9 dicembre forconi: razzo
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giovedì 12 settembre 2019

L’AERONAUTICA MILITARE STATUNITENSE HA PUBBLICATO IL VIDEO DEL TEST DI UN MISSILE SUPERSONICO CHE SI MUOVE A PIÙ DI 10MILA KM/H


IL RAZZO È TALMENTE VELOCE CHE È SI FATICA VEDERLO A OCCHIO UMANO 

IL PENTAGONO STA POTENZIANDO IL SUO PROGRAMMA IPERSONICO, CON ARMAMENTI PRATICAMENTE IMPOSSIBILI DA INTERCETTARE PER LE FORZE AEREE NEMICHE 

USA, RAZZO IPERSONICO VOLA A. PIU' DI 10MILA KM ALL'ORA

Da www.lastampa.it


us air power razzo supersonicoUS AIR POWER RAZZO SUPERSONICO
L'U.S Air Power ha rilasciato il test di un missile supersonico svolto alla base aerea di Holloman, vicino ad Alamogordo (Nuovo Messico). Il filmato mostra il veicolo su uno dei monitor di controllo, mentre si muove a 10.620 km orari, circa 3 km al secondo. Il razzo è così veloce che si fatica a vederlo senza l'aiuto di una videocamera digitale ad altissima velocità, capace di analizzare il movimento che non può essere rilevato dall'occhio umano o dalle telecamere convenzionali.
us air power razzo supersonico 3US AIR POWER RAZZO SUPERSONICO 

Il test arriva a meno di due mesi dall'annuncio del Pentagono di voler potenziare il suo programma "ipersonico", sviluppando armamenti difficili da intercettare da parte dalle difese aeree nemiche. I veicoli ipersonici, infatti, possono viaggiare a velocità comprese fra i 5 e i 25 mila chilometri all’ora e a quote insolite: dalle decine di chilometri ai 100 chilometri d’altitudine. Creare un arsenale ipersonico rientra tra le alte priorità di molti Paesi e la corsa si sta intensificando in particolare tra Cina, Russia e Stati Uniti. Fonte: qui

giovedì 8 agosto 2019

DUE MORTI E SEI FERITI NELL’INCENDIO IN UNA BASE DI SOTTOMARINI NUCLEARI A SEVERODVINSK, IN RUSSIA: LE FIAMME SONO DIVAMPATE DOPO L'ESPLOSIONE DI UN RAZZO DURANTE UN TEST MILITARE

IL MINISTERO DELLA DIFESA ASSICURA CHE L’INCENDIO NON AVREBBE CAUSATO DISPERSIONE DI SOSTANZE PERICOLOSE E CHE I LIVELLI DI RADIAZIONI SONO RIMASTI NORMALI: “NON CI SONO FUGHE PERICOLOSE NELL'ATMOSFERA”

esplosione base sottomarini nucleari in russia 6ESPLOSIONE BASE SOTTOMARINI NUCLEARI IN RUSSIA
L’esplosione del motore di un razzo durante un test nella base militare di sottomarini nucleari di Severodvinsk, nella regione di Arkhangelsk, nell’Estremo nord russo, ha causato un incendio che ha provocato due morti e sei feriti.

Il ministro della Difesa ha raccontato che i sei feriti, ingegneri civili e militari, sono stati portati in ospedale. Il governatore della regione, Igor Orlov, ha riferito all’agenzia russa Tass che i servizi d’emergenza sono stati inviati nella cittadina di Nionoksi dove si trova la base.

esplosione base sottomarini nucleari in russia 2ESPLOSIONE BASE SOTTOMARINI NUCLEARI IN RUSSIA
La portavoce delle autorità cittadine, Kseniya Yudina, ha parlato di «un temporaneo aumento del livello di radiazione rispetto alla base naturale registrato intorno a mezzogiorno». Il ministero della Difesa, invece, ha affermato che i livelli sono rimasti normali e che non ci sono fughe pericolose nell'atmosfera. Il governatore della regione di Arkhangelsk, Igor Orlov, ha aggiunto che non è necessaria alcuna evacuazione dei civili dell’area.

esplosione base sottomarini nucleari in russia 3ESPLOSIONE BASE SOTTOMARINI NUCLEARI IN RUSSIA





Le fiamme, seguite da un’esplosione, sarebbero avvenute durante operazioni a bordo di una nave, scrive Tass citando una fonte anonima. I sottomarini nucleari utilizzano motori alimentati da reattori nucleari a fissione per la propulsione. Ma l’incendio non avrebbe causato dispersione di sostanze pericolose, secondo le autorità russe.
esplosione base sottomarini nucleari in russia 1ESPLOSIONE BASE SOTTOMARINI NUCLEARI IN RUSSIA

L’esplosione arriva pochi giorni dopo un enorme incendio che era scoppiato in un deposito di munizioni militari vicino ad Achinsk, nella Siberia orientale, che a sua volta aveva scatenato diverse esplosioni proseguite per circa 16 ore: lunedì era morta così una persone, 13 erano rimaste ferite e 16.500 persone erano state costrette a lasciare le proprie case.

Fonte: qui

giovedì 8 febbraio 2018

Abbattuto un jet russo in Siria, i ribelli uccidono il pilota

Il suo caccia Sukhoi Su-25, a quanto si è appreso, è stato colpito da un razzo sparato da un lanciarazzi portatile dai ribelli dell'alleanza jihadista Hayat Tahrir al-Sham, collegata ad Al Qaida. Una volta toccata terra con il paracadute, il pilota, probabilmente circondato dai ribelli, avrebbe provato a difendersi con le armi, prima di venire sopraffatto e ucciso 



03 febbraio 2018 

Epilogo drammatico per la missione di un pilota di caccia russo in Siria, abbattuto in azione sui cieli della travagliata provincia nord-occidentale di Idlib il quale, pur riuscendo a mettersi in salvo eiettando il sedile e poi atterrando con il paracadute, è stato ucciso quando era già a terra dai ribelli di Al Qaida. 

Ora Mosca, si è appreso dal ministero della Difesa, intende recuperare il cadavere. 

La notizia, inizialmente trapelata attraverso l'ong Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus), è stata poi confermata anche dal ministero della Difesa di Mosca, che tuttavia non si è pronunciato su quale fine abbia incontrato il pilota. 

Il suo caccia Sukhoi Su-25, a quanto si è appreso, è stato colpito da un razzo sparato da un lanciarazzi portatile dai ribelli dell'alleanza jihadista Hayat Tahrir al-Sham, collegata ad Al Qaida, nella quale si è fusa anche Al Nusra, dalla cui costola, quattro anni fa, era nato l'Isis, che poi prese una strada diversa. 

Una volta toccata terra con il paracadute, il pilota, probabilmente circondato dai ribelli, avrebbe provato a difendersi con le armi, prima di venire sopraffatto e ucciso.

Le milizie qaediste controllano ancora buona parte del territorio della provincia di Idlib, dove non a caso il regime di Damasco, i russi e i loro alleati sciiti annunciarono il mese scorso di voler concentrare la campagna militare, una volta sconfitto l'Isis. Mosca, per recuperare il corpo del suo pilota, cercherà di coordinarsi con i turchi, i quali sono al momento impegnati nella campagna militare contro le milizie curde dell'Ypg, che Ankara considera una estensione siriana del Pkk che combatte in territorio turco, nell'enclave curda di Afrin. 

Qui i turchi incontrano da giorni una strenua resistenza e oggi hanno perso ben otto soldati nel combattimento per loro più sanguinoso da quando, il 20 gennaio scorso, prese il via, fra le critiche di gran parte del mondo occidentale, l'operazione "Ramoscello d'ulivo". 

I militari turchi, in un comunicato ufficiale, hanno parlato di un attacco congiunto di "miliziani curdi e dello Stato islamico" e affermato di non aver potuto raggiungere la zona dell'imboscata per contrattaccare e salvare i soldati. Alcuni giorni fa i turchi hanno fornito la cifra di 823 'terroristi neutralizzati' fra curdi e jihadisti, in circa 2 settimane di offensiva in territorio siriano. Con gli otto morti odierni, il bilancio dei militari turchi che hanno perso la vita nell'operazione Ramoscello d'ulivo sale così a 13.