9 dicembre forconi

domenica 28 ottobre 2018

IL GENERALE DOVREBBE INTERVENIRE ALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA LIBIA DI PALERMO


IL GENERALE DOVREBBE INTERVENIRE ALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA LIBIA DI PALERMO 

GLI ORGANIZZATORI NE SONO CERTI, MA LUI È “ANCORA INDECISO”. IERI CONTE HA INCONTRATO IL PREMIER DEL GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE SARRAJ, MA C’È UN PROBLEMINO. ANZI DUE: A TRIPOLI MANCA IL NOSTRO AMBASCIATORE E A ROMA I SERVIZI SEGRETI…

Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

haftarHAFTAR
Dovrebbe intervenire anche il generale Khalifa Haftar alla conferenza internazionale sulla Libia programmata a Palermo il 12 e 13 novembre. Ne sono praticamente certi gli organizzatori italiani dopo che la viceministra degli Esteri, Emanuela Del Re, lo scorso 10 ottobre si è recata direttamente dall' uomo forte della Cirenaica che aspira a diventare il comandante supremo di un eventuale esercito unificato.

A puntello di questo significativo sviluppo il portale libico Al Wasat e altre fonti a Bengasi confermano le indicazioni fornite a Roma per cui lo stesso Haftar dovrebbe giungere nella capitale italiana «entro il prossimo fine settimana» per colloqui preparatori.
giuseppe conte incontra fayez al serraj 3GIUSEPPE CONTE INCONTRA FAYEZ AL SERRAJ 

Nei giorni scorsi in Libia alti ufficiali legati ad Haftar avevano rivelato al Corriere che gli sforzi italiani sono favorevolmente aiutati dalla diplomazia russa grazie ai migliorati rapporti tra Roma e Mosca, tanto che anche i recenti colloqui a Bengasi del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi sarebbero stati facilitati dall' intervento del Cremlino. E ciò nonostante ieri il portavoce personale di Haftar, Ahmed Mismari, abbia dichiarato che il generale è «ancora indeciso».

«La posizione italiana contrasta con quella francese», ha precisato, riferendosi alle volontà espressa da Emmanuel Macron al summit di Parigi lo scorso 29 maggio di indire le elezioni libiche per il 10 dicembre. Data questa che in Italia, come dagli esperti Onu, è ormai considerata impossibile.
VINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTARVINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTAR

Tre i punti all' ordine del giorno: la discussione di un nuovo piano per la pacificazione interna e per elezioni l' anno prossimo, che verrà presentato l' 8 novembre all' Onu; la messa in sicurezza di Tripoli; il rilancio economico.

L' Italia intensifica i preparativi. Ma pesa la mancanza di un alto rappresentante nella capitale libica. Il richiamo a Roma dell' ambasciatore Giuseppe Perrone, dopo che questi il 4 agosto aveva rilasciato una lunga intervista ai media locali contestata da praticamente tutte le maggiori forze politiche libiche, lo ha messo fuori gioco.
giuseppe conte incontra fayez al serraj 1GIUSEPPE CONTE INCONTRA FAYEZ AL SERRAJ 



Un sostituto dovrebbe essere inviato solo nei prossimi mesi. Ieri il premier Giuseppe Conte ha incontrato per lunghi colloqui a Palazzo Chigi sia il premier del governo di unità nazionale a Tripoli, Fayez Sarraj, sia il rappresentante speciale del segretario delle Nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salamé.

Poco dopo Sarraj ha confermato che sarà alla conferenza, auspicando tuttavia una maggiore cooperazione sia delle potenze regionali che internazionali. Non è un mistero che la debolezza libica da dopo la caduta del regime del Colonello Gheddafi nel 2011 continua ad essere oggetto delle interferenze straniere, oltreché delle violente divisioni tra milizie e tribù locali.

SARRAJ HAFTAR MACRONSARRAJ HAFTAR MACRON
Al momento gli organizzatori italiani si dicono comunque certi che le più importanti componenti del puzzle libico verranno a Palermo, oltre a decine di ministri degli Esteri e delegazioni da tutto il mondo. Tra loro ci saranno quasi certamente Angela Merkel e il premier russo Medvedev. Per l' Unione Africana verrà il Congo. In queste ore Conte in persona sta dialogando con il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi. Questi però non gradisce l' eventuale presenza di alti rappresentati turchi (era stata ipotizzata una rapida apparizione dello stesso Recep Tayyip Erdogan) e del Qatar.
giuseppe conte incontra fayez al serraj 2GIUSEPPE CONTE INCONTRA FAYEZ AL SERRAJ

Vista la stretta alleanza tra il governo del Cairo e Haftar, in particolare riguardo all' impegno egiziano per la ricostruzione di un esercito unificato libico, Roma tenderebbe a privilegiare il rapporto con al Sisi. Donald Trump dice che non potrà esserci, ma invierà un suo rappresentante «di alto livello». L' incognita francese resta delicata. Le aperte polemiche tra Matteo Salvini e Macron sui migranti e in vista delle prossime elezioni europee avvelenano i preparativi: non è ancora chiaro quale sarà il livello della rappresentanza dell' Eliseo in Sicilia.

Fonte: qui


“STABILIZZIAMO LA LIBIA” 

IL GENERALE KHALIFA HAFTAR INCONTRA IL PREMIER CONTE (E OGGI MOAVERO) IN GRAN SEGRETO PER FISSARE I DETTAGLI DELLA CONFERENZA DI PALERMO 

L’UOMO FORTE DELLA CIRENAICA APRE AL RITORNO IN LIBIA DELL’AMBASCIATORE GIUSEPPE PERRONE (CHE LUI STESSO AVEVA DEFINITO “PERSONA NON GRATA” 

LA MEDIAZIONE DEI RUSSI E L’INTERVENTO DI AL SISI…

HAFTAR A CONTE: «STABILIZZIAMO LA LIBIA»
Cristiana Mangani e Sara Menafra per “il Messaggero”

CONTE HAFTARCONTE HAFTAR
Una visita tenuta segreta, ma non del tutto inaspettata: ieri sera, subito dopo la fine del vertice con Salvini e Di Maio, il premier Conte ha incontrato il generale libico Khalifa Haftar arrivato nella capitale al riparo dagli annunci ufficiali. Il leader cirenaico resta a Roma anche oggi e in agenda ha già un incontro con il titolare della Farnesina, Enzo Moavero Milanesi.

L' obiettivo, manco a dirlo, è fissare gli ultimi dettagli della conferenza che si svolgerà a Palermo tra il 12 e il 13 novembre per discutere della stabilità della Libia: «Sosteneteci nella stabilizzazione del paese», ha chiesto il generale già nel vertice di ieri sera. E nell' ottica della stabilizzazione del paese, avrebbe fatto una richiesta precisa: che l' Italia mandi nuovamente in Libia l' ambasciatore Giuseppe Perrone, richiamato a Roma dopo che lo stesso generale aveva contestato alcune sue dichiarazioni alle televisioni locali, ma considerato uno degli autori del piano di stabilizzazione del paese. Una mossa che viene considerata particolarmente significativa, sia per il vertice di Palermo, sia per il ruolo italiano nel paese.
GIUSEPPE PERRONEGIUSEPPE PERRONE

L' AMBASCIATORE
Venerdì, a palazzo Chigi era arrivato il leader dell' autorità tripolina al Serraj, sempre con gli stessi temi all' ordine del giorno. Ma i primi segnali di avvicinamento con Bengasi erano arrivate nelle stesse ore: il rappresentante dell' Onu Ghassam Salamè era arrivato nella capitale della Cirenaica per ribadire l' invito italiano e della comunità internazionale al vertice di Palermo.

Dopo quell' incontro, anche il ministro Moavero Milanesi aveva accreditato che Haftar molto probabilmente avrebbe partecipato alla conferenza di Palermo, ma la visita tra ieri sera e oggi, evidentemente affrettata, sembra chiudere il cerchio.

VINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTARVINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTAR
Fondamentale per la mediazione è stato il ruolo della diplomazia russa. Sebbene Putin abbia chiamato personalmente Giuseppe Conte per annunciargli che non sarà presente a Palermo, la «vicinanza» che ha espresso al ruolo giocato dall' Italia non sarebbe un dato puramente formale.

KHALIFA HAFTARKHALIFA HAFTAR








Proprio grazie a Mosca, Roma è riuscita a portare dalla sua parte prima il presidente egiziano al Sisi e quindi, se il risultato della riunione di queste ore sarà confermato, Haftar. L' apertura del generale al ritorno a Tripoli di Perrone, sarebbe il coronamento dell' operazione diplomatica, fortemente indebolita dall' assenza di una rappresentanza italiana permanente nell' area. Incassata la presenza del generale, dovrebbe diventare più semplice anche coinvolgere rappresentanze di alto livello in particolare dagli Stati uniti e dalla Russia.

giuseppe conte incontra fayez al serraj 3GIUSEPPE CONTE INCONTRA FAYEZ AL SERRAJ 3
Roma preme per avere il segretario di stato Mike Pompeo, ma Washington non ha ancora risposto. Da Mosca dovrebbe arrivare il primo ministro Dmitri Medvedev. Tra gli europei, finora, la partecipazione confermata più rilevante è quella della cancelliera tedesca Angela Merkel. Non è chiaro se Emmanuel Macron sarà della partita, anche perché le tensioni con la Francia in tema di immigrazione non accennano a fermarsi.

IL CASO MODANE
Due giorni fa, l' ennesimo incidente al confine: stavolta la gendarmeria francese ha usato un treno locale italiano per fare un rimpatrio, suscitando la ribellione dei dipendenti delle ferrovie locali italiane. A riferire l' episodio è La Stampa, che sulle pagine locali racconta di un uomo, forse del Mali, fatto salire dalla gendarmeria su un treno diretto a Torino alla stazione di Modane. I ferrovieri italiani hanno protestato con i francesi e accettato di far salire l' uomo sul treno solo dopo un' ora di trattative.

IL GENERALE HAFTARIL GENERALE HAFTAR
Ma il segnale è quello già registrato da mesi: i francesi puntavano a mandare l' uomo in Italia senza neppure avvertire le autorità e dunque verificare se davvero provenisse dalla frontiera italiana. Ieri, Salvini ha commentato l' episodio con un tweet: «Il personale di Trenitalia ha informato la polizia italiana: solo dopo insistenze, l' immigrato ha pagato il biglietto. Risultato: 47 minuti di ritardo. Parigi dovrebbe rimborsare i viaggiatori».

VISITA «SEGRETA» DI HAFTAR A ROMA (CON LA MEDIAZIONE DEL CAIRO)
Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

AL SISSI HAFTARAL SISSI HAFTAR
Il generale libico Khalifa Haftar è arrivato ieri a Roma per incontrare in queste ore sia il premier Giuseppe Conte che il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Una visita, questa dell' uomo forte della Cirenaica determinato a diventare massimo responsabile del futuro esercito unificato del suo Paese, che si iscrive nella lunga lista di contatti e preparativi in vista della conferenza sulla Libia organizzata dal governo italiano a Palermo il 12 e 13 novembre. Il viaggio è tenuto nella massima segretezza.

Per motivi di sicurezza Haftar è sempre restio a far conoscere i propri spostamenti. Lo stesso riserbo sui suoi movimenti aveva caratterizzato la sua visita a Roma nell' estate 2017. Il suo ufficio e l' abitazione a Bengasi sono già stati oggetto di attentati negli ultimi quattro anni.

libia ribelli assediano tripoli 9LIBIA RIBELLI ASSEDIANO TRIPOLI 9
Il governo italiano è altamente interessato a garantirsi la presenza di Haftar a Palermo. Senza di lui la conferenza risulterebbe monca e in realtà un fallimento. E infatti Moavero Milanesi si era recato a Bengasi lo scorso 10 settembre per un lungo incontro chiarificatore dopo che Haftar aveva pubblicamente dichiarato «persona non grata» l' ambasciatore italiano a Tripoli, Giuseppe Perrone.

giuseppe conte incontra fayez al serraj 1GIUSEPPE CONTE INCONTRA FAYEZ AL SERRAJ
L' intenzione è adesso di inviare in Libia un nuovo ambasciatore, ma non nell' immediato. Una mossa volta tra l' altro a facilitare il dialogo con Haftar, ma anche calibrata nel tempo per non farla apparire come una debolezza di Roma ai diktat del generale libico.

Un ruolo importante a favorire i contatti italiani l' hanno giocato i russi e soprattutto l' intervento personale del presidente egiziano Al Sisi, tra i maggiori sostenitori delle forze armate di Haftar, con il quale Conte ha avuto una lunga telefonata venerdì sera. È possibile che il leader egiziano annunci presto la sua presenza a Palermo.

SARRAJ HAFTAR MACRONSARRAJ HAFTAR MACRON
I colloqui romani di Haftar seguono quelli di venerdì dei dirigenti italiani con il premier del governo di unità nazionale a Tripoli, Fayez Serraj, e con l' inviato speciale dell' Onu per la Libia, Ghassan Salamè. Con Haftar tema prioritario resta la creazione di un forte esercito che sia in grado si smantellare le milizie, battere le faide tribali, controllare le frontiere (anche contro i traffici illegali di migranti) e in effetti ricostruire la sovranità libica contro il caos violento cresciuto dopo la defenestrazione di Gheddafi nel 2011.

Ad aumentare l' anarchia sono stati tra l' altro gli assassinii di almeno una dozzina di capi milizia a Tripoli nelle ultime settimane che rischiano di rilanciare la catena di vendette e rappresaglie.

Fonte: qui

VORRESTE AVERE UN MESE DI FERIE IN PIÙ ALL’ANNO? CHIEDETE CONSIGLIO AI DIPENDENTI DEL COMUNE DI ROMA


TRA CERTIFICATI MEDICI, CONGEDI PARENTALI E SINDACALI I 24MILA LAVORATORI CAPITOLINI NEL 2017 HANNO DISERTATO 653MILA TURNI (ESCLUSE LE FERIE) 

653 : 24 = 27,2 TURNI A LAVORATORE

SE SI ALLARGA IL DISCORSO ALLE PARTECIPATE OGNI GIORNO STANNO A CASA CIRCA 6MILA ADDETTI…

Lorenzo De Cicco per “il Messaggero”

virginia raggi sindaca di roma (3)VIRGINIA RAGGI SINDACA DI ROMA
Le malattie sono le vacanze dei poveri, diceva Apollinaire. E forse anche di qualche dipendente pubblico. A forza di certificati medici, congedi parentali e sindacali, permessi di ogni risma, i lavoratori del Campidoglio riescono a restare a casa 27 giorni l' anno, in media, senza ovviamente calcolare le ferie.

Insomma, un mese in più lontani dal logorio della vita impiegatizia, oltre alle vacanze. A dirlo è un rapporto sul personale sfornato poche settimane fa da Palazzo Senatorio, proprio mentre la Polizia locale iniziava a indagare sui 40 giardinieri comunali che timbravano il cartellino e poi passavano la giornata di servizio a fare tutt' altro, ben lontani da parchi e ville storiche che avrebbero dovuto sfrondare con la cesoia, come abbiamo raccontato martedì sul Messaggero.

I 24mila capitolini - anzi, per l' esattezza sono 23.881 - nel 2017 hanno disertato 653mila turni, quasi il 10% in più rispetto ai 598mila forfait del 2016. Ma in media, le assenze di ciascun comunale sono aumentate di oltre il 12% da un anno all' altro, perché mentre i turni sguarniti crescevano, i dipendenti diminuivano. E così ciascun vigile, impiegato e insegnante ha macinato l' anno scorso 27 giorni di assenze (sempre ferie escluse), mentre nel 2014 il contatore si era fermato a quota 24.
sciopero dipendenti del comune di roma 2SCIOPERO DIPENDENTI DEL COMUNE DI ROMA 2

CERTIFICATI MEDICI
A gonfiare il monte delle assenze, sono soprattutto quelle per malattia: ben 258.332 nel corso del 2017. In media, quasi 11 giorni per dipendente comunale (10,89 c' è scritto nel report interno del Campidoglio), vale a dire 2 giorni in più rispetto all' anno precedente. Crescono a un ritmo allarmante anche le assenze per la 104: 131.490 giorni di servizio saltati per i congedi che, in teoria, dovrebbero permettere ai lavoratori di assistere un parente disabile.

In totale, gli addetti comunali con la licenza famigliare sono quasi 6mila (5.877), in calo rispetto al 2016 (erano 6.212), questa flessione è dovuta in buona parte ai controlli avviati dalla giunta e in parte al fatto che i dipendenti più anziani, nel frattempo, sono andati in pensione.

CAMPIDOGLIOCAMPIDOGLIO
Il congedo della 104 rimane sfruttato da quasi il 24% dei lavoratori del Campidoglio, otto volte in più che nel settore privato, dove la media è del 3%. Aumentano anche gli altri congedi retribuiti (48.187 giorni di assenza nel 2017 contro i 46.422 dell' anno precedente).

LE MUNICIPALIZZATE
Allargando il discorso e mettendo insieme sia i dipendenti comunali, sia quelli del sottobosco delle società controllate al 100% dall' amministrazione, in media ogni giorno rimangono lontani dal posto di lavoro circa 6mila addetti. Sempre tenendo fuori dal conto le ferie. All' Atac, lo abbiamo rivelato su queste colonne di recente, su 11.346 dipendenti in 2.888 hanno la licenza famigliare prevista dalla legge 104. Oltre il 25% del personale.
ATAC ROMAATAC ROMA



Va leggermente meglio, si fa per dire, all' Ama, la società dei rifiuti, dove i dipendenti con il permesso per i parenti invalidi sono 1.600 su 7.810 (il 20,4%).

Inutile dire che ogni volta che si sono fatti controlli seri, sono venuti fuori malcostumi di ogni tipo. In Campidoglio, il delegato al Personale, Antonio De Santis, ha fatto partire una stretta già un anno fa e lo stesso sta accadendo nell' ultimo periodo anche all' Atac. E si è scoperto, per esempio, che con l' assenza pagata dalla società dei trasporti qualcuno era andato in vacanza in Calabria, altri ancora hanno sfruttato la legge 104 per fare il doppio lavoro, dal meccanico al gelataio. E a fine mese, doppio stipendio.

Fonte: qui

AL CAMPIDOGLIO CENTINAIA DI PERSONE PER LA MANIFESTAZIONE “ROMA DICE BASTA” CONTRO IL DEGRADO DELLA CAPITALE E LA GESTIONE DELLA SINDACA



IN PIAZZA CITTADINI E COMMERCIANTI: “VOGLIAMO CHE ROMA TORNI A ESSERE VIVIBILE” 




roma dice basta la manifestazione al campidoglio contro la raggi 7ROMA DICE BASTA LA MANIFESTAZIONE AL CAMPIDOGLIO CONTRO LA RAGGI 
"Roma dice basta". In una piazza del Campidoglio gremita si sono riuniti oggi centinaia di romani per la "Dignità di Roma" e per protestare contro la "grande monnezza", le buche, "l'abbandono della città" Una manifestazione pacifica con tanti cartelli ironici: da "Raggi, una buca vi inghiottirà" a "Roma (pulita) o morte".

 Protestano anche i commercianti, come quelli di via Emanuele Filiberto: "il negoziante deve vivere ogni giorno, non si deve ignorare, vessare, emarginare". Richiesti anche "mezzi di trasporto adeguati".  Traffico congestionato nella zona del Campidoglio per il sit contro la giunta Raggi. L'evento, nato sui social con l'appello di "sei ragazze", vede la partecipazione di diverse centinaia di persone.
manifestazione roma dice basta 6MANIFESTAZIONE ROMA DICE BASTA 

'Vogliamo che Roma torni a essere una Capitale: inclusiva, vivibile, accogliente, con un'idea di futuro'. E' l'appello del comitato promotore del sit-in #Romadicebasta che si tsta svolgendo in Campidoglio. L'iniziativa è nata da un appello su Facebook partito dal gruppo 'Tutti per Roma. Roma per tutti' che - come spiega una delle promotrici, Martina Cardelli - conta 22mila iscritti. Si tratta di un gruppo civico "formato da sei donne romane, ognuna con il suo lavoro e con la propria famiglia" che promuove "l'idea della partecipazione civica come elemento di pressione nei confronti delle istituzioni per migliorare la città". Fonte: qui

LANZALONE È ARRIVATO A ROMA PERCHÉ AVEVA SALVATO LIVORNO? NEMMENO PER IDEA



LA PROCURA DI ROMA ISCRIVE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI PER CONCORSO IN CORRUZIONE FABIO SERINI, EX COMMISSARIO PER IL CONCORDATO DI AAMPS (L’AZIENDA DEI RIFIUTI DELLA CITTÀ TOSCANA) NOMINATO DALLA RAGGI PRESIDENTE DELL’IPA DOPO L'INTERVENTO DI LANZALONE 

PERQUISITA ANCHE LA CASA DELL’EX SOPRINTENDENTE DI ROMA FRANCESCO PROSPERETTI, CHE DISSE SÌ AL NUOVO STADIO DI PARNASI…

Marco Carta e Sara Menafra per "il Messaggero"

LANZALONE E RAGGILANZALONE E RAGGI
Vacilla l' origine della leggenda del super manager Luca Lanzalone, arrivato a Roma «perché aveva già salvato Livorno». Così la pensa la procura di Roma che ha perquisito e iscritto sul registro degli indagati per concorso in corruzione e traffico di influenze Fabio Serini, presidente dell' Ipa, l' ente di previdenza dei dipendenti comunali, ed ex commissario giudiziale nella procedura per il concordato preventivo dell' Aamps di Livorno, l' azienda dei rifiuti della cittadina toscana. Nei giorni scorsi è stato perquisito anche l' ex Soprintendente, Francesco Prosperetti, accusato di corruzione, che disse sì al nuovo stadio della Roma.

LO SCAMBIO
VIRGINIA RAGGI FABIO SERINIVIRGINIA RAGGI FABIO SERINI
All' epoca dell' arrivo a Roma di Lanzalone, giunta e maggioranza avevano accreditato la tesi che la scelta fosse caduta sul consulente proprio perché a Livorno era riuscito a salvare l' azienda dei rifiuti (da Livorno sono arrivati anche l' attuale assessore al bilancio Lemmetti e il suo capo staff Lami).

Nel decreto di perquisizione disposto dal pm Barbara Zuin due giorni fa, invece, si legge una storia diversa. E cioè che a Livorno, Serini sarebbe stato corrotto per esercitare le sue funzioni di commissario dell' azienda rifiuti e nominare proprio Lanzalone nella procedura di concordato della Aamps. In cambio di quella nomina, Lanzalone sarebbe «intervenuto presso il sindaco Virginia Raggi», facendolo nominare commissario straordinario dell' Istituto di previdenza dei dipendenti comunali e «per la proroga di detta nomina alla scadenza annuale».

Nel giro di favori reciproci Serini ha poi ricambiato l' amicizia, dando almeno due incarichi allo studio di Lanzalone e, in particolare, al suo socio Luciano Costantini.

Francesco ProsperettiFRANCESCO PROSPERETTI
CONSULENZA IPA
Negli atti acquisiti nei mesi scorsi dalla procura di Roma, e in particolare dopo la retata che a giugno ha portato all' arresto anche del costruttore Luca Parnasi, accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, per i fatti legati allo stadio di Tor di Valle, era già emerso qualcosa a proposito dei rapporti tra Lanzalone e Serini. Era noto che l' Ipa aveva dato una consulenza da 11.562 euro per la redazione di un parere legale «relativo alla corretta applicazione del contratto per il servizio erogazione prestiti in favore degli iscritti» a nome dello studio Lanzalone & partners.

LANZALONELANZALONE
Nelle intercettazioni, il commercialista ammette anche di essere stato lui a segnalare il nome di Serini al sindaco: «Quando lei mi ha chiesto un nominativo per una persona da mandare lì, ho segnalato il tuo, perché ti ritengo una persona capace», dice proprio all' amico. E quindi racconta al suo socio Luciano Costantini che il commissario si sarebbe anche lamentato: «Mi fa tutto un panegirico, invece, sul discorso dell' Ipa... che adesso lui, insomma, gli sembra di essere poco remunerato».

PARNASIPARNASI
Richieste insistenti, tanto che Lanzalone si sarebbe poi raccomandato di parlarne direttamente col sindaco. A verbale, la stessa Raggi ha ammesso sempre a giugno quanto si fidava delle indicazioni del commercialista: «Fu lui a prospettarmi la nomina di Giampaoletti come dg del Comune e di Serini all' Ipa (la cassa di previdenza dei dipendenti del Campidoglio ndr). Rivedendo gli articoli di stampa questi giorni mi è venuto in mente che si è occupato anche di altri dossier, abbiamo parlato di Atac».

LUCA PARNASI CON LA MOGLIE CHRISTIANE FILANGIERILUCA PARNASI CON LA MOGLIE CHRISTIANE FILANGIERI
IL SOPRINTENDENTE
Sempre nei giorni scorsi, i carabinieri del Nucleo investigativo hanno perquisito anche l' abitazione di Francesco Prosperetti, ex Soprintendente della Capitale, nell' ambito della inchiesta della procura sul nuovo stadio della Roma. Prosperetti è indagato dall' estate scorsa per induzione indebita a dare o promettere utilità.

LANZALONE E LUIGI DI MAIOLANZALONE E LUIGI DI MAIO
Secondo la procura avrebbe sollecitato l' imprenditore Luca Parnasi, attraverso i collaboratori Luca Caporilli e Simone Contasta, al fine di fare attribuire ad un suo amico architetto un incarico professionale «di progettazione della ricollocazione e ricostruzione di una campata strutturale dell' ex ippodromo», per un importo complessivo di 200mila euro. Il denaro in oggetto, secondo l' ipotesi degli inquirenti, era «l' adempimento necessario per richiedere l' archiviazione della proposta di apposizione del vincolo» paesaggistico.

Fonte: qui
virginia raggiVIRGINIA RAGGI

SLITTA AD APRILE L’INVIO A 6,5 MILIONI DI PERSONE DELLA CARD MAGNETICA CON IL SUSSIDIO DA 780 EURO


A SPEDIRLA SARÀ L’INPS, MA TITO BOERI STA FACENDO RESISTENZA 

ALL’ENTE PREVIDENZIALE INSIEME AL MEF SPETTA ORA SCREMARE LA PLATEA DEI BENEFICIARI: ECCO COME FUNZIONA

Francesco Pacifico per “il Messaggero”

Accanto al Reddito ci sarà anche una Carta di cittadinanza. Tra febbraio e aprile prossimi dovrebbe essere inviata a circa 6,5 milioni di persone (disoccupati, inoccupati e pensionati residenti in Italia da cinque anni) una card magnetica - funzionerà come un bancomat - per acquistare beni e servizi di prima necessità, grazie ai 780 euro del sussidio. A spedirla dovrebbe essere l' Inps, anche se il presidente Tito Boeri sta facendo un po' di resistenze su tutto il progetto. L' economista sarebbe preoccupato che l' ennesima misura di assistenza gestita dall' istituto possa mettere ancora più in sofferenza i conti e i livelli dell' operatività dell' ente.
TITO BOERI LUIGI DI MAIOTITO BOERI LUIGI DI MAIO

I DETTAGLI
Tra il ministero del Lavoro e quello dell' Economia (qui ha preso in mano il dossier il viceministro Laura Castelli) stanno mettendo a punto, e in tutta fretta, il reddito di cittadinanza. Ed è ancora moltissimo il lavoro da fare.

REDDITO DI CITTADINANZA BY VAUROREDDITO DI CITTADINANZA BY VAURO






Quel che è certo è che la Carta di cittadinanza sostituirà di fatto e in tutto la Social card, con la quale viene erogato il Rei, il reddito di inclusione lanciato dal governo Gentiloni. Nome diverso ma stessa piattaforma - quella gestita da Poste, Inps e Agenzia delle entrate - stesso circuito bancario - quello Mastercard sul quale si appoggiano le Poste, anche se non sono esclusi altri fornitori -, soprattutto stesse modalità di funzionamento: ogni mese l' ente previdenziale caricherà il badge della cifra occorrente (dai 780 euro massimi per chi è senza reddito fino a 1.170 euro per le famiglie più numerose), che può essere utilizzata per l' acquisto di quanto è necessario e che non può erogare cash.

LAURA CASTELLILAURA CASTELLI
Utilizzare l' infrastruttura esistente garantirà sia di contenere i costi sia la tracciabilità degli acquisti. Il chip nella carta vieterà di comprare beni non prodotti in Italia e, come lì definì il vicepremier Luigi Di Maio, «immorali»: cioè televisori, alcolici o sigarette. Si sta implementando anche un' App apposita.

reddito di cittadinanza bancomatREDDITO DI CITTADINANZA BANCOMAT






Più complessa la questione sui controlli sui requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza. «Sarà direttamente lo Stato a individuare chi ne ha diritto», ha annunciato 48 ore fa il viceministro Castelli. Quindi non servirà più presentare domanda e autocertificazione ai centri per l' impiego.


L' Inps e il Mef, in base alle dichiarazioni Isee già presentate, scremeranno la platea. Al riguardo al ministero del Lavoro girano stime definitive, che parlano di 5 milioni tra disoccupati e inoccupati e di oltre un milione e mezzo di pensionati. I centri per l' impiego, invece, monitoreranno se i beneficiari accetteranno o meno le tre proposte di lavoro obbligatorie, le 8 ore di volontariato nei comuni di appartenenza e i percorsi di formazione delineati per loro.
TITO BOERITITO BOERI

Ma su questo versante, più complesso sarà il lavoro dell' Inps per scoprire se i titolari del sussidio non svolgano lavoro in nero oppure se non sono già destinatari di misure assistenziali. Anche quest' attività dovrebbe essere svolta dall' ispettorato dell' Istituto con l' aiuto della Guardia di Finanza.

Intanto, anche su pressione della Lega, il governo starebbe studiando un doppio sgravio per le aziende che assumono disoccupati e inoccupati destinatari del reddito di cittadinanza.

reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
Alle imprese sarà certamente garantito uno sgravio sull' Irap, al quale potrebbe aggiungersi anche la parte di reddito che non è stata ancora versata al lavoratore. Sempre su spinta del Carroccio e delle Regioni settentrionali come la Lombardia, dovrebbe essere riconosciuto alle agenzie del lavoro un ruolo maggiore rispetto a quello ideato nella proposta iniziale dei Cinquestelle. Al momento Di Maio ha aperto a un loro coinvolgimento nella fase iniziale, ma dal ministero del Lavoro spiegano che il loro ruolo potrebbe diventare strutturale, visti i ritardi e i limiti dei centri per l' impiego nelle attività di formazione.

Fonte: qui

UN UOMO APRE IL FUOCO IN UNA SINAGOGA A PITTSBURGH, NEGLI STATI UNITI: ALMENO 8 PERSONE MORTE



NEL TEMPIO C’ERANO UNA SESSANTINA DI FEDELI PER IL SERVIZIO RELIGIOSO DEL SABATO 

IL KILLER GRIDAVA: “EBREI DOVETE MORIRE”, HA FERITO TRE AGENTI E POI È STATO ARRESTATO 

LA SINAGOGA È NOTA PER LE SUE POSIZIONI PROGRESSISTE E I SUOI IMPEGNI SOCIALI…


Anna Guaita per www.ilmessaggero.it

attacco alla sinagoga di pittsburgh 6ATTACCO ALLA SINAGOGA DI PITTSBURGH
Orrore a Pittsburgh, Pennsylvania, dove un uomo armato, bianco, con la barba e di corporatura robusta, ha fatto fuoco nella sinagoga “Tree of life" facendo diversi morti e ferendo anche due agenti. Poi l'uomo si sarebbe arreso alla polizia. Media Usa parlano di almeno otto vittime ma è possibile che il numero dei morti sia più alto poiché era in corso una funzione religiosa e si calcola che ci fossero almeno 60 persone. L’uomo era armato fino ai denti. «Gridava "ebrei dovete morire"», hanno raccontato vari testimoni.

La polizia di Pittsburgh ha confermato che l'uomo armato ha sparato anche a tre agenti. Il sospettato - secondo indiscrezioni - sarebbe ferito. Il quartiere è chiuso, e gli abitanti sono stati invitati a restare in casa, chiudendo porte e finestre. In lock down anche la vicina Università Carnegie Mellon.

attacco alla sinagoga di pittsburgh 5ATTACCO ALLA SINAGOGA DI PITTSBURGH
La sinagoga è nota per le sue posizioni progressiste e i suoi impegni sociali. Oggi è sabato, la festa del riposo per gli ebrei, che la celebrano in sinagoga, come i cristiani celebrano la domenica in chiesa. Chiunque abbia sparato contro la sinagoga sapeva dunque di trovarla piena di persone in preghiera.

Questo attacco arriva dopo altri due fatti che hanno preoccupato l’opinione pubblica: l’invio di 13 bombe a esponenti del partito democratico da parte di un simpatizzante di Donald Trump, e una sparatoria nel Kentucky, dove un bianco razzista ha ucciso due uomini di colore.
attacco alla sinagoga di pittsburgh 4ATTACCO ALLA SINAGOGA DI PITTSBURGH

Il presidente Donald Trump sta seguendo gli eventi di Pittsburgh: «se siete nell'area di Squirrel Hill restate al riparo», ha scritto su Twitter. Questa di Pittsburgh è la 275esima sparatoria avvenuta nel 2018 negli Stati Uniti.

27 Ottobre 2018

Fonte: qui