9 dicembre forconi

sabato 23 novembre 2019

MES UNA PISTOLA ALLA TEMPIA

Come scritto ieri ormai è palese che la guerra commerciale è diventato un campo di battaglia dove la stampa mainstream si diverte a diffondere “fake news” al solo scopo di inventare qualche notizia dando indirettamente lavoro agli psychopath algorithm, qui sotto avete una sintesi delle ultime due giornate via Zero Hedge, senza dimenticare che 15 senatori bipartisan hanno chiesto a Trump di negare le autorizzazioni a Huawei…
Thanks to ZeroHedge
Prima di iniziare a parlare di questo misterioso MES, fratello del bail-in, cugino del pareggio in bilancio, si quella fesseria che in piena crisi economica è in grado di destabilizzare un intero Paese, incominciamo con il dire che no di Icebergfinanza siamo stati tra i primi in assoluto in tempi non sospetti a raccontarvi come i soldini del primo MES, il MES originario, siano finiti ad ingrassare e salvare le banche tedesche, mentre gli ingenui credevano che fossero diretti a salvare il popolo greco.
Noi siamo stati i primi ed unici, è tutto documentato che ancora nell’agosto del 2011, quando in Italia si pettinavano le bambole o si faceva la ceretta allo Yeti, gli unici a raccontarvi come il soldi del MES o ESM come preferite, di cui noi eravamo uno dei principali contributori, sarebbero finiti a salvare le banche tedesche, principali responsabili della terribile crisi europea iniziata nel 2010…
Ma ascoltate ora perchè viene il bello di tutto ciò che sta accadendo…
(…) un punto di vista sulla crisi del debito europeo e la crisi greca, è che si tratti di un tentativo elaborato dal governo tedesco per conto delle sue banche per ottenere indietro i loro soldi senza richiamare l’attenzione su ciò che stanno facendo.
Il governo tedesco dà i soldi al fondo di salvataggio dell’Unione europea in modo che possa dare i soldi al governo irlandese in modo che il governo irlandese può dare indietro denaro alle banche irlandesi così le banche irlandesi possono rimborsare i loro prestiti alle banche tedesche.
Ovviamente il bello si è verificato con le banche greche, ma anche quelle spagnole e portoghesi non scherzavano, le nostre invece stranamente sono rimaste indenni, ai margini di questa orgia finanziaria.
Peccato che i soldini versati dal governo tedesco erano insufficienti per salvare le loro banchette, figurarsi neanche ora sono in grado di tenerle in piedi, hanno le due principalli banche sull’orlo del fallimento e mezzo sistema finanziario pubblico sull’orlo del collasso.
E’ di ieri la notizia che Moody’s ha tagliato le prospettive di  tutte le banchette tedesche da stabili a negative, ce ne hanno messo di tempo, ma si sa le agenzie del senno di poi arrivano sempre sul luogo del delitto quando ormai il cadavere è stato portato via…
Immagine
Immagino che vi ricordate di come noi italiani abbiamo salvato le banche francesi e tedesche…
Risultati immagini per Fondo salvastati 2012 sole 24 ore
Ma veniamo alla vicenda MES, il famigerato fondo salvastati, è necessario scrivere un post, visto che in questi giorni, sulla stampa mainstream dotti, medici e sapienti pilotati ad arte fanno a gara per raccontare le loro verità e lodare il magnifico intento dell’Europa unita.
Basterebbe dire che l’idea è partira dalla premiata ditta Francia e Germania, per stare in campana, la doppia M, Merkel e Macron, ovvero i paesi nei quali il sistema finanziario è in condizioni davvero pietose, altro che Italia.
Risultati immagini per ESM cartoons
Gli amici di Machiavelli conoscono a memoria il nostro strepitoso modellino, quello che ha previsto ben nove delle prime dieci banche fallite, nazionalizzato o incorporate durante la crisi subprime, ma ora sappiamo che nessuno può più fallire, come vedremo nell’outlook 2020 “La profezia”, ma almeno grazie a questo strepitoso modellino sappiamo quali sono le banche dalle quali stare alla larga.
Prima di iniziare, facciamo chiarezza su questo fondo salvastati europeo, MES meccanismo di esproprio sistematico, usando le parole di un certo Galli, uno che ha lavorato tutta la sua vita in mezzo alle istituzioni finanziarie mainstream, uno capace di dire tutto la sera prima e il contrario di tutto la sera dopo…
 Il 15 giugno scorso, il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk in cui lo ragguaglia sui risultati ottenuti, frutto delle modifiche concordate nell’Eurogruppo di due giorni prima. Qui emergono le questioni che potrebbero rivelarsi per l’Italia una “pistola” alla tempia, per usare una metafora usata da Giampaolo Galli, economista dell’Osservatorio sui conti pubblici di Carlo Cottarelli. Anzi è forse utile rileggere alcuni stralci dell’audizione di Galli alla V e XIV Commissione della Camera del 6 novembre scorso, per capire come la riforma su cui si sta lavorando vincoli l’intervento del Mes a una ristrutturazione ex-ante del debito di un Paese che ne chiede l’aiuto, con potenziali effetti devastanti per il tessuto sociale, economico e finanziario di quel Paese legati già solo all’effetto annuncio.
“La riforma in itinere sposta decisamente l’asse del potere economico nell’Eurozona dalla Commissione al Mes”. Poi passa alla “pistola”: “Il punto fondamentale è che nella riforma emerge l’idea che un Paese che chiede aiuto al Mes debba ristrutturare preventivamente il proprio debito, se questo non è giudicato sostenibile dallo stesso Mes. Si noti che la novità non sta tanto nella possibilità che un debito sovrano venga ristrutturato ma nell’idea che che la ristrutturazione diventi una precondizione pressoché automatica per ottenere i finanziamenti”. Idea che è figlia delle perorazioni portate avanti dall’establishment tedesco e dell’Europa del Nord, in primis il Governatore della Bundesbank Jens Weidmann.
E qui basterebbe per chiudere la questione e suggerire ai tedeschi di arrangiarsi a salvare le loro banche, noi non abbiamo bisogno del MES!
Al Mes – organo formato da 160 tecnocrati, collocato al di fuori dell’ordinamento Ue e quindi basato su rapporti di forza intergovernativi…
160 tecnocrati in stile TROIKA collocati all’infuori dell’ordinamento e me li immagino già!
Continua Galli…
 “Al Mes si attribuiscono tutti i poteri che ha oggi la Commissione sulla prevenzione e la gestione delle crisi”, lasciando all’organo tecnico il coltello dalla parte del manico. E poi: “Il Punto 10 del preambolo” introduce “la novità che Commissione e Bce non possano agire senza una decisione del Mes”.
Poi c’è l’introduzione delle Cac single limb –  delle clausole d’azione collettiva che dovrebbero facilitare le ristrutturazioni del debito, a potenziale danno di Paesi esposti come l’Italia – e sul rafforzamento dei prestiti precauzionali, concessi a condizioni più stringenti, specificando che  vengono erogati a paesi il cui debito è sostenibile…
Se il debito è sostenibile lo decidono loro i 160 tecnocrati nominati da non si sa chi!
In sintesi, nota l’economista, la precondizionalità della ristrutturazione del debito è la vera “pistola” alla tempia dell’Italia: “Una ristrutturazione preventiva sarebbe un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori, una sorta di bail-in applicato a milioni di persone che hanno dato fiducia allo Stato comprando titoli del debito pubblico. Sarebbe un evento di gran lunga peggiore di ciò l’Italia ha vissuto negli ultimi anni a causa dei fallimenti di alcune banche”.
Ma non è finita qui, perchè dopo aver dormito sul “bail-in” che tanti danni ha provocato al nostro Paese, guardate chi arriva…
Le critiche al progetto di riforma del Mes sono arrivate anche dal governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco, che ha avvertito sulla necessità di gestirlo “con attenzione” perché comporta potenzialmente “rischi enormi”. Parlando al seminario congiunto OMFIF-Banca d’Italia il 15 novembre scorso, Visco ha avvertito che “i piccoli e incerti benefici di una ristrutturazione del debito devono essere ponderati rispetto all’enorme rischio che il mero annuncio di una sua introduzione possa innescare una spirale perversa di aspettative di default”.
Ops, le considerazioni di Bankitalia avvengono sempre e solo in qualche seminario, mai che si vada nelle sedi comunitarie a suggerire queste criticità o almeno sembra.
Il riferimento all’effetto annuncio non è casuale, e riporta alla mente la fase acuta della crisi greca, quando passeggiando con i cappotti sbottonati lungo la costa della Normandia sulla spiaggia di Deauville, il 18 ottobre 2010 il presidente francese Sarkozy e la cancelliera Merkel usarono la formula “private sector involvement” per avvisare i mercati che un Paese dell’area euro poteva fallire e, in tal caso, ci avrebbero rimesso anche loro: fu allora che la crisi dei debiti sovrani precipitò verso il baratro.
Sempre loro, Germania e Francia!
Probabilmente dopo l’audizione qualcuno ha suggerito a Galli di fare attenzione quando usa le metafore, infatti qualche giorno dopo il nostro scienziato ha fatto un triplo salto mortale in avvitamento indietro…
ROMA. “Diciamo che la responsabilità è in gran parte di Salvini e della Lega, a giugno quando si fece l’accordo sull’Esm, cioè lo European stability mechanism che chiamiamo fondo salva stati, erano al governo i gialloverdi e la polemica con l’Europa era assai alta. Di conseguenza Tria trattò con un braccio legato dietro la schiena e non potemmo far valere le nostre ragioni”.
Ma tu pensa, Germania e Francia cercano di nuovo di fregarti come hanno fatto per anni, uno dice che non vuole saperne di firmare un simile trattato, Lega e M5S dicono chiaro e tondo all’avvocato del diavolo che non deve firmare nulla, non si deve impegnare o fare accordi senza che il PARLAMENTO non ne sia a conoscenza e la colpa è di chi giustamente non si fida della Merkel e Macron, perchè la polemica ha costretto Tria a promettere qualcosa che non sappiamo con le braccia dietro la schiena, senza poter far valere le proprie ragioni.
Ma quali ragioni, che in otto anni di governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, abbiamo detto di si a tutto, inchinandoci rispettosamente dalla mattina alla sera, ma quali ragioni che il Partito Democratico di cui fa parte Galli, ha ossequiato quotidianamente Francia e Germania, senza fiatare!
Infatti l’attuale ministro dell’economia Gualtieri altri piddino tanto per cambiare subito a dire…
Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, prova a gettare acqua sul fuoco delle polemiche scoppiate sulla riforma del fondo Salva-Stati (Mes): “L’esistenza del Mes è un potente elemento di stabilizzazione dei mercati finanziari e una difesa contro possibili crisi e deve pertanto essere considerato come un nostro alleato, non come un nemico, anche perché l’Italia è tra i suoi principali azionisti e ha un forte peso nella sua governance. Anche se da questo punto di vista è sempre bene ripetere che l’Italia non ha avuto, non ha e non avrà bisogno dei prestiti Mes: il debito italiano è sostenibile, ha una dinamica sotto controllo anche grazie alla politica fiscale prudente e a sostegno della crescita che il paese porta avanti”, ha scritto in un comunicato il responsabile dell’Economia. (Milano Finanza)
L’Italia è tra i suoi principali azionisti, nostro alleato? Certo l’Italia in passato ha tirato fuori miliardi di euro tra soldi versati e garanzie che sono andati a sostenere le banche tedesche e francesi, le banche inglesi e non come qualche ingenuo crede i Paesi europei.
Ora un piccolo ripasso sulle cifre, visto che in circolazione ci sono molti scienziati che mettono in dubbio la realtà! Il nostro Paese ha firmato una cambiale in bianco per oltre 125 miliardi di euro
Secondo Bankitalia e non qualche sito telebano, l’Italia ha effettivamente “buttato via” 14 miliardi di euro in questo fondo.
Se poi qualche scienziato si vuole illudere sulla garanzia dei depositi, che la Germania, firmi un simile accordo, tanti auguri, il resto delle analisi e favole sull’unione bancaria le lascio a Voi.
Da dove vengono questi soldi, dall’aumento del debito pubblico, sul quale noi paghiamo interessi. Se aggiungiamo altri prestiti via EFSF o bilaterali tra Stati arriviamo a quasi 60 miliardi. C’è chi dice che si tratta di prestiti, qualche ingenuo crede ancora che torneranno a casa. Da quando è diventato operativo il MES ha erogato in giro per l’Europa oltre 254 miliardi di euro e ben altri dovrà erogarne nel corso della prossima crisi.


E statene certi la prossima crisi riguarderà principalmente Francia e Germania, peccato che come sempre al governo ci sarà il Partito Democratico con ciò che resta del povero Movimento Cinque Stelle!

venerdì 22 novembre 2019

OCCHIO PERCHÉ STAVOLTA LA CRISI ARRIVA DALLA GERMANIA

MOODY'S SBANCA LE BANCHE TEDESCHE: L'OUTLOOK SUL SISTEMA DEL CREDITO PASSA DA STABILE A NEGATIVO. 
''LE BANCHE COMMERCIALI TRADIZIONALI E IN PARTICOLARE LE PICCOLE BANCHE CHE SI FINANZIANO CON I DEPOSITI FATICHERANNO A GUADAGNARE SUI LORO COSTI NEL CONTESTO DI TASSI BASSI''. IL SISTEMA BANCARIO PERDE COLPI NEI CONFRONTI DELLE BANCHE AMERICANE, DI QUELLE CINESI E POI CON BREXIT…



Fernando Soto per www.startmag.it
MOODY'SMOODY'S

CHE COSA DICE MOODY’S SULLE BANCHE TEDESCHE
L’agenzia Moody’s ha cambiato da stabile a negativo l’outlook sul sistema bancario di Berlino aspettandosi che “la redditività e il complessivo merito di credito degli istituti si indebolisca in un contesto di bassi tassi di interesse” nei prossimi 12-18 mesi.

LA REDDITIVITA’
“La debole redditività delle banche tedesche si ridurrà ulteriormente in quanto il margine di interesse diminuirà” ha commentato in una nota Bernhard Held, Senior Credit Officer di Moody’s.

I TIMORI
“Le banche commerciali tradizionali e in particolare le istituzioni che si finanziano con i depositi faticheranno a guadagnare sui loro costi nel contesto di tassi bassi, anche se le rettifiche sui crediti sono particolarmente basse”. Le piccole banche che si finanziano con i depositi, aggiunge Moody’s, “saranno le più colpite”.

I CASI DEUTSCHE BANK E NORDLB
azioni deutsche bankAZIONI DEUTSCHE BANK
Il caso NordLb, evidentemente, oltre che le difficoltà di Deutsche Bank sono segnali di un irrigidimento sistemico del comparto creditizio in Germania che ora inizia a preoccupare anche gli analisti, visto quanto emerge dal commento dell’agenzia di rating.

LE CRITICHE DELLE BANCHE TEDESCHE
Il sistema finanziario tedesco è stato tra i più critici nei confronti della politica di tassi negativi della Bce, contro cui hanno alzato la voce colossi del calibro di Deutsche Bank, Allianz e Commerzbank
deutsche bank 5DEUTSCHE BANK 5

LA POLITICA BCE
Gli esperti hanno puntato il dito contro la politica monetaria della BCE, che non solo ha reintrodotto il Quantitative Easing, ma ha altresì tagliato i tassi di interesse sui depositi dal -0,4% al -0,5%.

L’ANALISI DEL SOLE 24 ORE
Ha commentato nei giorni scorsi il Sole 24 Ore: “Il sistema bancario europeo, e in particolare quello tedesco, sta perdendo colpi rispetto all’agguerrita concorrenza delle grandi banche americane e in prospettiva arrancherà quando dovrà fronteggiare i colossi cinesi.

Con l’aggravante che Brexit priverà la Ue del suo più grande centro finanziario quando ancora non c’è la Capital Market Union, l’M&A bancario transfrontaliero è fermo, la redditività delle banche è, salvo rare eccezioni, bassa e il severo rallentamento della crescita economica non lascia ben sperare. Completare, e alla svelta, l’Unione bancaria e del mercato dei capitali è dunque una strada obbligata per rafforzare la stabilità finanziaria e rendere più competitive le banche europee: a questa conclusione è giunta infine ora la Germania”.

Fonte: qui

OCCHIO PERCHÉ STAVOLTA LA CRISI ARRIVA DALLA GERMANIA/1 
TREMONTI: ''QUANDO ESPLOSE LA CRISI GRECA, JUNCKER MI CHIESE DI USARE IL FONDO SALVASTATI PER SALVARE LE BANCHE FRANCESI E TEDESCHE ESPOSTE SU ATENE. LORO ERANO A RISCHIO PER 200 MILIARDI, NOI PER 20. LA RISPOSTA FU: SÌ, MA PESANDO LA CONTRIBUZIONE IN BASE AL RISCHIO DELLE BANCHE E NON AL PIL. LÌ SI ARRIVÒ ALLO SCONTRO, LÌ PARTIRONO GLI SPREAD. VOLEVANO I NOSTRI SOLDI E NON VOLEVANO SI PARLASSE DI CRISI BANCARIA. OGGI, AL POSTO DELLA GRECIA, CI SONO DI NUOVO BANCHE TEDESCHE. PER QUESTO SPINGONO PER LA RIFORMA DEL MES''
Martino Cervo per “la Verità

A sentire l' ex ministro Giulio Tremonti, la vicenda del Mes sta prendendo la forma di una tragedia shakespeariana. Anche per questo, il professore risale al passato per arrivare al presente. La tempesta, atto secondo: «What' s past is prologue»: serve (anche) il Bardo per spiegare la riforma del fondo salvastati.

giulio tremontiGIULIO TREMONTI
«Come nel passato», argomenta, «ancora oggi, più che un problema di bilanci pubblici pare un problema di bilanci bancari». Della passeggiata di Deauville, dove nel 2010 Angela Merkel e Nicolas Sarkozy avevano condannato la Grecia coinvolgendo i privati nella ristrutturazione del debito, prima di Banca d' Italia aveva parlato proprio Tremonti in Uscita di sicurezza (2012). E ora usa l' amara ironia di chi non è sorpreso.

«Ma come, ci è stato detto da ogni parte che l' euro è stato "salvato"! Un salvataggio con cui sarebbe iniziata l' età dell' oro... Com' è che, salvato l' euro, qualcuno pensa sia necessario salvare di nuovo il sistema finanziario? Com' è che l' iniziativa viene, tanto per cambiare, dalla Germania felix? È gestione di rischi nei bilanci pubblici o di rischi in quelli bancari?».

La risposta, professore, è nella domanda.
«Un' ipotesi che potrebbe essere fatta è proprio che oggi si reciti di nuovo la storia di Deauville: come allora, la crisi non è causata dai bilanci pubblici ma dai bilanci bancari, soprattutto dalle parti della Germania. Si tratta di criticità di bilancio che non sono solo industriali e strutturali, ma che derivano anche dal drammatico problema di trasferire da Londra in Germania i "book" dei derivati dopo la Brexit. Ma bisogna fare un passo indietro, e tornare nel 2008».

Lei era appena rientrato al Tesoro.
giulio tremonti silvio berlusconi 1GIULIO TREMONTI SILVIO BERLUSCONI 
«Il governo italiano, nella primavera di quell' anno, era l' unico che fin dal programma elettorale aveva previsto l' arrivo della "crisi". Sulla Northern Rock - banca con la coda agli sportelli -, alla domanda italiana, da me fatta in Eurogruppo e in Ecofin nel maggio, "Come gestite questa crisi? Cosa fate se il governo del Regno unito interviene?", la risposta fu: "Li sanzioneremo: pianificano un aiuto che fa eccezione rispetto alla regola del mercato".

A novembre, l' eccezione vietata era diventata la regola applicata: questo per dire del grado di lucidità e di visione che a quel tempo c' era da parte di Commissione, Bce e ministri...
Non solo: il nostro governo segnalava come nei trattati europei non fosse previsto l' evento della "crisi", intesa come rottura di paradigma. Eppure essa iniziava, chiara (chiara a noi, meno agli altri). Ma la parola stessa in quelle norme non c' era: nei trattati era previsto il bene, e non il male. Il matrimonio era contratto solo nella buona sorte: ideologicamente, era esclusa quella cattiva».

Quindi?
MERKEL JUNCKER1MERKEL JUNCKER1
«In questo contesto nasce, su proposta italiana, il primo Fondo salvastati europeo. In assenza di trattato, fu regolato con atto privato. Il reato è prescritto, ma arrivò il notaio a prendere le firme nella notte in Eurogruppo nel 2010. Dal mio punto di vista, quella doveva essere la base per gli Eurobond. Il messaggio trasmesso all' esterno fu comunque molto positivo: era l' Europa che agiva in termini unitari».

Qualcosa andò storto, poi.
«Ci fu la crisi del 2011, che non fu una crisi causata dai bilanci pubblici (e certo non dal bilancio italiano, come certificato da Bankitalia nelle sue considerazioni annuali), ma una crisi bancaria tedesca e francese. Cosa che poi - dopo aver straziato la Grecia - venne riconosciuta da due componenti della Troika: Fmi e Commissione. Il terzo, la Bce, non si è ancora pronunciato. Eppure si trattava di banche...».
Torniamo alla crisi.
«A partire dalla fine del 2011, il fondo ha perso la funzione politica originale, per essere inserito nella cabala "tecnica" dei vari Ltro, Omt, Brrd, Esrb, Npl, Erf, Adr, Esbies...».
Klaus ReglingKLAUS REGLING

E oggi? Le modifiche che stanno spaccando il governo si inseriscono qui?
«La cosa poco considerata è che anche le banche possono accedere al fondo. Non solo: l' ipotesi in discussione affida un enorme potere alla tecnostruttura. Approfitta del vuoto politico della Commissione e attribuisce un potere smisurato al direttore generale: un tedesco».

Lei conosce Klaus Regling, capo dell' Esm?
«Sì. Mi ricorda quello che diceva Ciano di Ribbentrop: ha una forma del cranio che fa male all' Italia».

Dunque sono giusti gli allarmi levatisi in questi giorni?
«I meccanismi per giudicare i debiti sovrani contenuti nella riforma sono così autocratici e imperscrutabili da fare venire nostalgia delle agenzie di rating, che al confronto sembrano più razionali e trasparenti. Vedo che la presidenza italiana, in vista del vertice di dicembre, confida nello scambio tra "riforma" e "pacchetto". In realtà per noi il pacchetto è ancora più avvelenato del trattato, perché produce automatici, devastanti effetti tanto sulle banche e quanto sul debito. Entrare a Palazzo Berlaymont, a Bruxelles, con quel "pacchetto" equivale a presentarsi alla Commissione come un kamikaze».

Ma cos' è accaduto? Perché l' Italia ha condiviso un iter così dannoso?
giorgio napolitano mario montiGIORGIO NAPOLITANO MARIO MONTI
«I trattati presuppongono una prima fase di lavoro misto tecnico-politico (Eurogruppo ed Ecofin), poi una fase politica vera e propria nel Consiglio intergovernativo, infine - sempre in ambito politico - le ratifiche nei Parlamenti. Fin dal principio, in questo cammino è necessario combinare la capacità, o forza, politica con la tecnica. Se ne manca, o è scarsa una delle due, salta tutto. Ora, quando si sente dire che all' Ecofin l' Italia ha fatto benissimo Forse si vuole dire che chi c' era va assolto per non aver compreso il fatto».

Professore, ma l' Italia a questo punto che margini ha?
Cosa deve fare?
«Di certo non deve votare sì, né invocare il famoso "pacchetto" kamikaze. Approvare e rimettersi al voto in Aula significa sottoporsi, come governo, al rischio che l' Aula stessa dica no, devastando l' immagine del Paese. E il rinvio non serve obiettivamente a nulla».

Ritiene positivo che sia esploso il tema politico dopo mesi di un percorso opaco e trascurato da gran parte dell' opinione pubblica?
«Molto positivo. Non c' è un Paese europeo oltre al nostro in cui questi temi vengano trattati come arcana imperii, come invece vediamo qui. L' unica cosa positiva è proprio che ne parli la politica, contrariamente a quanto è accaduto nel periodo dei governi Monti e successivi. Una volta, in ambito sovranista, si diceva "Umano, troppo umano". Ancora fino a qualche tempo fa, era di moda: "Europeo, troppo europeo". Chi dovrebbe difendere l' Europa, oggi sembra smentire la democrazia».

Ma c' è dolo in questo?
licenziamenti a deutsche bank 8LICENZIAMENTI A DEUTSCHE BANK 
«Guardi, se chi governa non capisce, è grave; se capisce e non denuncia, è peggio. Apprezzo che molti, ora, si rendano conto dei rischi. Ma prima dov' erano? E poi, anche adesso, troppi reagiscono, ma preoccupandosi degli effetti a valle e non comprendendo le cause. Ancora: banche straniere, e non finanza pubblica italiana».

Lei non cita mai Deutsche bank, ma sono queste le "cause" a cui guardare?
«Perché l' impulso per questa riforma emerge dal lato tedesco? L' analogia con il 2011 mi sembra impressionante: ancora una volta, come allora, si cercano cause alternative della crisi, si cercano cioè colpe esterne».

Non dice così per nostalgia del governo di cui era ministro?
«Quando esplose la crisi greca, Jean Claude Juncker mi chiese di usare il Fondo salvastati per salvare le banche francesi e tedesche esposte sulle Grecia. Loro erano a rischio per 200 miliardi, noi per 20. La risposta fu: sì, ma pesando la contribuzione dei singoli Stati in base al rischio delle banche e non al Pil. Lì si arrivò allo scontro, lì partirono gli spread. Volevano i nostri soldi e non volevano si parlasse di crisi bancaria. Oggi, al posto della Grecia, ci sono di nuovo banche tedesche. Allora avevano la quinta colonna al Quirinale, e Mario Monti a Palazzo Chigi».

Addirittura.
GIUSEPPE CONTE MARIO MONTIGIUSEPPE CONTE MARIO MONTI
«Tra i primi atti di Monti ci fu quello di autodenunciare una crisi di bilancio che non c' era, e in questo modo mascherare una crisi bancaria straniera che invece c' era.
Quindi, usare i nostri soldi per fare il "salvataggio forestiero"».

Sta dicendo che Conte è il nuovo Monti?
«Sono figure un petit différent...».

Fonte: qui

giovedì 21 novembre 2019

DAI MAFIOSI AI FURBETTI: TUTTE LE FALLE DELLA MISURA VOLUTA DAI GRILLINI


ANNAMARIA FRANZONI HA CHIESTO IL REDDITO DI CITTADINANZA MA L’INPS LE HA NEGATO IL SUSSIDIO. VOLETE SAPERE PERCHÉ? 

LA DOMANDA È STATA RESPINTA PERCHÉ NON TORNAVANO I CONTI SUI FIGLI A CARICO 

LEI HA ANNUNCIATO RICORSO

Salvatore Dama per “Libero Quotidiano”

mafiosi con il reddito di cittadinanzaMAFIOSI CON IL REDDITO DI CITTADINANZA
Li chiamavano "spaccaossa". Reclutavano persone in difficoltà economiche disposte a farsi rompere un braccio o una gamba per ottenere il rimborso dall' assicurazione. Gli infortunati prendevano pochi spicci, i boss incassavano il premio, truffando la compagnia. È l' ultimo business mafioso scoperto dalla Squadra mobile di Palermo. E, in realtà, non è l' unica notizia. L' altra è che lorsignori, gli "spaccaossa", percepivano pure il reddito di cittadinanza.

ANNAMARIA FRANZONIANNAMARIA FRANZONI
Ed è solo l' ultimo scandalo legato al sussidio voluto dai grillini. In questi mesi ne sono stati denunciati a centinaia. Una carrellata di mafiosi, spacciatori, lavoratori in nero, truffatori, ex terroristi, pregiudicati. Alcuni già ricevevano l' assegno mensile, altri avevano fatto domanda. È il caso di Annamaria Franzoni. Che per il momento si è vista negare l' assistenza dall' Inps. Non perché abbia appena finito di scontare una condanna definitiva per l' omicidio del figlio Samuele, semplicemente la donna non rientrava nei criteri Isee.
di maio reddito di cittadinanzaDI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA

SISTEMA RODATO
Torniamo a Palermo, dove sono state arrestate nove persone, accusate di associazione mafiosa, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, autoriciclaggio, danneggiamento fraudolento di beni assicurati. E, appunto, truffe assicurative. Chi si faceva fratturare un osso riceveva qualche centinaia di euro, i boss incassavano polizze fino a 100mila euro.
siracusa, arrestato spacciatore in porsche con reddito di cittadinanza 1SIRACUSA, ARRESTATO SPACCIATORE IN PORSCHE CON REDDITO DI CITTADINANZA 

Cinque dei nove fermati sommavano ai guadagni illeciti anche il reddito di cittadinanza.
reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
A uno di loro è stata sequestrata una villa con piscina, sculture e statue di leoni. Nel parco auto sono state trovate macchine di lusso per un valore di 300mila euro. Nelle stesse ore, a Maratea (Potenza), la Guardia di Finanza ha denunciato un uomo che percepiva il Rdc ma lavorava in nero in un' impresa di trasporto merci.

LUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINOLUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO
Sempre di ieri è la notizia che l' Inps di Bologna ha negato l' assegno ad Annamaria Franzoni, libera dallo scorso febbraio dopo aver scontato una condanna definitiva per l' omicidio del piccolo Samuele avvenuto a Cogne nel 2002. Macabra coincidenza: la domanda è stata respinta proprio per un calcolo legato alla detrazione dei figli a carico. La donna ha annunciato ricorso.

franzoniFRANZONI
A Palermo, qualche giorno fa, era finito sui giornali un meccanico 29enne. Che, oltre a percepire indebitamente il reddito di cittadinanza, operava senza autorizzazioni e aveva illecitamente attaccato la sua officina alla rete elettrica pubblica.

POCHE ISPEZIONI
A Floridia, in provincia di Siracusa, lo Stato assicurava il reddito minimo a un 41enne spacciatore. A casa gli hanno trovato 327 dosi di cocaina. E, nel box, una Porsche. Un altro pusher al quale l' Inps versava il reddito di cittadinanza è stato pizzicato a Boscoreale, Napoli. Quando i carabinieri lo hanno fermato, in auto aveva un chilo e trecento di marijuana.
franzoniFRANZONI

Poco più a Sud, ad Agropoli, una donna continuava a incassare la pensione della mamma morta nel 2013. Non le bastava, evidentemente. E ha fatto anche domanda per il reddito di cittadinanza.
franzoniFRANZONI
Chiamasi bulimia di assistenzialismo. Altrettanto noto è il caso di Federica Saraceni, ex brigatista, condannata a 21 anni e mezzo di carcere per l' omicidio del giuslavorista Massimo D' Antona e attualmente ai domiciliari, che percepisce un assegno RdC di poco superiore ai 600 euro al mese.
Ogni giorno vengono stanati uno o più furbetti.

STEFANO LORENZI ANNAMARIA FRANZONISTEFANO LORENZI ANNAMARIA FRANZONI
Da fine marzo ad agosto i casi accertati dalle autorità sono stati 185. Mancano i dati relativi a settembre e ottobre. Però, se ci si basa sui fatti di cronaca, il numero sembra notevolmente lievitato.

Beccarli non è facile. E, di solito, le irregolarità vengono fuori sempre quando le indagini seguono altre piste: droga, truffe, riciclaggio. L' Ispettorato del lavoro, nell' ultimo report, ha ammesso di essere in affanno a causa delle «limitate risorse a disposizione». Le ispezioni nel 2019 sono calate del 9% rispetto all' anno precedente. Fonte: qui