9 dicembre forconi

domenica 11 febbraio 2018

RUSSIA - UN AEREO DI LINEA PRECIPITA A 80 CHILOMETRI DA MOSCA CON 71 PERSONE A BORDO- "NESSUN SUPERSTITE"


Da repubblica.it

russiaRUSSIA
Era diretto a Orsk, una città al confine tra Russia e Kazakistan, l'aereo di linea Antonov an-148 della compagnia Saratov Airlines. Partito dall'aeroporto Domodedovo di Mosca, a bordo viaggiavano 71 persone, 65 passeggeri e 6 componenti dell'equipaggio. Si teme non ci siano superstiti.

Secondo l'agenzia Interfax l'aereo, che era scomparso dai radar poco dopo il decollo dall'aeroporto di Mosca Domodedovo e era diretto a Orsk, si sarebbe schiantato a terra nei pressi di Argunovo, un paese nella regione di Mosca.

Fonte: qui

A MACERATA CORI CHOC AL CORTEO ANTIFASCISTA


LE FOLLIE ISTERICHE DEI CESPUGLI DEL PD

DA SINISTRA ANTAGONISTA E CENTRI SOCIALI INNI CONTRO GLI ITALIANI ESULI DELL'ISTRIA E DELLA DALMAZIA: UNA BESTEMMIA NEL "GIORNO DEL RICORDO"

Giuseppe De Lorenzo Marco Vassallo per www.ilgiornale.it

macerataMACERATA

"Ma che belle son le foibe da Trieste in giù". Inneggiano alla tragedia degli italiani esuli dell'Istria e della Dalmazia.

E lo fanno durante quello che dovrebbe essere un corteo antifascista, contro la violenza e contro le discriminazioni. Alla faccia. Durante la manifestazione a Macerata dopo la morte di Pamela Mastropietro e la folle caccia all'immigrato di Luca Traini, la sinistra ci casca ancora. E sulle note di una canzone della Carrà, gli antagonisti di "Aktion Antifaschisriche" e i centri sociali del Nord Est deturpano il Ricordo di loro compatrioti fuggiti dalle vessazioni del regime di Tito. Vicino a loro sventolano le bandiere dell’Anpi, di Emergency, di Libera, della Fiom, dell'Arci, di Rifondazione comunista, di Potere al popolo, di + Europa, di LeU e di alcune associazioni di migranti.

macerataMACERATA
Non è una novità. E pensare che il giorno del ricordo è istituito per "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe”. Ma per la sinistra non è così. Il 10 febbraio diventa ogni anno la data in cui calpestare la memoria degli italiani uccisi è considerata lotta al fascismo.

Non c’é spazio per il ricordo. Non c’é spazio per gli eventi in memoria dei caduti. Non c’é targa, corteo o minuto di silenzio per quegli italiani uccisi dal rossissimo Tito. Non c’é spazio perché vengono commemorati dalla destra italiana. Quei morti per mano rossa non devono esistere, devono essere cancellati. Rispediti (nuovamente) in quella fossa carsica che gli ha inghiottiti nel 1943. In un modo o in un altro.
foibeFOIBE

E allora perché non mobilitarsi tutti insieme - Collettivi, anti-fascisti e il mondo della sinistra - per arginare, bloccare, paralizzare ed eliminare ogni forma di commemorazione? Ne sono una prova le proteste targate Pd che volevano stoppare i cortei del ricordo di CasaPound e Forza Nuova a Torino. “Chiediamo una parola netta e forte su una manifestazione che è organizzata da formazioni che hanno espresso solidarietà al pazzo di Macerata e che rischia di trasformarsi in un corteo fascista”, ha strillato il segretario provinciale del Pd Mimmo Carretta. L’Anpi gli ha fatto eco: manifestazioni da vietare “per il carattere neofascista in base alla norma della XII disposizione della Costituzione e delle leggi Scelba e Mancino”.

foibeFOIBE
Ad Ancona una delegazione di centri sociali ha occupato pacificamente Palazzo Camerata per fermare il comizio del partito di destra e ha chiesto l’annullamento del corteo del 10 febbraio. A Torino hanno pensato bene di infangare con una bomboletta di vernice la lapide in ricordo dell’esodo dei Giuliano-Dalmati : “In Istria i fasci stupravano”, hanno scritto a caratteri cubitali. A Seriano (Milano), in un volantino che pubblicizzava la conferenza indetta dall’Anpi “Fascismo, Foibe, Esodo” si parla delle vittime delle foibe ma non di comunismo. I morti sono accostati al fascismo ma non viene ricordato che gli eccidi furono per mano di Tito.

A Tivoli invece Fratelli d’Italia insorge e esprime “sconcerto e rammarico per la condotta del sindaco Giuseppe Proietti e dei suoi consiglieri, che nonostante si fossero impegnati con una mozione votata a larga maggioranza ad intitolare una piazza o una via ai Martiri delle Foibe, ad oggi non ha ancora dato seguito agli impegni presi con i cittadini”.

macerata corteo antirazzismoMACERATA CORTEO ANTIRAZZISMO
Quando la protesta e il dialogo non bastano, si arriva addirittura alla violenza. “Si getta fango sui partigiani e gli jugoslavi, descrivendoli come assassini. Non si dice invece che gli italiani per anni hanno occupato la Jugoslavia”, ha detto una giovane di sinistra a Il Mattino di Padova. I contestatori hanno provato ad avvicinarsi a Palazzo Nassiriya di piazza Capitaniato - dove si teneva un incontro di Fratelli d’Italia sulle foibe - e di fronte al blocco dalle forze dell’ordine sono passati all’attaccato degli agenti, anche loro considerati “fascisti”. Violenze anche a Pavia durante l’evento organizzato dall’Associazione culturale Recordari. Un gruppo di 50 persone appartenente ai Collettivi di sinistra ha tentato di aggredire un folto gruppo di persone riunita per non dimenticare gli italiani morti nelle foibe. Passando per una via laterale alla piazza in cui si stava volgendo l’evento, i manifestati hanno tentato l’aggressione. La polizia è riuscita ad allentare i violenti reagendo con la forza, evitando il peggio.

In ogni città i tentativi di dimenticare il giorno dedicato alle vittime della foibe e agli italiani uccisi sono vani. Non basteranno le proteste, i monumenti oltraggiati e le violenze: il 10 febbraio non muore, vive nel ricordo.

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venerdì 9 febbraio 2018

BERTOLASO ASSOLTO – PER GLI APPALTI DEL G-8 DELLA MADDALENA CONDANNATI BALDUCCI ED ANEMONE

“IL FATTO NON SUSSISTE” PER L’EX CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE, BERTOLASO, EPPURE E’ STATO CONDANNATO DAI MEDIA 

ASSOLTO ANCHE IL COMMISSARIO PER IL MONDIALI DI NUOTO


DIEGO ANEMONEDIEGO ANEMONE
Quattro condanne per associazione a delinquere,12 tra assoluzioni e prescrizioni. Sono le decisioni del Tribunale di Roma nell'ambito del processo sugli appalti del G8. Assolto anche l'ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, "perché il fatto non sussiste". I giudici hanno invece condannato a 6 anni e 6 mesi l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, a sei anni l'imprenditore Diego Anemone. Condannato a quattro anni per corruzione  il generale in pensione della Finanza (in servizio prima al Sisde e poi all'Aisi) Francesco Pittorru, a 4 anni e mezzo l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis.

ANGELO BALDUCCI A BORDO PISCINA jpegANGELO BALDUCCI A BORDO PISCINA 
Tra le posizioni prescritte quella di Daniele Anemone, fratello di Diego. Assolti tra gli altri Maria Pia Forleo, ex funzionaria della presidenza del Consiglio, e Claudio Rinaldi, ex commissario dei mondiali di nuoto a Roma. I giudici hanno stabilito il pagamento di una provvisionale di un milione di euro che Anemone e Balducci dovranno pagare al ministero delle Infrastrutture, 50mila euro a Cittadinanzattiva, e 250mila euro alla presidenza del Consiglio.
balducciBALDUCCI

Il processo nell'ottava sezione penale del tribunale di Roma è quello su un giro di tangenti che avrebbero macchiato la gestione di una serie di appalti per il G8 della Maddalena del 2009 (poi tenutosi a L'Aquila) e per la realizzazione di opere pubbliche in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Il tribunale, che ha dichiarato prescritti numerosi episodi di corruzione e ha assolto chi era ritenuto solo "partecipe" dell'associazione per delinquere, ha assolto, perché il fatto non sussiste, l'ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso e l'ex dirigente del ministero dei Beni culturali Gaetano Blandini, che rispondevano di due distinti episodi di corruzione.
L'indagine, partita a Firenze nel 2010, era stata trasferita a Perugia e alla fine inviata a Roma per competenza territoriale. La "cricca" era stata rinviata a giudizio nel 2013. Gli inquirenti parlarono di un "sistema gelatinoso", che permetteva a un gruppo di imprenditori e pezzi delle istituzioni di condizionare grandi appalti. A Balducci e Anemone, veniva contestata la corruzione e l'associazione a delinquere: erano loro, secondo i pm Roberto Felici e Ilaria Calò, titolari del fascicolo, il cuore del gruppo che con favori e denaro si aggiudicava gare milionarie andando "oltre gli schemi di corruzione cui siamo abituati".

bertolasoBERTOLASO
Nella requisitoria i pm parlarono di "uno dei più gravi casi di corruzione nell'Italia dal dopoguerra per il danno enorme alla pubblica amministrazione con interi settori assoggettati" al gruppo. "È una sorta di corruzione 2.0", dissero, parlando di una rete di "rapporti illeciti con soggetti di alto profilo istituzionale", attraverso "ripetuti e ingenti vantaggi a pubblici funzionari perché venissero meno ai loro doveri".

Fonte: qui

GUIDO BERTOLASO: “CHI MI HA MASSACRATO ORA CHIEDA SCUSA AI TERREMOTATI SENZA CASA… HANNO DISTRUTTO LA PROTEZIONE CIVILE, SOSPETTO PER MOTIVI POLITICI” 

“L’ASSOLUZIONE ‘PERCHE' IL FATTO NON SUSSISTE’, UN ATTO DI CORAGGIO DEI GIUDICI. AVREBBERO POTUTO...”

Marco Ventura per Il Messaggero

«Chi mi ha attaccato, massacrato, dovrebbe chiedere scusa agli italiani, perché ad andarci di mezzo in queste vicende assurde e allucinanti è stato il Paese, gli abitanti dei Comuni terremotati che vivono fuori dalle loro case, o in casette di legno neanche sufficienti per tutti dove ci piove dentro e fa freddo con la neve. Il processo contro Guido Bertolaso non sarebbe neanche dovuto cominciare. Questi sono i risultati di un comportamento ingiusto e ingiustificabile».

casette terremoto1CASETTE TERREMOTO
È l'ora di cena in casa Bertolaso e si sente l'allegria della tavolata in famiglia. «Assolto. Assolto perché il fatto non sussiste», scrive l'ex capo della Protezione civile su facebook. «Nonostante la richiesta di prescrizione. Questo vale una doppia assoluzione».

Non bastava prescrivere il reato?
«Ho imparato sulla mia pelle che l'art. 149 del codice penale dice che di fronte a una richiesta di prescrizione il tribunale può assolvere una persona ma non perché le prove non sono sufficienti o c'è qualche dubbio, solo se c'è l'assoluta certezza dell'innocenza. Quindi il tribunale aveva davanti a sé un'autostrada, dire il reato è prescritto, e una strada in salita, assolvermi perché il fatto non sussiste. Onore al merito ai giudici del tribunale di Roma. Forse qualcuno in campagna elettorale dovrebbe anche decidersi a parlare di giustizia e comprendere i disagi dei magistrati».

Lei ha vissuto una gogna di 8 anni. Nessun rammarico per non aver concluso il lavoro?
amatriceAMATRICE
«Sono stati anni di grande difficoltà, vissuti con serenità da me e dalla mia famiglia, che mi è stata vicinissima. Ho fatto il medico in Africa (contro Ebola, ndr), abbiamo reagito. Rammarico? Il mio tempo dopo dieci anni alla Protezione civile era finito. Nel 2010 avevo già fatto domanda di prepensionamento e di fare volontariato con un'organizzazione di medici cattolici. Altre sono le conseguenze sul sistema di protezione civile. Chi mi ha voluto massacrare, tramite me ha massacrato la Protezione civile. La riforma adottata sotto il governo Monti ha distrutto la mia' protezione civile. Così hanno demolito una delle poche realtà italiane invidiate in tutto il mondo».

Questa non è la sua prima assoluzione
BERTOLASOBERTOLASO
«Sono stato assolto per il sisma dell'Aquila, sebbene avessimo rinunciato a tutti i testi della difesa per evitare la prescrizione, siamo andati solo con i testi dell'accusa. Perché il fatto non sussisteva, come adesso. Archiviata anche l'accusa di avere spartito illecitamente i rifiuti a Napoli. E quella per aver fatto troppi cessi' chimici per i terremotati dell'Aquila: secondo qualcuno per fare la pipì di notte dovevano fare la coda sotto la neve».

Che Paese è l'Italia?
bertolaso spesa al supermercato da OGGIBERTOLASO SPESA AL SUPERMERCATO DA OGGI
«Un Paese a macchia di leopardo, a geometria variabile, bipolare per usare un termine della neuropsichiatria. Ma chi fa il proprio dovere, anche se per un certo periodo deve pagare, alla fine si vede riconosciuti i meriti Ora mi chiedono in molti di andare a aiutare in situazioni difficili. A metà del mese partirà il primo programma di pronto soccorso 118' mai realizzato in Africa, nella Sierra Leone, disegnato, preparato e proposto da me».

Tornerà in politica? 
«Non ci penso per niente».

E nelle istituzioni?
«Le istituzioni le ho lasciate, c'è tempo per ogni attività. Il tempo è dei giovani, che spero siano in grado di raccogliere questo patrimonio di passione, competenza, entusiasmo e voglia di non guardare in faccia nessuno e fare il proprio dovere».

La sua famiglia?
«È stata la mia salvezza, la mia colonna portante. Mi hanno sostenuto, mi hanno rimproverato quando ho avuto qualche momento di sbandamento, mi hanno coccolato, hanno sofferto anche più di me. E hanno dimostrato, mia moglie e le mie due figlie, che le donne hanno più attributi di noi uomini».

Su Facebook ha scritto: Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. E poi vinci. C'è stato un disegno politico contro di lei? 
«Non lo escludo e lo possiamo sospettare. Ma in mancanza di prove certe, non possiamo dirlo. Comunque, quelli che hanno provato a farmi fuori questa sera si guardino allo specchio e chiedano scusa».

Fonte: qui

QUANTO INCASSANO I SOCI DI ITALO DALLA VENDITA AGLI AMERICANI? 370 MILIONI A INTESA, 280 A GENERALI, 245 AL FONDO PENINSULA. POI 345 MILIONI A DELLA VALLE, 250 A MONTEZEMOLO, 155 A PUNZO, 110 A ISABELLA SERAGNOLI, 94 A BOMBASSEI

CATTANEO HA INVESTITO 15 MILIONI DELLA LIQUIDAZIONE TIM IN AZIONI NTV E ORA SI RITROVA CON OLTRE 116 

SE FOSSE ANDATA IN BORSA, AVREBBERO INCASSATO MENO DELLA METÀ…

Estratto dall’articolo di Luca Pagni per www.repubblica.it
BOMBASSEI MONTEZEMOLO PUNZO DELLA VALLE PRESENTANO ITALO NTVBOMBASSEI MONTEZEMOLO PUNZO DELLA VALLE PRESENTANO ITALO NTV

Ma a guadagnarci dall'operazione non sarà soltanto il fondo Peninsula. I due miliardi andranno divisi pro-quota tra i soci: quindi a Intesa andranno circa 370 milioni, a Generali 280 milioni, al fondo Peninsula  245 milioni. Questo per i soci finanziari.

Poi c'è il gruppo di imprenditori che ha dato via al progetto Italo (Intesa e Generali sono approdati prima come finanziatori e poi hanno convertito in quote parte dei debiti): a Diego Della Valle andranno 345 milioni, a Luca Montezemolo 250 milioni, a Gianni Punzo 155 milioni, a Isabella Seragnoli 110 milioni, ad Alberto Bombassei 94 milioni.

DELLA VALLE E MONTEZEMOLODELLA VALLE E MONTEZEMOLO
Poi c'è il caso dell'amministratore delegato Flavio Cattaneo: ha investito parte della liquidazione avuta uscendo sia da Terna sia da Telecom Italia (società di cui è stato alla guida negli ultimi dieci anni) fino a salire al 5,83% del capitale. Di conseguenza, Cattaneo incasserà oltre 116 milioni di euro. Se Italo fosse andata in Borsa, i soci avrebbero incassato meno della metà: il progetto di quotazione prevedeva di collocare in Borsa tra il 35 e il 40 per cento del pacchetto azionario complessivo.

Perchè dagli Stati Uniti è arrivata una offerta, a prima vista così elevata? Il fondo americano è convinto che nei prossimi anni, con nuovi treni e con una adeguata offerta commerciale nei confronti del Frecciarossa, la società possa dare adeguati ritorni. Va ricordato che dopo tre anni di gestione in rosso, nel 2016 e nel 2017 la società è tornata in utile per complesivi 65 milioni.

Ma l'ingresso in Ntv potrebbe essere interessante anche per altri motivi: il fondo Gip potrebbe guardare all'apertura del mercato in altre nazioni europee (Spagna e Francia, per esempio) e l'esperienza accumulata da Italo in Italia - dove ha rotto il monopolio delle Fs - potrebbe essere molto utile. Il fondo Usa ha offerto a Montezemolo (al momento presidente del gruppo) e a Cattaneo di rimanere alla guida della società ma tutto fa pensare che non accettino.

Fonte: qui

GLOBAL INFRASTRUCTURE PARTNERS GESTISCE 40 MILIARDI DI DOLLARI E FA UTILI PER 5 MILIARDI 

HA PARTECIPAZIONI NELLE FERROVIE CARGO AUSTRALIANE E CONTROLLA L'AEROPORTO LONDINESE DI GATWICK

Lucio Cillis per La Repubblica

ITALOITALO
Gli americani che puntano due miliardi di euro su Italo-Ntv sono uno squadrone coeso e con una grande esperienza nel settore delle infrastrutture. Soprattutto nei porti, aeroporti, società ferroviarie cargo, energia anche rinnovabile. La potenza di fuoco di Global Infrastructure Partners è fuori discussione: tra il 2013 e il 2015 Gip ha dismesso diverse partecipazioni in gruppi importanti, soprattutto nel settore energetico incassando denaro fresco. E adesso ha tanto cash da spendere. Tra l'agosto scorso e le ultime settimane ha chiuso ben cinque acquisizioni importanti. Gestisce 40 miliardi di dollari, macina 5 miliardi di utili l'anno e ha un esercito di 21mila dipendenti in tutto il mondo.

ITALOITALO
E il fondo ha deciso da qualche tempo che lo shopping migliore nel settore ferroviario, per prezzo e prospettive è proprio quello da portare a termine in Italia, dove l'alta velocità ha scatenato una guerra mai vista e dove lo sviluppo del comparto si avvale di una forte partecipazione pubblica, spinta pure dal matrimonio Fs-Anas. In Italia c'è anche molto know how ferroviario: siamo, in fondo, il Paese dei treni. Un modo anche indiretto di carpire segreti e tecnologie dei binari per (magari) importarli successivamente nell'America di Donald Trump che sogna una vera alta velocità-capacità su ferro.
ITALO NTVITALO NTV

Tra soci e partner di Gip ci sono nomi sconosciuti ai più ma con un passato in società di consulenza e banche d'affari di rango, alcune discusse, altre addirittura fallite, come Lehman Brothers. La maggior parte dei dirigenti e partner di prima linea del fondo pigliatutto provengono da Credit Suisse, mentre gli altri hanno alle spalle esperienze più o meno lunghe in gruppi di rango come General Electric, Goldman Sachs, Mizhuo Bank, Morgan Stanley, Nomura, Honeywell, Qatar Petroleum, Latham e Watkins. Quindi una forte propensione al "fare", alla concretezza, sommate a un'immensa potenza finanziaria da 40 miliardi di dollari.

LUCA DI MONTEZEMOLO SULLA MOTRICE ITALOLUCA DI MONTEZEMOLO SULLA MOTRICE ITALO
Basta guardare agli interessi sparsi nel globo per comprendere quanto Gip possa investire sui treni ad alta velocità italiani, fino ad oggi l'unico coraggioso concorrente europeo sulle rotaie veloci dei monopolisti di lunga data, come Ferrovie dello Stato, Deutsche Bahn, Sncf.

Nel suo pacchetto di interessi, in essere o archiviati, ci sono porti, gas, petrolio, infrastrutture aeroportuali, trasporto container e terminali portuali. Come l'aeroporto londinese di Gatwick che con oltre 35 milioni di passeggeri l'anno è la seconda potenza britannica dopo Heatrow. In passato Gip aveva messo le mani sullo scalo più piccolo e desiderato di Londra, il City Airport, ceduto di recente ad una società canadese. Oggi ha il controllo pieno dello scalo di Edimburgo in Scozia.

Adebayo “Bayo” Ogunlesi, presidente Global Infrastructure partnersADEBAYO “BAYO” OGUNLESI, PRESIDENTE GLOBAL INFRASTRUCTURE PARTNERS
Nel settore trasporti, nel quale rientra Italo, ha messo nel mirino del fondo il Porto di Melbourne (Australia) e sempre nel Paese dei canguri Pacific National il più grande operatore cargo su ferrovia del continente. Inoltre tra i fiori all'occhiello, vanno segnalati Gas Natural Fenosa, che opera in 30 Paesi soprattutto in Spagna e Sud America. Sempre nel campo energia è presente in Hess e Cpv (negli Usa), Saeta Yeld-Bow Power (Spagna), Gode Wind 1 (Germania), Guacolda (Cile), Freeport Lng (Texas, Usa).

Fonte: qui

La «truffa» delle bollette: chi consuma meno pagherà il 46% in più

Bollette della luce troppo alte, il 10% delle famiglie non riesce a pagare e intanto arrivano nuovi aumenti: una truffa a vantaggio delle grandi imprese che andrà a colpire anche chi consuma poco.

Bollette della luce sempre più alte, voci di costo difficili da comprendere e aumenti costanti: perché paghiamo l’elettricità sempre più cara?
A partire dalla bolletta di gennaio, gli italiani dovranno fare i conti con un aumento dell’energia pari al 5,3% che, spalmato per i 12 mesi dell’anno e sommato agli aumenti delle bollette del gas, comporterà una maggiore spesa pari a 80 euro all’anno.
Ma c’è di più, perché a partire dal 1° gennaio 2019 con l’entrata in vigore della tariffa progressiva sono in arrivo aumenti pari al 46% del costo dell’energia che, come ammesso dalla stessa Autorità per l’Energia, “comporterà inevitabili aumenti di spesa annua per larghe fasce della popolazione”.
Si tratta di quanto già comunicato il 27 dicembre 2017, ma è un’inchiesta effettuata da Milena Gabanelli e Andrea Marinelli a svelare quella che si potrebbe definire una vera e propria truffa ai danni dei cittadini.
Quello che emerge è che la ragione per cui il costo dell’energia aumenterà del 5,3% dal 1° gennaio 2018 è soltanto in parte dovuta alle avverse condizioni atmosferiche, alle inefficienti infrastrutture al Sud, e all’aumento dei consumi della stagione invernale.
Quelle incomprensibili voci di costo, tra imposte e oneri di sistema e costi per il trasporto e la gestione, finiscono per riempire il paniere di agevolazioni e vantaggi per le grandi imprese, andando a gravare ancora una volta sulle tasche delle famiglie.

Aumenti in bolletta dell’energia: le vere ragioni del salasso

Per capire le vere ragioni degli aumenti della bolletta dell’energia elettrica che colpiranno le famiglie bisogna volgere lo sguardo all’altra faccia della medaglia, le grandi imprese.
L’inchiesta pubblicata sul Corriere della Sera porta come uno dei primi motivi che comporteranno quel 5,3% di aumento delle bollette un decreto del MISE, di dicembre 2017, nel quale sono previste importanti agevolazioni per le imprese energivore.
Si tratta di grandi gruppi industriali ad alto consumo di energia ai quali lo Stato ha deciso di destinare importanti incentivi con l’obiettivo di contribuire al recupero della competitività del Made in Italy.
Una ragione condivisibile; peccato che a pagare quanto scontato alle grandi imprese saranno i cittadini, che dovranno farsi carico di ben 1,7 miliardi di euro, addebitati in bolletta sotto la voce “oneri di sistema”.
Siamo solo all’inizio.

Da gennaio 2019 pagherà di più chi consuma meno

Le agevolazioni per le imprese energivore sono soltanto uno dei tasselli necessari per spiegare i perché degli aumenti in bolletta.
A queste si aggiungono gli incentivi per gli impianti Cip 6, alcuni dei quali alimentati da materiali non biodegradabili ed oltretutto bocciati dall’UE e i certificati bianchi, ovvero i titoli di efficienza energetica introdotti al fine di promuovere il risparmio energetico, che costano ben 7 milioni di euro al giorno ai cittadini. Costo mascherato, neanche a dirlo, sotto la dicitura “oneri di gestione”.
E allora, che fare? Come difendersi dagli aumenti? A quanto pare neanche i più accorti risparmiatori riusciranno a scampare all’ennesimo salasso: a partire dal 1° gennaio 2019, con l’entrata in vigore della tariffa progressiva, finirà con il pagare di più chi consuma di meno.
Sembra un paradosso ma è proprio così: anche le dritte su come risparmiare sulle bollette luce e gas serviranno a poco perché, stando a quanto riportato dall’inchiesta pubblicata sul Corriere, chi consuma poco finirà col pagare fino al 46% in più.
A conferma di ciò è la stessa Autorità per l’Energia, nel testo della delibera del 14 dicembre 2017 ad affermare che “l’attuazione del terzo step di riforma per i clienti domestici del settore energetico comporterà inevitabili aumenti di spesa annua per larghe fasce della popolazione”.
Fonte: qui
P.S. IL MECCANISMO E' SEMPRE LO STESSO SI PRIVATIZZANO E SI LIBERIZZANO I MONOPOLI NATURALI, PASSANDO DI MANO LE RENDITE DALLO STATO(CHE LE AMMINISTRA PER CONTO DI TUTTI AI CITTADINI) AI PRIVATI ... 

giovedì 8 febbraio 2018

LA MERKEL ALL’ULTIMO MINUTO DA’ BUCA A GENTILONI

“RIVEDIAMOCI FRA UNA SETTIMANA” 

FIGURA DI M..DA DELLA CONSIGLIERA DIPLOMATICA DEL PREMIER, MARIANGELA ZAPPIA

1. MI RACCOMANDO, PAOLO, RESTIAMO IN CONTATTO…
Marco Palombi per il Fatto Quotidiano

GENTILONI E MERKELGENTILONI E MERKEL
Ce lo immaginiamo, il povero Gentiloni, malinconico e solo nel freddo pomeriggio berlinese, dopo che Angela Merkel gli ha fatto sapere che, certo, sarebbe stato tanto un piacere incontrarlo, ma purtroppamente le trattative per la Grosse Koalition e una gara di birra e salsicce convocata all' ultimo secondo dal Bundesrat le impedivano di riceverlo: "Ma sentiamoci, eh, teniamoci in contatto, davvero: torna tra una settimana magari".

E dire che il povero Gentiloni era arrivato spinto, per così dire, dall' entusiasmo dei meglio commentatori oltre che dal suo proprio. La ripresa, c' informava Il Sole 24 Ore, e il nuovo governo tedesco (base Spd permettendo) rendono questione di poco la riforma franco-tedesca dell' Eurozona (quella che - aggiungiamo noi - serve a incaprettare ulteriormente l' Italia rendendola finalmente alla portata di simpatiche scorribande modello Atene nel nome della "solidarietà europea"): "Non a caso - arguiva Il Sole - il presidente del Consiglio sarà a Berlino per incontrare la cancelliera Merkel nel quadro di un vertice bilaterale fondamentale".
gentiloni merkelLA SOLITA FIGURA DI M....

Eh no? Fondamentale. Il punto non è tanto quel che poteva o potrà fare il povero Gentiloni, cioè poco o anche meno, ma che l' amica Angela non abbia trovato il tempo nemmeno per il caffè che avrebbe attenuato la sua figuraccia. Ce ne doliamo sinceramente, perché il nostro iniziava davvero a crederci a quella faccenda di succedere a se stesso, ma - se è lecito violentare una frase di Oscar Wilde - la vita scorre assai più veloce del realismo.

2. LEZIONE NELL’UNIVERSITA’ DI MARX
Maurizio Stefanini per Libero Quotidiano

Totò e Peppino divisi a Berlino, era il titolo del vecchio film: come dire che nella capitale tedesca ai visitatori italiani può a volte capitare di incappare in contrattempi inenarrabili, proprio per via delle peculiari complessità teutoniche. A Paolo Gentiloni è infatti capitato a Berlino di vedersi dare buca da Angela Merkel, che ha clamorosamente rinviato un appuntamento in programma.

Grandi cose accadono invero in Germania in questi giorni. Da una parte, quell' accordo storico sul lavoro in base al quale si darà un aumento di stipendio del 4,3% e chi vuole potrà lavorare 28 ore a settimana. Dall' altra, dopo quattro mesi di impasse, negativissimo record nella storia della Repubblica Federale, dopo il fallimento di un tentativo di Coalizione Giamaica, dopo un congresso straordinario che ha spaccato in due la Spd, è stato infine raggiunto l' accordo per fare il nuovo governo di Grande Coalizione tra Cdu, Csu e Spd: il quarto consecutivo con Angela Merkel come cancelliera, e il terzo in cui appunto lei si trova alla testa di una formula del genere.

Anche sull' Italia continua insistente il rumor interno e internazionale sulla possibilità che se a marzo non ci sarà nessuna maggioranza anche da noi si dovrà tornare a una formula di grandi intese. È parte del battage la suggestione che in questo caso potrebbe essere proprio Gentiloni l' uomo in grado di gestire la congiuntura, prolungando così ulteriormente la propria permanenza a Palazzo Chigi. Si può dunque immaginare il suo interesse a farsi ricevere dalla Käanzlerin proprio quando lei sta rinnovando l' accordo con i socialdemocratici: una sorta di simbolico imprimatur.

maria angela zappiaMARIA ANGELA ZAPPIA
Invece no. L' accordo generale infatti c' è, ma i dettagli vanno ancora definiti. Così, proprio per potersi concentrare sulle rifiniture la Merkel ha chiamato il presidente del Consiglio per riprogrammare il vertice bilaterale in agenda per le 17 di ieri. Guarda, il tempo ci sarebbe pure, ma è troppo ristretto, poi ho la testa da un' altra parte, non ti do l' attenzione che meriti, non è giusto. Non ti offendi, vero, Paolo? Ti va bene se ci vediamo tra 8 giorni, che sto più comoda? Il 15 allora? Gut!, auf Wiedersehen Paolo. Und Pass auf dich auf, stammi bene!

merkel gentiloniMERKEL GENTILONI
Gentiloni a Berlino ci stava già. Ieri mattina aveva approfittato della trasferta per tenere una lezione sull' Europa all' Università Humboldt di Berlino. Per la precisione, un seminario sui rapporti italo tedeschi e le prospettive europee. Lì aveva spiegato che «non bisogna mai confondere, per quanto riguarda il giudizio sull' Italia, la frequenza dei cambi di governo con l' instabilità nelle scelte di fondo del Paese. L' Italia ha sempre mantenuto una coerenza nelle scelte di fondo», anche «economiche» ed è sempre stata «europeista e democratica».

Resta dunque un Paese che dimostra una grande «affidabilità di fondo» e con il quale «è fondamentale che i grandi paesi europei collaborino per il futuro dell' unione». Ma la Kanzlerin non ha tempo e non ti puoi far ricevere per forza. Il Presidente del Consiglio ha dunque abbozzato, e se ne è tornato a casa. Le motivazioni della Cancelliera sono «comprese e condivise», ha fatto sapere.

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Ragusa, Mariarosa Marabita, M5S, passa nella Lista del Popolo per la Costituzione

Lo ha detto pubblicamente a Caltanissetta


Dalla Lista del Popolo per la Costituzione giunge notizia che la consigliera comunale ragusana, Mariarosa Marabita, ex grillina, ha aderito ad essa, in occasione della prima riunione regionale in Sicilia, della Lista del Popolo per la Costituzione, tenutasi nei giorni scorsi a Caltanissetta.
La Marabita ha partecipato alla riunione facendo presente pubblicamente di aver trovato, nel suo programma, tutti e più principi che prima erano stati intenti del Movimento5Stelle, ma di fatto disattesi; per cui si sarebbe resa disponibile a transitare nella suddetta lista, per proseguire il proprio cammino politico, coerentemente a detti principi, che sente profondamente suoi. Antonio Ingroia, ex Magistrato antimafia di Palermo, capolista nazionale assieme al coordinatore Giulietto Chiesa, della Lista del Popolo per la Costituzione, in collegamento conference call con la sala, ha dato la sua piena disponibilità perché ciò accadesse.


Nel dare notizia dell’adesione della Marabita alla lista Giancarlo Palazzolo, candidato alla Camera e delegato di lista, referente per la zona del Collegio Ragusa-Avola-Siracusa ha affermato “accogliamo la Consigliera del m5s del Comune di Ragusa Mariarosa Marabita nell'organico del nostro gruppo politico, in attesa della comunicazione delle sue dimissioni dal M5S, che avverranno nel prossimo Consiglio Comunale di Ragusa.
Fonte: qui