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giovedì 11 luglio 2019
martedì 15 maggio 2018
AL CONFINE CON THAILANDIA E MYANMAR C’È UNA ZONA ECONOMICA SPECIALE CHIAMATA "TRIANGOLO D’ORO" DOVE SI TRAFFICANO EROINA E SPECIE PROTETTE DI ANIMALI
IL CENTRO DI QUESTO BUSINESS È IL "KINGS ROMANS CASINO", DOVE IL VERO SOVRANO È IL CINESE ZHAO WEI: TRA CONDOMINI DI 15 PIANI E SUV, SI AFFOLLANO I RICCHI SCOMMETTITORI CHE ARRIVANO DA PECHINO, E SECONDO GLI USA LÌ…
Francesco Radicioni per la Stampa
La sagoma delle cupole d' oro e di un' imponente decorazione a forma di corona spunta tra la vegetazione lussureggiante sulle colline tropicali di questo angolo del Sud-Est asiatico. È il Kings Romans Casino: la grande sala di gioco d' azzardo cuore pulsante della zona economica speciale del Triangolo d' Oro.
Il piano di Zhao
Il vero sovrano di questa enclave - dove si incontrano i confini di Laos, Thailandia e Myanmar - è un anonimo cittadino cinese con passaporto di Macao. Nel 2007, Zhao Wei ha ottenuto dal governo del Laos la concessione per 99 anni su diecimila ettari di terra nella remota provincia di Bokeo.
L' obiettivo dichiarato è trasformare un piccolo villaggio placidamente adagiato sulle rive del Mekong in un ambizioso progetto di hotel di lusso, shopping mall, ristoranti, campi da golf e centri massaggi.
Formalmente la zona rimane sotto il controllo del governo di Vientiane, anche se qui tutto parla mandarino: la lingua franca è il cinese, gli orologi segnano l' ora di Pechino e quasi nessuno accetta il kip laotiano, preferendo lo yuan, la valuta della Repubblica Popolare.
Mentre i campi di riso lasciano il posto a condomini di quindici piani e i Suv sfrecciano sulle strade deserte, la vera attrattiva della zona economica speciale è il casinò decorato con statue greco-romane e soffitti dai colori pastello dove ricorrono motivi neo-classici.
Ai tavoli verdi si affollano scommettitori cinesi con la sigaretta sempre accesa tra le labbra e in mano mazzette di banconote. Con l' eccezione di Macao, nella Repubblica Popolare il gioco d' azzardo è vietato, così che i turisti arrivano qui per giocare al longhudou e per sfidare la fortuna alle slot-machine. «È possibile scommettere anche on-line», dice un addetto del Kings Romans Casino.
Sulla carta, il progetto prometteva di sviluppare l' economia del povero, piccolo e sottopopolato Paese del Sud-Est asiatico. Effettivamente in questa regione del Laos settentrionale sono arrivati investimenti per centinaia di milioni di dollari, anche se i contadini del Laos hanno visto pochi vantaggi. «Puntiamo far crescere gli standard di vita e le condizioni economiche per i locali», assicura Ye Jiankun della Golden Kapok Group.
Promesse e realtà
La realtà racconta un' altra storia: la maggior parte dei negozi è ancora chiuso e chi lavora qui è ha in tasca un passaporto cinese. Zhou Ye è appena arrivato dalla provincia del Guangdong e ha aperto un ristorante poco lontano dalla statua di Confucio eretta all' interno della replica di una città tradizionale cinese.
«È vero che i turisti sono ancora pochi - ammette - ma presto questa zona diventerà un polo di attrazione per i visitatori sia dalla Cina meridionale che dalla Thailandia». Cosa dovrebbe spingere qui i turisti? «C' è un buon clima e possiamo usare il brand evocativo del Triangolo d' Oro - spiega Ye - che insieme al miglioramento dei servizi, della sicurezza e dell' infrastrutture sarà essere un' attrazione per i turisti».
Al di là delle parole, è impossibile avere statistiche e cifre precise sul progetto. A gennaio il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha però annunciato sanzioni contro Zhao Wei, il fondatore del Kings Romans, considerato a capo di un' organizzazione criminale transnazionale coinvolta «in orrende attività illecite»: traffico di narcotici, riciclaggio di denaro, corruzione, traffico di persone e di animali esotici.
Secondo l' amministrazione americana, il casinò sarebbe stato un importante punto di transito e di stoccaggio di eroina e metanfetamine. Ye Jiankun dice di non saper nulla sulle connivenze tra il casinò e le attività illegali. «È in corso una conversione delle colture illegali per dare possibilità economiche alternative all' oppio per i contadini».
L' ombra del narcotraffico
Poco si conosce di Zhao Wei: nato 65 anni fa nella provincia dello Heilongjiang, all' estremità Nord-orientale della Cina, negli Anni 90 ha fatto investimenti a Macao e poi a Mong La, città birmana dove con i proventi del narcotraffico i signori della droga locali hanno finanziato la florida industria del gioco d' azzardo. Sicuramente Zhao può anche contare su una solida rete di amicizie con il governo di Vientiane.
Le brochure del Kings Romans Casino pubblicano le foto della visita dell' ex-presidente del Laos, Choummaly Sayasone, alla zona economica speciale del Triangolo d' Oro.
Non solo.
L' enclave cinese in territorio laotiano sarebbe anche al centro di un network di traffico di persone e di prostituzione minorile, così come di animali esotici: tigri, orsi della luna, pangolini, elefanti.
Secondo un rapporto del 2015 della Environmental Investigation Agency (Eia) la zona sarebbe un vero e proprio «supermarket a cielo aperto» di specie protette. Gli animali esotici verrebbero usati per la produzione di rimedi della medicina tradizionale cinese, nei ristoranti e per souvenir d' avorio e corno di rinoceronte.
Negli ultimi tempi molte attività illegali sono state nascoste sotto il tappeto: bruciati davanti alle telecamere alcuni articoli in avorio, la prostituzione confinata nei centri massaggi e gli animali protetti tolti dai menù dei ristoranti. Anche se all' ombra del Kings Romans Casino c' è chi assicura che tutto sia ancora disponibile su richiesta.
Fonte: qui
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martedì 15 novembre 2016
Cremlino: telefonata Trump-Putin su terrorismo e Siria - Trump e gli immigrati irregolari
Dialogo con Vladimir Putin su basi parità, possibile incontro.
Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali
Finiremo di costruire il muro o la recinzione al confine col Messico
Ansa - Il neo eletto presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico. Lo riferisce la Tass. Al centro dei colloqui, riferisce il Cremlino, la lotta al terrorismo internazionale e la questione siriana. Putin si è congratulato con Trump per l'elezione. Nella loro telefonata Vladimir Putin e Donald Trump hanno deciso di proseguire con i contatti telefonici con la possibilità di incontrarsi personalmente. Lo riferisce il Cremlino secondo quanto riporta la Tass. "Il presidente russo si è detto pronto a costruire un dialogo fra partner con la nuova amministrazione sui principi di uguaglianza, rispetto reciproco e non interferenza nei rispettivi affari interni", ha aggiunto il Cremlino. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente-eletto americano Donald Trump hanno riconosciuto come il livello delle attuali relazioni fra Stati Uniti e Russia sia "insoddisfacente" e hanno auspicato una normalizzazione dei rapporti.
Il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato per congratularsi per la vittoria di Donald Trump. Lo riferisce lo staff del presidente-eletto americano. Nel corso del colloquio telefonico, Trump ha detto a Putin di puntare su una relazione forte e duratura.
"Uno dei messaggi che consegnerò ai leader europei" è "l'impegno di Donald Trump nei confronti della Nato. Lo afferma il presidente americano Barack Obama a poche ore dalla partenza per l'Europa. "Un enorme continuità nelle relazioni estere degli Stati Uniti continuerà con il presidente-eletto, Donald Trump, che ha mostrato un "grande interesse" nel mantenere le relazioni estere.
"Con il mio team siamo pronti ad accelerare i prossimi passi verso la transizione. Aiutero' il presidente eletto ad affrontare questa grande sfida": lo ha detto Barack Obama nel corso della sua prima conferenza stampa dopo le elezioni presidenziali.
"L'America oggi e' piu' forte e le alleanze sono cruciali per la nostra sicurezza": lo ha detto Barack Obama che stasera partira' per il suo ultimo viaggio in Europa dove incontrera' i principali leader europei. "Non mollero' fino all'ultimo", ha agiunto Obama.
La comunità ebraica e quella musulmana in Usa protestano contro la nomina di Steve Bannon come chief strategist di Trump: "E' una scelta che rende l'appello all'unità una presa in giro", afferma il Council on American-Islamic relations. L'accusa a Bannon è quella di aver trasformato il suo sito Breibart in uno strumento di "propaganda etnica e di nazionalismo bianco", con posizioni "razziste" e, aggiungono gli ebrei, "antisemite". "Bannon deve andare via - attacca infatti anche l'Anti-Defamation League - se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti".
Portavoce difende Bannon, 'brillante stratega' - Donald Trump scende in campo per difendere la controversa nomina di Steve Bannon: "Chi lo critica - ha detto la portavoce del tycoon, Kellyanne Conway - dovrebbe andare a guardare il suo curriculum. Bannon e' uno stratega brillante, e con Reince Priebus sta facendo sacrifici enormi per servire il presidente".
''Protestano contro di me perche' non mi conoscono, ma dico loro di non avere paura'': e' il primo messaggio di Trump ai manifestanti che da giorni protestano contro la sua elezione a presidente degli Usa. E ai suoi sostenitori Trump a chiesto "stop" agli attacchi contro neri, ispanici e gay. Il presidente americano eletto ha annunciato poi che alla Corte costituzionale nominerà giudici 'pro vita' (anti aborto) e 'pro secondo emendamento' (quello sul diritto all'autodifesa con le armi).
Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali - Donald Trump ha ribadito in una intervista alla Cbs un'altra delle sue promesse elettorali, l'espulsione di 2-3 milioni di clandestini con precedenti penali. "Quello che faremo e' buttare fuori dal Paese o incarcerare le persone che sono criminali o hanno precedenti criminali, membri di gang, trafficanti di droga", ha detto, indicando la cifra in due, forse anche tre milioni. Quanto agli altri irregolari, il neopresidente eletto ha sostenuto che una decisione verrà presa dopo aver reso sicura la frontiera. Trump ha confermato che intende costruire il muro al confine col Messico, precisando che una parte potrebbe essere muro e una parte una "recinzione", in accordo con quanto proposto dai repubblicani al Congresso.
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