9 dicembre forconi

martedì 9 gennaio 2018

ASSOLTI ORSI E SPAGNOLINI, EX VERTICI DI FINMECCANICA E AGUSTA-WESTLAND ...

LA CORTE D’APPELLO HA STABILITO CHE NON CI SONO LE PROVE DELLA CORRUZIONE DI PUBBLICI UFFICIALI INDIANI NELLA COMMESSA DA 556 MILIONI PER LA VENDITA DI 12 ELICOTTERI 

ORSI E SPAGNOLINI FURONO ARRESTATI NEL 2013 E PERSERO LE LORO CARICHE

1.FINMECCANICA: ASSOLTO L'EX PRESIDENTE ORSI

 (ANSA) - La Corte d'Appello di Milano ha assolto l'ex presidente di Finmeccanica (ora Leonardo) Giuseppe Orsi e l'ex ad della controllata AgustaWestland, Bruno Spagnolini, nel processo di secondo grado 'bis' con al centro l'accusa di corruzione internazionale per presunte tangenti che sarebbero state versate a pubblici ufficiali indiani per far ottenere ad AgustaWestland una commessa da 556 milioni di euro per 12 elicotteri. Dopo le condanne nel primo processo d'appello la Cassazione nel dicembre 2016 ordinò il nuovo giudizio.
ORSI E SPAGNOLINIORSI E SPAGNOLINI

Anche l'India, da più di due anni ormai, si è messa ad indagare, anche con una serie di arresti, sul presunto caso di corruzione internazionale, tanto che il Ministero della Difesa indiano (alcuni rappresentanti delle autorità indiane erano oggi in aula) aveva chiesto come parte civile anche il risarcimento del danno agli imputati. Lo stessa parte civile aveva messo a disposizione, poi, una serie di atti delle autorità indiane alcuni dei quali sono entrati nell'appello 'bis'. Tra gli atti presentati dalla parte civile anche una "richiesta di giudizio", firmata da un organo investigativo indiano, che riguarda anche Orsi e Spagnolini, oltre, tra gli altri, all'ex capo di Stato maggiore dell'aeronautica militare indiana Sashi Tyagi, colui che nell'ipotesi d'accusa sarebbe stato corrotto.

Il procedimento era nato a seguito dell'inchiesta della procura di Busto Arsizio (Varese) con al centro la presunta maxi tangente a funzionari indiani, di cui una parte sarebbe finita all'influente famiglia di Tyagi per favorire AgustaWestland nella gara per vendere gli elicotteri al governo indiano, vinta dalla controllata di Finmeccanica nel 2010. Accuse che avevano retto solo in parte il giudizio di primo grado: nell'ottobre 2014 Orsi e Spagnolini erano stati assolti dall'accusa di corruzione internazionale e condannati a 2 anni di carcere solo per le false fatturazioni.
Giuseppe OrsiGIUSEPPE ORSI

In appello erano arrivate le condanne anche per corruzione internazionale perché, secondo i giudici milanesi, l'ex 'numero uno' di Finmeccanica Orsi aveva dato "il suo avallo alla prosecuzione dei rapporti" con la "famiglia Tyagi" ed alla "stipulazione dei contratti" che servivano "per la costituzione della provvista illecita".

Poi è arrivata la decisione della Cassazione di rifare l'appello e di risentire, tra gli altri, Guido Haschke, il consulente italo-svizzero ritenuto dalla Procura il mediatore dell'accordo corruttivo per la maxi commessa. Haschke ha patteggiato la pena, ma ha sempre negato la corruzione. Anche Agusta Westland spa e Agusta Westland nel 2014 avevano patteggiato davanti al gip di Busto la confisca di 7 milioni e mezzo di euro. Oggi le assoluzioni per Orsi e Spagnolini perché il fatto non sussiste, con la Corte che ha richiamato la 'vecchia' formula dell'insufficienza di prove.


2.FINMECCANICA: CORTE MILANO, NO PROVA CHE I FATTI SUSSISTANO
BRUNO SPAGNOLINIBRUNO SPAGNOLINI
 (ANSA) - Non vi è "prova sufficiente" per dimostrare che "i fatti sussistano". Con questa formula la terza sezione penale della Corte d'Appello milanese (giudici Marcelli-Nova-Gamacchio) ha assolto gli ex vertici di Finmeccanica e AgustaWestland Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini nel processo di secondo grado 'bis' con al centro l'accusa di corruzione internazionale per presunte tangenti che sarebbero state versate a pubblici ufficiali indiani per far ottenere ad AgustaWestland una commessa da 556 milioni di euro per 12 elicotteri.

I due imputati erano stati condannati in primo grado solo per l'ipotesi di frode fiscale e poi in appello anche per corruzione internazionale (4anni e 6 mesi a Orsi e 4 anni a Spagnolini), ma poi la Cassazione nel dicembre 2016 annullò con rinvio le condanne ordinando un appello 'bis' per riascoltare alcuni testimoni, sentiti nei mesi scorsi. Oggi le assoluzioni e ora la Procura generale potrebbe decidere di presentare ricorso in Cassazione per un altro giudizio.
GIUSEPPE ORSI IN AUTO VERSO IL CARCERE jpegGIUSEPPE ORSI IN AUTO VERSO IL CARCERE JPEG

3.FINMECCANICA: DIFESA ORSI, DIMOSTRATO NON CI FU CORRUZIONE
 (ANSA) - "Questo processo chiude una vicenda che sin dalle prime battute doveva essere chiara anche agli investigatori: non esiste alcun accordo corruttivo, non vi è prova alcuna che il denaro sia pervenuto al maresciallo Tyagi", ex capo dell'Aeronautica militare indiana. Così l'avvocato e professore Ennio Amodio, che difende Giuseppe Orsi, ha commentato l'assoluzione (le motivazioni tra 90 giorni) dell'ex numero uno di Finmeccanica nel processo d'appello 'bis' su presunte tangenti che sarebbero state versate a pubblici ufficiali indiani per far ottenere ad AgustaWestland una commessa da 556 milioni di euro per 12 elicotteri.

PIER FRANCESCO GUARGUAGLINI GIUSEPPE ORSIPIER FRANCESCO GUARGUAGLINI GIUSEPPE ORSI
Oggi è stato assolto anche l'ex ad di AgustaWestland Bruno Spagnolini, che venne arrestato, così come Orsi, nel 2013 e che uscendo dall'aula, a chi gli ha fatto presente che l'assoluzione dalle accuse di corruzione internazionale e frode fiscale, arriva dopo 5 anni, ha detto: "Con tutto il danno che è stato fatto all'azienda, il danno fatto a noi conta meno". In aula era presente anche Orsi che con i legali ha manifestato la sua soddisfazione per l'assoluzione.

"Non si è mai dimostrato - ha aggiunto il legale Amodio - che i funzionari indiani abbiano in qualche modo interferito nella gara. Si riafferma così - ha aggiunto - che quella fornitura altro non è stata che la manifestazione di un successo dell'industria elicotterista italiana che aveva offerto all'India una delle sue macchine di maggiore efficienza, tanto da essere acquisita anche dall' amministrazione statunitense per i viaggi del presidente Obama".

Fonte: qui
finmeccanica agusta westland elicotteroFINMECCANICA AGUSTA WESTLAND ELICOTTERO

L’oro statunitense è invendibile


Secondo Ronan Manly, esperto di lingotti del BullionStar di Singapore, gli Stati Uniti non permettono a nessuno di esaminare le proprie riserve auree. 
Anche se il Tesoro USA avesse i miliardi che dichiara di avere, questo oro non è vendibile. Il governo degli Stati Uniti afferma di detenere 8133,5 tonnellate di metallo dorato nelle riserve ufficiali. Il cinquantotto percento si troverebbe a Fort Knox, nel Kentucky, il 20 percento a West Point, a New York, il 16 percento a Denver Mint in Colorado e il 5 percento presso la Federal Reserve di New York. 
L’intera faccenda delle riserve auree degli Stati Uniti è opaca e segretaQueste riserve non sono mai state oggetto di una completa revisione indipendente, e i loro guardiani della Zecca e della FED di New York non lasceranno che nessuno entri nei caveau per vederli e contarli”, diceva Manly a RT. 
In ogni caso, secondo l’esperto, anche se il Tesoro statunitense è stato accusato molte volte di possedere molto meno oro di quanto sostiene, c’è un altro motivo: l’oro statunitense è di scarsa qualità. “Anche i dettagli forniti sulle presunte riserve auree degli Stati Uniti mostrano che la maggior parte dei lingotti ha poco oro e il loro peso non soddisfa le specifiche del lingotto d’oro standard ‘di buona lega’”.
 “Ecco perché, anche se gli Stati Uniti avessero la quantità di oro che affermano di avere, la maggior parte è invendibile sul mercato internazionale e può essere utilizzata solo nel commercio con altre banche centrali che vogliano scambiare lingotti d’oro di buona qualità con quelli di qualità inferiore e dal peso insolito degli Stati Uniti“, aggiungeva. 
Se è vero che le riserve auree degli Stati Uniti sono inferiori a quanto affermato, si riconfigurerebbe completamente l’economia globale, predice Manly. Ciò non influenzerebbe direttamente il dollaro USA, né comporterebbe un cambio immediato nell’uso del dollaro USA nel commercio internazionale, ma le conseguenze sarebbero considerevoli. “In primo luogo, la prova che le riserve auree degli Stati Uniti sono inferiori a quelle dichiarate aumenterebbe la pressione per un controllo indipendente completo di tutte le riserve auree degli Stati Uniti. Punterebbe anche sulle riserve auree di altri importanti blocchi commerciali, come eurozona, Cina e Russia, e aprirebbe il dibattito sul ruolo dell’oro nel sistema monetario internazionale. Qualcosa che il governo degli Stati Uniti cerca sempre di evitare“, dice l’esperto. 
Poi dovremmo spostare l’attenzione verso i detentori internazionali di dollari USA prima dell’agosto 1971, quando Nixon chiuse il mercato commerciale dell’oro perché in fin dei conti quei dollari fluttuanti per le liquidazioni, detenuti all’epoca dalle banche centrali estere, sono ancora tecnicamente convertibili in oro al prezzo ufficiale dell’epoca“, aggiungeva. 
E per di più, se l’oro detenuto dal Tesoro degli Stati Uniti è denaturato, si avrà ulteriore pressione sulle altre banche centrali il cui oro si trova negli Stati Uniti. Un serio controllo delle riserve auree degli Stati Uniti dovrebbe includere la pesatura di tutti i lingotti, la verifica del loro contenuto in oro e pubblicazione del peso totale; la verifica dovrebbe essere effettuata da un revisore completamente indipendente. Secondo Manly, Washington non lo permetterà mai.
RT – Reseau International 1 gennaio 2018
Traduzione di Alessandro Lattanzio

«La vita è fragile, concentratevi su ciò che amate»: l'ultimo post prima di morire a 27 anni

Holly Butcher è morta pochi giorni fa. Aveva 27 anni, era australiana del New South Wales, ed era affetta dal sarcoma di Ewing (rara forma di tumore osseo). Prima di morire ha deciso di postare una lettera di addio su Facebook che è subito diventata virale: quasi 70mila like. Un appello alla vita e alla gioia di viverla che ha fatto il giro del mondo. «È strano realizzare, quando hai solo 26 anni, che il tempo a tua disposizione sta per scadere - scrive Holly - Ho sempre immaginato di diventare grande, che un giorno avrei avuto le rughe e i miei capelli sarebbero diventati bianchi. Ho sognato di fare una famiglia con l’uomo che amo. L’ho desiderato così tanto da far male».
© Fornito da RCS MediaGroup S.p.A.

«La vita è così. Fragile, preziosa e imprevedibile. Ogni giorno che passa non è un nostro diritto, ma un dono che ci viene dato», dice la 27enne nel post. « Ora ho 27 anni e non voglio morire: amo la mia vita, sono felice e in debito coi miei cari. Ma non ho il controllo della mia vita tra le mani». Holly ha voluto rompere il tabù della morte, soprattutto nel caso di persone giovani come lei: «Voglio che le persone smettano di preoccuparsi riguardo alle piccole cose stressanti e senza senso che capitano quotidianamente. Ricordate che tutti abbiamo lo stesso fato ad attenderci, per cui concentratevi su ciò che vi fa sentire utili. Quando vi lamentate riguardo a cose ridicole, pensate a chi affronta i veri problemi. Siate grati che i vostri non siano così grandi e passate oltre. Una volta fatto, prendete un bel respiro e alzate gli occhi al cielo blu e verso gli alberi verdi: il mondo è meraviglioso. Pensate a quanto siete fortunati per riuscire ancora a respirare».
Poi conclude con un invito alla vita, e a viverla nel migliore dei modi: «Ascoltate la musica, ascoltatela davvero. La musica è terapia. Accarezzate il vostro cane. Parlate ai vostri amici e mettete giù quel telefono. Viaggiate, se vi piace, altrimenti non fatelo. Lavorate per vivere, non vivete per lavorare. Mangiate le torte senza rimorsi. Non fate ciò che gli altri credano che valga la pena fare. Dite ai vostri cari che li amate. E se qualcosa vi rende tristi, sappiate che avete il potere di cambiarlo». 
Fonte: qui

lunedì 8 gennaio 2018

Avanza il Petro-Yuan nell’asse russo cinese che si contrappone al dollaro USA

La Cina è interessata a firmare contratti nel settore petrolifero espressi in yuan. In questo senso Pechino ha programmato di introdurre un suo indice di riferimento che andrà a competere con il Brent o il “West Texas Intermediate”.
Essendo la Cina attualmente il maggiore utilizzatore di energia ed acquirente di greggio, Pechino è interessata a firmare contratti petroliferi con pagamanto in yuan e a stabilire nello stesso tempo un riferimento di prezzi sulla piazza di Shangai. Il piano prevede che i soci del paese asiatico ricevano, a saldo delle loro forniture, pagamenti a mezzo yuan e ed oro, stabilendo una convertibilità della moneta cinese con l’oro ed evitando di utilizzare dollari USA.
Visto il potere contrattuale della Cina negli acquisti di greggio, è facile prevedere che i principali fornitori del gigante asiatico si vorranno adeguare onde evitare di perdere il loro maggiore cliente.
Il prezzo del barile espresso in yuan permetterà agli esportatori di petrolio, come Russia, Iran e Venezuela, di evitare le sanzioni nordamericane nella vendita del loro petrolio per mezzo della moneta cinese.
Già In settembre, il Venezuela aveva eliminato il dollaro dai suoi contratti petroliferi. Caracas ha ordinato ai commercianti di petrolio di convertire tutti i loro contratti in euro e di non utilizzare più i dollari. La misura ha fatto seguito all’approvazione delle sanzioni USA contro il paese latinoamericano.
La Russia e la Cina hanno iniziato a commerciare tra loro con le proprie monete dopo le sanzioni imposte dagli USA nel 2014.
Si tratta quindi di costituire una enorme zona di interscambio in moneta di riserva alternativa e di allontanarsi totalmente dal dollaro nordamericano. La decisione segue all’inaugurazione da parte di Pechino del nuovo sistema di pagamenti transnazionale, il CIPS, che diventa alternativo alo “SWIFT Code”, radicato a Bruxelles e controllato dalle centrali finanziarie USA che viene utilizzato normalmente per le transazioni bancarie.
Anche nel caso del CIPS , questo è nato come sistema alternativo allo Swift nel momento in cui gli USA hanno utilizzato il loro potere per bloccare i paesi sotto sanzione dall’utilizzo del sistema Swift, oltre al fatto che Pechino ha deciso da tempo di lanciare obbligazioni di Stato espresse in Yuan e di garantire la converitbilità con l’oro di cui ha accumulato gigantesche riserve.
Nyovo sistema monetario
Il tutto forma parte di una strategia a lungo termine con cui si va ad abbandonare il dollaro nelle transazioni internazionali come principale moneta per gli scambi, sottraendosi al potere geofinanziario anglo USA e al suo sistema di ricatti nei confronti dei paesi non conformi agli interessi di Washington.
Quella della conversione in Yuan del petrolio non si può considerare una iniziativa estemporanea nè di avventurismo, nè da parte di Caracas nè di Pechino.  La “Shanghai Futures Exchange” e la filiale “Shanghai International Energy Exchange”, INE, hanno da poco realizzato quattro test con esito positivo sui contratti a termine del greggio. Vedi: Ine.cn
Facile prevedere che le regole del mercato petrolifero e la speculazione con gli “acquisti a futuro” cambieranno profondamente, ma non è tutto. Se si considera che tutto l’intercambio tra Russia, Cina, Iran e India si va incanalando attraverso le rispettive monete nazionali, si deduce che la domanda del biglietto verde è destinata a subire un drastico calo.
Il sistema verso cui si stanno incamminando paesi come la Cina, la Russia ed i paesi del gruppo BRICS (Brasile, Russia, Cina, India e Sudafrica) sarà un sistema di post Bretton Woods, per indicare lo sganciamento dal signoraggio del dollaro USA.
Questo avrà conseguenze importanti negli equilibri geofinanziari mondiali e come prima conseguenza renderà quella delle sanzioni USA una arma spuntata per i paesi che avranno aderito al sistema alternativo. Chi di sanzioni ferisce……..
Fonte:   Al Manar    Asia Times
Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Altro colpo mortale all'egemonia del dollaro? Cina e Pakistan da oggi lo sostituiscono con lo yuan




Altro colpo mortale all'egemonia del dollaro? Cina e Pakistan da oggi lo sostituiscono con lo yuan
La Banca centrale del Pakistan ha concordato martedì di sostituire il dollaro USA con lo yuan per gli scambi bilaterali con la Cina. Si tratta di una decisione che potrebbe accellerare la fine dell'egemonia del dollaro nel mondo.

L'adozione dello yuan nel commercio bilaterale tra i due paesi è particolarmente significativo per la mole di scambi tra Islamabad e Pechino nelle transazioni nei progetti del corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC). E da oggi  il Pakistan sarà ora in grado di pagare le importazioni dalla Cina in yuan e le società cinesi che investono in progetti CPEC in Pakistan potranno restituire i loro profitti anche nella loro valuta nazionale. "Considerando i recenti sviluppi economici locali e globali, in particolare con la crescente dimensione degli scambi e degli investimenti con la Cina nell'ambito del CPEC, la Banca centrale del Pakistan prevede che il commercio di yuan con la Cina aumenterà significativamente nel futuro prossimo e genererà benefici a lungo termine per entrambi i paesi". Si legge in una nota della Banca di Islamabad che annuncia la notizia.


Al momento, gli scambi bilaterali tra Pakistan e Cina si sono attestati intorno ai 14 miliardi di dollari tra il 2015 e il 2016. Le autorità pakistane prevedono un aumento significativo del volume degli scambi tra i due paesi. La Cina si è impegnata a investire, infatti, circa 60 miliardi di dollari in Pakistan fino al 2030 nel quadro del progetto CPEC, che è un mega progetto annunciato nell'aprile 2015 che mira a collegare il porto di Gwadar nel Pakistan sud-occidentale con la regione autonoma dello Xinjiang nella Cina nord-occidentale attraverso una rete di autostrade, ferrovie e oleodotti.
Fonte: qui

domenica 7 gennaio 2018

As The Economic Collapse Gets Closer The Worst From Government Is Yet To Come

“The controls by governments will become increasingly draconian…We should be braced for the likelihood that the worst controls are yet to be revealed…”
by Jeff Thomas via International Man
Years ago, when visiting the US, I’d often watch late night television. Just prior to each interval, in order to ensure that viewers would sit through the adverts, the show would run a panel that said, “More to Come.”
This, of course, was effective, as the viewer would be anticipating that the best part of the programme would come in a later segment. He would then be more likely to continue watching.
Today, we’re looking at the reverse of that situation. The programme we’re watching is The Decline and Fall of the American Empire and those who recognize the decline are viewing with ever-increasing trepidation the developments that are unfolding there. Even those of us who are not American and don’t live there are glued to our screens, as we’re aware that we’re viewing the early stages of a collapse that promises to be the greatest social, political, and economic event that we’re likely to see in our lifetimes.
Following World War Two, the US was in a boom beyond anything the world had ever seen. The Americans came to the war late, after having built up their manufacturing capacity for war dramatically, at the expense of the Allied powers in Europe. And they achieved this, essentially for free. It was paid for with the gold from the vaults of the European allies. After the war, Europe was trashed, and it would take decades for them to get on their feet again. Meanwhile, the US had been going flat-out in production, had first-rate modern factories, and, most importantly, held the majority of the world’s gold.
The 1944 Bretton Woods Agreement ensured that the US dollar would become the world’s default currency and would later become the petrodollar, ensuring American hegemony over much of the rest of the world.
There can be no doubt that, in the first decades after the war, the US had an amazing run and was, arguably, one of the best places to live in the world.
But, unfortunately, as so often happens, American political and industry leaders became full of themselves and couldn’t resist going out on a limb to gain even more for themselves. In so doing, they turned the US from the world’s foremost creditor nation into the world’s foremost debtor nation. Worse, when they reached this unprecedented point, they opted to just keep going.
Worse still, it would appear that today’s leaders are aware that the mother of all bubbles that they’ve created is going to pop sometime in the near future, as they’re preparing themselves for the mother of all pushbacks from the populace when the crashes come.
The FBI, CIA, NSA, and a host of other authorities have either been created or expanded, allowing the creation of the world’s foremost police state. And, beginning in 2001 with the Patriot Act, they have created a host of laws to assign authority to any of those bodies to exert ever-increasing control over the population. Capital controls, migration controls, higher taxes, confiscation of deposits in banks, and quite a bit more have been passed in legislation, including the ability to declare the US in its entirety to be a “battle zone,” through which habeas corpus and the court system can be suspended nationally.
Yipes. (Or blimey, depending on where you’re from.)
At this point, any American who’s paying attention could be forgiven if he’s genuinely frightened as to where his government is going with all this.
And so, we come back to the title of this essay—“More to Come.”
A regular flow of proposed laws is now coming down the pipeline that would have been considered the stuff of a bad movie a few decades ago, but is now only too real and  threatening to the freedoms of the average citizen.
Instead of “more to come” meaning that the best is still on the way, the opposite would appear to be the case.
“But how can this be?” we ask ourselves. Surely those in power—the politicians, the industrialists, the central bankers, etc.—must see this coming, and, if that’s so, surely they’ll do something to stop it.
Well, historically, that’s never been the case. Those in the greatest positions of power have never suddenly reversed an empire when it was about to self-destruct. What they tend to do instead is to guard against becoming casualties of the disaster they’ve created.
So, is that what’s happening this time around? In a word, yes.
The Bernie Madoffs of the world go to jail. However, those who commit the same fraudulent acts from within the system never go to jail. For example, if the heads of a bank commit massive fraud, the bank pays an enormous fine. The fine is then paid by the stockholders. And should the fine be large enough to crash the bank, the bankers can appeal to the government to bail them out, as they’re “too big to fail.” Thus, the taxpayers pick up the bill. Therefore, the more damage the bankers do, the more they prosper.
At this point, what we’re witnessing is an era in which laws are regularly being passed to ensure that the creators of the bubble will have a “Get Out of Jail Free” card and others will sustain the losses.
This is the very essence of what happens in an endgame run. Just as a hitman who places a bomb in a building makes his exit before the bomb can go off, the creators of bubbles safeguard themselves before the economic bomb can go off. They have no intention of being around to live with the resultant devastation that they’ve put into play.
Pete Townshend wrote, prophetically, “Won’t Get Fooled Again” in 1971, in which he hoped that the latest gang of leaders would be better than the last. In the final line of the song, he grimly announces, “Meet the new boss—same as the old boss.”
And, in fact, this is the usual outcome. Perhaps the reason why empires collapse much in the same way, time and again, and their citizens consistently fail to see it coming, is that empires general last a long time before collapsing. The Venetian Republic lasted over 1,000 years. The Spanish Empire lasted just under 500 years. Holland lasted 130 years; Russia, almost 200; the UK, by some estimates, about 300.
And it’s been much the same for the others. In every case, they last longer than a single lifetime, so it’s rare that any individual sees more than one empire collapse in his own lifetime and doesn’t understand that empires don’t end with a whimper. They end with a crescendo, not unlike The Who’s “Won’t Get Fooled Again.”
We will be witness to the collapse of the world’s foremost empire. This is not mere conjecture. The US has all the symptoms that historically precede a collapse, and we’re now coming close to the final stages.
And, if history plays out yet again, as it has repeatedly, we can expect that, in the lead-up to the collapse, the controls by governments will become increasingly draconian. As we consider “more to come,” we should be braced for the likelihood that the worst controls are yet to be revealed.

Il quantitative easing non risolve i problemi … li aggrava!

Ogni giorno vengono scaricati su Wall Street miliardi di dollari ed accade puntualmente da nove anni! Occorre quindi chiedersi: sono tutti “soldi veri”?
Sembrerebbe proprio di no, visto che la moneta americana anziché apprezzarsi si indebolisce. Si tratta allora di ciò che una volta chiamavamo “soldi di plastica”, ossia quelli prodotti dalle Banche Centrali.
Non è vero quindi che i Quantitative easing non producono inflazione, cos’è Wall Street oggi se non un mercato inflazionato?
Il ragionamento è semplice, il Quantitative easing altro non è che una creazione di moneta “fasulla”, e cioè che non ha un corrispettivo in beni reali, questa moneta viene utilizzata per acquistare titoli dello Stato, in questo modo si “libera” della liquidità.
Attenzione però, perché o questa “nuova” liquidità entra nell’economia reale, ed allora genera inflazione, oppure rimane nel mercato finanziario e quindi genera una bolla speculativa.
Ebbene, ma allora la domanda sorge spontanea: perché viene utilizzato il Quantitative easing se in qualsiasi caso darà problemi di carattere inflattivo?
Lo abbiamo già detto più volte, non solo ci stiamo riferendo ad uno strumento non convenzionale di politica monetaria, ma è praticamente l’ultima risorsa che rimane ai banchieri centrali, un tentativo disperato di porre rimedio ad una crisi che non si è riusciti a risolvere in alcun altro modo.
Ok, ma allora poniamo la domanda FONDAMENTALE:
Funziona?
La mia risposta è:
NO!!!
Ma non giungo a questa conclusione in base a formule complesse, bensì semplicemente constatando che quando è stato utilizzato nel passato il Quantitative easing ha solo dilatato i tempi aggravando così i problemi … senza mai risolverli.
La verità è che tutti sanno che quelli sono “soldi di plastica”(che serve a spostare la ricchezza, non a crearla!), quindi nessuno diventa realmente più ricco, si crea però “l’illusione” di una maggiore disponibilità. In pratica è “un trucco” oppure potremmo anche dire “un inganno” fatto però a fin di bene.
Si illude appunto la società civile che la crisi sia finita e che il denaro torni a circolare normalmente, l’obiettivo è quello di non allarmare la popolazione, tuttavia prima o poi “l’inganno” viene scoperto ed a quel punto, visto che il problema non solo non è stato risolto, ma è stato aggravato, ecco che fra la gente si scatena il panico
Questo accadrà.
Non è catastrofismo, credetemi.
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Persino in un contesto globale "miracoloso" FallitaGlia al massimo riesce a galleggiare...


Wall Street segna sempre nuovi massimi storici ed il Dow Jones ha superato i 25mila punti (il record della "bolla precedente" era "solo" intorno ai 14mila punti...)
Le Borse Mondiali salgono da quasi 10 anni di fila = è una situazione verificatasi solo un paio di volte nella storia.
L'economia Mondiale sale da quasi 10 anni di fila = cicli così lunghi senza recessioni "di pausa" sono rarissimi.
I tassi di interesse ovunque bassissimi.
L'immobiliare globally è di nuovo alle stelle (meno che in....indovinate voi...).
I bond...beh...lasciamo perdere = pagate spesso voi per prestare soldi agli Stati e non solo.
Le banche centrali continuano a pompare a go-go con politiche espansive su tutti i livelli.
Il manifatturiero USA è al 103esimo mese consecutivo di espansione.
La Cina continua a marciare senza grossi problemi.
Il Nikkei è ai massimi dal 1996 
etc etc 
In tutto questo contesto ECCEZIONALE ed UNICO 
(sospinto naturalmente dalla VERA Bolla...altro che Bitcoin... dalla BIG BUBBLE pompata in modo corale dalle principali banche centrali post crack Lehman Brothers)
ecco qui accanto in immagine dove si posizione la performance "stellare" di FallitaGlia
(senza contare gli emergenti se no saremmo molto più giù...) = ULTIMI.
Immaginate dunque cosa accadrà alla prima Recessione Globale od al primo intoppo... 
Ma parlate pure di sacchettini biodegradabili da 1cent 
o delle ultime cazzate del politico italopiteco di turno etc 
INVECE di approfittarne della pausa concessa nel Declino Irreversibile 
per attivarvi concretamente&per tempo
per esempio sfruttando la rivoluzione decentralizzata delle Cryptovalute che permette di cogliere un treno epocale 

vedi mio post: Quando un sistema non più sostenibile va in CRISI la via di "salvezza" è Individuale

e dunque di essere pronti per i tempi durissimi che arriveranno in FallitaGlia 
se già adesso in un PERIODO che sa di MIRACOLOSO stentiamo e galleggiamo...

Ma che lo dico a fare? 
Ad una massa di dissociati dalla realtà che pensano solo a tirare a campare al minimo (magari di assistenzialismo)
tutti fieri del loro downshifting? (che poi è solo una pippa mentale per nascondersi di essere dei FALLITI che non riescono a realizzarsi veramente e non ne hanno nemmeno lo stimolo)
prima di tutto per la mentalità diffusa...................



da falliti fuori dal Mondo che ormai non mirano più a nulla di GRANDE
se non a sopravvivere ai minimi termini nella palude di FallitaGlia che tutto castra a priori...
che NULLA sa valorizzare...
tutto va con il freno a mano tirato, anche le cose da potenziale boom
(e la massa italopiteca è consenziente anzi amplifica tutto questo).
Tutti a stare dietro ad ideologie&mode fantasy radical chic da sfigati sbiellati
solo perchè hanno ancora il culo al calduccio grazie alla comfort zone delle generazioni precedenti...

vedi mio post: La devastante correlazione tra Comfort Zone "gentilmente offerta" dalle generazioni precedenti ed il Declino Irreversibile di FallitaGlia

altrimenti PEDALARE e meno grilli per la testa!
Si affermerebbe una maggiore fame di emergere, di affermarsi,
uno spirito maggiormente competitivo, meritocratico
una maggiore spinta a produrre ricchezza
= solo allora forse il Declino Irreversibile potrà cambiare verso...
tra almeno due generazioni...

Intanto anche M5S = "il Nuovo che avanza" e che dovrebbe essere nell'immaginario di molti italopitechi la salvezza di FallitaGlia,
come dico da tempo è solo un'accozzaglia di falliti, sbiellati, incompetenti, fuori dal Mondo.
Non a caso il candidato premier è un fallito incompetente come Di Maio
che non sarebbe in grado manco di lavorare in un call center
e che ha vinto alla LOTTERIA DELLA POLITICA...
cosa che col sistema "elettivo" M5S è molto PROBABILE...
Ecco dunque che eserciti di "salvatori a 5 stelle dell'Italia" ci provano pure loro :-)
Del resto li capisco:
visto che i migliori se vogliono realizzarsi "si globalizzano",
i falliti che rimangono in FallitaGlia devono cercare un modo per "tirare a campare"... ;-)

Vittorio Vb Bertola (ex- attivista M5S)
Numero di iscritti al M5S attualmente attivi, misurati sulla base dei votanti online per la ratifica di Di Maio premier: 37.442.
Numero di iscritti al M5S candidati alle parlamentarie: 15.000.
Percentuale di iscritti che vogliono fare il parlamentare: 40%.
(Guardando Facebook, tra gli attivisti M5S che conosco io è anche di più, tipo il 70-80%.)
Però: tutti questi hanno scritto che si sono candidati a malincuore solo dopo che gliel'hanno chiesto gli altri, ma c'è solo un attivista e mezzo non candidato per ogni attivista candidato, dunque chi sono gli stronzi che sono andati a ripetere a ciascuno dei quindicimila altri attivisti, uno per uno, che lui era il migliore di tutti e doveva andare in Parlamento? 
(con sarcasmo) Non è bello prendere per il culo così i propri compagni di partito!


Insomma, come ripeto da tempo
ormai solo i parassiti che sperano nella continuazione dell'assistenza di stato
od i condizionati che vivono del lavaggio del cervello fatto fin da piccoli
vanno ancora a votare in FallitaGlia
perchè tanto è del tutto inutile
Come dico da tempo
= TUTTE LE OPZIONI POLITICHE SONO UGUALI ovvero SONO TUTTE SOLO VIE DEL DECLINO.
ed è semplicemente logico visto che IL VERO PROBLEMA è la maggioranza italopiteca. 
Non c'è Santo che tenga = se in democrazia rappresentativa vuoi governare
devi per forza lisciare questa maggioranza Italopiteca, almeno fino a quando Darwin non farà il suo corso (ma è maledettamente lento...).
Ecco perchè vi ripeto da tempo #NOHOPEFORTHISITALY = Buona Prosecuzione di Declino Irreversibile.

vedi mio post: Breve incursione nel DEVASTANTE Mondo dei Sogni di FallitaGlia (e me ne torno di corsa nel Mondo Bitcoin...)

Fonte: qui