domenica 6 novembre 2016
LE NAVI DI PUTIN SONO IN SIRIA CARICHE DI MISSILI PER L'ULTIMO ASSALTO AD ALEPPO, ROCCAFORTE DEI RIBELLI ANTI-ASSAD
OBAMA E PUTIN AVEVANO HANNO CONCORDATO DUE TREGUE MA NON HANNO RETTO: ORA SCATTA L’INFERNO
UNA PERSONA È STATA BLOCCATA E ARRESTATA DA AGENTI DI POLIZIA E UOMINI DEI SERVIZI SEGRETI AL COMIZIO DI DONALD TRUMP A RENO, IN NEVADA
VIDEO - POCHI ISTANTI PRIMA IL CANDIDATO ALLA CASA BIANCA ERA STATO TRASCINATO VIA DAL PALCO DAGLI AGENTI CHE VIGILANO SULLA SUA SICUREZZA
Una persona è stata bloccata a terra ed arrestata da agenti di polizia e uomini del Secret Service al comizio di Donald Trump a Reno, in Nevada. Pochi istanti prima il candidato alla Casa Bianca era stato letteralmente trascinato via dal palco dagli agenti che vigilano sulla sua sicurezza. Le immagini mostrano un giovane portato via al centro di un capannello di poliziotti, alcuni dei quali in assetto anti sommossa.
Mentre Trump stava parlando un improvviso trambusto in sala, proprio sotto il palco. Poi le immagini mostrano arrivare due agenti del Secret Service, afferrare concitatamente il candidato alla Casa Bianca e portarlo via di corsa dietro le quinte. Non è ancora chiaro cosa sia successo. Dopo alcuni minuti Trump è tornato davanti ai suoi fan e ha ripreso l'intervento affermando:"Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile per noi. Ma non ci fermeranno mai".
Donald Trump junior ha ritwittato sul suo account Twitter alcuni messaggi in cui si parla di "tentativo di assassinio".
Il Secret Service ha però diffuso una dichiarazione in cui afferma come nessuna arma da fuoco sia stata trovata sul posto. "Improvvisamente in individuo non identificato di fronte al palco ha gridato 'gun' - si spiega - e alcuni agenti immediatamente lo hanno catturato. Dopo in controllo sull'uomo e nell'area circostante non è stata trovata alcuna arma".
Fonte: qui
WIKILEAKS SVELA CHE UN ANNO FA JOHN PODESTA, MANAGER DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DELLA CLINTON, FU INVITATO DA MARINA ABRAMOVIC A UNA SERATA “SPIRIT COOKING”
LO SPIRIT COOKING, UNA PERFORMANCE OCCULTISTA DOVE SI UTILIZZA ANCHE SANGUE D’ANIMALE PER SCRIVERE SUI MURI ED ENTRARE IN CONTATTO CON GLI SPIRITI (VIDEO)
Glauco Maggi per “Libero quotidiano”
La «Cena degli Spiriti» di un anno fa, che aleggia oggi sulla campagna di Hillary grazie a Julian Assange, introduce una scabrosa nota di mistero nella storia della sfida presidenziale del 2016. La succulenta rivelazione del party, offerta sempre da WikiLeaks, riguarda un invito che John Podesta, manager della Clinton oggi ed ex capo staff di Bill Clinton presidente negli Anni Novanta, aveva ricevuto per email il 28 giugno 2015, tramite suo fratello Tony, dall' artista Marina Abramovic.
Famosa per le sue performance masochiste, estrema frontiera dell' astratto concettuale, Marina aveva scritto: «Non vedo l'ora di averti allo Spirit Cooking a casa mia. Pensi di potermi dire se tuo fratello John si unisce alla compagnia?». Tony non perse tempo a girare l'invito a John: «Se sei a New York giovedì 8 luglio Marina vuole che tu venga alla sua cena».
Il piatto forte non era riportato nelle email, ma gli eruditi dell' occulto sanno che lo Spirit Cooking, un «sacramento» della religione di Thelema fondata da Aleister Crowley, usa tutti ingredienti naturali per il suo «menu»: sangue da mestruazioni, latte dal seno, urina e sperma, impastati da Marina in una performance horror che, alla fine, produce un «quadro».
L'accostamento privato, provato da WikiLeaks, del clan Clinton alla Abramovic ha dato a quest' ultima un ritorno di popolarità: su Internet si rivedono le sue esibizioni, da quella in cui si pugnala le mani con un coltello a quando posa con la testa di un caprone insanguinato, la rappresentazione del simbolo occulto Baphomet. Quanto ai Podesta, solo mercoledì prossimo si saprà se il bizzarro Spirit Cooking (il nome formale della cena) con l'amica «strega» ha portato buono o se era stata invece una Cena delle Beffe per il clan Clinton.
Intanto, i due contendenti passano le ultime tre giornate tra comizi negli Stati chiave e gli aggiornamenti dei sondaggi minuto per minuto. Trump ha anche finalmente ottenuto un riconoscimento ufficiale dal partito Repubblicano, che gli ha concesso lo spazio radiofonico del sabato, con il quale il partito di opposizione replica al discorso settimanale del presidente. Il magnate ha dichiarato di voler «eleggere una maggioranza repubblicana al Congresso» , suggellando così la pace con i vertici del Gop, per «cambiare questo sistema degradato e rendere di nuovo grande l' America, per tutti».
Da diversi giorni Donald è passato a condurre in dversi Stati e pure in Arizona: ha 4 punti di margine e la Corte Suprema è intervenuta per vietare il voto anticipato, dando uno schiaffo ai Dem che puntano molto sui volontari che fanno il porta a porta prima dell' 8 novembre. Secondo la media Rcp nazionale, Hillary è avanti di 1,7 punti nel testa a testa, e di 2 punti nella corsa a quattro (con il libertario e la verde), ma il maggior distacco è del Los Angeles Times, 5 punti pro Trump. In 37 milioni, fino a venerdì, avevano già riconsegnato le schede, che saranno aperte però solo martedì.
Anche Wall Street sta dicendo la sua, ed è pro Trump con le nove sedute negative consecutive che non si vedevano dal 1980: quando la Borsa va male, di solito perde il partito al potere e vince il nuovo. Così, gli indicatori di mercato danno l' 86% di chance al Gop.
Fonte: qui
P.S. Grazie a Wikileaks si è potuto apprendere che il capo della sua campagna elettorale, John Podesta, riceve inviti a cena da Marina Abramovic, “artista” nota per la sua, diciamo così, eccentricità.
Podesta è stato invitato ad una “Spirit Cooking” a casa della Abramovic, ovvero ad una cena che si svolge sulla base di un rituale disgustoso elaborato da Alesteir Crowley, il padre del satanismo.
Podesta è stato invitato ad una “Spirit Cooking” a casa della Abramovic, ovvero ad una cena che si svolge sulla base di un rituale disgustoso elaborato da Alesteir Crowley, il padre del satanismo.
Amico di Assange rivela la “gola profonda” di WikiLeaks su email staff di Hillary Clinton
Una fonte nella stanza dei bottoni a Washington è responsabile di aver fornito la corrispondenza elettronica di John Podesta, il direttore della campagna elettorale di Hillary Clinton del Partito Democratico, la Russia non c'entra nulla.
Lo ha detto in un'intervista con Sputnik Craig Murray, ex ambasciatore britannico in Uzbekistan e rappresentante del Partito Nazionale di Scozia e amico molto vicino del fondatore di WikiLeaks Julian Assange.
"La fonte che ha rivelato queste mail non ha alcun legame con la Russia. Sono venuto a conoscenza dell'identità di questa persona quando ero a Washington un paio di mesi fa ed avevo presieduto la giuria per il premio intitolato Sam Adams assegnato agli informatori", — ha dichiarato Murray.
"La gola profonda che ha rivelato queste mail frequenta i circoli di potere a Washington. Se volete sapere di chi si tratta, andate a cercarla lì, ma non in Russia", — ha aggiunto.
Ai primi di ottobre durante una videoconferenza con Berlino Assange aveva promesso entro la fine dell'anno di pubblicare "informazioni sensibili" sui governi di 3 Paesi e sulle elezioni americane.
Martedì ha pubblicato la 25esima parte della corrispondenza riservata di Podesta.
Questa estate si è saputo della violazione degli hacker del sistema informatico del Partito Democratico degli Stati Uniti. La presidente della direzione dei Democratici Debbie Wasserman Schultz si è dimessa dopo le rivelazioni di WikiLeaks sui dettagli scandalosi della corrispondenza dell'apparato del partito; era stato sostenuto che i dati erano stati trasferiti dall'hacker con il nickname Guccifer 2.0. I pirati informatici erano riusciti a penetrare nei sistemi delle organizzazioni del Partito Democratico responsabili per le elezioni e le primarie.
E' stato inoltre riferito che gli hacker sarebbero entrati in possesso dei dati del passaporto della first lady Michelle Obama. I rappresentanti del Partito Democratico e della Clinton hanno denunciato il coinvolgimento in questi attacchi della Russia, che aveva l'obiettivo di influenzare i risultati delle elezioni presidenziali.
Tuttavia le accuse non sono state supportate da nessuna prova oggettiva.
Il presidente russo Vladimir Putin, parlando delle accuse contro Mosca sugli attacchi hacker, ha affermato che i dati pubblicati non giovano gli interessi della Russia e l'isteria attorno a questa vicenda serve a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dal loro contenuto.
Il presidente russo Vladimir Putin, parlando delle accuse contro Mosca sugli attacchi hacker, ha affermato che i dati pubblicati non giovano gli interessi della Russia e l'isteria attorno a questa vicenda serve a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dal loro contenuto.
Fonte: sputniknews.com
sabato 5 novembre 2016
Flotta russa schierata nel Mediterraneo, i raid potrebbero iniziare entro 48 ore
Putin invia anche la fregata lanciamissili capofila della classe Admiral Grigorovich che, entro domani, sarà in posizione di lancio nel Mediterraneo
La fregata lanciamissili capofila della classe Admiral Grigorovich ha lasciato Sebastopoli giovedì scorso ed entro domani sarà in posizione di lancio nel Mediterraneo.
E’ l’ultima unità di superficie russa che si unirà al gruppo da battaglia della portaerei Admiral Kuznetsov, schierata al largo della Siria. Il gruppo di volo della portaerei russa si coordinerà con la forza aerea di stanza nella base siriana di Hmeimim. Le attività proseguiranno fino al prossimo mese di gennaio. Considerando le rotazioni delle unità russe, i primi raid potrebbero iniziare entro le prossime 24/48 ore.
Il Pyotr Veliky è la più grande nave da guerra a propulsione nucleare del mondo, equipaggiata con missili antinave Granit e di difesa Fort, versione navale dell’S-300.
Gli incrociatori missilistici da battaglia a propulsione nucleare classe Kirov, costruite in quattro esemplari, rappresentano la massima espressione sovietica delle navi da battaglia di prima linea.
Il loro armamento è cosi pesante che non esiste un loro equivalente occidentale.
Come dotazione principale, le Kirov sono armate con venti missili SS-N-19 Shipwreck.
Parliamo di un missile antinave corazzato, dal peso di sette tonnellate, lungo dieci metri e con un raggio d’azione di 700 km. Se lanciati a sciame, i missili sono in grado di interagire tra di loro stabilendo la priorità.

Fanno parte della flottiglia anche un rimorchiatore ed una nave di sorveglianza. Il Cremlino ha ordinato a tre navi cisterna, provenienti dai porti russi nel Mar Nero, di rifornire in rotazione la flottiglia per l’intera durata della sua permanenza nel Mediterraneo orientale.
Al gruppo da battaglia della Kuznetsov si sono unite anche due unità classe Buyan-M, la Serpukhov e la Zelyony Dol, che hanno attraversato il Bosforo il 5 ottobre scorso. Le corvette lanciamissili sono in posizione di lancio dal Mediterraneo orientale. Con un’autonomia di circa 2.000 km, il supersonico 3M-54 Kalibr può essere imbarcato sui sottomarini e sulle unità da battaglia di piccole dimensioni.
La Serpukhov e la Zelyony Dol hanno già lanciato missili Kalibr contro obiettivi di Jabhat Fatah Al-Sham (ex al-Nusra), identificati nell’area di Dar-Taaza e nella provincia di Aleppo, in Siria. Nel Mediterraneo orientale i russi hanno in attività come unità combattenti anche la fregata missilistica classe Krivak II, Pytlivyj e la dragamine Ivan Golubets.
La nave, progettata per colpire grandi bersagli di superficie e proteggere le rotte marittime dagli attacchi nemici, è in grado di trasportare un massimo di 52 velivoli ad ala fissa e rotante ed l'unica al mondo a poter operare anche alle latitudini polari. La Admiral Kuznetsov non sarà determinante per cambiare gli equilibri di potere nell’area siriana, considerando che i russi detengono già la superiorità aerea nel paese. Sebbene ottimizzato per le operazioni sulle portaerei, il gruppo aereo imbarcato possiede una limitata autonomia e capacità di carico. Il gruppo da battaglia russo è inferiore per potenza e tecnologia al corrispettivo americano. Sia il vettore che il personale sono alla prima operazione a lungo termine lontano dalle proprie basi. Le portaerei, però, rappresentano asset strategici delle maggiori potenze. Non necessariamente devono avere un uso pratico, ma riflettono una capacità militare che solo poche nazioni detengono. Un gruppo da battaglia rappresenta gli interessi strategici di una potenza globale ed è una manifestazione tangibile del concetto di proiezione.
Fonte: qui
L’attuale capacità russa nel Mediterraneo
Sono quindici i velivoli ad ala fissa imbarcati, tra Su-33 e MiG-29K/KUB, e dieci gli elicotteri Ka-52K, Ka-27 e Ka-31 sulla portaerei russa Admiral Kuznetsov. Dopo il pattugliamento nel Mediterraneo, la Kuznetsov ritornerà in cantiere per lavori di rifacimento dell’intero ponte di volo, con sostituzione del rivestimento e del sistema di decollo ed atterraggio. Tali interventi, fissati per l’inizio del 2017, dureranno tre anni. La Kuznetsov è scortata dall’incrociatore lanciamissili pesante a propulsione nucleare Pyotr Veliky, ammiraglia della Flotta del Nord e dalle cacciatorpediniere classe Udaloy I, Severomorsk e Vice-Admiral Kulakov. È la prima missione operativa per il Pyotr Veliky e la Admiral Kuznetsov.Il Pyotr Veliky è la più grande nave da guerra a propulsione nucleare del mondo, equipaggiata con missili antinave Granit e di difesa Fort, versione navale dell’S-300.
Gli incrociatori missilistici da battaglia a propulsione nucleare classe Kirov, costruite in quattro esemplari, rappresentano la massima espressione sovietica delle navi da battaglia di prima linea.
Il loro armamento è cosi pesante che non esiste un loro equivalente occidentale.
Come dotazione principale, le Kirov sono armate con venti missili SS-N-19 Shipwreck.
Parliamo di un missile antinave corazzato, dal peso di sette tonnellate, lungo dieci metri e con un raggio d’azione di 700 km. Se lanciati a sciame, i missili sono in grado di interagire tra di loro stabilendo la priorità.
Fanno parte della flottiglia anche un rimorchiatore ed una nave di sorveglianza. Il Cremlino ha ordinato a tre navi cisterna, provenienti dai porti russi nel Mar Nero, di rifornire in rotazione la flottiglia per l’intera durata della sua permanenza nel Mediterraneo orientale.
Al gruppo da battaglia della Kuznetsov si sono unite anche due unità classe Buyan-M, la Serpukhov e la Zelyony Dol, che hanno attraversato il Bosforo il 5 ottobre scorso. Le corvette lanciamissili sono in posizione di lancio dal Mediterraneo orientale. Con un’autonomia di circa 2.000 km, il supersonico 3M-54 Kalibr può essere imbarcato sui sottomarini e sulle unità da battaglia di piccole dimensioni.
La Serpukhov e la Zelyony Dol hanno già lanciato missili Kalibr contro obiettivi di Jabhat Fatah Al-Sham (ex al-Nusra), identificati nell’area di Dar-Taaza e nella provincia di Aleppo, in Siria. Nel Mediterraneo orientale i russi hanno in attività come unità combattenti anche la fregata missilistica classe Krivak II, Pytlivyj e la dragamine Ivan Golubets.
La classe Admiral Grigorovich
Sei unità del progetto 11356 sono attualmente in costruzione. Le Admiral Grigorovich si basano sulla tecnologia utilizzata per le fregate indiane costruite in Russia, classe Talwar. Da queste ultime ereditano le caratteristiche stealth dello scafo per ridurre la rcs. Saranno dotate anche dei nuovi sistemi modulari di difesa aerea Shtil, ritenuti in grado di intercettare tutti i velivoli, pilotati e non, esistenti e futuri. Una delle principali caratteristiche del sistema è la sua elevata velocità di fuoco standardizzata a due secondi per lancio.Gli Akula hanno raggiunto il Mediterraneo
Tre sottomarini russi, due dei quali a propulsione nucleare, sono già nel Mar Mediterraneo. I primi due sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Akula, equipaggiati con missili da crociera Kalibr, hanno lasciato Severmorsk, nei pressi di Murmansk, una settimana fa. Il terzo sottomarino russo a propulsione diesel elettrica rilevato appartiene alla classe Kilo. Proprio i sottomarini d'attacco Akula potrebbero rappresentare la vera forza d'attacco, mentre la flotta di superficie potrebbe essere solo una potenziale distrazione.Il reale contributo della Kuznetsov in Siria
Il vettore costruito presso il Cantiere Mykolaiv Sud a metà degli anni ‘80, è divenuto pienamente operativo solo nel 1995, a causa dei drastici tagli al bilancio della Difesa russo a seguito del crollo dell'Unione Sovietica.La nave, progettata per colpire grandi bersagli di superficie e proteggere le rotte marittime dagli attacchi nemici, è in grado di trasportare un massimo di 52 velivoli ad ala fissa e rotante ed l'unica al mondo a poter operare anche alle latitudini polari. La Admiral Kuznetsov non sarà determinante per cambiare gli equilibri di potere nell’area siriana, considerando che i russi detengono già la superiorità aerea nel paese. Sebbene ottimizzato per le operazioni sulle portaerei, il gruppo aereo imbarcato possiede una limitata autonomia e capacità di carico. Il gruppo da battaglia russo è inferiore per potenza e tecnologia al corrispettivo americano. Sia il vettore che il personale sono alla prima operazione a lungo termine lontano dalle proprie basi. Le portaerei, però, rappresentano asset strategici delle maggiori potenze. Non necessariamente devono avere un uso pratico, ma riflettono una capacità militare che solo poche nazioni detengono. Un gruppo da battaglia rappresenta gli interessi strategici di una potenza globale ed è una manifestazione tangibile del concetto di proiezione.
Fonte: qui
Crisi Venezuela: crollo bolivar. Ecco come muore la valuta di un paese
La crisi del Venezuela continua inarrestabile e a farne le spese è il bolivar. Ecco come sta morendo la valuta del paese latinoamericano.
Crisi Venezuela: il bolivar sta morendo - La crisi del Venezuela continua inarrestabile il suo cammino e nessun cenno di ripresa pare scorgersi nell’economia del paese latinoamericano.
Più di tutto a risentire della crisi del Venezuela è la valuta del paese, il bolivar, che si appresta a morire lentamente. Se da una parte l’andamento del bolivar non ha subito bruschi cambiamenti di rotta, dall’altro ha tracciato la via di un declino inesorabile.
A causa della crisi del Venezuela, che da recessione economica si è presto trasformata in emergenza umanitaria, il bolivar è scivolato nel baratro ed è passato dall’essere una valuta che vale poco ad essere una valuta che non vale nulla.
La crisi del Venezuela, che oggi si ripercuote più che mai sul bolivar, non lascia scampo a nessuno. Quello che era inizialmente sembrato solo un periodo di stagnazione economica si è poi tramutato in emergenza umanitaria. Il cibo ormai scarseggia nel paese, così come scarseggiano i medicinali e tutti gli altri beni di prima necessità, mentre i neonati negli ospedali sono tenuti in scatole di cartone. Anche un ginocchio sbucciato può mettere in pericolo una vita oggi in Venezuela.
Il crollo del bolivar rappresenta solo uno dei tanti effetti che la crisi del Venezuela sta avendo sull’intero paese. Ecco l’analisi di una valuta che è ormai prossima alla morte.
Crisi Venezuela: quanto ha perso il bolivar?
Durante la crisi del Venezuela, che negli ultimi mesi ha assunto dimensioni sempre più imponenti, il bolivar ha perso notevole valore di mercato.
Attualmente l’inflazione del Venezuela si assesta al 500% e le stime per il prossimo anno parlano di un indice dei prezzi al consumo che salirà ancora inesorabilmente con ovvie ripercussioni sul bolivar. Tutto ciò è stato determinato dal fatto che il governo ha speso più di quanto ottenuto in prestito, ma non solo. Il Venezuela in crisi ha infatti chiesto ai suoi creditori più soldi di quanti potesse restituire. La Cina, il più grande creditore del Venezuela ha così deciso di tagliare i fondi al paese latinoamericano.
Il Venezuela in crisi è seduto sulle più grandi riserve petrolifere del mondo ma nonostante questo la sua economia è la peggiore del pianeta e neanche quando i prezzi del greggio si sono rialzati il paese è stato in grado di guadagnare e di ridare linfa al bolivar. Il regime chavista, insomma, ha pasticciato così tanto con la compagnia petrolifera statale che essa non è stata in grado di garantire introiti durante il rialzo del greggio, figuriamoci ora.

L’inflazione alle stelle, determinata dalla crisi del Venezuela, ha portato il Bolivar a perdere più del 99% del suo valore dal 2012 fino ad oggi. In altre parole, a causa della crisi del Venezuela, ci vogliono così tanti bolivar per comprare anche il bene meno costoso, che i commercianti hanno iniziato a pesare le monete piuttosto che a contarle.
Crisi Venezuela fa crollare bolivar. L’aspetto politico
A peggiorare una già galoppante crisi del Venezuela ci pensa poi anche l’aspetto politico. Nel mezzo di una situazione senza precedenti una delle ultime trovate del presidente Maduro è stata quella di dar vita ad un nuovo programma radiofonico dal nome “L’ora della salsa”, mentre il bolivar balla sull’orlo del baratro.
Il referendum pensato per destituire il presidente, considerato da molti la causa della crisi del Venezuela, è stato congelato dallo stesso governo il che ha scatenato le ire dell’opposizione la quale ha così pensato di scendere il piazza il 3 novembre.
La manifestazione è stata tuttavia bloccata grazie agli sforzi di intermediazione della Santa Sede e ora i colloqui tra il governo di Maduro e l’opposizione riprenderanno il prossimo 11 novembre.
Fonte: qui
venerdì 4 novembre 2016
Hillary incriminata? Sì, ora è possibile. Intanto Trump vola..
Attenzione! Mentre la maggior parte dei media europei si limita a una copertura standard della campagna elettorale, sui siti americani si leggono notizie molto interessanti. E catastrofiche per Hillary Clinton.
Le inchieste dell’Fbi sul suo operato sono ben due. Una è nota: trattasi del cosiddetto “emailgate” generato dal fatto che l’ex fiat lady, quando era segretario di Stato, abbia usato un’email privata e su un server privato, anziché quelli del governo americano, violando gli standard di sicurezza e molto probabilmente anche la legge: il sospetto è che sull’email privata siano transitati anche documenti Top Secret che mai sarebbero dovuti uscire dal governo. Il lettore dirà: si sapeva! Certo, la notizia è di alcuni mesi fa ma in un primo momento il capo dell’Fbi aveva dichiarato che dalle indagini svolte non emergevano irregolarità, benché Hillary abbia cancellato migliaia di email.
Qualche giorno fa, però, il caso è stato riaperto perché alcune email della Clinton sono state trovate sui computer della sua assistente Huma Abedin e di suo marito Anthony Weiner.
Ma la notizia bomba è un’altra: l’Fbi sta indagando anche sulle donazioni faraoniche di uomini d’affari e governi stranieri alla Fondazione Clinton, in quella che ha tutta l’aria di essere una corruzione mascherata.
L’inchiesta è stata avviata un anno fa, dopo le denunce contenute nel libro “Clinton Cash: The Untold Story of How and Why Foreign Governments and Businesses Helped Make Bill and Hillary Rich” di Peter Schweizer e che stanno trovando ampi riscontri nell’altra vicenda che sta perseguitando l’ex segretario di Stato, quella di Wikileaks, che ha intercettato le email del capo della campagna presidenziale John Podesta e di membri della stessa Fondazione Clinton, da cui emergono, oltre a un quadro moralmente devastante sul magico mondo di Hillary, anche riscontri di donazioni in cambio di favori; forse anche politici quando l’attuale candidata democratica guidava la diplomazia americana.
Qualche esempio?
Eccoli:
– Sei milioni di dollari a Bill Clinton da parte di un milionario etilico-saudita per partecipare a una conferenza sull’Aids in Etiopia.
-Dodici milioni dollari dal Marocco per partecipare a un’altra conferenza, donazioni che ammonterebbero a 28 milioni di dollari.
– Pioggia di milioni dall’area del Golfo Persico: governo del Qatar ha donato tra 1 e 5 milioni di dollari, quello del Kuwait tra 5 e 10 milioni, quello dell’Arabia Saudita circa 25 milioni
Fox News ha rivelato che l’inchiesta sta subendo un’enorme accelerazione e ha massima priorità nell’Fbi e che l’incriminazione è probabile.
L’incriminazione non è una condanna ma sommate i due scandali e chiedetevi: l’America può permettersi un presidente che rischia l’impeachment e forse anche l’arresto nei primi mesi di presidenza?
Intanto Trump vola nei sondaggi… Non a caso.
Mancano pochi giorni al voto e tutto è possibile.
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Fonte: qui
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