9 dicembre forconi: Aereoporti di Roma
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lunedì 3 settembre 2018

BENETTON – NON SOLO MAGLIONI, AUTOSTRADE E AEROPORTI: NEL 1998 LA FAMIGLIA SI PRESE DALL'IRI (OVVIAMENTE A SALDO) ANCHE LA TENUTA DI MACCARESE, LA PIU' GRANDE FATTORIA D'ITALIA, CHE CONFINA CON L'AEROPORTO DI FIUMICINO.


DEI 1.300 ETTARI PREVISTI PER IL RADDOPPIO DELLO SCALO (PORTATO AVANTI DAL GOVERNO LETTA), MILLE SONO DI PROPRIETÀ DEI BENETTON..
Carlo Cambi per “la Verità”

Avete mai visto una mucca che vola? 

No? 

Ebbene, nelle privatizzazioni all' italiana può capitare anche che le vacche decollino o atterrino. 

Dove? 

Ma a Fiumicino. 

E nell' interesse di chi? 

La riposta è facile: dei Benetton, che hanno usato le dismissioni dell' Iri come un supermercato in quella felice (per loro) stagione che va dal 1998 al 2008, i dieci anni che hanno sconvolto lo Stato imprenditore. A rileggere alcune cronache del tempo i signori di Montebelluna passano anche da salvatori della patria.
maccarese 3MACCARESE 

Partiamo da una privatizzazione che dal punto di vista della massa di quattrini è minore, ma che ebbe allora un valore simbolico altissimo e che oggi serve a comprendere come le «svendite» siano state una spoliazione del patrimonio pubblico per redistribuire quella ricchezza (costruita solo con le tasse degli italiani) a vantaggio di alcuni ristrettissimi circoli, escludendo qualsiasi possibile concorrenza.

luciano giuliana gilberto benettonLUCIANO GIULIANA GILBERTO BENETTON
Non solo: in qualche caso potrebbe accadere che lo Stato sia costretto a ricomprare, sotto altra forma e consentendo enormi guadagni a chi acquistò con le privatizzazioni, ciò che aveva venduto.

Tutto si svolge lungo il litorale romano da via della Magliana a Fiumicino, passando per Torre in Pietra. Lungo la costa si estende una delle aziende agricole più importanti d' Europa: è la Maccarese. Ha una storia gloriosa e tormentatissima.

maccarese 14MACCARESE
Di fatto un' eredità di Benito Mussolini, che la fa diventare l' emblema delle bonifiche e la mette in collo all' Iri di Alberto Beneduce. Maccarese con la Repubblica diventa il luogo di spartizione del potere tra sindacati, centrali agricole e partiti. Arriva ad avere fino a 900 dipendenti e perde montagne di quattrini. Nel 1982 si tenta una prima vendita, nel 1986 si decide di chiuderla, ma succede il finimondo e l' Iri continua a sovvenzionarla anche se ha un passivo di 3 miliardi di lire l' anno.
maccarese 20MACCARESE

Ha però una funzione: con frutteti, vigneti, oliveti, una novantina di case coloniche, greggi di pecore, vacche, maiali e laboratori di trasformazione è l' emblema dell' azienda agricola mediterranea, estesa su 3.300 ettari dove i boschi e le pinete che arrivano fino alla spiaggia sono un paradiso in terra.

Un' azienda che se ben condotta potrebbe fruttare. Basterebbe gestirla come la confinante tenuta del castello di Torre in Pietra che appartenne al fondatore e direttore del Corriere della Sera, Luigi Albertini (oggi è degli eredi). Ma Maccarese era una sorta di albergo a ore del potere: tutti se avevano da sistemare un parente o volevano fare una vacanza finivano lì.

Una gara su misura
fratelli benettonFRATELLI BENETTON
Per cercare di vendere la megafattoria l' Iri la passa a Iritecna e quando si apre la stagione dei saldi di Stato Maccarese è tra i primi oggetti a essere «banditi». Logico che a comprarsela fosse un gruppo agricolo. Invece no perché l' offerta della cooperativa Ortosole, costituita da operatori agricoli della zona, viene giudicata non congrua.
Ricorderà il presidente della Ortosole, Beniamino Tiozzo: «Noi avevamo presentato un piano che salvava tutte le colture e prevedeva di occupare da 500 a 700 persone. Non ci risposero neppure. Sapemmo solo dopo qualche tempo che l' avevano data ai Benetton».
Attenzione perché i tempi sono importanti. L' offerta di Edizione srl, la finanziaria di famiglia, arriva sul tavolo di Iritecna il 30 luglio del 1998.
maccarese 22MACCARESE

Giusto un anno dopo l' apertura della gara per un' altra privatizzazione: quella di Aeroporti di Roma. Maccarese ha un vantaggio: confina con le piste del Leonardo da Vinci. 

E chi, grazie alla privatizzazione, si sta comprando Aeroporti di Roma? 

Ma Gemina, che è controllata con il 30% di azioni dalla Edizioni srl di famiglia Benetton. Che nel gennaio del 1999 si porta a casa frutteti, vacche, borgo agricolo e 3.300 ettari per 93 miliardi di lire (47 milioni di euro).

gian maria gros pietroGIAN MARIA GROS PIETRO
Tutti pensano che i Benetton abbiano comprato per speculare sul litorale romano, loro giurano che sono anche imprenditori agricoli (in Sudamerica hanno enormi greggi per produrre lana) e si impegnano a non frazionare la proprietà e a mantenere le coltivazioni.

A garantire per loro ci pensa il presidente dell' Iri, Gian Maria Gros Pietro (amicone di famiglia), che presenterà l' affare come una sorta di manna dal cielo e per far vedere che fanno sul serio i trevigiani nominano amministratore Carlo Benetton (scomparso di recente), il più piccolo del poker dei fratelli, che si è sempre occupato di campi.

La fine di Malpensa
IL MOMENTO DEL CROLLO DI PONTE MORANDI A GENOVAIL MOMENTO DEL CROLLO DI PONTE MORANDI A GENOVA




I Benetton guardano lungo, molto lungo. Un anno dopo l' acquisizione di Maccarese si conclude anche la privatizzazione di Aeroporti di Roma: il 57% del capitale viene ceduto dall' Iri per 2.600 miliardi di lire (1,2 miliardi di euro) al consorzio Leonardo di cui è magna pars Gemina, dove chi conta è Edizione srl dei Benetton.

Mentre Maccarese con Carlo Benetton perde il 90% di occupazione, tutti i frutteti e si concentra solo sulla zootecnia diventando la stalla più grande d' Europa, ma riuscendo a guadagnare fino a mezzo milione di euro all' anno, anche perché a lavorarci dentro c' è tanta manodopera immigrata, che certo non ha stipendi da top management, Aeroporti di Roma è compiutamente privatizzata.
maccarese 23MACCARESE

Passano alcuni anni e si cerca di privatizzare Alitalia, che si divide tra Fiumicino e Malpensa. L' hub lombardo per i Benetton è una seccatura. Nasce Cai, che ha come maggiore azionista Intesa San Paolo, ma nel capitale sociale ha anche Atlantia dei Benetton (con l' 8%) e come presidente quel Roberto Colaninno, che già aveva fatto fortuna con la privatizzazione di Telecom e che aveva mandato il rampollo Matteo a scaldare i banchi della Camera in quota Pd.

Parte la privatizzazione-salvataggio di Alitalia, che si conclude il 12 dicembre 2008: con poco più di un miliardo Cai si compra tutta Alitalia e tutta Air One. Immediatamente Alitalia volta le spalle a Malpensa e concentra circa l' 80% di attività su Fiumicino.

Nel frattempo Atlantia si fonde con Gemina e acquisisce il 97% del capitale di Aeroporti di Roma. Comincia da lì il raid di Atlantia sugli aeroporti: si compra Bologna, Venezia, Ciampino.

mario montiMARIO MONTI
La prima svolta è a fine 2012. Presidente del Consiglio è Mario Monti, già dimissionario. In zona Cesarini, alla vigilia di Natale, dà il via libera all' aumento delle tariffe aeroportuali (da 16 a 26,50 euro a passeggero) e al piano di raddoppio del Leonardo da Vinci. Lo Stato vara un investimento infrastrutturale da 12 miliardi di euro, che è il vero obiettivo dei Benetton.

fiumicinoFIUMICINO






Intanto l' aumento della tariffa, che Atlantia ha chiesto a gran voce comprando pagine di giornale e minacciando tagli occupazionali, garantisce ai gestori di Aeroporti di Roma un introito supplementare di 360 milioni di euro all' anno.
simonetta giordani sottosegretarioSIMONETTA GIORDANI SOTTOSEGRETARIO

Passano pochi mesi e c' è un' altra svolta positiva per i Benetton. Presidente del Consiglio è il loro amico Enrico Letta, che va in visita negli Emirati e si porta dietro Simonetta Giordani (ex pierre di Atlantia, diventata sottosegretario alla cultura) e molti manager tra cui quelli di Cai che riescono a rivendere Alitalia a Ethiad. Che poi la scaricherà di nuovo sul contribuente italiano. Ora il quadro è compiuto.

Perché il raddoppio di Fiumicino, che si sviluppa su 1.300 ettari, prevede che 1.000 siano espropriati proprio a Maccarese. Cioè lo Stato pagherebbe ai Benetton circa 200 milioni di euro (20 euro al metro quadrato), più il lucro cessante, per allargare un aeroporto che è in concessione ai Benetton fino al 2042, sul quale Atlantia ha macinato e macinerà milioni e milioni di euro di profitti per ricomprare un terzo di quanto i Benetton acquistarono dallo Stato a 47 milioni di euro.



Espropri fiumicinoESPROPRI FIUMICINO

Sia detto chiaro: il progetto ancora non è partito e forse la strage di Genova complica un po' le cose, ma il disegno cominciato con le vacche del 1998, rafforzato dalla gestione di Alitalia che ha emarginato Malpensa, nel 2018 potrebbe finire con un terminal in più.

Perché questo è il senso delle privatizzazioni gestite tutte da uomini del Pd o vicini al Pd. E cioè che uno si compra a prezzo di saldo dei beni di Stato, li sfrutta per molti anni e poi trova un modo per rivenderli al pubblico incassando dieci volte tanto. Ma per farlo bisogna essere molto bravi, oppure chiamarsi Benetton.

Fonte: qui

sabato 25 agosto 2018

DA IMPRENDITORI A PARASS***: I MAGLIONI SBIADITI DEI BENETTON.

MAGLIERIA E MODA LOW COST SONO DIVENTATE ATTIVITÀ MARGINALI PER LA FAMIGLIA: CONTANO SOLO IL 5% DEL PATRIMONIO E SONO IN COSTANTE PERDITA (144 MILIONI SOLO NEL 2017) 

PERCHÉ PREOCCUPARSI DI FARE QUALCHE MILIONE IN UN SETTORE AD ALTA COMPETIZIONE (ZARA, H&M…) QUANDO SI POSSONO FARE I MILIARDI SENZA CONCORRENZA E VIVERE A SBAFO, NEL LUSSO, SULLE SPALLE DELLA COLLETTIVITA' CON AUTOSTRADE E AEROPORTI...

Marco Maroni per “il Fatto Quotidiano”
FAMIGLIA BENETTONFAMIGLIA BENETTON
Una grande famiglia di imprenditori, mecenati, sponsor di squadre sportive e celebrati dai media. Una notorietà guadagnata anche grazie all' immagine anticonformista del marchio, costruita con campagne pubblicitarie che sui quei media riversano decine di milioni di euro l' anno.
TOSCANI BENETTONTOSCANI BENETTON
Ma la realtà industriale del gruppo Benetton da diversi anni è meno colorata e fantasiosa di quel che l' immagine suggerisce. Il business della maglieria e della moda low cost, che ha fatto la fortuna della famiglia negli anni 70 del secolo scorso, è diventata un' attività marginale, conta per il 5% del patrimonio (net asset value) del gruppo e, soprattutto, è in costante perdita. Gli affari che finanziano i fasti della famiglia trevigiana si fanno con le attività in concessione, dove non c' è concorrenza: autostrade e aeroporti.
imam Ahmed Al Tayyeb e ratzinger nella campagna benettonIMAM AHMED AL TAYYEB E RATZINGER NELLA CAMPAGNA BENETTON
Edizione holding
La società di famiglia che controlla tutto l' impero nel 2017 ha registrato 12 miliardi di ricavi consolidati. Quasi la metà (5,9) vengono dal comparto "Infrastrutture e servizi per la mobilità" (Autostrade per l' Italia, le autostrade gestite in Sudamerica, Aeroporti di Roma e i tre scali di Nizza, Cannes e Saint Tropez), che fa capo ad Atlantia, di cui Edizione possiede il 30,25% attraverso la sub holding Sintonia.
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA
Il settore "Ristorazione autostradale e aeroportuale" (Autogrill e gli altri marchi di ristorazione controllati), altro business semi protetto, fa il 41% dei ricavi: 4,9 miliardi di euro.

GILBERTO BENETTONGILBERTO BENETTON
Maglioni e negozi, in capo al Benetton Group, ancora controllato al 100%, conta per l' 11% del fatturato (1,3 miliardi). Il settore immobiliare e quello agricolo (la tenuta agricola di Maccarese e quelle in Argentina, dove con 900 mila ettari Benetton è il primo proprietario terriero privato) contano per lo 0,4% degli affari: 53 milioni di euro in tutto.
Ma un quadro più chiaro del peso dei business protetti viene dall' analisi della redditività. Su 4,1 miliardi di margine operativo lordo dell' intero gruppo, quello generato dalla sola Atlantia è di 3,6 miliardi, l' 88%. La marginalità lorda di Atlantia e pari al 61% del fatturato, una profittabilità da primato.
Crolla il ponte Morandi a GenovaCROLLA IL PONTE MORANDI A GENOVA
Tolti ammortamenti, oneri finanziari e imposte, l' utile netto consolidato è di 1,4 miliardi.
Più risicati i margini della ristorazione: Autogrill, controllata al 50%, ha un ebitda di 399 milioni, l' 8% del fatturato, un andamento in linea con la media del settore ristorazione, e che porta a un utile netto di 113 milioni.
 Le attività storiche
luciano benettonLUCIANO BENETTON
A partire dal 2013 Benetton nell' abbigliamento ha invece inanellato una perdita via l' altra, con gli ultimi tre anni disastrosi: fatturato in calo e il rosso per l' azionista che è praticamente raddoppiata ogni anno.
Nel 2015 la perdita operativa è stata di 19 milioni, e il risultato dopo le imposte negativo per 47 milioni; nel 2016 la perdita operativa di 38 e il risultato netto a meno 81, nel 2017, la perdita operativa di 144 milioni e quella netta a meno 181.
Nel bilancio questo andamento è spiegato così: "Il settore sta affrontando una fase delicata di trasformazione ed evoluzione, quale risposta ai sostanziali cambiamenti nelle abitudini di consumo che si vanno affermando, anche a seguito della rivoluzione digitale in atto".
autostrade benettonAUTOSTRADE BENETTON
Più semplice sarebbe stato dire che, quando si guadagnano miliardi senza doversi confrontare col mercato, non vale la pena preoccuparsi troppo di un settore in cui competere è difficile, con la velocità e l' efficienza operativa che hanno fatto la fortuna di colossi come Zara e H&M.
fratelli benettonFRATELLI BENETTON
Il grano di Maccarese
Ma c' è un altro business marginale, quello agricolo, dal quale il gruppo contava di estrarre un bel po' di valore. Almeno fin quando non è crollato il ponte di Genova (Autostrade per l' Italia) ed è cambiato il vento sul tema concessioni.
ponte morandi spinoza genovaPONTE MORANDI SPINOZA GENOVA
Da un decennio Aeroporti di Roma insiste per il raddoppio dello scalo di Fiumicino. Dei 1.300 ettari che dovrebbero essere occupati dalle nuove piste e terminal, 900 sono nella loro tenuta di Maccarese, 3.200 ettari di area protetta nel litorale romano.
Se il raddoppio si facesse, dovrebbero essere espropriati dallo Stato e presumibilmente ben pagati, visto che si tratta di un' opera di interesse nazionale. L' operazione era già bloccata: il nuovo ministro dell' Ambiente, Sergio Costa, appena insediato ha sospeso le nomine per la commissione Via (valutazione d' impatto ambientale) effettuate a febbraio dal suo predecessore Gianluca Galletti. Ora sembra ancora più difficile.
TOSCANI BENETTON 4TOSCANI BENETTON
Partecipazioni
Nel dicembre 2017 il gruppo ha iniziato a investire nelle assicurazioni Generali, a un prezzo di 15,4 euro. A inizio aprile, col titolo che quotava sugli stessi livelli, ha informato la Consob di aver superato la soglia del 3% (3,05%). Generali quota ora 14,6 e la partecipazione vale circa 700 milioni.
fratelli benettonFRATELLI BENETTON
Anche se finora è un affare in perdita, si è investita un po' di liquidità per mettere un piede nella partita finanziaria del controllo del colosso assicurativo triestino. Così come hanno fatto con la partecipazione in Mediobanca (2,1%, 161 milioni a corsi attuali), che di Generali è il primo azionista.
Fonte: qui

sabato 12 maggio 2018

HAI CAPITO I BENETTON! VOLEVANO FARSI PAGARE DALLO STATO, PURE A CARO PREZZO, L’ESPROPRIO DEI TERRENI (LORO) PER ALLARGARE L’AEROPORTO DI FIUMICINO (SEMPRE LORO)

L’OPERAZIONE STOPPATA DA PALAZZO CHIGI E DALLA REGIONE LAZIO

Estratto dell’articolo di Daniele Martini per il Fatto Quotidiano

Espropri fiumicinoESPROPRI FIUMICINO
Si allungano nuvole nerissime sul raddoppio dell' aeroporto di Fiumicino nei terreni di proprietà dei Benetton che sono pure gestori dello scalo. La Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Lazio hanno detto con due atti distinti che va bene così com' è la perimetrazione della Riserva naturale del litorale romano, voluta cinque anni fa dal ministero per l' Ambiente. Quella perimetrazione ampliava le zone cosiddette di tipo 1 soggette a tutela integrale dove per legge non può essere posato neanche un mattone, escludendo di conseguenza la possibilità che sui terreni della Riserva potessero essere asfaltate nuove piste, costruite stazioni, hotel, centri commerciali e negozi.

gilberto benettonGILBERTO BENETTON
Forse su tutta la vicenda del raddoppio non cala definitivamente il sipario […]. In ogni caso il doppio pronunciamento di Palazzo Chigi e Regione Lazio diventa un ostacolo enorme sulla strada del progetto da 20 miliardi di euro per l' ampliamento dell' aeroporto nei circa 1.300 ettari della Riserva statale e della tenuta di Maccarese. Al momento quelle aree sono agricole e protette, ma in funzione del raddoppio verrebbero espropriate e ovviamente pagate a peso d' oro con soldi pubblici [… ].
fiumicinoFIUMICINO

La doppia bocciatura del raddoppio fa diventare sempre più interessante la proposta alternativa e molto più economica per Fiumicino (4 miliardi di euro circa invece di 20), avanzata dall' intraprendente Comitato Fuoripista. Gli esponenti di questa associazione non si oppongono alla necessità di aumentare la capacità dello scalo romano […]. Sostengono però che questo obiettivo fondamentale per Roma e l' Italia possa essere raggiunto utilizzando le aree disponibili nell' attuale sedime aeroportuale, senza andare a occupare i terreni pregiati della Riserva naturale statale […].

AEROPORTO FIUMICINOAEROPORTO FIUMICINO
I pronunciamenti della Presidenza del Consiglio e della Regione Lazio sul perimetro della Riserva sono stati innescati da un ricorso straordinario inoltrato nel 2014 al Presidente della Repubblica proprio dall' Enac. L' Ente dell' aviazione due anni prima aveva sottoscritto un contratto di programma con Adr che prevedeva un aumento delle tariffe aeroportuali (circa 12 euro a biglietto aereo) per finanziare il raddoppio dell' aeroporto da realizzare entro il 2044.

elisa grandeELISA GRANDE

L' operazione dava per scontato che l' ampliamento dello scalo potesse avvenire utilizzando i terreni di Maccarese dei Benetton […]. La nuova e più stringente perimetrazione della stessa Riserva voluta dal ministero dell' Ambiente ostacolava ulteriormente il progetto raddoppio, l' Enac si riteneva danneggiato e quindi si rivolgeva al Presidente della Repubblica chiedendo l' annullamento del decreto ministeriale.

Secondo la prassi il presidente si era rivolto al Consiglio di Stato che prima di decidere ha preferito che si esprimessero la Presidenza del Consiglio e la Regione Lazio. In tre pagine il Direttore regionale Vito Consoli ha "riconfermato la valenza ambientale delle aree" e riconosciuto "la correttezza della perimetrazione attuale", mentre per Palazzo Chigi si è pronunciata la consigliera Elisa Grande, capo del Dipartimento per la programmazione economica.

vito consoliVITO CONSOLI
Grande ha ritenuto il ricorso dell' Enac "infondato nel merito" e inoltre "del tutto inammissibile per carenza di interesse" in quanto il decreto ministeriale per la riperimetrazione "non appare lesivo della sfera giuridica" dello stesso ente […].

Fonte: qui