9 dicembre forconi

domenica 20 gennaio 2019

COME SI COMBATTE LA POVERTÀ IN ITALIA? EVITANDO CHE MOLTI SOLDI FINISCANO NELLE TASCHE SBAGLIATE


L’ASSEGNO DI SUSSISTENZA SI INNESTA SU UN MODELLO INIQUO: UN TERZO DELLA SPESA SOCIALE FINISCE AI PIÙ RICCHI PERCHE’ MANCANO BANCHE DATI E VERIFICHE 

Milena Gabanelli e Rita Querzè per il “Corriere della Sera”

milena gabanelliMILENA GABANELLI
Cinque milioni di poveri in Italia non si possono ignorare, ed è giusto dare loro un assegno di sussistenza. Ma i soldi vanno spesi bene, perché a pagare l' Irpef sono sempre i soliti 41 milioni di italiani. E anche tra loro non tutti se la passano benissimo. Necessario il riordino della spesa sociale. Ogni anno l'Inps spende 53 miliardi per aiutare chi sta peggio. In gran parte vanno in assegni sociali e integrazioni al minimo. In teoria può fare domanda solo chi è sotto a un certo reddito (per la pensione sociale non bisogna superare i 5.954 euro l'anno, per esempio).

Nella realtà oltre un terzo di questi soldi (ovvero 18,5 miliardi) va alle famiglie con redditi superiori alla media. 

Lo stesso meccanismo vale per i 18 miliardi di spesa generale per la lotta alla povertà. Oltre un terzo - 6,5 miliardi - va al 50% di italiani con redditi superiori alla media. La legge che ha istituito il Rei prevedeva un riordino della spesa sociale. Non è mai stato fatto. I cittadini quando vanno a votare non premiano chi gli toglie qualcosa. E i partiti ne tengono conto.
povertàPOVERTÀ

Incroci a monte per scoprire gli Isee-truffa. Spesso la spesa sociale finisce a chi non ne avrebbe diritto perché è facile truccare le carte. Lo strumento che valuta come se la sta passando una famiglia è l'Isee. L'ultima riforma lo ha migliorato, ma secondo le verifiche della Guardia di Finanza, il 60% degli Isee è basato su autodichiarazioni false. Il tasso di irregolarità è del 90% per le esenzioni dai ticket sui farmaci, e del 39% per le richieste di prestazioni sociali nei primi mesi del 2018.

Più che aumentare i controlli a valle bisogna incrociare sempre a monte i dati delle proprietà immobiliari, dei redditi e delle giacenze medie sui conti correnti. Ancor meglio sarebbe inserire i dati delle amministrazioni in un Isee precompilato: doveva partire nel 2018, ma ancora non si è visto.

povertàPOVERTÀ
Troppi bonus: serve il casellario delle prestazioni. Prendiamo una famiglia povera della periferia di Milano a cui nasce un figlio. Può sicuramente chiedere il bonus bebè appena rifinanziato nell'ultima legge di Bilancio. Ma ci sono anche il bonus alla nascita da 800 euro, (che incassano tutti, non solo i poveri), oltre al bonus nazionale per la frequenza al nido. Poi c' è la bebè card del Comune e il bonus nido della regione Lombardia. Il problema è che la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Sarebbe il caso di coordinare le varie misure.

L'Inps avrebbe dovuto varare il «casellario», un fascicolo con le prestazioni sociali percepite da ciascun cittadino. Il progetto non è mai decollato. Logico sarebbe che, in base all'Isee, una serie di misure scattassero in automatico, in funzione della situazione Isee di ciascuno.

povertàPOVERTÀ
Assegni proporzionati al costo della vita nei territori. Se si guarda l' incidenza sul totale della popolazione, il record del disagio è al Sud con l' 11,4% degli abitanti in povertà assoluta (contro il 6,4% del Centro e il 7% del Nord). Ma il 52,5% delle famiglie povere abita comunque al Centro-Nord. L'Istat ha calcolato che nella periferia di una grande città del Nord, un single per la propria sussistenza ha bisogno di 787 euro al mese.
Da qui il reddito di cittadinanza da 780 euro. In un piccolo comune del centro, però, bastano 707 euro, che scendono a 560 euro nel comune del Sud. Avrebbe senso dunque un assegno parametrato al costo della vita del luogo in cui vive il richiedente.
Più servizi (e non solo per l' impiego).

Anpal servizi stima che il 70% degli aspiranti al reddito non sia subito in grado di lavorare, perché ha minori o disabili a carico, problemi di salute e di dipendenze. Sono 3 milioni e mezzo di persone che dovranno stipulare un «patto per l' inclusione sociale» con i comuni. Nel 2016 la spesa dei Comuni per i servizi sociali ammontava a 7 miliardi e 56 milioni di euro. I comuni ricchi offrono servizi sociali ai loro cittadini.

povertàPOVERTÀ
Gli altri no, anche se sul loro territorio si trova la maggior concentrazione di poveri. In Calabria, dove ci si attende il maggior numero di richieste di Rdc, la spesa procapite per i servizi sociali è di 22 euro, contro i 517 euro della Provincia Autonoma di Bolzano. Il 15% dei fondi del Rei nel 2018 è stato destinato a potenziare i servizi sociali. Per il 2019 il nuovo governo mobilita 347 milioni, che diventeranno 587 nel 2020 e 615 dal 2021 in poi. Risorse insufficienti, inoltre non è ancora chiaro con quali criteri saranno ripartite.

Lavori socialmente utili (flop dietro l' angolo). Chi prende il reddito di cittadinanza dovrebbe fare 8 ore alla settimana di lavoro socialmente utile. Serve quindi personale che organizzi il lavori da fare. I lavoratori vanno poi formati e assicurati. Ad oggi esistono solo pochissime sperimentazioni e la maggior parte dei Comuni non è attrezzata.

povertàPOVERTÀ
Serve più tempo per potenziare i controlli sul lavoro nero e assumere navigator stabili. Le Regioni devono assumere 4.000 navigator per potenziare i propri centri per l' impiego. Vuol dire che si dovranno fare 20 bandi pubblici. Dall' emissione del bando all' assunzione ci vuole mediamente un anno (sei mesi alle Regioni più virtuose). Per aggirare l' ostacolo e partire il primo aprile con il Rdc, il governo intende assumere subito 4.000 navigator con contratti a termine tramite Anpal servizi. Successivamente i 4.000 precari (con il compito di educare i disoccupati a trovare lavoro) dovrebbero partecipare ai concorsi delle Regioni per passare a tempo indeterminato.

Poi c' è il lavoro nero: nemico numero uno del reddito di cittadinanza. È vero che ci sono sgravi contributivi per chi assume un povero, ma nessuna azienda assume a tempo indeterminato se non ne ha bisogno. L'economia sta frenando, e in gran parte del Paese i centri per l' impiego non riusciranno a offrire tre occasioni di lavoro in 18 mesi.
Che fare? Non escludere dagli sgravi i contratti a termine.

povertàPOVERTÀ
Poi potenziare i controlli sui settori e nei territori a maggiore concentrazione di nero. In particolare agricoltura, dove la percentuale arriva al 16,4%, servizi alle persone (22,8%), costruzioni (10,8%), commercio e logistica (7,9%). La legge di Bilancio prevede l' arrivo di 930 nuovi ispettori del lavoro in tre anni, di cui 300 nel 2019. Ma è improbabile che siano operativi prima di fine anno. 


Reddito agli stranieri residenti da 10 anni. Il governo stima che saranno 250 mila ad averne diritto. Fondazione Ismu parla di 300 mila (su oltre 5 milioni di immigrati, circa un milione sarebbe residente da 10 anni, di cui il 30% poveri). Il Comune di Milano, a partire dalle verifiche sul proprio territorio, stima che a livello nazionale potrebbero essere 700 mila. Le richieste verranno presentate nei Comuni, che però non sono in grado di verificare «dove» hanno accumulato i 10 anni di residenza, perché l' anagrafe nazionale in capo a Sogei ancora non c'è. In sostanza, se non si fa in fretta a completare i registri nazionali e a riorganizzare un sistema iniquo, troppi soldi continueranno a finire nelle tasche sbagliate.

Fonte: qui

IL RINVIO DELL'OPERAZIONE FINCANTIERI-STX DAVANTI AI GIUDICI DELLA CONCORRENZA EUROPEA È STATO CHIESTO E VOLUTO DA PARIGI (E BERLINO SI E’ ACCODATA) PER NON CEDERE ALL’ITALIA UN GIOIELLO INDUSTRIALE NAZIONALE


QUANDO SI TRATTA DI FREGARE L’ITALIA, FRANCIA E GERMANIA SI TROVANO SEMPRE D’ACCORDO 
MA ANCHE I TEDESCHI HANNO I LORO INTERESSI A STOPPARE L’OPERAZIONE (E POI I “SOVRANISTI” SAREMMO NOI… INFATTI I POLITICI SOVRANISTI ITALIANI NON ESISTONO!)
Francesca Pierantozzi per “il Messaggero”

FINCANTIERI MONFALCONEFINCANTIERI MONFALCONE
Altro che normale procedura: Il rinvio dell' operazione Fincantieri-Chantiers de l' Atlantique davanti ai giudici della Concorrenza europea è stato chiesto e voluto da Parigi. E Berlino non ha fatto che andare dietro ai francesi. Il sito Mer et marine, sempre ben informato sull' attualità navale di Francia, smentisce almeno in parte la posizione ufficiale dell' Eliseo e del governo, secondo la quale soltanto le malelingue potrebbero interpretare la richiesta di un' inchiesta approfondita sull' acquisizione dei cantieri di Saint Nazaire da parte degli italiani come un atto ostile.
merkel macronMERKEL MACRON



Non sarà una dichiarazione di guerra, ma la richiesta presentata dalle autorità antitrust di Francia e Germania a Bruxelles tradisce soprattutto le reticenze francesi a cedere un gioiello industriale nazionale ad una controllata pubblica italiana. Le reticenze non sono nuove, ma le frizioni col governo giallo-verde non hanno fatto che rinforzarle. L'accoglienza dei migranti, la Tav, le frizioni europee sulla manovra e, per ultime, anche le dichiarazioni di solidarietà ai Gilet Gialli da parte del vicepremier Di Maio, non hanno creato un clima favorevole a matrimoni italo-francesi.

macron e le maire a saint nazaire StxMACRON E LE MAIRE A SAINT NAZAIRE STX
Quest'estate il partito francese contrario allo sbarco degli italiani a Saint Nazaire sarebbe stato sul punto di vincere. Il casus belli avrebbe potuto essere quello dell'alleanza cantieristica anche sul navale militare, corollario del matrimonio civile tra Fincantieri e Chantiers de l'Atlantique. Di un avvicinamento tra Fincantieri e la francese Naval Group si parlava espressamente nell' accordo del settembre 2017 (siglato a Lione da Macron e dall'allora presidente del Consiglio Gentiloni) che sancì i termini dell' acquisizione.
Ma allora al governo c'era il Pd. Con l'esecutivo di Conte (e di Salvini e Di Maio) impossibile immaginare un'alleanza in un settore iper-strategico come quello della Difesa.

LA STRATEGIA
LE MAIRE STXLE MAIRE STX
Una marcia indietro della Francia avrebbe però provocato l'apertura ufficiale delle ostilità e soprattutto avrebbe indebolito la reputazione europea di Macron: il governo ha dunque deciso di andare avanti, ma a velocità ridotta. E rinviare la patata bollente a Bruxelles è apparsa la soluzione migliore. Soprattutto con un alleato di peso come la Germania.

I tedeschi non hanno poche ragioni per opporsi alla fusione di Fincantieri con i francesi di Saint Nazaire: la nuova creatura sarà un colosso con capitali a maggioranza pubblici, mentre la tedesca Meyer-Werft (con la filiale finlandese Meyer Turku) è una società privata. Il presidente del costruttore tedesco si era già fatto sentire l' anno scorso contro l'ombrello pubblico che protegge gli italo-francesi e che potrebbe viziare la concorrenza.

CANTIERI STXCANTIERI STX
Nonostante i malumori tedeschi, sono stati però i francesi a prendere l'iniziativa di sollecitare l'antitrust europea (che di per sé avrebbe dato il via libera all' operazione, visto che non raggiunge la soglia minima di fatturato per impensierire la Commissione). A dicembre i francesi hanno lasciato credere che fossero i tedeschi a volere un' inchiesta di Bruxelles, ma in realtà, sarebbe stata proprio l' antitrust francese a decidere il ricorso. Governo ed Eliseo alzano le mani: «L' antitrust è un' autorità indipendente». Come dire noi non c' entriamo. Pochi credono comunque che i giudici europei decidano alla fine di bocciare l' accordo.

Ma intanto si prende tempo, e magari si arriverà alla primavera, e con la primavera, passeranno anche le elezioni europee. A Saint Nazaire intanto i cantieri funzionano a pieno regime. Per il momento lo Stato francese è padrone, ma anche questa non è una soluzione che piace a Macron. Il ministro dell' Economia Le Maire non ha fatto che ripeterlo: la nazionalizzazione è solo temporanea.

12 Gennaio 2019

Fonte: qui

UN GRUPPO DI NIGERIANI SCATENA IL CAOS SU UN TRENO DIRETTO A FIRENZE

UNA VOLTA ARRIVATA LA POLIZIA, UNO DEI GIOVANI È RIUSCITO A SCAPPARE, MENTRE ALTRI DUE HANNO PRESO A CALCI E PUGNI GLI AGENTI E SONO STATI ARRESTATI 

GLI ALTRI DUE MEMBRI DELLA GANG SONO STATI INVECE RILASCIATI PERCHÉ NON SI ERANO MOSTRATI OSTILI… 

Federico Garau per www.ilgiornale.it

trenoTRENO
Momenti di tensione domenica sera su un treno diretto a Firenze, dove un gruppo di giovani nigeriani ha letteralmente scatenato il caos prima di essere fermato dalle autorità. Stando a quanto riferito dai quotidiani locali, si tratta di cinque africani sui vent’anni che, appena saliti sul mezzo, hanno cominciato ad avere comportamenti molesti.

In evidente stato di ebbrezza gli stranieri, rigorosamente sprovvisti di titolo di viaggio, si sono rifiutati di scendere dal convoglio come richiesto del capotreno. Non solo. Hanno molestato i passeggeri con le loro intemperanze, arrivando addirittura a vomitare sui sedili.
treno pestaggioTRENO PESTAGGIO

Provvidenziale l’intervento di quattro pattuglie della polizia di Stato, allertate dal capotreno. Gli agenti sono saliti alla fermata della stazione di Pistoia ed hanno raggiunto i facinorosi. Si è immediatamente originato un certo trambusto, e nel disordine creatosi uno degli africani è riuscito a fuggire ed a far perdere le proprie tracce.

Altri due soggetti, invece, si sono scagliati contro gli uomini in divisa, prendendoli a calci e a pugni. Alla fine, tuttavia, i poliziotti hanno fatto scattare le manette ai polsi degli stranieri, che sono stati condotti negli uffici della questura, insieme agli altri due compagni.

Dopo le regolari procedure di identificazione, i nigeriani che avevano attaccato gli agenti sono stati arrestati con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Gli altri due, che avevano seguito le forze dell’ordine senza mostrare ostilità, hanno solo ricevuto una denuncia per interruzione di pubblico servizio ed ubriachezza violenta.
treno pestaggioTRENO PESTAGGIO

Tre dei poliziotti intervenuti sul treno hanno riportato alcune ferite, fortunatamente non gravi, in seguito alla colluttazione originatasi con i nigeriani. Hanno pertanto avuto necessità di ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove sono stati loro assegnati 6 giorni di prognosi. Per quanto riguarda gli africani arrestati, nella giornata di ieri sono stati processati tramite giudizio direttissimo. Per loro una condanna a 18 mesi di reclusione.

8 Gennaio 2019

Fonte: qui

A BOLOGNA SGOMINATA UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE CHE DETENEVA IL MONOPOLIO DELLE CAMERE MORTUARIE DEI DUE MAGGIORI OSPEDALI CITTADINI: 30 ARRESTI



AGLI INFERMIERI 200 EURO A MORTO 

DALLE INDAGINI SONO EMERSI SPREGIO DELLE SALME E FURTI...

agenzia funebreAGENZIA FUNEBRE
I carabinieri di Bologna hanno smantellato due cartelli di imprese di pompe funebri che controllavano le camere mortuarie dei due principali ospedali cittadini e detenevano il monopolio dei servizi funebri. Sono 30 gli arresti e 43 le perquisizioni eseguite da 300 militari, che hanno sequestrato un patrimonio di 13 milioni di euro. . Gli infermieri agganciavano i parenti dei defunti e venivano compensati con somme tra i 200 e 350 euro a "lavoro".

Le indagini hanno consentito di sgominare una vera e propria associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e riciclaggio. Gli inquirenti hanno scoperto che i due cartelli si spartivano i servizi nelle camere mortuarie dell'Ospedale Maggiore e del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi. Sono nove le persone finite in carcere e 18 quelle ai domiciliari, mentre per tre è scattata l'interdittiva all'esercizio di attività imprenditoriale.

Gli infermieri agganciavano i familiari dei defunti, mettendoli in contatto con i referenti delle varie agenzie di servizi, proponendo le soluzioni più economiche ed efficienti. Venivano poi forniti dettagli e istruzioni per le pratiche. Al vertice invece c'erano i rappresentanti di due consorzi, che dividevano i compiti e ridistribuivano le somme guadagnate. "Se dopo anni in camera mortuaria hai ancora dei mutui da pagare, significa che non hai capito come funziona". Sono le parole rivolte da un infermiere a un altro indagato, registrate negli atti dell'inchiesta.
agenzia funebreAGENZIA FUNEBRE

Spregio delle salme e furti - Gli inquirenti hanno accertato inoltre il trattamento di spregio riservato alle salme analizzando l'intercettazione di un indagato. "Ho un filmato dove lui mette una buccia di banana in mano ad un morto...". Affermazione alla quale segue la risposta di un altro coinvolto: "Il morto, aspettando la barella... ha avuto fame!". In un'altra conversazione intercettata, un'infermiera si definisce "la regina della camera mortuaria" e in un'altra ancora racconta al compagno dei beni presi a un defunto: "Amo' ho trovato due anelli (...), li ho messi già in borsa, però non so se è oro...".

17 Gennaio 2019

Fonte: qui

LE SPETTACOLARI IMMAGINI RIPRESE DAL ROVER YUTU-2


L'ALTRA FACCIA DELLA LUNA 

GLI SCIENZIATI DELL’AGENZIA SPAZIALE CINESE HANNO FATTO COMPIERE A YUTU UN GIRO COMPLETO INTORNO ALLA SONDA CHANG’E-4, PROBABILMENTE PER OSSERVARNE LE CONDIZIONI DOPO L’ALLUNAGGIO…



Paolo Virtuani per “www.corriere.it”

luna 3LUNA 
Era rimasto fermo cinque giorni dopo essere uscito dalla pancia della sonda-madre. Ora il rover Yutu-2 ha ripreso la sua missione e il canale 13 della televisione di Stato Cctv ha trasmesso le prime immagini dopo lo stop.

Gli scienziati dell’Agenzia spaziale cinese (Cnsa) hanno voluto far compiere a Yutu (che in cinese significa Coniglio di giada) un giro completo intorno a Chang’e-4, probabilmente per osservarne le condizioni dopo l’allunaggio che, osservando il video degli ultimi instanti prima di toccare il suolo nella parte meridionale del cratere Von Karman, è stato un po’ «avventuroso» alla ricerca di un luogo piatto e senza grandi sassi intorno.
luna 1LUNA 

Il record
Chang’e-4 ha stabilito un record storico, il primo a opera cinese. È infatti la prima sonda a essere riuscita ad atterrare sull’emisfero della Luna non visibile dalla Terra. Lanciato lo scorso 7 dicembre, alle 10:26 locali (le 3:26 in Italia) è giunta all’interno di una struttura di 186 chilometri di diametro che fa parte del bacino Aitken, nei pressi del Polo Sud lunare.
luna 4LUNA 

Nello stesso anno del 50mo anniversario del primo sbarco sulla Luna a opera degli astronauti di Apollo 11. Chang’e-4 era entrata in orbita lunare il 12 dicembre, per poi portarsi in un’orbita polare ellittica e provare le comunicazioni con la Terra tramite il satellite-sponda Queqiao, senza il quale sarebbe impossibile comunicare con il centro di controllo
la sonda cinese sulla luna chang e 4LA SONDA CINESE SULLA LUNA CHANG' E-4



«Tutto funziona come previsto»
Il lander pesa 1.200 chilogrammi e ha fatto poi scendere sulla superficie il rover automatico Yutu-2 che ha una massa di 140 chili. Insieme alle nuove immagini riprese dal rover, la Cnsa ha diffuso anche una spettacolare foto a 360 gradi ripresa con un braccio robotico su Chang’e-4, che mostra tutto il panorama intorno al luogo di arrivo.

«I ricercatori hanno completato la prima analisi preliminare della topografia intorno al punto di sbarco», dice un comunicato della Cnsa. «La sonda, Yutu e il satellite-sponda Queqiano sono in buone condizioni e funzionano come programmato».

11 Gennaio 2019

Fonte: qui

QUANDO I BUROCRATI NAZISTI PIANIFICARONO LA SHOAH


IL 20 GENNAIO 1942 SI TENNE LA CONFERENZA DI WANNSEE VOLUTA DAL BRACCIO DESTRO DI HITLER HIMMLER 

IL PROGRAMMA DIABOLICO E I CRITERI OPERATIVI PER ANNIENTARE GLI EBREI 

NEI VERBALI ANCHE IL CALCOLO SCRUPOLOSO DELLE PERSONE DA ELIMINARE…

Carlo Nordio per il Messaggero

conferenza wannseeCONFERENZA WANNSEE
Domenica 27 Gennaio il mondo celebrerà il Giorno della Memoria. La data è stata scelta perché coincide con quella di liberazione di Auschwitz Birkenau, dove l' Olocausto raggiunse il culmine. Ma è una data storicamente poco significativa, perché quando i russi vi entrarono il Lager era già stato quasi totalmente distrutto e i residui detenuti trasferiti. Nessuno, in effetti, vi ha mai documentato gli stermini: esiste solo una manciata di fotografie fatte da un sonderkommando, dove si vede ben poco.

Al contrario, le immagini più raccapriccianti che tutti conosciamo e che furono proiettate al processo di Norimberga, con i bulldozer inglesi che spingono nelle fosse comuni decine di cadaveri, sono state girate a Bergen Belsen, dove la maggioranza dei reclusi di Auschwitz era stata trasferita con l' approssimarsi dell' Armata Rossa. Ben più cruciale è invece la data di domani.
Fu infatti il 20 Gennaio 1942 che i burocrati nazisti, riunitisi presso Berlino, adottarono i criteri operativi per la soluzione finale, cioè per il totale sterminio degli ebrei(e non solo...).
himmlerHIMMLER

L' esecuzione in massa di ebrei era in realtà cominciata subito dopo l' occupazione della Polonia, ed era proseguita, su scala ben più grande, dopo l' invasione dell' Urss nel giugno del 1941. Dai Paesi Baltici fino all' Ucraina ne erano già stati massacrati più di un milione, spesso con la partecipazione della popolazione locale, dagli Einsatzgruppen, formazioni di SS che agivano nelle retrovie dei territori conquistati dalla Wehrmacht. Ma l' impresa si rivelava sempre più ardua, perché i numeri delle vittime aumentavano e gli stessi soldati, per quanto spietati, davano segni di disagio psicologico.

I MEZZI 

Himmler, braccio destro di Hitler nel disegno di sterminio, assistendo a una fucilazione, fu investito da schizzi di cervello di uno dei tanti sventurati. Svenne di disgusto e di paura e pensò che si dovesse ricorrere a mezzi più rapidi ed efficienti. Per di più la guerra, che si era creduta breve e vittoriosa, si prolungava con prospettive incerte. Bisognava far presto nel liquidare una razza che il Fuhrer definiva responsabile di tutte le disgrazie della patria.
auschwitz birkenauAUSCHWITZ BIRKENAU

LE DIRETTIVE 

Per questo fu organizzata la conferenza di Wannsee. Era necessario definire tre punti: 

1) l' eliminazione fisica degli ebrei, senza alternative come la sterilizzazione o l' espatrio, in tempi ragionevoli; 

2) la devoluzione esclusiva di questo compito alle SS ;

3) il coordinamento e il concorso di tutti gli altri organi dello Stato.
hitler e himmer 2HITLER E HIMMER 

Così, i vari ministeri e governatorati venivano sottoposti, per la questione ebraica, alle direttive di Himmler, e del suo subordinato Reinhard Heydrich. Fu quest' ultimo a decidere modi e tempi della conferenza: l' organizzazione fu affidata a un oscuro tenente-colonnello che il mondo, vent' anni dopo avrebbe conosciuto in tutta la sua miseria: si chiamava Adolf Eichmann.
Auschwitz selezione detenutiAUSCHWITZ SELEZIONE DETENUTI










Reinhard Heydrich era il capo di quella branca di SS che costituiva l' apparato più potente e temuto dello Stato: il RSHA, o Servizio Centrale per la Sicurezza del Reich, che comprendeva la polizia segreta (Gestapo) i servizi di informazione e spionaggio (SD) e la polizia criminale (Kripo). Questo organismo si accollò il compito di individuare, catturare e trasportare gli ebrei dell' Europa occupata nei campi di sterminio. Anche questi ultimi erano una novità. Il mondo conosce nomi tristemente famosi come Buchenwald, Mauthausen, Dachau e altri. Ma questi, benché fossero luoghi dove gli internati morivano quotidianamente per fame, malattie ed esecuzioni sommarie, non erano istituzionalmente deputati al massacro. La gran parte dei prigionieri lavorava, e gli ebrei erano una minoranza. Per il genocidio programmato e organizzato si costruirono campi che a molti dicono poco: Belzec, Chelmno, Maidanek, Sobibor e Treblinka. Di loro non resta quasi nulla, perché furono distrutti tra il 43 e il 44. Tutti insieme, produssero due milioni di morti. Auschwitz - Birkenau arrivò praticamente per ultimo. Qui la macchina, già collaudata, assunse un' efficienza infernale, eliminando anche più di diecimila creature in un giorno.

Auschwitz forno crematorioAUSCHWITZ FORNO CREMATORIO
Oggi, nonostante i restauri e le ricostruzioni, di Birkenau si vede solo il perimetro, la rampa ferroviaria e qualche baracca rifatta. Auschwitz è ancora integro, e conserva, assieme alla commovente cella di Padre Kolbe, il non meno consolatorio patibolo dove fu impiccato Rudolf Hoss, che ne era stato il comandante. La conferenza di Wannsee vide la partecipazione di elementi di secondo piano dell' apparato nazista. Neanche Heydrich, del resto, era di rango militare elevatissimo; la sua autorità derivava dal rapporto diretto con Himmler e, attraverso quest' ultimo, con il Fuhrer, che per la soluzione finale gli avevano dato carta bianca. Ci furono alcune obiezioni di ordine tecnico: la difficoltà dei trasporti, la sottrazione di forza lavoro, la distinzione tra Ebrei e Mischlinge(meticci ariani/ebrei). Heydrich ascoltò pazientemente, e alla fine fece capire che tutto era già stato deciso in altre sedi. Chiese - in realtà ordinò - piena e incondizionata collaborazione, e naturalmente la ottenne.
auschwitz birkenauAUSCHWITZ BIRKENAU

IL CALCOLO 

Noi conosciamo quanto accadde quella mattina perché fu proprio Adolf Eichmann a redigere il verbale della riunione. Ne inviò copie ai partecipanti, con l' ordine tassativo di distruggerle subito. Ma una di questi scampò all' inceneritore, e fu recuperata.
Quel che sorprende, oltre al linguaggio burocratico per una pianificazione così infernale, è il calcolo scrupoloso delle persone da eliminare: oltre dodici milioni di ebrei, compresi quelli britannici, svedesi e svizzeri, cioè dei paesi non ancora conquistati o addirittura neutrali.
Un programma tanto diabolico quanto illusorio, che finì con la rovina della Germania, il suicidio di Hitler e di Himmler e, quindici anni dopo, la cattura di Eichmann: quest' ultimo fu impiccato a Gerusalemme nel 1962 dopo un processo che rievocò davanti al mondo proprio la conferenza di Wannsee.

AUSCHWITZAUSCHWITZ
Reinhard Heydrich non ebbe la possibilità di assistere al prosieguo della sua impresa sciagurata, né all' apocalisse sulla Germania e sul suo Fuhrer, né al processo e alla condanna dei gerarchi superstiti. Nel maggio del 1942, pochi mesi dopo la conferenza di Wannsee, la sua automobile fu fermata su una via di Praga da due membri dell' esercito ceco addestrati dagli inglesi.
heinrich himmlerHEINRICH HIMMLER




Nella sparatoria, il Boia di Boemia fu ferito, e parve quasi cavarsela. Tuttavia, provvidenzialmente, le ferite si infettarono, e l' uomo morì di setticemia. Per salvarlo, sarebbe bastata la penicillina e la presenza di un medico tedesco, Boris Chain, che per primo l' aveva purificata e sperimentata clinicamente, dopo la scoperta di Fleming. Ma Chain era ebreo, ed era fuggito qualche anno prima.

Fonte: qui

sabato 19 gennaio 2019

CI MANCAVA SOLO IL PM ARRESTATO - MICHELE NARDI STAVA PER ENTRARE NELLA GIUNTA RAGGI, A FARE IL VICE-CAPO DI GABINETTO

NELLE INTERCETTAZIONI IL MAGISTRATO, CHE DA TRANI È ARRIVATO A ROMA, VENIVA INVITATO DA UN POLITICO VICINO AI 5 STELLE AD INVIARE IL CV ALLA SINDACA 

IL FRATELLO DI SIMONE DI STEFANO (CASAPOUND) RACCONTA QUANDO IL PM SI PRESENTÒ AGLI SGOMBERI DELLE CASE OCCUPATE, UNA PHOTO-OPPORTUNITY STRANA PER UN PM…

AL PM ARRESTATO FU FATTA L’OFFERTA NEL 2016 DI FARE IL VICE CAPO DI GABINETTO NELLA GIUNTA RAGGI
Ivan Cimmarusti per www.ilsole24ore.com

Virginia Raggi voleva il pm di Roma Michele Nardi - arrestato per corruzione in atti giudiziari - come vice capo di gabinetto dell’allora nascente giunta M5S a Roma. Almeno questo è uno dei particolari che restituiscono gli atti giudiziari della Procura della Repubblica di Lecce, che ieri ha ottenuto l’arresto sia di Nardi sia del giudice Antonio Savasta, entrambi accusati di aver veicolato procedimenti giudiziari istruiti al Tribunale di Trani e alla Corte di Cassazione. Un imbarazzo mancato per la prima cittadina pentastellata, già criticata per le nomine di Raffaele Marra e di Luca Lanzalone, entrambi coinvolti in fatti di corruzione.

La richiesta del curriculum dal Campidoglio
la sindaca virginia raggi sul red carpet del teatro dell opera (2)LA SINDACA VIRGINIA RAGGI SUL RED CARPET DEL TEATRO DELL OPERA (2)
Negli atti si legge che «verso la fine del mese di agosto 2016, Michele Nardi veniva invitato da un esponente politico vicino al Movimento 5 Stelle ad inviare un proprio curriculum vitae alla segreteria del sindaco di Roma, avvocato Virginia Raggi, poiché la stessa era intenta alla formazione della nuova compagine amministrativa di governo del campidoglio». Il particolare è contenuto anche in una intercettazione intrattenuta da Nardi con una sua intima amica, F.R.. La telefonata, riassunta dagli inquirenti in quanto non penalmente rilevante, è del 2 settembre 2016.

«Michele Nardi – si legge – chiama l’amica e riprendono a parlare della situazione politica di Roma e della possibilità di Nardi di poter essere nominato vice capo di gabinetto al Comune di Roma nella giunta Raggi, così come proposto da un avvocato vicino alla predetta Raggi». Una nomina che lo stesso Nardi, però, ritiene complicata: nella stessa telefonata afferma che «di essersi sentito con il suo amico avvocato, vicino alla sindaca Raggi, dicendo che la sua candidatura a vice capo di gabinetto è complicata in quanto vi sono numerosi papabili che si sono fatti avanti».

Le accuse dei pm di Lecce
antonio savastaANTONIO SAVASTA
Nardi è accusato con Savasta di associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari, millantato credito e minacce. Ad ammettere le corruzioni c’è l'imprenditore Flavio D’Introno, che ha raccontato ai pm di Lecce tutta la vicenda. Nardi, in particolare, «si faceva consegnare plurime utilità quale prezzo della propria mediazione con il pretesto di dover comprare il favore dei giudici, utilità consistite in un viaggio a Dubai del valore di 10mila euro; l'esecuzione a spese del D'Introno, che forniva materiale e manodopera, dei lavori di ristrutturazione dell'immobile di proprietà del Nardi sito in Roma (...) per un importo pari a circa 120-130mila euro; nell’importo di circa 600mila euro, come corrispettivo mai pagato dei lavori di ristrutturazione della villa di proprietà della moglie» di Nardi.

VIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRAVIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRA
Secondo le indagini il pm avrebbe tentato di farsi consegnare complessivi 2 milioni di euro. La paventata influenza sarebbe giunta anche in Corte di Cassazione. Per questo Nardi si sarebbe fatto dare da D’Introno anche «un Rolex Daytona acquistato il 16 maggio 2016 in prossimità di una delle udienze e costato 34mila 500 euro» oltre a «due diamanti ciascuno del valore di 27mila euro».



NARDI, IL PM ARRESTATO, ERA VICINO AL M5S E STAVA PER ENTRARE NELLA GIUNTA RAGGI
Davide Di Stefano per www.ilprimatonazionale.it

MICHELE NARDI CON SIMONE DI STEFANO A VIA DE COLOSSEOMICHELE NARDI CON SIMONE DI STEFANO A VIA DE COLOSSEO
Michele Nardi, il pm arrestato con l’accusa di intascare soldi, diamanti e Rolex d’oro in cambio di sentenze favorevoli, era molto vicino al Movimento 5 Stelle. Lo dichiara lo stesso gip di Lecce che ne ha disposto l’arresto: “Un esponente politico vicino al Movimento 5 Stelle lo invitò ad inviare un proprio curriculum alla segreteria della sindaca Raggi“, così si legge nelle pagine dell’ordinanza.

La possibilità per il pm era quella di essere nominato vice capo di Gabinetto della Giunta del sindaco Virginia Raggi, ruolo allora ricoperto da Raffaele Marra. Come spiegato nell’articolo pubblicato sul nostro giornale ieri, Michele Nardi era il pm che nel 2016 ordinò lo sgombero dello stabile di via del Colosseo a Roma dove abitavano due famiglie italiane in difficoltà, azione che condusse all’arresto del segretario nazionale di CasaPound, Simone Di Stefano, e di alcuni militanti.

Leggendo le carte dell’ordinanza emessa dal gip di Lecce c’è una coincidenza temporale che merita di essere analizzata. “Verso la fine del mese di agosto 2016, Michele Nardi veniva invitato da un esponente politico vicino al Movimento 5 Stelle ad inviare un proprio curriculum vitae alla segreteria del sindaco di Roma Virginia Raggi poiché la stessa era intenta alla formazione della nuova compagine amministrativa di governo del Campidoglio”.

simone di stefano (2)SIMONE DI STEFANO
In una intercettazione del 2 settembre 2016 è lo stesso Nardi a parlare “della situazione politica di Roma”, annota il gip, “e della possibilità di poter essere nominato vice capo di gabinetto al Comune di Roma nella Giunta Raggi, così come proposto da un avvocato, vicino alla predetta Raggi“. Insomma nell’agosto e nel settembre del 2016 Michele Nardi tentava di accreditarsi agli occhi della neo amministrazione pentastellata capitolina per ottenere un qualche incarico.

Lo stesso periodo dei ripetuti sgomberi di via del Colosseo. Un primo tentativo di sgombero fu fatto infatti il 14 luglio del 2016, con rinvio al 31 agosto. L’8 settembre (quindi sei giorni dopo l’intercettazione in cui Nardi parla della possibilità di diventare il vice capo di Gabinetto della Giunta Raggi), le due famiglie italiane che occupavano lo stabile vengono effettivamente sgomberate.

SIMONE DI STEFANOSIMONE DI STEFANO
La soluzione temporanea che il Comune di Roma aveva offerto alle due famiglie in difficoltà, un alloggio in un camping, si rivelerà però una truffa. Nessun posto per l’anziana signora né per la la famiglia con il figlio disabile, che trovandosi così a dover scegliere tra rientrare nella casa che avevano occupato per quasi trent’anni e dormire in strada, optarono per la prima soluzione. A questo punto l’azione del pm Nardi si fa più incisiva, tanto che il 29 settembre del 2016 si presentò di persona sull’uscio dello stabile da sgomberare, fatto piuttosto inusuale per un pm.

Lo sgombero fu piuttosto violento ed efficace (vennero addirittura lanciati i mobili delle due famiglie da una finestra). Nella stessa estate del 2016 vennero inoltre sgomberati anche gli abitanti del civico successivo di via del Colosseo, anche se legittimi proprietari, con la “scusa” dell’inagibilità dello stabile. Come riportato dal Fatto Quotidiano, tra le varie attività di Nardi, figurava quella di “proporre poi investimenti nella capitale”, tra cui “due appartamenti in Piazza di Spagna, finiti in una indagine per bancarotta fraudolenta che lui sta seguendo”.

Insomma il pm Nardi sembra che avesse il “vizietto” di speculare sugli stessi immobili su cui magari stava indagando. Visto che è il gip di Lecce a parlare di Nardi come di un elemento con “chiara propensione a sistemare vicende giudiziarie facendo ricorso anche a espliciti tentativi di corruzione”, chissà che anche lo stabile di via del Colosseo non rientri in un suo tentativo di speculazione. Non è una possibilità da escludere, visto il profilo del soggetto.

O quantomeno, vista la forte contrapposizione che si creò tra CasaPound e il Movimento 5 Stelle sulla questione, come minimo l’interesse di Nardi poteva essere quello di fare “bella figura” agli occhi di una Giunta della quale, proprio in quei giorni, stava cercando di diventare parte. Un leggerissimo conflitto di interessi. Ah, per la cronaca: in via del Colosseo ci abita anche Luigi Di Maio. Ma questa (forse) è davvero solo una coincidenza.

Fonte: qui