9 dicembre forconi: batterio
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sabato 14 settembre 2019

IN TOSCANA CI SONO STATI 31 MORTI IN DIECI MESI A CAUSA DEL BATTERIO “NEW DELHI”, CHE SI TRASMETTE PER CONTATTO (SOPRATTUTTO IN OSPEDALE) E PER IL QUALE NON SI CONOSCE LA CURA.


MA IL GOVERNATORE ENRICO ROSSI E LA SUA ASSESSORA ALLA SANITÀ STEFANIA SACCARDI L’HANNO TENUTO NASCOSTO PER TRE MESI. FINCHÉ IL “CORRIERE FIORENTINO” NON HA PUBBLICATO LA NOTIZIA E…
Lucia Cavaliere per “la Verita”

batterio new delhi 6BATTERIO NEW DELHI 
Settecentotto contagiati, 75 ammalati, 31 morti. In 10 mesi. Sono i numeri, impietosi, del contagio del batterio New Delhi Metallo beta-lactamase (Ndm), in Toscana, da novembre 2018. Un' epidemia che la Regione Toscana ha tenuto sotto silenzio per tre mesi, finché il Corriere fiorentino il 3 settembre non ha pubblicato la notizia. L' allarme lanciato dall' Ecdc, ovvero il centro di prevenzione e controllo delle malattie considerato - a livello europeo - massima autorità in fatto di epidemie, è arrivato agli uffici regionali toscani all' inizio di giugno 2019, ma è stato tenuto nascosto fino agli inizi di settembre.
batterio new delhiBATTERIO NEW DELHI

Muto il governatore Enrico Rossi, zitta l' assessore alla Sanità, Stefania Saccardi. Un silenzio giustificato, secondo lei, come ha risposto in Consiglio regionale a un' interrogazione del consigliere Maurizio Marchetti (Forza Italia) sulle misure straordinarie messe in campo per fronteggiare l' epidemia e ratificate con un atto del 26 luglio.
enrico rossi stefania saccardiENRICO ROSSI STEFANIA SACCARDI
 


L' assessore ha specificato che «da quando è arrivato l' avviso dell' Ecdc all' atto del 26 luglio emanato dalla Giunta, non siamo rimasti con le mani in mano». Ma i dati forniti dall' Azienda regionale per la sanità (Ars) dicono che le misure straordinarie non sono state sufficienti, tanto che a luglio si sono registrati ben 13 casi. Il batterio killer (40% di tasso di mortalità) si trasmette per contatto, soprattutto negli ospedali: i più colpiti sono quelli della Asl Toscana nord-ovest, che comprende anche parte della costa, con un picco di casi al nosocomio pisano di Cisanello, ben 31.
batterio new delhi 2BATTERIO NEW DELHI 
 
Si annida nell' intestino, in cui può restare silente, nei casi di portatori sani, o da cui può invece colonizzare tutto il corpo, infettando il sangue, provocando la sepsi e quindi la morte per setticemia, e che predilige pazienti più fragili come gli immunodepressi.
enrico rossi stefania saccardi 1ENRICO ROSSI STEFANIA SACCARDI

Ma la gravità dell' epidemia è tutta nella mancanza di un rimedio efficace e nel ritardo nel veicolare le informazioni a cui adesso si cerca di mettere una pezza. Il ceppo è farmaco resistente, non risponde cioè agli antibiotici di primo livello, e attualmente viene curato con un cocktail di otto farmaci, dei quali però non è certa l' efficacia. Si va, insomma, per tentativi. E la Regione è corsa ai ripari, cercando in 10 giorni di riempire il vuoto informativo che si era creato in tre mesi di silenzio. Maxi-screening a tutti i ricoverati negli ospedali, task-force di esperti, bollettini settimanali pubblicati sul sito dell' Ars, conferenze stampa, spiegazioni nell' aula del Consiglio regionale.
ospedale cisanello pisa 1OSPEDALE CISANELLO PISA enrico rossi 1ENRICO ROSSI 












Ma senza mai spiegare davvero l' assenza di informazioni dei tre lunghi mesi estivi, in cui si sono registrati altri 31 casi di contagio. Un ritardo clamoroso e pericoloso, considerati i flussi estivi della Toscana, per i quali lo stesso Ecdc aveva espresso «preoccupazione» in quanto «il focolaio presenta un rischio di superamento dei confini e di ulteriore diffusione nei Paesi dell' Ue per il fatto che l' aerea colpita è un' importante destinazione turistica». Ma il rapporto dell' Ecdc era top secret. Conseguenza: cittadini tenuti all' oscuro, turisti ignari, possibile contagio fuori Toscana.
 
Adesso che il segreto è stato svelato, le opposizioni in Consiglio regionale e anche in parlamento sono partite all' attacco, con una richiesta di comunicazione in aula da parte del leghista Jacopo Alberti, che rivendica «il diritto dei cittadini ad essere informati tempestivamente sulla possibilità di contrarre un batterio potenzialmente mortale andando in ospedale», e con un' interpellanza del forzista Stefano Mugnai diretta al neoministro della Salute, Roberto Speranza. Fonte: qui

martedì 31 luglio 2018

MANGIA UN PEZZO DI POLLO CRUDO, UNA 37ENNE MUORE DURANTE LA VACANZA A CORFÙ

LA DONNA HA CONTRATTO UN'INFEZIONE DA E-COLI, UN TIPO DI BATTERIO CHE PUÒ PORTARE ANCHE ALLA MORTE

Alessia Strinati per www.ilmessaggero.it

Non aveva mai avuto alcun problema di salute, fino a quando non è morta improvvisamente a 37 anni. Natalie Rawnsley, una mamma inglese, era in vacanza con la famiglia in Grecia quando in un ristorante le è stato servito del pollo crudo che lei ha mangiato senza accorgersene.

Il pollo però conteneva un batterio che le ha avviato un'infezione rilevatasi poi fatale, come riporta anche il Daily Mail. I fatti risalgono allo scorso anno, ma in questi giorni si sta svolgendo il processo per individuare i responsabili della tragedia. La sera in cui si è sentita male Natalie aveva mangiato una pietanza diversa da quella di tutti gli altri commensali: «Ad un certo punto mi sono accorto che sul suo pollo c’era del sangue, così lo ha sostituito con un altro pezzo. Aveva mangiato comunque qualche boccone dell'altro pezzo», ha raccontato il marito della donna in tribunale.
morte di Natalie RawnsleyMORTE DI NATALIE RAWNSLEY

Poco dopo Natalie è dovuta andare in bagno e ha iniziato a vomitare. Il dottore le aveva diagnosticato una gastroenterite. Fu consigliato al marito e ai figli di stare lontani per evitare il contagio ma verso sera la donna è stata portata con urgenza in ospedale: la donna aveva iniziato a sanguinare dalla bocca e dal naso: «Verso le 13 del giorno dopo, ho notato che il suo cardiofrequenzimetro si stava indebolendo, così ho urlato per chiamare l’infermiera. Ero con mio cognato. Ci hanno fatto subito uscire dalla stanza, ma dopo circa 5 minuti sono usciti per dirci che non c’era più nulla da fare. Natalie era morta», ha concluso il marito.

La donna aveva contratto un'infezione da e-coli, probabilmente proprio attraverso il pollo crudo. Purtroppo questo tipo di batterio può avere anche conseguenze importanti e portare alla morte.

Fonte: qui

venerdì 27 luglio 2018

LEGIONELLA - A BRESSO, IN PROVINCIA DI MILANO, CI SONO STATI 3 MORTI IN 3 GIORNI A CAUSA DEL BATTERIO

A CINQUE GIORNI DAL PRIMO ALLARME, LA STANZA DEL SINDACO È DIVENTATA UNA SPECIE DI SITUATION ROOM DOVE TUTTI, DALLA PROTEZIONE CIVILE ALL’ASL, CERCANO IL BANDOLO DI UNA EPIDEMIA SENZA SPIEGAZIONI 

L’ACQUEDOTTO E’ STATO BOMBARDATO DI CLORO MA IL PANICO RESTA

Luca Fazzo per “il Giornale”

La bara di legno chiaro è lì, in mezzo alla navata della chiesa di San Nazaro e Celso. Dentro c' è Eden Stocchi, che era campata fino a 94 anni attraversando i secoli e le fatiche, ammazzata in una manciata di ore da un batterio senza volto. Il giorno prima di lei era toccata a Lino Mazzola, 94 anni, sopravvissuto al lager di Flossenburg e a due mogli; e ieri se ne va anche Norma Bigi, 84 anni. Tre morti in tre giorni.

LEGIONELLA A BRESSOLEGIONELLA A BRESSO
Nel suo ufficio in Municipio, il giovane sindaco Simone Cairo segna col pennarello la mappa delle case dove la legionella ha spedito i suoi concittadini all' ospedale e al cimitero. Ventiquattro puntini, e il Municipio è l' epicentro del sisma.

Teme che parta il panico, la psicosi? «Se andiamo avanti così, sì». Quando ha capito di essere in un guaio? «Sabato pomeriggio. Ero andato in ospedale a trovare un malato di legionella. Mi fa: sa che anche quello del letto accanto è di Bresso? E al piano di sotto ce n' è un altro. Li ho capito che la situazione stava diventando critica».

LEGIONELLA A BRESSOLEGIONELLA A BRESSO
A cinque giorni dal primo allarme, la stanza del sindaco è diventata una specie di situation room, il quartier generale dell' unità di crisi dove un po' tutti - sindaco, assessori, protezione civile, Croce rossa, Ats ovvero la vecchia Asl - cercano il bandolo di una epidemia senza spiegazioni. Ogni volta che un altro cittadino di Bresso si ammala, lo intervistano per cercare dei punti di contatto tra le varie storie, un comune denominatore. «Finora, zero», dice il sindaco.

Così si va avanti ad ipotesi. Mazzola, il deportato del lager, andava ogni giorno a zappare e a innaffiare l' orto, in bicicletta col bastone a tracolla, e magari le goccioline di acqua infetta le ha respirate lì: ma la Eden Stocchi non aveva mai zappato un orto in vita sua. In casa di un malato hanno trovato la legionella nell' acqua del rubinetto, ma nelle altre case no. E allora?

Cosa ha trasformato in batterio assassino questo inquilino quasi stanziale delle nostre tubature e delle nostre fontane? E perché tutto questo accade a Bresso, nello stesso Comune alle porte di Milano dove la legionella si scatenò già quattro anni fa, ammazzò un anziano, ne infettò altri otto, per poi sparire senza spiegazioni? L' acquedotto è pulito, dicono i tecnici, anche se per prudenza lo stanno bombardando di cloro.

LEGIONELLA A BRESSOLEGIONELLA A BRESSO
Hanno spento tutte le fontane, hanno vietato di innaffiare gli orti per evitare che altri anziani facciano la fine di Mazzola. Nella piscina comunale, dove quattro anni fa il batterio si era insediato nelle docce, adesso pare che non ci sia: e comunque non l' hanno chiusa, perché in piscina ci vanno i ragazzi, e ai giovani il batterio gli fa un baffo, al massimo due giorni di antibiotici e via. Molti lo pigliano e non se ne accorgono neanche. Per lo stesso motivo non ci si preoccupa del gigantesco hub per profughi con cinquecento ospiti, ai confini est.

Per gli anziani è un' altra storia. Così da stasera quaranta volontari della protezione civile, in tuta e mascherina, busseranno alle porte dei vecchietti di Bresso offrendosi di disinfettare tutto; davanti alle chiese e ai dopolavoro («gli anziani dobbiamo intercettarli lì, perché i social network non li raggiungono») verrà spiegato come comportarsi, le precauzioni da prendere, la doccia da far scorrere. Già, perché non sapendo dove si annidi il batterio e perché si sia scatenato, l' unico rimedio è convincere all' attenzione, alle «buone pratiche» per non esporsi troppo al pericolo. Sperando che l' emergenza duri meno dei sei mesi che durò nel 2014. E facendo intanto quel che si può, andando a frugare negli ingranaggi di tutti i mezzi che per un motivo o per l' altro spruzzano nuvole d' acqua, dai camion che puliscono le strade ai rulli degli autolavaggi.
LEGIONELLA A BRESSOLEGIONELLA A BRESSO

Gruppi di negozianti sono stati convocati in Comune per istruzioni, una parrucchiera ha stupito tutti dimostrando conoscenze da tecnico specializzato: lei era già in pista nel 2014, dovette imparare in fretta come mettere in sicurezza se stessa e le sue clienti.

La Procura intanto ha aperto una inchiesta, senza grande convinzione: lo fece già nel 2014 senza arrivare a nessuna conclusione, non si capì di chi era la colpa, e non si capirà neanche adesso. Il giovane sindaco intanto tiene botta, nella rogna che gli è piombata addosso. «Ho chiesto al governo una mano. Quando tutto sarà finito, indaghino, va benissimo. Ma io ho bisogno adesso. Ho bisogno di vederli qua».

Fonte: qui

domenica 8 luglio 2018

LISTERIA - C'È UN BATTERIO KILLER NEI MINESTRONI: FINDUS E IN LIDL RICHIAMANO ALCUNI PRODOTTI IN VIA PRECAUZIONALE

LA FONTE DI UN FOCOLAIO DEL BATTERIO SAREBBE STATA INDIVIDUATA NEL MAIS E IN ALTRI ORTAGGI SURGELATI PRODOTTI DA UN' AZIENDA UNGHERESE. SU 47 CONTAGIATI, 9 MORTI. 

''NON RISULTANO FOCOLAI IN ITALIA'', DICE LA MINISTRA GRILLO

Valeria Arnaldi per ''Il Messaggero''

L' ALLARME
Rischio Listeria in Europa

Dal 2015 ad oggi, sono stati 47 i casi segnalati nell' uomo - 9 i decessi - in Austria, Danimarca, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Il batterio si trasmette principalmente attraverso il cibo e ora i ritiri precauzionali di prodotti alimentari surgelati iniziano anche in Italia. Findus ha richiamato alcuni lotti di minestrone indicati sul sito dell' azienda.
surgelatiSURGELATI

«La decisione, volontaria e in via del tutto precauzionale, di richiamare questi prodotti - dichiara - è stata presa a seguito della segnalazione del fornitore Greenyard, della potenziale contaminazione da Listeria di una partita di fagiolini, utilizzati in minima parte all' interno dei prodotti oggetto del richiamo». Lidl ha ritirato dei surgelati Freshona - mais e mix di verdure - in Sicilia.

LA FONTE

LISTERIA
Le decisioni fanno seguito all' allerta europeo proveniente dall' Ungheria. La probabile fonte di un focolaio del batterio sarebbe stata individuata, infatti, nel mais e in altri ortaggi surgelati prodotti da un' azienda nel Paese. «Nonostante il ritiro del prodotto ordinato dall' Ungheria», lo scorso 29 giugno, e il divieto di commercializzare tutte le verdure surgelate prodotte dall' azienda tra agosto 2016 e giugno 2018, specificano il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l' Autorità europea per la sicurezza alimentare «finché i prodotti contaminati sono sul mercato e nei congelatori dei consumatori possono ancora emergere nuovi casi». Da qui i ritiri.
LISTERIALISTERIA

«Al momento non risultano focolai di Listeria in Italia ed i ritiri dei prodotti sono effettuati in via precauzionale - afferma il ministro della Salute Giulia Grillo - Sto seguendo con la massima attenzione la vicenda del batterio Listeria. I miei uffici hanno subito predisposto tutti i controlli e le misure necessarie».

PRECAUZIONI
Non solo, come spiega l' Efsa, «La cottura a temperature superiori a 65 °C uccide i batteri». La Listeria monocytogenes causa la listeriosi, una malattia rara, spiega l' Efsa, ma «spesso grave, con elevati tassi di ricovero ospedaliero e mortalità. Nell' UE sono stati segnalati circa 1470 casi nell' uomo nel 2011, con un tasso di mortalità del 12,7 %».

surgelatiSURGELATI
Nelle persone infette, le manifestazioni variano, «da lievi sintomi simil-influenzali, come nausea, vomito e diarrea, a infezioni più gravi, quali meningite e altre complicanze potenzialmente letali». Findus, a tranquillizzare ulteriormente i suoi consumatori, precisa che «la categoria dei prodotti oggetto del richiamo prevede il consumo solo previa cottura, come chiaramente indicato sulle confezioni. La cottura del prodotto annulla ogni potenziale rischio per la salute». Il ritiro si riferisce, inoltre, solo ai lotti menzionati.

Per Coldiretti, quello per la Listeria è «solo l' ultimo di una serie di allarmi alimentari. Dimostra l' importanza di una informazione corretta con l' obbligo di indicare in etichetta l' origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti, con la necessità di togliere il segreto sui flussi commerciali con l' indicazione pubblica delle aziende che importano i prodotti dall' estero per consentire interventi rapidi e mirati».

Fonte: qui

venerdì 29 giugno 2018

VI RICORDATE IL PASSEGGERO CHE PER LA PUZZA AVEVA CAUSATO UN ATTERRAGGIO DI EMERGENZA? È MORTO

ANDREY SUCHILIN ERA SU UN VOLO TRANSAVIA DA GRAN CANARIA AD AMSTERDAM, QUANDO PASSEGGERI ED EQUIPAGGIO HANNO INIZIATO A VOMITARE PER L'ODORE CHE EMANAVA. DIETRO A QUELL'ODORE C'ERA UN BRUTTISSIMO MALE…

il passeggero che non si lava volo transaviaPASSEGGERO VOLO TRANSAVIA

È morto Andrey Suchilin, il passeggero di un volo che, emanando un odore disgustoso, aveva causato malori e vomito tra le persone che gli sedevano accanto, costringendo anche i piloti ad un atterraggio d'emergenza. Con la notizia del decesso, è giunta una inquietante rivelazione: quel fetore non era dovuto ad una scarsa igiene personale, bensì alla malattia che ha condotto l'uomo, di nazionalità russa, al coma e alla morte.


L UOMO ACCOMPAGNATO SU UN BUSL' UOMO ACCOMPAGNATO SU UN BUS
Come riporta Metro.co.uk, Suchilin emanava un odore fortissimo e poco gradevole, ed aveva costretto i piloti del volo Transavia, da Gran Canaria a Amsterdam, ad un atterraggio d'emergenza a Faro, in Portogallo. Molti passeggeri, a causa dell'odore sgradevole, avevano iniziato a sentirsi male e a dare di stomaco, mentre il personale di volo cercava di isolare Suchilin in un bagno. L'uomo, ricoverato in ospedale dopo l'atterraggio d'emergenza, era entrato in coma solo due giorni dopo ed è morto ieri, dopo quasi un mese di agonia.

VOLO TRANSAVIAVOLO TRANSAVIA


L'odore emanato dall'uomo non era altro che la conseguenza della grave malattia che ha colpito l'uomo: un batterio capace di distruggere internamente la pelle e i tessuti gli aveva infatti causato una necrosi molto grave, sfociata poi in una vera e propria cancrena, il preludio alla morte.       

Fonte: qui

lunedì 19 marzo 2018

ATTENTI ALLE COZZE VIVE IN ARRIVO DALLA SPAGNA: SONO CONTAMINATE CON UN BATTERIO PERICOLOSO!

E’ ALLARME IN TUTTA ITALIA 

GIA’ AVVIATO IL RITIRO DEI PRODOTTI DA SUPERMERCATI, PESCHERIE E MERCATI


cozzeCOZZE
Cozze vive contaminate da Escherichia Coli. Il Rasff, il sistema di allerta europeo rapido per la sicurezza alimentare, ha lanciato l’allarme nazionale per le la possibile presenza del pericoloso batterio Escherichia Coli nelle cozze vive. L’allarme cozze contaminate da Escherichia Coli è stato diffuso in tutta Italia, da nord a sud, poiché queste cozze vive contaminate sarebbero state già immesse sull’intero mercato nazionale e l’Escherichia Coli è un batterio molto insidioso presente in acque inquinate da feci che può essere una bomba per l'apparato digerente e provocare nausea, forti crampi addominali, diarrea, vomito.

cozzeCOZZE
L'allerta cozze vive contaminate da Escherichia Coli è del 16 marzo (rif. 731.2018), purtroppo però non si conoscono i lotti con cozze vive contaminate anche perché riguardano non solo la Grande distribuzione ma pescherie e mercati. Il ritiro delle cozze vive contaminate da Escherichia Coli è stato già avviato in tutta Italia, una misura cautelare a tutela della salute dei consumatori.

Il Sistema di allerta invita tutti a prestare la massima attenzione e a non consumare le cozze vive senza prima sottoporle al controllo dal Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della Asl locale. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", ricorda che «il consumo dei molluschi bivalvi è considerato uno dei principali responsabili di trasmissione all'uomo di diverse malattie d'origine batterica e virale nonché intossicazioni da enterobatteri. Pertanto, invita chiunque avesse acquistato questo prodotto a consumarlo ben cotto evitando il consumo di prodotti crudi».

Fonte: qui