9 dicembre forconi

venerdì 14 dicembre 2018

SALVINI VOLA AD ATENE A VEDERE IL MILAN MENTRE L'EUROPA VOTA (ALL'UNANIMITÀ!) L'OTTAVA PROROGA ALLE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA


MA IL VICEPREMIER, MATTEO SALVINI, QUANDO ANDÒ A MOSCA DUE MESI FA A INCONTRARE GLI IMPRENDITORI ITALIANI VESSATI DAGLI EMBARGHI, AVEVA DETTO: ''LE SANZIONI SONO INUTILI, BASTA UN VOTO CONTRARIO PER FARLE SALTARE''.…



RUSSIA: TUSK, UE PROROGA SANZIONI ALL'UNANIMITÀ
matteo salvini carlo pellegattiMATTEO SALVINI CARLO PELLEGATTI
 (ANSA) - "L'Ue proroga unanimemente le sanzioni contro la Russia visto che non ci sono progressi nell'implementazione degli accordi di Minsk" sul cessate il fuoco in Ucraina. Così in un tweet il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, mentre è in corso la riunione dei capi di stato e di governo dell'Ue. E' l'ottava proroga consecutiva delle sanzioni adottata all'unanimità.

CALCIO: SALVINI AD ATENE PER ASSISTERE A MILAN-OLYMPIACOS
salvini putinSALVINI PUTIN



(ANSA) - Trasferta in Grecia da tifoso per il vicepremier Matteo Salvini. A quanto si apprende, il ministro dell'Interno, appassionato tifoso del Milan, è infatti atteso questa sera in tribuna allo stadio Karaiskakis di Atene, per assistere alla sfida di Europa League fra i rossoneri e l'Olympiacos, decisiva per la qualificazione ai sedicesimi di finale. Sciarpa rossonera al collo, Salvini si è imbarcato nel pomeriggio su un volo per Atene dall'aeroporto di Bergamo, come testimoniano le foto pubblicate sui social dal alcuni tifosi.

Fonte: qui


SALVINI IN VISITA DAGLI IMPRENDITORI ITALIANI A MOSCA: ''LE SANZIONI ALLA RUSSIA SONO INUTILI''
17 ottobre 2018

IL FINTO PREMIER SALVINI VOLA A MOSCA E OSCURA CONTE: ''INUTILI LE SANZIONI, UN BUON RAPPORTO CON LA RUSSIA È NELL'INTERESSE DEL PAESE''. CONTE PARTIRÀ LA PROSSIMA SETTIMANA, E NON A CASO RITARDANO I VIAGGI DI DI MAIO E SALVINI NEGLI USA: IL GOVERNO ITALIANO SI È MOLTO AVVICINATO A CINA E RUSSIA IN QUESTI MESI, E LA DIPLOMAZIA AMERICANA NON SA BENE COME PRENDERE I DUE DIOSCURI

SALVINI IL KATZARO VOLA A MOSCA, 'INUTILI SANZIONI ALLA RUSSIA'
 (ANSA) - "L'Europa invece di ragionare mi sembra voglia continuare a litigare: non fa bene a nessuno. Parlano addirittura di rinnovo automatico delle sanzioni: penso non risolvano nessun problema. E noi ci stiamo rimettendo 7 miliardi di fatturato; altri Paesi invece lo stanno aumentando. Quindi ritengo sia giusto porre sul tavolo di Bruxelles l'inutilità di provvedimenti come questi". Lo ha detto, parlando delle sanzioni Ue alla Russia, all'aeroporto di Fiumicino, il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini poco prima di partire questa mattina per Mosca dove interverrà all'Assemblea Generale di Confindustria Russia ed incontrerà gli imprenditori italiani.
vladimir putin con matteo salviniVLADIMIR PUTIN CON MATTEO SALVINI

SALVINI,CON PROSSIME ELEZIONI CAMBIAMENTI EPOCALI UE
 (ANSA) - "Le prossime elezioni europee daranno inizio a cambiamenti epocali per il futuro dell'Europa". Lo ha detto Matteo Salvini in un'intervista alla Tass prima della sua visita a Mosca di oggi per prendere parte all'assemblea di Confindustria Russia. "I nostri avversari parlano di una catastrofe in arrivo ma questo riguarda solo i loro interessi personali. I popoli europei invece avranno la possibilità senza precedenti di creare una nuova Unione di territori sovrani basata su principi democratici".

La nuova Europa che immagina Salvini non sarà basata sugli "interessi della minoranza di speculatori finanziari", come invece avverrebbe oggi. Il vice premier, riporta la Tass, è convinto che la maggior parte delle critiche "apocalittiche" rivolte ogni giorno al governo "non corrispondano allo stato reale delle cose e alla realtà in cui vivono i nostri cittadini". "Altrimenti - dice - come possiamo spiegare che tutti i sondaggi evidenziano un appoggio al nostro governo del 60%".

SALVINI IL KATZARO, CON NOI STOP FANTOCCI MANIPOLATI DA BRUXELLES
salvini maglietta putinSALVINI MAGLIETTA PUTIN
 (ANSA) - "Sono sempre più convinto che le lobbies finanziarie a Bruxelles non possono accettare la nostra presenza al governo: questa reazione non mi sorprende, per anni hanno manipolato fantocci mentre adesso sono costretti ad avere a che fare con due movimenti politici verso i quali non possono fare ricatti poiché non devono niente a nessuno, se non difendere gli interessi del loro popolo". Lo ha detto Matteo Salvini in un'intervista alla Tass.

SALVINI, BUONI RAPPORTI CON RUSSIA INTERESSE NAZIONALE
 (ANSA) - "Mantenere buoni rapporti con la Russia è per noi una componente naturale degli interessi nazionali". Lo ha detto Matteo Salvini alla Tass. "Purtroppo il peggioramento dei rapporti diplomatici fra gli Usa, alcuni paesi europei e la Russia rappresenta un problema complicato per l'Italia che dipende dalla sua appartenenza a certe strutture internazionali come l'Unione Europea e la Nato. Lavoreremo per superare ogni disaccordo anche se ci vorrà tempo: le sanzioni anti-russe sono assurde e cerchiamo di convincere i partner".

TARDANO I VIAGGI NEGLI USA PER SALVINI E DI MAIO: TENSIONI SU CINA E RUSSIA
matteo salvini gianluca savoini a moscaMATTEO SALVINI GIANLUCA SAVOINI A MOSCA
Dall'articolo di Paolo Mastrolilli per ''la Stampa''

(…) a parte il premier Conte, tutti i big del governo non sono ancora venuti in visita a Washington, da Di Maio a Salvini, da Moavero a Trenta. Le relazioni sono buone perché Trump ha preso in simpatia Conte, ha bisogno di una sponda in Europa, e c' è sintonia politica col carattere anti establishment del nuovo esecutivo. Nel concreto dei dossier, però, la convergenza è meno evidente.
TRUMP SALVINITRUMP SALVINI

La sfida sui dazi, i contrasti militari nel Mar Cinese Meridionale, e il discorso del vice presidente Pence hanno creato quasi un clima da guerra fredda con Pechino. In contemporanea, però, Roma ha condotto missioni nella Repubblica popolare guidate da Di Maio, e ha stretto accordi con Huawei per farle gestire la tecnologia 5G nel nostro Paese. Questo preoccupa i servizi di intelligence, americani e italiani, che considerano Huawei uno strumento usato dalla Cina per lo spionaggio. (…)  La Lega ha firmato un accordo col partito di Putin (…)

(…) In vista delle elezioni europee di maggio, poi, i professionisti della politica estera Usa non vogliono disintegrare la Ue, e i loro diplomatici ci hanno ricordato in più occasioni che l' ex consigliere Bannon non lavora più alla Casa Bianca.


LA MISSIONE A MOSCA CHE SMINUISCE IL PREMIER
Angelo Allegri per il Giornale

 In Etiopia ed Eritrea il premier Giuseppe Conte non aveva avuto rivali e il viaggio ufficiale, nei giorni caldi del Def, era filato liscio come l' olio.
GIOVANNI TRIA CON IL MINISTRO DELL'ECONOMIA CINESE LIU KUNGIOVANNI TRIA CON IL MINISTRO DELL'ECONOMIA CINESE LIU KUN
Con la Russia però è tutta un' altra storia e a pochi giorni dalla visita di Stato l' inquilino di Palazzo Chigi si è visto battere sul tempo da uno dei suoi vice.

Conte sarà a Mosca martedì e mercoledì della settimana prossima, Matteo Salvini arriverà oggi con un blitz organizzato per prendere parte all' assemblea annuale di Confindustria Russia, l' associazione degli industriali italiani che operano nell' ex Unione Sovietica.

Il tema di giornata saranno le sanzioni dell' Occidente, che gli imprenditori vedono come il fumo negli occhi e Salvini pure. Con ogni probabilità nel suo discorso ufficiale il ministro dell' Interno non userà mezze misure e la particolarità è che a esprimere l' opinione del governo su un tema così rilevante sarà, appunto, il ministro dell' Interno e non il premier o il ministro degli Esteri. Ma a rappresentare una differenza rilevante tra le visite di Salvini e quella di Conte saranno le premesse e gli appuntamenti in calendario.

Il premier si manterrà nel solco della più rigorosa formalità protocollare: secondo il primo programma disponibile sono previsti una cena ufficiale il martedì sera, incontri con Putin e Medvedev il giorno successivo. Salvini parlerà invece agli imprenditori e a invitarlo è stato personalmente il numero uno di Confindustria Russia, Ernesto Ferlenghi.

la bandiera italiana sventola in piazza tienanmenLA BANDIERA ITALIANA SVENTOLA IN PIAZZA TIENANMEN
È lui il personaggio chiave della visita, preparata dallo stesso Ferlenghi con un' intervista sull' Izvestia: da anni è l' ambasciatore di Eni a Mosca, un buon rappresentante di quel corpo diplomatico parallelo che da sempre viene attribuito al gruppo petrolifero italiano.
A forza di frequentare la Russia, però, Ferlenghi è diventato anche di più, conquistando una poltrona in uno dei sancta sanctorum del potere moscovita: il consiglio di amministrazione di Fgc Ues, la Rete Elettrica nazionale, controllata all' 80% dal governo.

Ferlenghi è entrato una decina di anni fa e attualmente fa parte del comitato strategico, di quello per l' auditing e di quello per le nomine. Tutti ruoli chiave. Tanto più se si considera che la società è considerata non solo uno snodo fondamentale della politica energetica russa, ma anche una sorta di palestra per la futura classe dirigente. Il presidente del consiglio di amministrazione è per esempio Andrey Murov, 48 anni. Un' inchiesta dell' agenzia internazionale Reuters lo indicava come uno dei nomi emergenti del potere ex sovietico.

CONTE TRUMP CURRICULUMCONTE TRUMP CURRICULUM
Dalla sua ha un curriculum impeccabile, ma non guasta che sia figlio del generale Evgeny Murov, che per 16 anni e fino al pensionamento di un anno e mezzo fa, ha diretto il potente Servizio di protezione federale (Federalnaya Sluzhba Okhrany), l' erede della Nona direzione del Kgb. È la polizia, in divisa e in borghese, a cui è affidata la protezione degli esponenti della nomenklatura e delle loro residenze. E che, per di più, è anche depositaria della valigia con i codici nucleari. Il cuore del potere russo, appunto.

Fonte: qui


MATTEO SALVINI A MOSCAMATTEO SALVINI A MOSCA




giovedì 13 dicembre 2018

CINA: DUE CITTADINI DEL CANADA SONO STATI ARRESTATI E ACCUSATI DI 'MINACCIARE LA SICUREZZA DEL PAESE



E LA RISPOSTA PER IL FERMO DI LADY HUAWEI È SERVITA 

UNO È UN EX DIPLOMATICO, L'ALTRO UN UOMO D'AFFARI CON MOLTI LEGAMI CON LA COREA DEL NORD. 

IN ITALIA SI CHIAMEREBBERO FACCENDIERI…

CINA: UN ALTRO CANADESE 'SCOMPARSO' DA LUNEDÌ
michael spavorMICHAEL SPAVOR
 (ANSA) - Michael Spavor, canadese a capo del Paektu Cultural Exchange e tra i pochi occidentali a incontrare il leader Kim Jong-un, è scomparso da lunedì in Cina. Ieri la ministra degli Esteri di Ottawa ha detto di essere a conoscenza della sparizione di un altro cittadino canadese sottoposto a interrogatorio dalle autorità di Pechino. La tv Cbc ha identificato poi l'uomo in Spavor. Da chiarire se la vicenda sia legata alle sue attività con la Corea del Nord e all'arresto a Pechino di lunedì dell'ex diplomatico canadese, Michael Kovrig.

Spavor è tra coloro che favorirono l'organizzazione della visita a Pyongyang dell'ex star Nba Dennis Rodman, oltre a essere conosciuto da quanti guardano alla Corea del Nord, guidando con la sua Paektu Cultural Exchange anche delegazioni straniere nel Paese eremita per esaminare opportunità di business. Spavor, inoltre, era atteso lunedì a Seul dove avrebbe dovuto partecipare il giorno dopo a una conferenza alla Royal Asiatic Society, secondo quanto da lui postato sui social media.
michael spavor con kim jong unMICHAEL SPAVOR CON KIM JONG UN

CINA: SECONDO CANADESE INDAGATO PER MINACCE SICUREZZA
 (ANSA) - Michael Spavor, canadese scomparso in Cina da lunedì, a capo del Paektu Cultural Exchange e tra i pochi occidentali ad aver incontrato il leader nordcoreano Kim Jong-un, è sospettato "di attività che mettono a repentaglio la sicurezza nazionale della Cina". Attualmente, scrive il Dongbei News, testata locale del Liaoning, in un report ripreso dai media nazionali, Spavor è indagato dall'Ufficio di Dandong della Sicurezza nazionale, l'agenzia di spionaggio. Le accuse sono le stesse usate per l'ex diplomatico canadese Michael Kovrig.

michael spavor con kim jong unMICHAEL SPAVOR CON KIM JONG UN
Spavor è stato fermato lunedì all'aeroporto di Dandong, città al confine con la Corea del Nord, poco prima di imbarcarsi su un volo per Seul dove avrebbe dovuto partecipare la sera del giorno successivo a una conferenza della Royal Asiatic Society, in base a quanto da lui stesso annunciato sui social media.

Quanto a possibili legami con l'arresto di Kovrig, i due canadesi sembrano avere almeno nella Corea del Nord un fattore comune: l'ex diplomatico, advisor per l'Estremo oriente del think tank International Crisis Group, è ritenuto un esperto delle vicende intercoreane oltre che di Cina e Giappone. Sull'arresto di Kovrig, diversi osservatori non escludono possa trattarsi di una ritorsione di Pechino per la detenzione in Canada di Meng Wanzhou, direttore finanziario di Huawei.
michael spavor con dennis rodmanMICHAEL SPAVOR CON DENNIS RODMAN


IL ''PRIMO'' CANADESE ARRESTATO: L'EX DIPLOMATICO MICHAEL KOVRIG
 (ANSA) - Michael Kovrig, ex diplomatico canadese, è stato arrestato lunedì notte in Cina: la conferma è giunta dal ministro della Pubblica sicurezza di Ottawa, Ralph Goodale, che non ha nascosto di provare "molta preoccupazione". Kovrig è stato fermato a Pechino durante una regolare visita di lavoro, in quella che è una mossa seguita alle minacce cinesi al Canada per l'arresto di Meng Wanzhou, capo della finanza di Huawei, eseguito il primo dicembre a Vancouver su richiesta Usa con l'accusa di aver violato le sanzioni americane all'Iran. "Siamo molto preoccupati", ha risposto Goodale a una domanda su Kovrig il cui fermo è stato anticipato dai media. "Un canadese è ovviamente in difficoltà in Cina. Faremo ogni sforzo possibile per la sua sicurezza".
michael kovrigMICHAEL KOVRIG

Goodale ha notato, secondo l'Associated Press, che "allo stato" non c'è un esplicito collegamento all'arresto di Meng. Anche il dipartimento di Stato Usa, tramite un portavoce, si è detto preoccupato per l'arresto e ha condannato "tutte le forme di detenzione arbitraria". Le tensioni sono salite, mentre in giornata è prevista la terza udienza sulla richiesta di scarcerazione di Meng su cauzione. Oltre a due fonti, il South China Mourning Post, testata di Hong Kong, ha dato conto dell'arresto dell'ex diplomatico citando pure l'International Crisis Group, attuale datore di lavoro dell'ex diplomatico.
michael kovrigMICHAEL KOVRIG






La Ong ha sede a Bruxelles e, in una breve nota, ha detto di essere "a conoscenza delle notizie sulla detenzione" di Kovrig, consigliere senior per il Nordest asiatico. "Da febbraio 2017, Michael è stato un esperto a tempo pieno per Crisis Group. Stiamo facendo tutto il possibile per garantire ulteriori informazioni sul luogo in cui Michael si trova e sul suo rilascio rapido e sicuro". L'Ong si definisce "organizzazione indipendente" attiva per prevenire le guerre e definire politiche per "un mondo più pacifico", avendo nel board personalità come George Soros ed Emma Bonino.
michael kovrigMICHAEL KOVRIG

Sui media cinesi è apparso un nuovo "avviso" a Canada e Usa. Il tabloid Global Times ha ricordato il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang, secondo cui "la Cina ha espresso la sua posizione molto chiaramente e spera che i due Paesi prendano il caso molto seriamente". Il Canada andrà verso "conseguenze gravi" se non gestisce gli eventi "correttamente". Sui social media ha preso quota lo stupore degli internauti verso un'azione combinata Usa-Canada definita "rude e violenta", con alcuni che incitano a una reazione di pari portata della Cina.

Fonte: qui

UN RAGAZZO DI 23 ANNI È STATO INVESTITO E UCCISO DA UN CAMION MENTRE MANIFESTAVA SU UNA ROTATORIA DI AVIGNONE. L'AUTISTA DEL TIR HA PROVATO A SCAPPARE MA…


INTANTO NON SI FERMANO LE PROTESTE, NÉ DOPO LE PROMESSE DI MACRON NÉ DOPO L'ATTENTATO DI STRASBURGO, CHE PER MOLTI COMPLOTTISTI NON È STATO CASUALE


gilet gialliGILET GIALLI
Un manifestante dei gilet gialli di 23 anni è stato investito e ucciso da un camion ad Avignone, nel sudest della Francia. Lo riferisce Bfmtv. L'autista del mezzo è in stato di fermo. L'autista del mezzo pesante, 26 anni, ha tentato la fuga, prima di essere fermato dalla polizia, precisa Bfm-Tv. Il dramma si è svolto mentre il giovane era mobilitato su una rotatoria di Avignone, nel quadro delle mobilitazioni e dei blocchi dei gilet gialli in Francia.

Intanto, nonostante le proposte annunciate dal presidente Emmanuel Macron e la situazione d'emergenza provocata dall'attentato terroristico di Strasburgo, diversi rappresentanti dei gilet gialli non aderiscono all'invito lanciato dal governo a rinunciare alla manifestazione questo sabato. In una conferenza stampa a Versailles, il collettivo rappresentato da Priscillia Ludosky ha fatto sapere che sarà in piazza per chiedere meno tasse e la fine dei "privilegi".
gilet gialliGILET GIALLI

Parte del movimento asserisce infatti che l'attentato di Strasburgo sia un "complotto". A farsene protagonisti sono alcuni gruppi online, la cui tesi è che il governo avrebbe "organizzato tutto" per evitare il quinto sabato consecutivo di proteste in Francia.

Le sfumature spaziano dall'accusa di "attentato organizzato dai servizi segreti" o dai "politici per far scattare lo stato d'emergenza" e "piegare il movimento", fino al confronto degli orari di pubblicazione delle allerte e delle notizie per insinuare che tutto è stato messo in scena ad arte. La parola d'ordine è "Guarda caso...". "Et voilà!!! - si legge sulla pagina Facebook di Atto 5, creato subito dopo la quarta manifestazione di sabato scorso per darsi un nuovo appuntamento - quello che doveva succedere è successo. Un 'attentato', scattato proprio all'indomani del discorso di Macron e prima del prossimo sabato di manifestazioni...".

UNA NOTTE A 5 STELLE - DISCO ANNI ’90, TRENINI IN PISTA E BRINDISI


A POCHE ORE DALL’ATTENTATO A STRASBURGO ED ALLA CLAMOROSA CALATA DI BRAGHE GOVERNATIVA SUL DEFICIT, A ROMA LA FESTA IN DISCOTECA DEI PARLAMENTARI PENTASTELLATI (SENZA IL CAPO DI MAIO) PER I 6 MESI DI GOVERNO 

SI È CONCESSA QUALCHE ATTIMO DI RELAX ANCHE LA MINISTRA DELLA DIFESA TRENTA 

IL DIVIETO TASSATIVO DI SCATTARE FOTO DA PUBBLICARE SUI SOCIAL





LUCA MONACO per www.repubblica.it

Disco music anni ‘90 e brindisi, con consumazioni rigorosamente a pagamento, per festeggiare i primi sei mesi di governo. I senatori e i deputati M5S insieme agli uomini e alle donne che compongono i loro staff si sono dati appuramenti mercoledì notte alla discoteca romana “The factory” a quattro passi dallo stadio Olimpico a Roma.

Una festa blindata e su invito, con il diktat ai partecipanti di non pubblicare foto festose sui social, a poche ore dall’attentato di Strasburgo.

L’ordine è stato rispettato. Superato il doppio controllo e il riscontro del nominativo all’ingresso, in pochissimi i grillini che hanno azzardato il selfie in pista.

di maioDI MAIO
La festa “Un anno a 5 Stelle” voluta da Luigi Di Maio,  che però non ha potuto esserci per via del vertice di governo convocato in serata al rientro del premier Giuseppe Conte da Bruxelles, si è conclusa a tarda notte.

Si è concessa qualche attimo di relax la ministra della Difesa Elisabetta Trenta, salutata dall’ovazione degli oltre 200 presenti, quando verso la mezzanotte ha abbandonato il locale.

Per tutti gli altri non sono mancati i brindisi (8 euro una consumazione) e i trenini in pista, dopo il buffet a base di bocconcini di pollo, fagiolini bolliti, riso venere alle verdure.

È stata una bella festa, ogni tanto ci vuole”, racconta uno degli organizzatori. Annuiscono, tra gli altri, il senatore Sergio Puglia, il deputato Nicola Grimaldi. “In fondo - ripetono in molti - siamo fortunati”.

Fonte: qui

TRAGICO INCIDENTE FERROVIARIO AD ANKARA, IN TURCHIA, DOVE UN TRENO AD ALTA VELOCITÀ SI È SCHIANTATO CONTRO UNA LOCOMOTIVA CHE EFFETTUAVA DELLE ISPEZIONI SU UN CAVALCAVIA


IL BILANCIO PROVVISORIO È DI 9 MORTI E 47 FERITI



disastro ferroviario in turchia 9DISASTRO FERROVIARIO IN TURCHIA
Almeno 9 persone sono morte e 47 sono rimaste ferite in Turchia dopo che un treno ad alta velocità si è schiantato contro un cavalcavia ad Ankara. Il convoglio viaggiava dalla capitale turca alla città di Konya, nella parte centrale del Paese.

 Lo ha reso noto il ministro dei Trasporti turco, Cahit Turhan, precisando che le vittime sono 3 macchinisti e 6 passeggeri.
disastro ferroviario in turchia 8DISASTRO FERROVIARIO IN TURCHIA





L'incidente è stato causato dallo scontro tra un treno ad alta velocità e una locomotiva. Dopo lo schianto, un cavalcavia è crollato su alcune delle carrozze. I soccorritori sono ancora al lavoro. Fonte: qui
disastro ferroviario in turchia 7DISASTRO FERROVIARIO IN TURCHIAdisastro ferroviario in turchia 2DISASTRO FERROVIARIO IN TURCHIA


Milano, picchiata perché si rifiuta di fare sesso: fermato nigeriano


Un nigeriano vuole fare sesso sul treno con una connazionale ma lei si rifiuta. L’uomo non accetta la risposta ed aggredisce la donna procurandole diverse contusioni

Ha prima cercato di violentare una ragazza su un treno regionale diretto a Milano, poi si è scagliato contro di lei con calci e pugni ed, infine, è stato arrestato dagli uomini della Polfer intervenuti sul posto.
Protagonista di questa ennesimo e grave atto di violenza su una donna è un nigeriano di 28 anni.
L’episodio si è verificato lo scorso giovedì ma la notizia è stata diffusa solo ieri. Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, lo straniero avrebbe incontrato casualmente una sua connazionale 30enne sul convoglio diretto alla stazione di Milano centrale.
L'uomo, credendo di aver incrociato una prostituta, avrebbe chiesto alla giovane di avere un rapporto sessuale. Quando la donna ha rifiutato l’oscena proposta, tra i due è scoppiata una accesa discussione.
Il nigeriano, innervosito dal battibecco, ha improvvisamente aggredito a calci e pugni la ragazza procurandole diverse contusioni. Fortunatamente, prima che il mezzo terminasse la corsa, la donna è riuscita ad allontanarsi e ad avvertire il capotreno che, a sua volta, ha immediatamente allertato la polizia in merito all’aggressione.
Gli agenti hanno atteso il convoglio nello scalo ferroviario e, dopo aver individuato il violento, con grande fatica lo hanno tratto fermato. Il 28enne nigeriano, risultato essere irregolare in Italia, è stato arrestato con l’accusa di lesioni. La vittima, invece, è stata accompagnata in ospedale per accertamenti.
Fonte: qui

Deutsche Bank salvata dallo Stato? Se lo fa Berlino l’Ue non apre bocca


La surreale vicenda che sta circondando il caso del deficit francese dopo l’annuncio televisivo di Emmanuel Macron di nuove misure, in larga parte cosmetiche, destinate a venire incontro alle rivendicazioni dei gilet gialli la dice lunga sul caso dell’ipocrisia regnante nei palazzi dell’Unione europea. Ipocrisia che non solo si accompagna all’assenza di qualunque tentativo di correzione dei limiti intrinseci del costrutto comunitario, ma rappresenta un fattore di distanziamento di Bruxelles dalle istanze di centinaia di milioni di abitanti del continente.
Il  ministro per i Conti pubblici Gèrald Darmanin ha precisato che il deficit di Parigi toccherà la quota del 3,4% del Pil, sfondando il tetto dei parametri di Maastricht. Da Bruxelles hanno ostentato tranquillità. “Bisogna tenere a mente che nel caso dell’Italia abbiamo un documento programmatico di bilancio, mentre in quello della Francia abbiamo un discorso. E che cosa possiamo fare davanti ad un discorso?”, hanno fatto trapelare fonti comunitarie citate dall’Huffington Post, che poi fa il paragone con le dichiarazioni irritate e minacciose dei commissari Moscovici e Dombrovskis dopo l’annuncio del governo italiano di voler portare il deficit al 2,4% del Pil, esplicitato il 27 settembre scorso.
“Nessun documento ufficiale è stato ancora inviato a Bruxelles ma il giorno dopo i Commissari Ue mostrano una loquacità che oggi sembra andata perduta”, prosegue l’Huffington. “Rispettare le regole non è per noi, ma è per loro, perché quando un Paese si indebita, si impoverisce”, avvertiva Pierre Moscovici. “Quando siamo indebitati siamo inchiodati, non possiamo agire. Fare rilancio economico quando uno è indebitato si ritorce sempre contro chi lo fa, ed è sempre il popolo che paga alla fine”. Un doppiopesismo sconcertante. 

La battaglia dei deficit

Non c’è dubbio che anche da parte di certi esponenti del governo italiano si sia, a più riprese, trasceso nelle dichiarazioni contro Bruxelles. Ma i vari Moscovici, Juncker, Dombrovskis non hanno fatto mancare dichiarazioni controverse e polemiche che, pronunciate in più occasioni a borse aperte, hanno contribuito a destabilizzare i mercati.
Il governo Cinque Stelle-Lega può non piacere, ed è legittimo criticare i contenuti di una manovra finanziaria ancora incompleta: ma l’atteggiamento punitivo ostentato dagli euroburocrati in più occasioni è risultato straordinariamente privo di ragionevolezza. Secondo Moscovici, la sua Francia “può superare il limite del 3%. Macron ha sentito la sofferenza dei francesi, queste misure sono essenziali e urgenti per ridare potere d’acquisto ai francesi”, ma per l’Italia nessuna strada è ammessa se non quella di una nuova austerità fiscale. L’ipocrisia galoppa.
L’ipocrisia delle strutture comunitarie è stata anche fatta notare, nel contesto dell’opposizione al governo Conte, dall’associazione Patria e Costituzione, legata al deputato di Sinistra Italiana Stefano Fassina, favorevole al mantenimento al 2,4% del deficit. In un post su Facebook, infatti, l’associazione ha preso nettamente posizione: “Per misure prodotte per dare risposta ad una piazza infuriata (e giustificata) si può allargare la borsa, senza costringere Macron a ridurre da qualche altra parte (ad esempio revocando i regali al grande capitale). Invece per l’Italia per misure prodotte per dare risposta ad un chiarissimo mandato elettorale ricevuto, invece, bisogna stare nei limiti insuperabili e avere saldi zero (per ogni euro in più un euro tolto da qualche altra misura). Un’altra prova della distruzione della democrazia che il progetto europeo prevede scientemente”.

La Germania salva Deutsche Bank? 

Ma non c’è solo il nodo del deficit italiano. Il nuovo fronte riguarda le banche tedesche. Nella giornata del 10 dicembre le azioni di Deutsche Bank, colosso in pieno affanno, hanno chiuso a  7,52 euro per azione con una capitalizzazione di borsa di circa 15,5 miliardi di euro (a fronte di oltre 1500 miliardi di asset).
Deutsche Bank, che affonda sotto i colpi di una gestione scriteriata e di un fardello di decine di trilioni di derivati, molti dei quali tossici, è ora monitorata con interesse dal governo tedesco, che ha allo studio una sua fusione con un altro colosso creditizio, Commerzbank.
Come riporta Bloomberg, più volte il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha paventato l’ipotesi di una fusione, sottolineando la necessità di un sistema creditizio stabile. Lo Stato tedesco, che con il 15% delle quote è il maggiore azionista di Commerzbank, potrebbe essere il regista di una fusione da compiersi o attraverso un acquisto o per mezzo della costituzione di una holding comune. La seconda ipotesi è assecondata dal fatto che numerosi fondi come Cerberus Capitali hanno acquistato quote di partecipazione in entrambi gli istituti.
La Germania, dunque, si muove per costruire un colosso nazionale del credito che rimarrebbe in ogni caso pieno zeppo dei titoli tossici, dei derivati instabili e dei crediti deteriorati che rischiano di fungere da detonatore per una nuova crisi finanziaria. Non risultano, sino ad ora, allarmi della Vigilanza bancaria Ue su un rischio di questo genere.
E come sul caso deficit, sembrano lontani i giorni degli allarmi quotidiani lanciati su Monte dei Paschi e gli altri istituti italiani in difficoltà. Lo stesso ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel dicembre 2016 rinfacciò alla vigilanza la sua postura filotedesca e il fatto di aver imposto a Mps un aumento di capitale gigantesco di 8,8 miliardi di euro, senza spiegare bene perché soltanto pochi mesi prima era stata chiesta una ricapitalizzazione più modesta, attorno a 5 miliardi di euro. E sono ancora d’attualità le parole scritte ai tempi da Panorama“Per i vigilanti di Francoforte  è più importante mettere sotto torchio le banche piene di sofferenze come Mps, piuttosto che quelle che hanno invece in pancia una montagna di derivati. È il caso di Deutsche Bank che, tra l’altro, è anche nel mirino di una lunga sfilza di multe e cause legali”.
L’ipocrisia è una norma nell’Unione di oggi, ma è anche la misura della rilevanza degli Stati nel continente. Francia e Germania, il cui asse nel continente è palese, sono riuscite a permettersela, l’Italia no. E per questo motivo dobbiamo ringraziare una narrazione politica e mediatica impostata a un europeismo acritico che, martellando per anni, ha condotto le classi dirigenti italiane a ritenere che il migliore interesse di Roma nell’Ue fosse rinunciare a qualunque prerogativa e ad accodarsi al carro del vincitore, nel caso quello tedesco da cui derivano numerose delle nostre problematiche odierne. Con la conseguente irrilevanza di cui oggi scontiamo le conseguenze.

Fonte: qui