9 dicembre forconi: muro
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mercoledì 5 settembre 2018

ROMA: SI STACCANO FRAMMENTI DELLE MURA DEL PASSETTO DI BORGO TRA CASTEL SANT'ANGELO E IL VATICANO



Distacco di frammenti questa mattina dalle mura del Passetto di Borgo, passaggio pedonale sopraelevato che collega il Vaticano con Castel Sant'Angelo. È successo poco prima delle 8.30 in via di Borgo Sant'Angelo 23, all'altezza del palazzo della Rai.

Sono intervenuti i pompieri e la polizia locale Roma Capitale che ha chiuso al traffico veicolare e pedonale il tratto da vicolo Campanile a vicolo dell'Erba. Successivamente l'area è stata riaperta al transito dei veicoli ma è rimasta interdetta al transito pedonale.

frammenti mura passetto borgoFRAMMENTI MURA PASSETTO BORGO
A quanto riferito dai pompieri, il distacco ha interessato parti di tufo. I vigili del fuoco hanno rimosso alcune parti in "imminente pericolo di caduta" e successivamente a scopo precauzionale hanno interdetto l'area sottostante al passaggio pedonale.

4 Settembre 2018

Fonte: qui

domenica 29 gennaio 2017

GLI ULTIMI CROLLI DI POMPEI

IL RICORSO AL TAR BLOCCA I LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA: NELLA ZONA ARCHEOLOGICA VIENE GIU’ IL MURO VICINO ALLA CASA DEL CITARISTA 

IGNOTE LE CAUSE DEL CROLLO, NELLA ZONA INTERESSATA NON CI SONO TELECAMERE DI SORVEGLIANZA

Alessandra Arachi per il Corriere della Sera

POMPEI CROLLO MUROPOMPEI CROLLO MURO
Un altro crollo negli scavi di Pompei. Difficile contare a che numero di crolli siamo arrivati, qui tra le rovine più famose del mondo. Quello di ieri è un pezzo di muro nella Casa del Pressorio di Terracotta, una piccola domus poco nota, vicino ad un' altra ben più famosa, la Casa del Citarista.

Ad accorgersi del crollo sono stati ieri mattina i custodi degli scavi: è venuto giù poco più di un metro quadro di muro, senza affreschi o fregi, in una zona chiusa al pubblico, una zona molto centrale - l' Insula IV, Regio I - l' unica dove ancora si devono fare i lavori di messa in sicurezza, l' unica sprovvista di telecamere di sorveglianza.
Un altro crollo. Questo crollo non è semplice da decifrare.

È quasi un mese che a Pompei non piove, ha fatto freddo certo, ma non così tanto da gelare le mura antiche e da insinuare il ghiaccio negli interstizi delle pietre. Probabilmente è anche per questo che sul posto ieri sono arrivati i carabinieri da Torre Annunziata, la Procura che ha in mano tutti i fascicoli sulle malefatte degli scavi di Pompei.

POMPEI 1POMPEI 
Nemmeno dal ministero dei Beni culturali e dalla Soprintendenza sono ancora stati in grado di decifrare le cause di un crollo in pieno sole. «Non ci sono telecamere di sorveglianza in questa zona, l' unica dove non siamo ancora potuti intervenire con i lavori di messa in sicurezza perché siamo rimasti bloccati da un ricorso al Tar», dice Massimo Osanna che è il soprintendente degli scavi e che da settimane è impegnato in un faticosissimo braccio di ferro con i sindacati locali.

Non ha esitato il professor Massimo Osanna e proprio l' altro giorno ha denunciato apertamente i «ricatti» che sta subendo dalle organizzazioni sindacali, primo fra tutti quello di minacciare di tener chiusi gli scavi nei giorni di massima affluenza, in questo caso la prima domenica del mese di febbraio.

«Adesso è un peccato dover giustificare un crollo, a fronte del grande lavoro che abbiamo fatto e stiamo continuando a fare a Pompei», commenta Osanna. E poi spiega. «Questo ricorso al Tar è stato fatto da una ditta che era stata esclusa dai lavori di messa in sicurezza per la Regio I, circa un anno e due mesi fa. E il Tar ha preso in mano la pratica soltanto il 25 gennaio scorso. Noi abbiamo le mani legate, non possiamo cominciare nulla finche il tribunale regionale non decide sul ricorso».
POMPEI 2POMPEI 

La Casa del Pressorio di Terracotta è davvero sconosciuta ai più, fuori dalle guide ma non dai circuiti turistici perché si trova nella centralissima via dell' Abbondanza, al civico 22, ed è quindi davvero nella zona più centrale della città antica, da oltre un anno rimasta inibita al pubblico da questo ricorso al Tar.
Un altro crollo. Erano tanti mesi che non si accendevano i riflettori sulle rovine della Pompei antica, non i riflettori del disastro, perlomeno, perché in questi mesi tanti lavori importanti sono stati portati a termine.

Il soprintendente Massimo Osanna scuote la testa: «È davvero un peccato che ci sia stato questo crollo, rischia di danneggiare tanto impegno e tanta fatica. Vorrei ricordare alcuni dei lavori più belli realizzati in questi mesi: la Casa di Paquio Proculo, dell' Efebo, del Criptoportico: tutte con splendidi apparati decorativi, restaurate e restituite al pubblico».
Tutti lavori che sono stati possibili soprattutto grazie ai finanziamenti ricevuti dall' Unione Europea, fondi che devono essere confermati e vigilati ed è per questo che prestissimo arriverà a Pompei la commissaria dell' Unione Europea, la rumena Corina Cretu, quella che ha preso il posto del tedesco Hahn.
FRANCESCHINI 1FRANCESCHINI - PD

La commissaria Cretu si incontrerà proprio a Pompei con il nostro ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, giovedì 9 febbraio.

Fonte: qui

martedì 15 novembre 2016

Cremlino: telefonata Trump-Putin su terrorismo e Siria - Trump e gli immigrati irregolari

Dialogo con Vladimir Putin su basi parità, possibile incontro.

Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali
Finiremo di costruire il muro o la recinzione  al confine col Messico


Ansa - Il neo eletto presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico. Lo riferisce la Tass. Al centro dei colloqui, riferisce il Cremlino, la lotta al terrorismo internazionale e la questione siriana. Putin si è congratulato con Trump per l'elezione. Nella loro telefonata Vladimir Putin e Donald Trump hanno deciso di proseguire con i contatti telefonici con la possibilità di incontrarsi personalmente. Lo riferisce il Cremlino secondo quanto riporta la Tass. "Il presidente russo si è detto pronto a costruire un dialogo fra partner con la nuova amministrazione sui principi di uguaglianza, rispetto reciproco e non interferenza nei rispettivi affari interni", ha aggiunto il Cremlino. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente-eletto americano Donald Trump hanno riconosciuto come il livello delle attuali relazioni fra Stati Uniti e Russia sia "insoddisfacente" e hanno auspicato una normalizzazione dei rapporti.
Il presidente russo Vladimir Putin ha chiamato per congratularsi per la vittoria di Donald Trump. Lo riferisce lo staff del presidente-eletto americano. Nel corso del colloquio telefonico, Trump ha detto a Putin di puntare su una relazione forte e duratura.
"Uno dei messaggi che consegnerò ai leader europei" è "l'impegno di Donald Trump nei confronti della Nato. Lo afferma il presidente americano Barack Obama a poche ore dalla partenza per l'Europa. "Un enorme continuità nelle relazioni estere degli Stati Uniti continuerà con il presidente-eletto, Donald Trump, che ha mostrato un "grande interesse" nel mantenere le relazioni estere. 
"Con il mio team siamo pronti ad accelerare i prossimi passi verso la transizione. Aiutero' il presidente eletto ad affrontare questa grande sfida": lo ha detto Barack Obama nel corso della sua prima conferenza stampa dopo le elezioni presidenziali.
"L'America oggi e' piu' forte e le alleanze sono cruciali per la nostra sicurezza": lo ha detto Barack Obama che stasera partira' per il suo ultimo viaggio in Europa dove incontrera' i principali leader europei. "Non mollero' fino all'ultimo", ha agiunto Obama.
La comunità ebraica e quella musulmana in Usa protestano contro la nomina di Steve Bannon come chief strategist di Trump: "E' una scelta che rende l'appello all'unità una presa in giro", afferma il Council on American-Islamic relations. L'accusa a Bannon è quella di aver trasformato il suo sito Breibart in uno strumento di "propaganda etnica e di nazionalismo bianco", con posizioni "razziste" e, aggiungono gli ebrei, "antisemite". "Bannon deve andare via - attacca infatti anche l'Anti-Defamation League - se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti".
Portavoce difende Bannon, 'brillante stratega' - Donald Trump scende in campo per difendere la controversa nomina di Steve Bannon: "Chi lo critica - ha detto la portavoce del tycoon, Kellyanne Conway - dovrebbe andare a guardare il suo curriculum. Bannon e' uno stratega brillante, e con Reince Priebus sta facendo sacrifici enormi per servire il presidente".
''Protestano contro di me perche' non mi conoscono, ma dico loro di non avere paura'': e' il primo messaggio di Trump ai manifestanti che da giorni protestano contro la sua elezione a presidente degli Usa. E ai suoi sostenitori Trump a chiesto "stop" agli attacchi contro neri, ispanici e gay. Il presidente americano eletto ha annunciato poi che alla Corte costituzionale nominerà giudici 'pro vita' (anti aborto) e 'pro secondo emendamento' (quello sul diritto all'autodifesa con le armi).
Incarcereremo i criminali o butteremo fuori gli irregolari che hanno precedenti penali  - Donald Trump ha ribadito in una intervista alla Cbs un'altra delle sue promesse elettorali, l'espulsione di 2-3 milioni di clandestini con precedenti penali. "Quello che faremo e' buttare fuori dal Paese o incarcerare le persone che sono criminali o hanno precedenti criminali, membri di gang, trafficanti di droga", ha detto, indicando la cifra in due, forse anche tre milioni. Quanto agli altri irregolari, il neopresidente eletto ha sostenuto che una decisione verrà presa dopo aver reso sicura la frontiera. Trump ha confermato che intende costruire il muro al confine col Messico, precisando che una parte potrebbe essere muro e una parte una "recinzione", in accordo con quanto proposto dai repubblicani al Congresso.

venerdì 20 maggio 2016

Il muro sul Brennero e la fine del trattato di Schengen

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DURISSIMA LETTERA DEL COMMISSARIO EUROPEO AVRAMOPOULOS AD ALFANO: BRUXELLES NON E’ CONTRARIA ALLA EVENTUALE CHIUSURA DEL BRENNERO E PREPARA UNA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO L’ITALIA SUI RIMPATRI DEI MIGRANTI

La Commissione Europea certifica il fallimento del piano di rimpatri: trasferiti solo 1.500 migranti a fronte dei 160mila previsto per la fine del 2017. Il muro? “E’ possibile, in via eccezionale, adottare misure provvisorie per incanalare i flussi migratori…”

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera
DIMITRIS AVRAMOPOULOS
DIMITRIS AVRAMOPOULOS
La lettera è stata trasmessa al Viminale sei giorni fa e contiene tre punti di contestazione alle politiche migratorie dell' Italia. Quanto basta per riaprire lo scontro con Bruxelles. Perché il documento firmato dal commissario Dimitris Avramopoulos fa proprie «le preoccupazioni espresse dall' Austria riguardo al potenziale aumento di migranti in provenienza dall' Italia».
E non esclude che sui Cie possa essere avviata una procedura di infrazione. Nel giorno in cui la stessa Commissione europea decreta ufficialmente il fallimento del piano di ricollocamento dei profughi giunti nel nostro Paese e in Grecia - appena 1.500 trasferimenti a fronte dei 160 mila previsti per la fine del 2017 - si scopre che anche Roma è sotto tiro.
Durissima la reazione del ministero dell' Interno, dove si sottolinea: «Il nostro impegno è massimo, ma non riusciamo nemmeno a garantire il trasferimento degli eritrei che hanno diritto all' asilo visto che gli Stati membri non forniscono alcuna collaborazione». Proprio ieri il prefetto Mario Morcone ha evidenziato come «nelle strutture sono attualmente presenti ben 120 mila stranieri».

Il «muro» austriaco

simona vicari con angelino alfano
SIMONA VICARI CON ANGELINO ALFANO
Scrive Avramopoulos: «Ho ribadito che il Codice frontiere Schengen vieta l' installazione di recinzioni alle frontiere interne. Tuttavia è possibile, in via eccezionale, adottare misure provvisorie per incanalare i flussi migratori, se necessario e proporzionato.
Per preservare l' integrità dello spazio Schengen, condivido tuttavia le preoccupazioni espresse dall' Austria riguardo al potenziale aumento dei movimenti secondari di migranti in provenienza dall' Italia e all' importanza dell' essere preparati ad affrontare i flussi migratori provenienti dalla rotta del Mediterraneo centrale.
La barriera prevista al Brennero
LA BARRIERA PREVISTA AL BRENNERO
In tale contesto è fondamentale che l' Italia - uno degli Stati membri in prima linea, particolarmente esposto alla rotta del Mediterraneo centrale proveniente dalla Libia - intensifichi gli sforzi già in atto per fornire le condizioni di accoglienza necessarie ai migranti in arrivo e per prevenire le fughe».

Cie e «hotspot»

Ieri il ministro Angelino Alfano si è detto «disponibile ad aprire due nuovi centri di smistamento» ed è tornato a proporre «hotspot» galleggianti. Su questo la posizione della Commissione è però netta: «Frontex non dispone in permanenza di navi più grandi.
Migranti - vertice polizia al Brennero
MIGRANTI - VERTICE POLIZIA AL BRENNERO
Confido che l' Agenzia valuterà la proposta ma, come viene giustamente osservato nella lettera, il trasferimento in alto mare da una nave all' altra di un gran numero di migranti soccorsi/intercettati ne metterebbe a rischio la vita».
Critiche forti di Avramopoulos anche sulle strutture: «Pur riconoscendo il forte impegno dell' Italia, un gran numero di sbarchi avvengono al di fuori dei punti di crisi (hotspot), e i previsti gruppi mobili addetti ai punti di crisi non sono ancora operativi. È quindi importante predisporre i punti di crisi supplementari in Sicilia.
Per quanto riguarda il rimpatrio e la riammissione, l' attuale capacità ricettiva dei centri di trattenimento chiusi è chiaramente insufficiente e deve essere ampliata rapidamente.
Occorre inoltre predisporre urgentemente un nuovo programma di rimpatrio volontario assistito».

Flop del piano Juncker

Ieri la Commissione ha dovuto riconosce in un rapporto ufficiale il fallimento completo dell' agenda Juncker approvata nell' ottobre scorso. A fronte dei 20 mila profughi da ricollocare entro metà maggio, Italia e Grecia sono riusciti a trasferirne appena 1.500: dal nostro Paese sono partiti solo 595 stranieri, di cui 24 bambini.
CENTRI SOCIALI BRENNERO
CENTRI SOCIALI BRENNERO
La Ue conferma che «Austria, Ungheria e Slovacchia non hanno ancora offerto di ricollocare alcun profugo, mentre Germania e Polonia non rispettano l' obbligo di indicare, ogni tre mesi, il numero di richiedenti asilo da accogliere».
Fonte: qui