9 dicembre forconi: Youtube
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mercoledì 4 settembre 2019

YouTube afferma che è "più importante che mai" essere una piattaforma aperta - un giorno dopo la massiccia messa al bando

L'amministratore delegato Susan Wojcicki ha detto martedì che è "più importante che mai" per YouTube rimanere una "piattaforma aperta" solo un giorno dopo aver  intrapreso una massiccia censura contro le persone di destra per il cosiddetto "discorso dell'odio".
La più grande azienda di video del mondo può continuare a consentire ai suoi 2 miliardi di utenti di caricare tutto ciò che vogliono, quando vogliono?
Sì, dice la donna che gestisce quella società: in una  lettera  indirizzata ai creatori su YouTube, il CEO Susan Wojcicki afferma che la piattaforma si impegna a rimanere aperta perché ritiene che il lato positivo di tale approccio sia molto più importante del lato negativo.
Questa non è una nuova idea, ed è quella che Wojcicki, insieme alle persone che gestiscono altre piattaforme tecnologiche giganti, dicono in privato tutto il tempo. Ma Wojcicki lo sta dicendo di nuovo, oggi, poiché i critici si stanno sempre più chiedendo se è una filosofia che funziona per le aziende tecnologiche su scala globale. [...]
"Credo che preservare una piattaforma aperta sia più importante che mai", scrive Wojcicki in una nota trimestrale rivolta agli utenti più accaniti di YouTube, che caricano video sul sito per divertimento e profitto. Mentre quella nota di solito è dedicata alla celebrazione dell'ampia fascia di creatori di YouTube, questa trascorre la maggior parte del suo tempo a difendere l'idea che YouTube continuerà a tenere le porte aperte a chiunque voglia pubblicare praticamente qualsiasi cosa sul sito.
Stiamo raggiungendo livelli di propaganda mai ritenuti possibili prima.
*  *  *

È assolutamente spaventoso che la stragrande maggioranza degli americani stia bene con la censura e la forza usata contro altri esseri umani purché la loro visione sia l'unica a ricevere attenzione. YouTube sta sicuramente mentendo e facendo propaganda. Non è una "piattaforma aperta" se le persone possono essere bandite per dire cose che al padrone della piattaforma non piacciono.

giovedì 11 ottobre 2018

UNA BOMBA SULLA FAZIOSITÀ DEI GIGANTI INTERNET: IL DOSSIER DI GOOGLE IN CUI 'ABOLISCE' IL FREE SPEECH, LA LIBERTÀ DI PAROLA, E LO SOSTITUISCE CON LA CENSURA ''ALL'EUROPEA''



L'AVANZATA DI TRUMP E DEI PARTITI POPULISTI VA FERMATA INTERVENENDO SUI CONTENUTI. LA CONFERMA DI TUTTE LE TEORIE COSPIRAZIONISTE DELLA DESTRA SOVRANISTA, NEL GIORNO IN CUI UNO STUDIO DIMOSTRA CHE IL 92% DEI MEDIA USA REMA CONTRO TRUMP…

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

sundar pichaiSUNDAR PICHAI
Nel giorno in cui uno studio dimostra che il 92% dei media americani informa e rema attivamente contro Donald Trump, arriva, opportunamente leaked, una bomba sulla faziosità dei giganti Internet. Faziosità non più negata, almeno non nelle loro segrete stanze, che poi segrete non restano anzi, si tratta di un dilemma amletico, di fronte al quale Google, Facebook, YouTube e Twitter non possono più mantenere la promessa fatta al mondo di essere obiettivi e difensori della libertà di espressione e di parola.

Dice proprio così, che i giganti di Silicon Valley sono intrappolati oggi tra due posizioni incompatibili fra di loro, il mercato delle idee che non deve avere mediazioni, e i necessari spazi ben ordinati di sicurezza e civiltà. Che vuol dire? Ah saperlo, magari è solo un bel modo di dire che fanno come gli pare, che alcune notizie le privilegiano e altre le nascondono, che si comportano come i peggiori censori contro i quali hanno sostenuto di essere nati.

Quelli di Google però si sentono censori in missione per conto di Dio.
trump e sergey brin di googleTRUMP E SERGEY BRIN DI GOOGLE
The Good Censor, ovvero il buon censore, il censore a fin di bene, come si chiama il dossier leaked, rivelato, mentre avrebbe dovuto rimanere segreto, uno studio ad uso interno. Destinato a chi? Prodotto per promuovere che cosa o per tutelarsi da cosa? Di certo spendendo una montagna di quattrini, con l'assistenza di avvocati e consulenti.

Forse ad accusarli di alimentare false notizie e odio nei confronti suoi e della sua amministrazione, Donald Trump non aveva pensato così male. Solo che il gigante di internet ammette in un esplosivo dossier, passato da una manina volenterosa al giornale conservatore Breitbart, di esercitare censura sulle notizie e di indirizzarle politicamente, ma si giustifica perché un po' sarebbe una narrativa utopista quella dell'obiettività, e fin qui possiamo essere d'accordo, un po' e’ soprattutto colpa proprio di Donald Trump se l'informazione è costretta ad attaccarlo, e per attaccarlo costretta a delle bugie, gettando alle ortiche la tradizione americana del Free Speech.

ruth porat di google si mette a piangere per l elezione di trumpRUTH PORAT DI GOOGLE SI METTE A PIANGERE PER L ELEZIONE DI TRUMP
Già erano state rivelate immagini di riunioni nelle quali i più alti dirigenti di Google dichiaravano che avrebbero fatto di tutto per cancellare dalla storia il presidente, e con lui il populismo che lo appoggia. La veemente smentita, fondata sulla assicurazione che le opinioni personali di chi lavora a Google non hanno niente a che vedere col prodotto, non aveva convinto.

Ora è arrivato questo bel mattone, 85 pagine titolate “The good censor”, nelle quali, partendo dal presupposto che Google e le altre piattaforme digitali ora controllano la maggioranza della comunicazione online, si riconosce che hanno preso la strada della censura come reazione e risposta a eventi politici nel mondo non graditi e inaspettati, per esempio l’ascesa in Germania di AFD, Alternativa per la Germania, il partito di destra anti europeo.

Il bello è che per giustificare l'approccio fazioso viene preso ad esempio lo stile europeo, cosa che non dovrebbe renderci lieti. Nel senso che, cito, la tradizione americana privilegia il Free Speech in nome della democrazia, non della civiltà, mentre quella europea favorirebbe la dignità rispetto alla libertà, e la civiltà rispetto alla libertà, e che ora tutte le piattaforme Tech si starebbero indirizzando verso la scelta europea.
sergey brin larry pageSERGEY BRIN LARRY PAGE

Vi sembra una supercazzola? In parte sì, in parte vuol dire che in nome di una presunta civiltà da mantenere tutto è lecito, soprattutto se dopo aver assicurato pubblicamente di non essere strutture con una direzione, ma solo piattaforme neutrali, ottenendo così di essere immuni dalle clausole della sezione 230 della Communication decency Act, la legge americana sull'editoria, nel dossier si specifica invece che il ruolo di garanti della civiltà è dovuto, essendo editor e publisher, direttori ed editori.

Alla preparazione del dossier hanno partecipato numerosi ricercatori di vari livelli e indirizzi, l’editore capo della rivista del MIT, Jason Pontin, lo scrittore di Atlantic Franklin Foer, l'accademico Kalev Leetaru, 35 osservatori culturali e 7 leader in campo culturale provenienti da 7 Nazioni di 5 continenti. Le conclusioni del dossier e dei briefing che lo hanno accompagnato vengono ora considerati parte integrante della politica di Google,
a partire dalla necessità di autocensura e di censura per poter affrontare l'espansione nel mercato cinese.

Sundar Pichai WideSUNDAR PICHAI WIDE
A continuare, si afferma che non possono essere messi sullo stesso piano i commenti delle persone normali con quelle di fonti autorevoli, come per esempio New York Times, e che queste ultime vanno privilegiate negli algoritmi.

Breitbart, rivista conservatrice molto discussa, per un certo tempo diretta da Steve Bannon, è che proprio nel dossier viene indicata come fanatica del Free Speech, che non si sa se sia un complimento a questo punto, ha pubblicato l'intero dossier ed ecco i punti salienti.

BREITBARTBREITBART
Gli utilizzatori si domandano a questo punto se l'apertura totale di Internet debba essere celebrata, e se il Free Speech sia diventato un'arma politica sociale ed economica.

Gli ideali primordiali del Free Speech su internet erano un'utopia.
Ormai Google, insieme a Twitter e Facebook, controlla la maggior parte delle comunicazioni on line.
Si porrà prima o poi il problema del rispetto della legge sulla comunicazione e la decenza dalla quale in quanto piattaforma neutrali finora sono stati esentati.

L'elezione di Donald Trump e il presunto coinvolgimento della Russia vengono individuati come i fattori che hanno eroso la fede nel Free Speech e convinto della necessità di censurare e interpretare. In modo analogo si ammette che è stata trattata l'ascesa del partito AFD tedesco, identificato senza prove come alt-right.

Secondo il dossier, razzisti misogini e oppressori avrebbero seguendo il Free Speech lo spazio di rivoluzionari e militanti e continuerebbero a violare le regole morali nascosti dietro lo scudo dell'anonimato.

Dopo aver segnalato l'ascesa online dei discorsi ispirati all'odio, il dossier cita in modo positivo e lusinghiero Sarah Jeong, nota proprio per un discorso di odio contro i maschi bianchi.
proteste contro donald trumpPROTESTE CONTRO DONALD TRUMP

Ancora, si segnala come un fatto negativo e da superare che fino ad ora internet sia stato un terreno nel quale voci autorevoli e commentatori improvvisati hanno avuto lo stesso spazio, cosa che avrebbe danneggiato un dibattito razionale.

Si accusa il presidente Trump di diffondere le teorie della cospirazione secondo le quali Google avrebbe favorito Hillary Clinton nel 2016, accusa peraltro confermata da una ricerca indipendente.

Nel ribadire infine che il diritto alla libertà di espressione e la censura il nome della civiltà sono posizioni incompatibili fra di loro, che una è la tradizione americana e l'altra è la tradizione europea, e che verso quella europea ci si sta rapidamente indirizzando, il dossier spiega che le ragioni principali sono la necessità di rispondere a mercati completamente diversi per potersi espandere nel mondo, assieme a quella di monetizzare i contenuti organizzandoli, e sottolinea che le preoccupazioni di una censura già esistente e sempre più forte su internet vengono dai media di destra, ma che si stanno espandendo e che è necessario rispondere.

Fonte: qui

venerdì 6 aprile 2018

YOUTUBE CAMBIA L’ALGORITMO E SI SFIORA UNA STRAGE

MILITANTE VEGANA E ANIMALISTA, LA SQUILIBRATA CHE HA APERTO IL FUOCO NELLA SEDE CALIFORNIANA ERA FURIOSA PERCHÉ IL CAPO DI YOUTUBE QUALCHE MESE FA AVEVA STRAVOLTO IL SISTEMA DI MONETIZZAZIONE DEI VIDEO E TAGLIATO I VERSAMENTI A MIGLIAIA DI YOUTUBER DI PROFESSIONE

VIDEO: SUSAN WOJCICKI, CEO DI YOUTUBE, SPIEGA COME CAMBIA LA MONETIZZAZIONE DEI FILMATI (IN POCHE PAROLE: MENO SOLDI PER TUTTI)


FOLLIA DI NASIM, BLOGGER «TRADITA DA YOUTUBE»
Giuseppe Sarcina per il Corriere della Sera

« Odiava quel posto», raccontano ora i genitori di Nasim Najafi Aghdam, la donna che martedì 3 aprile ha seminato il terrore nel quartier generale di YouTube a San Bruno, California. Ha ferito tre persone: un uomo di 36 anni, ancora ricoverato «in gravi condizioni», e due donne di 32 e di 27 anni, dimesse ieri.
nasim najafi aghdamNASIM NAJAFI AGHDAM
Poi ha puntato la sua pistola Smith & Wesson da 9 millimetri contro se stessa, togliendosi la vita.

«Le questioni personali» di cui avevano subito parlato gli investigatori avrebbero a che fare con la sua militanza di animalista e vegana. Nasim, 39 anni, viveva con la sua famiglia nella zona di San Diego e, da quello che si è saputo finora, si dedicava completamente alle sue campagne, con una nutrita produzione di video sui Social, firmati con il nome «Nasime Sabz». I suoi account su Facebook, Instagram e Linkedin sono stati immediatamente rimossi.

nasim najafi aghdamNASIM NAJAFI AGHDAM
Ma il passaggio decisivo era il rapporto con YouTube. Negli ultimi giorni la donna si era lamentata con il padre: «Hanno smesso di pagarmi per i miei video». In uno dei post recuperati dai media e ora oggetto di indagine si legge: «Non c' è una pari opportunità di crescita su YouTube o su un qualsiasi altro sito, il vostro canale cresce solo se vogliono loro». Insomma Aghdam si sentiva censurata, perseguitata dalla società di San Bruno.

I media locali hanno recuperato alcuni frammenti delle sue clip. Nasim metteva insieme un miscuglio di danza, canto, ginnastica e varie performance. «Sono un' atleta vegana», oppure si presentava con una maschera da pecora e con una scritta «Go Vegan, Go Healthy & Humane». Una foto del 2009 la ritrae durante un sit-in «contro la tortura sugli animali» a Camp Pendleton, dove ha sede una base dei marines: vestita di nero, guanti compresi, impugna una spada giocattolo. Le labbra serrate, con due gocce di sangue disegnate sul viso.

nasim najafi aghdamNASIM NAJAFI AGHDAM
Nessuno, però, si aspettava uno sbocco violento. Lunedì mattina Nasim Najafi Aghdam prende la macchina e sparisce senza avvisare nessuno. Suo padre la cerca, le telefona per tutto il giorno, senza riuscire a rintracciarla. Decide allora di avvisare lo Sceriffo della contea di San Diego. Martedì mattina una pattuglia di Mountain View individua l' auto parcheggiata, a una cinquantina di chilometri da San Bruno: dentro c' è Nasim che dorme. Gli agenti ci parlano per una ventina di minuti, senza «riscontrare alcuna potenziale minaccia», come dirà poi Katie Nelson, la portavoce della polizia.

La donna telefona alla famiglia e sembra tutto risolto. Ma anziché tornare a casa l' attivista sarebbe andata a esercitarsi in un poligono, con la sua pistola regolarmente registrata. Poi, all' ora di pranzo, punta verso il campus di YouTube. Lascia la macchina nel parcheggio di un negozio vicino ed entra nel recinto passando da un garage. Da questo momento in poi la luce delle indagini è spenta.
nasim najafi aghdamNASIM NAJAFI AGHDAM

Nasim stava cercando qualcuno? O ha colpito a caso? Per il momento non si sa se ci fosse una qualche relazione con le tre persone colpite. Sembra sfumare anche l' idea di un agguato al fidanzato, come aveva riportato il Daily Beast.

Fonte: qui

mercoledì 4 aprile 2018

SPARI NEL QUARTIER GENERALE DI "YOUTUBE" IN CALIFORNIA

AD APRIRE IL FUOCO E’ STATA UNA DONNA (CHE POI SI E' TOLTA LA VITA) 
CI SONO FERITI, EVACUATI I DIPENDENTI – VIDEO


Colpi d'arma da fuoco sono stati uditi presso il quartier generale di YouTube a San Bruno in California. La polizia ha isolato tutta l'area. Sul luogo un ingente schieramento di forze dell'ordine e ambulanze.
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Una fonte di polizia ha confermato alla ABC7 che a sparare sarebbe stata "una donna bianca, adulta, con indosso un top nero e un fazzoletto in testa". Secondo un altro testimone, citato dalla Cnn, la donna sarebbe "entrata nello spazio in cui di solito i dipendenti si fermano a mangiare e avrebbe puntato una persona in particolare". Un portavoce del San Francisco General Hospital ha parlato dell'arrivo di alcuni pazienti coinvolti nell'episodio, ma non ha fornito dettagli sul loro numero e sulle loro condizioni. Lo stesso ha fatto lo Stanford Health Care Hospital precisando invece di avere accolto quattro-cinque feriti. "Stavamo facendo una riunione quando abbiamo sentito un gran trambusto" scrive su Twitter Todd Sherman, un impiegato presente in quel momento negli uffici, "il primo pensiero è stato un terremoto, tanto tremavano i pavimenti, poi abbiamo capito che invece c'erano delle persone in fuga".
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Nei successivi tweet, Todd Sherman continua: "Ci siamo avvicinati all'uscita e c'era un sacco di gente e abbiamo sentito che c'era qualcuno fuori che stava sparando colpi d'arma da fuoco".L'uomo racconta poi di aver guardato di sotto, e di aver visto "del sangue sul pavimento e sulle scale", di aver assistito all'arrivo della polizia "con i fucili imbracciati" e di aver indicato agli agenti da dove provenissero gli spari. Altre immagini di utenti Twitter mostrano una fila di impiegati uscire dagli uffici con le mani in alto sotto la protezione delle forze dell'ordine. Poco più di una settimana fa il più importante sito di contenuti video ha aggiornato la normativa in merito ai contenuti, vietando di pubblicare video di qualsiasi genere contenenti armi da fuoco, dai video dimostrativi ai tutorial. Vietati anche tutti i link che rimandano a siti che vendono armi. 

Fonte: qui