9 dicembre forconi: lotta
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domenica 24 settembre 2017

MINACCE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DI LICATA: ''TOCCA LE NOSTRE CASE E TI SGOZZIAMO. SAPPIAMO DOVE ABITI''

LICATA, CHI TOCCA LE CASE ABUSIVE, MUORE

MARIA GRAZIA BRANDARA SI È INSEDIATA DOPO LA CACCIATA DEL SINDACO GRILLINO CHE AVEVA LOTTATO CONTRO GLI ABUSI. 
ED È STATO SCARICATO DAI CONSIGLIERI 5 STELLE, CHE PUNTANO AL VOTO DEGLI ABUSIVI
1. MINACCE DI MORTE AL COMMISSARIO STRAORDINARIO DI LICATA A UN MESE DALL'INSEDIAMENTO
minacce alla commissaria di licataMINACCE ALLA COMMISSARIA DI LICATA

Minacce di morte al commissario straordinario, Maria Grazia Brandara, insediata nel mese di agosto alla guida del Comune di Licata, nell’agrigentino, dopo la sfiducia al sindaco antiabusivismo Angelo Cambiano. «Rischiati a toccare le nostre case e sei morta, ti sgozziamo via, fai una sola cosa contro di noi e ti scanniamo. Ti seguiamo e ti controlliamo a vista», si legge in un messaggio intimidatorio, che riporta anche la foto di una cassa da morto vuota.

«Ho ricevuto tante minacce e intimidazioni. Ma questa mi fa paura: sanno dove vivo. Sono ospite di amici e non abito a casa mia a Palermo. E loro lo sanno. Sono angosciata» – ha detto la commissaria minacciata.

Con un passato di impegno politico e istituzionale, ora vicina al governatore Rosario Crocetta, Maria Grazia Brandana potrebbe decidere di mollare: «Ho paura. Mi prendo qualche giorno per riflettere». Solidarietà a Brandana oltreché da Crocetta e dall’ex sindaco Cambiano, anche dall’Anci Sicilia. Il questore di Agrigento, Maurizio Auriemma: «Le garantiremo la necessaria serenità».


2. IL SINDACO (M5S) SFIDUCIATO DAI CONSIGLIERI CON LE CASE ABUSIVE
Giuseppe Pipitone per www.ilfattoquotidiano.it dell'11 agosto scorso

Il voto di sfiducia nei suoi confronti? 

Tra quelli che mi hanno cacciato ci sono anche alcuni consiglieri comunali coinvolti in vicende di abusivismo edilizio“. 

L’ex ministro dell’Interno, Angelino Alfano? 

Un anno fa ha detto che avrebbe invitato le forze politiche locali a stringersi attorno a me. E infatti oggi anche i suoi consiglieri hanno votato per cacciarmi“. 

Il governatore Rosario Crocetta? 

È venuto qui a dire: il sindaco ha scelto di demolire. Una dichiarazione un po’ ignorante: demolire non è una scelta politica. È un obbligo di legge“.
case abusive demolite a licataCASE ABUSIVE DEMOLITE A LICATA

Nel day after del voto del consiglio comunale che lo ha fatto decadere da sindaco di Licata, Angelo Cambiano è tutt’altro che arrabbiato. “No, al massimo direi deluso: non posso pensare che questa sia la fine prevista  per tutti gli onesti servitori dello Stato“, racconta l’ormai ex primo cittadino, diventato famoso perché ha fatto eseguire le ordinanze di demolizione per le costruzioni abusive nel comune agrigentino.

Una vicenda che dovrebbe rappresentare solo un fatto di ordinaria amministrazione. In terra di Sicilia, invece, è diventata una storia fatta di minacce, attentati incendiari epolemiche al veleno. E con un epilogo che lo stesso Cambiano aveva profetizzato. “Sto vivendo una situazione paradossale, ho svenduto la mia vita e so anche come andrà a finire: mi isoleranno sempre di più, dicendo che cerco solo pubblicità. Se non mi arriveranno risposte chiare da parte del governo nelle prossime ore, mi dimetto”, diceva il sindaco al fattoquotidiano.it nell’ottobre del 2016.

E infatti a due anni dall’elezione, primo termine utile previsto dalla legge per presentare una mozione di sfiducia contro il primo cittadino, ecco che Cambiano è stato messo alla porta. Proprio alla vigilia della campagna elettorale per le elezioni regionali siciliane del prossimo 5 novembre.


angelo cambianoANGELO CAMBIANO
Signor sindaco, perché non si è dimesso un anno fa?
Ex sindaco, ormai. Non mi sono dimesso perché l’allora ministro dell’Interno, Angelino Alfano, mi chiese di andare avanti. Mi volle incontrare a Taormina per darmi fiducia e dirmi che sarebbe stata una sconfitta dimettersi. Poi dichiarò persino che avrebbe invitato le forze politiche locali a stringersi attorno a me.

E invece?
E invece tra i consiglieri comunali che hanno votato la mia sfiducia ci sono anche quelli del suo partito.

Non ha sentito Alfano dopo il voto di sfiducia?
No, non l’ho sentito.

Chi si è fatto sentire? 
Questa volta quasi nessuno. Devo riconoscere solo la vicinanza del ministro dell’Interno, Marco Minniti, e della sua segreteria. E poi ho ricevuto molte telefonate da parte di persone normali. Non sono convinto che la volontà del consiglio comunale corrisponda a quella della città. Almeno dalle parole che mi hanno dedicato gran parte dei miei concittadini.

Un anno fa anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta, venne a Licata a sostenerla.
Sì, con lui ho avuto uno scontro perché venne qui e disse: Il sindaco ha scelto di demolire. Un modo un po’ ignorante di sostenermi, se mi permette.

IL SINDACO DI LICATA ANGELO CAMBIANOIL SINDACO DI LICATA ANGELO CAMBIANO
Perché?
Perché demolire non è una scelta politica ma un obbligo di legge. Quelli demoliti sono manufatti abusivi dove c’è un vincolo totale, gravati da sentenza passata in giudicato. È questo il passaggio che mette in pericolo la mia incolumità: è stato fatto passare il messaggio che il sindaco ha scelto di demolire, che a Licata c’era il sindaco demolitore. E invece il sindaco rispetta semplicemente le sentenze della magistratura. Certo capisco che è facile additare il sindaco di Licata come un demolitore in un contesto regionale dove sul fronte della lotta all’abusivismo non avviene nulla o quasi.

Quante demolizioni avete fatto a Licata in due anni?
Settantadue, tutte seconde case entro i 150 metri dalla battigia, laddove c’è un vincolo di inedificabilità assoluta.

Non si tratta dunque del cosiddetto abusivismo di necessità?
Assolutamente no. Esisterà anche l’abusivismo di necessità ma per adesso le sentenze riguardano immobili entro i 150 metri dalla battigia. Ho letto che il candidato governatore del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, ha parlato di abusivismo di necessità. Qualche mese fa lo incontrai per caso all’Assemblea regionale siciliana e mi disse di andare avanti e che mi sostenevano.

A parte i consiglieri di Alfano, chi sono gli altri che l’hanno sfiduciata?
Alcuni ex esponenti del Movimento per l’Autonomia che fanno capo a Carmelo Pullara, candidato alle prossime elezioni regionali. Uno che già aveva detto: faremo di tutto per fermare le ruspe. Ora potrà strizzare l’occhio agli abusivi dicendo: abbiamo mandato a casa chi voleva demolirvi le case.
LICATALICATA

Tra i 21 consiglieri che l’hanno sfiduciata c’è qualcuno che ha ricevuto un ordine di demolizione?
Sì o direttamente o tramite qualche familiare: un cognato, un fratello, un suocero, un papà.

Quanti sono?
Io credo che siano almeno 5 o 6. Se non addirittura 7.

È vero che ha fatto un esposto alla magistratura sul tema?
Sì è vero. È una vicenda nata da una mia dichiarazione all’Arena di Massimo Giletti. In tv mi hanno chiesto: ci sono consiglieri comunali coinvolti in vicende di abusivismo edilizio? Risposi: Sicuramente sì, ci sono. Al mio rientro in città mi volevano querelare per avere offeso l’onorabilità del consiglio comunale, quindi ho dato disposizioni agli uffici per cercare gli eventuali coinvolgimenti familiari di consiglieri in vicende di abusivismo edilizio.

E quale è stato il risultato di questa indagine interna?
Nessuno. La procedura si impantanò o fu fatta impantanare appositamente perché mi venne detto che la privacy non lo permetteva. A luglio, però, a Licata sono stati notificati 19 avvisi di garanzia per concessioni edilizie false. A quel punto con un nota riservata ho chiesto all’ufficio competente di comunicarmi eventuali coinvolgimenti di appartenenti al consiglio. Mi è stato fornito un elenco e l’ho trasmesso alla procura della Repubblica di Agrigento.

LICATA PROTESTALICATA PROTESTA
Solo che dopo pochi giorni lei è stato mandato a casa dagli stessi abusivi.
Sì, sono stato cacciato anche da alcuni consiglieri comunali che sono coinvolti in vicende di abusivismo edilizio. Mi lasci dire una cosa però.

Dica.
Licata è fatta di gente perbene e onesta. Anche chi ha costruito abusivamente lo ha fatto a volte inconsapevolmente o perché la classe politica di allora lo ha permesso. Io non penso che l’abusivo sia un delinquente. Semplicemente se si sbaglia bisogna cercare di sanare l’errore. E invece il messaggio che passa è: il sindaco vuole abbattere le case? Cacciamo il sindaco, ammazziamo il sindaco.

E infatti l’hanno cacciata. Adesso che fa? Torna a fare l’insegnante?
Torno alla mia vita di sempre anche se in questi due anni la mia vita è cambiata.

In che modo?
Mi hanno incendiato due immobili in meno di un anno. Solo per uno di questi attentati sono stati individuati gli esecutori materiali ma non i mandanti. Dell’altro caso non si sa nulla. Sono diventato sindaco da normalissimo cittadino e ora sono sotto tutela: mio figlio è nato nove mesi fa praticamente sotto scorta. Ritornerò alla mia vita di ogni giorno, ma vivendo sotto scorta solo perché ho cercato di fare rispettare la legge.

LICATA PROTESTA ANTI DEMOLIZIONILICATA PROTESTA ANTI DEMOLIZIONI
Secondo lei è un caso che la sfiducia sia arrivata proprio alla vigilia delle elezioni regionali?
Era il primo termine utile. Certo se questi mi hanno sfiduciato per farsi la campagna elettorale per le elezioni regionali sto davvero pensando di non fargli questa cortesia.

Pensa di candidarsi?
Se la legge me lo consente potrei farlo sì ma non so davvero con quale partito non avendo mai avuto un padrino o protettore politico. Vedremo.

Senta Cambiano, ma se a lei è successo praticamente di tutto in appena due anni non è che i suoi colleghi sindaci ignorano le sentenze di demolizione?
Credo che la situazione sia sotto gli occhi di tutti. La mia viene definita una scelta politica. Qualcuno mi dice: ma tu delle demolizioni non avevi scritto nulla nel programma elettorale. Cosa avrei dovuto scrivere? Che questa giunta non intendeva violare la legge? La verità è che io vivo in una terra in cui da sempre la politica ha sfruttato il territorio. E in cui la gente ha chiuso gli occhi in cambio di qualche piccolo favore personale.

Fonte: qui
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martedì 15 novembre 2016

Cremlino: telefonata Trump-Putin su terrorismo e Siria - Trump e gli immigrati irregolari

Dialogo con Vladimir Putin su basi parità, possibile incontro.

Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali
Finiremo di costruire il muro o la recinzione  al confine col Messico


Ansa - Il neo eletto presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico. Lo riferisce la Tass. Al centro dei colloqui, riferisce il Cremlino, la lotta al terrorismo internazionale e la questione siriana. Putin si è congratulato con Trump per l'elezione. Nella loro telefonata Vladimir Putin e Donald Trump hanno deciso di proseguire con i contatti telefonici con la possibilità di incontrarsi personalmente. Lo riferisce il Cremlino secondo quanto riporta la Tass. "Il presidente russo si è detto pronto a costruire un dialogo fra partner con la nuova amministrazione sui principi di uguaglianza, rispetto reciproco e non interferenza nei rispettivi affari interni", ha aggiunto il Cremlino. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente-eletto americano Donald Trump hanno riconosciuto come il livello delle attuali relazioni fra Stati Uniti e Russia sia "insoddisfacente" e hanno auspicato una normalizzazione dei rapporti.
Il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato per congratularsi per la vittoria di Donald Trump. Lo riferisce lo staff del presidente-eletto americano. Nel corso del colloquio telefonico, Trump ha detto a Putin di puntare su una relazione forte e duratura.
"Uno dei messaggi che consegnerò ai leader europei" è "l'impegno di Donald Trump nei confronti della Nato. Lo afferma il presidente americano Barack Obama a poche ore dalla partenza per l'Europa. "Un enorme continuità nelle relazioni estere degli Stati Uniti continuerà con il presidente-eletto, Donald Trump, che ha mostrato un "grande interesse" nel mantenere le relazioni estere. 
"Con il mio team siamo pronti ad accelerare i prossimi passi verso la transizione. Aiutero' il presidente eletto ad affrontare questa grande sfida": lo ha detto Barack Obama nel corso della sua prima conferenza stampa dopo le elezioni presidenziali.
"L'America oggi e' piu' forte e le alleanze sono cruciali per la nostra sicurezza": lo ha detto Barack Obama che stasera partira' per il suo ultimo viaggio in Europa dove incontrera' i principali leader europei. "Non mollero' fino all'ultimo", ha agiunto Obama.
La comunità ebraica e quella musulmana in Usa protestano contro la nomina di Steve Bannon come chief strategist di Trump: "E' una scelta che rende l'appello all'unità una presa in giro", afferma il Council on American-Islamic relations. L'accusa a Bannon è quella di aver trasformato il suo sito Breibart in uno strumento di "propaganda etnica e di nazionalismo bianco", con posizioni "razziste" e, aggiungono gli ebrei, "antisemite". "Bannon deve andare via - attacca infatti anche l'Anti-Defamation League - se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti".
Portavoce difende Bannon, 'brillante stratega' - Donald Trump scende in campo per difendere la controversa nomina di Steve Bannon: "Chi lo critica - ha detto la portavoce del tycoon, Kellyanne Conway - dovrebbe andare a guardare il suo curriculum. Bannon e' uno stratega brillante, e con Reince Priebus sta facendo sacrifici enormi per servire il presidente".
''Protestano contro di me perche' non mi conoscono, ma dico loro di non avere paura'': e' il primo messaggio di Trump ai manifestanti che da giorni protestano contro la sua elezione a presidente degli Usa. E ai suoi sostenitori Trump a chiesto "stop" agli attacchi contro neri, ispanici e gay. Il presidente americano eletto ha annunciato poi che alla Corte costituzionale nominerà giudici 'pro vita' (anti aborto) e 'pro secondo emendamento' (quello sul diritto all'autodifesa con le armi).
Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali  - Donald Trump ha ribadito in una intervista alla Cbs un'altra delle sue promesse elettorali, l'espulsione di 2-3 milioni di clandestini con precedenti penali. "Quello che faremo e' buttare fuori dal Paese o incarcerare le persone che sono criminali o hanno precedenti criminali, membri di gang, trafficanti di droga", ha detto, indicando la cifra in due, forse anche tre milioni. Quanto agli altri irregolari, il neopresidente eletto ha sostenuto che una decisione verrà presa dopo aver reso sicura la frontiera. Trump ha confermato che intende costruire il muro al confine col Messico, precisando che una parte potrebbe essere muro e una parte una "recinzione", in accordo con quanto proposto dai repubblicani al Congresso.

venerdì 16 settembre 2016

La Russia tornerà ad essere super potenza: il piano di Putin


La Russia potrebbe tornare ad essere una potenza internazionale riconosciuta anche in occidente. Ecco come sarà possibile.

L’opinione comune vede la Russiadestinata a tornare una super potenzamondiale grazie alla lotta al terrorismo. Il pensiero è condiviso da esperti e studiosi di politica. Scopriamo se questo sarà possibile con il piano di Putin.
Fino a due anni fa, Putin non raccoglieva alcun consenso nel mondo occidentale, ma oggi le cose sono cambiate. Il piano di Putin per rilanciare la Russia in tutto il mondo è partito da lontano, con attenzione costante a rafforzare il consenso interno e poi estendendolo all’estero.
Nell’ultimo anno, Mosca si è rafforzata a livello internazionale, grazie alla lotta al terrorismo e a una autorevole quanto integerrima attività diplomatica
Durante il vertice del G20 ad Hangzhou, il presidente russo Vladimir Putin ha avuto colloqui con i leader di 10 Paesi, e si è riconquistato con i fatti la fiducia della comunità internazionale.
Con l’accordo bilaterale appena siglato tra Mosca e Washington sulle azioni congiunte sul fronte siriano, la Russia ha l’occasione di ritornare ad occupare il posto di super potenza internazionale che ha avuto sino al 1991.
Come la Russia tornerà ad essere una super potenza internazionale con il piano di Putin? La risalita internazionale della Russia è iniziata l’anno scorso dopo l’avvio della campagna militare contro i terroristi in Siria e dopo una stima da occidente ai minimi storici per tutto l’anno 2014.
Il presidente Putin ha rimescolato le carte a Washington, ma era consapevole che gli Stati Uniti non avrebbero potuto e non avrebbero concretamente ostacolato l’operazione, poiché c’era un’altissima possibilità che l’iniziativa del Cremlino potesse porre fine alla guerra.
Il suo piano di crescita è andato avanti e, un anno dopo, il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov hanno raggiunto un’intesa che prevede il coordinamento tra Mosca e Washington per la lotta al terrorismo.
Se dopo un anno di impegno internazionale gli sforzi della Russia si dimostreranno determinanti a risolvere il conflitto in Siria, Washington dovrà ridimensionare i propri meriti e constatare la crescita a livello internazionale della Russia.

Come la Russia tornerà ad essere una super potenza internazionale

La Russia sembra destinata a ricoprire posizioni di prestigio nel prossimo scenario globale, e questo sembra impossibile se si pensa che due anni fa il presidente Putin era stato rilegato a una posizione quasi da reietto all’interno della comunità internazionale.
Al G20 di Brisbane nel novembre 2014, Putin era stato respinto dai leader mondiali a causa dell’annessione della Crimea portata avanti dalla Russia proprio in quell’anno.
Oggi, a due anni di distanza, il popolo americano (46%) ritiene Putin come un leader forte e decisivo - specialmente in relazione alla politica in medio oriente - più di Obama (32%). Lo stesso candidato repubblicano Trump ha speso per il presidente russo parole di elogio. Oggi Putin siede al tavolo con gli Stati Uniti per coordinare la lotta al terrorismo. Cosa è cambiato?
L’anno scorso, con l’avvio della campagna militare contro i terroristi in Siria, la Russia aveva intrapreso una lenta risalita in ambito internazionale e continuando su questa rotta, semplicemente, la Russia ha fatto bene lì dove gli Stati Uniti hanno fallito o comunque riesce a stabilire relazioni in aree strategiche lì dove Washington non riesce ad arrivare.
Non si tratta di due schieramenti da Guerra Fredda, ma semplicemente un modo di fare politica estera molto diverso. La Russia, infatti, è riuscita a ricucire rapidamente i rapporti con il presidente turco Erdogan in seguito al raffreddamento dei contatti tra Ankara e Washington.
Non è un mistero che in oriente più che in occidente il peso della Russia sia rimasto costantemente incisivo nelle dinamiche geopolitiche e nella lotta al terrorismo. 
Proprio per la lotta al terrorismo, oggi, la Russia potrebbe essere pronta ad essere una super potenza.
È arrivato ieri un accordo con gli Stati Uniti per lanciare ciò che equivale a una campagna aerea congiunta contro i due principali gruppi islamici estremi in Siria. 
Si tratta di un vero e proprio accordo siglato a due tra Stati Uniti e Russia, come Paesi chiave nella lotta al terrorismo e rispettivi punti di riferimento per le coalizioni attive nelle operazioni in medio oriente.
Il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli esteri russo Serghey Lavrov hanno firmato a Ginevra l’intesa che prevede operazioni congiunte per la lotta al terrorismo.
Il cessate il fuoco è previsto per oggi al tramonto e durerà una settimana. 
In questi giorni senza bombardamenti da parte di Stati Uniti e Russia l’ONU cercherà di fornire aiuti alle popolazioni assediate ad Aleppo, e gli Stati Uniti e la Russia potranno stabilire una strategia congiunta nella lotta al terrorismo.
Gli Stati Uniti e la Russia protagonisti internazionali per la lotta al terrorismo: due culture diverse e rimaste lontane per anni che ora, dopo l’ennesima dimostrazione di carattere della Russia, stanno per coordinare una campagna aerea di lunga durata in Siria.
Se il piano dovesse andare avanti con successo, la Russia potrebbe ritrovare lo status di superpotenza che aveva perso con la caduta dell’Unione Sovietica nel 1991.
Rimane solamente il dubbio sulla presenza di forze di terra mentre Stati Uniti e Russia procederanno agli attacchi aerei, ma l’Isis si è indebolito nell’ultimo anno, tanto quanto si è rafforzata la Russia.
Fonte: qui
12 settembre 2013

martedì 21 giugno 2016

Il Pakistan denuncia gli USA all’ONU: ”Basta con i vostri droni, state massacrando la nostra popolazione”

droniIl Pakistan ha denunciato gli attacchi sistematici dei droni statunitensi contro il proprio territorio con il pretesto della lotta contro il terrorismo.


La rappresentante permanente del Pakistan davanti all’Organizzazione delle Nazioni unite, Tehmina Yanyua, ha accusato il silenzio dei media occidentali e degli organismi internazionali davanti al massacro di civili che è stato causato dalle incursioni dei droni senza pilota. 


Il comunicato della Cancelleria Pakistana ha richiesto una risposta dal Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU davanti alle violazioni dei diritti umani e la perdita di vite preziose causate dagli attacchi dei droni.

L’ambasciatrice ha esortato la comunità internazionale ed il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU a seguire da vicino le violazioni dei diritti umani che si producono  come risultato degli attacchi aerei illegali. 


La diplomatica ha aggiunto che i sistematici attacchi di aerei senza pilota degli USA violano anche la carta dell’ONU ed il diritto internazionale.
Dall’invasione dell’Afghanistan avvenuta nel 2001, il Pentagono realizza, su ordine diretto di Obama (premio Nobel per la Pace), bombardamenti contro presunte posizioni del gruppo terrorista dei Talebani nel territorio pakistano, cosa che ha provocato le critiche delle autorità del paese ed il forte risentimento contro gli statunitensi   delle popolazioni colpite .
Islamabad ha qualificato come una violazione della sua sovranità territoriale i voli dei droni statunitensi nel suo spazio aereo, operazioni che hanno causato la morte di centinaia di civili inermi ed una forte reazione di odio da parte della popolazione delle aree interessate che hanno manifestato la loro rabbia e la loro condanna.
Proteste contro attacchi dei droni USA
Proteste contro attacchi dei droni USA
I droni USA colpiscono indiscriminatamente qualsiasi assembramento di persone, come ad esempio feste di matrimonio o gruppi di bambini che giocano all’aperto. Come sostenuto anche da varie organizzazioni internazionali , queste azioni sono considerate veri e propri crimini di guerra la cui responsabilità ricade sulle autorità statunitensi ed in paticolare sul Presidente Obama (premio Nobel per la Pace) che ha autorizzato queste operazioni omicide.
Le operazioni dei droni USA vengono realizzate non solo in Pakistan ma anche in altri paesi come la Somalia, il Sudan, lo Yemen, la Siria, l’Iraq ed altri. Alcune di queste operazioni vengono dirette e partono da basi americane in Sicilia (Sigonella).
Fonte: Al Mayadeen
Traduzione e sintesi: Luciano Lago
Fonte: qui