9 dicembre forconi: Barcellona
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sabato 19 ottobre 2019

CAOS TOTALE IN CATALOGNA PER LO SCIOPERO GENERALE SEGUITO ALLE CONDANNE.

manifestazioni in catalogna

MANIFESTAZIONI IN CATALOGNA


MENTRE ORIOL JUNQUERAS E ALTRI LEADER SECESSIONISTI SONO STATI CONDANNATI AL CARCERE, CARLES PUIGDEMONT FA IL BEAU GEST E SI CONSEGNA ALLE AUTORITÀ BELGHE MA VIENE SUBITO RILASCIATO E NON LASCERÀ IL PAESE 

STRADE E AEREOPORTI BLOCCATI E DECINE DI FERITI. 

RINVIATA LA PARTITA BARCELLONA-REAL

manifestazioni in catalogna 9MANIFESTAZIONI IN CATALOGNA 
Mentre in Catalogna proseguono le proteste degli indipendentisti a seguito delle condanne dei politici catalani da parte della Corte suprema spagnola, l'ex presidente  Carles Puigdemont si è consegnato alle autorità belghe. Lo stesso Puigdemont ha spiegato di aver deciso di presentarsi volontariamente visto il nuovo ordine di cattura internazionale arrivato dai giudici di Madrid. Puigdemont respinge l'ordine di arresto e si oppone a «ogni tentativo» di rimandarlo in Spagna.

carles puigdemont 1CARLES PUIGDEMONT
Lunedì scorso il giudice Pablo Arena ha consegnato alle autorità belghe la documentazione necessaria per chiedere l’arresto dell’ex presidente. Gli avvocati di Puigdemont hanno spiegato che «il 130° presidente della Generalitat in esilio sta seguendo tutti i passi ufficiali che accompagnano questo procedimento, ha respinto la notifica e si è opposto alla consegna alla Spagna».
oriol junquerasORIOL JUNQUERAS
L’ex presidente, tuttavia, è già libero. Lo ha spiegato lo stesso Puigdemont incontrando la stampa: «Sono stato rilasciato senza cauzione, resto a disposizione della giustizia belga. Non lascerò il Paese».
Lo sciopero
Intanto la Catalogna si ferma per lo sciopero generale che segna il quinto giorno di proteste contro la condanna del leader secessionista Oriol Junqueras a 13 anni di carcere insieme a una dozzina di dirigenti indipendentisti. Nella notte ci sono stati nuovi scontri con 18 feriti e 19 fermati e dalla prima mattina i manifestanti hanno bloccato diverse strade tra cui quella alla frontiera con la Francia, chiusa in entrambi i sensi con il valico di La Jonquera.
botte in catalognaBOTTE IN CATALOGNA
Alle 17 è in programma una grande manifestazione a Barcellona durante la quale confluiranno cinque marce della libertà.
carles puigdemontCARLES PUIGDEMONT
Nel quarto sciopero generale sono stati cancellati 46 voli. L’adesione è stata del 90% nelle università, del 30% tra i funzionari pubblici e tra il 60 e l’80% tra i negozianti e gli esercizi commerciali.
La Federcalcio spagnola ha ufficializzato il rinvio per motivi di sicurezza del “clasico” Barcellona-Real Madrid, in programma alle 13 del 26 ottobre. Troppo pericoloso disputare la gara soprattutto considerato l’appoggio del club blaugrana alla causa separatista.
18 Ottobre 2019
Fonte: qui

venerdì 1 febbraio 2019

GENOVA - LA CITTÀ È DIVENTATA IL CROCEVIA DEI NARCOS - IERI SEQUESTRATE DUE TONNELLATE DI COCAINA: È LA QUANTITÀ PIÙ MASSICCIA DA 25 ANNI

È LA QUANTITÀ PIÙ MASSICCIA DA 25 ANNI 
LA DROGA AVREBBE GENERATO UN INCASSO FINALE DI 560 MILIONI DI EURO PASSANDO DA BARCELLONA, DOVE E' STATA TRATTATA E GESTITA PRIMA DEL RIENTRO IN ITALIA

Andrea Galli per il “Corriere della Sera”

genova sequestrate 2 tonnellate di cocaina 3GENOVA SEQUESTRATE 2 TONNELLATE DI COCAINA 
Nella lettura degli investigatori, e più d' uno, per semplificare l' immagine, suggerisce una «Narcos europea» sulla base della serie televisiva ambientata in Sudamerica, lo scenario dietro il sequestro vale più delle stesse due tonnellate e cento chili di cocaina, trovate dalla Finanza in un container transitato nel porto di Genova.

Una quantità rara di droga, la maggiore scoperta dalle forze dell' ordine dall' inizio degli anni Novanta, e di estrema qualità nelle analisi di laboratorio. Non poteva che essere così, in considerazione del provvisorio punto previsto d' arrivo di quel container, Barcellona, il luogo dove sarebbe stata trattata e divisa la cocaina, acquistata da cinque organizzazioni che poi avrebbero gestito il ritorno in Italia, per la vendita all' ingrosso e al dettaglio.
genova sequestrate 2 tonnellate di cocaina 2GENOVA SEQUESTRATE 2 TONNELLATE DI COCAINA 

In Europa, la base per gli incontri con gli emissari colombiani per le trattative è proprio la Spagna. Lo è per una ragione che potrebbe apparire banale, la frequenza dei voli diretti con il Sudamerica.
Arrivava dalla Spagna «El Ruso», soprannome di Miro Rizvanovic Niemeier, doppia cittadinanza bosniaca e tedesca, e a lungo, prima dell' arresto a Civitavecchia (aprile 2017), l' estradizione e l' uccisione (lo scorso ottobre in Colombia), «collante» tra gli acquirenti europei, soprattutto la 'ndrangheta e gruppi di albanesi, e il «clan del golfo», l' organizzazione paramilitare colombiana attiva nel narcotraffico e venditrice delle tonnellate di Genova.

genova sequestrate 2 tonnellate di cocaina 1GENOVA SEQUESTRATE 2 TONNELLATE DI COCAINA 
«El Ruso» si oppose a quell' estradizione, consapevole che gli avrebbero fatto pagare il sequestro di cocaina, cento chili destinati a Milano. L' omicidio aveva innescato un vortice di vendette, sia interne alla criminalità, sia contro lo Stato, mai esente da trattative con gli stessi narcos: la strage alla scuola militare di Bogotà il 17 gennaio (20 vittime), è il secondo evidente segnale di un «equilibrio» disintegrato e che ha provocato, in Europa, un calo di «disponibilità» della cocaina sudamericana.

Del sequestro nel porto, consigliano gli stessi investigatori, bisogna rilevare due dati. Il primo: il sequestro è «merito» di una soffiata di rivali del «clan del golfo». Il secondo dato: non praticando le mafie un assolutismo logistico, è indubbio, come osservato dal procuratore di Genova Francesco Cozzi, un ricorso, in alternativa all'«inflazionato» porto di Gioia Tauro, di quello di Genova, e insieme di Livorno con perno sull' isola d' Elba.

genova sequestrate 2 tonnellate di cocaina 5GENOVA SEQUESTRATE 2 TONNELLATE DI COCAINA 
Qualcuno osserva che sarebbe stato più tattico non arrestare quel 59enne spagnolo che a Barcellona aspettava il carico, in quanto probabile ultima pedina della filiera, e ugualmente, ripete al Corriere una fonte della polizia, quest' operazione farà capire l' importanza di ripristinare la piena efficienza dei reparti anti-droga delle forze dell' ordine, ferme nell' allestimento di grandi strategie per intercettare a monte le organizzazioni criminali. Analisi che non inficiano l' inchiesta di Genova, utile per ulteriori riflessioni.

genova sequestrate 2 tonnellate di cocaina 4GENOVA SEQUESTRATE 2 TONNELLATE DI COCAINA 
Abbiamo parlato della qualità della cocaina: dalla Spagna transitano i migliori carichi, con prezzi superiori rispetto ad Anversa. Se è storico l' attivismo della 'ndrangheta nella droga, che qui e non altrove costruisce il suo impero, c' è una tendenza in crescita, e ha per protagonisti quei gruppi albanesi dei quali le cosche si fidano sempre più: il baratto. Ingenti scambi di droga con il passaggio di merce e non di denaro, eroina dalla Turchia per la cocaina dalla Colombia. Ogni mese, per sua ammissione, «El Ruso» muoveva in Italia 10 tonnellate di cocaina, delle quali sei rimanevano nella nostra nazione.

genova sequestrate 2 tonnellate di cocaina 6GENOVA SEQUESTRATE 2 TONNELLATE DI COCAINA 
La droga genovese avrebbe generato un incasso finale di 560 milioni di euro. Moltiplicato per tre arrivando al totale delle sei tonnellate di «El Ruso», oltre un miliardo e mezzo di euro ogni trenta giorni. Ovvero 33 milioni di sniffate. 

Il sequestro genererà una scia di morte in Sudamerica con ricadute in Europa: più d' uno aveva garantito che il carico sarebbe approdato, più d' uno ne aveva garantito l' acquisto.

Fonte: qui

giovedì 5 luglio 2018

GIALLO A BARCELLONA: “ABIDAL SALVATO DA UN FEGATO COMPRATO DA TRAFFICANTI DI ORGANI”?

L’INTERCETTAZIONE DELL’EX PRESIDENTE ROSELL RILANCIATA DA UNA TESTATA SPAGNOLA: L’ORGANO NON FU DONATO ALL’EX CALCIATORE DAL CUGINO MA ACQUISTATO SUL MERCATO NERO 

IL BARCELLONA SMENTISCE, L’INCHIESTA E’ STATA ARCHIVIATA…

Paola Del Vecchio per il Messaggero

Lo scandalo rischia di essere dirompente nella Spagna da 26 anni leader mondiale dei trapianti di organi. La guardia civile e la polizia nazionale hanno intercettato telefonate in cui l' ex presidente del Barcellona F.C., Sandro Rosell, ammette implicitamente di «aver comprato un fegato illegale» per l' ex calciatore e attuale segretario tecnico del club, Eric Abidal, che nel 2012 fu sottoposto a trapianto dopo una recidiva di cancro epatico in un ospedale pubblico, il Clinic di Barcellona.

La vicenda di Abidal scosse il mondo calcistico, dopo che il difensore annunciò nel 2011 di avere un cancro al fegato. Fu operato e tornò in campo, vinse una Champions, ma dovette affrontare, un anno dopo, il trapianto.
abidalABIDAL

«Dani Alves voleva darmi il suo fegato, ma non poteva essere», ricordava il francese che assicurò che il donante era stato suo cugino Gerard.

BATTAGLIA La sua caparbia battaglia ne ha fatto un simbolo anche se nel 2013 Albidal abbandonò il Barcellona perché non gli era stato rinnovato il contratto.
Le conversazioni, rivelate da El Confidencial, risalgono all' aprile 2017: Rosell al telefono parla con un tale Juanjo, che critica il comportamento di Abidal: «Va contro di noi, a questo qui noi gli abbiamo comprato un fegato illegale». Rosell assente e il suo interlocutore aggiunge: «E abbiamo venduto che era del cugino. Che era del cugino!». L' ex presidente replica: «Sì, sì, sì».

abidal rosellABIDAL ROSELL
Sul caso è stata aperta un' inchiesta dalla Procura di Barcellona, archiviata ad aprile, dopo l' invio di una rogatoria in Francia rimasta senza risposta. Ora l' Organizzazione Nazionale di Trapianti ha avviato un' indagine interna sulla donazione ad Abidal che «è stata concorde con la legislazione vigente e i protocolli clinici abituali». Il Barcellona ha smentito «ogni irregolarità». Il calciatore protestò per non essere stato pagato durante la malattia. A sorpresa Abidal è stato ingaggiato, a giugno, come segretario tecnico blaugrana.

CASO ARCHIVIATO
abidal messiABIDAL MESSI

La giustizia spagnola ha archiviato l'inchiesta su un presunto "acquisto illegale" da parte del Barcellona di un fegato per il calciatore francese Eric Abidal, malato di cancro e operato nel 2012. Il Tribunale Superiore di Giustizia di Catalogna ha spiegato di avere ricevuto un anno fa una segnalazione al riguardo dalla procura ma che dopo una serie di verifiche il 18 aprile del 2018 è stata disposta l'archiviazione dopo che era stata anche avviata una rogatoria in Francia che non ha ravvisato nulla di punibile per come sono stati descritti i fatti".

abidal messiABIDAL MESSI
Il Barcellona ha subito smentito la notizia apparsa sulla stampa spagnola relativa all'acquisto illegale di un fegato per il difensore. "Dopo le informazioni pubblicate oggi in relazione al trapianto effettuato su Eric Abidal, l'FC Barcelona - si legge in una nota - nega categoricamente ogni irregolarità". La dichiarazione poi continua: "L'onore di Abidal e della fondazione che ha creato dopo il suo trapianto non può essere messo in dubbio".

Fonte: qui

mercoledì 4 ottobre 2017

LA SEDE DELLA GUARDIA CIVIL A BARCELLONA ASSEDIATA DA MIGLIAIA DI PERSONE: “FUORI LE FORZE DI OCCUPAZIONE”

CACCIATI DAGLI ALBERGHI CHE LI OSPITANO IN PROVINCIA 
IL CAPO DEI MOSSOS D’ESQUADRA, LA POLIZIA CATALANA, E' INDAGATO PER SEDIZIONE: HA DISUBBIDITO AGLI ORDINI DI MADRID E RISCHIA 8 ANNI DI CARCERE
CATALOGNA: IL CAPO DEI MOSSOS INDAGATO PER SEDIZIONE
(ANSA) - Josep Lluis Trapero, il capo dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, è stato convocato in tribunale con l'accusa di sedizione per non essere intervenuto per controllare nei giorni scorsi una manifestazione di fronte al Dipartimento dell'economia a Barcellona. Secondo la Vanguardia online, Trapero rischia tra i quattro e gli otto anni di carcere.


F.Oli. per la Stampa

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Cacciati dagli alberghi, assediati in prefettura e insultati per strada. Per la polizia spagnola la Catalogna è una terra ostile. Il motto si ripete in ogni manifestazione: «Fuori le forze d' occupazione». E dallo slogan si sta passando ai fatti. Gli occupanti, secondo lo schema ormai dominante, sono gli agenti della polizia nazionale e della Guardia Civil, protagonisti delle cariche violente contro gli elettori del referendum indipendentista. Gli assediati ora tentano di assediare, circondando sedi, alberghi e alloggi provvisori dei reparti dispiegati in Catalogna per impedire, con le cattive, un referendum vietato dalla legge.

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Discorso opposto va fatto per i Mossos: la polizia catalana è sempre più amata dai tanti ribelli della Catalogna, «grazie» si sussurra spesso all' orecchio degli agenti in strada. La gratitudine nasce dal mancato intervento contro il referendum che era stato chiesto dai magistrati, ma che non è scattato. Le diffidenze reciproche con gli altri corpi, già evidenti nei giorni degli attentati di agosto, sono diventate ormai manifeste. Domenica ai seggi le liti sono state molte, non ci si scambia più informazioni e le procure non vogliono più affidare le indagini ai Mossos.

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Nella sede della polizia nazionale sulla via Laietana da lunedì mattina si protesta senza sosta, notte compresa. Dove due giorni fa c' erano poche persone a protestare, ieri erano radunate decine di migliaia di indipendentisti. Il muro umano che si è creato ha impedito ai mezzi con la bandiera spagnola ben esposta sul cruscotto di uscire dal vicoletto dove sono parcheggiate. I cori vanno avanti senza pause: «Fascisti», «assassini», «andate in Spagna», pure con qualche variante: «Questo palazzo diventerà una biblioteca».

Ma ai poliziotti va persino peggio nel resto della Catalogna. In vari posti sono stati letteralmente cacciati dagli alberghi da cittadini furiosi per la «repressione contro il popolo indifeso», spesso con la complicità dei sindaci. Gli elenchi degli alloggi dove erano ospitate «le forze d' occupazione» giravano sui social.

dissonanze guardia civil mossos desquadraDISSONANZE GUARDIA CIVIL MOSSOS DESQUADRA
Gli abitanti di Calella (nella zona del Maresme) ne hanno mandati via 500, rimasti senza una stanza quando tornavano dalle operazioni di domenica. Stessa sorte toccata agli agenti che dormivano nel Comune di Pineda del Mar, dove i proprietari degli hotel hanno raccontato di forti pressioni per mandare via gli ospiti indesiderati. Loro, gli agenti, ormai non nascondono più il disagio per l' ambiente che li circonda, e si sentono abbandonati anche dalle autorità spagnole. A Pineda, ai cori di scherno hanno risposto con un altro coro: «Lasciateci lavorare».
BARCELLONA SCONTRIBARCELLONA SCONTRI

Il premier Mariano Rajoy li invita a non cedere: «Non lasciate gli alberghi». Sostegno anche dal socialista Pedro Sanchez. La neutralità delle forze dell' ordine sta venendo meno: il leader della destra catalana, Xavier Garcia Albiol, ha fatto visita alle truppe, accolto da applausi. Poi tutti insieme si sono messi a gridare: «Viva il re, viva la Spagna, viva la Catalogna».

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Alberghi a parte, gli altri poliziotti dormono ormai da due settimane nelle navi da crociera ancorate al porto di Barcellona e Tarragona. Una certa indignazione tra i catalani ha creato la foto di gruppo, con bandiera spagnola, fatta al rientro dalle operazioni del primo ottobre. Con oltre 800 feriti, forse non c' era molto da celebrare, è il pensiero condiviso.

Ma, anche al porto, l' ambiente non è cordiale: gli scaricatori si rifiutano ormai da giorni di portare viveri e assistenza di ogni genere a quelli che definiscono «gli occupanti». Un gruppo dei lavoratori ieri camminava sulla Rambla, per raggiungere la manifestazione: «Le navi? Ancora non abbiamo trovato il modo di affondarle». Il tono è scherzoso, ma tutto il resto no.

Fonte: qui

venerdì 22 settembre 2017

LA GUARDIA CIVIL INVADE BARCELLONA

NON C’E’ POSTO NELLE CASERME E I MILITARI DORMONO IN NAVI FERME IN PORTO. 
I CAMALLI CATALANI, PERO’, CHIUDONO I RUBINETTI DELL’ACQUA 
BRUXELLES MOLLA GLI INDIPENDENTISTI. MADRID SEQUESTRA 10 MILIONI DI SCHEDE ELETTORALI 
DISPETTI FRA RAJOY E PUIGDEMONT

Francesco Olivo per La Stampa

GUARDIA CIVIL SPAGNAGUARDIA CIVIL SPAGNA
Chi va in cerca di momenti epici trova in questi giorni materiale infinito. Due navi da crociera attraccate al porto di Barcellona e una a quello di Tarragona fanno scattare paragoni arditi: dentro, per una volta, non ci sono i famigerati turisti, ma un migliaio (almeno) di agenti della Guardia Civil inviati in Catalogna vista l' aria che tira. L' immagine diventa facilmente preda della retorica popolare: «Sbarcano, ci invadono», si dicono due ragazzi con bandiera indipendentista. La polizia spiega che si tratta puramente di logistica: è impossibile piazzare tutti in caserme e hotel e che quindi sono stati affittati i traghetti (Moby e Grandi Navi Veloci).

Guardia Civil a BarcellonaGUARDIA CIVIL A BARCELLONA
L' arrivo delle forze dell' ordine dovrebbe riportare legalità e calma in ore convulse, ma provoca l' effetto opposto: scoperta l' identità dei croceristi, i portuali di Barcellona si riuniscono in assemblea e decidono di non rifornire di acqua e cibo le due navi. Niente di grave (gli agenti scendono a piedi e fanno la spesa), ma l' epica prende piede.

Guardia Civil con i Mossos desquadraGUARDIA CIVIL CON I MOSSOS DESQUADRA
Il giorno dopo del lunghissimo mercoledì, con gli arresti e la rivolta di piazza, si respira una calma carica d' attesa. Qui e là spuntano manifestazioni. La più grande è davanti al tribunale per pretendere la libertà dei 14 funzionari arrestati nel blitz del 20 settembre. In serata la maggior parte di loro torna in libertà (con multe da pagare). L' indipendentismo fa registrare due successi non banali: interesse misto a simpatia all' estero (ieri anche il Times si è schierato per il referendum) e l' allargamento della propria base.
guardia civil 1GUARDIA CIVIL 1

Blitz e manette hanno fatto impressione anche ad alcuni di quelli che non avrebbero voluto un referendum unilaterale. La Generalitat è un' istituzione molto sentita dai cittadini, a prescindere dal partito che comanda, e vedere l' irruzione in grande stile in quei palazzi ha allontanato dalla Spagna vasti settori, che infatti sono scesi in piazza.

ADA COLAUADA COLAU
Ada Colau, sindaca di Barcellona, con un curriculum non nazionalista, è tra questi: «Le istituzioni catalane adesso vanno difese», ha dichiarato chiamando i cittadini a mobilitarsi. Se si cerca un mediatore, non ci si rivolga a Bruxelles: «Non abbiamo queste competenze. Rispettiamo l' ordine costituzionale della Spagna», ha spiegato il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas. Da Madrid intanto arriva un' offerta che non cambia le cose: «Rinunciate al voto e arriveranno riforme», dicono con accenti diversi socialisti e popolari, in un appello che resta inascoltato.

Puigdemont RajoyPUIGDEMONT RAJOY
La grande domanda che circola è: il referendum è confermato? La macchina preparatoria è stata fortemente ostacolata dalle azioni di polizia (quasi dieci milioni di schede sequestrate). Tra le fila indipendentiste aumentano le voci della cancellazione della consultazione. Circolano varie ipotesi alternative, nessuna delle quali prevede una resa a Madrid. Poi, nel pomeriggio, a sorpresa, con un tweet il presidente della Generalitat Carles Puigdemont pubblica un link a un sito che indica il luogo dove ciascuno potrà votare, informazione finora tenuta sotto assoluto segreto.

REFERENDUM CATALOGNA1REFERENDUM CATALOGNA
La pagina web va subito in tilt, e probabilmente, come già successo in queste settimane, sarà oscurata dalla polizia spagnola. Ma si tratta di un messaggio preciso, un rilancio della sfida, quando il governo Rajoy riteneva quello del referendum un discorso chiuso. Come è un messaggio a Madrid la decisione di Puigdemont di pagare con una settimana di anticipo gli stipendi settembre dei funzionari catalani per aggirare il blocco dei conti deciso dal governo.

Il colpo ad effetto del leader indipendentista, tuttavia, non spegne affatto le speculazioni sul futuro. La Generalitat fa sapere che, almeno in teoria, c' è tutto il tempo per riorganizzare la consultazione, anche se è ormai difficile garantire validità legale a un voto che si svolgerà, ammesso e non concesso, in condizioni assai precarie.
referendum Catalogna3REFERENDUM CATALOGNA

Le ipotesi, in caso di sospensione del voto, su cui si esercitano i politici in queste ore sono di fatto due. La prima prevede un ritorno alle urne con i partiti indipendentisti uniti in un grande listone, con un solo punto programmatico: secessione. In queste regionali plebiscitarie sull' onda emotiva delle operazioni poliziesche spagnole l' obiettivo sarebbe varcare per la prima volta la soglia del 50% (nel 2015 si sono fermati al 47,8%) e quindi dire addio a Madrid.

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L' altra è più radicale e viene chiamata con una sigla: Dui, ovvero dichiarazione unilaterale di indipendenza. In sostanza, davanti all' impossibilità di celebrare un referendum legale, i partiti voterebbero una legge che prevede l' addio a Madrid, una misura che piace all' ultra sinistra della Cup, ma meno ai più ragionevoli della coalizione. «Siamo sotto attacco, dobbiamo sempre rilanciare», spiegano dal Palau della Generalitat. Scommesse infinite per un futuro che fa paura a tutti.

Fonte: qui

MADRID VS BARCELLONA: SE RESTI IN SPAGNA TI RIEMPIO DI SOLDI

RECUPERATA DAL CASSETTO LA PROPOSTA DI LASCIARE NELLA REGIONE TUTTE LE IMPOSTE RACCOLTE IN CATALOGNA, A CONDIZIONE DI NON FARE IL REFERENDUM SULL’INDIPENDENZA 
MULTE SALATE AI DISSIDENTI: 12 MILA EURO AL GIORNO 
Carlo Nicolato per Libero Quotidiano

REFERENDUM CATALOGNAREFERENDUM CATALOGNA
Da una parte l' assoluta «fermezza democratica a difesa della legalità costituzionale», almeno fino al primo ottobre, con l' obiettivo cioè di fermare a tutti i costi il referendum. Quindi avanti con la linea dura, con le minacce di «mali maggiori» se la Catalogna non si tira indietro, e con multe a raffica per la prima volta comminate dalla Corte Costituzionale. Si parla di 12mila euro per ogni giorno di disobbedienza per sette fiduciari centrali (quelli con la posizione più elevata) e 6mila euro ai 15 amministratori di demarcazione corrispondenti ai territori di Aran, Barcellona, Girona, Lleida e Tarragona. Ai quali si devono aggiungere quelle rifilate al Segretario Generale del Dipartimento del Vice Presidente delle Finanze, Josep Maria Jové (12 mila euro un giorno), e al capo del Dipartimento dei processi elettorali e consultazioni popolari, Montserrat Vidal i Roca (6mila).

REFERENDUM catalogna 2REFERENDUM CATALOGNA 2
Dall' altra però Madrid apre a una soluzione di dialogo post primo ottobre, sempre però che gli indipendentisti rinuncino al referendum. Il dialogo potrebbe essere reso possibile da una proposta del Psoe, già depositata in Parlamento, perché si lavori alla riforma del modello di autonomia della Catalogna in una commissione parlamentare.

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Di riforma costituzionale aveva già parlato il premier Mariano Rajoy durante le trattative delle settimane scorse, trovando un muro invalicabile nell' opposizione dei catalani. Stavolta però c' è una novità sostanziosa, quella cioè avanzata dal ministro dell' Economia Luis de Guindos che in un' intervista al Financial Times, sostiene che il governo è disponibile a offrire «più soldi e maggiore autonomia finanziaria» se Barcellona abbandona i piani di secessione. In pratica il governo centrale è disposto a «comprare» la permanenza della Catalogna versando nelle casse di quest' ultima qualche miliardino di euro in più all' anno, oltre a garantire, forse, qualche grado di autonomia maggiore.
luis de guindosLUIS DE GUINDOS

Peraltro nemmeno questa è una novità, perché l' idea di Guindos nasce da un Patto di Bilancio avanzato qualche anno fa, nel 2012, dall' ex presidente della Generalitat Artur Mas. Anche all' epoca c' era Rajoy alla Moncloa ma a quei tempi non se ne fece nulla.

Carles PuigdemontCARLES PUIGDEMONT
«Nel 2012 eravamo nel bel mezzo della crisi economica», sostiene de Guindos; «ma ora la situazione è cambiata, c' è la ripresa e si aprono nuove opportunità». Il Patto di Bilancio proposto da Mas prevedeva che la Generalitat trattenesse tutte le imposte prelevate in Catalogna e che in un secondo momento pagasse a Madrid una quota o determinati servizi. Sebbene un meccanismo del genere esista già da lustri nei Paesi Baschi e in Navarra, la Moncloa rispose ufficialmente che il «sistema Mas» non era compatibile con la Costituzione. Come per magia adesso, secondo quanto dice lo stesso ministro dell' Economia, la Costituzione spagnola sembra diventata improvvisamente più comprensiva.
referendum Catalogna4REFERENDUM CATALOGNA

Tutto dipende però dal primo di ottobre. E sebbene molti leader indipendentisti, tra i quali il vicepresidente Oriol Junquieras, abbiano già detto che ormai il referendum è compromesso, il presidente Puigdemont tira dritto per la sua strada cercando da una parte di cavalcare la protesta per gli arresti di un paio di giorni fa. La sfida continua.

Fonte: qui