9 dicembre forconi: Palazzo Chigi
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sabato 12 maggio 2018

HAI CAPITO I BENETTON! VOLEVANO FARSI PAGARE DALLO STATO, PURE A CARO PREZZO, L’ESPROPRIO DEI TERRENI (LORO) PER ALLARGARE L’AEROPORTO DI FIUMICINO (SEMPRE LORO)

L’OPERAZIONE STOPPATA DA PALAZZO CHIGI E DALLA REGIONE LAZIO

Estratto dell’articolo di Daniele Martini per il Fatto Quotidiano

Espropri fiumicinoESPROPRI FIUMICINO
Si allungano nuvole nerissime sul raddoppio dell' aeroporto di Fiumicino nei terreni di proprietà dei Benetton che sono pure gestori dello scalo. La Presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione Lazio hanno detto con due atti distinti che va bene così com' è la perimetrazione della Riserva naturale del litorale romano, voluta cinque anni fa dal ministero per l' Ambiente. Quella perimetrazione ampliava le zone cosiddette di tipo 1 soggette a tutela integrale dove per legge non può essere posato neanche un mattone, escludendo di conseguenza la possibilità che sui terreni della Riserva potessero essere asfaltate nuove piste, costruite stazioni, hotel, centri commerciali e negozi.

gilberto benettonGILBERTO BENETTON
Forse su tutta la vicenda del raddoppio non cala definitivamente il sipario […]. In ogni caso il doppio pronunciamento di Palazzo Chigi e Regione Lazio diventa un ostacolo enorme sulla strada del progetto da 20 miliardi di euro per l' ampliamento dell' aeroporto nei circa 1.300 ettari della Riserva statale e della tenuta di Maccarese. Al momento quelle aree sono agricole e protette, ma in funzione del raddoppio verrebbero espropriate e ovviamente pagate a peso d' oro con soldi pubblici [… ].
fiumicinoFIUMICINO

La doppia bocciatura del raddoppio fa diventare sempre più interessante la proposta alternativa e molto più economica per Fiumicino (4 miliardi di euro circa invece di 20), avanzata dall' intraprendente Comitato Fuoripista. Gli esponenti di questa associazione non si oppongono alla necessità di aumentare la capacità dello scalo romano […]. Sostengono però che questo obiettivo fondamentale per Roma e l' Italia possa essere raggiunto utilizzando le aree disponibili nell' attuale sedime aeroportuale, senza andare a occupare i terreni pregiati della Riserva naturale statale […].

AEROPORTO FIUMICINOAEROPORTO FIUMICINO
I pronunciamenti della Presidenza del Consiglio e della Regione Lazio sul perimetro della Riserva sono stati innescati da un ricorso straordinario inoltrato nel 2014 al Presidente della Repubblica proprio dall' Enac. L' Ente dell' aviazione due anni prima aveva sottoscritto un contratto di programma con Adr che prevedeva un aumento delle tariffe aeroportuali (circa 12 euro a biglietto aereo) per finanziare il raddoppio dell' aeroporto da realizzare entro il 2044.

elisa grandeELISA GRANDE

L' operazione dava per scontato che l' ampliamento dello scalo potesse avvenire utilizzando i terreni di Maccarese dei Benetton […]. La nuova e più stringente perimetrazione della stessa Riserva voluta dal ministero dell' Ambiente ostacolava ulteriormente il progetto raddoppio, l' Enac si riteneva danneggiato e quindi si rivolgeva al Presidente della Repubblica chiedendo l' annullamento del decreto ministeriale.

Secondo la prassi il presidente si era rivolto al Consiglio di Stato che prima di decidere ha preferito che si esprimessero la Presidenza del Consiglio e la Regione Lazio. In tre pagine il Direttore regionale Vito Consoli ha "riconfermato la valenza ambientale delle aree" e riconosciuto "la correttezza della perimetrazione attuale", mentre per Palazzo Chigi si è pronunciata la consigliera Elisa Grande, capo del Dipartimento per la programmazione economica.

vito consoliVITO CONSOLI
Grande ha ritenuto il ricorso dell' Enac "infondato nel merito" e inoltre "del tutto inammissibile per carenza di interesse" in quanto il decreto ministeriale per la riperimetrazione "non appare lesivo della sfera giuridica" dello stesso ente […].

Fonte: qui

domenica 24 dicembre 2017

AUMENTANO LE SPESE PER LA BUROCRAZIA DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

QUANTI SONO I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI? IL NUMERO ESATTO E’ TOP SECRET MA DOVREBBERO ESSERE CIRCA 4 MILA PERSONE 

I COSTI DELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA SONO PASSATI DA 403,5 A 537,9 MILIONI DI EURO
Tommaso Montesano per Libero Quotidiano

Allora pensa proprio di restarci, a Palazzo Chigi, Paolo Gentiloni. È questo che balza agli occhi osservando le manovre del premier sul fronte della dotazione organica della presidenza del consiglio. Dopo qualche tempo di tagli sul fronte della spesa per il personale, infatti, da quando l' ex ministro degli Esteri è alla guida dell' esecutivo l' esborso per i dipendenti della sede del governo è tornato a crescere.

Palazzo ChigiPALAZZO CHIGI
Secondo la nota preliminare al bilancio di previsione della presidenza del consiglio per l' anno 2017, attesa all' approvazione definitiva, quest' anno l' esborso complessivo per il personale in servizio supererà i 200 milioni di euro (per l' esattezza 201.526.501). Di questi tempi lo scorso anno - Gentiloni è entrato a Palazzo Chigi il 12 dicembre 2016 - l' esborso per i dipendenti non raggiungeva i 195 milioni. Quindi in dodici mesi la spesa per chi presta servizio nelle varie sedi governative è cresciuta di oltre sette milioni di euro. Un' inversione di tendenza rispetto al 2016, quando i costi, in confronto al 2015, avevano subìto una contrazione di poco più di due milioni di euro.

dipendenti PUBBLICIDIPENDENTI PUBBLICI
A pesare, sul piatto della bilancia, è soprattutto l' incremento dell' esborso per «retribuzioni e compensi del personale di ruolo e di prestito presso la presidenza del consiglio dei ministri». Quest' anno per pagare gli stipendi Palazzo Chigi spenderà poco più di 183 milioni di euro. Oltre quattro milioni in più rispetto a quanto accantonato nel 2016.

Sul groppone, del resto, c' è l'«assunzione di nuove unità di personale»: 56. Quattro provenienti dalle Province; 36 dal ministero dello Sviluppo economico; 16 «per l' esercizio di compiti connessi all' impiego dei Fondi strutturali europei e al monitoraggio degli interventi cofinanziati dai suddetti Fondi strutturali». Ingressi che sono costati poco più di due milioni di euro (per la precisione 2.093.700 euro).
PALAZZO CHIGI CONSIGLIO DEI MINISTRIPALAZZO CHIGI CONSIGLIO DEI MINISTRI

Un conto al quale aggiungere la spesa per i «trattamenti economici accessori» - e sono altri 1,3 milioni - quella per i buoni pasto destinati ai nuovi dipendenti - 360mila euro - nonché l'esborso causato dalla «spesa per il personale assegnato alla struttura di supporto al Commissario straordinario per l' Agenda digitale»: circa 300mila euro.

La macchina di Palazzo Chigi, invece di dimagrire, ingrassa. Anche perché, nonostante l'«amministrazione trasparente» sbandierata sul sito della presidenza del consiglio, i dati pubblicati non chiariscono del tutto i dubbi sulla reale consistenza della pianta organica. A leggere «Il conto annuale 2016», il personale in servizio risulta essere pari a 2.137 unità: 2.100 a tempo indeterminato; 37 in forza di un rapporto di lavoro flessibile.

renzi lascia palazzo chigiRENZI LASCIA PALAZZO CHIGI
Il dato, se confrontato con quello del 2015, sarebbe pure positivo, visto che due anni fa la somma delle stesse voci dava un risultato di poco superiore: 2.169. Ma i dipendenti di Palazzo Chigi, sempre stando ai documenti pubblicati dal governo, potrebbero essere molti di più. Sul conto andrebbero messe anche le 3.347 unità che risultano «in servizio per Regioni ed estero». Guai a chiedere lumi a Palazzo Chigi, però: il quesito sulla reale consistenza della pianta organica passa di ufficio in ufficio con il più classico degli scaricabarile. Senza ottenere risposta.

Nessun dubbio, invece, sui dipendenti «comandati» e «distaccati» fuori ruolo: sono 1.409. Gira che ti rigira, insomma, la situazione non è molto cambiata da quando Silvio Berlusconi, ricordando la situazione trovata nel 2001 al momento del ritorno a Palazzo Chigi, esclamò: «Mi sono trovato davanti 4.500 persone!».

DIPENDENTI PUBBLICIDIPENDENTI PUBBLICI
Fatte tutte le somme con i numeri a disposizione, il risultato è che a Palazzo Chigi non tira certo aria di smobilitazione. A testimoniarlo è anche la lievitazione dei costi del segretariato generale di Palazzo Chigi, ovvero il cuore della macchina amministrativa dell' esecutivo. Lo stanziamento, in questo caso, con Gentiloni è passato da 403,5 a 537,9 milioni di euro. Con un incremento, dunque, di 134 milioni rispetto a quanto accaduto con il suo predecessore, Matteo Renzi. 

Una goccia nel mare pensando agli 1,3 miliardi che quest' anno è costato Palazzo Chigi considerando tutte le spese correnti.

Fonte: qui

lunedì 12 settembre 2016

A casa del funzionario di Renzi trovate buste con 230mila euro

Pubblicato il 22  by 

Nell’ambito dell’inchiesta di Roma sui processi “pilotati” dalla cricca, la Finanza ha trovato buste con 230 mila euro in contanti

In casa di Renato Mazzocchi, funzionario della Presidenza del Consiglio, i finanzieri hanno trovato quello che stavano cercando: 230 mila euro in contanti preparati in bustarelle.

I militari sono andati a perquisire la casa di Mazzocchi nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma su Raffaele Pizza, il faccendiere finito nelle cronache per le intercettazioni in cui affermava di aver fatto assumere il fratello di Angelino Alfano alle poste.

Le perquisizioni a casa di Renato Marzocchi

Secondo quanto scrive il Corriere, soldi trovati a casa di Mazzocchi sarebbero serviti a pilotare i processi. Una ipotesi che sarebbe supportata anche da intercettazioni ambientali. A Mazzocchi i procuratori arrivano indagando sulla “cricca” di Pizza, quella che ha coinvolto anche il deputato Ncd Antonio Marotta.

I soldi trovati in casa dell’ex capo della segreteria dell’allora ministro all’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio sono stati considerati “provento di reato” e sequestrati dal Gip.

L’accusa è quella di riciclaggio, ma è ancora chiaro il coinvolgimento di Mazzocchi nella cosiddetta “cricca“.

Per quanto riguarda i processi di cui la “cricca” voleva conoscere in anticipo le indagini, ai pm Alberto Orsini (commercialista che i pm considerano la mente del gruppo) ammette di aver ricevuto informazioni sulle indagini che lo riguardavano. Quello che i magistrati dovranno capire è se i soldi trovati nei cassetti di Marzocchi sono quelli pagati da Orsini per pilotare i processi a suo carico.

19/07/2016
Fonte: qui