9 dicembre forconi: bollette
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venerdì 28 settembre 2018

Bolletta luce e gas, da ottobre ancora più salata per l’impennata delle materie prime energetiche

La brutta notizia è che a partire da ottobre i costi delle bollette di luce e gas per chi è nel mercato in tutela saliranno di nuovo

Quella buona è che l’autorità del settore, l’Arera, proprio per questo motivo ha deciso di rinnovare il blocco degli oneri generali di sistema, che contribuiscono a fare ulteriormente lievitare il costo della bolletta. 

Nel dettaglio, nonostante tale blocco, dal prossimo primo ottobre la spesa per l’energia per una famiglia tipo (consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh e di 1.400 metri cubi di gas l’anno) in tutela aumenterà del 7,6% per l’energia elettrica e del 6,1% per il gas naturale rispetto ai costi del terzo trimestre.

Milano, 27 settembre 2018

Per far fronte ai forti aumenti dei prezzi delle materie prime energetiche e delle quotazioni all'ingrosso dell'energia elettrica e del gas che hanno raggiunto in Italia e in Europa livelli record, per l'elettricità l'Arera ha deciso di rinnovare il blocco degli oneri generali di sistema. Situazioni analoghe di tensioni sui prezzi si riscontrano in altri Paesi europei, come in Francia e Spagna, in cui le Autorità di regolazione stanno attentamente monitorando le dinamiche di mercato per assicurarne il buon funzionamento, a tutela dei consumatori.

Già in occasione dell'aggiornamento di fine giugno, gli oneri generali erano stati notevolmente diminuiti per attutire l'impatto dell'aumento del prezzo dell'energia. Ciò avrebbe  dovuto comportare un aumento per recuperare il gettito perduto. Con questa manovra l'Autorità utilizza nella misura massima possibile la sua azione di 'scudo', rinviando di un ulteriore trimestre il rialzo necessario degli oneri. L'effetto complessivo di questa manovra è il contenimento della spesa per i consumatori elettrici, domestici e non domestici, di circa un miliardo di euro (per tutto il 2018), a beneficio sia del mercato libero che di quello tutelato.
L'eccezionale situazione di tensione nei mercati energetici in Europa è determinata da diversi fattori:

  • le sostenute quotazioni internazionali delle materie prime energetiche; in particolare, i prezzi di riferimento per l'Europa del gas naturale e del carbone risultano (in euro) in aumento del 13% e del 12% nel trimestre in corso rispetto al secondo trimestre 2018;
  • le quotazioni del gas europeo sono spinte verso l'alto anche dall'aumento dei prezzi del gas trasportato via mare (GNL) sui mercati asiatici (+22% - in euro - rispetto al secondo trimestre 2018), in quanto tale tensione limita in prospettiva l'offerta di gas naturale disponibile per l'Europa;
  • la crescita senza precedenti del prezzo dei permessi di emissione di anidride carbonica (CO2, +29% negli ultimi tre mesi rispetto al trimestre precedente), cioè dei titoli che i produttori di energia elettrica devono acquistare per compensare la loro CO2 immessa nell'atmosfera;
  • le limitazioni e l'incertezza legata allo stop totale o parziale di 22 reattori nucleari su 58 in Francia, per manutenzione o limitazioni nell'uso dell'acqua per la refrigerazione degli impianti a causa delle elevate temperature estive.
Conseguentemente, in base ai dati di pre-consuntivo, il prezzo della borsa elettrica italiana (PUN) risulta in aumento di circa il 29% rispetto al secondo trimestre del 2018, scontando anche il calo della produzione idroelettrica e temperature superiori alla media stagionale nel mese di settembre. Inoltre i prezzi sui mercati a termine  per il quarto trimestre non danno segnali di inversione dell'attuale tendenza al rialzo.
Pur in presenza del blocco degli oneri generali elettrici,  dal prossimo 1° ottobre la spesa per l'energia per la famiglia tipo[1] in tutela registrerà un incremento del 7,6% per l'energia elettrica (+1,5 cent€/kWh) e del 6,1% per il gas naturale (+4,78cent€/Smc) rispetto alla spesa del terzo trimestre.
Per l'elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell'anno scorrevole[2] (compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre  2018) sarà di 552 euro, con una variazione del +6,1% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (1° gennaio 2017 - 31 dicembre 2017), corrispondente a un aumento di circa 32 euro/anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.096 euro, con una variazione del +5,9% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente (1° gennaio 2017 - 31 dicembre 2017), corrispondente a circa 61 euro/anno. Fonte: qui


Per trovare le offerte del mercato libero più adatte alle proprie esigenze, a disposizione dei consumatori c'è il 'Portale Offerte' (www.ilportaleofferte.it), il sito dell'ARERA, gestito da Acquirente Unico, pubblico e indipendente, che dallo scorso luglio permette a famiglie e piccole imprese di confrontare e scegliere in modo semplice e chiaro le offerte di luce e gas.


domenica 23 settembre 2018

Bollette, il boom dei prezzi della CO2 fa aumentare luce e gas

L'estate di fuoco dell’energia non è ancora finita. Ora anche i prezzi del petrolio si sono rimessi a correre, riportando il Brent vicino a 80 dollari al barile, ai massimi da quattro anni. È l’ennesimo record, che sui mercati europei si aggiunge a quelli registrati da elettricità, gas, carbone: una sequenza impressionante di rincari – trainati soprattutto, ma non solo dal rally della CO2 – che minaccia di pesare sulle nostre bollette.
Per le imprese si profila un rincaro del 10% per l’elettricità e del 30% per il gas, secondo stime elaborate da Energindustria, consorzio promosso da Confindustria Vicenza. E anche per le famiglie il conto potrebbe essere salato, a meno di una brusca inversione di tendenza sui mercati dell’energia all’ingrosso. Negli ultimi giorni a dire il vero qualche seduta ribassista c’è stata. Ma la volatilità, provocata anche da fenomeni speculativi, è altissima e carica ogni previsione di incertezza. Gli scossoni più forti si sono verificati sul mercato dei diritti per l’emissione di anidride carbonica, in parole povere  i «permessi per inquinare», che utilities e società energivore in Europa sono obbligate a comprare per compensare la CO2 che scaricano in atmosfera: il prezzo è sceso di quasi il 20% la scorsa settimana, ma in questo modo ha solo cancellato il balzo che aveva fatto in un paio di sedute.
Prezzo della CO2 quintuplicato
Rispetto a un anno fa il prezzo della CO2 è quasi quintuplicato, superando 25 euro per tonnellata (ieri sfiorava 21 €): livelli raggiunti molto in fretta, con lo zampino di alcuni hedge funds e di aggressive operazioni di copertura dai rischi condotti da alcune grandi società, ma che trovano una giustificazione fondamentale nella riforma europea che dal 2019 imporrà il ritiro dalla circolazione del surplus di permessi che si era creato con la recessione e che manteneva i prezzi troppo bassi: una situazione che impediva al mercato di svolgere la sua funzione, che è quella di stimolare l’efficienza e l’impiego delle fonti energetiche più pulite.

Le rinnovabili non bastano
L’obiettivo rimane però sfuggente. Anche il gas – meno inquinante del carbone e prezioso per la transizione verso un futuro a zero emissioni – è aumentato di prezzo nelle settimane scorse, a livelli mai visti nel periodo estivo: oltre 28 euro per Megawattora sui principali hub europei. Le rinnovabili intanto sono sì avvantaggiate dai costi record della CO2 e del carbone (anche questo salito ai massimi da 5 anni in Europa), ma fino a poco tempo fa hanno deluso le aspettative: nel Vecchio continente c’è stato molto sole l’estate scorsa, ma non altrettanto vento. E anche altre fonti sono state penalizzate.

«Le temperature hanno raggiunto livelli eccezionalmente alti anche nel Nord Europa – spiega Leonardo Zampiva, direttore di Energindustria – Questo oltre a determinare un grande aumento dei consumi, ha portato a una riduzione della produzione idroelettrica e ha imposto un freno alle centrali nucleari francesi per la scarsità di acqua necessaria al raffreddamento. Tutto ciò ha inciso infine inevitabilmente sui costi delle materie prime energetiche». Secondo i dati del consorzio le quotazioni di questi giorni della componente energia all’ingrosso per l’anno 2019 valgono circa 68-70 euro per Megawattora, mentre nello stesso periodo dello scorso anno le quotazioni fisse per il 2018 si attestavano a circa 48 €/MWh, con un aumento del prezzo dell’energia di quasi il 45% in un anno.
L'IMPENNATA DELLE QUOTAZIONI 
Prezzo delle quote di emissione di anidride carbonica nel mercato europeo in euro per tonnellata. (Fonte: www.eex.com)
Prezzi del gas +50%
«Tenuto conto del fatto che per un’azienda non energivora la componente energia pesa per il 30% circa sul totale in fattura, l’aumento dei costi della bolletta elettrica previsto per il prossimo anno potrebbe essere del 10-13% – rileva il presidente del consorzio Carlo Brunetti – Non va meglio per quanto riguarda il gas naturale, perché le quotazioni di questi giorni per il prossimo inverno sono circa del 50% superiori rispetto a 12 mesi fa, cosa che comporta un impatto sui costi per le imprese che potrebbe arrivare a un +30-40% in bolletta».

«Considerando il medesimo periodo di riferimento mai prima d’ora si era assistito a un simile rincaro», osserva Brunetti. «Continueremo a mettere in atto tutte le strategie utili a limitare gli effetti dei rialzi di prezzo, a partire dal giornaliero monitoraggio dei mercati fino all’esercizio del nostro forte potere contrattuale legato ai grandi volumi trattati». La sfida è impegnativa. Anche i prezzi all’ingrosso dell’elettricità si sono messi a correre (con punte addirittura oltre 120 €/MWh nel corso della giornata per il PUN), entrando in una perversa spirale rialzista: da un lato inseguono il rally della CO2 e i rincari di qualsiasi fonte fossile, dall’altro contribuiscono ad alimentarli, perché i margini nella generazione elettrica rimangono elevati. Persino per le centrali più inquinanti.

Il quadro è completato da consumi molto elevati e da un’intensa attività degli operatori sul mercato, con fenomeni speculativi probabilmente anche sui mercati fisici e certamente su quelli dei derivati. È della scorsa settimana la notizia di un trader norvegese che, scommettendo sulla differenza dei prezzi dell’elettricità in Scandinavia e in Germania, è incorso in perdite così forti da provocare un buco di oltre 100 milioni di euro nel fondo di garanzia del Nasdaq. Fonte: ilSole24Ore

giovedì 12 luglio 2018

LE BOLLETTE DIVENTANO UNA PROVA PER REVOCARE LE AGEVOLAZIONI DEL FISCO SULLA PRIMA CASA

LO HA DECISO LA CASSAZIONE: BASTERÀ UN’OCCHIATA AL CONTATORE PER CAPIRE SE L’INQUILINO HA MENTITO SULLA RESIDENZA

Luca Romano per www.ilgiornale.it

furbetti luce prima casa 3LUCE PRIMA CASA 
Consumi bassi di energia elettrica? Addio a tutte le agevolazioni del Fisco sulla prima casa. Una sentenza della Cassazione di fatto ha messo nel mirino chi prova fare il furbo con la residenza anagrafica.

furbetti luce prima casa 1LUCE PRIMA CASA








Così come riporta Italia Oggi, una recente sentenza della Suprema Corte ha messo con le spalle al muro chi di fatto indica un luogo di residenza con prima casa e gode delle agevolazioni su Ici, Imu e Tari senza risiedere effettivamente nell'appartamento.
furbetti luce prima casa 2LUCE PRIMA CASA

E in questo quadro anche il consumo di energia elettrica, sempre secondo la Cassazione, può diventare una prova per revocare le agevolazioni.

Il mancato consumo di energia elettrica, secondo i giudici è un "elemento sintomatico di una presenza nell’abitazione oggetto d’imposizione non abituale".

BOLLETTA DELLA LUCEBOLLETTA DELLA LUCE
E sempre sul fronte delle agevolazioni fiscali è fondamentale stabilire anche la categoria catastale. Sempre la Cassazione ha precisato che l'esenzione non spetta se l'immobile viene inquadrato come uno studio.

E su questo punto piazza Cavour non ha dubbi: "Qualora l’immobile sia iscritto in una diversa categoria catastale, è onere del contribuente, che pretenda l’esenzione, impugnare l’atto di classamento". Insomma questi due punti sono fondamentali per ottenere lo "sconto" sulle tasse dell'immobile. Ma basterà un'occhiata al contatore della luce per capire se l'inquilino ha mentito sulla sua residenza...

Fonte: qui

venerdì 29 giugno 2018

UNA STANGATA PER L'ESTATE: +6,5% LE BOLLETTE ELETTRICHE E +8,2% PER IL GAS

L'AUMENTO DEI PREZZI SI DEVE AL BALZO DEL PETROLIO, MA PER LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI SI TRATTA DI "UN TENTATIVO DI FAR SLOGGIARE IN ANTICIPO LE FAMIGLIE DAL MERCATO DI MAGGIOR TUTELA IN PREVISIONE DELLA SUA FINE, PREVISTA TRA UN ANNO ESATTO"

Enrica Piovan per l'Ansa

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Le tensioni internazionali, con il conseguente caro-petrolio, surriscaldano anche le bollette estive di luce e gas. Dal primo luglio, infatti, secondo l'aggiornamento trimestrale dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, la spesa delle famiglie italiane per l'energia elettrica subirà un incremento del 6,5%, mentre per il gas l'aumento sarà dell'8,2%. Un balzo in controtendenza rispetto ai forti ribassi (-8% per l'elettricità e -5,7% per il gas) del secondo trimestre, che secondo le associazioni dei consumatori non è altro che una speculazione bella e buona.

L'aggiornamento trimestrale delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela, spiega l'Autorità, riflette le tensioni internazionali e la conseguente forte accelerazione delle quotazioni del petrolio (cresciute del 57% in un anno e del 9% solo a maggio), che hanno pesantemente influenzato i prezzi nei mercati all'ingrosso dell'energia, con ripercussioni sui prezzi per i clienti finali sia del mercato libero che tutelato.

bollettaBOLLETTA
Per mitigare l'impatto dell'attuale congiuntura, però, l'Autorità è intervenuta con una modulazione degli oneri generali di sistema, in modo da ridurre l'aumento di spesa per i clienti domestici e non domestici, con uguali effetti sia sul mercato tutelato che su quello libero: senza questo intervento di 'scudo' congiunturale attivato dall'Autorità, l'aumento per l'elettricità sarebbe stato più consistente. La riduzione degli oneri per il trimestre luglio-settembre 2018, comunque, precisa l'Autorità, dovrà essere reintegrata con futuri interventi di recupero sulle stesse utenze.

tralicci energia elettrica 1TRALICCI ENERGIA ELETTRICA
Gli aumenti si tradurranno in una spesa per le famiglie di circa 24 euro/anno per l'elettricità e di circa 21 euro/anno per il gas, spiega l'Autorità, che calcola la spesa (al lordo tasse) nell'anno scorrevole (compreso tra il primo ottobre 2017 e il 30 settembre 2018). Ma per lo studio dell'Unione nazionale consumatori, l'aumento su base annua (non, quindi, secondo l'anno scorrevole, ma dal primo luglio 2018 al primo luglio 2019) sarà di 33,5 euro per la luce e 83,5 euro per il gas: "una stangata complessiva di 117 euro", afferma l'Unc, che parla di "rialzi assurdi" e si chiede se non si tratti invece di "un tentativo di far sloggiare in anticipo le famiglie dal mercato di maggior tutela in previsione della sua fine, prevista tra un anno esatto". Fonte: qui

venerdì 23 febbraio 2018

UNA BUFALA PUBBLICATA DA IL SOLE 24 ORE, RIMBALZATA POI DAI SOCIAL, INFORMAVA CHE I 200 MILIONI NON PAGATI DAI CLIENTI MOROSI DELL’ENEL FINIRANNO SPALMATI A 35 EURO SULLE NOSTRE BOLLETTA

INVECE, L'IMPATTO SUI CONSUMATORI SARÀ ALL’INCIRCA IL 2% DEGLI ONERI DI SISTEMA, E NON 35 EURO) - VIDEO
 

Da Blitz quotidiano.it

BOLLETTA DELLA LUCEBOLLETTA DELLA LUCE
Sta circolando su WhatsApp e su Facebook una fake news che riguarda la bolletta della luce Enel. Secondo questa bufala ci sarebbe un aumento di 35 euro per “sanare” i morosi che non pagano la luce. Una fake news architettata e che fa leva sul caso mosso sulle pagine de Il Sole 24 Ore dal titolo “Bolletta non pagata? Da ora è a carico di tutti”. Un articolo che informava di 200 milioni non pagati da clienti morosi che finiranno spalmati tra tutti gli altri. Una notizia falsa che poi ha avuto l’eco dei social.
tasti falso e veroTASTI FALSO E VERO

L’importo di cui parla l’articolo infatti non riguarda gli ammanchi lasciati dai clienti finali morosi bensì il buco creato nell’ultimo biennio del crac di alcune aziende di vendita, la più famosa delle quali è Gala, che nell’articolo del Sole viene invece dipinta come vittima dei morosi.

Come se non bastasse, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) è intervenuta direttamente con un comunicato stampa per spiegare meglio che il provvedimento è esclusivamente finalizzato a reintegrare gli oneri di sistema a seguito del mancato versamento da parte di alcune imprese venditrici e non di altri clienti morosi. Il relativo impatto sulle bollette dei consumatori finali non è ancora stato quantificato da ARERA, ma in ogni caso l’Autorità ha precisato che sarà molto contenuto (all’incirca il 2% degli oneri di sistema, e non 35 euro).

ENEL STARACEENEL STARACE
Non ci sarà alcun aumento di 35 euro sulla bolletta della luce. Bufala bollette Enel. Sul caso della bufala è intervenuto anche il Codacons: “Stanno circolando sui social network e attraverso testi inviati da cellulare messaggi che annunciano un addebito da 35 euro sulla bolletta della luce di aprile, finalizzato a coprire i debiti degli utenti morosi, quelli cioè che non hanno pagato la propria bolletta elettrica – denuncia il Codacons – Un messaggio pericolosissimo perché invita anche a non pagare la bolletta in attesa di una non meglio specificata sentenza del Tar, e a decurtare questi 35 euro dal bollettino postale. Si tratta di una bufala a tutti gli effetti, che solo in parte si fonda su un aspetto reale”.

Fonte: qui

venerdì 9 febbraio 2018

La «truffa» delle bollette: chi consuma meno pagherà il 46% in più

Bollette della luce troppo alte, il 10% delle famiglie non riesce a pagare e intanto arrivano nuovi aumenti: una truffa a vantaggio delle grandi imprese che andrà a colpire anche chi consuma poco.

Bollette della luce sempre più alte, voci di costo difficili da comprendere e aumenti costanti: perché paghiamo l’elettricità sempre più cara?
A partire dalla bolletta di gennaio, gli italiani dovranno fare i conti con un aumento dell’energia pari al 5,3% che, spalmato per i 12 mesi dell’anno e sommato agli aumenti delle bollette del gas, comporterà una maggiore spesa pari a 80 euro all’anno.
Ma c’è di più, perché a partire dal 1° gennaio 2019 con l’entrata in vigore della tariffa progressiva sono in arrivo aumenti pari al 46% del costo dell’energia che, come ammesso dalla stessa Autorità per l’Energia, “comporterà inevitabili aumenti di spesa annua per larghe fasce della popolazione”.
Si tratta di quanto già comunicato il 27 dicembre 2017, ma è un’inchiesta effettuata da Milena Gabanelli e Andrea Marinelli a svelare quella che si potrebbe definire una vera e propria truffa ai danni dei cittadini.
Quello che emerge è che la ragione per cui il costo dell’energia aumenterà del 5,3% dal 1° gennaio 2018 è soltanto in parte dovuta alle avverse condizioni atmosferiche, alle inefficienti infrastrutture al Sud, e all’aumento dei consumi della stagione invernale.
Quelle incomprensibili voci di costo, tra imposte e oneri di sistema e costi per il trasporto e la gestione, finiscono per riempire il paniere di agevolazioni e vantaggi per le grandi imprese, andando a gravare ancora una volta sulle tasche delle famiglie.

Aumenti in bolletta dell’energia: le vere ragioni del salasso

Per capire le vere ragioni degli aumenti della bolletta dell’energia elettrica che colpiranno le famiglie bisogna volgere lo sguardo all’altra faccia della medaglia, le grandi imprese.
L’inchiesta pubblicata sul Corriere della Sera porta come uno dei primi motivi che comporteranno quel 5,3% di aumento delle bollette un decreto del MISE, di dicembre 2017, nel quale sono previste importanti agevolazioni per le imprese energivore.
Si tratta di grandi gruppi industriali ad alto consumo di energia ai quali lo Stato ha deciso di destinare importanti incentivi con l’obiettivo di contribuire al recupero della competitività del Made in Italy.
Una ragione condivisibile; peccato che a pagare quanto scontato alle grandi imprese saranno i cittadini, che dovranno farsi carico di ben 1,7 miliardi di euro, addebitati in bolletta sotto la voce “oneri di sistema”.
Siamo solo all’inizio.

Da gennaio 2019 pagherà di più chi consuma meno

Le agevolazioni per le imprese energivore sono soltanto uno dei tasselli necessari per spiegare i perché degli aumenti in bolletta.
A queste si aggiungono gli incentivi per gli impianti Cip 6, alcuni dei quali alimentati da materiali non biodegradabili ed oltretutto bocciati dall’UE e i certificati bianchi, ovvero i titoli di efficienza energetica introdotti al fine di promuovere il risparmio energetico, che costano ben 7 milioni di euro al giorno ai cittadini. Costo mascherato, neanche a dirlo, sotto la dicitura “oneri di gestione”.
E allora, che fare? Come difendersi dagli aumenti? A quanto pare neanche i più accorti risparmiatori riusciranno a scampare all’ennesimo salasso: a partire dal 1° gennaio 2019, con l’entrata in vigore della tariffa progressiva, finirà con il pagare di più chi consuma di meno.
Sembra un paradosso ma è proprio così: anche le dritte su come risparmiare sulle bollette luce e gas serviranno a poco perché, stando a quanto riportato dall’inchiesta pubblicata sul Corriere, chi consuma poco finirà col pagare fino al 46% in più.
A conferma di ciò è la stessa Autorità per l’Energia, nel testo della delibera del 14 dicembre 2017 ad affermare che “l’attuazione del terzo step di riforma per i clienti domestici del settore energetico comporterà inevitabili aumenti di spesa annua per larghe fasce della popolazione”.
Fonte: qui
P.S. IL MECCANISMO E' SEMPRE LO STESSO SI PRIVATIZZANO E SI LIBERIZZANO I MONOPOLI NATURALI, PASSANDO DI MANO LE RENDITE DALLO STATO(CHE LE AMMINISTRA PER CONTO DI TUTTI AI CITTADINI) AI PRIVATI ... 

giovedì 28 dicembre 2017

CON LA STANGATA DI CAPODANNO I RINCARI ARRIVERANNO A 952 EURO A FAMIGLIA

I “SOLONI” DELL’ECONOMIA GONGOLANO: AUMENTA L’INFLAZIONE, MA I CONSUMATORI PIANGONO 
IN RIALZO IL PREZZO DEL PETROLIO
Luigi Grassia per la Stampa

bolletteBOLLETTE
Con l' anno nuovo arrivano raffiche di rincari sulle bollette, sui pedaggi e sulle altre tariffe: l' Adusbef prevede 591 euro aggiuntivi per queste voci, che salgono a +952 euro sulla famiglia italiana media aggiungendo le spese extra per i prodotti di consumo. E Nomisma Energia fa sponda vaticinando un +5% nelle bollette del gas dal mese di gennaio e un +3,5% in quelle della luce, come assaggio di un anno tutto in crescita per l' energia, inclusi i carburanti.

Considerato poi che i costi della benzina, del gasolio auto, dell' elettricità e del metano sono pervasivi e si scaricano sui prezzi finali di quasi tutti i prodotti e i servizi comprati e venduti, ecco la facile profezia di un 2018 di inflazione vivace.

BOLLETTA DEL GASBOLLETTA DEL GAS
Quanto al giudizio di merito i pareri sono divisi: gli economisti più attenti all' approccio «macro» apprezzano il movimento generale al rialzo, dopo anni di guerra della Bce e dei singoli governi dell' Ue alla deflazione. Dall' altra parte delle barricata ci sono le famiglie italiane, che vedono i loro conti appesantirsi.

Assumendo il loro punto di vista, l' Adusbef prevede +361 euro per consumi di beni vari e +591 euro per le tariffe 2018, tariffe che dipendono da scelte politiche o amministrative, da prendere in base a linee-guida già stabilite; concentrando l' attenzione su questi 591 euro, la prima responsabile dei rincari è l' energia, e non solo per la rimonta internazionale del petrolio: l' Adusbef punta il dito sulle «bollette della luce destinate ad aumentare per 22 milioni di famiglie su 29 milioni totali dal 1° gennaio, a causa di una riforma delle tariffe che penalizza gli utenti con minori consumi». Elettricità e metano ci costeranno 68 euro in più e l' acqua 45 euro in più.

CANONE RAI BOLLETTACANONE RAI BOLLETTA
L' associazione calcola poi rincari medi di 25 euro per le assicurazioni auto, +40 sui pedaggi autostradali, +97 sugli altri costi di trasporto, +49 la Tari, +156 euro le tariffe professionali e artigianali, +55 euro i ticket sanitari, +18 le tariffe postali e +38 euro i costi bancari.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, vede soprattutto nel prezzo del petrolio la spinta a un rialzo generale dei prezzi: «In giornata un attacco a un oleodotto ha colpito la Libia riducendone di 260 mila barili al giorno la capacità di export. Ma a parte incidenti del genere, come quello al gasdotto in Austria pochi giorni fa, è tutto il sistema dell' energia che è sotto pressione. Il mondo consuma sempre più petrolio, ogni anno +1,5 milioni di barili al giorno, l' Arabia Saudita appare molto determinata a tenere sotto controllo la produzione, e così l' eccesso di offerta che aveva colpito il mercato negli scorsi anni è stato riassorbito, nonostante il boom dello "shale oil" americano».

BOLLETTEBOLLETTE
Ieri il Wti americano ha rivisto i 60 dollari per barile e il Brent europeo i 67, ma secondo Tabarelli non finirà qui: «Prevediamo un 2018 di greggio in rialzo e una forte carenza di petrolio sul mercato entro un anno o due. Negli anni di vacche magre fra il 2014 e il 2016 gli investimenti in trivellazioni sono scesi del 60% e questo causerà una crisi dell' offerta.

Oltretutto la finanza torna a investire su petrolio e materie prime, che hanno prezzi bassi rispetto alle medie storiche, mentre le Borse sono ai massimi. In questo momento la finanza globale può investire solo in Bitcoin o in petrolio, e questo amplierà la fluttuazione al rialzo sul prezzo del barile».

Fonte: qui

mercoledì 22 novembre 2017

“PAGHI UN CENTESIMO O STACCHIAMO LA CORRENTE”

INCREDIBILE E VERGOGNOSA STORIA IN PROVINCIA DI PORDENONE DOVE LA “AUDAX ENERGIA” PER UN CENTESIMO INVIA UN’INGIUNZIONE A UNA DONNA RIMASTA VEDOVA DA UNA SETTIMANA 

Lorenzo Padovan per “la Stampa”

Audax energiaAUDAX ENERGIA
Paghi un centesimo entro due settimane o le staccheremo la corrente. Quando la scorsa settimana Elisa Carrer, 65 anni, di Prata (Pordenone) ha aperto la busta della raccomandata che la postina le aveva appena notificato - con tanto di ricevuta di ritorno, così da poter far decorrere i termini di legge per la messa in mora - non poteva credere ai propri occhi.

Solo pochi giorni prima aveva accompagnato al cimitero, per il suo ultimo viaggio terreno, il marito Adolfo Rossetto, titolare di quell' utenza elettrica cui la comunicazione faceva riferimento. Perentoria la richiesta di Audax energia di Vinovo (Torino): scaduto inutilmente il termine del 3 dicembre bisognerà pagare 53 euro per operazioni di chiusura per morosità, altrettanti per la riattivazione della fornitura, ulteriori 50 euro per oneri amministrativi. Un salasso per il mancato versamento di una sola monetina di rame che lo stesso governo ha in animo di abolire al più presto.

Audax energia e l ingiunzione per un centesimoAUDAX ENERGIA E L INGIUNZIONE PER UN CENTESIMO
Leggendo le cifre l'anziana è sbiancata: «Mi sembrava uno scherzo, ma con mio marito morto pochi giorni prima tutto avevo voglia di fare tranne che di sorridere - ha fatto sapere la donna -: due pagine fitte di norme e di sanzioni perché a loro non risultava pagato un singolo centesimo scaduto il 20 ottobre scorso».

Nella vicenda è intervenuto a gamba tesa il cognato Franco, che ha sollevato il caso a livello nazionale, sollecitando l' intervento delle istituzioni: «È vergognoso, ma siamo in Italia e non mi stupisco più di nulla - ha spiegato -: noi siamo fermamente orientati a non saldare, perché c'erano mille altri modi per addebitare quel centesimo, primo fra tutti quello di imputarlo semplicemente nella prossima bolletta.

In quel documento staremo peraltro ben attenti che non venga inserito il costo della raccomandata e della notifica postale, perché non pensiamo che l'azienda, che ci dà la caccia per un centesimo, sia così magnanima da accollarsi gli oneri per l' avvio ufficiale della procedura preliminare della messa in mora».

La vedova teme, tuttavia, conseguenze peggiori e nei prossimi giorni deciderà se recarsi in banca e saldare con bonifico - unica modalità prevista -: un' operazione dal costo di cinque euro per scongiurare rogne future. «Manca solo che mi debba prendere un avvocato per gestire questo intrigo - ha riferito -: allo sportello comunque mi rideranno tutti dietro». Il Codacons questa mattina presenterà un esposto alla Procura mentre la società ieri ha fatto sapere che sta verificando come possa essersi generata quel tipo di richiesta inusuale.

Fonte: qui


venerdì 30 dicembre 2016

ANNO NUOVO, SCATTANO GLI AUMENTI PER ELETTRICITÀ E GAS

PER I PROSSIMI TRE MESI, SUL MERCATO TUTELATO, LE FAMIGLIE E LE PARTITE IVA PAGHERANNO LO 0,9 PER CENTO IN PIÙ PER LA LUCE, MENTRE PER LA FORNITUTA DI METANO IL RINCARO È PIÙ CONSISTENTE: +4,7 PER CENTO

Il governo rinvia a fine giugno l'obbligo per i condomini di adeguarsi alle nuove norme per il risparmio di energia

MILANO - Scattano i rincari di fine anno per le bollette di luce e gas: per i prossimi tre mesi, sul mercato tutelato, le famiglie e le partite Iva pagheranno lo 0,9 per cento in più per l'elettricità, mentre per la fornitura di metano il rincaro è più consistente, pari al 4,7 per cento.

Gli aumenti annunciati ieri (che si sommano all'aumento del gas che si era già verificato a settembre), riducono i risparmi accumulati nei trimestri precedenti. Per cui nell'ultimo anno, la spesa per luce e gas da parte delle famiglia è rimasta pressoché invariata. Considerando il periodo che va dal 1 aprile 2016 al 31 marzo 2017 (quando terminerà il trimestre per cui sono state appena annunciate le tariffe) la spesa per l'elettricità a carico della famiglia tipo sarà attorno a 498 euro, in calo dell'1,5% rispetto a un anno prima, con un risparmio di appena 8 euro. Mentre per il gas (raffrontando gli stessi periodi), la spesa complessiva sarà pari a 1.022 euro, con calo del 6,5% e un risparmio di 71 euro. 

Per colpa della Francia. 

A cosa sono dovuti gli aumenti? Sulle bollette della luce, cominciano a sentirsi gli effetti di quanto sta accadendo sul mercato elettrico europeo. Da un paio di mesi, la Francia ha fermato più di un terzo delle sue centrali atomiche (21 su 58) per controlli alle strutture che proteggono il nocciolo dei reattori. La Francia ha cominciato così a importare energia dai paesi confinanti, tra cui l'Italia, facendo salire i prezzi.

Per il gas, gli aumenti sono legati "alla crescita della componente 'materia prima', ovvero all'aumento delle quotazioni del gas attese nei mercati all'ingrosso nel prossimo trimestre, anche per effetto della maggiore domanda dei mesi invernali", come si legge nel comunicato dell'Autorità per l'energia, l'ente responsabile nel fissare i prezzi ogni tre mesi.

Consumatori all'attacco. 

Negativo il commento delle associazioni dei consumatori e non avrebbe potuto essere diversamente. L'Unione nazionale consumatori ha calcolato i rincari prendendo in esame solo il 2017, per una famiglia tipo significa pagare 4,5 euro in piu' per la luce e 48 euro in piu' per il gas. Il Codacons chiede al governo di abbassare il carico fiscale delle bollette: solo per il gas - ha calcolato il Codacons - il peso delle tasse raggiunge il 53,5% nella classe di consumo intermedia (525-5.254 metri cubi), e addirittura arriva al 71,9% nella classe piu' elevata (oltre 5.254 metri cubi, per lo piu' riscaldamenti centralizzati), contro una media Ue rispettivamente del 39,5% e del 45,1%.

Arriva il mercato libero

E' bene ricordare che questo sistema di calcolo delle tariffe potrebbe andare presto in pensione. Il decreto Concorrenza, poi affossato, prevedeva la fine del regime tutelato con il primo gennaio 2018. Ora bisognerà capire le intenzioni del governo Gentiloni. Quando accadrà, tutti i consumatori saranno obbligati a lasciare il mercato tutelato e passare al mercato libero. In pratica, scegliersi un gestore in base alle offerte più convenienti. Esattamente come funziona già per la telefonia.

Il regime transitorio. 

In previsione di questo passaggio, l'Autorità per l'energia ha pensato a una offerta per così dire transitoria. Da gennaio parte l'offerta scontata "Tutela Simile" per le famiglie e le piccole imprese ancora in regime di maggior tutela. Come funziona? Si potrà  scegliere il nuovo meccanismo transitorio istituito dall'Autorità dell'Energia che permette di aderire, solo attraverso l'apposito sito web, a un'offerta di mercato libero, ma con una struttura contrattuale in verità alquanto complicata, differenziata solo nel prezzo, pari a quello della maggior tutela scontato del bonus "una tantum" che i diversi operatori hanno proposto.


Sono circa 30 le aziende fornitrici ammesse alla Tutela Simile, le quali propongono uno sconto medio annuo per i clienti domestici intorno ai 50 euro (per una possibile riduzione di circa il 10% della spesa annua, al lordo delle tasse, della famiglia tipo). Lo sconto medio per i non domestici invece è intorno a 80 euro.

Condomini, rinvio a giugno

In campo energetico, un'altra notizia che interessa le famiglie arriva dal Governo. Il Consiglio dei ministri ha disposto il rinvio al 30 giugno 2017 del termine - precedentemente fissato al prossimo 31 dicembre - entro cui nei condomini occorre installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, previa verifica che questa installazione determini efficienza di costi e risparmio energetico. Soddisfazione da parte di Confedilizia che pochi giorni fa aveva lanciato un appello per segnalare che "in molti edifici non è stato possibile adempiere a quanto imposto dalla legge a causa del ritardo con cui è stato approvato il decreto che ha modificato le regole applicabili e dell'impossibilità materiale, per le imprese, di soddisfare le innumerevoli richieste". Con il conseguente rischio dell'applicazione di sanzioni - da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare - nei confronti dei proprietari di casa.

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