9 dicembre forconi: scomparso
Visualizzazione post con etichetta scomparso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scomparso. Mostra tutti i post

martedì 5 febbraio 2019

IN ITALIA 57 MILA PERSONE SONO SCOMPARSE NEL NULLA DAL 1974

E DI QUESTI 41.655 SONO MINORENNI (E LA MAGGIOR PARTE DI QUESTI, 39 MILA, SONO STRANIERI) 
I DATI ALLARMANTI DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DEL GOVERNO
Costanza Cavalli per “Libero quotidiano”

BAMBINI SCOMPARSIBAMBINI SCOMPARSI
In Italia, il popolo delle persone scomparse nel nulla è una invisibile città grande come Cuneo. Delle 229.687 sparite dal 1974 a fine 2018, 171.974 sono state ritrovate, ma delle rimanenti 57.713 si sono perse le tracce. Questi dati sono stati diffusi qualche giorno fa, nella ventesima relazione semestrale pubblicata dall' ufficio del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. Di questa folla improvvisamente sprofondata nell'oblio, 14.504 sono i maggiorenni (5.928 italiani e 8.576 stranieri), 41.655 i minorenni (2.412 italiani e 39.243 stranieri) e 1.554 i maggiori di 65 anni (1.311 italiani e 243 stranieri). I maschi sono 44.830 (6.338 italiani e 38.492 stranieri), le femmine 12.870 (3.309 italiane e 9.561 straniere).

ANCHE IMMIGRATI
Sulla profilazione degli scomparsi c'è un problema di confusione: «L'ottanta per cento degli scomparsi di quest'anno è composto di stranieri giunti sulle nostre coste», spiega l'avvocato Antonio Maria La Scala, presidente di Penelope onlus, associazione nazionale che riunisce le famiglie e gli amici delle persone scomparse («Siamo l'associazione più triste d'Italia», commenta l' avvocato, «parliamo solo di morti, dispersi, feriti»). «Sono persone che rimangono in Italia, nei centri di accoglienza, per tre o quattro mesi, poi si allontanano per raggiungere i familiari in altri Paesi dell' Unione Europea.

PERSONE SCOMPARSEPERSONE SCOMPARSE
Unire le persone scomparse italiane nel corso degli anni con quelle straniere, che rientrano invece nelle dinamiche problemi legati ai flussi migratori, è fuorviante e comporta la dispersione degli sforzi delle forze dell' ordine: sono due casistiche completamente diverse», allerta La Scala. Sulla stessa linea il commissario straordinario Mario Papa: «Sarebbe auspicabile, come più volte rappresentato dall' Ufficio, che i migranti siano scorporati e considerati a parte per contribuire a dare alla opinione pubblica un quadro esatto del fenomeno».

Se un dato positivo c'è - la tendenza all' aumento dei ritrovamenti, il 74,4 per cento, contro il 57,8 per cento dell' anno scorso - all' appello mancano però ancora 2.412 bambini e 3.336 donne: «All' inizio vengono tutti considerati casi di allontanamento volontario», racconta La Scala, «Ci sono donne che escono di casa abbandonando i figli, gli effetti personali, e scompaiono. Detto così, sembrerebbe che in Italia le donne siano tutte matte: ma, ovviamente, nella maggior parte dei casi si tratta di femminicidi con occultamento di cadavere».
napoletani scomparsi messicoNAPOLETANI SCOMPARSI MESSICO

Su che cosa si può lavorare di più? «Noi ci siamo impegnati per rendere esecutiva la banca dati del Dna, grazie alla legge 85 del giugno 2009 (diventata esecutiva però solo nel 2016): ora è possibile incrociare il profilo genetico di resti cadaverici ritrovati, con le denunce di scomparsa compatibili con il soggetto in questione per riuscire a sapere l'identità dello scomparso», spiega ancora La Scala.

BANCA DATI DEL DNA
«L'articolo 7 prevede la possibilità di prelievi genetici su cadaveri e resti per consentire il confronto con i profili genetici dei consanguinei delle persone scomparse». Dal 2016, inoltre, vengono prelevati tutti i Dna dei detenuti nelle carceri italiane. «Ma soprattutto è importante che i casi non vengano catalogati come allontanamento volontario: ciò induce l' investigatore e il pubblico ministero a essere più morbidi nelle indagini», conclude La Scala, «Mentre l' immediatezza delle ricerche è fondamentale, le prime 48 ore sono determinanti. Altrimenti, cinghiali e animali selvatici fanno il resto».

Fonte: qui

martedì 15 maggio 2018

Volo MH370, gli inquirenti: "Pilota in missione suicida, fece cadere lʼaereo"

Svolta nellʼinchiesta sul Boeing 777 della Malaysia Airlines scomparso sullʼOceano Indiano lʼ8 marzo 2014 con 239 passeggeri

Il pilota del volo MH370, scomparso sull'Oceano Indiano l'8 marzo 2014 con 239 persone a bordo, "ha deliberatamente eluso i radar" e ha fatto precipitare l'aereo in una missione suicida che aveva da tempo pianificato. A sostenerlo è il team di inquirenti al lavoro sul mistero del Boeing 777 della Malaysia Airlines, i cui rottami sono stati invano cercati anche nelle profondità oceaniche.

Già nel 2016 dalle indagini era emersa l'ipotesi di un omicidio-suicidio di massa premeditato dal pilota. Un documento aveva rivelato infatti che il capitano, Ahmad Zaharie, un mese prima dell'incidente, aveva effettuato con un simulatore alcuni voli, tra cui uno con una rotta simile a quella che si ritiene abbia seguito il volo scomparso.


Fonte: qui


IL PILOTA DEL VOLO MH370 VOLEVA SUICIDARSI SOPRA AL SUO PAESE NATALE 

PER QUESTO, DOPO AVER FATTO SVENIRE I PASSEGGERI, L'AEREO FECE DUE MANOVRE APPARENTEMENTE IMMOTIVATE...(VIDEO)



zaharie amad shah 2ZAHARIE AMAD SHAH 
Flavio Pompetti per “il Messaggero”

Svolta a sorpresa nel giallo dell' aereo di linea MH370 scomparso l' 8 marzo di quattro anni fa, poco dopo essere decollato da Kuala Lumpur alla volta di Pechino con 227 passeggeri a bordo.

le immagini dell mh370LE IMMAGINI DELL MH370
Dopo anni di ricerche infruttuose e di indagini inconcludenti, la troupe del programma televisivo australiano 60 Minutes ha fatto una sua ricostruzione dell' accaduto, l' unica che sembra rispondere ai tanti interrogativi lasciati aperti dalla vicenda.
zaharie amad shah 1ZAHARIE AMAD SHAH 

E il risultato di questa inchiesta televisiva è sorprendente quanto raccapricciante: quando il Boeing 777 si è inabissato nelle acque del Pacifico quel giorno, tutti i passeggeri e i membri dell' equipaggio avevano perso conoscenza per effetto della improvvisa depressurizzazione della cabina.

Tutti tranne uno, il capitano Zaharie Ahmad Shah, l' uomo che aveva attivato la depressurizzazione e che stava guidando il velivolo sulla rotta del suo suicidio, incurante del numero di vittime innocenti che trascinava con sé.
la carcassa dell mh370LA CARCASSA DELL MH370

LE INDAGINI
La rete televisiva si è avvalsa della collaborazione dell' ex capo della sicurezza aeronautica australiana per giungere a questa conclusione, e a quelle di diversi altri esperti internazionali del settore.

il volo della malaysian airIL VOLO DELLA MALAYSIAN AIR
Una simile squadra di investigatori aveva dovuto gettare la spugna l' anno scorso dopo una serie di falsi allarmi che indicavano il ritrovamento dei resti dell' aereo. Il programma televisivo ha accettato di mostrare la sua versione dei fatti sulla base di alcune di quelle supposizioni.
volo mh370VOLO MH370

Zaharie sarebbe salito sull' apparecchio con la determinazione di ammazzarsi. L' ipotesi era stata ventilata durante le indagini a causa di problemi familiari, o come un gesto di vendetta dopo l' arresto del leader dell' opposizione in Malesia Anwar Ibrahim.

Nessun altra teoria se non quella della manipolazione della pressione potrebbe altrimenti giustificare perché nessuno dei passeggeri è riuscito a comunicare lo stato di allarme a bordo. Erano tutti svenuti e in stato di incoscienza.
Zaharie Ahmad Shah comandante del volo malaysia airlinesZAHARIE AHMAD SHAH COMANDANTE DEL VOLO MALAYSIA AIRLINES

DETTAGLI
Un altro dettaglio rafforza questa ricostruzione: dopo un' ora di volo, mentre l' aereo lasciava la costa malese, si è piegato sulla sinistra con due manovre immotivate, se non dal fatto che il finestrino del pilota poteva inquadrare la stessa immagine del paese natale di Zaharie: il villaggio di Penang.
la round island nell oceano indianoLA ROUND ISLAND NELL OCEANO INDIANO

Quello che in un primo momento era stato interpretato come un segnale di avaria, potrebbe essere stato l' ultimo addio del pilota suicida alla sua terra.

Uno dei misteri che ha assillato gli investigatori per anni è la scomparsa del velivolo dai radar, e la mancanza di dati comunicati dai trasponder.
rottame la reunionROTTAME LA REUNION

Anche questo particolare ha ora una sua possibile spiegazione. Zaharie era un pilota esperto con 20.000 ore di volo alle spalle, e un simulatore casalingo con il quale si esercitava.

Avrebbe cavalcato ad arte la linea di confine tra un Paese e l' altro dopo aver disattivato i trasponder, così come si può vedere che ha fatto volando tra la Malesia e la Thailandia.
Il volo MH370 della MalaysiaIL VOLO MH370 DELLA MALAYSIA

Una tecnica che permette di apparire a tratti alterni sui radar dei due Paesi, senza mai allarmare i radaristi.

Con questi strumenti di simulazione Zaharie avrebbe portato a termine la missione, prima di inabissarsi nelle acque del Pacifico, che non hanno mai restituito pezzi dell' aereo, e nemmeno i resti delle persone a bordo.

Fonte: qui

giovedì 22 marzo 2018

UN INGEGNERE AUSTRALIANO SOSTIENE DI AVER RINTRACCIATO IL RELITTO DELLA MALAYSIA AIRLINES USANDO GOOGLE EARTH: SI TROVA A 22KM DA MAURITIUS IN UNA ZONA INESPLORATA DELL'OCEANO INDIANO

MA C'È DI PIÙ: LA FUSOLIERA SAREBBE CRIVELLATA DA COLPI DI PROIETTILE E LE AUTORITÀ AMERICANE SI RIFIUTANO DI COLLABORARE AL SUO RECUPERO...
TRUST PAUL GETTY 
DAGONEWS 
le immagini dell mh370LE IMMAGINI DELL MH370

Un ingegnere australiano sostiene di avere ritrovato la carcassa dell’aereo della Malaysia Airlines MH370 utilizzando Google Earth.

Peter McMahon ha studiato numerosi casi d’incidenti aerei e dice di avere utilizzato il software terrestre di Google per localizzare il rottame del velivolo scomparso nel 2014, come racconta il Daily Star.

Secondo lui, l’aereo sarebbe situato 16km a sud della Round Island, un'isola disabitata 22,5 km a nord di Mauritius, in una zona dell’oceano che finora non era mai stata esplorata, affermando inoltre che gli ufficiali americani si sarebbero rifiutati di perlustrare l’area.

la carcassa dell mh370LA CARCASSA DELL MH370
Dopo la scomparsa dell'aereo sono stati inviati quattro investigatori americani in Australia per seguire il caso dell’MH370 ma McMahon è convinto che abbiano tenuto nascoste alcune informazioni cruciali:

“Si sono assicurati di rendere tutte le informazioni raccolte inaccessibili al pubblico, anche dal governo australiano." Ma perché?

“Non vogliono che venga ritrovato perché è pieno di fori di proiettili, e si dovrebbe aprire un’ulteriore inchiesta.”

la round island nell oceano indianoLA ROUND ISLAND NELL OCEANO INDIANO
McMahon avrebbe infatti asserito che la fusoliera sia crivellata di proiettili mostrando alcune immagini dove si vedrebbero sulla superficie del mare i contorni di un relitto aereo e quella che sembrerebbe essere la sua parte anteriore.

Dopo aver mandato le informazioni da lui raccolte al ministero dei trasporti e della sicurezza austrialiani, le autorità non sono riuscite a escludere del tutto l’ipotesi che si trattasse proprio dell’aereo mancante.

La teoria prevalente sulla posiziome dell’MH370 è che sia precipitato circa sei ore dopo il suo decollo nell’Oceano Indiano. Le immagini del radar hanno dimostrato che ci fu un netto cambio di rotta appena 60 minuti dopo il decollo prima che l’aereo sparisse del tutto dai localizzatori.

il volo della malaysian airIL VOLO DELLA MALAYSIAN AIR
Il volo aveva a bordo con sé 239 passeggeri oltre all’equipaggio. Fonte: qui
volo mh370VOLO MH370

mercoledì 14 marzo 2018

E' MORTO STEPHEN HAWKING. L’ASTROFISICO COLPITO DALLA SCLEROSI DEL SISTEMA NERVOSO CHE SPERAVA DI SCOPRIRE "LA COMPRENSIONE TOTALE DELL’UNIVERSO”

NON EBBE MAI IL NOBEL PER LA FISICA


hawking3HAWKING
Stephen William Hawking è stato uno dei fisici più originali e creativi degli ultimi decenni, noto soprattutto per i suoi tentativi di unificare la relatività generale con la teoria quantistica e per i contributi alla cosmologia relativistica. La maggior parte del lavoro scientifico di Hawking ha riguardato la natura dei buchi neri e i suoi studi sulla relatività generale avvalorano la teoria che l’Universo ha avuto origine poco meno di 14 miliardi di anni fa da un’immane esplosione, il Big Bang.

Grazie alle sue straordinarie capacità divulgative, nelle conferenze e nei suoi numerosi libri è riuscito a spiegare in maniera semplice e comprensibile concetti molto astrusi e di estrema complessità, come i buchi neri, il Big Bang e la curvatura dello spazio, e per questo è anche uno degli scienziati più noti ai «non addetti ai lavori».  

Tra i suoi libri più famosi basti ricordare Dal Big Bang ai buchi neri, 1988; Buchi neri e universi neonati, 1993; The Nature of Space and Time, 1996; La teoria del tutto. Origine e destino dell’universo, 2004; La grande storia del tempo, 2005. I suoi studi universitari si svolsero prima a Oxford e poi a Cambridge, dove, ottenuto il dottorato, vi rimase come ricercatore, diventando nel 1979 Lucasian Professor of Mathematics, posizione occupata nel passato da famosi scienziati che hanno lasciato il loro nome nella storia della scienza, come Isaac Newton e Isaac Barrow. 
hawkingHAWKING

Hawking dall’età di 17 anni era affetto da un gravissimo handicap della parola e dei movimenti, dovuto a una malattia incurabile del sistema nervoso, la sclerosi amiotrofica laterale, una rara malattia che distrugge le cellule nervose e che provoca la paralisi progressiva dei muscoli motori volontari.

Una patologia che costringeva un cervello fuori dal comune in un corpo che gli impediva di comunicare in maniera efficace con il mondo esterno. Ha infatti trascorso buona parte della sua vita su una sedia a rotelle e riusciva a parlare con un sofisticatissimo sintetizzatore vocale, che gli permetteva di comunicare con il mondo esterno, sia pure con notevole lentezza. 

Stephen Hawking, come accennato, ha concentrato i suoi studi principalmente sulla natura della gravità e sul tentativo di unificare questa forza con le altre tre forze fondamentali dell’Universo (la forza elettromagnetica, la forza nucleare forte e la forza nucleare debole), uno sforzo in cui anche Einstein fallì. Una teoria originale, e forse la più famosa, che Hawking propose nel 1974, riguarda la cosiddetta «evaporazione dei buchi neri», che rappresenta la prima e completa teoria che cerca di integrare la meccanica quantistica con la relatività. In sintesi, Hawking ha ipotizzato che i buchi neri, diversamente da quanto si pensasse sino ad allora, emettono energia la cui temperatura è inversamente proporzionale alla loro massa. 
hawking6HAWKING

Questa teoria si basa sulla meccanica quantistica, secondo cui lo spazio non è mai completamente vuoto, bensì interessato da «fluttuazioni quantistiche». Da queste fluttuazioni del vuoto, per frazioni infinitesimali di secondo, emergono delle coppie formate da una particella e dalla relativa antiparticella che «prendono a prestito» dell’energia per poi incontrarsi e annichilirsi, restituendo l’energia assorbita in precedenza.

hawking 5HAWKING 
Nelle vicinanze «dell’orizzonte degli eventi» di un buco nero, cioè la superficie che circonda questi oggetti collassati dove la velocità di fuga è uguale a quella della luce, può accadere che, a causa della intensissima forza di gravità, una delle particelle venga risucchiata dal buco nero prima di annichilirsi, mentre l’altra particella potrebbe incontrarsi con una particella esterna all’orizzonte degli eventi, dando luogo a un’emissione di energia sotto forma di raggi X o raggi gamma, la cosiddetta «radiazione di Hawking».

Tale emissione, secondo Hawking, sarebbe responsabile di una perdita di massa continua da parte del buco nero, per cui questo si ridurrebbe molto lentamente fino a scomparire del tutto. L’originalità di questa concezione potrebbe essere definita rivoluzionaria, si pensi infatti che, in precedenza, si pensava che i buchi neri fossero come dei pozzi senza fondo, che fagocitavano materia senza lasciar sfuggire nulla dalla loro superficie, neppure la luce.
hawking mandelaHAWKING MANDELA

Per i suoi contributi nel campo dell’astrofisica Stephen Hawking ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui i principali sono la Medaglia Eddington (1975), la Medaglia Albert Einstein (1979), la Medaglia d’oro della Royal Astronomical Society (1985), la Medaglia Pio XI dell’Accademia Pontificia delle Scienze (1975) e la Medaglia Paul Dirac (1987), ma non il premio Nobel per la Fisica.

Fonte: qui

mercoledì 3 gennaio 2018

E' MORTO A 81 ANNI IL GIUDICE FERDINANDO IMPOSIMATO

FU GIUDICE ISTRUTTORE DI ALCUNI TRA I PIÙ IMPORTANTI PROCESSI DI TERRORISMO, COME QUELLO PER IL CASO MORO E QUELLO PER L'ATTENTATO AL PAPA 

NEL 2013 IL MOVIMENTO CINQUESTELLE LO AVEVA INDICATO, ASSIEME AD ALTRI NOMI, PER L'ELEZIONE A PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

(ANSA) - E' morto stamattina al Policlinico Gemelli di Roma Ferdinando Imposimato. Era nato a Maddaloni (Caserta) il 9 aprile 1936. Magistrato, fu giudice istruttore di alcuni tra i più importanti processi di terrorismo, come quello per il caso Moro e quello per l'attentato al Papa. Nel 1987 venne eletto al Senato come indipendente di sinistra nelle liste del Pci, nel 1992 fu eletto Camera e poi nel 1994 nuovamente al Senato. Nel 2013 il Movimento Cinquestelle lo aveva indicato, assieme ad altri nomi, per l'elezione a Presidente della Repubblica.

mercoledì 6 dicembre 2017

ARGENTINA: “I 44 A BORDO DEL SOTTOMARINO SONO TUTTI MORTI'

LA PRIMA AMMISSIONE DEL GOVERNO ARGENTINO, IL MINISTRO DELLA DIFESA: ”NON CI SONO CONDIZIONI PERCHÉ SIANO IN VITA”  

(ANSA) - Il governo argentino ha ammesso, per la prima volta, che i 44 membri a bordo dell'Ara San Juan - il sottomarino sparito 20 giorni fa - sono morti. Il ministro della Difesa, Oscar Aguad ha detto in tv che la missione 'search and rescue', chiusa giovedì scorso, "si apre quando ci sono dispersi in mare e si conclude quando sono salvati o non ci sono più le condizioni perché siano in vita.

Secondo la Marina le condizioni ambientali e il tempo trascorso sono incompatibili con l'esistenza della vita umana". 'Quindi sono tutti morti?' gli è stato chiesto: "Esattamente" ha riposto il ministro.

Fonte: qui

ARA SAN JUAN SOTTOMARINOARA SAN JUAN SOTTOMARINO

domenica 3 dicembre 2017

Beppe Grillo comunica la notizia della morte di Salvo Mandarà: "Lottava da tempo con la leucemia"

È morto Salvo Mandarà, l'operatore dello Tsunami Tour di Beppe Grillo, che aveva a lungo collaborato anche con la web tv del Movimento, La Cosa. A darne annuncio è stato lo stesso Grillo tramite un post su Facebook:
Se ne è andato Salvo Mandarà.
Lottava da tempo contro la leucemia.
Salvo viaggiò con noi in camper nel 2013 durante tutto lo Tsunami Tour facendo le dirette da tutti i palchi d'Italia con un semplice smartphone. Le dirette che fece in quei 40 giorni furono seguite da milioni di persone. Gli dicevo sempre che quando si metteva il cappuccio per ripararsi dal freddo somigliava a Igor, lo straordinario personaggio di Frankenstein Junior. Lui rideva come un matto e diceva "Lupo ululà e castello ululì." Che tempi, che ricordi!
Salvo poi giustamente seguì la sua strada, ma l'affetto che ci legava è sempre rimasto intatto.
Ciao Salvo e grazie di tutto.
Con affetto,
Beppe
Fonte: qui 

P.S. Ciao Salvo. R.I.P.
Adolfo Bottiglione

mercoledì 29 novembre 2017

“FORSE È IMPLOSO” - PER LA MARINA ARGENTINA IL SOTTOMARINO SCOMPARSO AVREBBE AVUTO UN CORTO CIRCUITO DOPO CHE L’ACQUA DI MARE E’ FINITA NEL SISTEMA DI VENTILAZIONE

SONO PASSATI PIU’ DI 10 GIORNI E ORMAI SEMBRA IMPOSSIBILE TROVARE IN VITA I 44 MEMBRI DELL’EQUIPAGGIO 

ECCO L’ULTIMO MESSAGGIO DEL COMANDANTE

Raffaella Cagnazzo per Corriere.it

L ultimo messaggio inviato dall Ara San JuanL ULTIMO MESSAGGIO INVIATO DALL ARA SAN JUAN
Acqua di mare nel sistema di ventilazione e un cortocircuito in conseguenza: sarebbe questo, un problema elettrico, ad aver compromesso il funzionamento dell’ARA San Juan, il sottomarino argentino scomparso dal 15 novembre nell’Atlantico meridionale. È il canale A24 Vivo a rivelare la notizia, poi confermata dal portavoce della Marina militare argentina, Enrique Balbi.

L’acqua marina sarebbe entrata nello snorkel del sottomarino, il sistema di ventilazione che emerge in superficie per consentire la ricarica delle batterie in immersione, e avrebbe causato un cortocircuito. Il messaggio, ha svelato la tv argentina, è stato ricevuto da una radiofrequenza alle 8.52 del 15 novembre, firmato dal comandante della flotta sottomarina e diretto al capo di addestramento.

ARA SAN JUAN SOTTOMARINOARA SAN JUAN SOTTOMARINO
Un’ora e 22 minuti dopo l’ultima comunicazione ufficiale del sottomarino, avvenuta alle 7.30 di quel giorno. Il portavoce della Marina ha poi spiegato che il cortocircuito avrebbe causato un incendio: «Un incendio o del fumo senza fiamme che ha consumato ossigeno.

Forse si può parlare di una implosione». Balbi ha spiegato che il comandante aveva spiegato tramite telefono satellitare che il problema era stato circoscritto: «Dovevano isolare le batterie e continuare a navigare sott’acqua fino a Mar del Plata usando un altro circuito di batterie».

sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO
Ma qualcosa è andato storto. Per cercare il sottomarino, partito dal porto di Ushuaia in direzione di Mar del Plata, è salpata la nave norvegese Sophie Siem con a bordo il mini sottomarino statunitense che potrebbe essere in grado di ritrovare quelli che ormai si ritiene siano i resti dell’Ara San Juan: il mini sottomarino americano è teleguidato, può immergersi fino a 600 metri ed è in grado di trasportare 16 persone oltre ai due operatori. Anche se sono ormai perse le speranze di trovare in vita i 44 membri dell’equipaggio.

Fonte: qui

venerdì 24 novembre 2017

SOTTOMARINO SCOMPARSO: ‘C’È STATA UN’ESPLOSIONE’

LA MARINA MILITARE ANNUNCIA CHE IL RUMORE REGISTRATO MERCOLEDÌ SCORSO DALLA ZONA DOVE SI TROVAVA L’ARA SAN JUAN ERA UN ‘EVENTO ANOMALO, BREVE, VIOLENTO E NON NUCLEARE’ 

I PARENTI DEI 44 A BORDO, ALLA NOTIZIA, SONO USCITI DALLA STANZA PIANGENDO E ABBRACCIANDOSI…
1 - ARGENTINA: CI FU ESPLOSIONE NEL SOTTOMARINO SCOMPARSO
(ANSA) - Il rumore rilevato mercoledì scorso dalla zona dove si trovava l'Ara San Juan, il sottomarino argentino scomparso da quel giorno nell'Atlantico del sud, è stata "un'esplosione". Lo ha annunciato il portavoce della Marina militare, Enrique Balbi.

Ieri, Balbi aveva parlato di "un nuovo indizio" nella ricerca del San Juan, una "anomalia idro-acustica, un rumore" rilevato lo scorso 15 novembre, intorno alle 11 del mattino (le 15 in Italia), circa 30 miglia a nord dal punto dal quale il San Juan si era messo in contatto per ultima volta con il comando della Marina, quattro ore prima.

L'analisi di questo rumore, ha precisato oggi il portavoce militare, ha permesso di stabilire che si trattava di "un evento anomalo, singolare, breve, violento e non nucleare", cioè "una esplosione". Poco prima della conferenza stampa di Balbi a Buenos Aires, questa informazione è stata data ai famigliari dell'equipaggio del San Juan, riuniti nella base navale di Mar del Plata, che sono usciti dalla struttura in lacrime e abbracciandosi.

sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO
2 - SOTTOMARINO SCOMPARSO, SPERANZA APPESA A UN FILO

Le speranze non le hanno ancora perse. Però è chiaro a tutti, ormai, che la fase delle ricerche è diventata "critica". Il portavoce della Marina argentina, Enrique Balbi, è stato categorico. A nove giorni dalla scomparsa del sottomarino ARA San Juan, sparito nel nulla nel Sud Atlantico, Balbi ha descritto così la situazione di quella che in una manciata di giorni ha assunto i contorni di una disperata corsa contro il tempo per portare in salvo i 44 membri dell'equipaggio. I marinai potrebbero essere intrappolati sul fondo dell'Oceano. O forse, nella più drammatica delle ipotesi, potrebbero già essere morti.
sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO

Bisogna fare presto, vanno ripetendo gli esperti, perché l'ossigeno all'interno del San Juan potrebbe già essere finito da un pezzo. Se così fosse, il destino dei marinai sarebbe già segnato, a meno che non siano stati in grado di raccogliere nuove riserve d'aria in superficie. Difficile fare pronostici o azzardare congetture.

Le autorità non sanno ancora dire se il sottomarino si trovi in superficie o se, secondo la tesi più accreditata, sia affondato. L'unica certezza è che le ricerche in mare non hanno ancora prodotto esiti positivi nonostante siano 13 i Paesi impegnati nella ricerca. Oltre all'Argentina, hanno unito le forze Germania, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Spagna, Stati Uniti, Francia, Norvegia, Perù, Gran Bretagna e Uruguay. E ieri si è aggiunta anche la Russia.
sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO

Ma mentre le ipotesi si accavallano, il tempo stringe. "Se il San Juan è affondato ma è ancora intatto, avrà circa una settimana o 10 giorni di ossigeno" ha detto qualche giorno fa alla 'Cnn' Peter Layton, visiting professor della Griffith University. Ma non tutti la pensano come lui. Secondo quanto riferito dal capitano e comandante della Marina spagnola, Alejandro Cuerda Lorenzo, ci sarebbe ancora tempo per salvare la vita dei marinai, appesa ormai a un filo sottilissimo. Quattro giorni, per la precisione.

"I marinai potrebbero sopravvivere fino al 28 novembre" ha spiegato il comandante ai microfoni di 'Herrera En Cope', sottolineando che, secondo i calcoli della Marina argentina, le scorte di ossigeno del San Juan avrebbero raggiunto il loro limite ieri, dando così all'equipaggio ancora cinque giorni 'extra' di aria.

sottomarino argentinoSOTTOMARINO ARGENTINO
Intanto alla base navale di Mar del Plata, dove era atteso il sottomarino, sono ospitati un centinaio di parenti dei 44 marinai. Tra loro, molti cercano di tenere alto il morale. Pregano insieme, si fanno forza, mentre fuori, in pieno oceano, decine di navi provenienti da tutto il mondo continuano a setacciare i fondali marini, muovendosi nel buio degli abissi. Tra i parenti che continuano a scrutare l'orizzonte, aspettando fiduciosi di veder spuntare il profilo del San Juan, c'è anche chi non riesce a contenere la rabbia.

Come Federico Ibañez, tra i tanti famigliari in attesa del lieto fine per quella che rischia di trasformarsi in una delle vicende più tragiche per l'Argentina. Suo fratello Christian è un tecnico e sul San Juan si occupa dei radar. "Ho chiesto spiegazioni alla Marina argentina - ha detto alla 'Cnn' il 34enne -. Perché continua a dire che il sottomarino potrebbe trovarsi in superficie? E perché i soccorritori hanno impiegato così tanto tempo prima di cominciare a setacciare il fondo dell'oceano?".


eliana krawczyk del sottomarino argentinoELIANA KRAWCZYK DEL SOTTOMARINO ARGENTINO
Gli altri parenti, ha spiegato il giovane, sono fiduciosi. Si abbracciano e pregano all'interno di una grande stanza dove ci sono i letti a castello. Tutti si aspettano il miracolo. Ma lui la pensa diversamente. "Continuano a sperare, tutti aspettano, ma cosa aspettano? - ha aggiunto -. Io penso che la Marina sbagli ad affermare che il sottomarino potrebbe trovarsi in superficie. E' una mancanza di rispetto". Se il San Juan fosse stato davvero in superficie, lamenta il ragazzo, a quest'ora l'avrebbero già trovato. "Se avessero iniziato prima a cercare in fondo all'oceano - ha concluso - forse le cose sarebbero andate diversamente".

Ieri, nella complicata vicenda dell'ARA San Juan, si è aggiunto un nuovo indizio. Dopo l'ultima comunicazione tra la Marina militare argentina e il sottomarino è stata percepita un'"anomalia idro-acustica" in un'area che coincide con la rotta che avrebbe dovuto seguire il sommergibile. Come ha spiegato Balbi, si tratta di uno strano rumore avvertito una settimana fa, il 15 novembre, attorno alle 11 del mattino, in una zona poco distante dal punto nel quale si trovava il sottomarino, e circa tre ore dopo l'ultima comunicazione con il comandante del San Juan.

Fonte: qui