che hanno affossato Mps portandola a cumulare 47 miliardi di prestiti malati, ci sono nomi eccellenti dell’Italia che conta. Dai grandi imprenditori, agli immobiliaristi, al sistema delle coop rosse fino alla giungla delle partecipate pubbliche della Toscana. Incredibile a dirsi ma c’è anche uno sceicco che fa riferimento alla Item Capomulini srl che ha accumulato oltre 14 milioni di euro di debiti insolventi. 


Tra i protagonisti di spicco più emblematici, come ha ricostruito Il Sole24Ore, figura sicuramente la famiglia De Benedetti e la sua Sorgenia.

Emblematica per dimensioni e per quel ruolo innaturale che ha svolto Mps. La Sorgenia si è indebitata per 1,8 miliardi con il sistema bancario. La sola Mps, chissà come, si è caricata di ben un terzo di quel fardello. Seicento milioni erano appannaggio del solo istituto senese che ha fatto lo sforzo più ingente rispetto al pool di 15 istituti che avevano finanziato la società elettrica finita a gambe all’aria. I De Benedetti capita l’antifona della crisi irreversibile non si sono resi disponibili a ricapitalizzare come da richiesta delle banche.
Alla fine il «pacco» Sorgenia è finito tutto in mano alle banche che hanno convertito l’esposizione creditizia in azioni. E Mps si ritrova ora azionista della Nuova Sorgenia con il 17% del capitale. Per rientrare dal credito prima o poi, occorrerà risanare la società e venderla. Oggi Sorgenia è tra gli incagli di Mps. Non solo, nel 2015 la banca ha svalutato i titoli Sorgenia per 36 milioni di euro.


Ma ci sono dentro anche tutti i big dell’industria italiana. Sono i clienti che hanno preso soldi dal Monte dei Paschi di Siena, evidenziati nel tabellone sotto, che restituisce un quadro fedele dei primi 100 debitori del monte dei paschi di Siena, il cui buco è stato ripianato dai cittadini italiani, con il benestare dell’ex governo Renzi/Gentiloni

Soggetti pubblici e privati che in alcuni casi i soldi non li hanno mai restituiti per situazioni di criticità aziendale. Oppure hanno iniziato a saltare le scadenze di pagamento dei fidi e messo a rischio la solidità dell’istituto. In alcuni casi, poi, i crediti sono diventati «sofferenze», ovvero somme quasi impossibili da riscuotere per fallimenti dichiarati, in altri casi la banca senese, seguendola prassi imposte dalle autorità di vigilanza, ha classificato gli importi da ottenere con la sigla Utp (Unlikely To Pay) ovvero i fidi per i quali la banca ritiene improbabile un rimborso integrale.

Il totale degli euro in bilico sono tanti. Il totale arriva a quasi 5 miliardi di euro.Ma tanti altri probabilmente sono quelli che i gestori della banca hanno scaricato nei conti economici anno per anno, visto che nella prassi bancaria, si accantonano fondi in bilancio per tenere conto di chi non pagherà più. Nella lista dopo i soliti noti e De Benedetti e la sua Sorgenia, spiccano enti importanti come la Riscossione Sicilia Spa e Alitalia spa in amministrazione straordinaria. Molti dei quattrini elargiti da Mps sono finiti in Campania: alla Bagnoli Futura spa e alla Vulcano spa della famiglia De Poli. Ma anche a Palermo al gruppo Zamparini, attuale presidente del Palermo calcio, con la holding Gasda Spa. Non manca anche Roma Capitale con la sua Atac.  Qui sul quotidiano il tempo la lista.

Fonte: qui