9 dicembre forconi: Emma Bonino
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domenica 24 marzo 2019

PIÙ EUROPA, PIÙ SOROS, PIÙ SOLDI.

IL FINANZIERE NEMICO DEI SOVRANISTI HA DONATO 200MILA EURO AL PARTITO DELLA BONINO (CHE SI DICE ''ORGOGLIOSA'' DI AVERE IL SUO APPOGGIO). 

MA SOLO PERCHÉ LA LEGGE IMPEDISCE DI VERSARE DI PIÙ: L'ANNO SCORSO PETER BALDWIN. STIMATO STUDIOSO AD HARVARD, HA MESSO A DISPOSIZIONE DEL MOVIMENTO EUROPEISTA 1,6 MILIONI, DA RIPARTIRE SUI SINGOLI CANDIDATI VISTO CHE LA SOGLIA è 100MILA…

Alberto Battaglia per https://www.wallstreetitalia.com

Più Europa, il partito guidato da Emma Bonino, ha ricevuto quasi 200mila euro di finanziamenti da George Soros e da sua moglie, Tamiko Bolton, in vista delle prossime elezioni europee. I contributi, versati con due operazioni datate 22 e 30 gennaio 2019, sono stati pubblicati sul sito del partito, in seguito all’entrata in vigore della legge Spazzacorrotti (l. 9 gennaio 2019, n. 3). Dal 31 gennaio, infatti, i partiti sono tenuti a pubblicare le identità dei finanziatori il cui contributo superi i 500 euro.

GEORGE SOROS EMMA BONINOGEORGE SOROS EMMA BONINO
Da inizio anno George Soros e sua moglie risultano gli unici finanziatori di Più Europa ad aver superato tale soglia. La legge italiana proibisce donazioni individuali superiori ai 100mila euro nell’arco di un anno. Per tale ragione, Soros e la moglie non potranno effettuare ulteriori donazioni al partito nel 2019.

In occasione delle elezioni politiche del 2018 si era fatto strada il dubbio che, dietro all’imponente cartellonistica del piccolo partito, si celassero grossi finanziatori. Il nome di Soros, finanziere e filantropo dalla storia controversa, fu il primo a circolare fra i possibili donatori.

Emma Bonino e Soros, del resto, sono legati da un’amicizia di lunga data.
Si può escludere, però, che il fondatore della Open Society abbia direttamente finanziato Più Europa nel 2018. Dal bilancio del partito, infatti, si apprende che i contributi dall’estero (pari a 100mila euro) sono stati tutti ascrivibili al professor Peter Baldwin. Stimato studioso ad Harvard, Baldwin ha messo a disposizione del movimento europeista 1,6 milioni di euro, di cui solo 100mila, per legge possono finire nel bilancio del partito (la parte restante è andata a finanziare le campagne di singoli candidati).

GEORGE SOROS EMMA BONINOGEORGE SOROS EMMA BONINO
Il contributo di George Soros, perfettamente legale, colpisce per il peso specifico che assume nelle finanze di un partito relativamente piccolo, che conta circa 5.200 iscritti e che l’anno scorso ha raccolto appena il 2,56% dei voti alla Camera. Per fare un confronto, Più Europa nel 2018 ha raccolto da tutti i suoi tesseramenti la stessa cifra donata, a gennaio, da Soros e consorte. I finanziamenti e contributi complessivi ricevuti l’anno scorso dal partito, ammontano a 751.164 euro. Detta altrimenti, se il bilancio di quest’anno racimolasse le stesse cifre del 2018, Soros avrebbe contribuito al 26,6% delle finanze di Più Europa.

L’appoggio di Soros alla politica, una storia nota
GEORGE SOROS E LA OPEN SOCIETYGEORGE SOROS E LA OPEN SOCIETY
Per il fondatore della Open Society, finanziare campagne politiche è tutt’altro che una novità. Convinto sostenitore di una visione progressista e aperta della società, Soros ha ripetutamente denunciato i rischi del populismo europeo. Non stupisce, quindi, che il suo contributo vada a favore della forza politica che più radicalmente si oppone ai sovranisti. Un altro esempio di attivismo politico, dietro le quinte, è stato il finanziamento della campagna presidenziale di Hillary Clinton nel 2016, con un contributo da 9,5 milioni di dollari (fu il quinto maggior donatore dell’ex first lady). Nonostante la cifra imponente, l’aiuto di Soros non costituì che l’1,68% dei fondi raccolti dalla Clinton.

L’utilizzo politico del patrimonio di Soros, stimato a 8,3 miliardi di dollari, a supporto dei movimenti affini al suo pensiero gli è valso la fama di manovratore oscuro dei processi democratici. Com’è del tutto evidente dall’esperienza Clinton, però, i soldi non sono una condizione sufficiente per la vittoria delle elezioni. Allo stesso tempo, restano un vantaggio competitivo notevole rispetto a quei movimenti che non attirano le simpatie di supporter multimiliardari.
marcello foa bonino amica di sorosMARCELLO FOA BONINO AMICA DI SOROS

I finanziatori che hanno messo in imbarazzo l’Alde
Più Europa rivendica con orgoglio di essere l’unico membro italiano dell’Alleanza dei liberali e democratici europei (Alde). Anche i liberali dell’europarlamento hanno dovuto fare i conti con la cattiva pubblicità derivante dai loro finanziatori. Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano Le Monde il 10 marzo ha rivelato che Alde aveva ricevuto, solo nel 2018, circa 122mila euro da lobby e società come Bayer, Uber, Google e AT&T.

“È perfettamente legale”, è stata la prima linea di difesa del direttore della comunicazione dell’Alde, Didrik de Schaetzen. Tre giorni dopo, in seguito alle rimostranze del partito di Macron, En Marche, il gruppo Alde ha annunciato che non avrebbe più accettato contributi finanziari da parte delle imprese (in Francia questa pratica è illegale). En Marche ha fatto sentire la sua voce perché sta considerando di entrare nel gruppo liberale il vista delle europee.

Una questione di trasparenza
In un contesto politico sempre più dipendente dai finanziamenti privati, favorito dall’avversione dei cittadini al finanziamento pubblico ai partiti, la trasparenza assume un’importanza cruciale. Emma Bonino, nel 2017, aveva dichiarato (nel video) che il sostegno finanziario da parte di Soros non è motivo d’imbarazzo, bensì di orgoglio. Di certo è un contributo che, sulle disponibilità di cassa di Più Europa, fa sentire il suo peso.

Fonte: qui

giovedì 13 dicembre 2018

CINA: DUE CITTADINI DEL CANADA SONO STATI ARRESTATI E ACCUSATI DI 'MINACCIARE LA SICUREZZA DEL PAESE



E LA RISPOSTA PER IL FERMO DI LADY HUAWEI È SERVITA 

UNO È UN EX DIPLOMATICO, L'ALTRO UN UOMO D'AFFARI CON MOLTI LEGAMI CON LA COREA DEL NORD. 

IN ITALIA SI CHIAMEREBBERO FACCENDIERI…

CINA: UN ALTRO CANADESE 'SCOMPARSO' DA LUNEDÌ
michael spavorMICHAEL SPAVOR
 (ANSA) - Michael Spavor, canadese a capo del Paektu Cultural Exchange e tra i pochi occidentali a incontrare il leader Kim Jong-un, è scomparso da lunedì in Cina. Ieri la ministra degli Esteri di Ottawa ha detto di essere a conoscenza della sparizione di un altro cittadino canadese sottoposto a interrogatorio dalle autorità di Pechino. La tv Cbc ha identificato poi l'uomo in Spavor. Da chiarire se la vicenda sia legata alle sue attività con la Corea del Nord e all'arresto a Pechino di lunedì dell'ex diplomatico canadese, Michael Kovrig.

Spavor è tra coloro che favorirono l'organizzazione della visita a Pyongyang dell'ex star Nba Dennis Rodman, oltre a essere conosciuto da quanti guardano alla Corea del Nord, guidando con la sua Paektu Cultural Exchange anche delegazioni straniere nel Paese eremita per esaminare opportunità di business. Spavor, inoltre, era atteso lunedì a Seul dove avrebbe dovuto partecipare il giorno dopo a una conferenza alla Royal Asiatic Society, secondo quanto da lui postato sui social media.
michael spavor con kim jong unMICHAEL SPAVOR CON KIM JONG UN

CINA: SECONDO CANADESE INDAGATO PER MINACCE SICUREZZA
 (ANSA) - Michael Spavor, canadese scomparso in Cina da lunedì, a capo del Paektu Cultural Exchange e tra i pochi occidentali ad aver incontrato il leader nordcoreano Kim Jong-un, è sospettato "di attività che mettono a repentaglio la sicurezza nazionale della Cina". Attualmente, scrive il Dongbei News, testata locale del Liaoning, in un report ripreso dai media nazionali, Spavor è indagato dall'Ufficio di Dandong della Sicurezza nazionale, l'agenzia di spionaggio. Le accuse sono le stesse usate per l'ex diplomatico canadese Michael Kovrig.

michael spavor con kim jong unMICHAEL SPAVOR CON KIM JONG UN
Spavor è stato fermato lunedì all'aeroporto di Dandong, città al confine con la Corea del Nord, poco prima di imbarcarsi su un volo per Seul dove avrebbe dovuto partecipare la sera del giorno successivo a una conferenza della Royal Asiatic Society, in base a quanto da lui stesso annunciato sui social media.

Quanto a possibili legami con l'arresto di Kovrig, i due canadesi sembrano avere almeno nella Corea del Nord un fattore comune: l'ex diplomatico, advisor per l'Estremo oriente del think tank International Crisis Group, è ritenuto un esperto delle vicende intercoreane oltre che di Cina e Giappone. Sull'arresto di Kovrig, diversi osservatori non escludono possa trattarsi di una ritorsione di Pechino per la detenzione in Canada di Meng Wanzhou, direttore finanziario di Huawei.
michael spavor con dennis rodmanMICHAEL SPAVOR CON DENNIS RODMAN


IL ''PRIMO'' CANADESE ARRESTATO: L'EX DIPLOMATICO MICHAEL KOVRIG
 (ANSA) - Michael Kovrig, ex diplomatico canadese, è stato arrestato lunedì notte in Cina: la conferma è giunta dal ministro della Pubblica sicurezza di Ottawa, Ralph Goodale, che non ha nascosto di provare "molta preoccupazione". Kovrig è stato fermato a Pechino durante una regolare visita di lavoro, in quella che è una mossa seguita alle minacce cinesi al Canada per l'arresto di Meng Wanzhou, capo della finanza di Huawei, eseguito il primo dicembre a Vancouver su richiesta Usa con l'accusa di aver violato le sanzioni americane all'Iran. "Siamo molto preoccupati", ha risposto Goodale a una domanda su Kovrig il cui fermo è stato anticipato dai media. "Un canadese è ovviamente in difficoltà in Cina. Faremo ogni sforzo possibile per la sua sicurezza".
michael kovrigMICHAEL KOVRIG

Goodale ha notato, secondo l'Associated Press, che "allo stato" non c'è un esplicito collegamento all'arresto di Meng. Anche il dipartimento di Stato Usa, tramite un portavoce, si è detto preoccupato per l'arresto e ha condannato "tutte le forme di detenzione arbitraria". Le tensioni sono salite, mentre in giornata è prevista la terza udienza sulla richiesta di scarcerazione di Meng su cauzione. Oltre a due fonti, il South China Mourning Post, testata di Hong Kong, ha dato conto dell'arresto dell'ex diplomatico citando pure l'International Crisis Group, attuale datore di lavoro dell'ex diplomatico.
michael kovrigMICHAEL KOVRIG






La Ong ha sede a Bruxelles e, in una breve nota, ha detto di essere "a conoscenza delle notizie sulla detenzione" di Kovrig, consigliere senior per il Nordest asiatico. "Da febbraio 2017, Michael è stato un esperto a tempo pieno per Crisis Group. Stiamo facendo tutto il possibile per garantire ulteriori informazioni sul luogo in cui Michael si trova e sul suo rilascio rapido e sicuro". L'Ong si definisce "organizzazione indipendente" attiva per prevenire le guerre e definire politiche per "un mondo più pacifico", avendo nel board personalità come George Soros ed Emma Bonino.
michael kovrigMICHAEL KOVRIG

Sui media cinesi è apparso un nuovo "avviso" a Canada e Usa. Il tabloid Global Times ha ricordato il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang, secondo cui "la Cina ha espresso la sua posizione molto chiaramente e spera che i due Paesi prendano il caso molto seriamente". Il Canada andrà verso "conseguenze gravi" se non gestisce gli eventi "correttamente". Sui social media ha preso quota lo stupore degli internauti verso un'azione combinata Usa-Canada definita "rude e violenta", con alcuni che incitano a una reazione di pari portata della Cina.

Fonte: qui

domenica 14 ottobre 2018

I SINISTRATI DELLA SINISTRA ... NEWS!



LA SINISTRA RIPARTA DAI BANGLA - NON È UN FAKE: ''+EUROPA'', IL PARTITO DI EMMA BONINO, SI SCHIERA IN DIFESA DEI NEGOZIETTI APERTI FINO A TARDI E GESTITI DA ASIATICI: '' VENDONO PRODOTTI ITALIANI. RISOLVONO PROBLEMI A CHI RESTA SENZA PASTA O SPAZZOLINO DA DENTI. DI "ETNICO" HANNO SOLO IL COLORE DELLA PELLE CHE DISTURBA SALVINI''. E IL MINISTRO OVVIAMENTE CI SI BUTTA A PESCE...

Luca Romano per www.ilgiornale.it

PIU EUROPA CON EMMA BONINO + BANGLA - SALVINIPIU EUROPA CON EMMA BONINO + BANGLA - SALVINI
"Meno Salvini, più bangla". È questa la campagna lanciata da +Europa di Emma Bonino sui social per mettere nel mirino le politiche portate avanti sul controllo dell'immigrazione da parte di Matteo Salvini.

Proprio qualche giorno fa il ministro ha dato una stretta alle aperture serali dei "locali etnici" fissando la chiusura alle 21. Una mossa che non è stata digerita da +Europa che ha rilanciato con questo slogan. "Vendono prodotti italiani. Risolvono problemi a chi resta senza pasta o spazzolino da denti. Di "etnico" hanno solo il colore della pelle che disturba Salvini", si legge sul manifesto choc.

Ma la risposta del ministro non è tardata ad arrivare: "Non è un fake! ?????? 

Se questi alleati del Pd, di Juncker e di Soros pensano di recuperare consenso così... Auguri!!! #primagliitaliani!". Insomma il Viminale non cambia strada e di fatto la stretta sulle aperture nelle ore serali dei locali "etnici" prosegue...

Fonte: qui


negozi etnici roma 8NEGOZI ETNICI ROMAnegozi etnici roma 7NEGOZI ETNICI ROMA

emma boninoEMMA BONINO

NELLA CGIL, LA SUCCESSIONE E’ PILOTATA 
NEL SEGNO: "SQUADRA CHE PERDE NON SI TOCCA!!!"
SUSANNA CAMUSSO INCORONA MAURIZIO LANDINI COME SUO EREDE. MA LA SCELTA HA GIA’ SPACCATO IL SINDACATO 

CAMUSSO LANCIA LANDINI COME SUCCESSORE MA LA SCELTA STA SPACCANDO LA CGIL
Silvia Inghirami per https://www.agi.it

Una candidatura fatta dopo un amplissimo confronto interno. Così la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, ha presentato la proposta di Maurizio Landini come suo successore. L'indicazione fatta ieri sera in segreteria confederale ha però provocato malumori e spaccature e secondo più voci la partita non è chiusa, anche se l'altro candidato Vincenzo Colla decidesse di ritirarsi.
BACIO LANDINI CAMUSSOBACIO LANDINI CAMUSSO

UNA QUESTIONE DI METODO
Quello che è stato contestato alla segretaria da alcuni è il metodo seguito: il mandato del direttivo - spiegano i critici - era di avanzare una proposta unitaria sul programma di rinnovamento; quindi bisognava riunire il direttivo e individuare un percorso che avrebbe portato ad una soluzione condivisa sul nome del successore.

Sbagliato presentarsi ieri con il nome di Landini sapendo che non vi era unità e che qualunque proposta in questo momento sarebbe stata divisiva. Meglio quindi non fare forzature ma istruire un percorso, in modo da arrivare ad una sintesi condivisa al congresso. Ora appare inevitabile che la differenza di posizioni riemerga nel direttivo, che non è stato convocato ma potrebbe tenersi nel giro di un mese.

felpa fiom camusso landiniFELPA FIOM CAMUSSO LANDINI
Il problema - fa notare più di uno - non è il nome di Landini, ma garantire un confronto aperto e democratico che porti ad un approdo unitario, sapendo che la base vuole un sindacato unito. Niente personalizzazioni, quindi, ma bisogna misurarsi sulle proposte. Questo anche perché il nuovo segretario sarà votato dall'Assemblea generale, che a sua volta è votata dal Congresso: quando questo accadrà, a fine gennaio, Camusso non sarà più segretario.

Eppure la segretaria generale oggi ha sottolineato che l'indicazione di Landini è il frutto dell'"ascolto" del gruppo dirigente: "Abbiamo concluso le assemblee di base riscontrando tra i nostri iscritti un amplissimo confronto. Quindi, innanzitutto, c'è una linea politica e penso che lo sforzo che tutti debbano fare non è quello di pensare alle persone ma a chi meglio può interpretare la linea decisa tutta insieme", in una situazione "sicuramente complicata e di grandi cambiamenti".

LE RAGIONI DELLA LEADER USCENTE
LANDINI E CAMUSSO CONTRO RENZILANDINI E CAMUSSO
"Il profilo che si identifica dell'organizzazione ha coerentemente la possibilità di individuare in Maurizio un candidato che ovviamente verrà come sempre determinato, poi, dall'applicazione delle regole della nostra organizzazione. Non usiamo né le primarie né il dibattito pubblico ma il ruolo e il lavoro degli organismi".

Camusso, quindi, dopo aver dovuto rinunciare alla candidatura di Serena Sorrentino, pensa che l'ex segretario generale della Fiom possa mantenere quella continuità e collegialità della segreteria da lei stessa invocata ieri - secondo quanto viene riferito - durante la segreteria.

Non tutti sono d'accordo ma non manca naturalmente anche chi plaude: "Ancora una volta le donne spostano", commenta la leader della Fiom Francesca Re David; "La segreteria della Cgil - sottolinea - sceglie il vincolo di relazione fra rappresentati e rappresentanti: è la democrazia l'antidoto a populismi e autosufficienza".
maurizio landini coalizione socialeMAURIZIO LANDINI COALIZIONE SOCIALE


Fonte: qui

sabato 3 marzo 2018

LA BONINO ELETTA CON LA LEGA NEL 1994

APPRODO’ ALLA CAMERA SOSTENUTA DALLA CASA DELLA LIBERTA’(MA QUALE DIFFERENZA DESTRA E SINISTRA!). MA CI RIMASE POCO: BERLUSCONI LA SPEDI’ A BRUXELLES COME COMMISSARIO UE


BONINO LEGA 1BONINO LEGA 1
Da ieri sta girando su Twitter e Facebook un’immagine da cui risulta che alle elezioni del 1994 Emma Bonino, attuale leader di +Europa, fu eletta in Parlamento con la Lega Nord, un partito che Bonino sta criticando da settimane per le sue posizioni contro l’Europa e l’immigrazione. L’immagine è vera ed è tratta dal vecchio sito della dodicesima legislatura, che durò al 15 aprile 1994 all’8 maggio 1996. Sostenere che Bonino fu eletta con la Lega Nord, come sembra indicare il sito in questione, è però impreciso.

BONINO LEGABONINO LEGA
Nel 1994 Bonino faceva parte della Lista Pannella – Riformatori, uno dei numerosi partiti messi in piedi fra gli anni Novanta e Duemila dai Radicali, che allora erano guidati da Marco Pannella e si consideravano trasversali rispetto ai partiti tradizionali. Ai tempi la Lista temeva di non avere un consenso sufficiente per eleggere con certezza dei parlamentari – e infatti non riuscì a superare lo sbarramento del 4 per cento – e fece un accordo con la neonata Forza Italia di Silvio Berlusconi per entrare nel centrodestra e appoggiarlo su alcuni temi (all’epoca il centrosinistra era ancora molto influenzato dalla tradizione comunista e socialista). In cambio, il centrodestra si impegnò ad eleggere alcuni esponenti Radicali.

EMMA BONINO PAOLO GENTILONIEMMA BONINO PAOLO GENTILONI
La legge elettorale con cui si votò nel 1994 era il cosiddetto Mattarellum, ideato dall’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che prevedeva un sistema misto di elezione: il 75 per cento tramite un sistema uninominale, con un solo candidato per collegio, e il 25 per cento con una quota proporzionale. Bonino venne candidata alla Camera nel sistema uninominale, in un seggio considerato sicuro per il centrodestra e che comprendeva Padova e il paese limitrofo di Selvazzano Dentro. Due mesi prima delle elezioni, in un’intervista al Messaggero disse di non sentirsi né leghista né “berlusconiana”.

CALENDA BONINOCALENDA BONINO
Bonino fu eletta col 39,5 per cento dei voti. Come si capisce bene dall’immagine qui sotto, è impreciso sostenere che entrò in Parlamento con la Lega Nord: la sua candidatura fu sostenuta da tutto il centrodestra. Un archivio più recente della Camera dei deputati, inoltre, scrive correttamente che nel 1994 Bonino fu eletta “con sistema maggioritario”, senza associarla a nessun partito in particolare, ma a tutto lo schieramento del centrodestra.

DELLA VEDOVA BONINO TABACCIDELLA VEDOVA BONINO TABACCI
Le elezioni del 1994 furono vinte dal centrodestra. I Radicali riuscirono ad eleggere complessivamente sei deputati e due senatori ed entrarono nel gruppo parlamentare di Forza Italia. Pochi mesi dopo Bonino fu eletta Commissario europeo per gli aiuti umanitari e per la tutela dei consumatori su indicazione di Berlusconi, e lasciò il suo seggio alla Camera.

Fonte: qui