9 dicembre forconi

domenica 10 settembre 2017

Lavori normali che faranno i robot (anzi, li fanno già)



La rivoluzione tecnologica non è alle porte: è cominciata da un pezzo. I robot sono in grado adesso di svolgere mansioni finora impensabili e, in realtà, sono già al lavoro. A fare lavori che nessuno vuole più fare


8 Settembre 2017 - 08:30



Tendenze Online

Spaventarsi per i robot che ruberanno i lavori? È sbagliato, ma solo per la semplice ragione che esistono già. E che svolgono già diverse attività: alcune pericolose, alcune necessarie e lunghe (i droni che monitorano le coltivazioni, ad esempio), alcune anche più divertenti. Senza dover pensare al robot che celebra funerali buddhisti (per quelli cristiani ci vorrà del tempo), le macchine sono già al lavoro in aree impensabili. Ci sono quelli che si occupano del desk degli alberghi, quelli che riempiono le prescrizioni per le medicine, altri ancora che controllano la situazione degli squali in mare. Ma fanno anche altro.
Come mostra questo brillante articolo dello Smithsonian, i robot, in realtà, potrebbero già rubare il lavoro a tanti (con ogni probabilità, lo farebbero anche meglio di molte persone). Non sarebbero innovativi e fantasiosi, certo. Ma di sicuro molto precisi. E si sono già impossessati di ambiti dell’esistenza impensabili.
Robot cuochi:
Ad esempio il Robotic Kitchen, opera della Moley Robotics, è una manona automatica piena di sensori. Il robot scarica da internet una ricetta (con una app) e la riproduce al millimetro. Per ora è un modello sofisticato, adatto ai ristoratori – e agli chef che vogliono piatti uguali in modo perfetto in tutti i loro ristoranti nel mondo – poi arriverà anche il modello casalingo, per chi non ama cucinare ma ama mangiare.
Una volta il dottore doveva scrivere la ricetta a mano, poi il suo assistente la faxava al farmacista, poi il farmacista doveva riempire un modulo al computer, poi il suo assistente sarebbe andato a cercare le medicine e consegnarle al paziente, o al medico stesso. Adesso fa tutto un robot: un sistema di 15 milioni di dollari adottato dall’University of California San Francisco Medical Center prende la prescrizione compilata dal medico (su un computer) e fa partire il suo braccio meccanico: trova le medicine, conta le pasticche necessarie e le raccoglie in semplici pacchettini, ognuno per paziente. E tutti sono felici (meno i tre che, nel frattempo, hanno dovuto cercarsi un nuovo lavoro).
Robot che cuciono magliette:
Perché farsi fare le magliette da individui asiatici sottopagati quando si può benissimo utilizzare un robot (per la precisione, un “sewbot”), chiamato Lowry, che fa il lavoro di 17 operai – senza nemmeno chiedere una misera paga – e che permetterà di riportare le aziende a lavorare nei Paesi d’origine. Accontentando Trump ma scontentando i lavoratori (che, appunto, non serviranno).
Altri robot che fanno altre cose, qui. Fonte: qui

Maltempo, sette morti e un disperso a Livorno. Il sindaco: "Città devastata. È emergenza nazionale"

La perturbazione dalla Liguria si è spostata in Toscana, con un bilancio drammatico. Una bimba, i genitori e il nonno annegati in uno scantinato. Una vittima a Montenero. La zona travolta da una frana di fango e detriti. Allagamenti anche nel Pisano. A Roma violento temporale: strade allagate e rami caduti. Cessata l'allerta rossa in Liguria, nessun danno

È drammatico il bilancio del temporale che durante la notte si è abbattuto su Livorno con frane e smottamenti: sette persone sono morte e uno risulta disperso. Lo hanno reso noto i vigili del fuoco. Le vittime sono una bambina, i genitori e il nonno, i quattro si trovavano nel seminterrato della loro villetta in via Sauro e non hanno avuto scampo, ha raccontato un testimone a RaiNews24. La quinta persona è deceduta in via Fontanella, a Montenero, sulle colline. Il corpo di un uomo di 64 anni è stato trovato in via Sant'Alò, dove erano si cercavano due dei tre dispersi: uno dovrebbe essere l'uomo trovato ora morto. I vigili urbani segnalano inoltre una vittima in un incidente stradale avvenuto durante il nubifragio. Trovato anche un settimo corpo ma per ora non si conoscono altri dettagli.

· ANNEGATI NELLO SCANTINATO
Quattro vittime di Livorno erano nel seminterrato di una villetta di inizio '900 vicino allo stadio: il nonno è riuscito a recuperare una nipotina ma quando si è rituffato per salvare il nipotino più piccolo è deceduto. Una quinta vittima si registra a Montenero. Una sesta è un uomo deceduto in un incidente stradale vicino a Cecina. Nello stesso incidente è rimasto ferito un bambino di 12 anni con il padre.

· DRAMMATICO SALVATAGGIO
Una squadra di protezione civile della Pubblica assistenza di Livorno ha salvato, nella zona di Ardenza, un giovane che era rimasto per oltre mezz'ora aggrappato ad alcune canne di un canneto per fuggire dalla sua abitazione invasa dall'acqua del rio Ardenza che ha esondato allagando tutta la zona circostante. Il giovane è stato raggiunto praticamente a nuoto dai volontari della protezione civile che con l'ausilio di alcune manichette legate tra loro per metterlo in sicurezza e trasportarlo sul mezzo che lo ha definitivamente messo in salvo.

• NOGARIN: "È EMERGENZA NAZIONALE"
"Abbiamo chiesto e ottenuto lo stato di calamità", "la situzione è drammatica": lo ha riferito il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, in un'intervista a RaiNews24.


"Le onde di piena hanno fatto tracimare molti fiumi", ha spiegato il primo cittadino, "molte famiglie sono state letteralmente travolte. L'allerta meteo non lasciava presagire quanto è accaduto". Poi una nota polemica: "Non ci aspettavamo questa situazione perchè l'allarme dato dalla Protezione civile era arancione, invece ci siamo svegliati così". "Dobbiamo smettere di gestire le situazioni per emergenze - aggiunge - invece dobbiamo porci su un piano di prevenzione". Si poteva evitare? "Sì, se ci fosse stata prevenzione". "Serve stato di allerta ai massimi livelli, non è più un'emergenza locale ma nazionale", ha concluso il sindaco di livorno, invitando la protezione civile ad accorrere con mezzi da tutta italia.

Livorno, il sindaco Nogarin: "Un'onda d'acqua ha travolto tutto, città in codice rosso"



Nella notte tra le 2 e le 4 sono caduti sulla città di Livorno oltre 250 mm di pioggia. Un forte nubifragio che ha comportato l'esondazione di fiumi travolgendo la cittàIl sindaco Nogarin raccomanda alla popolazione di non recarsi nelle zone della città maggiormente colpite per consentire il più agevole e possibile svolgimento degli interventi di soccorso: zona di Montenero, Collinaia, Quercianella e Stagno.

I volontari delle Misericordie sono già in azione, in particolare a Montenero, tra le zone più devastate dalle conseguenze del maltempo, con una colata di fango e detriti che ha invaso l'abitato e causato gravi danni, alla stessa sede e ai mezzi delle Misericordie.

Maltempo a Livorno, in viaggio per le strade completamente sommerse dall’acqua  




· IL MALTEMPO IN LIGURIA
È passata invece senza provocare danni in Liguria la perturbazione che ieri aveva portato la Protezione civile a emanare l'allerta rossa sulla regione. Nella notte si è diretta verso la Toscana. L'allerta rossa è decaduta alle 8, mentre permane gialla sul Levante ligure. Ha scaricato quasi tutta la sua potenza in mare e non ha portato danni significativi se non qualche allagamento nel Tigullio, in particolar modo a Chiavari e Rapallo, e Portofino. Dal punto di vista idrologico non sono segnalate variazioni significative del livello dei torrenti. 

LE PREVISIONI

• PERTURBAZIONE IN TOSCANA
Problemi in Toscana, prima a Pisa e poi, come detto, a Livorno che registra il bilancio più tragico. La città è allagata. Si segnalano danni specie nella zona sud, con scantinati e strade invase dall'acqua e auto spazzate via.

La situazione più critica nei quartieri di Collinaia e Ardenza e Montenero, per l'esondazione di alcuni dei torrenti cittadini e il fango che ha invaso gli scantinati delle case. Persone sfollate nel quartiere di Salviano, mentre a Quercianella nella zona della stazione si è registrata una frana che ha interessato l'Aurelia ed è stato evacuato un campeggio. Il servizio urbano dei bus è stato interrotto per le condizioni della viabilità.

La stazione di Livorno dalle 3 di questa notte è allagata e quindi inagibile. La circolazione ferroviaria è interrotta tra Pisa e Campiglia. I treni a lunga percorrenza sono deviati via Firenze - Pisa. Per i treni regionali Trenitalia ha attivato servizi sostitutivi con autobus tra Pisa e Campiglia, che saranno effettuati compatibilmente con la viabilità stradale. Le squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana stanno lavorando per ripristinare le condizioni di sicurezza per la circolazione ferroviaria.

Nella zona tra Rosignano e Rosignano Marittima (Livorno) "risultano molti alberi caduti e una cinquantina di abitazioni danneggiate dall'azione del vento". Ne danno notizia i Vigili del fuoco.

Anche i comuni limitrofi di Stagno e Collesalvetti sono finiti sott'acqua con disagi per la circolazione. All'altezza di Vicarello, spiegano i vigili del fuoco, chiusa poi la superstrada Firenze-Pisa-Livorno risulta chiusa per allagamento, praticabile la viabilità secondaria. Annullato il derby di calcio Livorno-Lucchese di serie C che era in programma per oggi.

Nel Pisano, a San Giorgio, quattro ragazze in auto rimaste bloccate in un sottopasso e rifugiatesi sul tetto del veicolo sono state messe in salvo dai vigili del fuoco. Nelle due città il comando regionale dei pompieri ha mandato rinforzi da Arezzo, Siena e Grosseto.

Allagamenti a Marina di Pisa, con strade non percorribili anche per la caduta di alberi e rami. Chiusi i sottopassi, in buona parte bloccati con auto rimaste in panne. Tutti i corsi d'acqua della provincia di Pisa hanno raggiunto il livello di guardia e sono sotto osservazione. 

Nelle due città il comando regionale dei pompieri ha mandato rinforzi da Arezzo, Siena e Grosseto: a Pisa al lavoro 40 unità, a Livorno inviato anche il nucleo sommozzatori e soccorritori fluviali da Firenze e creato un posto di comando avanzato. Per supportare i comandi provinciali interessati dagli eventi meteo, la sala operativa della direzione toscana dei vvf ha poi attivato, dalla notte scorsa, la sala decisione e supporto tecnico richiamando personale in servizio ed è stato preallertato un elicottero per le eventuali necessità.

La Sala di Protezione civile della Città Metropolitana di Firenze segnala l'allerta meteo, codice arancio, valida fino alle 23,59 di oggi nelle aree del Valdarno Inferiore, Bisenzio e Ombrone Pistoiese e Mugello, Val di Sieve e per tutto il territorio della Metrocittà. A seguito delle piogge si segnalano locali allagamenti e detriti sulla viabilità. Si raccomanda la massima prudenza nel percorrere i sottopassi e le strade prossime ai corsi d'acqua minori. Nelle prossime ore saranno possibili altri fenomeni temporaleschi di forte intensità.

"Sulla costa toscana morti e dispersi per il nubifragio. Vicino a tutta le città ferite. Alle 14 sarò a Livorno con la Protezione Civile". Lo scrive il governatore Enrico Rossi su twitter. Con Rossi ci sarà anche l'assessore toscano alla protezione civile Federica Fratoni.


• ROMA, A RISCHIO LAZIO-MILAN
Strade allagate, rami e cavi caduti a Roma a causa della pioggia forte che sta interessando da alcune ore la capitale.  Strade allagate, rami e cavi caduti in città. Chiuse stazioni della metropolitana e interrotti alcuni tratti a causa del maltempo. Allagamenti in varie zone: da via del Mare, altezza sottopasso di Acilia, ai quartieri San Paolo e Nomentano. Chiusa temporaneamente via di Trigoria, all'altezza di via Giovanni Terranova, a causa della caduta di cavi elettrici.

Le previsioni parlano di temporali di forti intensità sulla capitale nel corso della mattinata, tanto da mettere a rischio anche la partita Lazio-Milan, in programma alle 15 allo Stadio Olimpico. La questura di Roma e la Lega calcio, al momento non hanno disposto il rinvio dell'incontro di calcio. Già ieri, a causa dell'allerta rossa diramata in Liguria, era stata rinviata la partita di Genova Sampdoria-Roma.

Fonte: qui

(notizia in aggiornamento)
LIVORNO. Livorno si è svegliata ferita, sgomenta. Un bilancio, ancora aperto, di sette morti e due dispersi. Una famiglia intera spazzata via mentre si trovava nella propria casa che, nel cuore della notte, si è allagata. Padre, madre e  figlio, Simone Ramacciotti e Glenda Garzelli con il piccolo Filippo, sono morti mentre il nonno Roberto tentava disperatamente di portarli in salvo. È riuscito a salvare solo la nipote più piccola, Camilla di 3 anni,  ma quando si è ributtato nell'acqua che riempiva completamente l'appartamento del piano terra per salvare l'altro nipote non ce l'ha fatta. Il nonno non è riuscito a salvare il nipote più piccolo, quattro anni festeggiati proprio la sabato sera. E non è riuscito neppure a tirarsi in salvo.
Un'altra persona è deceduta in via della Fontanella. La sesta vittima è invece un uomo morto in un incidente stradale mentre a bordo della sua auto percorreva la statale 206 e la bufera imperversava. La settima vittima è stata ritrovata a Montenero, in via Sant'Alò.

La verità sull'oro a Fort Knox


Uno degli elementi poco conosciuti nel bilancio della FED è un asset vitale che ha ricevuto dal Tesoro USA molto tempo fa...

Durante la Grande Depressione, nel 1933, il presidente Roosevelt emise un ordine esecutivo che richiedeva a chiunque avesse oro di consegnarlo ad una banca Federal Reserve o a qualsiasi membro del Federal Reserve System.

Inoltre le banche Federal Reserve richiesero alle banche commerciali di consegnare il loro oro alla FED. All'improvviso l'oro usciva dalle banche commerciali ed entrava nella Federal Reserve.

Con il Gold Reserve Act del 1934, alla FED veniva ordinato di cedere tutto il suo oro al Dipartimento del Tesoro. Tutto l'oro della nazione era di proprietà dello stato.

Questo è il punto chiave: la Federal Reserve è in realtà un sistema privato (Nota del traduttore: qui Rickards si sbaglia perché le banche regionali Federal Reserve sono private, non la Federal Reserve stessa), mentre il Tesoro USA è un braccio del governo degli Stati Uniti; e il quinto emendamento impedisce al governo di prendere proprietà private senza un giusto compenso.

Il "giusto compenso" era un certificato che il Tesoro USA emise alla FED in cambio del suo oro fisico.

Ad oggi la FED ancora possiede quei certificati sul suo bilancio.

Il Tesoro USA valuta ufficialmente il suo oro a $42 l'oncia. Questo era il prezzo ufficiale dell'oro nel 1973, due anni dopo che gli Stati Uniti abbandonarono il sistema di Bretton Woods. Naturalmente il prezzo di mercato dell'oro oggi è di $1,300 l'oncia.

Ma se prendete il valore nominale dell'oro sul bilancio della FED, lo dividete per $42 l'oncia e poi convertite il numero risultante in tonnellate, il totale è oltre 8,000 tonnellate.

Questo è molto interessante, perché è quanto oro il Tesoro USA possiede attualmente.

Il Tesoro USA ha bisogno di almeno 8,000 tonnellate d'oro per sostenere quei certificati di carta che ha consegnato alla FED nel 1930.

Se prendete le 8,000 tonnellate nel bilancio della FED e fate un mark to market a $1,300, otterrete ben $300 miliardi.

Nessuno ne parla , ma tutto il nostro sistema è basato sull'oro.

E l'oro a Fort Knox? Si trova davvero lì?

C'è molta confusione su questo argomento.

Innanzitutto Fort Knox è stato costruito nel 1937 in parte per immagazzinare l'oro che il Tesoro USA stava prendendo dopo il Gold Reserve Act. L'oro era stato tenuto nei caveau nel seminterrato del Tesoro USA, però lo spazio era poco quindi è stato costruito Fort Knox.

Molti gold bug e teorici della cospirazione dicono che non c'è oro a Fort Knox. Secondo loro il motivo per cui il governo non verificherà tali riserve è perché l'oro non è più lì.

Ma la verità è un'altra.

Immedesimatevi nella FED o nel Tesoro USA: vorreste davvero che la gente pensi che l'oro sia importante? Quindi perché soddisfare questa verifica?

Si verificano le cose importanti, non le cose che non hanno importanza. Se la FED non vuole che pensiate che l'oro sia importante, ne consegue che non effettuerà verifiche. La verifica significherebbe dare troppo all'oro.

Sono a favore di una verifica, tanto per essere chiari, ma il fatto che il governo non verifichi l'oro non ci dice se l'oro non è lì. Non vogliono che ci prestiamo attenzione.

Ma l'oro è effettivamente a Fort Knox?

Lasciatemelo dire subito: sì, l'oro è lì. In realtà ho alcune prove da fonti militari.

Per inciso, la maggior parte delle persone pensa che tutto l'oro del Tesoro USA sia a Fort Knox, ma non è così. Poco più della metà dell'oro è a Fort Knox, il resto è conservato a West Point sul fiume Hudson a New York.

A volte le persone mi chiedono chi controlli l'oro: la FED o il Tesoro USA?

Risposta: nessuno dei due. L'esercito statunitense controlla l'oro perché sia Fort Knox che West Point sono basi dell'esercito. L'esercito ce l'ha sotto chiave, ma tecnicamente appartiene al Tesoro USA.

Alcune persone, come i trader in metalli preziosi del calibro di Eric Sprott, sostengono che l'oro possa benissimo essere a Fort Knox, ma che è stato dato in leasing alle banche commerciali. Sì, potrebbe essere stato dato in leasing, ma questa è un'operazione nasata sulla carta. Non significa che il governo abbandoni il possesso dell'oro.

Se JPMorgan, per esempio, dà in leasing l'oro del Tesoro degli Stati Uniti, non significa che fanno partire un camion da Fort Knox e spostano l'oro. Non ce n'è bisogno. È solo un'operazione basata sulle carte. L'oro potrebbe trovarsi su uno scaffale a Fort Knox ed essere dato in leasing.

Una volta che JPMorgan ha l'oro, lo venderà a 100 volte o più agli investitori che pensano di aver acquistato oro reale. Ma ciò che hanno comprato veramente è quello che viene chiamato oro non allocato. Un eufemismo per dire che non è oro fisico.

Se contattate JPMorgan e gli dite che volete acquistare un milione di dollari in oro, sarà d'accordo. E vi invierà una conferma che possedete un milione di dollari in oro secondo il contratto. Ma se leggete la copia del contratto, dice che il vostro oro non è allocato.

Ciò significa che non pretende di avere una barra specifica con un numero di serie o il vostro nome su di essa. In realtà prende la stessa barra d'oro e la vende a 100 investitori diversi.

Non è un problema a meno che tutte le 100 parti si presentino contemporaneamente e chiedano di avere il loro oro. La prima persona potrà ottenerlo, ma le altre 99 verranno lasciate con un pugno di mosche in mano. Riceveranno un assegno per il valore dell'oro, ma niente di fisico.

È così che si scopre che JPMorgan non ha oro.

La morale della storia è che non ho visto alcuna prova che l'oro non sia a Fort Knox; e ho visto prove che l'oro è in realtà lì.

Gran parte potrebbe essere stato dato in leasing, ma tutte le prove mi dicono che l'oro è a Fort Knox ed a West Point.

E se foste gli Stati Uniti d'America, perché lasciare l'oro fuori dalla vostra vista?

Saluti,

James Rickards

[*] traduzione di Francesco Simoncellifrancescosimoncelli.blogspot.it

EGITTO - AL SISI PRENDE IN GIRO GENTILONI SU REGENI



I PM DI ROMA: LE CARTE INVIATE DAL CAIRO “SONO INUTILI” 
LA PROCURA SPERA CHE L’AMBASCIATORE ITALIANO OTTENGA UN RISULTATO: LA PRESENZA DI MAGISTRATI ITALIANI NEGLI INTERROGATORI DEI POLIZIOTTI CHE HANNO TORTURATO E UCCISO IL RICERCATORE
Giovanni Bianconi per il Corriere della Sera

PIGNATONEPIGNATONE
Le ultime carte giudiziarie arrivate dall' Egitto sul caso Regeni sono una dozzina di pagine di verbali pressoché inutili alle indagini, che non consentono alcun avanzamento nella ricerca della verità sul sequestro e l' omicidio del giovane ricercatore friulano, torturato e assassinato all' inizio del 2016. Si tratta delle domande poste agli uomini della Sicurezza del Cairo che - come accertato da inquirenti e investigatori italiani - ebbero certamente a che fare con Giulio prima del rapimento, e poi con il depistaggio messo in scena due mesi dopo il ritrovamento del cadavere.

Giulio RegeniGIULIO REGENI
I poliziotti continuano a negare ogni coinvolgimento, ma il problema è che negli interrogatori non c' è traccia delle contestazioni possibili grazie agli elementi che rendono inverosimili o poco plausibili le loro risposte. In sostanza i magistrati egiziani si sono limitati a prendere atto dei ripetuti «no» dei sospettati.

Se il nuovo ambasciatore italiano al Cairo, Gianpaolo Cantini, riuscisse a ottenere per via diplomatica ciò che finora la Procura di Roma non ha ottenuto con la collaborazione giudiziaria attraverso le rogatorie: la partecipazione dei pubblici ministeri italiani agli interrogatori degli agenti e degli ufficiali egiziani, potendo ribattere alle negazioni con gli indizi che le contraddicono, quello sì potrebbe rivelarsi un passo avanti concreto. L' invio degli atti avvenuto il 14 agosto scorso, infatti, lo è stato sul piano della «collaborazione» tra i due uffici inquirenti, come affermato all' epoca dai magistrati, non sull' accertamento dei fatti.
GENERALE EGIZIANO AL SISSIGENERALE EGIZIANO AL SISSI

La conferma della delusione per Paola e Claudio Regeni, genitori di Giulio, è arrivata ieri nell' incontro alla Procura di Roma con il procuratore Giuseppe Pignatone e il sostituto Sergio Colaiocco. I quali hanno rinnovato il loro impegno per scoprire chi, come e perché ha deciso di sequestrare, torturare e uccidere il ricercatore universitario che lavorava al Cairo, ribadendo però i limiti di un' inchiesta del tutto anomala, condotta in un Paese straniero da un' autorità giudiziaria straniera secondo le regole processuali di quel Paese, su cui gli inquirenti romani possono svolgere un ruolo di stimolo e di sorveglianza, ma senza poter incidere concretamente sulle mosse dei titolari delle indagini.

GENTILONI RIMINIGENTILONI RIMINI
Di qui l' auspicata sponda diplomatica alle mosse della Procura, sulla quale dovrebbe impegnarsi l' ambasciatore che il governo ha deciso di rispedire al Cairo dopo l' ultimo contatto tra i capi dei rispettivi uffici giudiziari, che tante polemiche ha suscitato. E che ha provocato l' indignazione dei Regeni, convinti che si sia trattato di un cedimento in cui la ragion di Stato e i principi della realpolitik hanno sopravanzato la domanda di giustizia e il rispetto dei diritti umani.

Ora si tenta trasformare quella decisione contestata in un' opportunità, e il nuovo rappresentante diplomatico potrebbe impegnarsi anche affinché il fascicolo dell' indagine egiziana venga consegnato ai rappresentanti della parte offesa, cioè i legali dei familiari di Giulio. La richiesta fu avanzata dall' avvocato dei Regeni, Alessandra Ballerini, al procuratore della Repubblica araba Nabil Ahmed Sadek, nell' incontro avvenuto nel dicembre scorso, ma da allora non se n' è saputo più nulla.
giampaolo cantini nuovo ambasciatore in egittoGIAMPAOLO CANTINI NUOVO AMBASCIATORE IN EGITTO

Ieri l' ambasciatore Cantini è stato ricevuto dalla presidente della Camera Laura Boldrini, che l' ha invitato a «percorrere tutte le strade possibili» per fare luce sulla morte di Giulio: «Sono fiduciosa che lei riuscirà a portare avanti questo delicatissimo dossier con tutta la determinazione del caso». Il segretario del Pd Renzi pretende «assoluta chiarezza» anche dall' università di Cambridge per la quale lavorava Regeni.

Fonte: qui