9 dicembre forconi: Washington
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sabato 17 agosto 2019

Nuovo segnale di un'onda gravitazionale, forse è il più atteso

Ansa - Una stella di neutroni divorata in un sol boccone da un buco nero: potrebbe essere questa catastrofe cosmica mai vista prima d'ora, ad aver generato l'onda gravitazionale che ha attraversato la Terra la sera del 14 agosto. Il suo segnale, che gli astrofisici inseguivano come il ricercato numero uno, è stato catturato dai tre strumenti della collaborazione internazionale Ligo-Virgo, ma serviranno mesi di analisi dei dati per confermarlo, come spiega Giovanni Prodi, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
Il nuovo segnale, chiamato S190814bv, "è stato intercettato il 14 agosto quando in Italia erano le 23:11", spiega Prodi. "Quella notte abbiamo festeggiato il Ferragosto con due ore di teleconferenza; avevamo subito capito che si trattava di una cosa grossa". I dati, infatti, provenivano da tutti e tre i rivelatori di onde gravitazionali posti sulle due sponde dell'oceano Atlantico: Virgo, l'interferometro alle porte di Pisa dell'Osservatorio Gravitazionale Europeo Ego (a cui l'Italia partecipa con l'Infn), e le due macchine del rivelatore statunitense Ligo della National Science Foundation, una nello Stato di Washington e l'altra in Louisiana.
Insieme hanno permesso di fare una sorta di triangolazione per inquadrare con maggior precisione la zona di cielo dalla quale è arrivato il segnale: localizzato a quasi 900 milioni di anni luce da noi, è talmente pulito che "la probabilità che si tratti di un'onda gravitazionale genuina è superiore al 99%", sottolinea Prodi con voce euforica. "Le analisi condotte nelle prime 12 ore fanno intendere che ci troviamo davanti a una stella di neutroni ingoiata da un buco nero: se confermato, questo sarebbe il segnale che inseguiamo da tempo come il ricercato numero uno della nuova astronomia multimessaggera, perché finora avevamo registrato solo segnali della fusione di due buchi neri o di due stelle di neutroni. Questa sarebbe la prima 'coppia mista' e potrebbe rivelarci quanto sono frequenti questi sistemi binari buco nero-stella di neutroni, fornendo anche informazioni preziose sulla materia e il comportamento delle stelle di neutroni, che sono oggetti estremamente densi e compatti".

lunedì 15 luglio 2019

Le fazioni libiche in guerra costruiscono eserciti di agenti stranieri a Washington

La guerra civile libica infuria nel suo ottavo anno, quando il signore della guerra Khalifa Haftar  getta l'assedio  a Tripoli, la capitale della nazione e sede del governo sostenuto dalle Nazioni Unite. 
L'attacco di Haftar ha intensificato la violenza che ha afflitto il paese dopo la caduta del dittatore di lunga data Muammar Gheddafi nella primavera araba del 2011. L'esercito nazionale libico di Haftar, che controlla oltre i  due terzi del territorio nazionale , è accusato di  dozzine di crimini di guerra , tra cui un micidiale attacco aereo su un centro di detenzione di migranti di Tripoli, mentre molte nazioni in tutto il mondo  spostano le loro alleanze verso il signore della guerra e lontano dal Governo appoggiato dall'ONU.
A quasi 5.000 miglia di distanza a Washington, la battaglia infuria su un fronte diverso: sia il governo libico che i ribelli hanno stipulato accordi multimilionari con importanti lobbisti DC perché mirano a conquistare il sostegno dei politici americani.
Il leader ribelle Khalifa Haftar partecipa alla Conferenza per la Libia a Palermo, in Italia. Fonte immagine: Tullio Puglia / Getty Images
Lasciato alle prese con l'attacco di Haftar,  Mercury Public Affairs  e  Prime Policy Group hanno  aggiunto almeno 17 agenti stranieri alle operazioni di influenza straniera per il  governo libico  dall'inizio di maggio. Le assunzioni includono l'ex rappresentante  John Tanner  (D-Tenn.), Un fedele sostenitore della House Foreign Affairs Committee e vice presidente del Prime Policy Group, e  Edward Cox , ex consigliere senior del senatore in pensione  Orrin Hatch  (R-Utah ). 
Il governo ha  accettato  di pagare Mercury 2 milioni di $  all'anno per mantenere i loro servizi . Prime Policy Group, d'altra parte, afferma di aver fatto un accordo verbale per lavorare su base  pro-bono . 
"Una Libia unificata e democratica è nel miglior interesse dei libici e promuove gli obiettivi di sicurezza degli Stati Uniti", ha detto l'organizzazione in un  comunicato stampa .
L'esercito nazionale libico di Haftar ha stipulato un contratto con cinque agenti e agenti stranieri presso la Linden Government Solutions, una società del Texas guidata dall'ex dirigente dell'amministrazione Bush Stephen Payne. L'accordo, riportato per la prima volta  dall'AP , includerà ufficialmente incontri con funzionari statunitensi, "costruzione di coalizioni internazionali e pubbliche relazioni generali".
Payne ha una lunga storia con la travagliata nazione nordafricana. Ha visitato nel 2011 l'ex rappresentante  Curt Weldon (R-Penn.) Prima della caduta di Gheddafi, contribuendo a negoziare la liberazione di tre giornalisti imprigionati. Allo stesso tempo, stava  finanziando  la visita di Weldon nella speranza che l'ex membro del Congresso potesse convincere Gheddafi a dimettersi. Payne ha stretti legami con tre figli di Gheddafi.
L' accordo di un anno con Linden vale circa 2 milioni di $. Sebbene non menzionate esplicitamente nel contratto, entrambe le parti possono avere un interesse per l'abbondante petrolio libico, poiché Payne e il consulente legale Brian Ettinger hanno  profondi legami  nei mercati internazionali dell'energia e Haftar ha recentemente  acquisito il controllo  di El Sharara, il più grande giacimento petrolifero della Libia.
L'amministrazione Obama ha ferventemente appoggiato il governo di accordo nazionale,  dicendo che  la partnership americana con il governo "è nell'interesse della sicurezza nazionale americana nella nostra lotta contro l'ISIS". Mentre gli Stati Uniti e altre grandi potenze hanno nominato per anni il sostegno al governo nazionale di Tripoli , il successo militare di Haftar ha fatto molti riconsiderare in cui si trovano loro alleanze . 
L'amministrazione Trump appare divisa su quale lato a sostenere, con il presidente come riferito lodare il signore della guerra per le sue vittorie contro i gruppi islamici e  incoraggiando  marcia il libico dell'esercito nazionale su Tripoli in una  telefonata aprile . Anche il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton ha  incoraggiato  l'attacco di Haftar, secondo fonti diplomatiche.
Il sostegno della Casa Bianca per Haftar si scontra con la posizione ufficiale del Dipartimento di Stato, che è ancora a favore del governo libico. Il 7 aprile, il Segretario di Stato Mike Pompeo ha  condannato  l'attacco di Haftar e ha esortato entrambe le parti a perseguire una soluzione diplomatica.
"Abbiamo chiarito che ci opponiamo all'offensiva militare delle forze di Khalifa Haftar e sollecitiamo l'immediato arresto di queste operazioni militari contro la capitale libica", ha detto Pompeo in un comunicato all'epoca.  
Ma a metà aprile, gli Stati Uniti hanno  rifiutato di sostenere una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU che chiede un cessate il fuoco a livello nazionale, unendosi alla Russia, un alleato di Haftar, per sconfiggere la risoluzione. Gli Stati Uniti non hanno fornito una ragione per il rifiuto.
L'improvviso favore di Trump per Haftar sarebbe stato il risultato delle intense pressioni del principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman e del presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi . L'Arabia Saudita  e l'  Egitto , insieme agli  Emirati Arabi Uniti  e alla  Russia , appoggiano Haftar e l'esercito nazionale libico.
La Francia ha anche supportato segretamente Haftar, con le  notizie che  scoppiano mercoledì che i missili anticarro recuperati presso una base dell'esercito nazionale libico appartengono alle forze speciali francesi che lavorano nella regione. La nazione ha significativi investimenti petroliferi in Libia che ora sono sotto il controllo di Haftar.
Haftar è stato un giocatore di potere in Libia dal 1969, quando, da giovane ufficiale dell'esercito,  prese parte al golpe di Gheddafi  contro la monarchia libica. Fu nominato uno dei migliori consiglieri militari di Gheddafi poco dopo.
Haftar si  rivoltò contro Gheddafi dopo che il dittatore aveva sconfessato la sua escursione militare sanzionata nel vicino Ciad. Si è unito al gruppo nazionale di opposizione appoggiato dalla CIA per la salvezza della Libia prima di fuggire dal paese dopo un  fallito  tentativo di colpo di stato nel 1996.
Haftar trascorse i successivi  vent'anni  nel nord della Virginia, sospettando che la sua vicinanza alla  CIA , che organizzò numerosi tentativi di assassinio contro Gheddafi, indicasse una relazione in corsoContinua a detenere la cittadinanza americana.
Haftar è  tornato  in Libia nel 2014 e ha formato silenziosamente un esercito per opporsi alle  milizie islamiste sparse per tutta la nazione lacerata dalla guerra, ottenendo il sostegno della  neo-costituita  Camera dei rappresentanti libici. 
Nel 2015 è diventato comandante dell'esercito nazionale libico, che in seguito si è  diviso in due fazioni: una a sostegno del governo della Camera dei Rappresentanti con sede nella città orientale di Tobruk e l'altra, l'esercito libico, a sostegno dell'ONU. Governo di Accordo Nazionale.
Le forze di Haftar hanno svolto un ruolo importante nell'indebolire l'ISIS e altri estremisti, riprendendo le principali città di  Bengasi  nel 2017 e  Derna  nel 2018. Ora le forze di Haftar mirano a spazzare via il governo di Accordo Nazionale per il potere prendendo Tripoli.

Più di 1.000 persone  sono morte da  quando Haftar ha lanciato l'offensiva di Tripoli ad aprile. Il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha  ribadito i suoi appelli per una soluzione diplomatica in mezzo all'escalation della violenza.

domenica 14 ottobre 2018

IL CARDINALE DI WASHINGTON SI DIMETTE. DONALD WUERL È ACCUSATO DI AVER COPERTO VARI PRETI PEDOFILI


AVEVA RIMESSO IL SUO MANDATO NELLE MANI DI BERGOGLIO GIÀ LO SCORSO AGOSTO, MA IL PONTEFICE STAVA PRENDENDO TEMPO PER NON DARE SEGNALI DI DEBOLEZZA DOPO LA LETTERA-BOMBA DI VIGANÒ 

WUERL AVEVA PRESO IL POSTO DI MCCARRICK, UN ALTRO TRAVOLTO DALLO SCANDALO DEI SUOI RAPPORTI OMO CON SEMINARISTI

(ANSA) - Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Washington, presentata dal cardinale Donald W. Wuerl. Lo comunica il bollettino della Sala stampa vaticana. Nell'indagine sugli abusi sessuali su minori condotta nello Stato Usa della Pennsylvania, il card. Wuerl era stato accusato di aver coperto numerosi preti pedofili quand'era vescovo di Pittsburgh.

Il card. Wuerl, 78 anni il prossimo 12 novembre, arcivescovo di Washington dal 16 maggio 2006, è il prelato più alto in grado coinvolto nelle recenti indagini sulla pedofilia condotte in vari Stati americani, tra cui la Pennsylvania. Il suo coinvolgimento riguarda in particolare l'accusa di aver coperto numerosi casi di abusi sessuali di sacerdoti nel periodo, tra il 1988 e il 2006, era vescovo di Pittsburgh. Dopo l'uscita del report del procuratore della Pennsylvania, nell'agosto scorso, Wuerl - che aveva già dato le dimissioni da arcivescovo di Washington al compimento dei canonici 75 anni di età - ha rimesso nuovamente il suo mandato nelle mani di papa Francesco, che lo ha dapprima invitato a consultarsi con i sacerdoti della sua diocesi.
papa francesco bergoglio e il cardinale donald wuerlPAPA FRANCESCO BERGOGLIO E IL CARDINALE DONALD WUERL

Successivamente Wuerl ha annunciato di stare per recarsi in Vaticano per discutere le sue dimissioni col Papa, che ora le ha accettate. Al momento, non è stata annunciata la nomina del successore di Wuerl alla guida dell'arcidiocesi della capitale americana. In quella carica, nel 2006 Wuerl aveva preso il posto del cardinale Theodore McCarrick, dimissionario per raggiunti limiti di età e oggi 88/enne, poi a sua volta coinvolto in un clamoroso scandalo per i suoi rapporti omosessuali con seminaristi e per gli abusi su minori quand'era sacerdote e New York (per questo recentemente privato della porpora da papa Francesco).
papa francesco bergoglio e il cardinale donald wuerlPAPA FRANCESCO BERGOGLIO E IL CARDINALE DONALD WUERL




La vicenda di McCarrick è stata anche al centro del 'dossier' dell'ex nunzio negli Stati Uniti, mons. Carlo Maria Viganò, che ha chiesto le dimissioni del Pontefice accusandolo di aver ignorato le informazioni sui misfatti gay dell'ex cardinale e di aver di fatto annullato una precedente 'sanzione' emessa dal Papa emerito Benedetto XVI: accuse duramente smentite nei giorni scarsi dal cardinale canadese Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Fonte: qui

Pedofilia, Papa Francesco riduce allo stato laicale due vescovi cileni 

"La decisione adottata dal Papa non ammette appello. La Congregazione per la Dottrina della Fede ha già informato le parti interessate" 

13 ottobre 2018 

Papa Francesco ha dimesso dallo stato clericale due vescovi cileni accusati di abusi: Francisco Jos Cox Huneeus, arcivescovo emerito di La Serena, membro dell'Istituto dei Padri di Schoenstatt e Marco Antonio Ordenes Fernandez, vescovo emerito di Iquique. 

E' il provvedimento più severo che poteva essere assunto nei loro confronti. 

E dimostra, ancora una volta, la determinazione con cui il Pontefice ha deciso di affrontare i casi di abusi denunciati e accertati nella Chiesa. "In entrambi i casi", per i vescovi cileni Francisco Jos Cox Huneeuse Marco Antonio Ordenes Fernandez, "è stato applicato" l'articolo del Motu proprio 'Sacramentorum Sanctitatis Tutela', "come conseguenza di atti evidenti di abuso di minori", sottolinea un comunicato della Santa Sede.  

"La decisione adottata dal Papa giovedì 11 ottobre 2018 non ammette appello. 

La Congregazione per la Dottrina della Fede ha già informato le parti interessate, tramite i loro rispettivi superiori, nelle rispettive residenze. Francisco Jos Cox Huneeus continuerà a far parte dell'Istituto dei Padri di Schoenstatt" conclude la nota. La "dolorosa piaga degli abusi contro i minori" è stato uno dei temi al centro dell'incontro tra Papa Francesco e il Presidente del Cile Sebastian Pinera. 

"Nel corso dei cordiali colloqui è stato espresso compiacimento per i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e il Cile. Successivamente ci si è soffermati sulla situazione del Paese, con particolare riferimento - si legge nella nota del Vaticano - alla difesa della vita e alla dolorosa piaga degli abusi contro i minori, ribadendo l'impegno di tutti alla collaborazione per combattere e prevenire il perpetrarsi di tali crimini e il loro occultamento. 

Nel prosieguo della conversazione - conclude il comunicato - sono stati affrontati altresì temi di comune interesse in ambito internazionale e regionale, soprattutto in riferimento all'accoglienza dei migranti". 

Conferenza episcopale Cile: chiediamo perdono 

"La nostra parola è di vicinanza a coloro che hanno subito abusi e danni causati dai vescovi. Chiediamo il loro perdono a nome dei vescovi e della Chiesa": è quanto riporta una nota del Comitato permanente della Conferenza episcopale cilena che commenta la notizia della decisione di Papa Francesco. "Come vescovi della Conferenza Episcopale proseguiamo il nostro cammino di rinnovamento ecclesiale", conclude la nota. 

Fonte: rainews.it

martedì 31 luglio 2018

TRUMP A COLLOQUIO CON CONTE NELLO STUDIO OVALE: "IL PREMIER ITALIANO STA FACENDO UN LAVORO FANTASTICO"

TRUMP: “L'EUROPA DEVE SEGUIRE LA LINEA DELL’ITALIA SUGLI IMMIGRATI”

PER LA CASA BIANCA PERÒ C'È IL PROBLEMA DEI 31 MILIARDI DI DEFICIT COMMERCIALE, IL PRESIDENTE USA: "LO RISOLVEREMO INSIEME"- VIDEO


trump conteTRUMP CONTE

Il primo ministro Giuseppe Conte è arrivato alla Casa Bianca ricevuto con una calorosa stretta di mano dal presidente americano Donald Trump. Conte e Trump dopo la firma del Libro degli ospiti nella Roosevelt Room, si sono spostati nello Studio Ovale per un faccia a faccia al quale seguirà il bilaterale allargato alle rispettive delegazioni e alle 14 (ora locale, le 20 in Italia) è prevista la conferenza stampa congiunta. In attesa delle dichiarazioni ufficiale cominiciano però a trapelare le prime notizie sul colloquio.

Trump durante le foto di rito ha detto che " Conte è un  uomo che sta facendo un lavoro fantastico". In particolare sull'immigrazione. "Sono molto d'accordo con quello che state facendo sull'immigrazione legale e illegale. Anche altri paesi europei dovrebbero
fare altrettanto",  ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti".

Trump ha anche spiegato che si sarebbe parlato di "confini e di commercio". E ha messo sul tavolo il problema del deficit commerciale, "Come sempre abbiamo un grosso deficit commerciale con l'Italia, 31 miliardi di dollari, lavoreremo su questo" insieme al governo guidato dal presidente del Consiglio, Guseppe Conte", ha detto Trump.
trump conteTRUMP CONTE


"Per me è un grande onore essere qui", ha replicato il premier italiano prima di rientrare nello Studio Ovale dove lo attendevano anche il Consigliere per la Sicurezza nazionale John Bolton, John Kelly, capo di gabinetto della Casa Bianca, e la portavoce Sarah Sanders.

30 Luglio 2018

Fonte: qui

Incontro Trump-Conte: accordo sulla Libia e i dazi per le aziende agroalimentare. Presidente Usa lode politica immigrazione

Incontro Trump-Conte: accordo sulla Libia e i dazi per le aziende agroalimentare. Presidente Usa lode politica immigrazione

Il tycoon ha accolto il premier alla Casa Bianca parlando di "outsider della politica". 

Lodi all'Italia per le politiche sull'immirgazione. Durante il vertice, trovato l'accordo per l'appoggio statunitense sulla Libia e una "cabina di regia" per il Mediterraneo. 

Il premier italiano: "Riconosciuto ruolo di interlocutore privilegiato". 

Sul tavolo anche sanzioni alla Russia, F35 e Tap. Che per Conte è "un'opera strategica"

Via libera degli Usa alle posizioni del governo M5s-Lega da discutere nella Conferenza sulla Libia, a una “cabina di regia permanente” per il Mediterraneo con un ruolo di primo piano per l’Italia che sta facendo “un lavoro straordinario” sull’immigrazione e anche alle garanzie per le aziende italiane dell’agroalimentarenella discussione sui dazi. E poi l’accordo sul gasdotto Tap, definito “un’opera strategica”. Il premier Giuseppe Conte strappa tre promesse a Donald Trump durante l’incontro alla Casa Bianca, nel quale il presidente Usa ha parlato di “outsider della politica” e il presidente del Consiglio ha ricambiato definendo anche quello del suo interlocutore un “governo del cambiamento scelto dai cittadini per migliorare lo status quo”.

Migranti, Conte: "Illustrato a Trump approccio innovativo, il Presidente apprezza"
 La questione libica – Il presidente americano, che all’inizio del vertice aveva lodato Conte per le politiche sull’immigrazione, si è detto favorevole alle posizioni dell’esecutivo italiano nella Conferenza di Libia che si terrà a Roma, un passaggio cruciale nel processo di messa a punto delle condizioni politiche, legali e di sicurezza indispensabili per lo svolgimento delle prossime elezioni politiche e presidenziali libiche. “Stiamo organizzando con il presidente Trump – ha spiegato Conte – la conferenza sulla Libia. Affronteremo e discuteremo con tutti gli stakeholders il problema della stabilizzazione della Libia in modo da consentire alla Libia di pervenire alle elezioni democratiche in un quadro di stabilità”.
La cabina di regia su Tripoli – Il sostegno Usa si estenderà anche a una “cabina di regia permanente” tra Washington e Italia per il Mediterraneo allargato in chiave di lotta al terrorismo, maggiore sicurezza, immigrazione. “Quasi un gemellaggio, che riconosce un ruolo di interlocutore privilegiato dell’Italia”, ha detto Conte al termine dell’incontro. Con questa cabina di regia – da attuarsi attraverso i reciproci ministeri degli Esteri e della Difesa – Roma assumerebbe un ruolo di punto di riferimento, in Europa, per la Libia. L’idea è che Italia e Stati Uniti possano insieme farsi promotori e fautori della stabilizzazione del Paese nord africano. L’accordo è stato raggiunto anche sul tema degli scambi commerciali e dazi: l’obiettivo di Conte era anche avere da Trump garanzie che gli interessi delle aziende italiane non vengano toccati, con particolare riferimento ai prodotti dell’agroalimentare.

L’immigrazione: “Leader seguano Italia” – Prima dell’inizio del vertice, il tycoon aveva lodato Conte per il lavoro dell’Italia sull’immigrazione. Un modus operandi, in particolare quello sui confini, che l’Europa dovrebbe prendere ad esempio. In particolare, Trump si è detto “molto d’accordo con quello che state facendo sull’immigrazione legale e illegale” e con la “vostra gestione dei confini”. Una posizione “dura”, ha spiegato Trump facendo riferimento alla chiusura dei porti decisa dal governo, che “molti altri Paesi in Europa dovrebbero seguire”. Un concetto ribadito ed esteso nella conferenza stampa finale, durante la quale l’inquilino della Casa Bianca ha spiegato di “ammirare” Conte “per la sua leadership coraggiosa e spero che tutti i leader mondiali seguano l’esempio.
Sanzioni russe, Tap e F35 – Sul tavolo anche le sanzioni alla Russia, che per Trump “devono rimanere come sono”. Conte ha invece sottolineato come “sappiamo che non possono scomparire da un momento all’altro, ma ci auguriamo che non colpiscano la società civile“. Per quanto riguarda il gasdotto Tap, il premier ha spiegato di aver detto all’inquilino della Casa Bianca – che si è augurato il completamento dell’infrastruttura – d’essere “perfettamente consapevole che è un’opera strategica“, ma “ci sono inquietudini nelle comunità locali sulla realizzazione del gasdotto ed è mia intenzione incontrarle”, annunciando di fatto un faccia a faccia con sindaci e associazioni del Salento “assieme ai ministri competenti”. Sugli F35, invece, il premier ha ricordato come l’ordine risalga a parecchi anni fa e ha garantito che “il dossier verrà seguito” e ogni “scelta oculata” verrà presa “in base a esigenze di difesa e sicurezza”.
Fonte: F.Q.