9 dicembre forconi: sommergibile
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mercoledì 29 novembre 2017

“FORSE È IMPLOSO” - PER LA MARINA ARGENTINA IL SOTTOMARINO SCOMPARSO AVREBBE AVUTO UN CORTO CIRCUITO DOPO CHE L’ACQUA DI MARE E’ FINITA NEL SISTEMA DI VENTILAZIONE

SONO PASSATI PIU’ DI 10 GIORNI E ORMAI SEMBRA IMPOSSIBILE TROVARE IN VITA I 44 MEMBRI DELL’EQUIPAGGIO 

ECCO L’ULTIMO MESSAGGIO DEL COMANDANTE

Raffaella Cagnazzo per Corriere.it

L ultimo messaggio inviato dall Ara San JuanL ULTIMO MESSAGGIO INVIATO DALL ARA SAN JUAN
Acqua di mare nel sistema di ventilazione e un cortocircuito in conseguenza: sarebbe questo, un problema elettrico, ad aver compromesso il funzionamento dell’ARA San Juan, il sottomarino argentino scomparso dal 15 novembre nell’Atlantico meridionale. È il canale A24 Vivo a rivelare la notizia, poi confermata dal portavoce della Marina militare argentina, Enrique Balbi.

L’acqua marina sarebbe entrata nello snorkel del sottomarino, il sistema di ventilazione che emerge in superficie per consentire la ricarica delle batterie in immersione, e avrebbe causato un cortocircuito. Il messaggio, ha svelato la tv argentina, è stato ricevuto da una radiofrequenza alle 8.52 del 15 novembre, firmato dal comandante della flotta sottomarina e diretto al capo di addestramento.

ARA SAN JUAN SOTTOMARINOARA SAN JUAN SOTTOMARINO
Un’ora e 22 minuti dopo l’ultima comunicazione ufficiale del sottomarino, avvenuta alle 7.30 di quel giorno. Il portavoce della Marina ha poi spiegato che il cortocircuito avrebbe causato un incendio: «Un incendio o del fumo senza fiamme che ha consumato ossigeno.

Forse si può parlare di una implosione». Balbi ha spiegato che il comandante aveva spiegato tramite telefono satellitare che il problema era stato circoscritto: «Dovevano isolare le batterie e continuare a navigare sott’acqua fino a Mar del Plata usando un altro circuito di batterie».

sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO
Ma qualcosa è andato storto. Per cercare il sottomarino, partito dal porto di Ushuaia in direzione di Mar del Plata, è salpata la nave norvegese Sophie Siem con a bordo il mini sottomarino statunitense che potrebbe essere in grado di ritrovare quelli che ormai si ritiene siano i resti dell’Ara San Juan: il mini sottomarino americano è teleguidato, può immergersi fino a 600 metri ed è in grado di trasportare 16 persone oltre ai due operatori. Anche se sono ormai perse le speranze di trovare in vita i 44 membri dell’equipaggio.

Fonte: qui

venerdì 24 novembre 2017

SOTTOMARINO SCOMPARSO: ‘C’È STATA UN’ESPLOSIONE’

LA MARINA MILITARE ANNUNCIA CHE IL RUMORE REGISTRATO MERCOLEDÌ SCORSO DALLA ZONA DOVE SI TROVAVA L’ARA SAN JUAN ERA UN ‘EVENTO ANOMALO, BREVE, VIOLENTO E NON NUCLEARE’ 

I PARENTI DEI 44 A BORDO, ALLA NOTIZIA, SONO USCITI DALLA STANZA PIANGENDO E ABBRACCIANDOSI…
1 - ARGENTINA: CI FU ESPLOSIONE NEL SOTTOMARINO SCOMPARSO
(ANSA) - Il rumore rilevato mercoledì scorso dalla zona dove si trovava l'Ara San Juan, il sottomarino argentino scomparso da quel giorno nell'Atlantico del sud, è stata "un'esplosione". Lo ha annunciato il portavoce della Marina militare, Enrique Balbi.

Ieri, Balbi aveva parlato di "un nuovo indizio" nella ricerca del San Juan, una "anomalia idro-acustica, un rumore" rilevato lo scorso 15 novembre, intorno alle 11 del mattino (le 15 in Italia), circa 30 miglia a nord dal punto dal quale il San Juan si era messo in contatto per ultima volta con il comando della Marina, quattro ore prima.

L'analisi di questo rumore, ha precisato oggi il portavoce militare, ha permesso di stabilire che si trattava di "un evento anomalo, singolare, breve, violento e non nucleare", cioè "una esplosione". Poco prima della conferenza stampa di Balbi a Buenos Aires, questa informazione è stata data ai famigliari dell'equipaggio del San Juan, riuniti nella base navale di Mar del Plata, che sono usciti dalla struttura in lacrime e abbracciandosi.

sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO
2 - SOTTOMARINO SCOMPARSO, SPERANZA APPESA A UN FILO

Le speranze non le hanno ancora perse. Però è chiaro a tutti, ormai, che la fase delle ricerche è diventata "critica". Il portavoce della Marina argentina, Enrique Balbi, è stato categorico. A nove giorni dalla scomparsa del sottomarino ARA San Juan, sparito nel nulla nel Sud Atlantico, Balbi ha descritto così la situazione di quella che in una manciata di giorni ha assunto i contorni di una disperata corsa contro il tempo per portare in salvo i 44 membri dell'equipaggio. I marinai potrebbero essere intrappolati sul fondo dell'Oceano. O forse, nella più drammatica delle ipotesi, potrebbero già essere morti.
sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO

Bisogna fare presto, vanno ripetendo gli esperti, perché l'ossigeno all'interno del San Juan potrebbe già essere finito da un pezzo. Se così fosse, il destino dei marinai sarebbe già segnato, a meno che non siano stati in grado di raccogliere nuove riserve d'aria in superficie. Difficile fare pronostici o azzardare congetture.

Le autorità non sanno ancora dire se il sottomarino si trovi in superficie o se, secondo la tesi più accreditata, sia affondato. L'unica certezza è che le ricerche in mare non hanno ancora prodotto esiti positivi nonostante siano 13 i Paesi impegnati nella ricerca. Oltre all'Argentina, hanno unito le forze Germania, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Spagna, Stati Uniti, Francia, Norvegia, Perù, Gran Bretagna e Uruguay. E ieri si è aggiunta anche la Russia.
sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO

Ma mentre le ipotesi si accavallano, il tempo stringe. "Se il San Juan è affondato ma è ancora intatto, avrà circa una settimana o 10 giorni di ossigeno" ha detto qualche giorno fa alla 'Cnn' Peter Layton, visiting professor della Griffith University. Ma non tutti la pensano come lui. Secondo quanto riferito dal capitano e comandante della Marina spagnola, Alejandro Cuerda Lorenzo, ci sarebbe ancora tempo per salvare la vita dei marinai, appesa ormai a un filo sottilissimo. Quattro giorni, per la precisione.

"I marinai potrebbero sopravvivere fino al 28 novembre" ha spiegato il comandante ai microfoni di 'Herrera En Cope', sottolineando che, secondo i calcoli della Marina argentina, le scorte di ossigeno del San Juan avrebbero raggiunto il loro limite ieri, dando così all'equipaggio ancora cinque giorni 'extra' di aria.

sottomarino argentinoSOTTOMARINO ARGENTINO
Intanto alla base navale di Mar del Plata, dove era atteso il sottomarino, sono ospitati un centinaio di parenti dei 44 marinai. Tra loro, molti cercano di tenere alto il morale. Pregano insieme, si fanno forza, mentre fuori, in pieno oceano, decine di navi provenienti da tutto il mondo continuano a setacciare i fondali marini, muovendosi nel buio degli abissi. Tra i parenti che continuano a scrutare l'orizzonte, aspettando fiduciosi di veder spuntare il profilo del San Juan, c'è anche chi non riesce a contenere la rabbia.

Come Federico Ibañez, tra i tanti famigliari in attesa del lieto fine per quella che rischia di trasformarsi in una delle vicende più tragiche per l'Argentina. Suo fratello Christian è un tecnico e sul San Juan si occupa dei radar. "Ho chiesto spiegazioni alla Marina argentina - ha detto alla 'Cnn' il 34enne -. Perché continua a dire che il sottomarino potrebbe trovarsi in superficie? E perché i soccorritori hanno impiegato così tanto tempo prima di cominciare a setacciare il fondo dell'oceano?".


eliana krawczyk del sottomarino argentinoELIANA KRAWCZYK DEL SOTTOMARINO ARGENTINO
Gli altri parenti, ha spiegato il giovane, sono fiduciosi. Si abbracciano e pregano all'interno di una grande stanza dove ci sono i letti a castello. Tutti si aspettano il miracolo. Ma lui la pensa diversamente. "Continuano a sperare, tutti aspettano, ma cosa aspettano? - ha aggiunto -. Io penso che la Marina sbagli ad affermare che il sottomarino potrebbe trovarsi in superficie. E' una mancanza di rispetto". Se il San Juan fosse stato davvero in superficie, lamenta il ragazzo, a quest'ora l'avrebbero già trovato. "Se avessero iniziato prima a cercare in fondo all'oceano - ha concluso - forse le cose sarebbero andate diversamente".

Ieri, nella complicata vicenda dell'ARA San Juan, si è aggiunto un nuovo indizio. Dopo l'ultima comunicazione tra la Marina militare argentina e il sottomarino è stata percepita un'"anomalia idro-acustica" in un'area che coincide con la rotta che avrebbe dovuto seguire il sommergibile. Come ha spiegato Balbi, si tratta di uno strano rumore avvertito una settimana fa, il 15 novembre, attorno alle 11 del mattino, in una zona poco distante dal punto nel quale si trovava il sottomarino, e circa tre ore dopo l'ultima comunicazione con il comandante del San Juan.

Fonte: qui

mercoledì 22 novembre 2017

“L’OSSIGENO POTREBBE ESSERE FINITO”

SALE LA PAURA IN ARGENTINA PER IL SOTTOMARINO “ARA SAN JUAN”, SPARITO SENZA LASCIARE TRACCIA DA UNA SETTIMANA 

SONO STATI MOBILITATI CENTINAIA I MARINAI, PILOTI E VOLONTARI E A SUPPORTO SONO ARRIVATE NAVI DA MEZZO MONDO: MA SI STA CERCANDO UNO SCAFO DI 40 METRI IN UN'AREA GRANDE COME L'ITALIA...

Rocco Cotroneo per il “Corriere della Sera”
sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO

Falsi allarmi, segnali nell'etere e nei sonar che non sono mai esistiti mettono a dura prova i nervi dei familiari. Si fanno ipotesi e scenari di ogni tipo. «Possono resistere ancora molti giorni», «No, sta finendo l' ossigeno». L' unica certezza finora è che il sottomarino ARA San Juan non si trova, non ha lasciato alcuna traccia reale da quando è sparito ed è quasi passata una settimana.

Un mistero assoluto. L'Argentina prega, a partire dal suo cittadino più illustre in Vaticano. E sono centinaia i marinai, piloti e volontari che si stanno dedicando attivamente alla ricerca. Decine di navi e aerei sono giunti da tutto il Sudamerica, insieme ai mezzi più sofisticati in dotazione alla marina Usa e a quella britannica, i vicini-nemici che controllano le isole Falkland, scenario dell' ultima guerra in questi mari gelidi. Come per i famosi 33 minatori cileni nel 2010, poi tutti salvati dalla tecnologia, la sorte dei 44 marinai tiene con il fiato sospeso l'Argentina.
sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO

Notizie ufficiali e «fake» si alternano sui social network, i media corrono in cerca di opinioni di tecnici, militari e persino psicologi, per spiegare come si può resistere in una situazione così estrema in fondo all'oceano, o per dare un sostegno ai familiari. Poiché la Marina non ha mai diffuso la lista ufficiale dell' equipaggio, le storie personali di alcuni dei 44 sono emerse spontaneamente per iniziativa di parenti e amici.

Molti di loro sono a Mar del Plata, la base della marina militare dove il sottomarino sarebbe dovuto arrivare nel suo viaggio dalla Terra del Fuoco. Attendono notizie, sperano e pregano. Qualcuno passa molte ore sulla spiaggia, scrutando l'orizzonte, sperando che l'occhio arrivi laddove la tecnologia non riesce.

sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO
Vero che i marinai di un sottomarino, proprio come i minatori, sono abituati a situazione estreme, ma se fosse confermata l'indicazione che lo scafo ha soltanto sette giorni di scorte di ossigeno - e ne sono passati sei dall'ultimo segnale arrivato a terra - la sensazione di essere prossimi all'epilogo più tragico è inevitabile.

«Sette giorni se l'ARA San Juan non fosse mai riuscito ad emergere in superficie, per ricaricare l'ossigeno - specificano alla Marina - ma anche su questo non vi è alcuna certezza». Dopo i falsi segnali radio e gli impulsi sonar, ieri è stata la volta dell'avvistamento di presunti bagliori di razzi di emergenza. Anche in questo caso, è stato prontamente smentito che si tratti di tracce del San Juan.

sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO
L'unica buona notizia delle ultime ore è il miglioramento del tempo. Finora venti forti e onde alte fino a otto metri nell' Atlantico dei sud hanno reso quasi inutile il lavoro di scandaglio del fondo dell'oceano in cerca di tracce dello scafo, unica cosa che resta da fare una volta stabilito che segnali radio non ne sono arrivati. Se l'ARA San Juan fosse a galla, difatti, avrebbe potuto comunicare.

Strano anche che non sia riuscito in alcun momento, nemmeno all'inizio dell' avaria, a sganciare le cosiddette Epirb, boe di emergenza che trasmettono sos con triangolazioni satellitari. Si tratta di dispositivi con lunga autonomia e che non dipendono da un eventuale black out totale del sottomarino.

sottomarino argentinoSOTTOMARINO ARGENTINO
«Se troviamo lo scafo e sono ancora vivi, li tiriamo fuori tutti senza problemi», assicurano i tecnici americani che hanno fatto arrivare ieri una capsula di salvataggio la quale, attaccata a una nave appoggio, sarebbe in grado di evacuare i marinai del San Juan a sedici alla volta, a patto che la profondità non superi i 200 metri. Il problema appunto è trovare un oggetto lungo una quarantina di metri in un'area di ricerca delle dimensioni della penisola italiana. Tenendo conto che i sottomarini sono concepiti proprio per non essere facilmente trovati da altri mezzi.

Fonte: qui


lunedì 20 novembre 2017

ARGENTINA: MISTERO SULLE SETTE TELEFONATE SATELLITARI FATTE DAL SOMMERGIBILE SCOMPARSO

A BORDO LE 44 PERSONE (TRA CUI UNA DONNA) HANNO CIBO ED OSSIGENO LIMITATI 

ERA IN MISSIONE CONTRO LA PESCA ABUSIVA, E’ A 300 METRI DI PROFONDITA' E L'AREA DI RICERCA IMMENSA


Daniele Mastrogiacomo per la Repubblica

sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO
Lampi di speranza e improvvisi momenti di angoscia. L' Argentina sta vivendo ore drammatiche, con gli animi scossi da ondate di emozioni contrastanti. È una corsa contro il tempo. La sorte dei 44 marinai del San Juan, il sottomarino scomparso da giovedì, è appesa ad un filo. Il ministro della Difesa, Oscar Aguad, aveva annunciato nella notte una notizia incoraggiante: le antenne puntate sull' Atlantico del sud avevano captato sette tentativi di contatti che potevano essere stati spediti da bordo dell' unità in avaria. Le chiamate, secondo quanto ha twittato lo stesso Aguad, sono state di 4 e 36 secondi e sono state captate tra le 10,30 e le 15,42 di sabato da diverse stazioni delle Forze Armate».

sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO
Un sospiro di sollievo. Il San Juan, con il suo carico umano a bordo, poteva essere individuato e tratto in salvo. Ma all' entusiasmo iniziale è subentrata una prudenza che ha finito per gettare di nuovo nello sconforto parenti e gente comune che sta affollando la base navale del Mar del Plata. Non si può dire con certezza che siano stati lanciati dal sottomarino.

E anche se fosse stato il sottomarino, le autorità hanno aggiunto in serata che i segnali lanciati non sono comunque sufficienti per risalire alla sua posizione. Tutti sanno che si tratta di una corsa contro il tempo. Che non si può resistere a lungo chiusi in quel bestione di acciaio a 300 metri di profondità. Che sei probabilmente in avaria, con un guasto elettrico che ha messo fuori uso l' energia elettrica e quella propulsiva, visto che i motori sono alimentati da 960 batterie che si trovano a bordo. Per non pensare ad un incendio.

sottomarino argentino scomparsoSOTTOMARINO ARGENTINO SCOMPARSO
Il portavoce della Armada, Enrique Balbi, si dice fiducioso. Certo, anche lui, che conosce bene il mare e i suoi pericoli, pensa soprattutto all' ossigeno. Senza ricambio d' aria diventa difficile restare in fondo all' Atlantico e attendere che ti vengono a salvare. «Sappiamo che l' unità ha un' ampia autonomia di cibo e ossigeno », ha però ribadito. «Siamo ancora nei limiti. I tentativi di stabilire un contatto ci fanno ben sperare. Adesso dobbiamo capire se i segnali provengono dal San Juan. E sulla base di questi rintracciare le coordinate del punto dove si potrebbe trovare».

eliana krawczyk del sottomarino argentinoELIANA KRAWCZYK DEL SOTTOMARINO ARGENTINO
Non è un' operazione facile. L' area di ricerca è immensa. Soprattutto battuta da venti e mari che in questo periodo si accaniscono nel sud dell' Atlantico. La flottiglia dell' Armada che si trova già sul posto da giorni opera con difficoltà. Le navi sono investite, spiega ancora Balbi, da onde alte 5-6 metri e da raffiche gelide che arrivano da sud, dal Polo. «Non esistono invece problemi», aggiunge il portavoce della Marina militare, «per i mezzi in volo e i ricognitori che operano costantemente ».

I sette paesi (Usa, Gb, Brasile, Perù, Cile, Uruguay e Sudafrica) che hanno offerto il loro aiuto stanno raggiungendo via mare l' area interessata. Un velivolo statunitense, specializzato in questo tipo di operazioni, potrebbe essere in grado di stabilire se i tentativi di contatto provengono dall' unità scomparsa.

PAPA BERGOGLIOPAPA BERGOGLIO
A bordo del San Juan, un sottomarino fabbricato in Germania, ben armato e sofisticato, si trovano 43 uomini e una donna. Trovarli e salvarli è un imperativo per l' Argentina. Anche papa Francesco, argentino lui stesso, ha rivolto una preghiera appassionata ai suoi concittadini imprigionati nel sottomarino. Ma soprattutto ha rivolto parole di conforto a tutti i familiari in attesa di notizie.

Per due settimane aveva battuto il sud dell' Atlantico in un' operazione contro la pesca abusiva. L' ultimo contatto con il San Juan risale alla mattina di mercoledì scorso. 
Secondo il protocollo avrebbe dovuto richiamare la base dopo 24 ore. Ma quando, da terra, lo hanno cercato giovedì sera non ha risposto nessuno. 

Da quel momento, solo silenzio. Tranne questi sette messaggi. Per il momento ignoti.

Fonte: qui