9 dicembre forconi

domenica 8 dicembre 2019

MES FONDO SALVASTATI(PARDON, CESSI BANCARI); CHINA DEAL

Oggi non vi racconto nulla dei pessimi dati in arrivo dal fronte occupazione americano, davvero brutto il dato del settore privato, ma vedrete che domani troveranno il modo di stupire manipolando quello ufficiale, nulla vi racconto dell’ennesima notizia che è uscita sull’ennesimo accordo tra Cina e Usa, verificata da mia nonna, qualcosa però sul MES vi devo raccontare.
Tutto si crea dal nulla, nulla si distrugge nella finanza, tutto si trasferisce da una tasca all’altra. Questa è la famosa frase con la quale caratterizzai il racconto della Grande Recessione una decina di anni fa, mentre quotidianamente Icebergfinanza avvertiva dell’arrivo della crisi subprime, unico in Italia a farlo quotidianamente.
Il denaro c’è ma non si vede: qualcuno vince, qualcuno perde. Il denaro di per sé non si crea né si distrugge. Semplicemente si trasferisce da una intuizione ad un’altra, magicamente. (Gordon Gekko)
Oggi non c’è più nessuno nel mondo della finanza che ha intuizioni, oggi le migliori magie al massimo sono qualche algoritmo, insider trading e dark pool, piscine nere dove gli squali della finanza, attraverso le macchinette, fottono miliardi di dollari ai fessi che si avventurano nel mondo della finanza.
Io non creo niente: io posseggo. E noi facciamo le regole: le notizie, le guerre, la pace, le carestie, le sommosse, il prezzo di uno spillo. Tiriamo fuori conigli dal cilindro mentre gli altri, seduti, si domandano come accidenti abbiamo fatto. Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia: vero, Buddy? È il libero mercato, e tu ne fai parte: sì, hai quell’istinto del killer…
Gekko, nel film Wall Street ha sintetizzato al meglio quello che è l’attuale mondo della finanza, loro fanno le regole, loro si inventano le notizie, creano le guerre, le sommosse, loro decidono il prezzo delle inutili cazzate che ogni giorno comprate, che vi fanno comprare, questa è Wall Street.
Lo avevamo detto ieri, nessuna illusione, vedrete che dopo Trump, qualcuno farà girare la notizie che è tutto a posto che l’accordo è concluso.

Ormai non ci sono neanche più giudici in grado di mettere alla sbarra, qualche delinquente, insider trading è nulla al confronto di quello che sta accadendo oggi, la finanza è l’unico inutile lavoro nel quale nessuno è responsabile delle truffe e dei danni prodotti a partire dai banchieri centrali.
Basta pensare al MES, questi si sono inventati una regola per dare l’immunità a tecnocrati sulla cui fiducia, la gente comune non dovrebbe puntare neanche uno spillo.

In queste settimane vi hanno raccontato tutto sul MES, come hanno fatto sullo SPREAD o sul BAIL.IN, per fortunata a differenza di prima, quando raccontavano tutto dopo, quando i risparmi degli italiani andavano in fumo, questa volta qualcuno vi ha avvertiti prima o meglio ha avvertito il Parlamento.

Questi idioti travestiti da politici ti vengono a raccontare che con alcune regole nel MES si vuole evitare l’azzardo morale, mentre la fuori la finanza e le banche centrali se ne fottono dell’azzardo morale, regalano liquidità a chiunque e poi quando sta per saltare lo salvano pure, questi scienziati, questi sacerdoti che parlano di azzardo morale.
Ogni giorno, tutto e il contrario di tutto, notizie inventate ad arte, sistemi bancari fantasma, speculazioni selvagge, algoritmi e sistemi computerizzati che anche un fesso capirebbe votati a fottere il prossimo, mentre loro, i banchieri centrali vi raccontano che servono per creare liquidità.

Ieri abbiamo scoperto che il MES non si può modificare, non si può riscrivere, come aveva detto il ministro dell’economia Gualtieri, l’accordo politico è già stato preso, un accordo che equivale ad una firma, anche se la firma reale non c’è stata, ma si sa gli avvocati hanno la memoria corta, soprattutto quelli che vengono da Alpa. Conte fece causa alla Rai insieme ad Alpa. Poi il collega lo promosse all’esame, peccato che la legge vieta rapporti d’affari tra chi giudica e chi è giudicato, ma questi sono dettagli, figurarsi il resto…
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Bene ora sappiamo che era già stato tutto deciso!

La cosa affascinante è che ieri qualcuno è andato a chiedere a Bankitalia che ne pensa del MES. Premesso che senza troppa ironia, in passato qualcuno ha chiesto a Bankitalia che ne pensava del Bail-in e della solidità delle banche italiane e poi sappiamo cosa è successo, mi dite che differenza c’è tra le due dichiarazioni qui sotto?
Andrea Mazzalai@icebergfinanza
 
ECB's Visco urges caution on euro zone bailout fund proposals | Article [AMP] | Reuters https://www.reuters.com/article/us-ecb-visco-esm-idUSKBN1XP1E2 …

ECB's Visco urges caution on euro zone bailout fund proposals

European Central Bank Governing Council member Ignazio Visco said on Friday he was in favor of reforming the euro zone's bailout fund but that some proposals carried risks that needed to be caref...
reuters.com
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Le critiche al progetto di riforma del Mes sono arrivate anche dal governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha avvertito sulla necessità di gestirlo “con attenzione” perché comporta potenzialmente “rischi enormi”. Parlando al seminario congiunto OMFIF-Banca d’Italia il 15 novembre scorso, Visco ha avvertito che “i piccoli e incerti benefici di una ristrutturazione del debito devono essere ponderati rispetto all’enorme rischio che il mero annuncio di una sua introduzione possa innescare una spirale perversa di aspettative di default”.
Passano due o tre settimane e tutto cambia…
Visco (Bankitalia): giusta direzione riforma Mes,esclusi automatismi
Sul tema Mes è intervenuto anche il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, in audizione davanti alle Commissioni bilancio e Politiche della Ue della Camera. La proposta di riforma del Mes «segna un passo nella giusta direzione, soprattutto perchè introduce il backstop al Fondo di risoluzione unico», ha spiegato. La riforma, ha aggiunto, «non cambia la sostanza del trattato» vigente: «viene confermata l’esclusione di qualsiasi automatismo nelle decisioni circa la sostenibilità dei debiti pubblici e di un eventuale meccanismo per la loro ristrutturazione».
Io più che suggerire prudenza nelle parole, a Visco suggerirei di non cambiare idea troppo spesso!

A proposito di bail-in a parte gli interventi successivi all’introduzione della direttiva che ha praticamente distrutto il sistema bancario italiano all’inizio del 2016, noi non ricordiamo alcun intervento critico nei confronti di questa normativa da parte di Bankitalia dal mese di giugno 2012 quando è stata partorità la normativa, dalla Commissione europea, passata al vaglio dei vari governi Monti, Letta e Renzi sino alla sua approvazione. Soprattutto non ricordo alcuna critica o opposizione quando la normativa bail-in è stata approvata dalla BCE, manco quando Letta vendette su twitter come un successo clamoroso la pseudo Unione Bancaria. Nessun accenno o critica nel maggio del 2014 quando la direttiva viene approvata e sottoscritta e soprattutto votata ad occhi chiusi dal Governo Renzi. Non solo, nel novembre del 2015 viene definitivamente recepita nell’ordinamento italiano tramite decreti legislativi.

Ci fermiamo qui, meglio non aggiungere altro, grazie al cielo questa volta qualcuno non ha chiuso gli occhi. Ma credetemi, ci sarà tempo e modo di discutere anche di questo nel 2020, anzi il 2020 sarà un anno fondamentale per l’Europa!

5 Dicembre 2019

IL TASSISTA DI FIUMICINO CHE HA PRESO A PUGNI IL CLIENTE PROVA A DIFENDERSI (MA IL VIDEO LO SMENTISCE)

IL TASSISTA FURBETTO:“MI HA DANNEGGIATO LA MACCHINA, HO PERSO LA TESTA”
UN PENSIONATO ROMANO DI 60 ANNI, DI RITORNO DA MADRID, È FINITO IN OSPEDALE DOPO ESSERE STATO COLPITO DA UN AUTISTA CHE PRETENDEVA DI…

Rinaldo Frignani per Corriere.it

fiumicino tassistaFIUMICINO TASSISTA
Un pensionato romano di 60 anni, di ritorno da Madrid, è finito in ospedale il 27 novembre scorso dopo essere stato colpito da un autista che pretendeva di applicargli la tariffa fissa di 48 euro per un tragitto molto più breve e non fino alle Mura Aureliane.

Quaranta giorni di prognosi. E una complicata operazione per riprendere la funzionalità fisica. Sono le conseguenze dell’aggressione subìta la mattina del 27 novembre scorso fuori dagli arrivi del Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino da un pensionato romano di 60 anni, residente a Spinaceto, appena rientrato nella Capitale dopo un soggiorno a Madrid dove lavora la moglie. A colpirlo un tassista coetaneo, anche lui romano, denunciato dagli agenti della Polaria per lesioni gravi, aggravate dai futili motivi. L’uomo è stato rintracciato dagli investigatori dopo indagini complicate perché non appartiene ad alcuna cooperativa e la sua auto bianca non ha simboli sulle portiere. Il motivo dell’aggressione sta nel fatto che il cliente avrebbe osato chiedere all’autista se avesse avuto l’intenzione di attivare il tassametro visto che nel suo caso non si sarebbe potuta attivare la tariffa fissa da Fiumicino alle Mura Aureliane di 48 euro, perché doveva tornare a casa a Spinaceto. Una corsa da una ventina di euro al massimo.

fiumicino tassistaFIUMICINO TASSISTA
Da qui la reazione scomposta e volgare del conducente, («Fai come ti pare, se non va bene scendi e non rompere i c......») che ha poi preso a bordo una seconda cliente accompagnata da un volontario del taxi service - il personale con il fratino giallo -, che aveva assistito a tutta la scena e anche al drammatico seguito-. A un certo punto infatti, sotto l’occhio delle telecamere di sicurezza, il cliente, visto che il suo posto era stato preso da un altro, dopo che il tassista gli aveva scaricato i bagagli già a bordo, ha bussato sulla carrozzeria del taxi per far presente al conducente che non poteva comportarsi in quel modo: per tutta risposta il 60enne è sceso dalla vettura e gli ha sferrato un pugno al volto provocandogli la frattura del setto nasale. 

Poi è ripartito senza che nessuno muovesse un dito per aiutare il ferito, successivamente soccorso all’interno dell’aeroporto da due agenti della Polaria. Le indagini sono scattate subito fino all’individuazione dell’aggressore. «Mi ha danneggiato la macchina, ho perso la testa», si è giustificato il tassista, che ha la licenza rilasciata dal Comune di Roma, e per il quale la sindaca Virginia Raggi ha chiesto la sospensione, mentre il primo cittadino di Fiumicino Esterino Montino ha già deciso di emettere nei suoi confronti il daspo urbano con l’allontanamento dallo scalo aereo. Fonte: qui

sabato 7 dicembre 2019

Protesta Forconi, via a maxi-processo


A Torino 45 imputati. Teste, situazione incandescente

(ANSA) - TORINO, 20 SET - A quasi sei anni dai fatti contestati è cominciato a Torino un maxi-processo per le manifestazioni di protesta popolare organizzate dal movimento dei Forconi nel dicembre del 2013. La causa si riferisce, in particolare, i blocchi stradali che per tre giorni si susseguirono a Pinerolo e nel circondario. Gli imputati sono 45 e rispondono di interruzione di pubblico servizio (per gli stop imposti agli autobus di linea) in relazione alla violenza privata. Il primo dei testimoni ascoltati dai giudici, un automobilista, ha comunque precisato che i dimostranti non gli fecero perdere più di cinque minuti e che il ritardo non ebbe gravi conseguenze perché stava tornando a casa dal lavoro.

    Le manifestazioni dei Forconi si tennero in diverse località italiane. A Torino ci furono incidenti in piazza Castello, davanti al palazzo della Regione Piemonte.

   "Dal punto di vista dell'ordine pubblico era una situazione abbastanza incandescente". Così un maresciallo dei carabinieri, Mauro Paletto, ha illustrato al tribunale di Torino il clima vissuto durante i giorni delle proteste dei Forconi tra il 9 e l'11 dicembre 2013 nella zona di Pinerolo. Il sottufficiale ha testimoniato oggi all'apertura del maxi-processo a 45 persone imputate per i blocchi stradali che mandarono in tilt la circolazione. La comandante dei vigili urbani di Pinerolo, Ermenegilda Aloi, ha raccontato che, insieme al sindaco, tentò di convincere uno dei promotori a desistere. Il comandante della stazione dei carabinieri di Luserna San Giovanni, Nunzio Raia, ha riferito dei problemi subiti dai camionisti che dovevano entrare o uscire dall'area industriale del paese e un suo collega, l'ex comandante di Fenestrelle Filippo Ferraioli, ha aggiunto: "Tutte le persone della vallata avevano difficoltà a scendere. Una donna presentò una querela perché la sua automobile fu presa a calci".

UNA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE: SANZIONI PER CHI INTRAPRENDE CAUSE TEMERARIE, MENO NORME E POCHE REGOLE CHE VALGONO PER TUTTI I GRADI.

PER LE NOTIFICHE BASTERÀ LA PEC. SARÀ TUTTO DIGITALIZZATO

Francesca Chiri per l'ANSA

giuseppe conte alfonso bonafedeGIUSEPPE CONTE ALFONSO BONAFEDE
Dimezzare i tempi dei processi civili: in attesa che si trovi una quadra nella maggioranza sulla riforma del processo penale e sull'avvio della prescrizione, il governo vara il nuovo processo civile. Una riforma, assicura il guardasigilli Alfonso Bonafede, considerata "prioritaria dal 90% degli italiani". Meno norme e poche regole che valgono per tutti i gradi del processo è la filosofia della riforma che punta ad incidere sulla disciplina del contenzioso civile, nell'ottica della "semplificazione, della speditezza e della razionalizzazione delle procedure" salvaguardando allo stesso tempo il rispetto delle garanzie del contraddittorio.

 "Attrarremo più investitori" assicura il premier Giuseppe Conte che assieme al ministro della Giustizia scende in sala stampa per rassicurare anche sulle tensioni in corso nella maggioranza sulla prescrizione e ribadire: "assicureremo la ragionevole durata dei processi ma" la norma sulla prescrizione "in vigore dal 1 gennaio va mantenuta". "Siamo al lavoro e sono sicuro che raggiungeremo un'intesa per poter garantire la ragionevole durata dei processi" ripete Bonafede.

alfonso bonafede.ALFONSO BONAFEDE.
Che insiste però su un punto imprescindibile: "non e' possibile pensare che dopo la sentenza di primo grado non ci sia una risposta dello Stato, che sia di assoluzione o di condanna". Quanto invece alla riforma del civile, il ministro ha spiegato che si passa "da tre riti ad un rito" e che ci sarà un solo atto introduttivo: il ricorso. Anche il perimetro della causa verrà " definito 10 giorni prima che le parti compaiano davanti al giudice". Inoltre verranno eliminati i tempi morti, con la riduzione del numero delle udienze e l'eliminazione dell'udienza di precisazione delle conclusioni.

Ridotti anche i casi in cui il tribunale giudicherà in composizione collegiale, modello che verrà applicato anche al rito collegiale e a quello d'appello. La riforma elimina il rito Fornero nel diritto del lavoro ("una pagine triste della storia politica e giudiziaria", spiega Bonafede) e particolare attenzione viene riservata dal testo al procedimento per lo scioglimento delle comunioni, che risulta oggi tra quelli con durata più elevata.

tribunale civile romaTRIBUNALE CIVILE ROMA
E sempre per smaltire gli arretrati e facilitare il lavoro dei giudici ci saranno "sanzioni" per chi intraprende cause temerarie. Infine ci sarà il divieto per l'ufficiale giudiziario di fare la notifica cartacea se il destinatario ha un indirizzo Pec o se ha un indirizzo digitale. Sara' tutto digitalizzato, e sulla digitalizzazione verrà fatto un vero investimento. Insomma, conclude il Guardasigilli, "nel codice di procedura civile ci saranno meno regole valide per tutti i processi".

Fonte: qui

venerdì 6 dicembre 2019

XI JINPING HA AUMENTATO LA SPESA MILITARE DEL 7,5% PORTANDOLA A 177 MILIARDI DI DOLLARI

LA CIFRA È ANCORA LONTANA DAI 718 MILIARDI NEL BILANCIO 2020 DEL PENTAGONO, MA È IL SECONDO PAESE NELLA GRADUATORIA MONDIALE 
PECHINO, CHE POSSIEDE 290 TESTATE NUCLEARI CONTRO LE 6.185 DEGLI USA, INVESTE IN MISSILI E JET INVISIBILI…
Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

PUTIN E XI JINPINGPUTIN E XI JINPING
«Abbiamo visto che la Cina investe pesantemente in nuove capacità. Poche settimane fa ha mostrato un nuovo missile balistico intercontinentale, capace di raggiungere l' Europa e l' America settentrionale, e i missili ipersonici, i gliders». Con queste parole il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha spiegato perché «abbiamo iniziato a discutere come includere Pechino negli accordi per il controllo degli armamenti». Ma a cosa si riferiva in concreto quando ha lanciato questo allarme al vertice di Watford?

xi jinpingXI JINPING
Il primo punto da cui partire sono gli investimenti. A marzo, la Repubblica popolare ha aumentato del 7,5% la spesa militare, portandola a 1,19 trilioni di yuan, ossia oltre 177 miliardi di dollari. È ancora lontana dai 718 miliardi nel bilancio 2020 del Pentagono, ma è il secondo Paese nella graduatoria mondiale, e gli analisti sospettano che queste sono solo le cifre ufficiali.

Cosa fa Pechino con questi soldi è stato dimostrato, almeno in parte, durante la parata del primo ottobre in piazza Tiananmen, in occasione del 70° anniversario della fondazione della Repubblica popolare. Hanno sfilato i Dongfeng-41, missili nucleari intercontinentali che possono trasportare fino a 10 testate indipendenti. Il loro raggio è stimato fra 12.000 e 15.000 chilometri, possono essere lanciati dalle piattaforme mobili, e quindi sono in grado di raggiungere Stati Uniti e Europa.
ESERCITO CINESEESERCITO CINESE

Nella stessa parata le forze armate cinesi hanno mostrato con orgoglio 16 prototipi di DF-17, missili ipersonici che viaggiano a oltre cinque volte la velocità del suono, e sono capaci di cambiare rotta quando rientrano nell' atmosfera, evitando i sistemi di difesa Usa. Al momento il raggio è limitato tra 1.100 e 1.550 miglia e la loro efficacia è ridotta, ma alcuni analisti li considerano un potenziale «game changer» nei rapporti di forza, anche perché gli Usa non li hanno, e infatti hanno appena stanziato 2,6 miliardi di dollari per svilupparli. Si sono visti anche i nuovi aerei invisibili J-20, quelli per il rifornimento in volo H-6U, e droni Sharp Sword.
ESERCITO CINESEESERCITO CINESE

Secondo le stime Pechino possiede fra 900 e 1.850 missili balistici, in maggioranza convenzionali, con una gittata inferiore 1.850 miglia, ma sta rapidamente sviluppando le sue capacità. L' International Peace Research Institute ha calcolato che possiede 290 testate nucleari, contro le 6.185 degli Usa, ma anche qui può fare rapidi progressi.
Questi dati aiutano a capire perché Stoltenberg ha lanciato l' allarme, e ha sollecitato l' inclusione della Cina nei meccanismi per il controllo degli armamenti.

ESERCITO CINESEESERCITO CINESE
L' alternativa sarebbe una costosa corsa al riarmo, dagli esiti incerti. Gli ostacoli da superare, però, sono almeno due. Il primo è la resistenza della Cina che ad esempio ha rifiutato l' invito di Merkel a resuscitare l' accordo INF perché i missili a raggio intermedio le servono a tenere sotto scacco Taiwan. Il secondo è la disponibilità di Washington, visto che Trump ha dimostrato l' inclinazione a cancellare i trattati internazionali. Il prossimo a scadere sarà il New START, nel febbraio 2021. Potrebbe diventare il banco di prova dell' inclusione di Pechino auspicata da Stoltenberg. Fonte: qui

NON SOLO TOTO: L'AVVOCATO BIANCHI AIUTAVA ANCHE GAVIO, CHE CERCAVA LA PROROGA DELLA SUA CONCESSIONE SULL'A4 MILANO-TORINO

LA POSTA ERA ALTA: DAL 2008 AL 2018 LE TARIFFE SONO AUMENTATE DEL 92,8% PORTANDO IL PEDAGGIO A POCO MENO DI 19 EURO PER 130 CHILOMETRI. 
ECCO CHE PARTE UN SMS ALL'UOMO DI DELRIO, CHE ERA FINITO IN UN'INFORMATIVA DEL ROS NEL 2015, CHE OGGI TORNA DI ATTUALITÀ
Marco Lillo per ''il Fatto Quotidiano''

C' è un sms del 6 luglio 2015 di Alberto Bianchi che dimostra come si muoveva ai tempi del Governo Renzi l' avvocato presidente della Fondazione Open. Bianchi invia l' sms a Mauro Bonaretti, allora capo di gabinetto del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, la sera prima di un incontro decisivo per il gruppo Gavio a Bruxelles: il governo doveva discutere l' eventuale proroga al gruppo Gavio per la concessione dell' Autostrada A4 Milano-Torino. La scadenza prevista era il 2026, Gavio puntava al 2030 ma Delrio non mollava.
Beniamino GavioBENIAMINO GAVIO

La posta era alta: dal 2008 al 2018 le tariffe sono aumentate del 92,8 per cento portando il pedaggio a poco meno di 19 euro per 130 chilometri.
L' utile netto del 2017 per Gavio è stato di 37 milioni di euro e il margine lordo (Ebitda) del 2018 è arrivato a 212 milioni.

Gli sms e le conversazioni intercettate sono contenute in un' informativa del Ros di Firenze depositata il 20 luglio 2015 nell' indagine sulle grandi opere, finita a Roma al pm Roberto Felici e svelata il 17 aprile del 2019 dal Fatto. Quell' informativa non ha portato nessuna conseguenza penale. Oggi però, dopo l' indagine su Bianchi per un presunto traffico di influenze illecite con un altro concessionario autostradale, il gruppo Toto, e dopo l' indagine sui finanziamenti alla Fondazione Open, potrebbe tornare di attualità. Il gruppo Gavio, come il gruppo Toto, è stato perquisito nelle scorse settimane (in qualità di terzo non indagato) perché è stato donatore della Fondazione Open, come il gruppo Toto, ma questa è un' altra storia.

ALBERTO BIANCHIALBERTO BIANCHI
Tornando al 2015, il Ros scopre due incontri nello studio fiorentino di Bianchi con Paolo Pierantoni, presidente della Sias, la holding dei Gavio quotata in borsa. Il 18 giugno 2015 è presente anche l' avvocato e professore Maurizio Maresca, allora consigliere della Presidenza del Consiglio a titolo gratuito che però per i Carabinieri "cura nel contempo (remunerato) gli interessi del gruppo Gavio nel settore delle concessioni autostradali". È il fondatore dello studio legale dove ora lavora il figlio Davide che ha come cliente l' Aiscat, l' associazione dei concessionari autostradali presieduta dall' amico dei Gavio Fabrizio Palenzona. Il secondo incontro a studio Bianchi è il 6 luglio 2015. Stavolta con Pierantoni e Bianchi non c' è Maresca, che ha un impegno, ma c' è il patron del gruppo, Beniamino Gavio.

Un' ora prima dell' incontro, alle 13 e 34, c' è una telefonata di Maresca con Bianchi in cui, scrivono i Carabinieri, "Maresca tocca anche il tema dei comuni 'compensi' che Bianchi dovrebbe affrontare con Gavio 'chiaro, tieni conto che io ma non parlando al capo ma parlando a Pierantoni per il tema compensi eccetera un accenno glielo avevo fatto che riguardava entrambi quindi, a mio avviso se ti attacchi là va bene () Bianchi a quel punto chiede: 'Eh sì cioé i 500?'".

alberto bianchi maria elena boschiALBERTO BIANCHI MARIA ELENA BOSCHI
Maresca conferma: "500 oltre a". Alle 14 e 30 Paolantoni e Beniamino Gavio incontrano Bianchi. Alle 15 e 23, Pierantoni spiega a Maresca che non è soddisfatto di quanto gli avrebbe detto Bianchi: "Siamo usciti adesso sono qui con Beniamino (Gavio, ndr) e niente abbiamo manifestato tutta la perplessità del caso". Alle 21 però c' è il colpo di scena: Bianchi sponsorizza via sms al braccio destro del ministro Delrio, alla vigilia della missione europea, la proroga cara a Gavio. Niente più compromesso al 2028, va bene il 2030.

Scrivono i Carabinieri: "Alle ore 21 e 07, l' avvocato Alberto Bianchi gira a Maurizio Maresca l' sms inviato a Mauro Bonaretti dopo l' incontro con Gavio e Pierantoni avvenuto nel pomeriggio".

Bianchi scrive: "Ti mando sms mandato ora a Bonaretti.
Visto Gavio. Fa molta fatica a accettare 2028, vorrebbe parlarne con te, è contento del vs appuntam. di mercoledì, ti spiegherà un po' di conti. Mia veramente personalissima impressione, a 2030 chiudereste, e non mi parrebbe scandaloso, vedete un po' domani. Una soluz. senza contenziosi, comunitariamente scudata, mi sembrerebbe un bel risultato. Informo anche Maresca. Buona serata, A".
Ricapitoliamo: per i Carabinieri Bianchi, alle 13 e 34 discute dei compensi di "500" da chiedere a Gavio con Maresca.

GRAZIANO DELRIO RIPASSA DESTRA E SINISTRA DI BOBBIO PRIMA DELL'INCONTRO CON CONTEGRAZIANO DELRIO RIPASSA DESTRA E SINISTRA DI BOBBIO PRIMA DELL'INCONTRO CON CONTE
Alle 14 e 30, incontra Gavio. Alle 21 inoltra a Maresca un sms appena spedito al braccio destro di Delrio sulla proroga al 2030 che Gavio vuole tanto.
Non è finita. Dopo qualche minuto Bianchi gira a Maresca la risposta ricevuta da Bonaretti a mezzo sms: "E qs è la risposta di Bonaretti.
Proviamo ma mi pare davvero in salita. Domani vedo la Commissione e cerco di capire i margini. Buona serata anche a te.

Secondo me se lavorate bene domani lo spazio x chiudere al 2030 lo trovate".
Il giorno dopo Maresca racconta a Pierantoni che Bonaretti è irritato: "ieri sera mi ha mandato un sms Alberto (Bianchi, ndr) che mi ha messo nell' sms quello che ha messo a Bonaretti poi mi chiama Bonaretti.. ieri sera sempre 'ma cosa vuole questo?
Chi si crede di essere già è stato faticoso convincere il ministro su una cosa così .. se questi vogliono la guerra allora avranno la guerra'".

Alla fine Delrio trova un accordo e il 27 aprile del 2018 l' Unione Europea approva una "road map" che concede sì la proroga al 2030 (come suggeriva Bianchi) ma lo fa a caro prezzo: Gavio dovrà fare i lavori per costruire un' altra autostrada, la Asti-Cuneo e dovrà accettare una riduzione dei suoi guadagni. L' avvocato Davide Maresca dice: "Non abbiamo mai preso questi 500 mila euro". Anche perché la proroga desiderata da Gavio, senza tante condizioni, non è stata concessa da Delrio. Poi il nuovo ministro, Danilo Toninelli, ha riportato la scadenza al 2026. Gavio, in cambio dei lavori per costruire l' autostrada Asti-Cuneo, nello schema Toninelli otterrà un' altra compensazione: il nuovo concessionario gli dovrà versare per la Torino-Milano un valore di subentro più alto. Ora la palla è in mano alla ministra Paola De Micheli.
DELRIO BICICLETTADELRIO BICICLETTA

Bonaretti al Fatto spiega: "Ricordo una lite con Beniamino Gavio. Non ricordo invece questi sms con Bianchi. Per me è normale che Gavio mi chiedesse 100 e io lo bloccassi a 50. Quello che è fastidioso è scoprire che dietro c' erano interessi privati di altra natura.

Anche se devo dire che non ho mai percepito da Bianchi nessun condizionamento". Fonti vicine all' avvocato fiorentino precisano: "Bianchi non ha mai avuto i 500 e non ricorda nemmeno di averne parlato all' epoca. Di sicuro non ha avuto un incarico da Gavio per la proroga della concessione né ha avuto dal 2015 in poi compensi da Gavio". Il professore Maurizio Maresca spiega: "Io seguivo questa vicenda dall' origine per Aiscat. Bianchi è stato associato per seguire la stessa vicenda come mio collega. Il cliente era Aiscat, non Gavio. I compensi di un avvocato non devono essere divulgati. L' importo di 500 mi è nuovo". Ma un compenso di 500 mila euro è una tariffa alta per professori e avvocati come voi? "Assolutamente no. Non li ho presi ma questo non la riguarda".

Fonte: qui

mercoledì 4 dicembre 2019

ALITALIA PAGA 10MILA EURO AL GIORNO PER ATTERRARE A LONDRA!


È LA GRAN FREGATURA CHE HANNO RIFILATO GLI ARABI ALLA COMPAGNIA ITALIANA, CHE AVEVA I SUOI SLOT MA LI HA VENDUTI ALLA SOCIETÀ DEGLI EMIRATI. 


E ORA GLI PAGA PURE L’AFFITTO 

IN TEORIA POTREBBE RICOMPRARLI, MA… 
Leonard Berberi per www.corriere.it
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHADI DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD
Per volare a Londra Heathrow, uno degli aeroporti più importanti e intasati del mondo, Alitalia paga Etihad 10.290 euro al giorno di affitto degli slot. Le fasce orarie di decollo e atterraggio consentono al vettore tricolore di operare dieci collegamenti quotidiani (in entrambe le direzioni): 6 da/per Roma Fiumicino, 4 da/per Milano Linate. È quanto emerge da un’inchiesta del Corriere della Sera incrociando i documenti ufficiali, gli accordi privati e le comunicazioni agli enti regolatori del Regno Unito. Nel complesso dal 2017 Alitalia spende soltanto per questa voce 3,76 milioni l’anno. Soldi che avrebbe potuto risparmiare se non avesse venduto l’asset alla società degli Emirati Arabi Uniti. Vendita, è bene precisarlo, non effettuata dagli attuali commissari straordinari.
Un aeroporto prezioso
alitalia etihadALITALIA ETIHAD
Alitalia utilizza a Londra Heathrow 68 slot settimanali, tra arrivi e partenze, nel periodo estivo e 65 in quello invernale. Per la stagione estiva 2020 — che nel trasporto aereo parte alla fine di marzo e si conclude gli ultimi giorni di ottobre — ne ha chiesti altri 16 per operare ulteriori otto voli settimanali ampliando così l’offerta ai passeggeri, stando ai documenti ufficiali che il Corriere ha potuto consultare. Ma quella richiesta non è stata soddisfatta.

AEREO ALITALIAAEREO ALITALIA
Non soltanto perché il principale scalo londinese è al 99% della sua capacità, ma anche perché ci sono solo due modi per ottenere gli slot in quella struttura: o facendoseli dare da altre compagnie (dietro compenso o semplice scambio) oppure partecipando a una sorta di lotteria. Quest’ultima premia pochi e di solito chi nell’aeroporto non ci vola ancora. Per l’estate 2020, per esempio, a vincere è stata la low cost Norwegian Air, ma non l’americana JetBlue che intende avviare le rotte transatlantiche.

La vendita nel 2016
I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD 1
Al netto dei 16 slot ulteriori non ottenuti, Alitalia dovrà continuare a pagare Etihad (che fino a maggio 2017 aveva il 49% del vettore italiano) per volare a Heathrow, sborsando qualcosa come 1.059 euro per ogni aereo in arrivo o in partenza. A meno che i commissari straordinari dell’azienda non decidano di ricomprare quei diritti, cosa che sarebbe permessa dall’accordo tra le due compagnie. Su questi slot negli anni si è molto discusso. A partire dal valore della transazione. Secondo i documenti depositati dai commissari straordinari un paio d’anni fa queste bande orarie vendute a Etihad hanno generato una plusvalenza di 39 milioni di euro che sono entrati nelle casse di Alitalia nel secondo semestre del 2016.
drone avvistato a heathrow 3DRONE AVVISTATO A HEATHROW 
L’affitto mensile
Ma una volta venduti subito dopo Alitalia questi slot li ha «ripresi in affitto a un canone di 313 mila euro al mese», contabilizzava la terna di allora composta da Luigi Gubitosi (poi sostituito da Daniele Discepolo), Enrico Laghi e Stefano Paleari. Dal Regno Unito le comunicazioni ufficiali consultate dal Corriere confermano che la vendita degli slot per il Terminal 4 è avvenuta in due fasi: la prima — il 25 agosto 2016 — per le fasce di decollo e atterraggio per la successiva stagione invernale (fine ottobre-fine marzo), la seconda — il 7 dicembre dello stesso anno — per quelle della stagione estiva. Gli aeroporti italiani coinvolti, si legge, sono Fiumicino e Linate. Negli stessi giorni — il 25 agosto e il 7 dicembre — quegli slot sono stati dati ad Alitalia in leasing.
alitalia etihadALITALIA ETIHAD

handling alitaliaHANDLING ALITALIA
Quanto valgono oggi
Al momento della pubblicazione dell’articolo Alitalia non aveva ancora risposto alle richieste del Corriere. Nei documenti britannici non viene indicata la cifra di vendita che stando a una delle relazioni dei commissari hanno comportato per Alitalia introiti per 39 milioni di euro. Ma quanto valgono davvero quegli slot? Un’analisi della società specializzata internazionale Iba calcola che il loro prezzo a Heathrow dipende molto dal collocamento orario.
ALITALIAALITALIA
Per esempio lo slot delle 6 del mattino oggi sul mercato vale circa 1,9 milioni di euro, mentre il massimo lo si raggiunge per quello di mezzogiorno con 3 milioni. Quelli di Alitalia sono alle 6:45, 7:25, 16, 16:55, 18, 18:50, 19:10, 20, 20:45, 23:05. E così sulla base delle valutazioni di Iba il Corriere stima che gli slot oggi noleggiati dal vettore tricolore hanno un valore di mercato complessivo di 23,7 milioni di euro. Quando — e se — verrà aggiunta la terza pista quel dato è destinato a scendere.
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