9 dicembre forconi: CALIFORNIA
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venerdì 8 novembre 2019

CALIFORNIA, PARADISO DEI BARBONI – NELLO STATO SIMBOLO DEL SOGNO AMERICANO VIVONO IL 50% DEI SENZATETTO DEGLI USA: A SAN FRANCISCO E LOS ANGELES È SCATTATA L’EMERGENZA PER QUESTE PERSONE CHE HANNO PROBLEMI MENTALI, SONO ALCOLISTI O EX CARCERATI


TRUMP PUNTA IL DITO, CRESCE IL MALCONTENTO PER GLI "INVASORI" E C'E' CHI INVOCA IL RIPRISTINO DELLE LEGGI CONTRO IL VAGABONDAGGIO


Federico Rampini per “la Repubblica”

senzatetto a los angelesSENZATETTO A LOS ANGELES
«C' è una situazione terribile a Los Angeles e San Francisco, queste città diventano un inferno. E' ora di mettere ordine». E' stato Donald Trump ad attirare l' attenzione nazionale sull' altra "calamità" che colpisce la California: dopo gli incendi, gli homeless.

senzatetto di los angeles 8SENZATETTO DI LOS ANGELES
Il record spetta alla contea di Los Angeles: sessantamila senzatetto. La La Land, la terra che ha venduto al mondo intero le immagini del Sogno Americano, a pochi isolati dalle ville delle celebrity di Hollywood vede allargarsi di mese in mese le tendopoli. I torpedoni che portano in visita turisti da tutto il mondo, li espongono a uno spettacolo sconcertante: vicino a luoghi mitici come The Hall of Fame, il Sunset Boulevard, un esercito di derelitti bivacca all' aperto.
il sindaco di los angeles eric garcetti (a sinistra) e il governatore della california gavin newsomIL SINDACO DI LOS ANGELES ERIC GARCETTI (A SINISTRA) E IL GOVERNATORE DELLA CALIFORNIA GAVIN NEWSOM

E' legittimo il sospetto che il presidente voglia distogliere l' attenzione dai suoi problemi, che cerchi ogni pretesto per attaccare la California ultra-progressista. Ma dalla sinistra che governa questo Stato si levano voci altrettanto drammatiche. «Viviamo una tragedia - dice l' assessore alla Sanità di Los Angeles, Mark Ridley Thomas - è impensabile e disumano fare finta di niente». Reagisce a questo dato: 1.047 morti fra gli homeless di Los Angeles in un solo anno, una mortalità raddoppiata negli ultimi cinque anni.
il centro di los angeles ricchezza e poverta'IL CENTRO DI LOS ANGELES RICCHEZZA E POVERTA'

Tra overdose, suicidi, omicidi, malattie da povertà, la longevità media di questi emarginati è scesa a 51 anni: roba da Paesi sottosviluppati. Peter Lynn, che dirige l' agenzia comunale per i senzatetto, parla di «emergenza umanitaria e morale».
la senzatetto glen fox, che vive in una tenda vicino alla harbor freeway di los angelesLA SENZATETTO GLEN FOX, CHE VIVE IN UNA TENDA VICINO ALLA HARBOR FREEWAY DI LOS ANGELES

Il sospetto che Trump strumentalizzi la situazione contro lo Stato che è il più ricco bacino di voti democratici, non toglie nulla alla gravità. Certo è sempre esistito un volto oscuro della California, la letteratura noir da Raymond Chandler a Don Winslow ci ha raccontato una Los Angeles squallida e violenta; le baraccopoli sono il paesaggio di John Steinbeck in "Furore": ma allora c' era la Grande Depressione. Los Angeles oggi trasuda opulenza, selve di gru segnalano il boom immobiliare, la speculazione avanza perfino su Skid Row che fu il primo insediamento storico dei senzatetto. Un veterano del giornalismo locale, Thomas Curwen del Los Angeles Times, "batte" i marciapiedi di questa città da una vita e conferma la gravità.
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«Trent' anni fa - dice - riapparirono baraccopoli e accampamenti, Tent City e Justiceville, poi spesso vennero rasi al suolo d' autorità. Oggi sono ovunque, tra Broadway Place e la 39esima Strada, a Hollywood e Bel-Air».

donald trumpDONALD TRUMP
E' sempre Trump a puntare il dito su un altro aspetto di questa emergenza: con l' invio di una task force federale e la denuncia di diverse città californiane per "violazioni di leggi sanitarie". Coglie la crescente insofferenza di una parte della popolazione verso gli "invasori" che occupano i marciapiedi, si ubriacano o si drogano all' aperto, usano strade e giardini pubblici come latrine, lasciano feci e siringhe usate.
senzatetto di los angeles 9SENZATETTO DI LOS ANGELES 

C' è stata un' epidemia di tifo perfino nella sede del municipio, il City Hall di Los Angeles. Il sindaco Eric Garcetti ha dovuto stanziare 27 milioni di dollari per "igiene dei marciapiedi", un eufemismo che indica la raccolta di feci umane.

Charles Kesler che dirige una rivista locale colta e raffinata, la Claremont Review of Books, invoca il ripristino delle leggi contro il vagabondaggio. Modello Idaho: dove è stato reintrodotto l' arresto per chi rifiuta il ricovero nei centri d' accoglienza.
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Una svolta nell' opinione pubblica locale risale al 2017, quando un senzatetto di Bel-Air diede il via a un incendio che si diffuse a West Los Angeles. Da allora, ogni tanto è riemersa la tentazione di una "caccia all' untore", o al piromane, nelle tendopoli (anche se gli ultimi incendi sono stati appiccati dai cavi della utility elettrica).

Altro segnale d' insofferenza: la rivolta del quartiere di Venice contro un progetto di alloggi popolari in mezzo alle ville con vista sul Pacifico. Non è facile definire le cause di questa emergenza. La percentuale di californiani sotto la soglia ufficiale della povertà è ai minimi storici, eppure il numero di homeless è cresciuto del 20% in tre anni. La California rappresenta il 12% della popolazione degli Stati Uniti ma ospita il 50% dei senzatetto.
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Pete White, fondatore della ong L.A. Can, attiva da anni nell' assistenza ai senzatetto, vuole sfatare un mito: «E' falsa la leggenda secondo cui vengono qui dal resto degli Stati Uniti, perché abbiamo un bel clima e leggi più tolleranti sul vagabondaggio. La maggioranza degli homeless di Los Angeles hanno sempre vissuto qui; una parte di loro aveva casa e una vita abbastanza normale, nello stesso quartiere dove oggi sono accampati».

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Tra le spiegazioni: 28% soffre di malattie mentali ed è abbandonato dal sistema sanitario; il 20% ha problemi di alcolismo o tossicodipendenze. Poi ci sono gli ex-carcerati: la California ebbe leggi durissime sulla recidiva che fecero esplodere la popolazione dei suoi penitenziari; di recente ha depenalizzato molti crimini e liberato detenuti, che sono per strada. Non aiuta il fatto che i centri di accoglienza vietano droghe, alcol, e animali domestici.

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Infine c' è una parte di questo popolo dei marciapiedi che è vittima proprio dell' opulenza. Emblematica la storia di Marquesha Babers, una ragazza "sopravvissuta" dopo essere stata accolta dai religiosi della Union Rescue Mission: «Andavo a scuola tutte le mattine dopo aver dormito in un rifugio. Come me ne conosco tanti: homeless che vengono da famiglie normali, gente che ha un lavoro a tempo pieno ma deve dormire in una tenda o in automobile. Questa città ha degli affitti così alti che il salario minimo legale non basta a pagare il canone». Le case qui costano il triplo della media nazionale (600.000 contro 200.000 dollari). 
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Per intervenire su questa fascia di "lavoratori-poveri" è nato il progetto tecnologico di Brenda Wievel alla University of Southern California: usare Big Data per segnalare i casi a rischio, prevenire anziché curare, intervenire con assistenza pubblica prima che le famiglie a basso reddito scivolino nell' indigenza irreversibile e nel degrado.
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La tragedia torna a incrociare la politica nazionale: la californiana Apple ha appena annunciato che stanzierà 2,5 miliardi per costruire alloggi popolari. Scatenando la reazione durissima del candidato democratico Bernie Sanders: «Non risolveremo il problema con la beneficenza di multinazionali che evadono le tasse».

Fonte: qui

giovedì 8 agosto 2019

CALIFORNIA – LA PLUTOCRAZIA REALIZZATA

California. Il  70 per cento dei 56 miliardari   – possessori di almeno mille miliardi di dollari  –  sotto i  quarant’anni (di cui  il primo è Zuckerberg) abitano qui; 12  di loro a San Francisco.  Circa 76 mila milionari  o miliardari  abitano nelle contee di Santa Clara e San Matteo. La  regione della baia di San Francisco conta più miliardari sulla lista di Forbes 400 di ogni altra area metropolitana, a parte New York.  I dirigenti che abitano nella Silicon Valley (o nella sua gemella  Puget Sound, nel lontano Nord del Washington State)  numerano otto  delle venti persone più ricche del mondo.
Sono, ovviamente, i giovani inventori della creatività digitale, di piattaforme e app del web; ingegneri, matematici, super-intelligenti  e immaturi, immensamente e  fulmineamente  arricchiti  dal sistema Wall Street che valuta le loro  aziende e dunque quotazioni  azionarie  alle stelle,  essendo alimentata la crescita astronomica dalla creazione di denaro dal nulla della Fed. Sono descritti da media, e  si sentono, i nuovi dei.  Hanno il futuro in mano.


Quale futuro “vedono” (e  preparano) costoro per l’umanità?   Quale visione a lungo termine coltivano questi.   Un ricercatore del mondo web, Gregory Ferenstein ,  ha intervistato 147 di loro, fondatori  di start-up, presentando loro anche un questionario.
Per esempio, cosa pensano della feroce ineguaglianza fra  ricchissimi e poverissimi che si è creata in USA? “Tutti gli intervistati hanno affermato che una meritocrazia porta intrinsecamente a un mondo ineguale.  Che la disuguaglianza genera creatività e favorisce la motivazione a cambiare la propria situazione”. 
Per tutti, “la disparità di reddito è una conseguenza naturale del capitalismo e altre forme di governo sono decisamente peggiori del capitalismo perché creano e allocano in modo inefficiente le risorse“. Insomma ripetono senza variazioni la dogmatica del mercato totale.
“Ho quindi chiesto quale percentuale di ricchezza, secondo loro,  dovrebbe essere  dalle persone più ricche in una meritocrazia perfetta.  Otto intervistati su 12 hanno affermato che il 50 percento o più di tutte le entrate sarebbe giusto che andassero al 10 percento superiore. Un’idea molto comune a Silicon Valley”, abitata da “creativi iperproduttivi” che “rendono” 10 volte più di un ingegnere tipo, lavorando 10  volte di più: secchioni, nerd   con l’Asperger in carriera capaci di stare sui computer a creare codice eseguibile per 18 ore al giorno .

La società futura che preparano

Oligarchi di  nuovo tipo, li chiama Ferenstein,  con una precisa visione del futuro del mondo: “una quota sempre più grande di ricchezza economica sarà generata da una sempre  più piccola di persone di grande talento o originali. Tutti gli altri dovranno vivere di mini-job a  tempo parziale nel settore privato, sostenuti da aiuti pubblici”, come i buoni-pasto o la Obamacare.
Così vediamo che questi geni descrivono il futuro come il  loro presente, quello che stanno creando.  In Usa,  ha rilevato McKinsey,  il numero di mini-job a tempo parziale è  aumentato esponenzialmente e ormai riguarda il 20% della forza-lavoro americana.
Che i giganti del web stiano attivamente creando questo mondo del lavoro miserabile e servile, reso vivibile da ciò che Marx chiamava “elemosina proletaria”, è  un fatto oggettivo. “In soli dieci anni, Facebook ha costruito un impero globale che ha superato General Electric in termini di valore di mercato:  e lo ha fatto con solo il 4% della forza lavoro del gigante della Old Economy: 12.000, rispetto a 300.000. Whatsapp  ha  un rapporto ricchezza-lavoro ancora più impressionante: vale  $ 19 miliardi e ha solo 55 dipendenti.  E insieme,  le  due  società raggiungono  una “clientela” di  circa un sesto dell’umanità.  Netflix ha distrutto la gigantesca rete nazionale Blockbuster di 9.000 negozi e 60.000 dipendenti con una forza lavoro più agile di soli 3.700 dipendenti. È facile capire perché: per soli $ 10 al mese, i consumatori di Netflix possono godere di una videoteca illimitata più grande di qualsiasi negozio  di Blockbuster “.  (Blockbuster è  fallita nel 2010).
Mark Zuckerberg , Elon Musk e  Sam Altman (grande finanziatore di star-up)   si sono pronunciati apertamente a favore di un piccolo reddito “di cittadinanza”  per compensare i bassi salari vigenti ed evitare “le perturbazioni”  che può portare all’ordine costituito  una manodopera esposta all’insicurezza permanente.
Come  Marx aveva previsto, il capitalismo nella forma più pura non porta la  concorrenza, ma al suo contrario: alla formazione di grandi monopoli privati.  Oggi Googlecontrolla quasi il 90 percento della pubblicità sui motori di ricerca, Facebookquasi l’80 percento del traffico sociale mobile e Amazon circa il 75 percento delle vendite di e-book negli Stati Uniti e –  ancor più importante –  circa il 40 percento del ” cloud” del mondo. Insieme, Google e Applecontrollano oltre il 95 percento del software operativo per dispositivi mobili, mentre Microsoft rappresenta ancora oltre l’80 percento del software operativo dei  PC del pianeta”.
Senza stupore, qualcuno comincia a notare che questa società non è più il libero capitalismo come lo conosciamo:  è la fine della concorrenza, e anche della mobilità sociale ascendente del ceto medio. Un nuovo ordine sociale avveniristico che porta strane somiglianze col passato. Oscurantista.
“Un sistema di caste scientifiche” le quali non hanno bisogno di classe operaia e borghesia, ma solo dei loro dati.

Un “bolscevismo di lusso”

“Una società feudale con sistemi di vendita migliorati”,  la dichiara Antonio Garcia Martinez di  Wired,  dove la nuova classe aristocratica tiene a propria mercé intere categorie di servi.
Più propriamente, altri parlano di “bolscevismo di lusso completamente automatizzato”  – nel senso che la ristretta oligarchia dei miliardari del web occupa lo stesso posto della Nomenklatura nello stato bolscevico, che viveva nell’abbondanza e si serviva in negozi riservati ad essa, legittimando  i suoi privilegi   e la sua oppressione sulla società con la “scientificità” della sua teoria  marx-leninista.
Uno di loro, il miliardario e investitore Naval Ravikant (di origini indiane),  ha anzi esposto il fine ultimo del  nuovo ordine instaurato proprio nei termini in cui l’avrebbe fatto un paleo-marxista:  la distruzione di famiglia e di religione.  “La tecnologia del social media dà il massimo potere all’individuo. E ciò  significa il crollo della struttura familiare e della religione … in generale, la tecnologia guida il mondo a sinistra. ”
Infatti, esulta Ravikant, “La sinistra ha vinto la guerra culturale. Ora stiamo solo andando in giro a sparare ai sopravvissuti. ” 
Sinistra? “Quella” sinistra  che anche noi conosciamo, quella della Cirinnà e di Scalfarotto,  del gay pride e di Montenapo o di Attali (“socialista”).   “L’egemonia di un individualismo basato sull’identità di sinistra” . Non è un caso se i miliardari e  la  loro California sono feroci oppositori di Trump ed odiano, soprattutto, i cittadini che lo votano.
Come nel potere bolscevico, la nuova classe miliardaria dei fondatori di  imprese digitali e investitori  costituisce “il  partito interno”,  l’equivalente del  Comitato Centrale. Molto al disotto ,  vive  il “partito esterno”, composto di professionisti qualificati:  ben pagati, però “condannati a una vita di classe media inferiore” a  causa degli altissimi costi  della vita prodotti dalla stessa concentrazione dei miliardari superiori:  colossale rincaro delle case, e degli stessi affitti, nonché delle imposte.
Sotto questa classe  media qualificata ma impoverita (equivalente ai  quadri e  ai semplici iscritti al PCUS, che si mettevano in liste d’attesa decennali per sperare nell’assegnazione di un appartamento non in coabitazione),  ecco la “vasta popolazione dei lavoratori a chiamata”,  equivalenti ai prolet coi minijob,  faticatori e braccianti  del feudalesimo: “Servi che rispondono a un messaggio che ricevono su smartphone come quelli  di un tempo  alla chiamata di un caporale”, dice Martinez.
Ancora  più in basso vediamo lo strato degli “intoccabili: i senzatetto, i tossicomani, i barboni, i criminali”.
“La California, e in particolare la Bay Area, riflette già questa realtà neo-feudale”, scrive l’urbanista Joe Kotkin: questo stato con la massima densità di miliardari  è anche quello che,  tenuto conto del  maggior costo della vita, soffre  del massimo tasso di povertà, attestato dal Census Bureau federale. Un  destinatario su tre di qualche assistenza sociale nazionale vive in California, nonostante la California abbia solo il 12 per cento della popolazione americana.  Oggi otto milioni di californiani vivono in povertà, una famiglia su tre non riesce a pagare le bollette, un bambino californiano su cinque vive in miseria. Tornano  malattie medievali come il tifo,  negli accampamenti di senzatetto.  Molte minoranze lavorano nel settore dei servizi in lavori come la guardia di sicurezza , per circa $ 25.000 all’anno;  reddito con cui i lavoratori possono tutt’al più abitare in camper, dormire nelle proprie auto, o  accamparsi negli attendamenti californiani, i più grandi del paese”.  La speranza di comprarsi la casa è finita; gli affitti sono proibitivi.
Il risultato è ovviamente la più rigida e ferrea segregazione: razziale e sociale. Sì, questa sinistra progressista e senza tabù,  antirazzista per  auto-definizione, ha realizzato nei  fatti  la segregazione  che esisteva negli stati del Sud.  I  ricchi  vivono nei loro suburbia murati e  sorvegliati  dalle loro guardie private;  dei poveri non conoscono che i loro servi a chiamata;  la disparità di reddito è  la più efficace delle discriminazioni.

Monopolizzano la libertà di parola

Adesso poi risulta che questi liberisti e libertari – in possesso dei social media come Facebook, Twitter, Youtube  – li usano per stroncare  la libertà di opinione e di espressione.  Esercitano  – come constatiamo anche sulla nostra pelle  – una vera e propria censura totalitaria del  pensiero e  delle opposizioni, attraverso il politicamente corretto. Le voci in senso ampio “conservatrici”  e i loro blog   vengono  cancellate sistematicamente da Facebook o da Twitter, o da You Tube,   in quanto  – a  giudizio di lor signori o dei loro algoritmi – appaiono venate di “omofobia, xenofobia, odio “, o filo-Trump o scettiche su Greta e l’allarme climatico. Quando non li cancellano, li mettono alla fame, facendo mancare ai  siti e blog conservatori gli annunci pubblicitari.
Bisogna “spezzare  il monopolio di Silicon Valley sulla libertà di parola”, proclamano oggi varie organizzazioni “di destra”  (per gli oligarchi), che si sono trovate appunto ridotte al silenzio da Facebook e Youtube.  Si stanno coalizzando per appellarsi al Primo  Emendamento della Costituzione, che non ammette limiti alla libertà di parola.
Tulsi Gabbard,  la candidata presidenziale  (non di sinistra: è una democratica, diciamo, detestata dall’Establishment ) ha intentato una causa da 50 milioni di dollari contro Google, accusandola di aver sospeso il suo account dopo i primi successi nei dibattiti violando il suo diritto alla libertà di parola; ed ha accusato anche il servizio di posta elettronica Gmail di contrassegnare come “spam” le e-mail che invia agli elettori nel quadro della sua campagna.
Questi comportamenti  sono gravissime lesioni della democrazia perché ormai la gente si informa più su Facebook e Twitter che sui media tradizionali  – e  del resto   gli oligarchi si sono anche comprati, e spesso a prezzi di liquidazione , anche i  tradizionali prestigiosi: da New Republic al Washington Post, da The Atlantic a Time.  “E’ tempo di trattare Google, Facebook, YouTube e Twitter come servizi pubblici”, dice dice Jeremy Carl, della Hoover Institution a Stanford.
Una lotta che è difficile anche cominciare:  gli oligarchi hanno tutto in mano, sono “di sinistra”  e hanno i miliardi,  e vengono ammirati da Wall Street come legittimi vincitori  della competizione di mercato nella giungla della concorrenza. Intanto gli oligarchi hanno instaurato il loro “bolscevismo di lusso automatizzato” con le sue segregazioni,  immobilismi sociali, stagnazione e povertà:  uno stato reazionario a  loro misura. E adesso hanno puntato le carte, ossia i loro mezzi illimitati, sulla loro candidata democratica preferita, la senatrice democratica californiana Kamala Harris,  di cui la Tulsi Gabbard  si sta sempre più mostrando la grande ed efficace  avversaria interna al partito,  “populista”.  Non a caso  Kamala Harris è preferita anche da Soros, e  si dedicano alla raccolta di fondi per lei  gli eredi della famiglia Getty,  che organizzano la raccolta nel “Billionnaire Row” di San Francisco-

Se  Kamala vincesse le presidenziali, con lei entrerebbe alla Casa Bianca l’oligarchia neo-feudale. Fonte: qui

lunedì 5 agosto 2019

La California si rivolge all'agricoltura dei fotoni mentre l'acqua si traduce in campi solari della Central Valley

La Central Valley della California sta diventando verde. Grazie alle limitate forniture idriche e alla Sustainable Groundwater Management Act (SGMA) che richiede la produzione di oltre 500.000 acri, alcune delle oltre 77.000 fattorie del Golden State stanno intraprendendo  ambiziosi progetti solari,  secondo il  Los Angeles Times . 
Il progetto solare Maricopa West. (Al Seib / Los Angeles Times)
Anche la conversione di terreni agricoli in parchi solari potrebbe essere fondamentale per raggiungere gli obiettivi del cambiamento climatico della California . Questo è secondo un  nuovo rapporto  di Nature Conservancy, un'organizzazione no profit ambientale.
Lavorando con la società di consulenza Energy and Environmental Economics, la tutela ha cercato di capire come la California potesse soddisfare il suo appetito per l'energia pulita senza distruggere terre ecologicamente sensibili in tutto il West americano. Il rapporto fornisce le possibili risposte a una delle grandi domande che riguardano le energie rinnovabili: quali aree dovrebbero essere dedicate ai pannelli solari e alle turbine eoliche e quali aree dovrebbero essere protette per motivi di fauna selvatica, attività ricreative all'aperto, agricoltura e pascolo?
Uno da asporto del rapporto, pubblicato questa settimana: la California avrà bisogno di centinaia o forse migliaia di miglia quadrate di produzione di energia solare nei prossimi decenni - e avrebbe senso costruire da un terzo a metà di quella capacità solare su terreni agricoli , principalmente all'interno dello stato . - LA Times
Il progetto di 160 acri di Maricopa West, nella foto, sarebbe sminuito dal Westlands Solar Park, progettato per la Central Valley, che potrebbe estendersi su 20.000 acri. (Al Seib / Los Angeles Times)
Utilizzando terreni che sono già stati "degradati ecologicamente" (salvando le creature del deserto dello stato dall'annientamento solare), la California può riconvertire l'uso dei terreni con i pannelli solari senza danneggiare l'industria agricola annuale dello stato da 50 miliardi di $. Secondo uno studio precedente di UC Berkeley, lo stato ha almeno 470.000 acri di terre "meno conflittuali" nella valle di San Juaqin (la parte inferiore della valle centrale) dove "terreno salato, scarso drenaggio o comunque inferiore a- condizioni agricole ideali potrebbero rendere il solare un'alternativa attraente per i proprietari terrieri ", secondo il  Times . 
" Il prossimo progetto sarà di 100 megawatt. Sarà cinque volte più grande di queste dimensioni ", ha dichiarato John Reiter, uno sviluppatore e agricoltore di energia rinnovabile che è già diventato solare su 160 acri e ha grandi progetti per il futuro. 
Jon Reiter, consulente senior di Maricopa Orchards, cammina tra un campo solare e mandorleti. Il progetto di energia solare faceva parte di un piano di conservazione dell'habitat di 6.000 acri. 
(Al Seib / Los Angeles Times)
A Maricopa Orchards - un importante coltivatore di mandorle, arance e altre colture con sede a Fresno - Reiter ha sviluppato un piano per costruire pannelli solari su migliaia di acri di terra agricola nella Contea di Kern.
Ha lavorato con funzionari locali per creare un piano di conservazione dell'habitat di 6.000 acri, che consente ai pannelli solari su 4.000 acri di terra dell'azienda e mette da parte 2.000 acri aggiuntivi per la mitigazione ambientale. Le terre di mitigazione stanno tornando all'habitat per le volpi di San Joaquin, le lucertole di leopardo dal naso smussato, i gufi scavatori e altre specie a rischio.
La visione di Reiter è un lavoro in corso: finora solo 160 acri sono stati sviluppati con il solare. Il progetto solare Maricopa West da 20 megawatt è stato realizzato dalla società tedesca E.ON e venduto alla Dominion Energy della Virginia, su un terreno adiacente ai frutteti di mandorle . - LA Times
Reiter dice che sta negoziando con tre sviluppatori su  sette progetti solari "pronti per l'avvio" , con "permessi e terreni di mitigazione pronti a partire, risparmiando loro tempo e denaro", secondo il rapporto. 
Grandi piani
Nel frattempo, altri produttori agricoli della Central Valley si stanno preparando per i propri progetti. 
Wonderful Co. - che coltiva noci e possiede Pom Wonderful, Fiji Water e Justin Wines - punta a potenziare le sue operazioni con elettricità rinnovabile al  100%  entro il 2025. Wonderful ha aperto il suo primo progetto solare nel 2007 e quest'anno ha firmato un contratto con la Florida- sviluppatore basato NextEra Energy per un'installazione solare da 23 megawatt, da costruire su 157 acri di terreno agricolo incolto.
Wonderful vede "un enorme potenziale di ubicazione solare su terreni agricoli", ha affermato Steven Swartz, vicepresidente strategico della società. Meraviglioso, di  proprietà dei miliardari di Beverly Hills Stewart e Lynda Resnick , può guadagnare più denaro producendo energia solare in un periodo di 30 anni, ha detto Swartz, così come può far crescere mandorle e pistacchi, due delle colture più redditizie coltivate in California.
" In un caso stiamo coltivando un prodotto agricolo che ha valore, e in un altro caso produciamo elettroni che hanno valore ", ha detto.
Swartz ha aggiunto che si aspetta una "concorrenza relativamente limitata" tra solare e agricoltura perché ci sono già così tanti terreni agricoli che non sono in produzione nella Central Valley.  Meraviglioso ha 10.000 acri che mantiene incolto, ha detto, sia a causa delle cattive condizioni del suolo o dell'insufficienza di acqua. Nel 2015, al culmine della più recente siccità della California, gli agricoltori Central Valley tenuti circa 1 milione di acri di inattività per tutto l'anno , gli scienziati della NASA  hanno stimato . - LA Times
Finora  il più grande progetto solare della Central Valley  è stato pianificato dal Westlands Solar Park, che è programmato per dare il via ai primi 670 megawatt di un progetto che potrebbe eventualmente arrivare a 2.700 megawatt su 20.000 acri. Sarà costruito su terreni "privi di drenaggio" dove il terreno è stato rovinato da tonnellate di "sali che uccidono le colture e selenio tossico" perché strati di argilla sotto lo sporco impediscono all'irrigazione di raggiungere la falda acquifera sotterranea. 
" Se continui a coltivare questi tipi di terre, continui a peggiorare i problemi di drenaggio ", ha dichiarato DCaniel Kim, vice presidente per gli affari regolatori e governativi per lo sviluppatore Golden State Clean Energy. 
Quanto costerà diventare solare?
Secondo il  Times , citando il rapporto "Power of Place" della Nature Conservancy, lo sviluppo di parchi solari su terreni in stato con autorizzazione regolamentare potrebbe costare circa $ 110 miliardi. Se i progetti dovessero espandersi in terre con specie in via di estinzione o, tale cifra potrebbe salire a $ 125 miliardi. L'allentamento delle regole sull'uso del suolo, nel frattempo, ridurrebbe i costi a circa $ 106 miliardi. 
"Quello scenario a ovest è lo scenario migliore", ha dichiarato Arne Olson, co-autrice del rapporto Nature Conservancy e senior partner della società di consulenza Energy and Environmental Economics. 
Il rapporto "Power of Place" non cattura tutte le forze che potrebbero plasmare il futuro energetico della California. Non presuppone sviluppo di energia eolica offshore, nonostante l'enorme potenziale per le turbine al largo della costa del Pacifico. Inoltre non tiene conto del fabbisogno di energia rinnovabile di altri stati, che potrebbe essere sostanziale.
Tuttavia, i sostenitori dell'energia pulita affermano che il documento potrebbe aiutare i funzionari della California a bilanciare lo sviluppo con la protezione degli ecosistemi mentre pianificano elettricità al 100% rispettosa del clima entro il 2045, l'  obiettivo adottato dai legislatori lo scorso anno. Nel 2018, la California ha ottenuto il  31% della sua elettricità  da fonti energetiche rinnovabili, tra cui energia solare ed eolica, e un altro 20% da centrali nucleari a zero emissioni di carbonio e grandi impianti idroelettrici.
Il rapporto di Nature Conservancy "sembra delineare opzioni ponderate su come collocare i progetti di cui abbiamo bisogno per affrontare la crisi climatica", ha affermato Shannon Eddy, direttore esecutivo del Large Assular Solar Assn., Un gruppo commerciale con sede a Sacramento. - LA Times

Leggi il resto del rapporto  qui .