9 dicembre forconi: Guardia Civil
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venerdì 15 dicembre 2017

IGOR IL RUSSO CATTURATO IN SPAGNA DOPO UN CONFLITTO A FUOCO CON LA GUARDIA CIVIL

SAREBBE STATO ARRESTATO NEI PRESSI DI SARAGOZZA DOVE SI ERA RIFUGIATO DURANTE LA SUA LATITANZA 

NELLA NOTTE HA UCCISO TRE PERSONE, DUE MILITARI E UN CIVILE DURANTE UNA SPARATORIA 

LA VEDOVA DI DAVIDE FABBRI: "SPERO SCONTI LA PENA MA..." - VIDEO!

























IGOR VACLAVICIGOR VACLAVIC
Igor il russo, il "killer di Budrio" che per mesi è stato oggetto di una gigantesca caccia all'uomo nel Ferrarese, secondo fonti di NewsMediaset sarebbe stato arrestato in Spagna, nei pressi di Saragozza, dove si era rifugiato durante la sua lunga fuga. Il latitante, sulle cui tracce erano da tempo i carabinieri, avrebbe ucciso tre persone nel Paese iberico prima di essere bloccato.

IGOR: POLIZIA CONFERMA, IMPRONTE DIGITALI SONO SUE
(ANSA) - La polizia scientifica italiana - secondo quanto apprende l'ANSA - ha concluso positivamente il riscontro delle impronte digitali rilevate ad Igor 'il russo' e immesse dalla guardia civil nella banca dati europea Afis con quelle già in possesso della polizia italiana. Il riscontro ha dato esito largamente positivo, confermando definitivamente che la persona arrestata è proprio quella ricercata per gli omicidi commessi a Budrio (Bologna) e Portomaggiore (Ferrara), avvenuti rispettivamente il primo e l'otto aprile scorsi.

IGOR: MINNITI, GRAZIE AD AUTORITÀ SPAGNA E CC
(ANSA) - "Un ringraziamento alle autorità spagnole, all'Arma dei carabinieri e il pensiero va alle vittime di Budrio e alle vittime in Spagna". Così il ministro dell'Interno Marco Minniti oggi a Rimini in prefettura per la firma del "Patto per la sicurezza avanzata" alla presenza dei 25 sindaci della Provincia.

IGOR: VEDOVA, SPERO SCONTI PENA, MA MIO DRAMMA RESTA
(ANSA) - "Spero che sconti la pena dovuta e che possa essere finalmente fatta giustizia. Anche se questo non potrà mai cambiare il mio dramma". Così Maria Sirica, vedova del barista Davide Fabbri, prima vittima di 'Igor il russo', ha reagito alla notizia dell'arresto del latitante serbo in Spagna. Secondo il suo avvocato, Giorgio Bacchelli, che ha riportato all'ANSA le dichiarazioni della donna, Sirica è "molto agitata e molto turbata" dalla notizia.

Fonte: qui

IGOR VACLAVIC E’ STATO CATTURATO PER SBAGLIO!  

LE FORZE DELL’ORDINE ERANO CONVINTE CHE IL CRIMINALE FOSSE A MALAGA E LÌ LO STAVA CERCANDO LA GUARDIA CIVIL IN CONTATTO CON LE NOSTRE FORZE DI POLIZIA 

MA A 200 CHILOMETRI DA SARAGOZZA, INVECE, QUALCUNO HA ASSALTATO LE VILLE ISOLATE DELLA CAMPAGNA 

GLI INVESTIGATORI PENSAVANO A UNA BANDA VIOLENTA DI ROMENI E INVECE…

Pierangelo Sapegno per http://notizie.tiscali.it

IGOR VACLAVICIGOR VACLAVIC
L’hanno preso per sbaglio, Igor il russo. Come sempre capita nelle grandi cacce ai latitanti, alla fine è un dettaglio incongruo, un destino inaspettato, a sparigliare le carte del mazzo. I carabinieri avevano segnalato agli inquirenti spagnoli la presenza in territorio iberico di Norbert Feher, il killer serbo che il primo aprile uccise il barista Davide Fabbri durante una rapina a Budrio e una settimana dopo la guardia ecologica Valerio Verri.

Ma sono coinvinti che si trovi a Malaga, coinvolto in un grande traffico di droga. E lì lo sta cercando la Guardia Civil in contatto con le nostre forze di polizia. A 200 chilometri da Saragozza, invece, qualcuno assalta le ville isolate della campagna nella zona di El Venturillo di Teruel, cittadina dell’Aragona.

MOLTE VITTIME ANCHE IN SPAGNA

IGOR VACLAVIC ARRESTATO IN SPAGNAIGOR VACLAVIC ARRESTATO IN SPAGNA
Gli investigatori pensano a una banda molto violenta di romeni. Al primo colpo hanno ucciso un cane. Ma la seconda volta, il 5 dicembre, un bandito armato di tutto punto non ha esitato a far fuoco contro il padrone di casa, un signore molto conosciouto soprannominato «Il fabbro», a Albalate del Arzobispo, sempre in Aragona. E quando il ranchero José Luis Iranzo segnala la presenza di uno di loro vicino alla sua fattoria, due uomini della Guardia Civil, Victor Romero Perez, 30 anni, e Victor Jesus Caballero Espinoza, di 38, prendono e vanno da lui.

CACCIA A IGOR VACLAVICCACCIA A IGOR VACLAVIC
«Non parla spagnolo», dice José Luis. «Dev’essere uno dei rumeni che cercate». Gli dicono di seguirli. I due militari non sono in divisa. Ma siccome questi rumeni hanno già dato prova della loro efferatezza, meglio prendere qualche precauzione. Così, si infilano i giubbotti antiproiettile. Ma quando si presentano non fanno quasi tempo a parlare: Igor li investe con una scarica di pallottole. I due agenti cadono a terra colpiti a morte e anche José Luis Iranzo smette di respirare. In seguito, la Guardia Civil farà presente come l’assassino avesse sparato per uccidere e sapesse fin troppo bene dove mirare. Proprio come un soldato.

IGOR VACLAVICIGOR VACLAVIC
E’ solo a questo punto che comincia a farsi strada l’idea che quel killer non sia uno sbandato romeno, ma qualcosa di più: l’inafferrabile Norbert Feher, Igor il russo, inseguito da mandati di cattura di molti paesi europei, arrestato una volta dalle autorità italiane nel 2010, quando aveva detto di chiamarsi Igor Vaclavic, esule croato, e che rubava solo perché costretto dalla fame.

In carcere ai compagni di cella aveva raccontato di essere un soldato, di aver fatto l’agente dei sevizi segreti russi, aver vissuto sulle montagne cinesi e aver fatto il gigolò in Spagna. Farcisce le sue storie di un mucchio di palle, ma qualcosa di vero ci dev’essere. Quando finalmente si scopre che lui è in verità Norbert Feher, un criminale comune, inseguito da un mandato di cattura dalla Serbia, i nostri inquirenti, muovendosi a fatica fra tutte le informazioni che arrivano, si accorgono - ad esempio - che davvero lui ha passato un lungo periodo in Spagna, dove ha mantenuto contatti e amicizie.

IGOR VACLAVICIGOR VACLAVIC
COSÌ È STATO CATTURATO IGOR

Un gruppo dei Ros vola a Madrid e trova le conferme che cercava. Solo che le prime segnalazioni lo individuano a Malaga. E’ solo adesso, nella sera di giovedì, che il quadro cambia. L’assassino delle due guardie e di José Luis Iranzo è Igor il russo. Dopo avergli sparato davanti al casolare dove s’era rifugiato, ha preso un pick up nel cortile di colore verdino e dietro, sul cassettone, ci ha caricato pure una bicicletta.
igor vaclavic 8IGOR VACLAVIC 

Si è vestito da soldato, con una tuta mimetica, e prima di andare via si è chinato sui corpi senza vita delle due guardie per prendersi le loro pistole di ordinanza: due Beretta. Ma questa volta anche la Guardia Civil fa sul serio. Ha schierato tutti gli uomini che poteva permettersi: lo cercano in 800, con gli elicotteri che spazzano la campagna a bassa quota.

igor vaclavic 6IGOR VACLAVIC 
Lui prende le strade che si arrampicano fra i boschi e guida solo a fari spenti. E’ per questo che al chilometro 95,50 della A-226, in un tratto in leggera pendenza, a El Maestrazgo, in una zona di Teruel, non abbroda bene una curva ed esce di strada, con il pick up che si impana su un dosso coperto dagli alberi.

LUI INFORCA LA BICICLETTA E SI INFILA NEI BOSCHI

igor vaclavic 5IGOR VACLAVIC 
Ma senza una strada a far da bussola, anche il soldato di ventura che era riuscito sempre a sfuggire ai suoi cacciatori, comincia a perdersi. Finisce dentro un posto di blocco, come uno sprovveduto. Sono le 2 e 50 di notte. E’ armato fino ai denti, ha addosso anche le due pistole rubate alle sue vittime, ma preferisce mollare qui.

Per ora, Igor il russo, assassino spietato e folle, si è arreso. La Guardia Civil ha informato che «non collabora con gli inquirenti». L’hanno messo nudo, con i boxer neri, il petto un po’ cadente e la barba lunga a guardare la macchina della foto segnaletica. La fissa stancamente.

Fonte: qui

igor vaclavic 9IGOR VACLAVIC 

giovedì 5 ottobre 2017

CATALOGNA - IL PARTITO DI SINISTRA CUP: ‘LUNEDÌ PROCLAMEREMO L’INDIPENDENZA’. E MADRID INVIA L’ESERCITO


INDAGATO PER SEDIZIONE IL CAPO DEI MOSSOS, LA POLIZIA REGIONALE, ACCUSATO DI AVER MESSO IN PERICOLO LA SICUREZZA DEGLI AGENTI DELLA GUARDIA CIVIL DURANTE LE PROTESTE 

ECCO COSA PENSA DI FARE IL GOVERNO CENTRALE

Francesco Olivo per www.lastampa.it

dissonanze guardia civil mossos desqadraDISSONANZE GUARDIA CIVIL MOSSOS DESQADRA
I segnali parlano chiaro: non c’è alcun ponte tra Madrid e Barcellona. Anzi, si avvicina la resa dei conti. A poche ore dal durissimo discorso del re Filippo VI che ha attaccato le ambizioni secessioniste della Catalogna, oggi sono arrivati, uno dopo l’altro, nuovi elementi di rottura. Il capo dei Mossos d’Esquadra, la polizia autonoma, Josep Lluis Trapero è indagato per sedizione e venerdì prossimo dovrà presentarsi nella capitale spagnola per essere interrogato. Intanto il partito della sinistra indipendentista catalana, la Cup, (Candidatura d’Unitat Popular), annuncia che alla plenaria del Parlament di Barcellona lunedì, si «proclamerà l’indipendenza e la Repubblica catalana».

Contro la convocazione il partito socialista catalano ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale. Il governo spagnolo assicura che reagirà, che la tensione stia salendo lo dimostra anche una notizia che arriva da Madrid: la decisione di inviare due convogli militari in Catalogna. Per il momento si tratterebbe solo di “supporto logistico” spiega il ministero della Difesa, ma la mossa viene letta a Barcellona con una un’unica interpretazione: «Ci invadono».

Guardia Civil con i Mossos desquadraGUARDIA CIVIL CON I MOSSOS DESQUADRA

Le accuse contro il capo dei Mossos 


Contro «il maggiore» Josep Lluis Trapero l’accusa è grave: aver messo in pericolo la sicurezza degli agenti della Guardia Civil impegnati lo scorso 20 settembre in un’operazione che ha portato all’arresto di 14 funzionari della Generalitat catalana. In quelle ore di tensione, decine di migliaia di manifestanti si radunarono sotto la sede dell’assessorato all’Economia, dove era in corso la perquisizione della polizia spagnola, che cercava prove contro il referendum definito illegale dalla Corte costituzionale.

L'ALTRA CATALOGNA CONTRO LA SECESSIONEL'ALTRA CATALOGNA CONTRO LA SECESSIONE
Un assedio durato ore nel centro di Barcellona, che ha costretto i poliziotti a restare chiusi dentro l’edificio per quasi 24 ore. L’ipotesi della magistrata è che i Mossos d’Esquadra non abbiano rispettato gli ordini che arrivavano, per poter evacuare il palazzo senza mettere a rischio la sicurezza dei colleghi. 


REFERENDUM CATALOGNAREFERENDUM CATALOGNA
Gli agenti spagnoli riuscirono a uscire soltanto all’alba, scortati proprio dai Mossos, tra gli insulti dei manifestanti. A rimetterci era stata l’automobile della Guardia Civil, parcheggiata sotto il palazzo e diventata una specie di palco per dei comizi improvvisati e poi distrutta dai giovani indipendentisti. Indagati anche gli organizzatori di quella protesta, il presidente delle associazioni Assemblea Nazionale catalana, Jordi Sanchez e Omnium cultural, Jordi Cuixart, veri motori del processo indipendentisti. 
Puigdemont RajoyPUIGDEMONT RAJOY

Cup: proclameremo l’indipendenza lunedì 


Il presidente catalano Puigdemont riferirà lunedì mattina davanti al parlamento di Barcellona convocato per una seduta straordinaria sui «risultati e sui loro effetti» del referendum.

Lo ha deciso l’ufficio di presidenza dell’assemblea. Secondo il Psc, che rappresenta in Catalogna il Psoe spagnolo, la riunione è «illegale» in base alle decisioni della Corte costituzionale contro il referendum di indipendenza. Il segretariato del Parlament ha avvertito che, in base ai pronunciamenti della Corte spagnola, la sessione non dovrebbe tenersi. Il partito di sinistra Cup che fa parte del fronte secessionista ha chiesto che nella sessione si approvi una dichiarazione di indipendenza. 

Le risposte di Madrid 

mossosMOSSOS
Il governo spagnolo sta valutando diverse opzioni per una risposta legale proporzionata a un’eventuale dichiarazione di indipendenza da parte del governo regionale catalano, mossa considerata illegale oltre ogni proporzione. Le misure evocate potrebbero arrivare all’attivazione dell’articolo 155 della costituzione spagnola, fino a un’eventuale sospensione dell’autonomia regionale catalana. Sembra esclusa l’ipotesi di una mediazione internazionale così come il dialogo con chi a loro parere «non rispetta lo stesso statuto di autonomia catalano». Dal governo si dicono anche «fiduciosi» che la Commissione europea sosterrà le posizioni di Madrid.
re felipeRE FELIPE

Fonte: qui

mercoledì 4 ottobre 2017

LA SEDE DELLA GUARDIA CIVIL A BARCELLONA ASSEDIATA DA MIGLIAIA DI PERSONE: “FUORI LE FORZE DI OCCUPAZIONE”

CACCIATI DAGLI ALBERGHI CHE LI OSPITANO IN PROVINCIA 
IL CAPO DEI MOSSOS D’ESQUADRA, LA POLIZIA CATALANA, E' INDAGATO PER SEDIZIONE: HA DISUBBIDITO AGLI ORDINI DI MADRID E RISCHIA 8 ANNI DI CARCERE
CATALOGNA: IL CAPO DEI MOSSOS INDAGATO PER SEDIZIONE
(ANSA) - Josep Lluis Trapero, il capo dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, è stato convocato in tribunale con l'accusa di sedizione per non essere intervenuto per controllare nei giorni scorsi una manifestazione di fronte al Dipartimento dell'economia a Barcellona. Secondo la Vanguardia online, Trapero rischia tra i quattro e gli otto anni di carcere.


F.Oli. per la Stampa

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Cacciati dagli alberghi, assediati in prefettura e insultati per strada. Per la polizia spagnola la Catalogna è una terra ostile. Il motto si ripete in ogni manifestazione: «Fuori le forze d' occupazione». E dallo slogan si sta passando ai fatti. Gli occupanti, secondo lo schema ormai dominante, sono gli agenti della polizia nazionale e della Guardia Civil, protagonisti delle cariche violente contro gli elettori del referendum indipendentista. Gli assediati ora tentano di assediare, circondando sedi, alberghi e alloggi provvisori dei reparti dispiegati in Catalogna per impedire, con le cattive, un referendum vietato dalla legge.

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Discorso opposto va fatto per i Mossos: la polizia catalana è sempre più amata dai tanti ribelli della Catalogna, «grazie» si sussurra spesso all' orecchio degli agenti in strada. La gratitudine nasce dal mancato intervento contro il referendum che era stato chiesto dai magistrati, ma che non è scattato. Le diffidenze reciproche con gli altri corpi, già evidenti nei giorni degli attentati di agosto, sono diventate ormai manifeste. Domenica ai seggi le liti sono state molte, non ci si scambia più informazioni e le procure non vogliono più affidare le indagini ai Mossos.

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Nella sede della polizia nazionale sulla via Laietana da lunedì mattina si protesta senza sosta, notte compresa. Dove due giorni fa c' erano poche persone a protestare, ieri erano radunate decine di migliaia di indipendentisti. Il muro umano che si è creato ha impedito ai mezzi con la bandiera spagnola ben esposta sul cruscotto di uscire dal vicoletto dove sono parcheggiate. I cori vanno avanti senza pause: «Fascisti», «assassini», «andate in Spagna», pure con qualche variante: «Questo palazzo diventerà una biblioteca».

Ma ai poliziotti va persino peggio nel resto della Catalogna. In vari posti sono stati letteralmente cacciati dagli alberghi da cittadini furiosi per la «repressione contro il popolo indifeso», spesso con la complicità dei sindaci. Gli elenchi degli alloggi dove erano ospitate «le forze d' occupazione» giravano sui social.

dissonanze guardia civil mossos desquadraDISSONANZE GUARDIA CIVIL MOSSOS DESQUADRA
Gli abitanti di Calella (nella zona del Maresme) ne hanno mandati via 500, rimasti senza una stanza quando tornavano dalle operazioni di domenica. Stessa sorte toccata agli agenti che dormivano nel Comune di Pineda del Mar, dove i proprietari degli hotel hanno raccontato di forti pressioni per mandare via gli ospiti indesiderati. Loro, gli agenti, ormai non nascondono più il disagio per l' ambiente che li circonda, e si sentono abbandonati anche dalle autorità spagnole. A Pineda, ai cori di scherno hanno risposto con un altro coro: «Lasciateci lavorare».
BARCELLONA SCONTRIBARCELLONA SCONTRI

Il premier Mariano Rajoy li invita a non cedere: «Non lasciate gli alberghi». Sostegno anche dal socialista Pedro Sanchez. La neutralità delle forze dell' ordine sta venendo meno: il leader della destra catalana, Xavier Garcia Albiol, ha fatto visita alle truppe, accolto da applausi. Poi tutti insieme si sono messi a gridare: «Viva il re, viva la Spagna, viva la Catalogna».

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Alberghi a parte, gli altri poliziotti dormono ormai da due settimane nelle navi da crociera ancorate al porto di Barcellona e Tarragona. Una certa indignazione tra i catalani ha creato la foto di gruppo, con bandiera spagnola, fatta al rientro dalle operazioni del primo ottobre. Con oltre 800 feriti, forse non c' era molto da celebrare, è il pensiero condiviso.

Ma, anche al porto, l' ambiente non è cordiale: gli scaricatori si rifiutano ormai da giorni di portare viveri e assistenza di ogni genere a quelli che definiscono «gli occupanti». Un gruppo dei lavoratori ieri camminava sulla Rambla, per raggiungere la manifestazione: «Le navi? Ancora non abbiamo trovato il modo di affondarle». Il tono è scherzoso, ma tutto il resto no.

Fonte: qui

sabato 30 settembre 2017

CATALOGNA DA GUERRA CIVILE: CHIUSO LO SPAZIO AEREO DI BARCELLONA

MADRID: IL REFERENDUM NON CI SARÀ, I MEMBRI DEI SEGGI RISCHIANO MULTE DA 600MILA EURO. MA IL ‘GOVERN’ CATALANO PRESENTA LE URNE SEGRETE: ‘5,3 MILIONI ANDRANNO AL VOTO IN 6249 SEGGI, PACIFICAMENTE' 

10MILA AGENTI INVIATI DAL GOVERNO CENTRALE PER FERMARE LA CONSULTAZIONE, E ARRESTARE I RIBELLI
1.CATALOGNA: GOVERNO MADRID, NON CI SARÀ REFERENDUM
urne referendum catalognaURNE REFERENDUM CATALOGNA
 (ANSA) - Il portavoce del governo spagnolo Inigo Mendez de Vigo ha detto dopo la riunione settimanale del consiglio dei ministri che domenica "non ci sarà alcun referendum in Catalogna". Madrid ha inviato più di 10mila agenti di polizia in Catalogna per impedire il voto.

2.CATALOGNA: 'GOVERN', 5,3 MILIONI AL VOTO, 6.249 SEGGI
 (ANSA) - Il referendum di indipendenza catalano di domenica si terrà nonostante il blocco deciso dal governo di Madrid, ha detto oggi il vicepresidente catalano Oriol Junqueras. Sono chiamati al voto 5,3 milioni di cittadini catalani e saranno aperti 2.315 collegi elettorali con 6.249 seggi.

3.CATALOGNA: 'SI VOTERÀ PACIFICAMENTE DALLE 8 ALLE 20'
indipendentisti catalaniINDIPENDENTISTI CATALANI
 (ANSA) - Domenica si voterà "pacificamente" dalle 8 del mattino alle 20 nonostante il veto di Madrid, ha detto il portavoce del governo catalano Jordi Turull nella conferenza stampa di presentazione del voto. "Nè il governo nè i cittadini della Catalogna stanno facendo nulla di male", ha affermato il vicepresidente Oriol Junqueras, denunciando "lo stato di eccezione" instaurato da Madrid.

4.CATALOGNA: SVELATO 'SEGRETO', PRESENTATE URNE REFERENDUM
guardia civil contro il referendumGUARDIA CIVIL CONTRO IL REFERENDUM
 (ANSA) - Il 'governo' catalano ha svelato oggi uno dei segreti meglio custoditi del referendum di indipendenza di domenica mostrando per la prima volta ai cronisti le urne che saranno usate per il voto e che la polizia spagnola da settimane cerca invano di sequestrare. L'urna è in plastica bianca semi-trasparente con il logo del governo catalano e un coperchio scuro con la fessura per depositare le schede. La Guardia Civil è riuscita a sequestrare circa 13 milioni di schede ma per ora nessuna urna.

5.CHIUSO LO SPAZIO AEREO AI VOLI PRIVATI SU BARCELLONA
catalognaCATALOGNA
 (ANSA) - Il governo spagnolo ha deciso la chiusura dello spazio aereo sopra Barcellona ai voli di aerei privati e elicotteri da oggi a lunedì, in occasione del referendum in Catalogna dichiarato "illegale" da Madrid. La misura non riguarda i voli commerciali dell'aeroporto di Barcellona El Prat e di emergenza, e secondo media catalani punta fra l'altro ad evitare immagini aeree delle grandi manifestazioni che probabilmente si terranno contro il blocco dei seggi.

6.CATALOGNA: MEMBRI SEGGI RISCHIANO MULTE 600MILA EURO
CATALOGNACATALOGNA
(ANSA) - L'Agenzia di Protezione dei Dati del governo spagnolo ha minacciato di imporre multe fino a 600mila euro alle persone che formeranno i seggi elettorali al referendum catalano di domenica, dichiarato "illegale" dalla Spagna. Le multe potrebbero essere imposte per "l'uso fraudolento", secondo l'agenzia spagnola, dei dati dei 5,3 milioni di elettori catalani. Il governo di Madrid ha inviato oltre 10mila agenti di polizia in Catalogna per impedire il referendum.

Fonte: qui
REFERENDUM CATALOGNAREFERENDUM CATALOGNA

venerdì 22 settembre 2017

LA GUARDIA CIVIL INVADE BARCELLONA

NON C’E’ POSTO NELLE CASERME E I MILITARI DORMONO IN NAVI FERME IN PORTO. 
I CAMALLI CATALANI, PERO’, CHIUDONO I RUBINETTI DELL’ACQUA 
BRUXELLES MOLLA GLI INDIPENDENTISTI. MADRID SEQUESTRA 10 MILIONI DI SCHEDE ELETTORALI 
DISPETTI FRA RAJOY E PUIGDEMONT

Francesco Olivo per La Stampa

GUARDIA CIVIL SPAGNAGUARDIA CIVIL SPAGNA
Chi va in cerca di momenti epici trova in questi giorni materiale infinito. Due navi da crociera attraccate al porto di Barcellona e una a quello di Tarragona fanno scattare paragoni arditi: dentro, per una volta, non ci sono i famigerati turisti, ma un migliaio (almeno) di agenti della Guardia Civil inviati in Catalogna vista l' aria che tira. L' immagine diventa facilmente preda della retorica popolare: «Sbarcano, ci invadono», si dicono due ragazzi con bandiera indipendentista. La polizia spiega che si tratta puramente di logistica: è impossibile piazzare tutti in caserme e hotel e che quindi sono stati affittati i traghetti (Moby e Grandi Navi Veloci).

Guardia Civil a BarcellonaGUARDIA CIVIL A BARCELLONA
L' arrivo delle forze dell' ordine dovrebbe riportare legalità e calma in ore convulse, ma provoca l' effetto opposto: scoperta l' identità dei croceristi, i portuali di Barcellona si riuniscono in assemblea e decidono di non rifornire di acqua e cibo le due navi. Niente di grave (gli agenti scendono a piedi e fanno la spesa), ma l' epica prende piede.

Guardia Civil con i Mossos desquadraGUARDIA CIVIL CON I MOSSOS DESQUADRA
Il giorno dopo del lunghissimo mercoledì, con gli arresti e la rivolta di piazza, si respira una calma carica d' attesa. Qui e là spuntano manifestazioni. La più grande è davanti al tribunale per pretendere la libertà dei 14 funzionari arrestati nel blitz del 20 settembre. In serata la maggior parte di loro torna in libertà (con multe da pagare). L' indipendentismo fa registrare due successi non banali: interesse misto a simpatia all' estero (ieri anche il Times si è schierato per il referendum) e l' allargamento della propria base.
guardia civil 1GUARDIA CIVIL 1

Blitz e manette hanno fatto impressione anche ad alcuni di quelli che non avrebbero voluto un referendum unilaterale. La Generalitat è un' istituzione molto sentita dai cittadini, a prescindere dal partito che comanda, e vedere l' irruzione in grande stile in quei palazzi ha allontanato dalla Spagna vasti settori, che infatti sono scesi in piazza.

ADA COLAUADA COLAU
Ada Colau, sindaca di Barcellona, con un curriculum non nazionalista, è tra questi: «Le istituzioni catalane adesso vanno difese», ha dichiarato chiamando i cittadini a mobilitarsi. Se si cerca un mediatore, non ci si rivolga a Bruxelles: «Non abbiamo queste competenze. Rispettiamo l' ordine costituzionale della Spagna», ha spiegato il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas. Da Madrid intanto arriva un' offerta che non cambia le cose: «Rinunciate al voto e arriveranno riforme», dicono con accenti diversi socialisti e popolari, in un appello che resta inascoltato.

Puigdemont RajoyPUIGDEMONT RAJOY
La grande domanda che circola è: il referendum è confermato? La macchina preparatoria è stata fortemente ostacolata dalle azioni di polizia (quasi dieci milioni di schede sequestrate). Tra le fila indipendentiste aumentano le voci della cancellazione della consultazione. Circolano varie ipotesi alternative, nessuna delle quali prevede una resa a Madrid. Poi, nel pomeriggio, a sorpresa, con un tweet il presidente della Generalitat Carles Puigdemont pubblica un link a un sito che indica il luogo dove ciascuno potrà votare, informazione finora tenuta sotto assoluto segreto.

REFERENDUM CATALOGNA1REFERENDUM CATALOGNA
La pagina web va subito in tilt, e probabilmente, come già successo in queste settimane, sarà oscurata dalla polizia spagnola. Ma si tratta di un messaggio preciso, un rilancio della sfida, quando il governo Rajoy riteneva quello del referendum un discorso chiuso. Come è un messaggio a Madrid la decisione di Puigdemont di pagare con una settimana di anticipo gli stipendi settembre dei funzionari catalani per aggirare il blocco dei conti deciso dal governo.

Il colpo ad effetto del leader indipendentista, tuttavia, non spegne affatto le speculazioni sul futuro. La Generalitat fa sapere che, almeno in teoria, c' è tutto il tempo per riorganizzare la consultazione, anche se è ormai difficile garantire validità legale a un voto che si svolgerà, ammesso e non concesso, in condizioni assai precarie.
referendum Catalogna3REFERENDUM CATALOGNA

Le ipotesi, in caso di sospensione del voto, su cui si esercitano i politici in queste ore sono di fatto due. La prima prevede un ritorno alle urne con i partiti indipendentisti uniti in un grande listone, con un solo punto programmatico: secessione. In queste regionali plebiscitarie sull' onda emotiva delle operazioni poliziesche spagnole l' obiettivo sarebbe varcare per la prima volta la soglia del 50% (nel 2015 si sono fermati al 47,8%) e quindi dire addio a Madrid.

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L' altra è più radicale e viene chiamata con una sigla: Dui, ovvero dichiarazione unilaterale di indipendenza. In sostanza, davanti all' impossibilità di celebrare un referendum legale, i partiti voterebbero una legge che prevede l' addio a Madrid, una misura che piace all' ultra sinistra della Cup, ma meno ai più ragionevoli della coalizione. «Siamo sotto attacco, dobbiamo sempre rilanciare», spiegano dal Palau della Generalitat. Scommesse infinite per un futuro che fa paura a tutti.

Fonte: qui